RIENTRO A SCUOLA E PERSONALE ATA

PERSONALE ATA: MATURITÀ E RIENTRO A SETTEMBRE

Ancora una volta il Personale ATA è considerato all’interno della Scuola un sovrappiù, una Categoria di serie B.

Basta leggere il Protocollo firmato col ministero da CGIL – CISL – UIL – SNALS – GILDA per l’esame di “maturità” in presenza. Mentre sono rinviati a un ulteriore “documento dedicato” gli approfondimenti relativi all’apertura a settembre di tutte le Scuole, questo Protocollo obbliga i collaboratori scolastici a fare una pulizia a fondo in 15 giorni, usando il solito detergente neutro per la pulizia normale, cioè senza tener conto che da 3 mesi c’è una pandemia che ha fatto più di 30.000 morti e che igienizzare non è sanificare!

I Comuni stanno sanificando tutte le chiese, ma non pensano assolutamente a sanificare le Scuole di cui sono proprietari, né lo pensano le Città metropolitane proprietarie degli Istituti superiori.

I collaboratori scolastici avranno l’incarico e la responsabilità della igienizzazione giornaliera. Il Documento tecnico sulla rimodulazione delle misure contenitive nel settore scolastico per lo svolgimento dell’esame prevede “una pulizia approfondita, ad opera dei collaboratori scolastici, dei locali destinati all’effettuazione dell’esame di stato, ivi compresi androne, corridoi, bagni, uffici di segreteria e ogni altro ambiente che si prevede di utilizzare”. Poi precisa che “nella pulizia approfondita si dovrà porre particolare attenzione alle superfici più toccate quali maniglie e barre delle porte, delle finestre, sedie e braccioli, tavoli/banchi/cattedre, interruttori della luce, corrimano, rubinetti dell’acqua, pulsanti dell’ascensore, distributori automatici di cibi e bevande, ecc.” nonché “delle superfici e degli arredi/materiali scolastici utilizzati nell’espletamento della prova“ e che “Le pulizie vanno ripetute al termine di ogni sessione di esame (mattutina/pomeridiana)”.

L’aggravio di lavoro dovrà essere quantificato nella trattativa tra D.S. e R.S.U. con la presenza dell’R.L.S.

Aggravio anche per gli Assistenti Amministrativi, che devono connettersi con il sistema informatico per le pagelle e gli adempimenti conseguenti, da casa loro a loro spese, e per gli Assistenti Tecnici che – pochi in ogni istituto – devono seguire da scuola o da casa propria il funzionamento di tutto il lavoro agile per l’amministrazione della scuola e sul piano tecnico della DaD.

E visto che “Il Ministero garantisce l’erogazione delle risorse necessarie per l’attuazione delle indicazioni contenute nel Documento tecnico scientifico, in tutte le istituzioni scolastiche del territorio nazionale”, chiediamo che IL LAVORO del PERSONALE ATA SIA RICONOSCIUTO: chiediamo un concreto riconoscimento del lavoro in più, un BONUS che sia un compenso adeguato, quindi dignitoso.

A settembre, con la ripresa della didattica in presenza, dovranno essere puliti quotidianamente tutti gli ambienti: per raggiungere questo obiettivo è indispensabile la stabilizzazione dei precari e l’adeguamento dell’organico.

ASSEMBLEA  DEI COBAS DELLA SCUOLA lunedì 18 Maggio 2020

ASSEMBLEA TELEMATICA  DEI

LAVORATORI DELLA SCUOLA

LUNEDÌ 18 MAGGIO 2020

ore 17.00 – 19,30

(Per partecipare all’assemblea cliccare sul seguente link o copiarlo nella barra degli indirizzi del browser utilizzato https://global.gotomeeting.com/join/827492677; in fondo alla pagina ulteriori istruzioni di collegamento)

Odg:

  1. Situazione scolastica: 

    a. Didattica a Distanza;

    b. convocazione di organi collegiali in modalità telematica;

    c. valutazione e scrutini finali;

    d. esami conclusivi del primo e secondo ciclo;

    f. organici

  2. Problematiche connesse alla ripresa della didattica in classe;
  3. Mobilità
  4. Concorsi docenti

  5. Varie ed eventuali.

    Per ciascun aspetto discuteremo della situazione di fatto in corso e dei cambiamenti normativi attuati e in via d’attuazione.

