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  • GIORNALE N° 6 COBAS SCUOLA marzo/aprile 2019

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CONCORSI: PUNTEGGI DA RETTIFICARE

CONCORSO STRAORDINARIO INFANZIA E PRIMARIA

RETTIFICA ERRONEA ATTRIBUZIONE PUNTEGGI TITOLI E SERVIZI

Molte/i docenti, in seguito alla pubblicazione delle graduatorie provvisorie del concorso straordinario indetto con D.M. del 17 ottobre 2018, hanno riscontrato sulla loro posizione l’attribuzione di un punteggio inferiore a quanto stabilito dalle norme relativamente a titoli e servizi. In alcuni casi le commissioni non hanno preso in considerazione i reclami presentati al fine della rettifica del punteggio. È perciò necessario che l’Amministrazione emani dei decreti in autotutela al fine di non incorrere nell’apertura di un contenzioso che potrebbe vederla soccombere e che differisca le convocazioni già programmate.

I Cobas – Comitati di Base della Scuola – invitano i colleghi e le colleghe vittime di tale ingiustizia ad inviare la diffida disponibile presso le nostre sedi. Tale diffida può valere sia come reclamo (da presentare entro 5 giorni dalla pubblicazione delle graduatorie provvisorie) sia come richiesta di decreto in autotutela (da presentare dopo la pubblicazione delle graduatorie definitive, in caso di mancato accoglimento del reclamo).

I Cobas invitano gli Uffici Scolastici Regionali e i singoli responsabili dei procedimenti in oggetto ad agire in autotutela, anche differendo, se necessario, le convocazioni, al fine di permettere il riesame del punteggio attribuito e la pubblicazione di nuove graduatorie definitive, con l’avvertimento, in caso di inottemperanza entro i termini di legge, di procedere, senza ulteriore avviso, ai ricorsi ai TAR regionali contro le Amministrazioni e i singoli soggetti responsabili del procedimento anche per il risarcimento dei danni subiti e subendi, come conseguenza dell’illegittima omissione di atti dovuti.

I Cobas – Comitati di Base della Scuola invitano le colleghe e i colleghi a prendere contatto con le sedi provinciali per organizzare la loro presenza presso gli uffici dell’USR, al fine di far valere le loro ragioni e sostenere i  ricorsi nei casi in cui ne ricorrano le condizioni.

MOBILITAZIONE PER LA SEA WATCH

SOSTEGNO ALL’EQUIPAGGIO DELLA SEA WATCH E A TUTTE LE ORGANIZZAZIONI UMANITARIE DI SOCCORSO IN MARE APRIAMO I PORTI I CUORI E LE MENTI ALLA SOLIDARIETÀ

Oggi 25 giugno in solidarietà con la SEA WATCH presidio sul sagrato della Cattedrale dalle 21.00 alle 24.00

Da oltre 10 giorni la nave Sea watch3 viene ancora respinta fuori dalle acque territoriali italiane al largo di Lampedusa con a bordo 43 soccorsi in mare e l’equipaggio.

Va in scena ancora una volta l’orrendo spettacolo dell’esibizione della forza e della potenza giocata sui corpi dell’umanità più negletta, famiglie che fuggono da condizioni di povertà assoluta o vittime di contese armate in territori sconvolti dalla guerra. La rappresentazione fisica dei corpi tenuti in ostaggio, in vista ma lontanissimi dall’approdo della salvezza, è il messaggio più chiaro e diretto della compiuta realizzazione di principi di disumanità e di puro egoismo.

Ad uso e consumo di una propaganda politica volta a sollecitare gli istinti più retrivi ed irrazionali del popolo italiano viene operato un sistematico ribaltamento della realtà accusando le organizzazioni umanitarie di connivenza con organizzazioni criminali dedite al traffico di esseri umani e la massa indistinta dei migranti viene rappresentata come una minaccia incombente sulla nostra sicurezza sociale ed economica.

