BOZZA DI REGOLAMENTO COBAS SCUOLA

BOZZA DI REGOLAMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE COBAS SCUOLA DISCUSSA E APPROVATA DALL’ASSEMBLEA PROVINCIALE DI PALERMO


In questa fase in cui la Scuola è oggetto di profonde trasformazioni (un ulteriore spinta gerarchizzante con la nascita di docenti “tutor”, “esperti” e “super-esperti” introdotti attraverso il ricatto dei fondi del PNRR, un rinnovo contrattuale legato a queste logiche, un “dimensionamento” che rischia di cancellare numerose istituzioni scolastiche, ecc.) potrebbe sembrare fuori luogo affrontare un problema “interno” come il Regolamento.
Come Esecutivo provinciale di Palermo riteniamo invece che la discussione sul Regolamento sia in questo particolare momento della vita della nostra Organizzazione un passo indispensabile per ritrovare quel terreno comune di funzionamento e di capacità di intervento che è necessario per affrontare nel miglior modo possibile le battaglie che ci attendono.

La bozza di regolamento si basa su quanto elaborato mesi fa da un gruppo di lavoro costituito dall’EN COBAS Scuola, ma poi non portato alla discussione dell’Assemblea Nazionale di Firenze di fine ottobre 2022. Il testo che segue è stato approvato all’unanimità dei voti espressi (2 astenuti) dall’Assemblea provinciale COBAS Scuola di Palermo mercoledì 18.1.2023.

(IL DOCUMENTO DA SCARICARE)

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CONVOCAZIONE ASSEMBLEA PROVINCIALE ISCRITTI/E COBAS SCUOLA PALERMO

E’ convocata

L’ASSEMBLEA PROVINCIALE

ISCRITTI/E COBAS SCUOLA

mercoledì 18 gennaio 2023

ore 16.30 – 19.30

presso la sede Cobas in piazza Unità d’Italia 11, Palermo

Odg:

  1. Situazione nazionale interna dei Cobas scuola.

Discussione e delibera di una Proposta di Regolamento nazionale e di un documento politico- sindacale, elaborati da un gruppo di lavoro costituitosi all’interno dell’Esecutivo provinciale, da inviare a tutte le altre sedi Cobas d’Italia.

Tali documenti appena disponibili saranno scaricabili dal sito Cobasscuolapalermo.com

  1. Campagne e vertenze in corso e da avviare.
  2. Variazioni della composizione dell’Esecutivo Provinciale dei Cobas Scuola Palermo e ratifica delle variazioni.
  3. Varie ed eventuali.

 Si raccomanda la partecipazione di tutt* le/gli iscritt*.

ARRETRATI CCNL: la sorpresa di Natale

Come purtroppo avevamo anticipato nei nostri precedenti comunicati, e anche nella piattaforma dello sciopero del 2 dicembre, gli aumenti previsti dal nuovo CCNL sottoscritto da CGIL-CISL-UIL, SNALS, GILDA e ANIEF e conseguentemente anche gli arretrati per i 4 anni di ritardo dalla scadenza del CCNL 2018, non sembrano proprio quelli sbandierati da ministero e firmatari.

Tantissimi colleghi ci stanno contattando perché nella visualizzazione degli arretrati su NoiPA si ritrovano con centinaia di euro in meno rispetto alle tabelle diffuse dai sindacati firmatari di contratto.

Occorrerebbe chiedere ai firmatari di contratto perché hanno deciso di sottoscrivere un contratto-miseria, con un aumento medio netto di 50 euro al mese e arretrati ridicoli, che spesso per gli ultimi quattro anni si aggirano mediamente sui 1.100 euro netti: circa 60 euro per tutto il 2019, 150 per il 2020, 450 per il 2021 e 500 per il 2022.

In più (fonte NoiPA):
– i supplenti temporanei dovranno attendere non si capisce fino a quando;
– chi ha aderito al fondo Espero, cosa sconsigliata dai COBAS, vedrà decurtati arretrati e aumenti della percentuale da versare al fondo;
– per i periodi di sospensione gli arretrati non sono riconosciuti.

