Con una recente circolare [n. 224621 del 28.9.2026] su verifiche in classe, compiti a casa e registro elettronico, il MIM fornisce anche interessanti precisazioni su una questione che sta diventando sempre più invadente nella vita scolastica, da quando le tecnologie informatiche sono entrate prepotentemente nel mondo del lavoro: il diritto a poter disporre del proprio tempo una volta terminate le lezioni o il lavoro.
VENERDÌ 2 ottobre IL SUDARIO DEI BAMBINI GAZAWI A PALERMO ore 8.30 scuole in corteo da via Paladini [CEP] a piazza san Paolo [Borgo Nuovo] ore 16.00 corteo da piazza Indipendenza al Politeama
La scuola è il luogo della formazione al pensiero critico. Negli ultimi anni, invece, vediamo sempre più spesso farsi strada una tendenza ad uniformare, a polarizzare, ad additare il dissenso come diserzione o propaganda, nella logica di una scuola-azienda che si fa sempre più caserma.
Ne abbiamo già scritto, la possibilità di svolgere online riunioni degli Organi collegiali con valore deliberativo (fortemente perseguita dal MIM e da diversi sindacati firmatari del CCNL) viene presentata come una moderna semplificazione, una risposta alle difficoltà organizzative e ai problemi di conciliazione tra lavoro e vita privata. Ma dietro questa allettante comodità si nasconde una questione molto più profonda: cosa significa davvero partecipare a una decisione collettiva?
In numerose Istituzioni scolastiche siciliane pare non si stiano – illegittimamente – garantendo agli studenti e alle studentesse con disabilità non «grave» [ex art. 3, comma 1, l. n. 104/1992] i servizi di assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale previsti dall’art. 13, comma 3 della l. n. 104/1992, sulla base di comunicazioni degli Enti locali competenti, che continuerebbero ad applicare l’ormai decaduta disposizione contenuta nell’art. 22 della l. r. n. 15/2004 che li limitava ai soli «soggetti con handicap grave di cui all’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104».
NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELLA SALUTE E DELLA PREVIDENZA NO AGLI ULTERIORI TAGLI ALLA SCUOLA
Docenti ed ATA a tempo indeterminato o con supplenze fino al 31 agosto o al 30 giugno dovranno decidere entro il 20 settembre 2026 se aderire o meno alla polizza sanitaria integrativa gratuita prevista dal MIM, la cui gestione è affidata a UniSalute, in coassicurazione con Poste Assicura SPA e Intesa Sanpaolo Protezione SPA. Come scrivevamo al momento della sottoscrizione del CCNI sull’assicurazione sanitaria integrativa, il MIM e le OO.SS. firmatarie hanno previsto una spesa complessiva di 320 milioni di euro dal 2026 al 2029, che vengono sottratti alla Scuola:
MERCOLEDÌ 9 SETTEMBRE 2026 Presidio-maratona a Roma e in altre 45 città per dire no alla norma-bavaglio Mobilitazione in occasione della discussione del ddl Antisemitismo alla Camera
I COBAS Scuola tra le organizzazioni promotrici della mobilitazione contro il ddl 1004
Manifestazioni in Sicilia: CATANIA, via Etnea [angolo via Prefettura], ore 18.00 PALERMO, via Cavour n. 6 [di fronte Prefettura], ore 17.00
Dopo la condanna della dirigente dell’IC 4 di Bologna [QUI], anche il Tribunale di Caltagirone [CT] pone fine a una situazione complessa e difficile, contrassegnata da una direzione dell’Istituto allergica al dibattito e alla condivisione delle scelte. Un clima nel quale la dirigente scolastica non ha mai applicato la normativa [in particolare il d.lgs n. 165/2001] secondo la quale il dirigente deve operare «Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici».