RICORSO CARTA DEL DOCENTE

RICORSO PER I PRECARI AL GIUDICE DEL LAVORO PER IL RICONOSCIMENTO DEL DIRITTO ALLA CARTA DEL DOCENTE

i Cobas della Scuola avviano il patrocinio del ricorso per il recupero di 500 euro per gli ultimi 5 anni di mancata erogazione del “bonus formativo carta docente” e per il riconoscimento alla futura erogazione nei confronti dei docenti precari ingiustamente esclusi dal beneficio.

Il ricorso è rivolto ai docenti precari delle scuole di ogni ordine e grado, con servizio in scuole del sistema di istruzione statale negli ultimi 5 anni. Rientrano nel ricorso tutti gli incarichi e supplenze che hanno consentito di raggiungere l’annualità scolastica (almeno 180 giorni di servizio, anche non consecutivi, o prestato ininterrottamente dal 1° febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale). I docenti che vorranno aderire al ricorso per la Carta del Docente dovranno prendere appuntamento presso la sede COBAS SCUOLA di Palermo, sita in piazza Unità d’Italia n. 11 telefonando allo 091 349192 nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9,30 alle 12,30, e martedì e giovedì dalle ore 16,30 alle 19,00, per prenotare la consulenza degli avvocati Giacomo Cirincione e Ciro Gianfranco Messeri che si terrà tutti imartedì a partire dal 28 giugno alle ore 17,30. Successivi appuntamenti saranno concordati nelle stesse giornate di martedì. Ai link riportati di seguito ulteriori informazioni e il modello di diffida predisposto.

ISTRUZIONI PER ADERIRE AL RICORSO

FAC-SIMILE DIFFIDA

Vittoria al TAR Lazio: prove suppletive concorso ordinario

Comunicato stampa

IL TAR LAZIO ACCOGLIE IL RICORSO COBAS:

PROVE SUPPLETIVE PER ASSENTI PER COVID AL CONCORSO ORDINARIO

Il Ministero dell’Istruzione dovrà organizzare prove suppletive per chi, assente per Covid, non ha potuto partecipare alla prova scritta del concorso ordinario. Lo ha deciso il TAR Lazio (Sezione Terza Bis) accogliendo un ricorso dei Cobas Scuola patrocinato dall’ avv. Nobile. 

Di seguito il testo della sentenza:

“Ritenuto di dover disporre l’ammissione con riserva degli odierni ricorrenti a delle prove scritte suppletive del concorso ordinario per il reclutamento di personale docente, che l’amministrazione è tenuta ad organizzare, tenuto conto dell’orientamento conforme della Sezione su vicende analoghe intercorse con riferimento al concorso straordinario di cui al d.d. n. 510/2020, peraltro avallato dal Consiglio di Stato (cfr. ex multis T.A.R. Lazio, Sezione Terza Bis, ordin. n. 7199/2020, confermata dal Cons. Stato, Sez. VI, ordin. n. 7145/2020). 

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis) accoglie l’istanza cautelare nei sensi di cui in motivazione, ammettendo con riserva le ricorrenti alla prova scritta suppletiva che l’amministrazione resistente è tenuta ad organizzare, nei sensi di cui in parte motiva.”

CONVEGNO CESP PALERMO 6 GIUGNO2022

CESP – Centro Studi per la Scuola Pubblica

ENTE FORMATORE – Dir. MIUR n. 170/2016

Attività di Formazione per il personale Docente e Ata di ruolo e precario della Scuola pubblica statale di ogni ordine e grado. Il personale docente e ATA fruisce dei permessi retribuiti previsti dall’art. 64 del CCNL 2006/2009


CONVEGNO DI FORMAZIONE in modalità mista, online e in presenza presso la sede Cobas Scuola, piazza Unità d’Italia 11 Palermo

IL GOVERNO DEI “MIGLIORI” E LA SCUOLA

Competizione, premi e gerarchie nella Scuola del futuro

lunedì 6 giugno 2022 ore 8.30/14.00

La partecipazione è gratuita e limitata a n. 250 persone (capienza massima della piattaforma usata). Per partecipare al convegno è indispensabile iscriversi alla pagina web https://cobasscuolapalermo.com/iscrizione-convegno-cesp-palermo-6-giugno-2022/ inserendo i dati richiesti (in particolare, cognome, nome e un indirizzo mail personale funzionante) e segnalando se si intende partecipare in modalità online o in presenza presso la sede Cobas di piazza Unità d’Italia 11. Raggiunto il numero massimo di capienza la pagina web delle iscrizioni sarà disattivata. Il link alla videoconferenza sarà inviato agli indirizzi mail degli iscritti entro il 5.6.2022. L’attestato di partecipazione sarà spedito agli indirizzi mail di coloro che accedendo alla videoconferenza abbiano indicato il proprio nome e cognome.