Cobas Scuola Catania e Palermo

 

*****

Per partecipare all’assemblea telematica: connettersi a questo link https://global.gotomeeting.com/join/827492677

Se capitasse che venisse richiesto, il codice d’accesso è: 827492677

Chi segue l’assemblea tramite cellulare o tablet deve scaricare e installare l’app: basta cliccare sul suddetto link e seguire la procedua per scaricarla e installarla.

Chi segue la procedura tramite pc potrebbe avere la possibilità di seguire l’assemblea senza scaricare e installare l’app seguendo questi passaggi:

1. Premere il pulsante “Scarica l’app”

2. Premere

il pulsante “accedi dal Web”

Con il pc può accadere di non riuscire a connettersi via web e allora occorre scaricare e installare l’app come spiegato per i cellulari.

A presto

Cobas Scuola Catania e Palermo

 

AZZOLINA CONTRO LE “CLASSI POLLAIO”? MA IL MINISTERO CONTINUA COI TAGLI

LA MINISTRA DICE DI VOLER ELIMINARE LE “CLASSI POLLAIO”

MA INTANTO IL MINISTERO TAGLIA LE CLASSI

Da diverso tempo la Ministra Azzolina approfitta di ogni occasione pubblica per dichiarare la propria contrarietà alle “classi pollaio” e la sua disponibilità a eliminarle.

Nell’attuale contesto emergenziale la situazione assume connotati ulteriormente preoccupanti, derivanti dalla necessità ineliminabile di quel “distanziamento” che è considerato l’unico presupposto sicuro per impedire il diffondersi del contagio da coronavirus.

Chiunque conosca le nostre scuole dovrebbe sapere che, nel migliore dei casi, l’ampiezza delle aule – per i nuovi edifici e per attività normali – è parametrata sullo standard massimo di 1,96mq per alunno/a (d.m. Lavori Pubblici del 18/12/1975) e per classi che erano al massimo di 25 alunni/e.

Sciaguratamente, abbiamo assistito nel tempo a un costante incremento del numero di alunni/e per classe, che oggi potrebbero arrivare fino a 31 (d.i. sugli organici per l’a.s. 2019/2020) mentre, ovviamente, le aule non sono state ampliate.

Ebbene, di fronte a questa situazione cosa ci sarebbe da fare? Se ci fosse un minimo di coerenza tra ciò che si dice e quel che si fa, non dovrebbe essere difficile capirlo: diminuire il numero di alunni/e per classe e reperire ulteriore personale e spazi per svolgere la didattica in presenza.

Invece, le scuole stanno ricevendo in questi giorni la comunicazione anche dell’Ambito Territoriale di Palermo (l’ex Provveditorato) avente per oggetto: definizione organico di diritto a.s. 2020/21 – allineamento dati alunni e classi, che nel linguaggio ministeriale significa: visto che non sono previste ripetenze avrete un numero di classi inferiore a quello che era stato previsto nella fase precedente alla pandemia.

Infatti, recitano queste comunicazioni: “tenuto conto che, in virtù del Decreto Legge n. 22 dell’8 aprile 2020, non sono previste ripetenze.[…] È altresì necessario che le SS.LL. modifichino il numero di classi da autorizzare per l’a.s. 2020-2021 in relazione alla consistenza numerica relativa agli alunni come rideterminata”.

