PERSONALE INIDONEO e FRAGILE: ANCORA UNA SITUAZIONE PROBLEMATICA

PERSONALE INIDONEO e FRAGILE: ANCORA UNA SITUAZIONE PROBLEMATICA

Come già messo in evidenza nel precedente documento, consegnato il 29 settembre nell’incontro con la Direzione generale del Personale, Le Misure urgenti connesse alla dichiarazione di emergenza epidemiologica hanno evidenziato la possibile fragilità dei lavoratori e lavoratrici nell’esposizione al contatto con il pubblico e, nella scuola, i docenti fragili si sono collocati, per posizione giuridico-normativa, accanto a quella dei docenti inidonei.

Nelle ultime circolari, decreti e conversioni in legge, che riguardano i lavoratori “fragili” (Circolare Interministeriale del Ministero della Salute e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 4 settembre 2020; Circolare Ministero dell’Istruzione dell’11 settembre 2020, Legge 126/2020), però, nulla si dice rispetto ai lavoratori e alle lavoratrici già giudicati “inidonei” prima del manifestarsi della pandemia da COVID-19.

Tale personale presenta una doppia “fragilità”, la prima connessa alle gravi patologie per le quali sono stati dichiarati inidonei (temporanei o permanenti) indipendentemente dall’attuale situazione epidemiologica, la seconda, determinata dalla pandemia, che aggrava il quadro precedente, inserendoli in un ulteriore stato di emergenza.

Ciononostante, gli “inidonei” e i “fragili”, che fanno già ricorso alla malattia per problemi legati alle proprie patologie, sono spesso posti in malattia d’ufficio per un periodo di tempo che comporta il superamento del periodo massimo previsto (art. 17 CCNL 2007), rischiando, così, di rimanere nel tempo privi di stipendio e in una precaria situazione di salute.

Per tali motivi e per l’oggettivo prolungarsi del periodo di emergenza epidemiologicatale quadro rischia di aggravarsi ulteriormente e di diventare insostenibile per i lavoratori e le lavoratrici in precario stato di salute che sono, però, tutelati innanzitutto dalla Costituzione “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività” (art 32).

Pertanto abbiamo chiesto di:

a) prolungare la “sorveglianza sanitaria eccezionale” al momento prevista sino al 31 gennaio 2021, riconoscendo lo stato di emergenza ed equiparando il periodo di assenza dal servizio al ricovero ospedaliero. In questo modo la malattia non verrà conteggiata ai fini della determinazione del periodo massimo di assenza, previsto ai commi 1 e 2, art. 17 CCNL 2007 (tale riconoscimento, in caso di prolungamento dello stato di emergenza, deve essere automaticamente esteso sino al termine ultimo);

b) equiparare la malattia di ufficio, per il personale già temporaneamente o permanentemente inidoneo e per quello “fragile” riconosciuto inidoneo in maniera assoluta, alla “sorveglianza sanitaria eccezionale” che, come già detto, non comporta cumulo;

c) fare in modo che il personale già dichiarato inidoneo dai competenti organi medico-legali prima dell’attuale emergenza sanitaria, possa svolgere il “lavoro agile” (l. n. 126/2020), dietro semplice richiesta al dirigente, senza ulteriori accertamenti e col riconoscimento di tale prestazione lavorativa come ordinaria;

d) chiarire ai Dirigenti scolastici che l’utilizzazione delle biblioteche d’istituto come aule non può comportare la dismissione dei servizi bibliotecari né l’allontanamento dei docenti “inidonei” dalla scuola o il loro spostamento in altro servizio o mansione, perché il patrimonio librario e strumentale rimane in dotazione alla scuola e il servizio può essere erogato sia in presenza sia online. Le competenze di lettura e quelle informative, sono funzionali e trasversali a ogni ambito disciplinare e il ruolo della biblioteca non va quindi visto come “alternativo” alla didattica, ma come una sua parte integrante, tanto è vero che l’apporto della biblioteca scolastica dovrebbe trovare generalmente spazio e attuazione nel Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF).

FUORI DALL’ECONOMIA DEL PROFITTO – Presidio sabato 21.11 ore 10.30 piazza Verdi

Nessuno/a deve essere lasciato/a indietro, Per una società della cura

21 novembre, manifestazioni in tutta Italia

PALERMO piazza Verdi ore 10.30

CATANIA piazza Stesicoro ore 16.30

L’emergenza non può provocare discriminazioni tra i diritti delle persone, tra chi ha accesso a cure e reddito e chi ne è escluso/a. Così si accentuano le diseguaglianze sociali, economiche, culturali e di genere, si frantuma la società tra chi ha garanzie e sinecure di vario tipo e chi non ha né garanzie né difese economiche e sociali. Le crisi sanitarie, economiche e ambientali vanno affrontate con un piano unitario, che non lasci indietro nessuno/a, bloccando in particolare la disgregazione regionalistica. Tale piano va avviato con l’obiettivo di una radicale conversione economica, sociale, ambientale e culturale, fuori dall’economia del profitto, per una società della cura. E qui ed ora, richiediamo reddito per tutti/e e aiuti adeguati durante tutta l’emergenza sanitaria; il rispetto costante delle misure di prevenzione, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro; investimenti e assunzioni per garantire davvero sanità e istruzione pubbliche, trasporti, casa, accoglienza.

E in particolare per l’istruzione pubblica, chiediamo l’immediata riapertura delle scuole di ogni ordine e grado, come accade in Germania, Francia, Olanda, Irlanda e persino nel Regno Unito (in pieno lockdown). La scuola è relazione umana, oltre che cognitiva, e non può essere delegata allo schermo di un computer. Mentre la scuola pubblica si prefigge la riduzione delle diseguaglianze, la cosiddetta Didattica a Distanza (DAD) le aumenta. La chiusura di quattro mesi nello scorso anno scolastico ha già provocato effetti molto negativi sull’apprendimento degli studenti, sulle loro capacità cognitive di livello più alto, sul loro spirito critico, nonché indotto processi dannosissimi a livello psicologico, sui meccanismi relazionali e affettivi. Questa nuova chiusura, effettuata irresponsabilmente e caoticamente (anche a causa di quella frammentazione regionalistica che si vorrebbe acuire con la cosiddetta “autonomia differenziata”) e malgrado tutti gli indicatori pandemici dimostrino che le scuole sono un posto più sicuro di tanti luoghi restati aperti, ingigantirebbe, soprattutto se prolungata oltre il 3 dicembre, tutti i danni per gli studenti che abbiamo qui citato, e li renderebbe irreversibili e irrecuperabili per un’intera generazione.

Dunque, su questi temi, obiettivi e proposte, la coalizione Per la società della cura, di cui i COBAS fanno parte con il massimo impegno, promuove, insieme a centinaia di realtà sociali, sindacali, studentesche, a comitati, reti associative, di movimento e strutture autogestite, una grande giornata di mobilitazione nazionale con manifestazioni e iniziative in tutta Italia, nel pieno rispetto delle norme anti-Covid.

“SANIFICAZIONE”: chi deve farla

A seguito di numerose segnalazioni ricevute abbiamo inviato ai Dirigenti scolastici, ai Direttori S.G.A. delle scuole siciliane e anche al Direttore generale dell’USR Sicilia, la lettera che segue.