PROGRAMMA

ore 8.30 – Registrazione delle presenze

ore 9.00 – Relazioni e dibattito

  • IL PNRR E LA SCUOLA: formazione obbligatoria e “carriera”
  • IL PNRR E L’ORIENTAMENTO
  • IL NUOVO RECLUTAMENTO: un percorso a ostacoli per il ruolo
  • IL CCNL E IL PNRR: competizione, premi e gerarchie

ore 13.30 – Conclusioni

MODULO DI ISCRIZIONE ONLINE

LOCANDINA DEL CONVEGNO

MODELLO PER LA RICHIESTA DI ESONERO

18.5.2022 ASSEMBLEA PROVINCIALE

Assemblea online e in presenza per tutto il personale docente e ATA  

mercoledì 18 maggio 2022 ore 16,30 – 19,00

in presenza presso la sede Cobas scuola in piazza Unità d’Italia 11 Palermo

e online collegandosi a https://meet.goto.com/516389197 

o.d.g.:

  1. la riforma della scuola secondo il decreto legge n. 36 del 30.4.2022: percorso a ostacoli per le assunzioni e carriera docente legata alla formazione;
  2. un rinnovo contrattuale che non c’è;
  3. economia di guerra e i tagli al bilancio scolastico;
  4. demansionamento e gestione della pandemia a scuola; 
  5. iniziative di lotta.

Siete tutte/i invitate/i a partecipare

* * *

d.l. n. 36/2022

GERARCHIZZAZIONE DEL PERSONALE DOCENTE E FORMAZIONE INCENTIVATA

Il “governo dei migliori” ha deciso di accelerare e di portare a casa uno dei tanti obiettivi che molti ministri (a partire da Berliguer con il “concorsaccio”) hanno provato a conseguire: differenziare gli stipendi degli/lle insegnanti e creare docenti di seria A e B.

Secondo il decreto legge n. 36/2022, nei prossimi anni nella scuola italiana troveremo tre diverse tipologie di docenti:

  1. chi si “limiterà” a svolgere il lavoro in classe e resterà con gli aumenti legati agli scatti di anzianità (ma sarà comunque obbligato a seguire corsi di formazione sulla didattica digitale);
  2. chi deciderà di partecipare alla lotteria della formazione incentivata;
  3. i neoimmessi in ruolo che dall’a.s. 2023/24 saranno obbligati a svolgere la formazione incentivata.

Il meccanismo è perverso: i docenti che vorranno aumentare il proprio stipendio dovranno aggiornarsi gratuitamente per tre anni; poi dovranno sottoporsi al comitato di valutazione (formato da altri colleghi e integrato con il preside di un’altra scuola o un dirigente tecnico).

Il comitato di valutazione potrà però promuovere solo il 50% dei docenti che faranno richiesta, per cui la metà avrà lavorato gratuitamente e inutilmente. I promossi potranno decidere se continuare la “carriera” ed avviarsi verso un altro triennio di formazione (sempre gratuitamente) al termine del quale (se rientreranno nel 50% dei promossi) avranno un ulteriore aumento di stipendio. Altro che condivisione e collegialità! La competizione si accamperà al centro della scuola.

Il monte orario della formazione e la quantificazione degli aumenti salariali saranno definiti in accordo con i sindacati ed entreranno nel contratto nazionale.

L’operazione sarà finanziata con i fondi del PNRR, spostando (dal 2028) in questo capitolo di spesa le risorse utilizzate per la carta del docente e “mediante razionalizzazione dell’organico di diritto effettuata a partire dall’anno scolastico 2026/2027″; ecco come il governo pensa di “migliorare” la scuola: tagliando cattedre! 9.600 cattedre in meno dal 2026 al 2031 per finanziare i docenti migliori.

È una vergogna: di fronte alle classi pollaio e ai parametri di formazione delle classi che non sono diminuiti nemmeno di fronte alla pandemia! Ma come pensa il ministro Bianchi che qualcuno poi creda alla sua favola della “qualità” della scuola italiana?

Il tutto supportato e organizzato da un nuovo carrozzone genera-stipendi, la Scuola di Alta formazione dell’istruzione i cui posti di comando sono occupati dai presidenti di INVALSI e INDIRE insieme ad altre “personalità” nominate dal Ministro; ma la scuola potrà interagire anche con soggetti privati.

Sarà dunque ancora l’INVALSI a orientare la formazione e dunque la didattica nella scuola e non ci vuole troppa fantasia per immaginare che i contenuti saranno quelli che da anni i docenti sperimentano: didattica digitale, inclusione intesa come medicalizzazione, orientamento inteso come marketing, competenze intese come addestramento, ecc., corsi umilianti professionalmente e intellettualmente, in cui i docenti si riducono ad essere carne gratuita da stipendio per formatori spesso discutibili.

Ma il vero business si genererà con il meccanismo della certificazione; infatti la Scuola di Alta formazione si raccorderà “con soggetti pubblici e privati fornitori di servizi certificati di formazione”; si svilupperà ulteriormente quel mercato delle certificazioni che rappresenta uno strumento di progressiva privatizzazione della scuola.