E visto che la formazione delle classi avrebbe dovuto anche tenere conto della “serie storica dei tassi di non ammissione alla classe successiva” (art. 16, comma 1, lett. c. del d.P.R. n. 81/2009) risulta evidente – come per altro già minacciato dai Provveditorati attraverso canali diretti – che salteranno molte prime classi della scuola secondaria di I e II grado.

Quindi, invece di consentire la ripartenza della didattica in presenza a settembre con aule meno affollate il Ministero preferisce approfittare dell’occasione per ridurre classi e organici e, nel frattempo, carica su docenti e ATA tutte le difficoltà legate al recupero delle attività che in quest’anno scolastico non si sono potute svolgere per effetto dell’attuale sospensione.

Piuttosto che pensare soltanto a finanziare DaD e attrezzature digitali, costringendo docenti e famiglie a supplire a quanto il Ministero non vuole fare, è necessario ridurre il numero di alunni/e per classe, incrementare l’organico docente e ATA e avviare interventi urgenti di edilizia scolastica sia per ristrutturare l’esistente sia per reperire nuovi spazi.

BASTA PROPAGANDA! LA SCUOLA, COME LA SANITÀ, DOPO ANNI DI TAGLI MILIARDARI, HA BISOGNO DI UN FINANZIAMENTO STRAORDINARIO

RSU-RLS AL TEMPO DEL CORONAVIRUS – FORMAZIONE giovedì 30.4.2020 ore 17.00-19.00

Alle RSU, RLS e TAS COBAS

delle Istituzioni scolastiche

della provincia di Palermo

Questa Associazione Sindacale organizza, ai sensi della normativa vigente, un

Convegno di formazione RSU, RLS e TAS COBAS

giovedì 30 aprile 2020, ore 17.0019.00

attraverso piattaforma telematica

il link di collegamento sarà inviato, chi non dovesse riceverlo può richiederlo a cobas.pa@libero.it

sui seguenti argomenti:

– LA CONTRATTAZIONE D’ISTITUTO: fis e sospensione attività didattica “in presenza”

– ORGANICI a.s. 2020/2021

– TUTELA E SICUREZZA DEL PERSONALE DOCENTE E ATA: emergenza coronavirus

Il contingente dei permessi di spettanza RSU è da loro gestito autonomamente nel rispetto del tetto massimo attribuito:

  • RSU: fruiscono nei luoghi di lavoro di permessi sindacali per l’espletamento del loro mandato, per presenziare a convegni e congressi di natura sindacale e ogni altra attività sindacale di carattere extra-aziendale (art. 10 comma 3 Ccnq 7/8/98 e Cass. 7087/86).

I permessi, giornalieri ed orari, sono retribuiti e sono equiparati a tutti gli effetti al servizio prestato, e possono essere cumulati per periodi anche frazionati. Per garantire la funzionalità dell’attività lavorativa bisogna preavvisare il dirigente della fruizione del permesso sindacale, secondo le modalità concordate in sede di contrattazione d’istituto, in genere 24/48 ore prima.

La giurisprudenza, vista anche l’esiguità dei permessi che non permette di individuare un interesse del datore di lavoro, ha negato la possibilità di sindacarne l’uso o di subordinarne la fruizione alle esigenze aziendali (Cass. 4839/92, 8032/96, 9765/96, 11573/97).

(facsimile Permesso RSU o RLS per coloro che fossero impegnati/e in attività pomeridiane)

Al/la Dirigente scolastico/a del ________________________________

Sede

Oggetto: permesso RSU/RLS – Convegno sindacale di formazione 30 aprile 2020

Il/la sottoscritto/a ______________________________________________________, in qualità di RSU/RLS di questa Istituzione scolastica comunica che, ai sensi della normativa vigente (CCNQ 7 agosto 1998/art. 73 CCNL 2007), fruirà in data 30/4/2020, per n. ___ ore, dalle ______ alle ______, di un permesso retribuito al fine di partecipare al convegno in oggetto.

data ……/……/………………. Il/La Rappresentante RSU/RLS

COSA FARE NELLA FASE FINALE DI QUESTO ANNO SCOLASTICO E PER L’AVVIO DEL PROSSIMO

Dal 4 marzo, giorno della sospensione dellattività didattica su tutto il territorio italiano, a oggi, docenti e personale ATA hanno, con grande senso di responsabilità, mantenuto vivo il rapporto didattico-educativo con gli studenti.