Solidarietà a Antonio Mazzeo

Totale solidarietà dei COBAS Scuola ad Antonio Mazzeo

Antonio Mazzeo, docente e peace researcher, da sempre impegnato, personalmente e professionalmente, sui temi della pace, da anni osserva e denuncia l’invasività delle forze armate non solo per esercitazioni e installazioni militari, ma anche per l’autopromozione che svolgono all’interno delle nostre scuole pubbliche. Oggi è sottoposto a processo, per “diffamazione a mezzo stampa”, in qualità di autore dell’articolo pubblicato il 21 ottobre 2020 su alcune testate giornalistiche, dal titolo “A Messina Sindaco e Prefetto inviano l’esercito nelle scuole elementari e medie con il plauso dei Presidi”.

In effetti, Antonio Mazzeo aveva criticato la preside di un istituto comprensivo di Messina che, obbedendo a discutibili disposizioni anti-assembramento emanate da sindaco e prefetto in fase covid 19 – siamo all’ottobre 2020 – consentiva il posizionamento di militari della Brigata Aosta davanti all’ingresso della scuola primaria, con lo spavento dei bambini e le proteste dei genitori. Il quasi unanime sconcerto per i presìdi armati dell’Esercito in una scuola primaria convinse Prefettura e Comune di Messina a revocare d’urgenza il (presunto) ordine di invio e utilizzo dei militari a fini anti-assembramento. Così il giorno successivo, 22 ottobre, nella scuola di Paradiso si presentarono solo due vigili urbani, in moto e disarmati.

Nonostante tutto, la DS dell’istituto dichiarò alla stampa di condividere l’operato dei militari e la legittimità del provvedimento di “ordine pubblico”, ritenendo lesive della sua dignità le seguenti affermazioni di Antonio Mazzeo secondo cui la DS: “oltre a essere evidentemente anni luce distante dai modelli pedagogici e formativi che dovrebbero fare da fondamento della Scuola della Costituzione repubblicana (il ripudio della guerra e l’uso illegittimo della forza; l’insostituibilità della figura dell’insegnante e l’educare e il non reprimere, ecc.), si mostra ciecamente obbediente all’ennesimo Patto per la Sicurezza Urbana, del tutto arbitrario ed autoritario e che certamente non può e né deve bypassare i compiti e le responsabilità del personale docente in quella che è la promozione e gestione delle relazioni con i minori”.

Noi non solo esprimiamo totale solidarietà ad Antonio Mazzeo, ma lo ringraziamo per la difesa della scuola della Costituzione, soprattutto oggi dopo le gravi dichiarazioni del Presidente del Senato, promotore della cosiddetta “mini naja volontaria”, che prevede per i giovani una serie di incentivi come crediti per la carriera scolastica e per i concorsi pubblici. Ribadiamo, infine, che voci come quella di Antonio non potranno essere imbavagliate perché stanno a difesa della società civile e di quella parte di essa, gli studenti, che ha pieno diritto di svilupparsi libera dalla presenza militare.

Esecutivo nazionale COBAS Scuola

SCIOPERO GENERALE venerdì 2.12.2022 – piattaforma SCUOLA

I COBAS SCUOLA, nell’ambito dello sciopero generale e sociale indetto da tutto il sindacalismo di base, convocano lo sciopero dell’intera giornata del 2 dicembre 2022 del personale docente e Ata delle scuole di ogni ordine e grado per dire:

  • SÌ al rinnovo del CCNL scaduto da 3 anni con aumenti uguali per tutti per recuperare il 30% del potere d’acquisto perso negli ultimi decenni e tutelare i salari reali dal caro energia e dall’inflazione al 12%. SÌ alla reintroduzione della “scala mobile”.
  • NO al nuovo reclutamento con un triplice percorso ad ostacoli. NO alla formazione di regime con un premio una tantum per i bravi e un incremento stipendiale stabile per i super-bravi. NO alla gerarchizzazione, alla competizione individuale tra i docenti e al presunto merito. NO alla didattica delle competenze addestrative. SÌ ad una scuola che punti allo sviluppo degli strumenti cognitivi, dell’autonomia e dello spirito critico.
  • SÌ all’uso di tutte le risorse disponibili per eliminare le classi pollaio, ridurre a 20 il numero massimo di alunni per classe (15 con alunni con disabilità), assumere i docenti con 3 anni di servizio e gli Ata con 2, rilanciare il tempo pieno, combattere la dispersione e per un piano straordinario per l’edilizia scolastica e la sicurezza.
  • SÌ al potenziamento degli organici docenti ed Ata, all’immissione in ruolo su tutti i posti vacanti e al ripristino integrale delle sostituzioni con supplenze temporanee. NO ai blocchi triennali dopo la mobilità o assunzione da concorso.
  • NO all’algoritmo per l’assegnazione delle supplenze che ha strutturalmente creato ingiustizie, con docenti che non lavorano nonostante abbiano punteggi più alti di altri in servizio. SÌ alle convocazioni in presenza, che garantiscono la trasparenza e la flessibilità necessaria per situazioni in continuo cambiamento.
  • NO all’Autonomia differenziata, che creerebbe 20 sistemi scolastici diversi, con l’aumento delle disuguaglianze e la frantumazione del diritto sociale all’istruzione.
  • NO ai PCTO obbligatori per le scuole superiori e agli stage obbligatori per la formazione professionale; BASTA ALLE MORTI SUL LAVORO DEGLI STUDENTI, che sono la regola e non l’eccezione, dato che in Italia ci sono in media 3 omicidi sul lavoro al giorno.
  • NO alla regolamentazione del diritto di sciopero, che il nuovo accordo restringe ulteriormente, ampliando i poteri dei dirigenti fino alla possibilità di sostituire i lavoratori in sciopero. SÌ alla difesa del diritto di sciopero e al rilancio degli organi collegiali come strumenti di democrazia sostanziale per contrastare la scuola azienda.

Nella giornata si svolgeranno in tutta Italia manifestazioni regionali e provinciali.

A PALERMO CONCENTRAMENTO E MANIFESTAZIONE ORE 9:00 PIAZZA VITTORIO EMANUELE ORLANDO (Tribunale)

PIÙ ORGANICI ATA: COMINCIAMO DAL PERSONALE EX-COVID

PIÙ ORGANICI ATA: COMINCIAMO DAL PERSONALE EX-COVID

Nei due anni di pandemia, al fine di garantire le misure di sicurezza (distanziamento, sanificazione, controllo degli ingressi, rilevazione della temperatura, ecc.) previste dai vari decreti anti-covid l’Amministrazione ha proceduto all’assunzione di nuovo personale scolastico (organico aggiuntivo COVID).

Questo personale ”aggiuntivo” si è rivelato da subito decisivo, non tanto per la gestione della pandemia nelle scuole, quanto per assicurare la ordinaria e regolare attività scolastica, mettendo a nudo la ormai pluriennale emergenza di carenza del personale ATA.

La fine dello stato di emergenza decretato dal governo Draghi, che ha lasciato questo personale aggiuntivo a casa in attesa di una chiamata per supplenza breve, ci restituisce una scuola pubblica nelle annose ed enormi difficoltà che conosciamo: scuole che non riescono ad assicurare i servizi essenziali di sorveglianza e pulizia per mancanza di collaboratori scolastici, insegnanti alle prese con classi troppo affollate, segreterie sottodimensionate che fanno fatica a espletare i servizi minimi. E ancora tempo pieno o prolungato che stentano a partire, attività didattiche che, pur essendo state programmate dai collegi docenti, non possono essere garantite se non imponendo turni che spesso superano anche le 10 ore continuative, mentre notoriamente il limite giornaliero è di 9 ore lavorative.

La situazione, se possibile, è ancora più grave in quelle province e in quegli istituti dove le scuole sono allocate in miriadi di plessi, a volte anche vetusti e spesso privi degli impianti di sicurezza e dove il rapporto popolazione studentesca-occupati è diverso che nel resto d’Italia.

È ORMAI IMPROCRASTINABILE ARGINARE QUESTA DEVASTANTE E INFINITA CARENZA DI ORGANICO: COMINCIAMO DAL RIPRISTINARE LE UNITÀ DI PERSONALE ATA IN SERVIZIO DURANTE L’EMERGENZA COVID

In Puglia, l’USR, in seguito alla mobilitazione dei Cobas, ha predisposto l’assunzione in deroga di alcuni collaboratori scolastici e il Consiglio Regionale ha approvato all’unanimità una delibera con cui si impegna a portare al tavolo della Conferenza Stato-Regioni il problema ed eventualmente dare una risposta alla carenza di personale con proprie risorse.