Coloro che fossero interessati a far valere i propri diritti possono contattare la sede di Palermo

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La scrivente Organizzazione Sindacale è venuta a conoscenza che in numerose Istituzioni scolastiche siciliane viene impartito al personale collaboratore scolastico l’ordine di servizio che prevede la “sanificazione” dei locali. Su tale questione, facciamo notare che:

1. il Protocollo relativo agli ambienti di lavoro del 14.3.2020 prescrive che “nel caso di presenza di una persona con COVID-19 all’interno dei locali aziendali, si procede alla pulizia e sanificazione dei suddetti secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute nonché alla loro ventilazione”;

2. l’art. 1, comma 1, lett. e) del D.M. Industria, Commercio e Artigianato n. 274/1997 definisce come “attività di sanificazione quelle che riguardano il complesso di procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti mediante l’attività di pulizia e/o di disinfezione e/o di disinfestazione…”;

3. il Rapporto ISS Covid 19 n. 25/2020 prevede che “Gli utilizzatori dei prodotti, siano essi le imprese previste nel DM 7 luglio 1997, n.274, o siano le stesse imprese che sanificano in proprio, dovranno garantire che i propri lavoratori addetti abbiano ricevuto un’adeguata informazione/formazione, in particolare per quanto riguarda l’impiego dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI: es. filtranti facciali, guanti) di terza categoria secondo gli obblighi previsti nel Titolo III Capo II del DL.vo 81/2008 e nel Decreto Interministeriale 2 maggio 2001. Per quanto riguarda le misure di prevenzione e protezione delle misure di gestione del rischio da applicare nell’impiego delle attrezzature utilizzate per l’erogazione dei prodotti o per l’eventuale generazione in situ degli stessi, si dovrà fare riferimento al manuale d’uso e manutenzione delle suddette attrezzature nel rispetto degli obblighi di cui al Titolo IX Capo I e al Titolo III Capo II del DL.vo 81/2008”;

4. la Circ. Min. Salute n. 5443/2020 prevede che “Tutte le operazioni di pulizia devono essere condotte da personale che indossa DPI (filtrante respiratorio FFP2 o FFP3, protezione facciale, guanti monouso, camice monouso impermeabile a maniche lunghe) e seguire le misure indicate per la rimozione in sicurezza dei DPI (svestizione)”;

5. già la Nota M.I. n. 1033 del 29.5.2020 forniva indicazioni operative su un primo elenco di beni, servizi e lavori che le scuole possono acquistare con le risorse messe a disposizione per l’a.s. 2020/2021, tra le quali “piccola manutenzione e servizi di pulizia straordinaria, sanificazione e disinfestazione”, tutte attività e mansioni non previste dall’area di appartenenza del personale collaboratore scolastico (art. 47 del CCNL Scuola 2007 e Tab. A CCNL 24.7.2003);

6. inoltre la stessa Nota ministeriale, a proposito degli Esami di Stato a.s. 2019/2020 prevedeva “la sanificazione generale degli ambienti da parte di ditte esterne specializzate”;

Pertanto, alla luce di quanto su esposto, qualora non si fosse provveduto alla:

  • utilizzazione delle risorse appositamente destinate all’acquisto dei servizi di sanificazione;
  • realizzazione delle prescrizioni sanitarie previste in ordine alla informazione/formazione del personale e alla fornitura di adeguati DPI;
  • richiesta della volontaria adesione del personale collaboratore scolastico per lo svolgimento di attività aggiuntive non espressamente previste dall’area di appartenenza;
  • consultazione e al confronto preventivo di RSU e RLS “per tutelare la salute delle persone presenti all’interno dell’azienda e garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro”, come previsto dal Protocollo del 14.3.2020;
  • necessaria contrattazione d’istituto sulle modalità di individuazione del personale, sullo svolgimento delle attività e sui relativi compensi aggiuntivi;

la scrivente Organizzazione Sindacale, considerato anche che l’art. 2087 del cod. civ. prevede che il Dirigente scolastico, nella sua qualità di datore di lavoro è tenuto a prevenire anche le condizioni di rischio insite nella possibile negligenza, imprudenza o imperizia del lavoratore, dimostrando di aver messo in atto a tal fine ogni mezzo preventivo idoneo (Cass. Civile n. 16026/2018), ritiene che, in caso di eventuali danni che il personale potrà subire in relazione allo svolgimento dell’attività di sanificazione, il DS ed il DSGA potranno essere conseguentemente gravati ex lege di ogni responsabilità civile e penale, riservandosi di tutelare i/le propri/e associati/e nelle dovute sedi.

FUORI DALL’ECONOMIA DEL PROFITTO

Nei mesi scorsi si è costituita La società dela cura, una rete alla quale aderiscono singole persone e associazioni di carattere nazionale e locale, compresi i Cobas della scuola .
Sul sito https://societadellacura.blogspot.com/ trovate il manifesto costitutivo, intenti e altre info.
Per il prossimo 21 novembre è previsto lo svolgimento di una mobilitazione nazionale con lo svolgimento di manifestazioni locali. In Sicilia sono previstI presìdi a:

CATANIA, ore 16.30, piazza Stesicoro

PALERMO, ore 10,30, piazza Verdi (davanti Teatro Massimo)

Scarica il volantino del presidio di Catania in formato jpg

Scarica il volantino del presidio di Palermo in formato jpg

Convegni CESP Palermo 18 nov. 2020 – Catania 20 nov. 2020

CONVEGNO NAZIONALE DI AGGIORNAMENTO/FORMAZIONE IN VIDEOCONFERENZA RIVOLTO A TUTTO IL PERSONALE SCOLASTICO APERTO ALLA PARTECIPAZIONE DI TUTTE/I COLORO CHE HANNO A CUORE LA SCUOLA PUBBLICA STATALE

LA SCUOLA IN EMERGENZA

Formazione scolastica, benessere psicofisico di alunne/i e personale, diritti e doveri dei lavoratori

mercoledì 18 novembre 2020 ore 8.30 – 13.30

link alla videoconferenza https://global.gotomeeting.com/join/724295437

(per le province di Agrigento, Caltanissetta, Palermo, Trapani)

…………

venerdì 20 novembre 2020 ore 8.30 – 13.30

link alla videoconferenza https://global.gotomeeting.com/join/509597341

(per le province di Catania, Enna, Messina; Ragusa, Siracusa)

NB. Per partecipare ad uno dei due convegni è necessario iscriversi, secondo la provincia di appartenenza, compilando il modulo di registrazione online. L’attestato di partecipazione sarà trasmesso via mail all’indirizzo indicato nello stesso modulo. La piattaforma di videoconferenza consente un massimo di 250 partecipanti per cui non si accetteranno richieste oltre tale numero e il modulo di registrazione online non sarà più disponibile se raggiunta la capienza.