La sospensione dellattività didattica in presenza ha offerto, però, un’opportunità del tutto insperata alla lobby della cosiddetta scuola dell’innovazione, a coloro che vogliono imporre le-learning come forma complementare ordinaria di funzionamento della scuola: la mattina attività laboratoriali e di gruppo, col docente in funzione di tutor o animatore, il pomeriggio le lezioni, su UDA standardizzate, in modalità a distanza e usando preferibilmente il software proprietario delle piattaforme delle grandi dellhi-tech: Google, Amazon, Microsoft, ecc., con il docente ridotto a facilitatore, che introduce materiale digitale, somministra test e corregge elaborati standardizzati degli alunni.

Nella mente dei pionieri della scuola a distanza e dell’innovazione didattica gli unici ostacoli al rinnovamento sono le ostinate resistenze della massa dei docenti conservatorie il digital divide.

Il Pianoche si sta profilando si annuncia in assoluta continuità con le controriforme che hanno funestato la scuola negli ultimi 25 anni, con lobiettivo di impedire una formazione critica delle giovani generazioni, destinate, in larga misura, a lavori precari e ripetitivi.

Coerentemente con questa logica, mentre nelle scuole si procede a forme di imposizione coatta della DaD, per tanti discenti il diritto allistruzione viene semplicemente negato perché privi di mezzi tecnologici e/o di connessione; la negazione di tale diritto è ancora più marcata nelle situazioni estreme e disagiate come per le alunne e gli alunni diversamente abili, o nelle scuole carcerarie o per le bambine e i bambini dei campi rom.

È bene chiarire che non c’è, da parte nostra, nessun pregiudiziale rifiuto dell’uso della tecnologia a supporto della didattica. Il problema si pone quando la tecnologia esaurisce in sé il concetto di innovazionee, da strumento a supporto delle didattiche, si trasforma da mezzo in fine, in metodologia didattica in sé, in nuova scuola. La Didattica a Distanza è la riproposizione, in chiave tecnologica, della scuola della trasmissione, che Danilo Dolci considerava tipica delle società autoritarie e pre-democratiche e alla quale opponeva la didattica della comunicazione, in cui discenti e docenti si ritrovano insieme, fisicamente, nello stesso spazio concreto, con i loro corpi, i loro sguardi, i loro gesti, la loro prossemica, con la densità di detti e non detti che solo nella compresenza fisica può determinarsi. È per questi motivi, prima che intervenga qualsiasi altra considerazione, che noi riteniamo la DaD come un ripiego a cui si può ricorrere, provvisoriamente e per un tempo limitato, solo in una situazione di assoluta emergenza come quella che stiamo vivendo: altro che grande opportunità”.

Mentre ci si accinge a far ripartire gran parte delle attività lavorative, il governo deve spendere ora tutte le energie per assicurare il ripristino delle normaliattività scolastiche in condizioni di sicurezza nel più breve tempo possibile. E in questa chiusura di anno scolastico il governo deve studiare tutte le strade percorribili per consentire che gli esami finali, sia per la scuola secondaria di primo grado che per quella di secondo grado, si svolgano in presenza e in condizioni di sicurezza per candidate/i e docenti su tutto il territorio nazionale, riducendolialla sola prova orale.

