CONVEGNO DI AGGIORNAMENTO E FORMAZIONE PALERMO 20/2/2018

CONVEGNO NAZIONALE DI AGGIORNAMENTO E FORMAZIONE RIVOLTO

A TUTTO IL PERSONALE SCOLASTICO

Dalla decolonizzazione alla

“questione migrante”

20 Febbraio 2018ore 8,30-17,30

I.C.S. “Silvio Boccone” – Palermo 

Via del Vespro, 72 – 90127 Palermo


Esonero dal servizio per tutto il personale docente e Ata (art. 64 commi 4, 5 e 7 del Ccnl 2006/2009)

Iscrizione gratuita – Attestato di partecipazione

È necessario segnalare la concessione dell’esonero per la partecipazione al convegno compilando il

modulo online all’indirizzo http://www.cobasscuolapalermo.wordpress.com/cesp-migranti/


LA LOCANDINA DEL CONVEGNO

IL MODELLO PER LA RICHIESTA DELL’ESONERO

ore 08,30 Registrazione delle presenze

ore 09.00 Migrazioni. Un fenomeno complesso dai risvolti inumani.

padre Domenico Guarino, Missionario comboniano

ore 09.45 Diritti in fondo al mare

Fulvio Vassallo Paleologo. Avvocato e giurista, Presidente Adif

ore 10,30 Voci dal territorio.

Emergenze e pratiche di cittadinanza attiva, a cura delle associazioni antirazziste.

ore 11.00 Pausa

ore 11.30 Similitudine e metafore per raccontare e raccontarsi

Lucia Barbera, docente del CPIA Palermo 1.

ore 12:00 Lavori di gruppo per aree disciplinari

  • Gruppo 1: Per una progettazioni didattica critica e cosmopolita: come trasformare ogni materia in un laboratorio di cittadinanza. Coordina prof.ssa Fausta Ferruzza, Istituto Comprensivo Sferracavallo-Onorato Palermo

  • Gruppo 2: Dalla A al mondo: come (co)gestire gruppi classe complessi in presenza di alunni stranieri di recente migrazione. Coordinano prof.ssa Giorgia Listi e prof.ssa Leonarda Parisi, docenti del CPIA Palermo 1.

ore 13.30 Pausa pranzo

ore 14.30 Conclusione lavori di gruppo

ore 15.30 Restituzione lavori di gruppo, dibattito e conclusione lavori

Il CESP, Centro Studi per la Scuola Pubblica, Ente accreditato/qualificato per la formazione del personale della scuola (Dir. MIUR n. 170/2016), nasce nel 1999 con l’obiettivo di sviluppare uno spazio specificamente dedicato alla riflessione culturale e didattica sulla scuola, realizzata attraverso seminari, convegni, attività di aggiornamento/formazione e pubblicazioni.

Convegno CESP – Spazi di democrazia e partecipazione nella “Buona Scuola”

Convegno di Aggiornamento/Formazione con esonero dal servizio per tutto il personale

ATA, DOCENTE, DIRETTIVO e ISPETTIVO

* * *

Spazi di democrazia e partecipazione nella “Buona Scuola”

Consiglio d’istituto, Collegio dei docenti, R.S.U. e CCNL

venerdì 9 febbraio – ore 8.30/14.00

PALERMO – I.I.S.S. “G. Damiani Almeyda – F. Crispi” largo Mineo n. 4

La locandina del convegno

Il modello per la richiesta dell’esonero

Esonero dal servizio per tutto il personale docente e ATA (art. 64, commi 4, 5 e 7 Ccnl 2006/2009)

L’attestato di partecipazione sarà rilasciato al termine dei lavori

Segnalare la concessione dell’esonero per la partecipazione al convegno compilando il modulo online all’indirizzo http://www.cobasscuolapalermo.wordpress.com/cesp/


8.30 – 9.00 registrazione delle presenze

Coordina Carmelo Lucchesi – CESP Sicilia

9.00 Ferdinando Alliata (CESP – Palermo)

Competenze, poteri e funzionamento degli Organi collegiali nella “Buona Scuola”

9.45 Antonino De Cristofaro (CESP – Catania)

Limiti e necessità delle R.S.U. nella “Buona Scuola”

10.30 Roberto Alessi (CESP – Palermo)

Il rinnovo del contratto nell’era della “Buona Scuola”: il bastone senza la carota

11.15 pausa

11.30 Lavori di gruppo su tematiche specifiche

13.30 Restituzione esiti gruppi di lavoro e conclusioni


Il CESP Centro Studi per la Scuola Pubblica, Ente accreditato/qualificato per la formazione del personale della scuola (Dir. MIUR n. 170/2016), nasce nel 1999 con l’obiettivo di sviluppare uno spazio specificamente dedicato alla riflessione culturale e didattica sulla scuola, realizzata attraverso seminari, convegni, attività di aggiornamento/formazione e pubblicazioni. Il convegno è aperto anche a genitori e studenti.

ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO: A CIASCUNO IL SUO

Se non fosse stato per le nuove manifestazioni studentesche del 15 dicembre, nessuno ci avrebbe ricordato che il 16 dicembre si sono tenuti i sedicenti “Stati Generali dell’Alternanza Scuola Lavoro”, convocati dalla ministra Fedeli “in risposta” alla giornata di protesta nazionale degli studenti contro l’A-S-L del 13 ottobre scorso.
Sicuramente non ce lo hanno ricordato i Dirigenti Scolastici che, nonostante l’invito ricevuto dal MIUR a segnalare eventuali criticità, non hanno ritenuto di coinvolgere nella consultazione i Collegi dei Docenti, dimostrando una nozione di “Stati Generali” molto simile a quella dei regnanti d’Oltralpe, che lasciarono passare 175 anni, tra il 1614 e il 1789, senza convocarli. Fino a quando non furono travolti dalla Rivoluzione Francese.
Numerosi Collegi dei Docenti, però, rispondendo positivamente alla mobilitazione che abbiamo lanciato qualche settimana fa, hanno voluto prendere ugualmente la parola (talvolta contro la scomposta opposizione di signorotti feudali sotto mentite spoglie di Dirigenti Scolastici) e hanno approvato mozioni nelle quali hanno denunciato le numerose aberrazioni didattiche a cui invariabilmente conduce la costrizione a svolgere attività di Alternanza Scuola Lavoro per un numero esorbitante di ore e per obbligo di legge, alla faccia della teorica autonomia di cui gli istituti scolastici sono titolari.
Mozioni di questo tenore sono state approvate, tra le altre, all’IIS. “M. Polo”, al Liceo Artistico Statale “M. Guggenheim” e al Liceo Classico “M. Foscarini” di Venezia, al Liceo Scientifico “Cattaneo” e al Liceo classico “D’Azeglio” di Torino, al Liceo classico “Cutelli” di Catania.
Qui di seguito, proponiamo la mozione approvata dal Collegio dei Docenti del Liceo “Danilo Dolci” di Palermo.
Rimaniamo connessi: la mobilitazione continua.
MOZIONE DEL COLLEGIO DEI DOCENTI DEL LICEO DELLE SCIENZE UMANE E LINGUISTICO “DANILO DOLCI” DI PALERMO
Al Ministro della Pubblica Istruzione V.le Trastevere ROMA
e p.c. al Consiglio d’Istituto ai genitori e agli studenti
alle Organizzazioni sindacali
agli organi di stampa
Il Collegio dei docenti del Liceo delle Scienze Umane e Linguistico “Danilo Dolci” di Palermo , nella seduta del 14 dicembre 2017, in occasione degli “Stati Generali dell’Alternanza Scuola Lavoro”, indetti dal M.I.U.R. per il 16 dicembre 2017, come momento di riflessione – da parte dei soggetti interessati – sull’innovazione introdotta dalla Legge 107/2015, all’art. 1, commi dal 33 al 43,
VISTO
– l’art. 1 c. 33 della Legge n. 107/2015, che prevede l ‘obbligo di attuazione di 400 ore di alternanza scuola lavoro per gli istituti tecnici e professionali e di 200 ore per i licei;
– l’art. 13 c. 2 lett. c del D. Lgs n. 62/2017, che include tra i requisiti di ammissione agli Esami di Stato lo svolgimento dell’intero ammontare di ore di attività di alternanza scuola lavoro (ASL) nel secondo biennio e nell’ultimo anno;
CONSIDERATO CHE,
in base all’esperienza maturata nei primi due anni di applicazione, 200 ore risultano un numero esorbitante e di difficile attuazione e che, con un quantitativo così alto di ore risulta difficile:
garantire agli studenti esperienze di alternanza collegate in modo organico con il lavoro in classe e con l’indirizzo di studio;
garantire efficacemente la selezione e il monitoraggio dei soggetti esterni che svolgano un’effettiva e mirata attività di formazione e non riducano l’ASL ad una mera esperienza di lavoro gratuito, per lo più di tipo ripetitivo e meramente esecutivo;
evitare di frantumare il gruppo classe con piccoli gruppi di studenti a rotazione in ASL, vista la difficoltà di collocare contemporaneamente tutti gli studenti in fasi dell’anno scolastico compatibili con le esigenze sia della scuola che dei soggetti esterni;
evitare di sottrarre un numero significativo di ore alla didattica ordinaria, rispetto alla quale l’ASL deve avere un ruolo complementare ma non sostitutivo;
– al tempo stesso evitare di sottoporre gli studenti, in particolare quelli con giudizio sospeso, ad un eccessivo carico di lavoro durante i periodi di sospensione delle lezioni;
evitare di svolgere l’ASL con imprese che usino gli studenti con funzioni di fatto sostitutive di lavoratori dipendenti o che comunque tengano comportamenti non responsabili da un punto di vista ambientale, sociale, della sicurezza del lavoro o che svolgano attività non compatibili con i fini formativi della scuola pubblica;
CHIEDE
una modifica legislativa che preveda che, nell’ottica del rispetto della libertà di insegnamento prevista dall’art. 33 della Costituzione e della piena attuazione dell’autonomia, di cui all’art. 21 L.n. 59 /1997, peraltro richiamata tra gli obiettivi principali della stessa Legge 107/2015 art. 1 c.1, siano gli organi collegiali delle Istituzioni scolastiche a deliberare:
se svolgere o meno le attività di Alternanza scuola lavoro, in base agli obiettivi didattici e formativi del PTOF;
la determinazione del quantitativo complessivo minimo di ore di Alternanza scuola lavoro da garantire nel secondo biennio e nell’ultimo anno.