LOCANDINA CONVEGNO 18/11/2020 E MODELLO RICHIESTA ESONERO

LOCANDINA CONVEGNO 20/11/2020 E MODELLO RICHIESTA ESONERO

8,30 Introducono e coordinano:

(18/09/2020) Roberto Alessi (Esecutivo provinciale Cobas Scuola Palermo)

(20/09/2020) Nino De Cristofaro (Esecutivo nazionale Cobas Scuola)

RELAZIONI

(18/09/2020) Nino De Cristofaro (Esecutivo Nazionale Cobas scuola)

(20/09/2020) Cesare Natoli (Docente Liceo AINIS, Messina)

Superare la DaD per ridare senso e prospettive al fare scuola

Emanuele Lo Monaco (Psicologo, Presidente Associazione Jonas)
Il distanziamento sociale e le ricadute psico-pedagogiche

Fabrizio Russo (studente Liceo “Turrisi Colonna” Catania)

Non rinunciare al diritto allo studi

9,45 DIBATTITO      

10,45 PAUSA

11,00 RELAZIONI 

Daniela Di Dio (Medica, operatrice LILA)

Ragionare sulla pandemia

Ferdinando Alliata (Docente. Esecutivo nazionale Cobas Scuola)

La pandemia annulla il contratto di lavoro?

12,00/13,30 DIBATTITO E CONCLUSIONI

Il CESP è Ente accreditato per la formazione/aggiornamento del personale della scuola (DM 25/7/2006 prot. 869 e Circ. MIUR prot. 406 del 21/2/2006). Esonero dal servizio per tutto il personale docente e Ata (art. 64 commi 4, 5 e 7 del Ccnl 2006/2009).

Due ricorsi per tutelare i diritti di chi lavora a scuola

Ricorso contro il blocco quinquennale per l’utilizzazione e l’assegnazione provvisoria dei neo-immessi in ruolo A.S. 2020/2021

I COBAS Scuola promuovono un ricorso per veder riconosciuto agli immessi in ruolo dell’A.S. 2020/2021 il diritto all’assegnazione provvisoria ed all’utilizzazione prima dei 5 anni previsti dalla legge 159/2019. Il ricorso è rivolto esclusivamente agli iscritti COBAS e per coloro che si iscriveranno prima della presentazione della documentazione per il ricorso.

Per iscriversi ai COBAS Scuola Palermo rivolgersi al numero 091349192.

Per informazioni sul ricorso scrivere agli indirizzi e-mail dei nostri avvocati: ricorsicobas@gmail.com (Avv. Giuseppe Nobile di Roma) e avv.cirincione@libero.it (Avv. Giacomo Cirincione di Palermo)

Ricorso per consentire ai partecipanti al concorso straordinario 2020 di svolgere prove suppletive in caso di assenza per motivi legati all’emergenza Covid-19

I COBAS Scuola promuovono un ricorso presso il TAR della Sicilia per veder riconosciuto ai partecipanti al concorso straordinario 2020 il diritto a svolgere le prove suppletive in caso di forzata assenza alle prove scritte per motivi legati all’emergenza Covid-19.

Il ricorso è rivolto esclusivamente agli iscritti COBAS ed a coloro che si iscriveranno prima della presentazione della documentazione per il ricorso.

Gli interessati dovranno presentare la documentazione ai nostri legali necessariamente entro 30 giorni dalla data in cui si è svolta la prova scritta di ciascuna classe di concorso per cui si ricorre.

Per iscriversi ai COBAS Scuola Palermo rivolgersi al numero 091349192.

Per informazioni sul ricorso scrivere agli indirizzi e-mail dei nostri avvocati: ricorsicobas@gmail.com (Avv. Giuseppe Nobile di Roma) e avv.cirincione@libero.it (Avv. Giacomo Cirincione di Palermo)

DIRITTO ALLA SALUTE, AL LAVORO, AL REDDITO E ALLO STUDIO

DIRITTO ALLA SALUTE, AL LAVORO, AL REDDITO E ALLO STUDIO

A settembre 2020, come se non fosse accaduto nulla, la scuola, tutta la scuola, presentava le stesse condizioni degli anni precedenti: non è stato ridotto il numero degli alunni per classe per garantire un serio distanziamento; non sono stati assunti i precari, che anzi sono diventati circa 200.000 tra docenti e ATA; ci sono le stesse vecchie strutture, che nel 60/70% dei casi non rispettano le normative sulla sicurezza, anche quelle precedenti alla pandemia. Il trasporto pubblico non è stato potenziato: nei bus gli studenti sono stretti come sardine; nelle strutture sanitarie i posti Covid non solo non sono stati potenziati, ma addirittura tagliati, con premi ai dirigenti “meritevoli”. 

Da marzo avevamo indicato gli interventi da attuare, e li avevamo messi al centro delle rivendicazioni delle mobilitazioni da maggio in poi. Ma il tempo a disposizione e la stessa pausa estiva con il calo dei contagi sono stati sciaguratamente sprecati. 

Ciononostante, grazie all’impegno di tutta la comunità scolastica, oggi le scuole sono il luogo meno insicuro per gli studenti in confronto a tutti gli altri: il rispetto delle norme sulla sicurezza è garantito dalla vigilanza di docenti e Ata, i contagi sono tra i più tracciabili rispetto all’esterno. Chiudere le scuole aumenta il rischio del contagio, laddove gli studenti inevitabilmente si muoveranno in contesti meno controllati. 

Ma di fronte al previsto e prevedibile aumento dei contagi, al prossimo collasso delle strutture sanitarie e all’affollamento dei mezzi di trasporto prima alcuni presidenti di regione, poi il governo, hanno scelto di sacrificare la scuola superiore, riproponendo la devastante modalità (sia dal punto di vista relazionale che cognitivo) della Didattica a Distanza, che ha già prodotto significativi e perduranti effetti negativi sulle capacità di apprendimento degli studenti e che rischia di privare di fatto un’intera generazione del diritto allo studio.

L’ultimo dPCM prevede solo un 25% di didattica in presenza a fronte del 75% a distanza, qualora le Regioni o gli enti locali o le autorità sanitarie lo richiedano per la presenza di particolari criticità territoriali. Già ieri è stato richiesto in molte regioni con una prevedibile applicazione estesa a tutto il Paese e, d’altronde, una nota ministeriale ha lasciato un solo giorno alle scuole per organizzarsi! Alcuni presidenti regionali hanno addirittura deciso che tutti gli alunni delle superiori, e in Campania anche delle elementari e delle medie, dovranno restare a casa. Al tempo stesso, alcuni dirigenti scolastici stanno decidendo, in modo illegittimo anche rispetto allo stesso dPCM, di tenere alcune classi tutte in presenza e altre tutte con la DAD, senza neanche il 25% in presenza. 

Senza vergogna, per le pesanti responsabilità politico-amministrative sue e di tutto il governo (nonché dei cd “governatori” regionali, corresponsabili del disastro delle strutture sanitarie e del trasporto pubblico), oggi la ministra Azzolina si erge a difesa della scuola in presenza. È un atteggiamento schizoide se si pensa alle sue esaltazioni della DAD durante il lockdown e al fatto che il governo, di cui fa parte, ha lasciato passare lunghi mesi senza intervenire con decisione sul fronte dei trasporti, della sanità o degli spazi, lasciando tutta la responsabilità in mano alle singole scuole e recitando oggi un gioco delle parti veramente stucchevole. E mentre si chiudono le scuole superiori, si mandano avanti i concorsi straordinari per i docenti precari, molti dei quali devono spostarsi in altre regioni (a loro spese e a loro rischio e pericolo).