Allo stesso modo viene sistematicamente occultato, per non suscitare il minimo vacillamento di coscienza, la sofferenza supplementare che, con estremo cinismo, viene inflitta ad equipaggio e soccorsi afflitti da una crescente condizione di frustrazione, paura, sofferenza fisica e psicologica. Crediamo che restare inerti ed indifferenti davanti a questo stato di cose voglia dire, oggi più che mai, partecipare passivamente e contribuire, come già in altri tragici periodi della nostra storia, all’instaurarsi di forme di violenza e discriminazione come parte integrante del nostro sistema e della nostra cultura, offuscando i valori fondanti di giustizia e solidarietà della nostra costituzione.

Sosteniamo e partecipiamo alle iniziative di solidarietà che in tutta Italia vengono organizzate perché si sblocchi la situazione che tiene in ostaggio l’equipaggio della Sea Watch3 e le donne, uomini e bambini che hanno tratto in salvo. Piena solidarietà all’iniziativa del Forum Lampedusa Solidale che ha promosso, a scopo di sensibilizzazione, nell’isola il pernottamento sul sagrato della Parrocchia San Gerlando lanciando la proposta dell’organizzazione di simili iniziative in tutta Italia.

È nel nostro stesso interesse che venga posto fine a questa intollerabile manifestazione di disprezzo di fondamentali diritti umani sanciti dalla IV Convezione di Ginevra, sottoscritta e ratificata anche dall’Italia: non possiamo più tollerare che tutto ciò venga perpetrato in nome del popolo italiano, vorrebbe dire essere accondiscendenti se non addirittura complici.

GIGA Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati

Confederazione COBAS Pisa

COBAS Scuola Palermo

GARANTIRE I DIRITTI DI STUDENTI E STUDENTESSE DISABILI ATTRAVERSO LA TUTELA DEI DIRITTI DEGLI/LLE ASSISTENTI

Dopo l’affollata assemblea della scorsa settimana, in cui sono state evidenziate le criticità contenute nell’Avviso di accreditamento per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione agli studenti e alle studentesse della Città Metropolitana di Palermo nonché le discordanti procedure messe in atto dai diversi Enti Locali siciliani per fornire il servizio, durante la manifestazione delle Associazioni aderenti FIRST e delle OO.SS. sotto l’Assessorato Regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro si è svolto un incontro con la dott.ssa Barresi e l’assessore Scavone.

Durante l’incontro è stato comunicato il testo che sostituirà il 2° comma dell’art. 6 della l. r. n. 24/2016 sulla delega della Regione alle ex province siciliane della gestione dei servizi di assistenza. Questo nuovo testo prevede, come già da tempo richiesto, l’adozione di“linee guida al fine di rendere omogenea l’erogazione del servizio in tutto il territorio regionale”. L’Assessorato ha anche assicurato, dopo una preliminare interlocuzione con le tre Città metropolitane e i Liberi consorzi comunali della regione, il coinvolgimento delle parti sociali nella definizione delle linee guida, nell’interesse degli studenti e delle studentesse disabili e anche dei diritti degli operatori e delle operatrici che da anni garantiscono questo servizio.

A proposito delle criticità dell’attuale gestione dei servizi, a nostro parere peggiorate dal nuovo Avviso della Città Metropolitana di Palermo, è stata ribadita la necessità di garantire:

– sufficienti risorse economiche per l’erogazione di tutti i servizi richiesti;

– il rispetto delle ore di assistenza previste dal Piano Educativo Individualizzato – PEI, redatto per ogni studente/ssa senza le decurtazioni attualmente conseguenti alle eventuali assenze;

– l’effettiva collaborazione/copresenza tra assistenti e docenti di sostegno.

Per quanto ci riguarda, ribadiamo la necessità di sospendere il nuovo iter di accreditamento per trovare soluzioni che consentano di:

1.“assicurare nella scelta e nell’attuazione degli interventi socio-sanitari la collaborazione della famiglia”(art. 5, comma 1, lett. e) l. n. 104/1992) anche attraverso l’accreditamento diretto degli/lle assistenti;

2. tenere in debito conto il punto 2. della Delibera ANAC n. 32/2016;

3. prevedere procedure di sostituzione del personale assente che garantiscano la continuità del servizio in favore della persona disabile;

4. prevedere una clausola che garantisca la continuità lavorativa del personale;

5. mantenere il “rischio di impresa” in capo agli enti accreditati;

6. rispettare l’inquadramento per il personale Assistente previsto dal CCNL Cooperative Sociali 2017/2019;

7. prevedere un sistema di rilevazione delle presenze rispettoso dei diritti del personale.