Cobas Scuola Lecce – Cobas Scuola Grosseto 30.11.2022

ASSEMBLEA CITTADINA SCUOLA 29.11.2022

In preparazione dello sciopero del 2 dicembre 2022 del personale docente e ATA nell’ambito dello sciopero generale e sociale indetto da tutto il sindacalismo di base

ASSEMBLEA CITTADINA

la scuola s’è destRa!

martedì 29 novembre ore 16.00-18.30

Fonderia Reale

piazzale Fonderia alla Cala, Palermo

Confronto tra docenti, ATA, studenti/esse, cittadini/e che hanno a cuore la scuola pubblica su:

1. PNRR come cambia la scuola

2. PCTO la scuola a servizio delle imprese

3. ISTRUZIONE E FORMAZIONE la scuola classista

4. CONTRATTO SCUOLA quali aumenti e quale merito

5. EMERGENZE E AUTORITARISMO nella scuola

LA LOCANDINA DELL’ASSEMBLEA

IL VOLANTINO DELLO SCIOPERO

Annullata la sospensione di una nostra iscritta inflitta dal dirigente scolastico

Il Giudice del Lavoro annulla un provvedimento disciplinare di sospensione di una docente irrogato da una Dirigente Scolastica

Il Giudice del Lavoro di Catania ha annullato il provvedimento disciplinare di sospensione di due giorni adottato nei confronti di una docente del Liceo Classico Cutelli-Salanitro di Catania, condannando l’Amministrazione resistente (Ministero dell’Istruzione) alla restituzione della retribuzione trattenuta e a rifondere le spese di lite.

I fatti. 
All’insegnante era stato contestato di essersi arbitrariamente assentata dal servizio. In effetti, la docente aveva regolarmente richiesto di poter usufruire, come previsto dal CCNL vigente, di due giorni di permessi retribuiti per motivi familiari, individuati fra i giorni di ferie.

L’art. 15 del CCNL prevede infatti che: “Il dipendente, inoltre, ha diritto, a domanda, nell’anno scolastico, a tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione. Per gli stessi motivi e con le stesse modalità, sono fruiti i sei giorni di ferie durante i periodi di attività didattica di cui all’art. 13, comma 9, prescindendo dalle condizioni previste in tale norma”.

La Dirigente Scolastica del L.C. Cutelli – Salanitro aveva rifiutato la richiesta e, una volta che l’insegnante aveva comunque esercitato il proprio diritto, usufruendo dei due giorni di esonero dal servizio, aveva avviato un procedimento disciplinare, conclusosi con un provvedimento di sospensione.

Secondo il Giudice del Lavoro però, si è trattato di una ”misura illegittimamente applicata (in tal senso cfr. Cass. Civ., Sez. Lav, 17 giugno 2010. n. 14628: id. 11 ottobre 2016, n. 20429), allorquando la sanzione sia irrogata dal Dirigente e responsabile della struttura in luogo dell’U.P.D., e dunque sulla base di minori garanzie di terzietà, corrispondendo la figura di chi è preposto al dipendente e di chi giudica del medesimo in sede ammnistrativa”.

Ancora, “la competenza ad irrogare la sanzione della sospensione dal servizio è dell’Ufficio per i Procedimenti Disciplinari e non del Dirigente Scolastico”.

Due domande finali.

Per quale motivo, pur essendoci chiari pronunciamenti della Corte di Cassazione, una Dirigente Scolastica decide di non tenerne conto avviando un procedimento e prendendo provvedimenti quasi sicuramente destinati ad essere annullati dinanzi al tribunale del lavoro, determinando, anche, un esborso per l’Amministrazione?

Ma soprattutto, visto che si sta trattando sul nuovo CCNL, non è giunta l’ora di modificare un procedimento disciplinare, quello scolastico, che da un lato equipara il DS al datore di lavoro e dall’altro non prevede obbligatoriamente che si debba svolgere, di fronte a un terzo, un tentativo di conciliazione?

Cobas Scuola Catania

Convegno CESP – Palermo 23 novembre 2022

MATERIALI DI DISCUSSIONE DEL CONVEGNO

CONVEGNO CESP: LA SCUOLA AL TEMPO DELLE PANDEMIE

Quasi tre anni di pandemia Covid hanno sottoposto la comunità scolastica a tante misure spesso complicate, a volte non comprensibili, calate dall’alto. Ne siamo usciti/e frastornati/e. Riteniamo che occorra una riflessione comune e pacata sulle misure, sulla loro efficacia e sulle conseguenze che hanno prodotto tra lavoratori e lavoratrici, tra alunni e alunne per ricostruire un clima di ascolto e fiducia reciproca in difesa del diritto alla salute e al lavoro. Insieme a una psicologa, una docente, un medico ed un avvocato che se ne sono occupati/e, proponiamo una discussione libera. (All’interno del modulo di iscrizione, raggiungibile QUI, è possibile formulare già delle domande rivolte ai relatori del convegno.)