In tutto il paese comincia a manifestarsi l’insofferenza verso i provvedimenti governativi che lasceranno sul lastrico intere famiglieladdove le chiusure non vengono accompagnate da immediati e significativi trasferimenti di reddito, e all’esterno della scuola si stanno consumando tragedie, con le quali siamo totalmente solidali, che lasciano sul campo ben più vittime, nelle categorie che non godono di nessuna protezione: chi lavora nei settori dell’educazione, dell’assistenza, della ristorazione, della ricezione alberghiera, del turismo, dello spettacolo, dello sport, e perfino dei trasporti, rischia di essere rovinato dalle nuove disposizioni di chiusura. Nonostante i problemi sociali in campo siano ben più gravi di quelli scolastici, riteniamo che non si possa sottovalutare l’importanza centrale della scuola: e perciò il vulnus della DAD non va sottovalutato, perché colpisce soprattutto gli studenti. Perciò vogliamo la scuola in presenza e in sicurezza. Siamo ancora in tempo per cambiare rotta. Il governo investa immediatamente su sanità, scuola e trasporti, a partire da un’assunzione straordinaria del personale necessario, reclutando una parte del precariato storico. Si investa subito (anticipando quanto arriverà dall’Unione Europea) per far sì che tali servizi pubblici essenziali possano rispondere al meglio ai problemi derivati dalla pandemia.Un Reddito di emergenza per tutti coloro che restano senza lavoro, spesa pubblica in deficit per acquisti di beni e servizi per garantire scuola, sanità e trasporti pubblici possono essere parole d’ordine unificanti per una mobilitazione che imprima una svolta in senso sociale alla gestione della crisi.

Per questi motivi come Cobas Scuola chiamiamo tutte/i alla mobilitazione per impedire il ritorno alla Didattica a Distanza, per difendere il diritto alla salute, al reddito e allo studio.

LE SCUOLE NON DEVONO PAGARE PER LE INCAPACITÀ DELLE AMMINISTRAZIONI

LE SCUOLE NON DEVONO PAGARE PER LE INCAPACITÀ DELLE AMMINISTRAZIONI

IL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE DEVE ESSERE SEMPRE GARANTITO!

Con un’ordinanza del 15 ottobre il presidente Vincenzo De Luca ha predisposto la chiusura delle Scuole di ogni ordine grado della regione Campania fino al 30 ottobre, facendo pagare a studenti e genitori, e in generale alla società tutta, le inefficienze e le incoerenze con cui Regione e Amministrazioni Locali stanno gestendo la pandemia costringendo persino i bambini e le bambine della scuola primaria, ma anche i ragazzi e le ragazze della scuola secondaria alla alienante e didatticamente dannosa didattica a distanza. Appena si è diffusa la notizia, nel tardo pomeriggio, si è sollevata dai genitori e da tutto il mondo della Scuola un’ondata di indignazione per le motivazioni argomentate dal Presidente che avrebbe imposto questa decisione per fermare il diffondersi dei contagi Covid, mentre tutto il resto fuori dalle Scuole è aperto e sovraffollato. Una vera offesa all’intelligenza di tutti noi che abbiamo la certezza che la Scuola non è il covo del virus. Con la soluzione demagogica della chiusura delle scuole (mentre il tasso di positivi sulla popolazione scolastica è nettamente inferiore a quello dei positivi sull’intera popolazione della Campania), De Luca vuole nascondere la vera tragedia, quella di un sistema sanitario al collasso dopo anni di tagli e che fra pochi giorni non avrà più posti per degenti Covid.

Altre sono le cause della diffusione incontrollata dei contagi perché dallo scorso mese di marzo niente è stato fatto per evitare di trovarci oggi in una tale situazione. Nessun massiccio piano di investimenti per migliorare le strutture scolastiche, nessun recupero di strutture pubbliche dismesse per aumentare il numero delle aule e sdoppiare le classi pollaio, nessun potenziamento dei trasporti pubblici. E rispetto al trasporto pubblico, che oggi viene considerato il maggior veicolo del Covid, invece di potenziarlo, come si sarebbe dovuto fare e come da mesi stanno chiedendo i movimenti studenteschi, si è scelto di non intervenire, rinunciando, di fatto, a quelle forme di distanziamento fisico che tanto viene raccomandato per evitare contagi. Inammissibile incuria, visto il lungo periodo in cui le scuole sono state chiuse, con l’aggravante che già in estate era stato ampiamente previsto un ritorno diffuso dei contagi.

Ma il mondo della scuola non è rimasto a guardare, già la mattina successiva del venerdì , genitori, studenti e docenti si sono recati a manifestare davanti alle scuole chiuse di tante città portando banchetti e zaini e nonostante in serata sia arrivata la notizia del mezzo passo indietro di Vincenzo De Luca che a meno di 24 ore, travolto dalle proteste, ha riaperto nidi e Scuole dell’infanzia, sabato mattina tutti/e sono tornati a manifestare. A Napoli sotto il Palazzo della Giunta Regionale, a Salerno sotto la Prefettura e nelle piazze di tante città campane centinaia di genitori insieme a studenti e docenti hanno ribadito la necessità di riaprire immediatamente le Scuole e di attivare tutte le misure necessarie per la sicurezza e la prevenzione sanitaria.

Chiediamo che i finanziamenti attuali e quelli futuri non vengano sperperati, ma utilizzati razionalmente per:

1) ripristinare una sanità di prossimità, riaprire pronti soccorso ed ospedali;

2) ridurre il numero di alunne/i per classe, intervenendo sull’edilizia scolastica per recuperare spazi inutilizzati e sdoppiare le classi numerose;

3) interventi strutturali e antisismici finalizzati a mettere in sicurezza gli edifici scolastici;

4) assumere tutti i/le docenti utili ad eliminare le classi pollaio insieme ad esperti per il supporto psicologico a studenti e famiglie;

5) l’immediato potenziamento dei trasporti pubblici, aumentando le corse nelle ore di punta e l’istituzione di un servizio pubblico e gratuito di trasporto scolastico;

6) l’introduzione di un vero, equo e universale reddito di quarantena che garantisca i genitori ai cui figli venisse prescritta la quarantena o l’isolamento fiduciario;

7) garantire maggiori controlli sanitari: tamponi e test rapidi gratuiti per studenti, docenti e tutto il personale scolastico e ripristinare una vigilanza sanitaria scolastica con la dotazione di ogni scuola di un ambulatorio con medico ed infermiere scolastico.

Attività Alternativa. Cobas e Uaar sollecitano i DS ad avviarle

Il 14 ottobre scorso, i Coordinamenti Regionali Siciliani dei Cobas scuola e dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti hanno inviato una lettera ai Dirigenti Scolastici di tuttele scuole della Sicilia con la quale si sollecita l’avvio dell’Attività Alterbativa all’Insegnaeto della Religione Cattolica, come previsto dalle norme di legge in vigore.