Palermo, 13 giugno 2019

Malgrado i boicottaggi successo dello sciopero generale della scuola del 17 maggio 2019

Notevole successo dello sciopero scuola: almeno il 20% di partecipanti nelle principali città, centinaia di scuole chiuse, migliaia di docenti ed Ata in piazza a Roma, Napoli, Bologna, Palermo, Genova e Padova

Totale solidarietà a Rosa Maria Dell’Aria, che deve essere immediatamente reintegrata dal ministro Bussetti nella propria lodevole funzione didattica

 Malgrado la vergognosa ritirata di Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda che avevano accettato la “fuffa” propinatagli da Conte, malgrado il boicottaggio dell’informazione mainstream, che ha annunciato la revoca dei Cinque ma non la conferma dello sciopero da parte di Cobas, Anief e Unicobas, la giornata di oggi è stata un notevole successo per il sindacato alternativo e conflittuale e per la scuola pubblica italiana. Dai dati pervenuti finora, risulta che almeno il 20% dei docenti ed Ata ha scioperato nelle principali città, centinaia di scuole sono state completamente chiuse, mentre molte migliaia di lavoratori/trici sono scesi/e in piazza a Roma nella manifestazione nazionale, oltre che a Napoli, Bologna, Palermo, Genova e Padova. Tra gli scioperanti, vanno considerati numerosi iscritti/ ai Cinque sindacati che non hanno ottemperato al diktat delle segreterie delle loro organizzazioni e hanno protestato così anche contro la sciagurata decisione della revoca. A Roma, di fronte al Parlamento, P. Montecitorio è stata completamente stipata da docenti ed Ata venuti/e da tutta Italia (particolarmente rilevante la delegazione COBAS di Cagliari, la più numerosa di quelle extra-romane) e al microfono si sono succedute le proteste e le proposte, con oltre una trentina di interventi.

Punto centrale dei vari discorsi l’ostilità assoluta e il ripudio del Disegno di Legge del governo Lega-5Stelle sull’Autonomia differenziata, che intende dare alle regioni la competenza esclusiva in materia di Istruzione (oltre che di Sanità e altre), con una scuola che verrebbe organizzata in base alle disponibilità economiche territoriali, con uno Stato che abdicherebbe alla propria funzione, acuendo il divario economico e sociale tra Nord e Sud, tra regioni ricche e povere, emarginando i più vulnerabili e indifesi. La regionalizzazione – hanno sottolineato tutti gli interventi – disgregherebbe il carattere unitario nazionale dell’istruzione, oltre che l’unità delle norme contrattuali, creando di fatto 20 scuole diverse, non comunicanti e confliggenti, con un’ulteriore divaricazione socio-economica tra regioni. Molti interventi hanno poi rilanciato gli altri obiettivi dello sciopero: la richiesta di un rinnovo contrattuale che preveda  aumenti salariali che recuperino almeno il 20% di reddito perso negli ultimi anni; l’assunzione di tutti/e i precari/e con 36 mesi di servizio; l’aumento degli organici ATA; il NO all’Invalsi come strumento di valutazione delle scuole, dei docenti e degli studenti e il NO ai sorteggi che ridicolizzano l’Esame di Stato.

 Infine, massima solidarietà è stata espressa dalla piazza a Maria Rosa Dell’Aria, la carissima collega dell’istituto Vittorio Emanuele III di Palermo, colpita da un odioso e intollerabile provvedimento repressivo – con la sospensione dal lavoro di 15 giorni e interruzione dello stipendio – per aver svolto il suo ruolo didattico, consentendo ai propri studenti di svolgere, senza alcuna censura, una ricerca storica sulle ignobili leggi razziali mussoliniane del 1938, che prevedeva anche alcuni comprensibilissimi richiami al nostro presente. Le organizzazioni promotrici dello sciopero e della manifestazione, insieme a tutti i presenti in piazza, hanno rivolto un severo monito al ministro Bussetti affinché fin da lunedì prossimo proceda al reintegro di Maria Rosa nel suo posto di lavoro dove ha sempre svolto un’attività didattica assai apprezzata da studenti e colleghi, e accompagni questo atto con pubbliche scuse per l’insopportabile umiliazione che ha inferto alla collega, a cui non va tolto neanche un euro di uno stipendio già misero, come è quello attuale dei/delle docenti ed Ata italiani/e..