LA SCUOLA PUBBLICA DEVE ESSERE LAICA SOLIDARIETÀ AL PROF. NICOLÒ LA ROCCA, DIRIGENTE SCOLASTICO DELLA DD “RAGUSA MOLETI” DI PALERMO

Nei giorni scorsi, su segnalazione di alcuni genitori di alunni della Direzione Didattica “Ragusa Moleti” di Palermo, il quotidiano Il Fatto ha dato notizia della presenza nei locali della scuola di immagini di culto cattolico e dell’abitudine da parte di alcuni docenti “di far pregare i bambini prima dell’inizio delle lezioni e di far intonare canzoncine benedicenti prima della consumazione della merenda”. Il DS, volendo far rispettare il principio di laicità della Scuola Pubblica e dello Stato Italiano, è prontamente intervenuto facendo rimuovere le immagini di culto e ricordando che nelle scuole pubbliche non è consentito praticare atti di culto.

Nei giorni successivi si è scatenato un asprissimo attacco contro la doverosa decisione del DS:

  • Manifestazioni minacciose da parte di un gruppuscolo di genitori fondamentalisti e di attivisti dell’estrema destra di Forza Nuova.
  • Dichiarazioni (al limite delle intimidazioni) da parte di politicanti di vario colore, dall’estrema destra al PD, proni agli interessi vaticani.
  • Una dichiarazione della ministra Fedeli che, mentre era ospite del 7° Festival della Dottrina sociale della Chiesa in svolgimento a Verona, si è schierata contro il DS La Rocca parlando d’altro: crocifissi rimossi e feste religiose quando invece il DS si è limitato a ricordare che secondo il Consiglio di Stato non è consentito lo svolgimento di atti di culto nelle scuole. La ministra (nota per avere millantato una laurea inesistente e per aver regalato ai genitori il potere di veto sui contenuti dell’insegnamento con la recente emanazione delle linee-guida del MIUR sull’“educazione al rispetto”) ha pure lamentato un presunto “mancato coinvolgimento dei genitori” nella decisione del DS, invece l’iniziativa era partita proprio dalla segnalazione di alcuni genitori e si configurava come un richiamo alla legalità.

Sia chiaro che per i Cobas della scuola la libertà di culto fuori delle aule e degli altri edifici della pubblica amministrazione è un diritto. Come pure è un diritto, per chi professa religioni diverse da quella cattolica o non ne professa alcuna, non imbattersi in simboli o in celebrazioni di atti di culto di qualsiasi religione in detti luoghi.

La natura della Scuola Pubblica deve essere democratica e laica, cioè aperta al confronto e rispettosa di ogni orientamento religioso, filosofico, etico ed ideologico, senza che alcuno di essi prevarichi gli altri.

I Cobas della scuola di Palermo esprimono la loro solidarietà al DS Nicolò La Rocca, che con la sua decisione sta tentando di rimettere nei binari della legalità la scuola che dirige, affinché ogni bambino sia accolto e educato per poter sviluppare le proprie convinzioni quanto più autonomamente possibile.

LA MINISTRA FEDELI A BRACCETTO CON GLI INTEGRALISTI

Linee-guida del MIUR sull’“educazione al rispetto”: la ministra Fedeli va a braccetto con gli integralisti catto-fascisti e regala ai genitori il potere di veto sui contenuti dell’insegnamento.