L’obiettivo del governo è dividere e gerarchizzare i/le docenti, creare una presunta élite che avrà uno stipendio maggiorato e, magari, anche punteggio aggiuntivo per la graduatoria interna e per la mobilità, come era previsto nelle prime versioni. Chi è dentro la scuola sa bene che questa “formazione” non porta ad un aumento della qualità dell’insegnamento, ma anzi punta a veicolare all’interno delle classi quel ciarpame didattico che già tanti danni ha prodotto nella scuola italiana, producendo un analfabetismo cognitivo di ritorno.

Dobbiamo fermare il Governo e impedire che i sindacati confederali si limitino a salvaguardare le loro prerogative contrattuali senza modificare la sostanza. La “riforma”:

● rafforza i “cerchi magici” intorno ai presidi mentre la scuola avrebbe bisogno di rafforzare gli organi collegiali e recuperare le loro prerogative sempre più erose dai presidi; 

● divide e gerarchizza il personale docente mentre nella scuola ci sarebbe bisogno di maggiore condivisione e collegialità; 

● rafforza una didattica che esalta tutto ciò che si svolge al di fuori della classe, mentre un serio progetto di aggiornamento (retribuito) dovrebbe puntare a rafforzare la didattica delle discipline per combattere l’analfabetismo cognitivo.

6 maggio SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA

6 MAGGIO 2022 SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA

manifestazione a Palermo in piazza Verdi ore 9.30

I COBAS SCUOLA hanno convocato lo sciopero generale dell’intera giornata del 6 maggio 2022 del personale docente, educativo ed Ata delle scuole di ogni ordine e grado con i seguenti obiettivi:

– Contro i quiz Invalsi e il Sistema nazionale di valutazione, che hanno effetti retroattivi negativi sulla didattica, standardizzano gli insegnamenti, trasformano i docenti in “addestratori ai quiz”, discriminano gli studenti con BES.

– Contro il Decreto scuola che introduce inaccettabili modalità per la stabilizzazione dei precari e una formazione triennale in orario aggiuntivo, che diventerà obbligatoria per i docenti neo-immessi dal 2023-24, con incentivazione salariale e verifiche selettive per creare gerarchie tra i/le lavoratori/trici, veicolare la logica della scuola-azienda e restringere pluralismo didattico e libertà di insegnamento.

Contro il taglio dello 0,5% del PIL delle spese per l’istruzione previsto dal DEF 2022 a fronte di un aumento delle spese per le armi.

– Per il rinnovo del CCNL scaduto da più di tre anni, con aumenti significativi uguali per tutti/e, per recuperare almeno il 20% del potere salariale perso negli ultimi anni e difendere i salari reali dalla ripresa dell’inflazione e del carovita. 

– Per investire i fondi del PNRR per ridurre a massimo 20 il numero degli alunni/e per classe (15 in presenza di alunni con disabilità), assumere i docenti con 3 anni di servizio e gli Ata con 2, investire in modo significativo nell’edilizia scolastica.

– Contro la cosiddetta didattica delle competenze addestrative, per una scuola pubblica che punti allo sviluppo degli strumenti cognitivi e dello spirito critico.

– Per il potenziamento degli organici docenti ed Ata, l’immissione in ruolo su tutti i posti vacanti, la stabilizzazione dei posti Covid e il ripristino integrale delle sostituzioni con supplenze temporanee.

– Contro il demansionamento e il prolungamento dell’orario dei docenti rientrati dalla sospensione.

– Contro il lavoro gratuito degli studenti nei PCTO e negli stage, con il rischio di morire sul lavoro, come avvenuto recentemente; per sospendere tali attività e restituire alle scuole la decisione se svolgerle o meno e per quante ore.

FERMARE LA GUERRA, FERMARE IL RIARMO

IL VOLANTINO DELLO SCIOPERO

Convegno CESP “UCRAINA: LA SCUOLA SI INTERROGA”

5 MAGGIO 2022 ORE 8.15-13.30

Napoli ex Asilo Filangieri, vico G.Maffei 4

(chi non risiede a Napoli potrà collegarsi online)

ore 8.15accoglienza dei partecipanti
ore 8.45introduce e coordina Ludovico Chianese (docente, CESP)
ore 9.00ANGELO D’ORSI (storico, Università di Torino)

Ucraina, passato e presente di una terra di confine
ore 9.40MANLIO DINUCCI (giornalista, geografo)

Dopo la caduta del Muro: nuovi equilibri internazionali

Pausa
ore 10.30ANTONIO MAZZEO (docente, peace researcher) Scuola e Ricerca: la retorica della pace e lapresenza dei militari
ore 11.00VALERIA PINTO (filosofa, Università di Napoli) La cultura in divisa?

Pausa
ore 11.45UMBERTO DE GIOVANNANGELI (giornalistade “Il Riformista”) L’informazione e la comunicazione in tempo di guerra
ore 12.15PADRE ALEX ZANOTELLI (Padre Comboniano) La pace: unica alternativa

DIBATTITO

Programma e modello richiesta esonero del servizio

LA LEGGE SULLA GIORNATA DEL 26 GENNAIO È PROPAGANDA FASCISTA!