MODULO DI ISCRIZIONE ONLINE

LA LOCANDINA DEL CONVEGNO

IL MODELLO PER LA RICHIESTA DI ESONERO

SCIOPERO GENERALE venerdì 2.12.2022 – piattaforma INTERCATEGORIALE

2 DICEMBRE 2022 SCIOPERO GENERALE UNITARIO DI TUTTO IL SINDACALISMO DI BASE

            Venerdì 2 dicembre 2022 tutte le organizzazioni del sindacalismo di base italiane hanno proclamato lo sciopero generale intercategoriale nazionale. Sono interessati tutti i settori pubblici e privati, dalla sanità alla scuola, dalle fabbriche ai trasporti. Lo sciopero è proclamato 

PER:

1. Rinnovo dei contratti e aumento dei salari con adeguamento automatico al costo della vita e con recupero dell’inflazione reale.

2. Introduzione per legge del salario minimo di 12 euro l’ora. 

3. Cancellazione degli aumenti delle tariffe dei servizi ed energia, congelamento e calmiere dei prezzi dei beni primari e dei combustibili, incameramento degli extra-ricavi maturati dalle imprese petrolifere, di gas e carburanti. 

4. Riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario.

5. Blocco delle spese militari e dell’invio di armi in Ucraina, nonché investimenti economici per la scuola, per la sanità pubblica, per i trasporti, per il salario garantito a disoccupati e sottoccupati.

6. Rilancio di un nuovo piano strutturale di edilizia residenziale pubblica che preveda anche il riuso del patrimonio pubblico attualmente in disuso, a beneficio dei settori popolari e dei lavoratori.

7. Fermare le stragi di lavoratori, introdurre il reato di omicidio sul lavoro. 

8. Fermare la controriforma della scuola e cancellare l’alternanza scuola-lavoro e gli stage gestiti dai centri di formazione professionale pubblici e privati.

9. Difesa del diritto di sciopero. Riconoscimento a tutte le OO.SS. di base dei diritti minimi e dell’agibilità sindacale in tutti i luoghi di lavoro.

10. Introdurre una nuova politica energetica che utilizzi le fonti rinnovabili, senza ricorrere a nucleare e rigassificatori.

11. L’aumento delle risorse a favore dell’autodeterminazione, la tutela della salute delle donne e per combattere discriminazioni, oppressione nel lavoro, nella famiglia e nella società.

CONTRO:

A. Le privatizzazioni e il sistema di appalti/subappalti rafforzati dal DdL Concorrenza, che attaccano gli interessi collettivi a vantaggio di imprese e speculatori.

B. L’Autonomia Differenziata che disgrega il paese e allarga le differenze sociali tra territori. 

C. La guerra e l’economia di guerra, vera sciagura umana e sociale per i popoli ed i lavoratori.

D. L’attacco reazionario del governo Meloni ai diritti e alle agibilità democratiche, alla criminalizzazione dei migranti e all’ulteriore inasprimento della repressione del conflitto sociale e sindacale, con l’introduzione del reato di “occupazione abusiva e raduni illegali”.

Durante la giornata di venerdì 2 dicembre si terranno numerose manifestazioni regionali e provinciali

A PALERMO CONCENTRAMENTO E MANIFESTAZIONE ORE 9:00 PIAZZA VITTORIO EMANUELE ORLANDO (Tribunale)

 CONFEDERAZIONE COBAS; CIB-UNICOBAS; COBAS SARDEGNA; CUB; SGB; SICOBAS; USB; USI-CIT; ADL VARESE

ABBIAMO L’ALGORITMO: FACCIAMO VALERE I DIRITTI DI PRECARI/E

I COBAS ottengono dal Ministero l’algoritmo che ha creato il caos nelle assunzioni!