Per tornare in classe, oltre a predisporre uno screening sanitario di tutte le comunità scolastiche e un’accurata sanificazione dei locali, occorrono:

una revisione dei criteri di formazione delle classi, con una drastica riduzione del numero degli alunni in ottemperanza alle norme di distanziamento previste dal decreto sulla sicurezza;

un aumento degli organici attraverso lassunzione di tutti i docenti con almeno 36 mesi di lavoro e lassunzione del personale ATA che ha lavorato almeno due anni;

investimenti significativi per garantire interventi urgenti per modifiche, anche provvisorie, alla struttura interna degli edifici scolastici, con ampliamento delle aule e reperimento di ulteriori spazi, con l’impiego immediato di ogni edificio idoneo disponibile per accogliere le classi in condizioni di sicurezza.

Purtroppo, in tutto questo periodo di emergenza in molte scuole sono state imposte modalità di lavoro illegittime e inopportune o direttamente dai DS o attraverso delibere degli OOCC riuniti on line, una modalità di riunione, questultima, non prevista prima della conversione in legge del d.l. n. 18/2020 approvata, con voto di fiducia, dalla Camera il 24/4/2020.

Al di là della legge, il buon senso avrebbe dovuto far condividere a tutte/i lidea che, in una situazione eccezionale come quella attuale, si sarebbero dovuti utilizzare strumenti e modalità non regolarisolo per rispondere ai problemi dellemergenza. Per questo proponiamo che oggi, allinterno degli OOCC, le discussioni e le conseguenti deliberazioni riguardino soltanto le problematiche relative alla conclusione dellanno scolastico.

Dunque, di cosa devono/possono occuparsi le riunioni degli OOCCon line?

di garantire il confronto sulla DaD, nella consapevolezza che ogni docente, in nome della libertà di insegnamento e degli stessi Decreti Legge, ha assoluta autonomia nella organizzazione del lavoro (tempi, scelta modalità DaD, verifiche, ecc.)

di garantire il confronto sul tema della valutazione, tenendo conto che tutti gli studenti saranno ammessi allanno successivo e/o agli esami finali e che nessuna valutazione di tipo sommativo potrà essere effettuata durante tutto il periodo della sospensione dellattività didattica;

della formazione delle Commissioni esaminatrici per gli Esami di Stato

di individuare (proposta da confermare in presenza” all’inizio del nuovo anno scolastico) le forme di recupero da attuare nel mese di settembre, per le quali va contestualmente richiesto al Governo un adeguato impegno economico.

Ricordiamo che il dirigente scolastico non ha alcun potere autoritativo e deve agire solo ed esclusivamente applicando la normativa vigente, il CCNL e le delibere degli OO.CC.

Inoltre, il d.l. n. 22/2020 ha conferito alla Ministra dellIstruzione una delega speciale che dovrà intervenire, tra laltro, sulle problematiche relative alla conclusione dellanno scolastico; riteniamo sbagliato che un Collegio docenti si esprima prima di conoscere le linee decise dal Ministero.

È necessario dunque affrontare i prossimi Collegi Docenti attrezzatiin modo da sfruttare al massimo le prerogative degli Organi Collegiali, impedire qualunque forma di disciplinamento e standardizzazione delle pratiche didattiche e lo svilimento del dibattito democratico e della istituzionalizzazione di pratiche deleterie.

COBAS – Comitati di base della Scuola

Di seguito pubblichiamo alcune indicazioni pratiche, supportate normativamente, sul comportamento da tenersi in merito alle questioni che più frequentemente vengono segnalate dalle scuole. Consigliamo in via prioritaria di presentare mozioni alternative a quelle dei DS invitando i colleghi a sostenerle con il loro voto; nel caso in cui le nostre mozioni non raggiungessero la maggioranza dei voti, si può utilizzare l’opzione di minoranza, prevista dalla normativa, che permette di sottrarsi agli obblighi deliberati dalla maggioranza; le opzioni di minoranza possono essere individuali o sottoscritte da gruppi di docenti, facendo metterle a verbale coi nominativi degli aderenti.