Con una legge approvata in sordina, senza alcun voto contrario, si è istituita la Giornata del 26 gennaio, che intende ricordare “l’eroismo dimostrato dal Corpo d’armata alpino nella battaglia di Nikolajewka durante la seconda guerra mondiale, nonché di promuovere i valori della difesa della sovranità e dell’interesse nazionale. Non esitiamo ad affermare che con tale legge l’attuale classe politica ha completato il totale distacco dai

principi costitutivi della Repubblica nata dalla Resistenza.

Infatti, a riconoscimento del ruolo svolto dagli Alpini nell’esercito italiano dal 1872, si sceglie di commemorare una battaglia di quella guerra d’aggressione nazifascista che causò oltre 25 milioni di vittime nella sola Unione Sovietica. E non comprendiamo in modo assoluto come si possa parlare al riguardo di “valori della difesa della sovranità”! Per non parlare dell’impudente contraddizione per cui da una parte si condanna senza attenuanti l’invasione dell’Ucraina e dall’altra si celebra indirettamente l’invasione fascista dell’Unione Sovietica: in nome de “l’interesse nazionale”?

In secondo luogo la data non può non stridere terribilmente con il Giorno della Memoria del 27 gennaio, considerando che la “soluzione finale” nazista cominciò ad attuarsi proprio contestualmente all’annientamento dello “slavo bolscevico”; e ciò genera davvero un cortocircuito del senso della Storia. Infine la scelta di approvare in questi giorni l’istituzione di tale giornata, in discussione dal 2019, non può essere casuale neanche rispetto all’attuale russofobia, che istericamente spinge a demonizzare tutto ciò che ha a che vedere con la storia e la cultura russa. Ci domandiamo come una vergogna di tal genere possa essere spiegata e recepita a scuola: com’è possibile, di fronte a queste aberrazioni, stabilire dei punti di riferimento quali la differenza fra guerra di aggressione e di difesa a partire dall’articolo 11 della nostra Costituzione, l’oggettiva responsabilità del fascismo nel genocidio del popolo ebraico, la distinzione fra la storia e la cultura di un popolo rispetto alla contingenza di un governo (come quello putiniano)?

I COBAS scuola pertanto invitano ogni componente della società civile (e pensante) a condannare in modo fermo e totale questa ennesima vergognosa operazione di revisionismo storico.

Docenti alla gogna: questa è la nuova comunità educativa

Sabato 9 aprile ore 10 presidio davanti la sede RAI di Palermo in viale Strasburgo per dire no al D.L. 24/2022 che demansiona il lavoro dei docenti non vaccinati e impone 36 ore di servizio settimanali.

I docenti hanno “il dovere di non smettere di fornire il corretto esempio”, il “puro e semplice rientro in classe” dei docenti non vaccinati “avrebbe comportato un segnale altamente diseducativo per i ragazzi”: con queste motivazioni, rispondendo ad una interrogazione parlamentare, il ministro ha spiegato la decisione di escludere dall’insegnamento i docenti non vaccinati, riammessi in servizio dal 25 marzo. Quindi, nessun motivo sanitario, del resto palesemente inesistente: i docenti renitenti al vaccino sono tenuti lontani dalle proprie classi perché sono cattivi maestri, nonostante siano obbligati a fare tamponi a proprie spese ogni 48 ore.
In più, il loro orario di servizio deve essere rimodulato a 36 ore settimanali, per compensare il mancato impegno nelle attività di insegnamento “frontale”.

Una doppia punizione “esemplare”, comminata – al di fuori di ogni istituto contrattuale – per educare i ragazzi e “ammonirli”: chi dissente e non si adegua senza discutere agli obblighi stabiliti dall’autorità, per quanto controversi, va marchiato dallo stigma morale ed escluso dalla comunità.
Questa concezione che attribuisce al governo la prerogativa di esercitare un “controllo della virtù” degli
insegnanti e di distribuire punizioni esemplari a chi non è allineato è degna di uno Stato autocratico: essa è altamente diseducativa e va contrastata da chiunque abbia a cuore le libertà democratiche e la salvaguardia del pensiero critico a cui la scuola deve educare.