Per il ritiro del documento e una riscrittura coerente con i valori della scuola pubblica, laica e plurale.

Si attendeva da due anni l’uscita delle linee-guida su quanto previsto nel comma 16 della legge 107/2015 in tema di educazione alla parità tra i sessi e del contrasto alla violenza di genere. La lunga attesa è dipesa dalla subordinazione del MIUR nei confronti delle contestazioni dei gruppi di integralisti cattolici (Pro Vita, Difendiamo i nostri figli, Generazione Famiglia ecc.), spalleggiati dai neofascisti di Forza Nuova, Casa Pound, Libertà-Azione, che intendono demolire qualunque pratica didattica volta alla promozione della parità di genere e al contrasto all’omofobia e transfobia nella scuola e nella società. I catto-fascisti farneticano di “diabolici piani delle lobby omosessualiste” che, non contente del riconoscimento delle unioni civili, vorrebbero sovvertire l’ordine sociale basato sulla famiglia “naturale” usando la scuola, e diffondendovi idee pericolose al fine di produrre confusione sessuale e di genere in bambine, bambini e adolescenti (la fantomatica “teoria del gender”).

Sulla base di questa surreale convinzione, si sono susseguiti in tutta Italia attacchi e minacce a insegnanti e istituzioni (dallo scontro al liceo Giulio Cesare di Roma per la lettura in una classe di un testo di Melania Mazzucco a tematica omosessuale, alle proteste contro lo spettacolo sul bullismo transfobico “Fa’Afafine”), becere propagande di odio (il bus in giro per l’Italia con la scritta “I bambini sono maschi, le bambine sono femmine. La natura non si sceglie. Stop gender nelle scuole”) e furbesche pressioni politiche sul MIUR (sit-in dei gruppi no-gender a giugno e incontro con la ministra Fedeli il 31 luglio). Finalmente, il 27 ottobre, sono uscite le linee-guida del MIUR che avrebbero dovuto indicare alle scuole come sostenere una corretta educazione alle differenze di genere, contrastando il clima reazionario e intimidatorio diffuso su questi temi.

E invece … La lettura del documento dimostra inconfutabilmente che i gruppi no-gender sono i principali interlocutori del MIUR ed hanno ragione ad esultare per un documento che viene loro incontro totalmente, affermando che non ci sarà mai alcuna “teoria del gender” nella scuola (e così confermando la fondatezza dei loro deliri), ma si promuoverà un’educazione basata sulla differenza uomo-maschio/donna-femmina quale fondamento “dell’intero orizzonte esistenziale” di ciascuna e ciascuno (in linea con la propaganda del famigerato pullman). Per giunta, si ribadisce l’attribuzione ai genitori del potere di veto e di intervento sui contenuti della didattica, anche a costo di stravolgere le scelte maturate finora nelle scuole nei piani triennali dell’offerta formativa. Possiamo immaginare che fine faranno progetti rivolti alla prevenzione e al contrasto dell’omofobia e delle discriminazioni.

Altro che il “rispetto” sbandierato nel titolo! Il tema della lotta alla violenza di genere è affrontato nel documento solo nell’ottica, ovviamente condivisibile, della parità uomo-donna. Totalmente ignorata è, invece, la questione dell’omotransfobia, che pure imperversano tra le forme di bullismo più feroce nelle scuole. Così come viene occultato il tema, attualissimo e urgente, dell’educazione alla sessualità e all’affettività. Insomma, va bene l’educazione alla differenza uomo-donna, ma guai a toccare ciò che potrebbe urtare l’iper-sensibilità dell’integralismo catto-fascista, mentre si cerca di distorcere il significato profondo delle lotte femministe per l’uguaglianza, per confermare il più becero binarismo di genere. Eppure altre voci sono nate e cresciute in questi anni, di associazioni e persone che fanno davvero l’educazione al rispetto per le differenze, nella pratica didattica e nella formazione, giorno dopo giorno. Chi crede davvero nel rispetto per tutte e tutti, chi vuole insegnare e imparare senza pregiudizi, chi non ha paura di difendere i diritti dell’altra e dell’altro, non si riconoscerà di certo in queste “linee guida”. Quindi facciamo esprimere con forza queste voci, chiediamo il ritiro di questo documento e una riscrittura coerente con i valori di una scuola pubblica, laica e plurale: l’educazione alle differenze non si fa a braccetto con gli integralisti; ed il rispetto, quello vero, non esclude.

CONVEGNO CESP. L’insegnante fra premialità, competenze e alternanza

CONVEGNO NAZIONALE DI AGGIORNAMENTO E FORMAZIONE

RIVOLTO A TUTTO IL PERSONALE SCOLASTICO

Esonero dal servizio per tutto il personale docente e ATA

(art. 64, commi 4, 5 e 7 del CCNL Scuola 2006/2009)

Iscrizione gratuita – Attestato di partecipazione

L’insegnante fra

premialità, competenze e alternanza

mercoledì 8 novembre 2017 ore 8.30 – 13.30

Auditorium I.I.S.S. “G. DAMIANI ALMEYDA – F. CRISPI”

largo Mineo, 4 (ex piazza Campolo) – Palermo

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ATTI DEL CONVEGNO

Dalle ore 8.30 alle ore 9.00: registrazione delle presenze

Intervengono:

Nino De Cristofaro (Docente, E.N. Cobas scuola)

  • Conoscenze e competenze, dalla centralità della didattica all’alternanza scuola/lavoro

Giorgia Listì (Docente, CESP Palermo)

  • Chiamata diretta, organizzazione della scuola, organi collegiali

Carmelo Lucchesi (Docente, CESP Sicilia)

  • Per una didattica dell’inclusione

Dibattito – Conclusioni

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Il CESP, Centro Studi per la Scuola Pubblica, Ente accreditato per la formazione del personale della Scuola (Dir. MIUR n. 170/2016), nasce nel 1999 con l’obiettivo di sviluppare uno spazio specificamente dedicato alla riflessione culturale e didattica sulla scuola, realizzata attraverso seminari, convegni, attività di aggiornamento/formazione e pubblicazioni.

LA LOCANDINA DEL CONVEGNO

IL MODELLO PER LA RICHIESTA DI PERMESSO

SCUOLA IN CARCERE – I seminari del CESP

Pubblichiamo di seguito un resoconto sull’ultimo Seminario di aggiornamento/formazione realizzato dal CESP – Rete delle scuole ristrette a Genova.

Resoconti e informazioni sui più recenti Seminari e attività possono essere scaricati ai seguenti link:

 

CESP – Rete delle scuole ristrette

Seminario Nazionale di aggiornamento/formazione  13 ottobre 2017

Scuola in carcere: Nuovi linguaggi e Ricerca educativa-Teatro-Narrazione-Biblioteca

Sala teatro dell’Arca – Casa Circondariale Marassi di Genova

Con il seminario nazionale svoltosi presso la Casa Circondariale di Marassi-Genova, il 13 ottobre scorso, ancora una volta il CESP e la Rete delle scuole ristrette dimostrano che il percorso di ricerca intrapreso in questi anni dai docenti e dai dirigenti delle scuole in carcere costituitisi in rete, hanno individuato i giusti ambiti su cui basare un intervento che ha come obiettivo quello della ricostruzione del sé e della riprogettazione della propria esistenza da parte dei detenuti iscritti ai percorsi scolastici.

La giornata di formazione, intensa e partecipata (più di cento i docenti intervenuti da tutta Italia), si è aperta con due rilevanti novità: la presenza di uno studente “ristretto” dell’IIS “Sansi-Leonardi-Volta” di Spoleto-sezione carceraria, detenuto presso la Casa di reclusione di Maiano-Spoleto, che ha ottenuto un permesso premio dall’Ufficio di Sorveglianza di Spoleto di tre giorni per il debutto, presso il Teatro del penitenziario, de l’Angelo pettegolo di Aldo Nicolaj, che sancisce il riconoscimento del valore dell’impianto dei Laboratori interdisciplinari promossi nelle carceri dal CESP e dalla Rete delle scuole ristrette (alla mise en scène della Compagnia #SIneNOmine di Spoleto si è poi unita anche la performance di un attore detenuto della Compagnia Scatenati, interna alla Casa Circondariale di Marassi); il primo intervento di livello internazionale, con la presenza del direttore artistico della  Fundacja Jubilo, Diego Pileggi, che opera in Polonia con i detenuti del Penitenziario N.1 di Wroclaw, con il quale si è aperta  una sezione  di confronto e scambio con gli istituti penitenziari all’estero e  una proficua collaborazione a livello internazionale.