L’iniziativa nasce dalla constatazione che in molte scuole l’Attività Alternativa non è attuata nonostante le richieste dei genitori ed in altre istituzioni scolastiche dove negli anni passati tale Attività è stata svolta, in quest’anno scolastico è stata illegittimamente cassata per i motivi più disparati (come la mancanza di spazi) sopraggiunti con la situazione di pandemia.

Qui trovate il testo della lettera

Manifestazione a sostegno della lotta degli assistenti igienico personali e per il diritto allo studio degli studenti con disabilità

LA REGIONE SICILIA VUOLE LASCIARE STUDENTESSE E STUDENTI DISABILI SENZA ASSISTENZA IGIENICO-PERSONALE?

I Cobas Scuola aderiscono alla manifestazione prevista per giorno 8 ottobre in diverse città della Sicilia.

A Palermo dalle ore 10:00 presidio davanti Palazo D’Orleans , Presidenza della RegioneSicilia

 

Avevamo già denunciato in data 19 novembre 2019 che la ex Dirigente Generale del Dipartimento Regionale della Famiglie e delle Politiche Sociali, Maria Letizia Di Liberti, in data 12 Novembre, aveva notificato ai Commissari e funzionari delle Città Metropolitane e dei Liberi Consorzi dell’Isola che a partire da gennaio 2020 la Regione Sicilia non avrebbe più assunto alcun onere di spesa per il servizio igienico personale e che tale competenza, finora mantenuta sussidiariamente, era di esclusiva competenza delle scuole che dovevano provvedervi con proprio personale adeguatamente formato.

Quindi ancor prima della pronuncia del CGA siciliano, era ben nota la volontà politica di questo assessorato, colpevole non solo di avere assunto una decisione nefasta per lavoratori e soprattutto in capo alle famiglie dei disabili, ma non provvedendo per tempo a organizzare un servizio alternativo che garantisse, non tanto l’assistenza di base, ma il servizio specialistico per i disabili gravi e gravissimi, ha di fatto gettato in una grande confusione tutto il comparto regionale.

Nonostante la prolungata condizione di precariato in cui si è mantenuto il personale specializzato che opera da oltre 20 anni con professionalità e gradimento da parte delle famiglie e delle scuole, garantendo un insostituibile supporto organizzativo a studenti e studentesse con disabilità grave, oggi si vuole dare il benservito senza neanche prevedere una fase di transizione.

In poche parole: peggioramento del servizio con sovraccarico di mansioni per i collaboratori scolastici e licenziamento in massa di due mila assistenti igienico personali formati con corsi di 900 ore, riconosciuti dalla Regione Sicilia, come previsto dall’Ente Locale erogatore del servizio che fino a ieri era la Provincia, previsti da una legge, la 68/81, ancora in vigore e mai abrogata. Nessuna legge Regionale in vigore che regola il servizio di assistenza igienico prevede la sussidiarietà, né la l. n. 68/1981, il cui art. 10 che recita “i Comuni sono tenuti a promuovere l’inserimento dei soggetti portatori di handicap nelle istituzioni scolastiche normali con l’assegnazione di personale adeguato compreso quello per l’assistenza igienico-personale’’

Ben 11 anni prima della Legge quadro sulla disabilità, la 104, la Regione aveva previsto che bisognava utilizzare personale esterno per assistere i disabili, e opportunamente formato.

Successivamente, con il recepimento del d.lgs. n. 112/1998, inglobato nella Legge Regionale n. 6/2000, art. 12 comma 2/C, le competenze vengono ripartite tra Comuni e Province.

E nella successiva Legge Regionale n. 15/2004, l’art. 22 conferma che le competenze, riguardanti gli studenti delle scuole superiori, restano fermamente a carico delle Province. Neanche in questa Legge vi è menzione di sussidiarietà, ma di obbligo.

Denunciamo l’esclusione degli assistenti igienico personali che da anni, con abnegazione, passione e costante presenza quotidiana hanno permesso ai bambini e alle bambine, ai ragazzi e alle ragazze affetti da disabilità di frequentare la scuola, di superare tutte quelle barriere che, altrimenti, ne avrebbero impedito la normale fruizione. Compromettendo, di fatto, il diritto allo studio che rappresenta il primo segmento per l’inclusione sociale.

Siamo altresì preoccupati per i collaboratori scolastici che si vedrebbero, loro malgrado, addossare compiti e responsabilità impropri per le loro mansioni, malgrado il d.lgs. n. 66/2017 non aggiunga nulla di quanto già previsto nel vigente CCNL Scuola.

Per noi la norma è una sola: l’art. 22 della Legge Regionale n. 15/2004, in quanto quella nazionale, oltre a non aggiungere nulla alle mansioni dei collaboratori scolastici, esclude, con l’art. 17 del d.lgs. n. 66/2017, le Regioni a Statuto Speciale dall’adeguarsi alla norma nazionale in quanto vengono fatte salve le competenze attribuite, in materia di inclusione scolastica, secondo i rispettivi Statuti e le relative norme di attuazione.

Come pensa l’Assessorato alla famiglia di provvedere al crescente numero di studenti gravi frequentanti le scuole?

Lo stesso Assessore, Dott. Scavone, ha dichiarato che quest’anno c’è stato un aumento delle persone disabili gravissimi che sono passate da 10.746 a 12.831.

Allo stesso tempo nelle scuole, dopo il taglio al personale ATA, gli organici sono sottodimensionati a tal punto da pregiudicare persino la sorveglianza degli spazi scolastici.

Chiediamo la reintegrazione dei lavoratori lasciati ingiustamente a casa, a causa dell’utilizzo improprio dei collaboratori scolastici, nonostante i decreti attuativi del d.lgs. n. 66/2017 non siano stati ancora emanati, in modo da ripristinare il servizio di assistenza nella sua totalità per garantire agli studenti il loro diritto a frequentare le scuole della Sicilia e ai lavoratori di poter riprendere la loro attività.

CONCORSO SUBITO, MA PER SOLI TITOLI

Un inutile e pietoso balletto governativo
Concorso straordinario subito, ma per soli titoli

Usare le GPS, dopo averle opportunamente verificate, per stabilizzare subito i precari con almeno tre anni di servizio

L’Ufficio Complicazioni Affari Semplici, sempre pronto a rendere complesso ciò che è semplice (e questa volta al servizio della ministra Azzolina), insiste nel fare un concorso in presenza, che scelleratamente allunga inutilmente i tempi, priva le scuole del personale precario appena incaricato e lo costringe a viaggiare fino alla sede dell’esame, senza nemmeno prevedere una prova suppletiva per coloro che nel frattempo, essendo in servizio, fossero in quarantena.

Dopo aver concordato il rinnovo delle graduatorie per le supplenze in estate, in cambio del concorso straordinario in autunno, la maggioranza di governo adesso mette in scena un inutile e pietoso balletto per le responsabilità sul concorso straordinario.

Il concorso straordinario va fatto. Subito! Ma per soli titoli e servizi. I precari con almeno tre anni di servizio sono già lì, sono nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze e devono essere assunti tutti! Non si deve fare altro che controllare i titoli presentati in agosto, correggere gli errori e procedere all’assunzione di tutti/e i/le docenti con almeno tre anni di servizio presenti nelle GPS. Subito!