Mozione valutazione DaD e opzione metodologica di minoranza

Mozione colloqui con i genitori

Dichiarazione su orario di lavoro durante la DaD

Mozione su libertà di insegnamento e piattaforme DaD

ASSEMBLEA PROVINCIALE COBAS SCUOLA PALERMO

ASSEMBLEA TELEMATICA

PROVINCIALE DEGLI ISCRITTI

COBAS SCUOLA PALERMO

 

LUNEDÌ 27 APRILE 2020

ore 17.00 – 19,30

 

Odg:

  1. Situazione scolastica: DaD, convocazione di organi collegiali in modalità telematica, chiusura dell’anno scolastico 2019/2020, problematiche connesse alla ripresa della didattica in classe, ecc. Per ciascun aspetto discuteremo della situazione di fatto in corso e dei cambiamenti normativi attuati e in via d’attuazione.

  1. Varie ed eventuali.

Il link di collegamento per partecipare all’assemblea telematica è inviato via mail a tutti gli iscritti Cobas Scuola di Palermo. In caso di mancata ricezione per ottenere il link e le istruzioni di collegamento è possibile segnalare la propria intenzione di partecipazione inviando una mail a cobasscuolapa@gmail.com. 

cobas scuola palermo

PRECARIATO AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

LA SCUOLA NON SI FERMA, MA SUI PRECARI IL MINISTERO PROCEDE BENDATO

Come accaduto in altri settori, anche nella scuola l’emergenza da Covid-19 ha prodotto gli effetti più pesanti sui lavoratori/trici con minori tutele contrattuali. Come COBAS denunciamo e chiediamo :

  1. Nessuna garanzia di stipendio per molte/i docenti e ATA

Ogni giorno ci giungono segnalazioni da personale precario con contratto formalmente attivo, ma stipendio non pagato o di supplenti temporanei a cui, nonostante quanto stabilito dal decreto legge del 17 marzo 2020, n. 18, non è stato rinnovato il contratto. Tale decreto, all’art. 121, prevedeva la conferma e la proroga durante il periodo di sospensione/chiusura delle scuole per tutti i supplenti temporanei, ma alcune note esplicative ambigue e fuorvianti, unitamente alle manovre di alcuni dirigenti, ne hanno ostacolato l’applicazione, offrendo per l’ennesima volta l’immagine di un potere arrogante che, mentre sbandiera misure di sostegno per le fasce più deboli, nella pratica nega diritti al solo scopo del risparmio, producendo un’evidente dissonanza con la narrazione fintamente ingenua della ministra Azzolina rispetto allo stato di salute della scuola, e viene messo in secondo piano se non addirittura omesso nelle esternazioni continue della ministra. Sta andando tutto bene – dice sotto dettatura Azzolina – la didattica a distanza funziona benissimo, la scuola non si ferma. In effetti, pur tra mille difficoltà, la scuola non si è fermata. Ma questo è stato possibile grazie all’impegno di tutti, anche di quei 170 mila docenti precari (circa il 20% dell’intero organico) che, come sempre, hanno continuato a svolgere le proprie mansioni (ordinarie e straordinarie) al pari dei colleghi di ruolo. In cambio, alcuni/e di loro hanno ottenuto la mancata corresponsione dello stipendio o il mancato rinnovo del contratto; tutti, invece, in vista del prossimo anno scolastico, hanno ricevuto le disposizioni del decreto legge 8 aprile 2020, n. 22, relative alle assunzioni di personale docente a tempo indeterminato e determinato: l’incredibile decisione di bandire comunque i concorsi previsti, pur non potendoli effettuare fino al termine dei divieti di assembramento, e quella di rinviare di un anno l’aggiornamento, il rinnovo e la provincializzazione delle graduatorie di istituto.