Finalmente può dirsi così vinta la lunga battaglia giudiziaria incominciata lo scorso anno con un’istanza di accesso agli atti formulata dai Cobas Scuola Cagliari a tutela di una docente precaria, cui fece seguito un ricorso alla Presidenza del Consiglio e infine un ricorso al TAR Lazio culminato con l’ordinanza n. 4816/2022 pubblicata il 21 aprile scorso, con la quale si ribadiva “l’obbligo dell’amministrazione di consentire l’accesso agli atti indicati nell’istanza di parte ricorrente”, condannando l’amministrazione all’ostensione del “documento” informatico.

Il Ministero, in base a quanto dispone l’Ordinanza Ministeriale n. 112 del 6 maggio 2022, ha proceduto anche per quest’anno all’individuazione degli aventi diritto ed al conferimento delle nomine di supplenza per mezzo di un software informatico, e così è intenzionato a fare per il futuro. Il sindacato Cobas ha raccolto, come lo scorso anno, moltissime lamentele da parte di insegnanti che non hanno ricevuto nessun incarico, e perciò rimanendo disoccupati, pur vantando una posizione in graduatoria che aveva loro garantito gli scorsi anni di lavorare con incarichi annuali o aventi termine al 30 giugno.

È stata così reiterata l’istanza di accesso agli atti, e il Ministero ha finalmente consegnato il file sorgente ai Cobas Scuola Cagliari contenente le istruzioni impartite al programma informatico per le nomine di supplenza da GAE/GPS. Sarà così ora possibile capire come procede il software utilizzato dal Ministero e soprattutto se lo stesso abbia operato correttamente o se la procedura sia viziata in nuce, di conseguenza si potrà verificare se le nomine sono illegittime in quanto non hanno rispettato la posizione degli aspiranti presenti in graduatoria come denunciato dalle precarie e dai precari stessi. Il file è ora al vaglio degli esperti informatici che dovranno verificarne il funzionamento.

Avendo a disposizione il file sorgente del software, che fino ad ora il Ministero si era sempre rifiutato di rendere pubblico, le/i numerose/i insegnanti precarie/i, ingiustamente scavalcate/i e rimaste/i senza lavoro, da oggi, con i COBAS, potranno difendere meglio le proprie ragioni in tribunale.

Comunque resta immutato il problema essenziale: se l’algoritmo si adegua alle norme attualmente vigenti dell’ordinanza ministeriale n. 112/2022, le nomine online sono condannate a priori a seminare una catena infinita di ingiustizie, perché di fatto seguono un meccanismo di nomine puramente casuale, indifferente al punteggio, cioè ai titoli culturali e all’esperienza maturata sul campo degli aspiranti docenti. L’effetto prodotto, sotto gli occhi di tutti è in palese contrasto con gli intenti ipocritamente dichiarati da un ministero che da tempo ha abbandonato la cura dell’istruzione pubblica in quel poco che resta della Repubblica italiana.

Il Ministero del “MERITO” e l’eredità del governo Draghi

La trasformazione della denominazione del Ministero dell’Istruzione, che già in passato aveva perso significativamente la denominazione “pubblica”, in Ministero dell’istruzione e del Merito è espressione di una precisa volontà politico-culturale.

Infatti, se riferito agli studenti, tutelare esclusivamente il Merito si pone decisamente in contrasto con il modello costituzionale in cui la scuola pubblica è uno strumento essenziale per garantire l’uguaglianza sostanziale prevista dall’art. 3 Cost., che deve mirare soprattutto a tutelare i soggetti economicamente, culturalmente e socialmente più deboli.

Se riferito ai docenti il Ministero del Merito implica che qualcuno, dotato di potere gerarchico, valuti il presunto merito, il che nella migliore delle ipotesi significa una drastica riduzione della libertà di insegnamento e del pluralismo didattico culturale che dovrebbe caratterizzare la scuola pubblica, dato che chi deve essere valutato inevitabilmente viene indotto ad assumere le tesi del valutatore, ancor di più se si tratta del dirigente scolastico che opera nella stessa scuola; nella peggiore delle ipotesi determina servilismo e sudditanza, con effetti nefasti anche sulla democrazia degli organi collegiali.

Ma la denuncia del Merito da parte del PD o del centro sinistra e di intellettuali mainstream che fanno capo a quella area è ipocrita e strumentale, perché il cambio di denominazione del ministero svela la filosofia aziendalistica e meritocratica che ha già caratterizzato le ultime riforme del governo Draghi.