Senza attendere la formazione di commissioni, senza attendere la valutazione delle prove, senza attendere nulla!

A coloro che pensano che occorra una selezione, rispondiamo che la selezione è fasulla! Si tratta di docenti che già insegnano da almeno tre anni. Il giorno dopo la loro eventuale esclusione dal concorso torneranno in cattedra, come hanno sempre fatto in questi anni, a continuare la loro supplenza annuale. Esattamente come i vincitori della ridicola selezione. Con la differenza che i più fortunati saranno di ruolo, mentre gli altri saranno costretti a restare ancora precari.

A coloro che dicono che il concorso per soli titoli non è costituzionale rispondiamo che l’art. 97, comma terzo della Costituzione Italiana prevede: “Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso”, pertanto non è esclusa la modalità di concorsi per soli titoli e servizi, infatti sono stati sempre banditi per tutte le P.A., scuola compresa.

Non siamo più disposti ad accettare bugie. È ora di porre la scuola al centro del dibattito politico. Siamo il fanalino di coda per gli investimenti nella scuola, mentre l’Italia è prima per numero di abbandoni scolastici.

La scuola si è aperta dimezzata: precari senza incarico, scuole senza insegnanti, scuole senza nuovi spazi, classi ancora pollaio, scuole ancora chiuse, tempo pieno che non c’è e chissà se ci sarà, didattica mista in molte scuole, personale ATA insufficiente e oberato di lavoro, trasporti carenti e non adeguati alle attuali condizioni epidemiologiche, confuse interpretazioni locali di confuse indicazioni nazionali sulla sicurezza e sulla prevenzione sanitaria, mancato accesso ai tamponi per tutti e veloci, alunni senza sostegno e, quindi, senza scuola.

In tutto questo marasma la ministra impone un concorso che impegnerà 1500 istituti, 70mila candidati circa nelle prove e svariati membri delle Commissioni, con un ulteriore blocco delle attività didattiche e un inevitabile aggravamento del rischio contagio: è scandaloso!

Vogliamo maggiori investimenti nella scuola e diritto all’istruzione per tutti.

Assumere subito, su tutti i posti vacanti e disponibili, tutti i precari con tre anni di servizio tramite le GPS

INCONTRO AL MINISTERO DELLA SALUTE SUI “LAVORATORI FRAGILI”

La scorsa settimana abbiamo avuto un incontro al Ministero della Salute a cui abbiamo posto nuovamente le nostre richieste attraverso una analisi puntuale delle contraddizioni del CCNI 2008 (Utilizzazione docenti inidonei) e della circolare sui lavoratori fragili del Ministero dell’Istruzione.

L’incontro è stato “esplorativo”, il Ministero della Salute si è riservato di rispondere alle nostre richieste per i primi di ottobre.

  • * * *

LAVORATORI FRAGILI e DOCENTI INIDONEI

Le Misure urgenti connesse alla dichiarazione di emergenza epidemiologica hanno evidenziato la possibile fragilità dei lavoratori e lavoratrici nell’esposizione al contatto con il pubblico e, nella scuola, i docenti fragili sono stati collocati, per posizione giuridico-normativa, accanto a quella dei docenti inidonei.

Nelle due ultime circolari riguardanti i lavoratori “fragili” (Circolare Interministeriale del Ministero della Salute e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 4.9.2020; Circolare Ministero dell’Istruzione 1.9.2020), però, nulla si dice rispetto ai lavoratori e alle lavoratrici già giudicati “inidonei” precedentemente al manifestarsi della pandemia da COVID-19 i quali presentano una doppia “fragilità”, la prima connessa alle gravi patologie per le quali sono stati dichiarati inidonei (temporanei o permanenti) indipendentemente dall’attuale situazione epidemiologica, la seconda che aggrava il quadro precedente, inserendoli nell’ulteriore stato di emergenza.

Nella Circolare del M.I. si parla di docenti inidonei, solo perché nella terza tipologia riguardante i docenti fragili la loro posizione è assimilata a quella dei docenti inidonei temporanei, anche se la loro temporaneità è strettamente legata all’emergenza sanitaria, così come dallo schema che segue:

  • Docenti idonei: rimangono al proprio posto o vengono reintegrati;

  • Docenti idonei con prescrizioni: devono essere utilizzati con ulteriori dispositivi di protezione individuale (mascherine FFp2, maggiore distanziamento, ecc.), ma se il dirigente scolastico non può dare applicazione alle prescrizioni, può richiedere una revisione del giudizio stesso;

  • Docenti inidonei temporanei: la cui utilizzazione in altri compiti è disciplinata dal CCNI 2008 sull’Utilizzazioni dei docenti inidonei.

Il docente fragile di quest’ultima tipologia, diventa un docente inidoneo (inidoneo temporaneo con revisione a breve scadenza) e in questo passaggio si ripropongono quelle contraddizioni contrattuali, non conosciute dalla maggioranza dei docenti che sino ad ora sono rimasti in classe, che diventano ancor più evidenti. Di queste contraddizioni alcune attengono al CCNI 2008, altre emergono dalla Circolare M.I. 11.9.2020.

Noi le evidenziamo qui di seguito, e formuliamo al termine del breve documento, delle specifiche richieste:

1. Aumento dell’orario di lavoro. Il passaggio dalle 18/24 ore settimanali dei docenti curricolari, alle 36 ore settimanali appare, ora più che mai, come una contraddizione in termini, che dovrebbe essere finalmente rivista. I docenti fragili e utilizzati in altri compiti per gravi patologie, infatti, sembrano dover permanere, immotivatamente, sul posto di lavoro, per più tempo degli altri docenti “sani”, anche se non è necessario. In realtà i docenti inidonei, come dimostra proprio l’utilizzazione dei docenti fragili di terzo tipo, sono sostituiti in classe da un docente, e diventano unità aggiunte nella scuola, non si capisce, quindi, perché dovrebbero passare a 36 ore lavorative sul posto di lavoro, comunque a contatto con personale scolastico, genitori, studenti (art 8, CCNI 2008; pag. 5 secondo capoverso, Circolare M.I. 11.9.2020).

2. Demansionamento. La Circolare 11.9.2020 prevede la possibilità che: “laddove non possa accedere a mansioni equivalenti a quelle previste dal proprio profilo professionale, l’articolo 42, del Dlgs 81/2008 prevede che: “il datore di lavoro […] attua le misure indicate dal medico competente e qualora le stesse prevedano un’inidoneità alla mansione specifica adibisce il lavoratore, ove possibile, a mansioni equivalenti o, in difetto, a mansioni inferiori garantendo il trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza” (pag. 5, penultimo capoverso, Circolare M.I. 11.9.2020).

Ma, in realtà manca una specifica norma che permetta l’applicazione del citato articolo al comparto Scuola. Il docente inidoneo, è poi, in realtà, già demansionato nella sua utilizzazione. Se di “mansione” si deve parlare per i docenti, infatti, questa attiene all’atto dell’insegnamento e, dunque, tutti gli ambiti previsti dall’art. 3 del CCNI 2008 (Modalità e ambiti di utilizzazione del personale docente ed educativo), costituiscono un chiaro demansionamento, mitigato solo dal permanere del docente nel proprio ruolo di appartenenza (i docenti inidonei rimangono docenti) e nell’essere utilizzati in compiti connessi alla didattica.