  1. Indizione di concorsi che non potranno effettuarsi in modo da consentire l’assunzione entro settembre

Per quanto riguarda il primo punto, già in passato abbiamo denunciato le storture e le ingiustizie sottese ai quattro bandi previsti (un concorso ordinario per infanzia e primaria; uno ordinario, uno straordinario e una procedura abilitante per la scuola secondaria), dovute soprattutto al loro carattere parziale e transitorio, nonché alla perenne indisponibilità da parte del Ministero ad affrontare il problema del reclutamento in modo strutturale (vedi qui). Il concorso straordinario previsto per la scuola secondaria, ad esempio, che avrebbe la pretesa di risolvere il problema del precariato, delinea un percorso fortemente selettivo (selezione data dal numero dei posti messi a bando e dal tipo di prova sottoposta ai candidati) al quale nemmeno tutti coloro che hanno svolto tre anni di servizio potranno partecipare. Come sottolineato anche nel parere recentemente espresso dal CSPI, infatti, non verrà riconosciuto il requisito del servizio agli insegnanti precari che, sopperendo alle ataviche carenze strutturali del sistema di formazione, negli ultimi anni hanno lavorato sui posti di sostegno senza la relativa specializzazione. Più in generale, l’intenzione di procedere comunque al bando di tali concorsi, considerando la sempre più concreta impossibilità di svolgerli entro l’inizio del nuovo anno scolastico, offre l’immagine di un Ministero che vuole nascondere le difficoltà che a settembre si verificheranno in relazione alle assunzioni a tempo indeterminato. Questo perché, in linea con i ministeri precedenti, si continua a far finta di non vedere quali sono i reali problemi di un sistema di reclutamento che non può affidarsi unicamente al meccanismo dei concorsi per titoli ed esami per coprire tutti i posti disponibili all’inizio di ogni anno scolastico.

  1. Mancato rinnovo delle graduatorie per l’attribuzione delle supplenze

Con la seconda disposizione, invece, si blocca l’attuazione dell’unico provvedimento che avrebbe potuto alleviare le difficoltà che già da qualche anno ormai si ripetono nell’assegnazione degli incarichi e delle supplenze e cioè quello che, oltre all’aggiornamento e al rinnovo delle graduatorie d’istituto, prevedeva anche la trasformazione delle stesse in graduatorie provinciali, rendendo tali assegnazioni molto più semplici, veloci e soprattutto trasparenti. Nessuna di queste operazioni verrà fatta e, considerando la situazione in cui ci troveremo ancora a settembre, questo provocherà un ulteriore aggravio per il lavoro delle segreterie – già fortemente provate da quando, con il progressivo svuotamento delle Graduatorie ad Esaurimento, soprattutto nella scuola secondaria, in numerose province, la maggior parte degli incarichi viene conferita attraverso la II e la III fascia della Graduatorie di Istituto – e quindi ulteriori ritardi nell’individuazione dei supplenti. Inoltre, non solo i docenti già iscritti non potranno aggiornare i propri punteggi o operare modifiche sulle scuole scelte o sulle province, ma soprattutto non saranno consentiti nuovi ingressi, per cui si assisterà a un ulteriore aumento dei contratti stipulati attraverso l’inaccettabile e incontrollabile meccanismo delle MAD (Messe a disposizione), candidature personali degli aspiranti docenti, a cui segue una scelta arbitraria da parte delle scuole.

Sulla base di queste premesse, sollecitiamo un significativo ripensamento e una serie di interventi nelle seguenti direzioni:

  1. Immediato ampliamento degli organici docenti e ATA

Innanzitutto è necessario procedere ad un ampliamento degli organici (docenti ed ATA), misura indispensabilie per mettere in atto le misure annunciate dal Ministero a partire da settembre relativamente alla diminuzione delle classi pollaio, nonché per ottenere un vero miglioramento della didattica. Il primo passo in questo senso dovrebbe avvenire, come ripetiamo da anni, attraverso la trasformazione dell’organico di fatto (o in deroga sul sostegno) in organico di diritto.