 Piero Bernocchi   portavoce nazionale COBAS

17 maggio 2019.

A PALERMO UNA PARTECIPATA E MOTIVATA MANIFESTAZIONE DEI MIGLIORI LAVORATORI DELLA SCUOLA!!

      

SOLIDARIETÀ E SOSTEGNO ALLA DOCENTE DELL’ITI VITTORIO EMANUELE III DI PALERMO COLPITA DALL’INSENSATA E REPRESSIVA SANZIONE DELL’USR SICILIA

Sconcerto e rabbia suscita il provvedimento disciplinare inflitto dall’Ufficio Scolastico Regionale ad una docente dell’ITI Vittorio Emanuele III di Palermo. Il fatto che ha determinato l’irrogazione della grave sanzione si è verificato il 27 di gennaio in seno alle attività della scuola in occasione della giornata della memoria. In quell’occasione un gruppo di studenti della professoressa Dell’Aria svolgendo il compito assegnato hanno illustrato una presentazione in cui in due slides suggerivano un accostamento tra gli effetti della promulgazione delle leggi razziali e l’emanazione del decreto sicurezza e tra la conferenza di Evian del ‘38 e il vertice di Innsbruck del 2018, la prima per decidere la ripartizioni degli ebrei in fuga dalla Germania nazista e il secondo per concordare la ripartizione in Europa dei migranti. Ebbene la prof.ssa è stata sanzionata dai solerti funzionari ministeriali con una sospensione dal servizio di 15 giorni e con una proporzionale decurtazione dello stipendio per mancato controllo sul lavoro dei suoi alunni! Ci chiediamo, dove sta il mancato controllo della docente? Forse nel fatto che questi hanno dimostrato di aver sviluppato un’acuta capacità critica e di pensiero? Forse che di questi argomenti si può discutere nell’agone della polemica politica ma che la scuola deve astenersi da qualsivoglia forma di analisi critica della realtà sociale e culturale e limitarsi a forme di addestramento al lavoro, allo sviluppo di asettiche competenze?

È proprio questo che più di tutto preoccupa, questa insensata e inammissibile voglia di imbrigliare e dirigere le forme di costruzione del sapere e della consapevolezza individuale, compiti che la scuola pubblica ha il dovere istituzionale di realizzare e che, non a caso, in altre tristi stagioni della nostra storia sono stati conculcati e repressi in ogni modo.

Attualizzando le manifestazioni più intolleranti dell’autoritarismo del periodo fascista, in cui ogni forma di dissenso e di critica veniva scientificamente e violentemente perseguitata, potremmo dire che i ripetuti episodi di sequestro di striscioni con scritte di contestazione nei confronti del ministro dell’interno, oppure la mancanza di qualsiasi forma di intervento istituzionale di condanna dei fatti di Casalbruciato, di stigmatizzazione della violenza inaudita espressa nei confronti di una donna e della sua bambina, qualche inevitabile suggestione ed inevitabile accostamento lo suggerisce anche a noi! E non pensiamo di essere tendenziosi o faziosi, pensiamo solo che la posta in gioco sia talmente alta, la difesa della libertà di espressione e della libertà tout court, che si debba manifestare un’intransigente opposizione ad ogni segnale di deriva autoritaria. Non ce lo possiamo permettere, nessuno può ripercorrere le strade che hanno portato ai periodi più bui e disperati della nostra storia.

Per questo esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla docente colpita da un così duro ed insensato provvedimento e chiediamo, nel suo interesse ma anche in quello di tutti noi e del nostro lavoro, l’immediata revoca della sanzione ed una completa riabilitazione del valore della sua attività di insegnamento.

Chiediamo invece una doverosa verifica sui procedimenti e sui parametri di valutazione, insomma sui “controlli” questi sì totalmente faziosi, che hanno portato alla determinazione di una misura così repressiva e sulla quale fin ai più alti vertici del ministero e del governo ricade una responsabilità gravissima.