Ai saluti del Direttore della Casa Circondariale di Marassi, dott.ssa Maria Milano, che ha sottolineato l’importanza dei percorsi scolastici in ambiente detentivo, si sono succeduti quelli dei dirigenti delle scuole presenti nell’istituzione penitenziaria; della dottoressa Daniela Bonfirraro, dell’ufficio del Garante Nazionale dei diritti dei detenuti o delle persone private della libertà che, nel portare il saluto del Presidente Mauro Palma, ha rimarcato le criticità ancora presenti nell’esercizio del diritto allo studio in carcere e, richiamando la normativa ancora oggi in gran parte disattesa, ha con forza affermato che “occorre una consapevolezza e un impegno condiviso di tutte le istituzioni e le realtà territoriali al fine di garantire un’effettiva tutela del diritto all’istruzione negli Istituti penitenziari”; della dottoressa Donatella Caponetti – Dirigente dell’Ufficio II del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità – Affari Interistituzionali, che ha auspicato modularità e flessibilità nei percorsi di istruzione per i minori, in modo da garantire continuità scolastica a chi ha percorsi brevi di carcerazione e l’estensione dei Laboratori Teatrali anche negli istituti penali minorili. Molto apprezzati anche gli interventi del dottor Maurizio Plaia, delegato a presenziare i lavori dal Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, dottor Liberato Guerriero, che ha espresso vivo apprezzamento per l’iniziativa promossa, per la rilevanza dei temi trattati quali elementi portanti dell’offerta trattamentale; dei rappresentanti del Miur, dottor Roberto Pecennini, Dirigente Tecnico dell’USR Liguria e del dottor Loris Azhar Perotti, Dirigente dell’Ambito Territoriale di Genova, che hanno a loro volta rimarcato l’importanza dell’istruzione in carcere e la necessità di dare il giusto spazio, anche in termini di organici, ai percorsi scolastici negli istituti peniteniziari. Nel pomeriggio ha partecipato ai lavori in corso anche il Sottosegretario alla Giustizia, Onorevole Cosimo Maria Ferri, che si è lungamente intrattenuto con i partecipanti, scambiando opinioni e riflessioni sui temi del seminario anche con i detenuti, che hanno avuto l’opportunità di seguire i lavori per l’intera giornata, impegnandosi con i presenti a garantire l’agibilità interna ai penitenziari nei quali si dovrà realizzare l’Audio (video) libro su Lo cunto de li Cunti di G. B. Basile.

Dopo i saluti istituzionali si sono alternati tra loro tre momenti diversi e complementari del seminario:

le relazioni sul ruolo delle istituzioni e della ricerca educativa in carcere (con gli interventi del Garante regionale dei detenuti del Piemonte, Onorevole Bruno Mellano, delle docenti universitarie Elena Zizioli e Luisa Marquardt, dell’Università Roma TRE, del Magistrato di sorveglianza Stefano Grillo e del Comandante della Casa Circondariale ospitante, Massimo Di Bisceglie, che ha rappresentato nel suo intervento tutta la specificità e la complessità del ruolo della polizia penitenziaria, chiamata oggi a garantire la prevista “sorveglianza dinamica” in assenza di spazi e organici adeguati;

una tavola rotonda “Teatro e Carcere”, alla quale hanno partecipato il Direttore artistico Diego Pileggi, della Fundacia Jubilo, operante nel Penitenziario 1 di Wroclaw-PL e i Direttori artistici che seguiranno i lavori dell’Audio (video) libro sui racconti del Pentamerone (Antonello Antonante, Sandro Baldacci, Giorgio Flamini, Lello Serao);

i gruppi di lavoro sui Laboratori interdisciplinari Teatro-Narrazione-Biblioteca sui quali si è strutturato il lavoro pomeridiano.

Nei gruppi di lavoro si sono definite le modalità e i termini della realizzazione del progetto sull’Audio (video) libro sul Pentamerone e nel laboratorio è stato presentato il video racconto Ninnillo e nennella del Pentamerone, realizzato in napoletano e italiano dalla Compagnia #SIneNOmine, come primo prodotto sottoposto all’analisi del coordinamento nazionale dei Direttori artistici coinvolti, presenti sui vari territori regionali. Il progetto, peraltro, pur nella complessità della sua organizzazione, ha continuato a ricevere richieste di adesione anche durante i lavori del seminario, non solo dalle istituzioni scolastiche, ma anche da parte del volontariato operante in carcere (come il gruppo di volontari presenti al convegno, che opera all’interno delle carceri alessandrine); una ricognizione sulla reale operatività e presenza delle Biblioteche in carcere, attraverso il coinvolgimento diretto dei docenti, con l’opportunità di diffondere corsi base di biblioteconomia per operatori bibliotecari in carcere (come quello al secondo anno di svolgimento presso la casa Circondariale di Rebibbia); l’utilizzazione della narrazione quale stimolo dei processi trasformativi.