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ANCORA UN’ILLEGITTIMA UTILIZZAZIONE DEI DOCENTI

Ancora una volta, il ministero dell’istruzione sembra avere tra le priorità assolute della sua azione di governo della scuola la punizione dei docenti che non si sono vaccinati. L’ultimo capitolo di questa vicenda è conseguenza della “creativa” applicazione della norma, in vigore dallo scorso 25 marzo, grazie alla quale i docenti precedentemente sospesi perché non vaccinati sono reintegrati in servizio, ma in attività diverse da quelle di insegnamento. Tale circostanza è motivata pubblicamente dal ministro, non con ragioni di sicurezza sanitaria (del resto, palesemente inesistenti), ma come “messaggio forte che si è voluto dare ai nostri giovani”, in quanto “il puro e semplice rientro in classe avrebbe comportato un segnale altamente diseducativo” per i ragazzi, stante che “la violazione di un obbligo non può restare privo di conseguenze” e che i docenti hanno “il dovere di non smettere di fornire il corretto esempio”. Non pago di aver discriminato i docenti già sospesi con l’esclusione dall’insegnamento, il ministero ha pensato bene di istruire i dirigenti scolastici affinché impieghino i docenti anche in mansioni non rientranti nella funzione della propria Area contrattuale e per un orario superiore a quello previsto dal proprio contratto di lavoro, cioè 36 ore. Questo surplus di punizione viene fondato illegittimamente su un istituto contrattuale previsto per tutt’altre circostanze, quello dei docenti temporaneamente inidonei all’insegnamento per motivi di salute che chiedono di essere destinati ad altri compiti, applicato per di più prescindendo dalle stringenti procedure previste per quei casi dal contratto. Ma, oltre alla pretestuosità del fondamento giuridico richiamato, il ministero – attraverso il suo Ufficio Legislativo – dà, anche in questo caso, una motivazione di natura, per così dire, “etica”: il docente che insegna nelle sue classi ha un orario di lavoro che non è “limitato alle 18 ore di insegnamento frontale”, per cui se “l’attività di supporto all’istituzione scolastica” del docente non vaccinato fosse limitata alle 18 ore, ciò “determinerebbe un arbitrario e inaccettabile dimezzamento dell’orario lavorativo del docente non vaccinato rispetto a quello degli altri docenti”. Tale modo di concepire il rapporto di lavoro, che ignora norme e procedure previste dai contratti o le applica in modo distorto e arbitrario, è del tutto inaccettabile e va contrastato in ogni sede. È il caso di rimarcare, infine, che – nella foga di trovare una giustificazione all’arbitrario “adeguamento” dell’orario di lavoro dei docenti non vaccinati a quello del personale ATA – il ministero ha dovuto riconoscere che l’impegno reale a cui sono chiamati i docenti va ben al di là del loro orario di insegnamento frontale.

Di seguito pubblichiamo la DIFFIDA che abbiamo inviato al Ministero, USR e Istituzioni scolastiche.

Il personale interessato può rivolgersi alle sedi locali COBAS per attivare le più adeguate misure di tutela.

* * *

Al Ministro dell’Istruzione

ai/lle Direttori/rici degli Uffici Scolastici Regionali

e ai/alle Dirigenti scolastici/he delle Istituzioni scolastiche

LORO SEDI

OGGETTO: DIFFIDA ILLEGITTIMA UTILIZZAZIONE PERSONALE DOCENTE ex art. 4-ter.2, comma 3, d.l. n. 44/2021

La scrivente Organizzazione Sindacale è venuta a conoscenza che in numerose Istituzioni scolastiche il personale docente inadempiente all’obbligo vaccinale – per altro ancor prima che si sia esaurita, o addirittura sia iniziata, la procedura prevista per l’accertamento dello stesso obbligo, ex art. 4-ter.2, comma 3, d.l. n. 44/2021 – sia stato illegittimamente utilizzato in mansioni non rientranti nella funzione della propria Area contrattuale di appartenenza e per un orario superiore a quello previsto dal proprio contratto di lavoro.

Questa illegittima utilizzazione deriverebbe dall’applicazione della previsione contenuta nelle Note M.I. n. 620 e 659/2022 nonché nel d.m. n. 82/2022, che – oltre a prevedere erroneamente l’applicabilità dell’art. 8 del d.l. n. 24/2022 a partire dal 1.4.2022 piuttosto che dal 25.3.2022 (data di entrata in vigore del decreto stesso) – estenderebbe unilateralmente, senza il consenso dell’interessato/a, il cui rapporto di lavoro è già regolato dal vigente CCNL 2016/2018, la disciplina applicabile al personale dichiarato temporaneamente inidoneo per motivi di salute (CCNI 25.6.2008 – Criteri di utilizzazione del personale dichiarato inidoneo alla sua funzione per motivi di salute) anche al personale docente inadempiente all’obbligo vaccinale.

Tenendo presente preliminarmente che il summenzionato CCNI è applicabile esclusivamente al personale con contratto a tempo indeterminato, e quindi non risulta adatto a disciplinare la situazione de quo che coinvolge anche il personale docente a tempo determinato, occorre precisare che:

1. il CCNI 25.6.2008 prevede esclusivamente situazioni derivanti da “ motivi di salute” e attivabile solo “su istanza dell’interessato”;

2. l’eventuale utilizzazione, “in altri compiti” diversi dall’insegnamento, deve essere disposta dal Direttore regionale, previa sottoscrizione di “uno specifico contratto individuale di lavoro”;

3. l’inidoneità “deve risultare da apposito referto medico rilasciato dalla Commissione Medica di Verifica presso il MEF territorialmente competente”;

4. l’art. 4-ter.2, comma 3, del d.l. n. 44/2021 (come introdotto dal d.l. n. 24/2022) prevede che l’atto di accertamento dell’inadempimento del/la docente all’obbligo vaccinale “impone al dirigente scolastico di utilizzare il docente inadempiente in attività di supporto alla istituzione scolastica”;

5. l’art. 26 del CCNL 2018 – Realizzazione del PTOF mediante l’organico dell’autonomia, prevede che “1. I docenti in servizio che ricoprono, in ciascuna istituzione scolastica, i posti vacanti e disponibili di cui all’articolo 1, comma 63, della legge 13 luglio 2015, n. 107 appartengono al relativo organico dell’autonomia e concorrono alla realizzazione del piano triennale dell’offerta formativa tramite attività individuali e collegiali: di insegnamento; di potenziamento; di sostegno; di progettazione; di ricerca; di coordinamento didattico e organizzativo”;

6. l’art. 28 del CCNL 2018 – Attività dei docenti, prevede inoltre che: 

1. Fermo restando l’articolo 28 del CCNL 29/11/2007, l’orario di cui al comma 5 di tale articolo può anche essere parzialmente o integralmente destinato allo svolgimento di attività per il potenziamento dell’offerta formativa di cui al comma 3 o quelle organizzative di cui al comma 4, dopo aver assicurato la piena ed integrale copertura dell’orario di insegnamento previsto dagli ordinamenti scolastici e nel limite dell’organico di cui all’art. 1, comma 201, della legge n. 107/2015.

3. Il potenziamento dell’offerta formativa comprende, fermo restando quanto previsto dall’articolo 29 del CCNL 29/11/2007, le attività di istruzione, orientamento, formazione, inclusione scolastica, diritto allo studio, coordinamento, ricerca e progettazione previste dal piano triennale dell’offerta formativa, ulteriori rispetto a quelle occorrenti per assicurare la realizzazione degli ordinamenti scolastici, per l’attuazione degli obiettivi di cui all’articolo 1, comma 7, della legge 13 luglio 2015, n. 107. Le predette attività sono retribuite, purché autorizzate, quando eccedenti quelle funzionali e non ricomprese nell’orario di cui al presente articolo. 

4. Le attività organizzative sono quelle di cui all’articolo 25, comma 5, del d.lgs. 165 del 2001, nonché quelle di cui all’articolo 1, comma 83, della legge n. 107 del 2015”.

7. Per cui la nota n. 659/2022, laddove deduce erroneamente dalla normativa vigente l’esistenza di un principio generale, per cui tutti i docenti non impegnati nelle attività di insegnamento sarebbero tenuti a svolgere un orario di lavoro di 36 ore, è in palese contrasto con l’art. 28 del CCNL 2018, che non prevede un ampliamento a 36 ore dell’orario di lavoro per i docenti impegnati nella attività di potenziamento organizzativo o didattico, nonché con la prassi generalizzata delle Istituzioni scolastiche.

8. Infine, la nota n. 620/2022 e il d.m. n. 82/2022 prevedono che “il personale docente ed educativo inadempiente all’obbligo vaccinale potrà essere impiegato nello svolgimento di tutte le altre funzioni rientranti tra le proprie mansioni”, proprio come accade per le attività di “potenziamento” senza alcun incremento orario.

Pertanto, per quanto suesposto, non risulta che il personale docente inadempiente all’obbligo vaccinale si trovi nelle condizioni previste ai punti 1., 2. e 3., ma piuttosto, ritenendo che le “attività di supporto alla istituzione scolastica”, previste dall’art. 4-ter.2, comma 3, del d.l. n. 44/2021, non possano che realizzarsi, secondo l’art. 2103 c.c. e l’art. 52 d.lgs. n. 165/2001, nel pieno rispetto di quanto previsto dal vigente CCNL di comparto (di cui ai punti 5. e 6.), la scrivente Organizzazione Sindacale ritiene palesemente illegittima l’utilizzazione in mansioni non rientranti nella funzione dell’Area contrattuale di appartenenza e soprattutto per un orario superiore a quello previsto dal proprio contratto di lavoro e

DIFFIDA

i/le Dirigenti in indirizzo a utilizzare il suddetto personale docente esclusivamente per le attività specificate nell’art. 28 del CCNL di comparto e per le ore previste dal comma 5, dell’art. 28 del CCNL Scuola 2007.

Riservandoci ogni azione a tutela dei diritti del personale in oggetto, soprattutto riguardo all’illegittimo ampliamento dell’orario di lavoro, di cui si richiede fin d’ora la relativa e ulteriore retribuzione, e dichiarandoci disponibili per ogni ulteriore approfondimento della questione, porgiamo cordiali saluti

Esecutivo nazionale COBAS Scuola

CONCORSO STRAORDINARIO 2022

CONCORSO STRAORDINARIO 2022

“… DI DOMAN NON V’È CERTEZZA…”

Chi ha già almeno 3 anni di servizio non deve dimostrare ancora qualcosa per ottenere un contratto a tempo indeterminato.