3. Assenza per malattia. L’obbligo del lavoratore e lavoratrice fragile e inidoneo, di utilizzare per tutto il periodo di vigenza della inidoneità temporanea, l’istituto giuridico dell’assenza per malattia (che pone il problema del recupero della malattia sia per i docenti appena dichiarati inidonei, sia per i docenti già inidonei, anche in caso di sospensione in via cautelativa del docente, per tutto il periodo ricadente nella “sorveglianza sanitaria eccezionale”).

4. Smantellamento delle Biblioteche di istituto. In questa fase di ripensamento degli spazi per la ripresa dell’anno scolastico, le biblioteche di istituto sembrano essere messe in pericolo. Mentre l’Amministrazione, dispone l’inidoneità temporanea dei docenti “fragili” e identifica, come da CCNI 2008 le Biblioteche scolastiche, come una delle aree di utilizzazione, da più parti arrivano segnalazioni di docenti inidonei “utilizzati in altri compiti” (e tra questi molti sono occupati nelle biblioteche di istituto) che vengono addirittura invitati a cambiare scuola o utilizzati in compiti non attinenti al proprio profilo e spostati al centralino, in portineria, ecc.

PQM

si chiede

a) di non sottoporre i docenti già dichiarati inidonei prima dell’attuale emergenza sanitaria (che richiedano il riconoscimento della condizione di “fragilità”) ad ulteriore accertamenti, ma di trasferire semplicemente al medico competente o all’INAIL/ASL, la documentazione già esistente a scuola.

b) di ribadire il diritto al docente dichiarato “inidoneo” di accedere al lavoro agile (cosa che non sempre viene permessa dai dirigenti scolastici).

c) di ripristinare la “sorveglianza sanitaria eccezionale” disposta dall’art. 83, del decreto-legge n. 34/2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 77/2020, in modo che i lavoratori “inidonei” in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali, attestante una condizione di rischio, possano avere il riconoscimento dell’equiparazione del periodo di assenza dal servizio al ricovero ospedaliero. L’ulteriore periodo di assenza non andrebbe computato, pertanto, ai fini della determinazione del periodo massimo di assenza previsto ai commi 1 e 2 dell’art. 17 del CCNL Scuola 2007.

d) di riconoscere, al docente eventualmente sospeso in via cautelativa dal dirigente scolastico (in attesa del riconoscimento della sua “fragilità” o in attesa di ulteriori chiarimenti dal Medico Competente, INPS, ASL, ecc.), che il periodo di sospensione sia considerato ricadente nella “sorveglianza sanitaria eccezionale”.

e) di rivedere l’istituto contrattuale in base al quale i docenti inidonei vengono utilizzati per 36 ore settimanali, riconducendo l’orario settimanale a quello dei docenti curricolari.

f) di cassare dalla Circolare M.I. 11.9.2020, il riferimento al d.lgs n. 81/2008: “laddove non possa accedere a mansioni equivalenti a quelle previste dal proprio profilo professionale, l’articolo 42, del Dlgs 81/2008 prevede che: “il datore di lavoro […] attua le misure indicate dal medico competente e qualora le stesse prevedano un’inidoneità alla mansione specifica adibisce il lavoratore, ove possibile, a mansioni equivalenti o, in difetto, a mansioni inferiori garantendo il trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza”.

g) di chiarire ai dirigenti scolastici che l’utilizzo degli spazi riservati alle biblioteche d’istituto come aule scolastiche non può comportare la dismissione dei servizi bibliotecari, né l’allontanamento dei docenti “inidonei” dalla scuola o il loro spostamento in altro servizio o mansione, visto che il patrimonio librario e strumentale rimane in dotazione alla scuola e che il servizio può essere erogato sia in presenza che in modalità online. Le competenze di lettura e quelle informative, sono funzionali e trasversali a ogni ambito disciplinare e il ruolo della biblioteca non va quindi visto come “alternativo” alla didattica, ma come una sua parte integrale, tanto è vero che l’apporto della biblioteca scolastica dovrebbe trovare generalmente spazio e attuazione nel Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF).

S.O.S. SCUOLA – 26 settembre tutti/e a Roma

S.O.S. SCUOLA

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA, piazza del Popolo

SABATO 26 SETTEMBRE 2020 ore 15.00

Il 14 settembre, nella maggior parte delle scuole, si tornerà in classe. Governo e ministra Azzolina hanno fatto di tutto per rassicurare sul regolare avvio del nuovo anno scolastico che, al contrario, si riaprirà nella totale incertezza sia dal punto di vista didattico che sanitario.

Cosa ha fatto il governo, dallo scorso mese di marzo, per evitare di trovarci oggi in una tale situazione? Pur consapevoli dei problemi endemici che caratterizzano la scuola italiana, riteniamo che il governo abbia fatto poco e male.

Nessun massiccio piano di investimenti per migliorare e mettere in sicurezza le strutture scolastiche, nessun recupero di strutture pubbliche dismesse per aumentare il numero delle aule.

Le ventilate 84.000 assunzioni sono ancora di là da venire e l’anno scolastico si riaprirà con un numero mai visto di docenti precari in cattedra. A ciò si aggiunga il pasticcio delle GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze) che sono state pubblicate in modo definitivo con molteplici errori. Oggi più che mai è necessario stabilizzare il personale precario e dare il via ad immediate assunzioni.

Ma non finisce qui: i ruoli assegnati pochi giorni fa sono a rischio a causa della mancata pubblicazione dell’ordinanza ministeriale in deroga al decreto della scuola del 6 giugno 2020.

Inoltre, è particolarmente scandalosa la formula “usa e getta” con cui saranno assunti i 50mila lavoratori del cosiddetto “organico COVID”: licenziabili in tronco in caso di nuova sospensione. È evidente che così non potranno essere garantite né la sicurezza, né il diritto allo studio con la didattica che non può che essere “in presenza”, dato che la scuola ha bisogno di relazioni sia emotive che cognitive.

Per quanto riguarda i “lavoratori fragili”, il Ministero dell’Istruzione, solo a 3 giorni dall’inizio della scuola, ha dato una serie di farraginose e limitate disposizione in merito. Invece, sarebbe opportuno che, a domanda volontaria, coloro che sono vicini alla pensione vengano messi in quiescenza, senza perdere nessun diritto economico (lo stesso va fatto per tutti i lavoratori cosiddetti “non idonei per motivi di salute”). Per gli altri, perdurando la pandemia, vanno semplicemente garantite le sostituzioni temporanee. Ribadiamo la necessità di riaprire le scuole, senza rinunciare alla sicurezza per studenti e lavoratori.

Le classi pollaio non sono affatto diminuite, anzi! La distanza di un metro boccale di fatto consente di avere nelle aule molte/i più alunne/i di quanto previsto con la normativa vigente. Chiediamo una immediata riduzione del numero di alunne/i per classe: 15 come tetto massimo!