IL VOLANTINO DA SCARICARE

SCIOPERO venerdì 17 maggio – piazza Politeama ore 9.30

venerdì 17 maggio 2019

SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA

PALERMO piazza Politeama ore 9.30

Mentre i Cinque si sono ritirati, i COBAS confermano lo sciopero generale della scuola

I sindacati-scuola Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda hanno accettato il NULLA propinato loro dal presidente del consiglio Conte ed hanno revocato lo sciopero indetto insieme a noi e a cui hanno aderito Anief, CUB e altri sindacati.

1. Particolarmente clamorosa è stata l’accettazione da parte dei Cinque delle promesse sul punto fondamentale dello sciopero, la regionalizzazione. Il governo ha scritto che verrà rispettata la Costituzione – e vorremmo vedere – in quanto “si impegna a salvaguardare l’unità e l’identità del sistema nazionale di istruzione garantendo lo status giuridico di tutto il personale regolato dal CCNL”. Ossia, l’ovvio, mentre le ulteriori aggiunte per “garantire la tutela dell’unitarietà degli ordinamenti statali e dei curriculi… e il sistema di reclutamento”non impegnano seriamente il governo: “unitarietà” non significa “unità” ma al massimo alcune regole comuni generali e poi differenze significative su tutto il resto. Mentre, se si è davvero contro la regionalizzazione, l’unico impegno che conta è quello di far uscire l’ISTRUZIONE dalla legge sull’autonomia differenziata.

2. NULLA è anche quanto indicato sulla vicenda contrattuale e salariale. Infatti il governo si limita ad “impegnarsi per reperire risorse in occasione della legge di bilancio 2020 per un graduale avvicinamento all’Europa”. E sapendo quanto ci aspetta nella legge di bilancio, è un impegno ridicolo non suffragato né da cifre né da dati credibili. Ancor più risibile visto che negli ultimi anni docenti ed Ata hanno perso oltre il 20% di salario reale e un investimento che dovesse anche solo riportare i salari a livello del decennio scorso esigerebbe ben altro che una frasetta, ma un impegno sostanziale dei ministri economici di cui non c’è manco l’ombra.

3. Il punto dove è dominante il NULLA riguarda la stabilizzazione dei precaripercorsi agevolati per chi ha 36 mesi di insegnamento in un futuro non meglio specificato (“il governo individuerà adeguate modalità per agevolare l’immissione in ruolo del personale docente con esperienze di servizio di almeno 36 mesi”) mentre per il qui ed ora (“transitoriamente”) si parla di concorsi “riservati selettivi”, ben sapendo che percorsi del genere “selettivi” sono già stati attivati o lo saranno comunque nei prossimi mesi.

4. NULLA al 100% anche per gli ATA, niente sulla carenza degli organici, niente sui sovraccarichi di lavoro, sugli stipendi da fame, sugli orari e sulle mansioni, ma solo promesse di ulteriore gerarchizzazione.

Insomma, appare chiaro che ai Cinque sindacati di lottare sul serio contro la regionalizzazione non è mai davvero interessato e stanno gestendo questa sceneggiata per ribadire la loro presenza nella scena nazionale, pensando magari che le elezioni europee butteranno per aria l’attuale quadro politico e la regionalizzazione verrà rimandata.

Conseguentemente, i COBAS confermano lo sciopero del 17 maggio CONTRO LA REGIONALIZZAZIONE e

PER un contratto con aumenti che recuperino almeno il potere d’acquisto perso negli ultimi anni

PER il rientro dei/lle docenti esiliati/e dalla L. 107 e l’assunzione di precari/e con 36 mesi di servizio

PER l’aumento degli organici ATA

NO all’Invalsi strumento di valutazione di scuole, docenti e studenti, e la disastrosa “didattica delle competenze”

No alla riforma dell’esame di stato che ha introdotto i sorteggi ai colloqui.

Invitiamo a scioperare con noi anche iscritti/e dei Cinque che vogliono continuare a battersi contro la regionalizzazione, per un contratto con significativi aumenti e per l’assunzione stabile dei precari.

CONVEGNO CESP PALERMO 13 maggio 2019

MODULO ONLINE DI ISCRIZIONE AL CONVEGNO

LOCANDINA DEL CONVEGNO

FAC-SIMILE PER LA RICHIESTA DI ESONERO