  1. Doppio canale di assunzione

Per quanto riguarda le assunzioni a tempo indeterminato, al posto del previsto concorso straordinario per la secondaria, è necessario procedere al bando di un concorso per soli titoli, a cui dovranno poter accedere, senza meccanismi selettivi, tutti i docenti che hanno maturato 3 anni di servizio nella scuola pubblica statale, su posto comune e di sostegno. Solo così sarà possibile assumere a tempo indeterminato, fin dal 1° settembre, tutti i docenti necessari a coprire i numerosissimi posti che rimarranno vacanti dopo aver scorso le Graduatorie di Merito e le Graduatorie a Esaurimento. Quando le condizioni lo permetteranno, inoltre, dovrà essere bandito anche il concorso ordinario, nelle province e nelle regioni dove Graduatorie ad esaurimento e Graduatorie di merito sono già esaurite, in modo da ristabilire finalmente, e a livello strutturale, un sistema formato sul meccanismo del doppio canale, l’unico che, come sosteniamo da tempo, può garantire il rispetto dei diritti di tutti: degli studenti, ad avere il numero più alto possibile di docenti stabili e in cattedra fin dall’inizio dell‘anno scolastico; dei docenti precari che da anni sorreggono le sorti della scuola attraverso gli incarichi e le supplenze e continueranno a farlo. Perché di una piccola quota di precariato ci sarà sempre bisogno ed è inaccettabile continuare a sfruttare il lavoro di decine di migliaia di docenti senza riconoscerne il diritto ad essere assunti dopo tre anni di servizio, come anche la Corte di giustizia della UE ha più volte ribadito, e che al Ministero non vogliono. Poi, l’altro canale di assunzione continuerà ad essere il concorso a cui accederà chi vuole provare ad insegnare subito dopo la laurea o comunque senza sottoporsi al logorante meccanismo del precariato.

  1. Rinnovo delle graduatorie e utilizzo delle graduatorie provinciali

Per quanto riguarda le assunzioni a tempo determinato, invece, ribadiamo la necessità di procedere fin da quest’anno all’aggiornamento, al rinnovo e alla provincializzazione della graduatorie di istituto. Pur comprendendo le difficoltà legate all’espletamento di tali operazioni in questo momento, le stesse non ci sembrano né diverse né maggiori rispetto a quelle affrontate dai docenti, e in particolare dai precari, per mantenere i contatti con gli studenti e la loro fondamentale funzione educativa attraverso i dispositivi informatici (che peraltro non sono stati forniti loro e per i quali i precari non possono neanche usufruire dei 500 € della carta docente). In assenza di tali operazioni, non solo il prossimo anno scolastico inizierà all’insegna dei soliti problemi legati alla mancanza di insegnanti, ma si assisterà a una crescita esponenziale del numero di supplenze e incarichi conferiti attraverso l’inaccettabile meccanismo delle MAD (messa a disposizione) che, oltre a essere privo di trasparenza e ad aprire a incontrollabili meccanismi clientelari, in un contesto in cui la mobilità potrebbe ancora essere limitata, appare sempre più assurdo e irresponsabile.

  1. Proroga di tutti i contratti – docenti e ATA – in essere all’inizio dell’emergenza

In ultimo, ma non per importanza, in linea con il principio che mira a salvaguardare i livelli occupazionali, sollecitiamo l’immediata proroga di tutti i contratti di supplenza in essere all’inizio dell’emergenza, in moltissimi casi inspiegabilmente interrotti e spesso soggetti a inaccettabili ritardi nei pagamenti, non solo fino alla fine delle lezioni o al termine della attività didattiche, ma fino al 31 agosto, in modo da evitare le inutili lungaggini burocratiche nell‘attivazione della Naspi e che ora sarebbero davvero insostenibili. In termini di spesa, del resto, tale operazione avrebbe un’incidenza molto contenuta, riducendosi nella pratica alla differenza tra lo stipendio e l’indennità di disoccupazione.

Auspichiamo che le nostre denunce e le nostre proposte possano aiutare il ministero a liberarsi presto dalle bende