OCCORRE USARE LE GPS COME SECONDO CANALE DI ASSUNZIONE

PARALLELO AI CONCORSI ORDINARI

Invece, con il percorso di stabilizzazione previsto nel prossimo concorso straordinario 2022 per i docenti con almeno 3 anni di servizio, si continua a procedere nell’ottica dell’emergenza e a seguire una logica selettiva difficilmente giustificabile:

  • una prova orale con estrazione “just in time” della traccia, cioè senza l’anticipo di almeno 24 ore previsto per il concorso ordinario;
  • 2 percorsi di formazione paralleli per i vincitori del concorso, uno dei quali a proprie spese presso le università con esame finale per ottenere 5 cfu; 
  • la beffa persino per coloro che risulteranno idonei, poiché non potranno rientrare in una graduatoria per future stabilizzazioni né per ottenere l’abilitazione.

Per questo, in attesa che venga definitivamente ripristinato il meccanismo del doppio canale, chiediamo che il bando definitivo del concorso preveda:

  1. l’inserimento a scorrimento nella graduatoria di assunzione per tutti/e coloro che hanno i requisiti di accesso al concorso straordinario;
  2. una prova non selettiva, finalizzata unicamente a stabilire l’ordine di assunzione; 
  3. l’estrazione della traccia almeno 24 h prima della prova orale come quanto previsto per il concorso ordinario;
  4. un percorso formativo unico e interamente a carico dello stato.

DECRETO “RIAPERTURE” e personale scolastico

COBAS SCUOLA: NO all’accanimento contro i docenti sospesi!

Lo stato di emergenza, deliberato dal Consiglio dei ministri il 31 gennaio 2020, terminerà il 31 marzo 2022. Come si legge nel sito del Ministero della Salute, “dal 1° aprile sarà possibile per tutti, compresi gli over 50, accedere ai luoghi di lavoro con il green pass base (vaccinazione, guarigione, test). Dal 1° maggio l’obbligo di green pass verrà eliminato”.

Ma i docenti non vaccinati o vaccinati senza terza dose, i guariti con una o due dosi che rientreranno a scuola non potranno andare regolarmente in classe e saranno destinati a non meglio precisate “attività di supporto all’Istituzione scolastica”, mentre dirigenti e personale ATA non in regola con l’obbligo vaccinale riprenderanno regolarmente le loro mansioni. 

Se da un lato è positivo che venga finalmente garantito il diritto alla retribuzione per tutti e il diritto al lavoro per ATA e dirigenti, dall’altro è inaccettabile per i docenti un umiliante e mobbizzante demansionamento della funzione, con il rischio di subire gli arbìtri dei dirigenti. 

Quando venne introdotto l’obbligo vaccinale per il personale scolastico abbiamo scritto: “l’introduzione dell’obbligo è particolarmente assurda perché circa il 90% del personale è già vaccinato […] Tale livello di vaccinazione, il rispetto delle norme sul distanziamento fisico e l’uso dei dispositivi garantiscono il regolare svolgimento delle lezioni in presenza e in sicurezza”. Quando fu introdotto il GREEN PASS rafforzato nella scuola il 95% del personale era vaccinato, una delle percentuali più alte tra le categorie lavorative.

Siamo, oggi, di fronte a un accanimento incomprensibile, visto che anche nel periodo di assenza dei docenti non vaccinati i casi di contagio nelle scuole sono proseguiti con numeri significativi, come nel resto della società. Inoltre, è particolarmente assurdo vietare di entrare in classe ai docenti con un tampone negativo (i cui costi, per equilibrare diritto alla salute e diritto al lavoro, dovrebbero essere a carico dello Stato) quando nelle stesse aule vi sono alunni, in numero sicuramente maggiore, non vaccinati e senza obbligo di tampone.

In attesa che la Corte Costituzionale risponda al Consiglio di Giustizia Amministrativa – CGA della Sicilia, secondo cui parte del d.l. n. 44/2021 (convertito in l. n. 76/2021) sarebbe in contrasto con gli artt. 3, 4, 32, 33, 34, 97 della Costituzione, chiediamo che tutti gli insegnanti sospesi rientrino a scuola per esercitare, senza alcuna limitazione, la funzione docente

Al tempo stesso, chiediamo che venga comunque prorogato il contratto al personale precario impegnato fin qui nelle supplenze, in modo da rafforzare di fatto l’organico Covid, di cui le scuole hanno particolare bisogno. 

Il personale interessato può rivolgersi alle sedi locali dei COBAS Scuola per valutare quali forme di tutela poter attivare.

