LE RAGIONI DELLE MOBILITAZIONI STUDENTESCHE E LE RISPOSTE POLITICHE La scuola non si difende con le cariche. La legalità non può essere a senso unico!
Non avevamo ritenuto opportuno intervenire prima perché pensavamo – e continuiamo a pensare – che il merito di ciò che è stato costruito in questi giorni dovesse essere lasciato interamente a chi lo ha realizzato: le studentesse e gli studenti. Sia chiaro: noi c’eravamo. Eravamo nelle scuole, abbiamo discusso con loro, ci siamo confrontati e abbiamo dato consigli. Ma non ci sembrava corretto mettere il cappello su una mobilitazione nata dal basso, dall’autorganizzazione e dalla volontà degli studenti e delle studentesse di far sentire la propria voce. Oggi, dopo le manifestazioni, sentiamo però il dovere di parlare. E lo facciamo senza ambiguità.
La scuola è sempre più invasa dalle tecnologie digitali e l’uso della tecnologia non rischia solo di stravolgere la didattica, ma anche modalità e tempi di lavoro e, in definitiva, diritti di docenti e ATA e possibilità di apprendimento per alunni/e.
Con una recente circolare [n. 224621 del 28.9.2026] su verifiche in classe, compiti a casa e registro elettronico, il MIM fornisce anche interessanti precisazioni su una questione che sta diventando sempre più invadente nella vita scolastica, da quando le tecnologie informatiche sono entrate prepotentemente nel mondo del lavoro: il diritto a poter disporre del proprio tempo una volta terminate le lezioni o il lavoro.
VENERDÌ 2 ottobre IL SUDARIO DEI BAMBINI GAZAWI A PALERMO ore 8.30 scuole in corteo da via Paladini [CEP] a piazza san Paolo [Borgo Nuovo] ore 16.00 corteo da piazza Indipendenza al Politeama
La scuola è il luogo della formazione al pensiero critico. Negli ultimi anni, invece, vediamo sempre più spesso farsi strada una tendenza ad uniformare, a polarizzare, ad additare il dissenso come diserzione o propaganda, nella logica di una scuola-azienda che si fa sempre più caserma.