La legge n. 79/2022, per permettere solo ai meritevoli di insegnare, istituisce un vero e proprio percorso ad ostacoli per l’immissione in ruolo dei docenti, caratterizzato da tre step, ognuno con prova finale selettiva (percorsi abilitanti, concorso, anno di prova), con rilevanti costi a carico dei partecipanti e con il rafforzamento del mercato privato della formazione.

Inoltre, prevede la c.d. formazione incentivata, obbligatoria per i neo assunti e facoltativa per gli altri, con prove intermedie e finali selettive, con un premio una tantum assegnato in modo non generalizzato o a rotazione che, in base alle stesse previsioni del Ministero, andrà solo al 5% circa dei docenti, per effetto del vincolo delle risorse.

Infine, la legge n. 142/2022 prevede un ulteriore scalino gerarchico: coloro che supereranno per 3 percorsi formativi triennali consecutivi le prove finali concorreranno per diventare docenti stabilmente incentivati con un assegno annuale ad personam di 5.650 euro (circa 400 euro al mese lordi) aggiuntivo allo stipendio; dal 2032-33 per 4 anni potranno accedere al premio solo 8mila docenti all’anno (meno di 1 per scuola). I contenuti della formazione in entrata e in servizio prefigurano un indottrinamento di Stato lesivo della libertà di insegnamento, con la digitalizzazione intesa come asservimento alla macchina informatica, l’orientamento inteso come marketing, l’inclusione intesa come medicalizzazione, la didattica delle competenze intesa come addestramento a saper fare decontestualizzati in linea con la precarizzazione del lavoro, meccanismi che hanno già prodotto tanto analfabetismo cognitivo.

La scuola ha, invece, bisogno di puntare allo sviluppo di strumenti cognitivi e del pensiero critico per formare cittadini consapevoli, soggetti attivi della democrazia sostanziale. A tal fine non ha bisogno di competizione individuale e di gerarchia tra i docenti, ma di collegialità effettiva e cooperazione. Le risorse saranno ricavate dal taglio dei fondi per la Carta docenti (che invece va estesa anche ai precari, come stanno decidendo i tribunali accogliendo i nostri ricorsi) e dal taglio di 11.300 posti motivati con il calo demografico che, invece, potrebbe essere l’occasione per destinare i fondi che si risparmieranno (oltre a quelli del PNRR) alla riduzione del numero di alunni per classe, all’ampliamento degli organici, con l’assunzione di tutti i docenti con 3 anni di servizio e degli ATA con 2, e per l’edilizia scolastica e la sicurezza.

Mentre si punta ad aumentare le retribuzioni di una piccola parte della categoria tutto il personale attende da 3 anni il rinnovo del contratto, con una perdita del potere d’acquisto, rispetto al maggio 1990, del 30% circa, che sarà ancora maggiore con il caro energia e l’inflazione al 12%.

Inoltre, il governo si appresta a dare attuazione all’autonomia differenziata, che rappresenta un altro gravissimo pericolo per il principio di uguaglianza sostanziale con la frantumazione regionale dell’istruzione pubblica, l’aumento delle diseguaglianze sociali, del divario tra Nord e Sud e tra centro e periferia.

Nell’ambito della piattaforma dello sciopero generale del 2 dicembre i COBAS Scuola chiedono: il rinnovo del CCNL con il recupero del potere d’acquisto perso e la tutela del salario reale dall’inflazione; l’abrogazione delle norme sulla scuola delle leggi 79 e 142; l’assunzione dei docenti con tre anni di servizio e degli Ata con due; la riduzione degli alunni per classe; investimenti significativi nell’edilizia scolastica; l’eliminazione del riferimento al Merito nella denominazione del Ministero con una coerente inversione di tendenza nella politica scolastica, il ritiro di qualsiasi progetto di autonomia differenziata.

PRECARI: PRIMI RICORSI VINTI PER LA “CARTA DOCENTE”

Cominciano ad arrivare le prime sentenze dei ricorsi promossi dai Cobas Scuola di Torino per ottenere anche per i/le precari/e la carta del docente (oltre alle altre voci retributive spettanti come scatti pre-ruolo, RPD, indennità ferie e indennizzo per abusiva reiterazione dei contratti)

Il Ministero dovrà quindi attivare le carte per tutt@ i/le docent@ che hanno fatto ricorso e caricare la somma totale per tutti gli anni scolastici dal 2015/2016 in poi.