Roma, 28 marzo 2022

Esecutivo Nazionale dei COBAS Scuola

CONVEGNO CESP IN VIDEOCONFERENZA 1° APRILE 2022

LOCANDINA DEL CONVEGNO

MODELLO PER LA RICHIESTA DI ESONERO

MODULO DI ISCRIZIONE ONLINE

CONVEGNO CESP PALERMO 8 APRILE 2022

ISCRIZIONE CONVEGNO

LOCANDINA DEL CONVEGNO

MODELLO PER LA RICHIESTA DI ESONERO

TESTO PROTOCOLLO D’INTESA USR SICILIA – COMANDO REGIONALE ESERCITO DEL 20.12.2021

AGGIORNAMENTO PROTOCOLLO D’INTESA USR SICILIA – COMANDO REGIONALE ESERCITO DEL 28.12.2021

Contro le guerre e contro il PCTO, soprattutto se svolto in caserma

Il 29.12.2021 è stato firmato un Protocollo d’Intesa tra il Comando Militare dell’Esercito e dall’Ufficio Scolastico Regionale della Sicilia, che prevede la possibilità di effetuare PCTO in 7 caserme dell’Esercito.

Contro detto protocollo si è costituito un Coordinamento Regionale che ha varato diverse iniziative per ostacolare l’applicazione del protocollo e per richiedere l’abolizione del PCTO:

– manifestazioni di piazza;

– un convegno di aggiornamento rivolto ai lavoratori/trici della scuola che si terrà a Palermo l’8 aprile pv, in presenza e online, di cui daremo ulteriori dettagli per parteciparvi;

– una raccolta firme;

 – un presidio per l’8 aprile pv davanti all’USR Sicilia, nel corso del quale saranno consegnate  le firme raccolte.

Si possono scaricare il testo dell’appello firmato dalle organizzaioni promotrici (tra cui i Cobas) contenente le nostre valutazioni sul PCTO e sul PCTO in caserma, le nostre richiese all’USR e la tabella per raccogliere le firme di chi a scuola studia e lavora ma anche di altri cittadini che condividono il documento.

Se condividi le iniziative che proponiamo, ti invitiamo a

– diffondere tra i tuoi contatti quest’iniziativa;

– stampare l’appello e la tabella di raccolta firme, raccogliere firme tra studenti, genitori, lavoratori/trici di scuola tua, scansionare i fogli con le firme raccolte e spedire i file al nostro indirizzo di posta cobasscuolapa@fastwebnet.it oppure consegnarli alle sedi cobas scuola di Palermo e Catania;

– partecipare alle altre iniziative citate. 

8 marzo SCIOPERO GENERALE

8 MARZO scioperiamo e manifestiamo in tutta Italia

A PALERMO piazza Verdi ore 9.30

In sintonia con la mobilitazione femminista transnazionale verso l’8 marzo, accogliamo le richieste indicendo lo SCIOPERO di tutte le lavoratrici e lavoratori dei settori pubblici e privati.

In particolare intendiamo portare insieme nelle piazze i seguenti contenuti:

  • CONTRO lo sfruttamento dilagante in particolare nel lavoro femminile (maggiori licenziamenti e part-time imposti, lavoro in appalto, precarietà in estensione, salario inferiore a quello medio, pensioni sempre più lontane e “leggere”);
  • CONTRO il tracimare dello stato sociale e della sanità in ambito privatistico;
  • CONTRO la divisione sessuale del lavoro in cui quello di riproduzione e di cura è funzionale all’organizzazione capitalistica della società;
  • CONTRO la crescente violenza verso le donne, connessa ai ruoli e alle discriminazioni di genere che richiede la valorizzazione del punto di vista di genere;
  • PER una scuola e un’università pubbliche che garantiscano il diritto allo studio a tutte/i gli allievi/e senza discriminazioni, PER il lavoro stabile e un reddito soddisfacente per lavoratori/trici, in ambienti sanificati e adeguati, con investimenti massicci per il miglioramento delle strutture, la diminuzione del numero di alunni/e per classe; la libertà e inviolabilità delle persone e il rispetto delle differenze; NO agli interventi dei privati nella scuola; NO all’Alternanza scuola lavoro e alla DaD, a fianco delle lotte studentesche;
  • PER la tutela della salute e sicurezza nei posti di lavoro, PER una sanità pubblica potenziata, fuori dai circuiti privatistici, con la medicina di prossimità finalmente efficace;
  • PER la stabilizzazione nella P.A. di tutte le lavoratrici e lavoratori con contratti precari e/o in appalto; 
  • PER la parità di diritti e di salario in tutto il lavoro privato e la fine della precarizzazione;
  • PER servizi pubblici che evitino di scaricare sulle donne tutto il lavoro di cura e di assistenza; 
  • PER l’uscita immediata dallo stato di emergenza; NO al Green Pass, NO all’obbligo vaccinale; PER il reintegro di tutto il personale sospeso dal lavoro.

CONTRO TUTTE LE GUERRE

FERMIAMO L’INVASIONE E LA GUERRA DI PUTIN

STOP AL RIARMO E PER LO SCIOGLIMENTO DELLA NATO

https://www.commissionegaranziasciopero.it/index.php/calendario-scioperi/dettaglio-sciopero/297761