Nel corso degli aggiornamenti sullo stato dell’attuazione del Protocollo d’intesa tra il MIUR e il Ministero della Giustizia da parte del CESP e della Rete delle scuole ristrette, si è data anche notizia della formazione del primo dei “Poli interistituzionali come centri di innovazione e monitoraggio delle azioni programmate a livello nazionale” previsti dall’art 2, lettera n del Protocollo, con sede presso la Casa di Reclusione di Maiano-Spoleto, il cui relativo Accordo sarà firmato il 7 novembre prossimo, presso la Sala del Comune di Spoleto, alla presenza delle istituzioni già convocatesi precedentemente in via preliminare. A tale proposito, e vista la presenza del PRAP Piemonte-Liguria-Valle D’Aosta, del Garante Regionale del Piemonte e di una significativa presenza di docenti e dirigenti della regione, si è ipotizzata la realizzazione di un secondo Polo interistituzionale nella regione Piemonte.

Numerose sono state, inoltre, le richieste di approfondire i temi trattati nel seminario di Genova, sui singoli territori, prima dello svolgimento del secondo appuntamento formativo, proprio per rendere il teatro e la narrazione, elementi organici degli interventi didattici.

Durante i lavori è stata avanzata anche la proposta di svolgere il secondo appuntamento di formazione/aggiornamento, già programmato per marzo, presso la Casa Circondariale di Secondigliano (NA), per il valore simbolico rappresentato da un’azione progettuale, come quella della costruzione di un Audio (video) libro su Lo cunto de li cunti, proprio in un territorio che conosce forme di estrema emarginazione giovanile a rischio di criminalità.

Giovedì 14 settembre 2017 incontro su “Ora di religioni e Filosofie”

Lo scorso 6 aprile si è tenuto a Palermo il convegno promosso dall’UAAR e dal CESP (il centro studi dei Cobas scuola): L’ora di religioni e filosofie. Verso un curriculum per la didattica altenativa all’IRC.
Si è trattato di un primo proficuo momento di riflessione sul tema proposto, che si è concluso con la decisioni di riprendere la discussione e, soprattutto, di valutare la possibilitè di riuscire a riempire di contenuti un curriculum che vada dalla scuola per l’infanzia alla maturità e prevederne possibili strumenti didattici.
Evidentemente si tratta di un progetto ambizioso (che riteniamo utile e necessario) che potrebbe viaggiare anche sulle gambe di tante persone che vivono nel resto d’Italia.
Ecco perché convochiamo per giovedì 14 settembre 2017, dalle ore 18.00 alle 20.00, un incontro presso la sede del circolo UAAR di Palermo, in via Matteo Bonello 39 Palermo, a cui sono invitati coloro che hanno partecipato al predetto convegno e tutte le persone interessate a discutere sul progetto accennato.
Cobas scuola Palermo                               Circolo UAAR di Palermo

Cobas scuola e UAAR sollecitano i DS delle scuole siciliane ad attivare le Attività Alternative all’IRC

I coordinamenti regionali della Sicilia dei Cobas scuola e dell’UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici razionalisti) hanno sottoscritto una lettera che invieranno ai DS di tutte le scuole della nostra Regione, in cui si ricorda la normativa vigente in materia di Attività Alternative all’Insegnamento della Relicione Cattolica e l’obbligo delle scuole di attivare tali Attività qualora fossero presenti alunni che ne hanno fatto richiesta.

Invitiamo chi venisse a conoscenza di mancata o irregolare attivazione delle Attività Alternnative di segnalarcelo, al fine di intervenire per far rispettare il dettato degislativo.

Lettera Cobas – UAAR avvio attività alternative IRC (11.9.17)

NO-INVALSI: successo dello sciopero del 3 maggio. Revoca dello sciopero del 9

Dopo lo sciopero del 3 maggio contro i quiz Invalsi e la legge 107 nella scuola dell’Infanzia, nella Primaria e Media di primo grado, gravissimo e ultra-discriminatorio intervento della Commissione di Garanzia che impedisce ai lavoratori/trici di effettuare il 9 maggio l’analogo sciopero nella scuola Superiore

Lo sciopero del 3 maggio contro i quiz Invalsi e i decreti attuativi della legge 107 ha avuto un buon successo in tante città ed un risultato eccellente in particolare in Sardegna dove, anche grazie alla partecipazione di tanti genitori che hanno tenuto i/le figli/e a casa, un numero elevato di scuole sono state completamente chiuse per lo sciopero di docenti e ATA. I quiz sono saltati parzialmente o totalmente in centinaia di scuole, cosicché i disastrosi indovinelli non sono stati propinati a migliaia di alunni/e della primaria.

Come abbiamo più volte ricordato, lo sciopero e il boicottaggio dell’Invalsi sono stati motivati dal fatto che i decreti attuativi hanno aggravato ulteriormente la centralità già attribuita ai quiz Invalsi nella valutazione delle scuole, degli studenti e dei docenti, visto che nella scuola Media di primo grado le rilevazioni dal prossimo anno rappresenteranno requisito indispensabile di ammissione all’esame conclusivo, mentre nella scuola Superiore, dall’anno successivo, gli studenti verranno sottoposti a quiz i cui esiti saranno riportati all’esame di Maturità, per essere ammessi al quale sarà indispensabile aver svolto il test Invalsi.