ATTENZIONE!!

È importante attivarsi immediatamente per non incorrere nella prescrizione

Anche a Palermo è possibile aderire al ricorso seguendo le istruzioni presenti qui

CONVEGNO CESP – PALERMO 27/10/2022

CONVEGNO NAZIONALE DI FORMAZIONE RIVOLTO AL PERSONALE SCOLASTICO E A CHI HA CUORE LE SORTI DELLA SCUOLA PUBBLICA

La scuola: laboratorio di pace.

Gestire i conflitti. Prevenire la Guerra

giovedì 27 ottobre 2022 ore 8.30 – 13.15 e 14.30 -17.00

IPSSAR “Paolo Borsellino” plesso di via Nicolò Spedalieri 50, Palermo

Per partecipare al convegno è necessario iscriversi alla pagina web

https://cobasscuolapalermo.com/iscrizione-convegno-cesp-palermo-27-ottobre-2022/

Sarà spedito attestato di partecipazione agli indirizzi mail dei presenti.

PROGRAMMA DEL CONVEGNO

8,30 ACCOGLIENZA E REGISTRAZIONE PARTECIPANTI

Introduce e coordina: Carmelo Lucchesi Cesp Sicilia

9,00 RELAZIONI

Angelo D’Orsi Docente Università di Torino

Dopo l’89: dinamiche geopolitiche e conflitti bellici

Antonio Mazzeo Docente, Peace researcher

Scuola e Ricerca: la retorica della pace e la presenza dei militari

10,40 PAUSA CAFFÈ

11,00 RELAZIONI

Giorgio Caruso Studente scuola secondaria di II grado , Palermo

Il PCTO nelle caserme

Giovanni Di Benedetto Docente Liceo Classico “V. Emanuele II” Palermo

Scuola, democrazia, cultura di pace

Carmelo Lucchesi Cesp Sicilia

Proposte per una didattica per la pace

12,15 INTERVENTI DEI PARTECIPANTI, EVENTUALI RISPOSTE DEI RELATORI

13,15 PRANZO PRESSO LA STESSA SEDE DEL CONVEGNO

14,30 GRUPPI DI LAVORO VOLTI ALL’ELABORAZIONE DI PERCORSI SCOLASTICI DI EDUCAZIONE ALLA PACE. COORDINANO:

• DAVIDE SCHIRÒ PER SCUOLA DELL’INFANZIA E PRIMARIA

• FAUSTA FERRUZZA PER SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

• FINELLA GIORDANO PER SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

• GIUSEPPE ALBANESE PER CPIA

16,30 RESTITUZIONE IN PLENARIA DEL LAVORO DEI GRUPPI.

17,00 CONCLUSIONE DEI LAVORI

LA LOCANDINA DEL CONVEGNO

IL MODELLO PER LA RICHIESTA DI ESONERO

Il CESP è Ente accreditato per la formazione/aggiornamento del personale della scuola (DM 25/7/2006 prot. 869 e Circ. MIUR prot. 406 del 21/2/2006). Esonero dal servizio per tutto il personale docente e Ata (art. 64 commi 4, 5 e 7 del Ccnl 2006/2009).

Assemblea provinciale Cobas Scuola Palermo

In vista dell’Assemblea Nazionale dei Cobas Scuola che si terrà a Firenzee Sabato 29 e domenica 30 ottobre e della necessità di confrontarci per elaborare delle proposte di attività a livello locale e nazionale abbiamo indetto

l’Assemblea provinciale Cobas Scuola Palermo mercoledì 19 ottobre 2022 alle ore 16.30

 in presenza sede Cobas scuola

piazza Unità d’Italia 11 Palermo


odg:

1) Discussione sulla proposta di regolamento da approvare in AN.

2) Mobilitazioni nazionali (ventennale Forum Sociale Europeo a Firenze dal 10 al 13 novembre, sciopero generale 2 dicembre…) e locali (convegni Cesp, impegno per la pace…).

3) Elezione de* delegat* per l’Assemblea Nazionale.

4) Varie ed eventuali.

A fronte dell’importanza dei temi da trattare invitiamo tutt* le/gli iscritti a partecipare all’Assemblea Provinciale.