Ed ancora denunciamo che anche quest’anno molti alunni disabili non avranno fin dal primo giorno insegnanti di sostegno, né assistenti.

Infine, ci preoccupano non poco le soluzioni adottate rispetto al trasporto pubblico. Invece di potenziarlo, come si sarebbe dovuto fare, si è scelto di affollare i mezzi utilizzati, rinunciando, di fatto, a quelle forme di distanziamento fisico individuate per la scuola.

Con questi presupposti, molte scuole il 14 settembre saranno costrette a riaprire con orario ridotto e provvisorio, altre non riusciranno a garantire lezioni in presenza e in sicurezza. Inconcepibile ci appare tale ritardo, dato il lungo periodo in cui le scuole sono state chiuse.

È assolutamente necessario che il Governo, anziché continuare con la propaganda, intervenga immediatamente.

PER SOSTENERE QUESTE RICHIESTE

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA, piazza del Popolo

SABATO 26 SETTEMBRE 2020 ore 15.00

INDAGINE DI MERCATO DELLA CITTÀ METROPOLITANA

Comunicato stampa

CITTÀ METROPOLITANA: UN’INDAGINE DI MERCATO INUTILE PER L’EMERGENZA PRESENTE E PERNICIOSA PER IL FUTURO

Leggiamo sull’Albo Pretorio online della Città Metropolitana di Palermo un avviso relativo ad un’indagine di mercato per la ricerca in locazione di “immobili da adibire a sede di istituto superiore di secondo grado”, nell’ambito del territorio di 10 comuni. Dalle tabelle allegate, si evince che la Città Metropolitana è alla ricerca di 37 immobili, di varie quadrature e caratteristiche, di cui 19 nel comune di Palermo. Per il solo comune di Palermo, la quadratura degli immobili ricercati ammonta a oltre 92.000 mq, per un numero complessivo di 475 aule, 253 laboratori e 279 uffici e locali accessori. Considerata la complessità di tale ricerca (gli immobili ricercati devono avere precise e non comuni caratteristiche) e la sua aleatorietà (“l’Amministrazione si riserva il diritto di non stipulare il contratto con alcuno degli offerenti”), dobbiamo escludere che tale indagine possa essere finalizzata al reperimento urgente degli spazi aggiuntivi di cui le scuole hanno bisogno per mettere in atto le misure necessarie alla ripresa delle attività didattiche in presenza e sicurezza. È evidente che, mentre nulla è stato fatto dalla Città Metropolitana (e nulla si sta facendo) per dotare le scuole secondarie di secondo grado del palermitano delle aule aggiuntive di cui c’è urgente bisogno, l’amministrazione della ex Provincia intende incrementare (si raddoppierebbero gli attuali plessi in affitto) la fallimentare e irrazionale politica di affitto di immobili privati per gli istituti scolastici che, oltre a determinare lo sperpero di milioni di euro all’anno a spese della collettività (e ad ingrassare le tasche dei privati), costringe alunn* e personale scolastico a lavorare in strutture non concepite come scuole, spesso – nella realtà concreta – insicure e del tutto inadatte alle attività didattiche.

I Cobas della Scuola di Palermo denunciano con forza tale dissennata politica e la persistente inadempienza della Città Metropolitana rispetto alle sue responsabilità istituzionali nei confronti delle comunità scolastiche che ricadono sotto la sua giurisdizione. L’indagine di mercato promossa dall’amministrazione dell’ex Provincia, con il drammatico fabbisogno insoddisfatto di spazi che certifica, costituisce una vera e propria autodenuncia della sua storica incapacità di far fronte ai propri compiti istituzionali e della sua pervicace volontà politica di persistere nei propri errori. Esiste un consistente patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato (ex uffici degli Enti Locali e delle amministrazioni periferiche dello Stato, ex caserme, edifici confiscati alla mafia, ecc.) che potrebbe essere riqualificato, sia per far fronte, con rapidi interventi di adattamento, all’attuale emergenza da pandemia sia, in prospettiva, per intraprendere un grande piano di medio termine di investimenti che, adeguando alla normativa sull’edilizia scolastica la grande quantità di edifici di proprietà pubblica già esistenti, punti a soddisfare stabilmente il fabbisogno edilizio delle scuola e faccia uscire le scuole superiori del palermitano dal paradosso di una “emergenza” edilizia cronica, senza ricorrere all’oneroso affitto di immobili privati.

I Cobas della Scuola di Palermo chiedono alle autorità competenti per territorio (al Prefetto, ai comuni, all’USR, all’Amministrazione Regionale), di unirsi in un fattivo sforzo comune, per promuovere il massiccio piano di investimenti di edilizia scolastica di cui la scuola della provincia di Palermo ha un vitale bisogno, per assicurare finalmente il diritto allo studio e alla sicurezza delle migliaia di alunn* e di lavoratrici e lavoratori della scuola. Le risorse per la realizzazione di questo piano, ormai indifferibile, possono attingersi dai finanziamenti “ordinari” dei fondi strutturali europei e, oggi, anche dai finanziamenti straordinari che arriveranno, a partire dal prossimo anno, dall’UE. Finanziamenti che, del resto, sono destinati ad investimenti per la salute, per la sicurezza, per il rilancio dell’economia: offrire alle comunità educanti edifici scolastici sicuri e funzionanti risponde pienamente anche a tutte queste finalità.

Cobas Scuola Palermo

GPS PALERMO: LE ULTIME NOVITÀ

CALENDARIO CONVOCAZIONI TELEMATICHE SUPPLENZE GPS I FASCIA SOSTEGNO. SCADENZA ORE 12 DEL 4.9.2020

È stato pubblicato il calendario delle convocazioni in modalita telematica delle supplenze docenti da GPS I fascia per il sostegno per ogni ordine e grado di scuola. È prevista la compilazione di un modulo (che si trova sempre sulla stessa pagina del sito UST Palermo) con le preferenze delle scuole per i ciascun ordine e grado di scuole, da compilare segnando l’ordine di preferenze delle sedi a cui si aspira: si tratta di file ecxel con l’elenco delle scuole disponibili; nella colonna E bisogna scrivere 1 nel rigo della scuola scelta per prima, 2 nel rigo della scuola scelta per seconda e così via. Il file compilato va inviato al seguente indirizzo supplenzegpsprimafasciasostegnopa@usr.sicilia.it entro e non oltre giorno 4/09/2020 ore 12,00.

Visti i tempi strettissimi per la presentazione delle istanze, è opportuno attivarsi immediatamente.

Consigliamo a tutti gli interessati di consultare frequentemente i siti degli UST dove hanno presentato la domanda perché le notizie si susseguono rapidissimamente.

RICHIESTA CORREZIONI

Considerato che si possono verificare errori nella compilazione della graduatoria, che una volta pubblicate diventano subito esecutive, consigliamo a coloro che hanno individuato delle inesattezze nella loro situazione, di compilare e inviare all’UST della provincia dove hanno fatto domanda la seguente richiesta di correzione. Per la provincia di Palermo l’indirizzo a cui inviare la richiesta di correzione è reclamigpspa@usr.sicilia.it.