In questo modo, la valutazione predisposta dai docenti cederà completamente il passo a quella estrapolata dai quiz standardizzati, con il conseguente ridimensionamento dell’intera professione docente. Gli insegnanti, per adeguarsi ai quiz, dovranno conformare la propria didattica agli indovinelli: ne emerge un modello di docente somministratore di prove standardizzate e “illustratore” di manuali per quiz, nel quadro dell’immiserimento materiale e culturale della scuola pubblica e del ruolo degli insegnanti, destinati ad un lavoro da “manovali intellettuali” tuttofare.

Le buone notizie, che ci sono arrivate dalle scuole, sono state però oscurate dall’intollerabile e ultra- discriminatorio intervento della Commissione di garanzia (sugli scioperi) che ha reiterato, con una decisione gravissima, arbitraria e ingiusta, il divieto, emesso nei giorni scorsi, di scioperare nelle scuole Superiori il 9 maggio, giornata di effettuazione di quiz in tale ordine di scuole. Avevamo appreso una decina di giorni fa, prima con grande sorpresa e sconcerto poi con decisa indignazione, del divieto frapposto dalla Commissione di Garanzia allo sciopero del 9 maggio, divieto motivato sfruttando un sedicente “sciopero generale del Pubblico Impiego” indetto per il 12 maggio da tal “Federazione Sindacati Indipendenti” (FSI), struttura semisconosciuta e del tutto assente nella scuola. Dopo che centinaia di docenti avevano chiesto alla FSI di spostare al 9 maggio lo sciopero delle Superiori, ricevendone risposte sciocche e offensive, abbiamo inviato il 28 aprile una nota di protesta alla Commissione, in cui chiedevamo urgentemente la revoca del divieto. In essa abbiamo sottolineato quanto fosse ingiusta e discriminatoria l’imposizione, perché in passato ripetutamente la Commissione non ha applicato la “rarefazione” (cioè l’intervallo tra uno sciopero e l’altro) nel caso di sovrapposizioni tra scioperi generali e di categoria, anche perché altrimenti la convocazione di uno sciopero generale al mese da parte di chiunque impedirebbe ogni altro sciopero di settore. Tale non- applicazione è avvenuta anche ultimamente, intorno agli scioperi generali dell’8 marzo e del Primo maggio, visto che nelle settimane precedenti e successive tali date sono stati autorizzati numerosi scioperi di categoria, locali, territoriali. Invitavamo la Commissione a tenere nel debito conto il fatto che gli effetti dello sciopero della FSI saranno del tutto nulli nelle Superiori, a causa della loro assenza dal comparto scuola, mentre il nostro sciopero del 9 riguardava solo questo settore e di fatto i/le lavoratori/trici coinvolti nella somministrazione dei quiz. Ricordavamo, infine, che la convocazione dello sciopero da parte della FSI aveva potuto precedere di poche ore la nostra solo perché avevamo dovuto attendere 10 giorni la risposta – risultata poi negativa – della Commissione sul quesito (che la stessa Commissione ci aveva sollecitato, garantendo una risposta rapida) a proposito della possibilità che lo sciopero potesse coinvolgere solo le attività legate alle prove Invalsi e non la normale didattica. Tutte queste argomentazioni sono state di fatto ignorate dalla Commissione, che dando di fatto una mano all’Invalsi, al MIUR, alla ministra Fedeli e al governo dopo il successo della prima giornata di sciopero, ha reiterato il divieto. Che le nostre ragioni fossero forti lo dimostra persino il fatto che la prima notifica di divieto ci è giunta ben due settimane dopo la nostra comunicazione di sciopero, mentre la risposta alla nostra nota di protesta, è giunta cinque giorni dopo la nota stessa e dopo due giorni di riunione “permanente” della Commissione.

Pur indignati/e per un divieto che colpisce il diritto legittimo di docenti ed ATA delle scuole Superiori a scioperare contro gli assurdi quiz Invalsi, e pur più che mai convinti delle nostre ragioni, ci vediamo costretti ad ottemperare al divieto, ingiusto e assolutamente discriminatorio, per non esporre lavoratori/trici a possibili sanzioni pecuniarie e disciplinari. Pertanto revochiamo lo sciopero da noi convocato per il 9 maggio nella scuola Media Superiore su tutto il territorio nazionale e ci auguriamo che possano essere gli studenti ad ovviare a questa nostra forzata assenza nel sacrosanto boicottaggio dei disastrosi indovinelli.