Dopo solo tre sessioni negoziali, il 1° aprile è stata sottoscritta dall’ARAN e da tutte le organizzazioni sindacali concertative l’IPOTESI di CCNL sui principali aspetti del trattamento economico del personale del Comparto ISTRUZIONE E RICERCA – Triennio 2025-2027. Bisognerà ora attendere la certificazione della Corte dei Conti per la sottoscrizione definitiva e per trovare questi spiccioli negli stipendi. A breve invece riprenderà la contrattazione sulla parte normativa del contratto: relazioni sindacali, rapporto di lavoro, lavoro agile, welfare contrattuale ecc., che probabilmente passerà sotto silenzio una volta separata dalla parte economica e che proprio per questo rischia di riservarci pessime sorprese.
A seguito della firma del CCNL 23.12.2025, MIM e ARaN avevano diffuso loro comunicazioni in cui sbandieravano aumenti e arretrati cha risultavano gonfiati perché comprendevano voci che erano già in pagamento da anni come l’IVC o il cosiddetto “anticipo rinnovo”. Avevamo già denunciato quanto veniva propagandato [QUI], ma non ci aspettavamo quanto accaduto in questi giorni quando abbiamo ricevuto numerose segnalazioni di errori e di stranezze nei cedolini degli arretrati di docenti e ATA, sia in servizio sia in pensione.
CONVEGNO NAZIONALE DI FORMAZIONE A DISTANZA mercoledì 14 gennaio 2026, ore 8.30 – 14.00
Il CORSO è utile all’assolvimento del diritto-dovere di formazione ex art. 36 CCNL 2024 e dell’obbligo di formazione ex art. 1, comma 124, l. n. 107/2015
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Lo scorso 23 dicembre, l’ARaN e i soliti sindacati “pronta-firma” [tranne la Cgil, orfana del governo “amico”] hanno sottoscritto definitivamente il nuovo CCNL Istruzione e ricerca per il triennio 2022-2024, ma già scaduto il 31.12.2024. Come scrive l’ARaN, «Le parti […] hanno convenuto di limitare questa tornata negoziale alle sole materie del trattamento economico e delle relazioni sindacali», mentre «la revisione e l’eventuale aggiornamento degli altri istituti normativi sarà affrontata in occasione della successiva negoziazione relativa al triennio 2025-2027». Mentre Ministero, ARaN e sindacati firmatari esprimono soddisfazione, e Valditara auspica «che entro gennaio possano essere assicurati aumenti ed arretrati», proviamo a fare qualche conto su questo pacco natalizio.
Lo scorso 5 novembre, l’ARaN e i sindacati “pronta-firma” [tranne la Cgil, forse orfana del governo “amico”] hanno sottoscritto l’Ipotesi per il nuovo CCNL 2022-2024 per il personale della Scuola – già scaduto il 31.12.2024 – che riguarda solo la parte economica e le relazioni sindacali.
È l’ennesimo contratto a perdere: la montagna ha partorito un topolino!
È invece necessario – come rivendichiamo con lo SCIOPERO GENERALE – il recupero di almeno il 30% del potere d’acquisto dei nostri stipendi. Una necessità di giustizia e dignità sociale. La qualità dell’istruzione dipende anche dal riconoscimento economico di chi quotidianamente costruisce il sapere e le relazioni dentro le nostre scuole.
Governo, ARaN e sindacati firmatari esprimono soddisfazione, ma vediamo più nel dettaglio la parte economica di questo presunto «importante risultato» sbandierato nelle loro rituali dichiarazioni:
Il d.m. n. 174/2024 ha determinato importanti novità per il personale docente e ATA precario che presenta la domanda di NASpI. Infatti, adesso si risulterà iscritti d’ufficio al Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa–SIISL e sarà obbligatorio accedere – entro 15 giorni dall’inizio della NASpI – al portale e sottoscrivere il Patto di attivazione digitale– PAD [vedi anche il Messaggio INPS n. 4011/2024].
Come è noto, il d.l. n. 45 del 7.4.2025 ha esteso la Carta del docente, solo per l’a.s. 2024/2025, anche ai docenti con contratto a tempo determinato annuale per un importo pari a 500 euro.
Come vedete sopra, sono finalmente disponibili sul SIDI al Servizio Istanze OnLine le «funzioni per la gestione delle modalità di adesione al Fondo pensione complementare “Espero” per silenzio-assenso» [Nota MIM n. 4019/2025].