UNA LEGGE DI BILANCIO OFFENSIVA PER IL MONDO DELLA SCUOLA

La legge di bilancio per il 2022 dedica alcuni articoli alla scuola che analizziamo nel documento in pdf che può essere letto/scaricato.

LEGGE DI SBILANCIO 2022

L’ennesimo attacco alle condizioni di vita dei settori sociali più deboli assieme ad un ulteriore stanziamento di risorse verso il mondo delle grandi imprese e della rendita

Il 28 ottobre 2021, il Consiglio dei Ministri (CdM) ha approvato disegno di legge recante il Bilancio di previsione dello Stato per il 2022 e il bilancio per il triennio 2022-2024. Il 10 novembre 2021, la presidenza del Consiglio ha pubblicato una nuovo testodi detto ddl, senza farla approvare in CdM. La nuova bozza modifica alcune parti del testo precedente e lo integra di 34 nuovi articoli.

Il ddl deve passare all’esame del Senato (dal 16 novembre) e della Camera dove ci sarà l’approvazione finale. Tutto ciò sarà successivo all’approvazione del Decreto fiscale collegato alla manovra. La scadenza per effettuare questi passaggi è il 31 dicembre 2021 in quanto il testo dovrà entrare in vigore dal 1 gennaio 2022.

Il ritardo del passaggio alle Camere (inizialmente previsto per il 2 novembre) imporrà tempi serrati alla discussione parlamentare facilitandone l’approvazione con poche modifiche.

Secondo il governo, la legge di Bilancio 2022, articolata in diversi interventi, punta a rafforzare il tessuto economico e sociale, sostenendo la crescita e la competitività dell’economia italiana.

In realtà siamo di fronte alla solita sequela di provvedimenti sparpagliata in tutti i settori (editoria, cultura, turismo, imprese, ricerca, energia…), distribuendo a chi più già possiede e trascurando i bisogni delle asce più povere.

Di seguito svariati contenuti della legge di bilancio con i nostri commenti.

Leggi/scarica tutto il documento in pdf

SANITÀ E ISTRUZIONE: UN’APORIA “TECNICA”

Lo scorso 6 novembre il Ministero della Salute insieme al Ministero dell’Istruzione hanno diramato una Nota tecnica relativa alle “Indicazioni per l’individuazione e la gestione dei contatti di casi di infezione da SARS-CoV-2 in ambito scolastico”.

Tale documento, sebbene indirizzato alle autorità sanitarie locali, dà indicazioni operative alle istituzioni scolastiche, con una serie di incongruenze evidenti tra il testo della Nota prot. n. 1218 e quello dell’allegato.

Queste incongruenze rischiano di indurre i Ds ad interpretazioni errate, nonostante nella Nota si affermi che “Fino all’intervento dell’autorità sanitaria, nell’immediatezza della conoscenza del caso positivo, l’Istituto scolastico attiva la seguente procedura già definita e standardizzata, che non comporta alcuna valutazione discrezionale di carattere sanitario, prevedendo che i Ds possano esclusivamente informare il Dipartimento di Prevenzione del caso positivo e dei “contatti scolastici” individuati e sospendere temporaneamente le attività didattiche in presenza per i “contatti scolastici” (a cui deve trasmettere le indicazioni standardizzate predisposte).

Di particolare delicatezza è la questione dell’individuazione dei “contatti scolastici”, che nella Nota vengono così definiti: 

– i bambini appartenenti alla stessa sezione/gruppo del caso positivo per i servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia, 

– i compagni di classe del caso positivo (per la scuola primaria e secondaria),

– il personale scolastico (educatori/operatori/insegnanti) che ha svolto attività in presenza per almeno 4 ore nello stesso ambiente del caso positivo“.

Con la precisazione che “Sono comunque presi in considerazione i contatti intervenuti nelle 48 ore prima dell’insorgenza dei sintomi del caso oppure nelle 48 ore antecedenti la data dell’esecuzione del test risultato positivo (se il caso è asintomatico)”.

Nelle indicazioni operative allegate alla Nota, di competenza del DdP, il criterio di individuazione di “contatto scolastico” assume un carattere di tipo “orientativo, non esaustivo e non vincolante” che può aprire la maglia a scelte discrezionali da parte dei Ds, i quali – in qualche caso – si sono sentiti investiti da compiti di tipo sanitario senza disporre delle relative competenze specifiche.

Ma, fatto ancora più grave, le stesse Indicazioni Operative introducono discriminazioni fra i “contatti scolastici” prescrivendo un diverso trattamento tra personale e studenti vaccinati e non vaccinati:

  1. nel caso del Sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni, prevedendo una diversa durata della quarantena per il personale (7 o 10 giorni);
  2. nella scuola primaria e secondaria, in caso di 2 contagi nella stessa classe, prevedendo per i vaccinati la sorveglianza con testing mentre per i non vaccinati una quarantena di 10 giorni, anche se negativi allo stesso test (T0).

Il diverso trattamento previsto nel primo caso era già stato introdotto dalla Circ. del Min. Salute prot. n. 36254/2021 e tale differenziazione pareva motivata dalle considerazioni scientifiche del momento che presumevano un periodo di trasmissione del virus lievemente minore nei vaccinati.

Le nuove indicazioni invece differenziano i protocolli in presenza di test diagnostici con il medesimo risultato, apparentemente senza riferimento alle attuali conoscenze scientifiche, per cui un test negativo può avere valenze diverse. 

Tali disposizioni privano gli alunni non vaccinati (e negativi) del diritto di seguire le lezioni in presenza, tolgono ai docenti il diritto a insegnare in modo efficace e agli alunni delle loro classi il diritto allo studio, ma soprattutto ledono il diritto alla privacy perché il trattamento differenziato rivela – di fatto – lo stato vaccinale di docenti ed alunni all’intera comunità scolastica.

A questo proposito ricordiamo che le disposizioni dettate dal Garante della privacy (provvedimento n. 306 del 31.8.2021), a proposito del controllo del green pass per il personale scolastico, hanno escluso che attraverso la piattaforma predisposta dal Ministero si possa venire a conoscenza dello stato vaccinale del personale stesso.

E – a maggior ragione – questo principio di riservatezza è stato raccomandato dal Garante per gli alunni e infatti il Ministero dell’Istruzione lo ha ribadito con la Nota n. 1072 del 29.9.2021: “In tale contesto, quindi, è esclusa la legittimità di ogni iniziativa comunque finalizzata all’acquisizione di informazioni relative allo stato vaccinale degli studenti delle Istituzioni scolastiche e delle loro famiglie e ciascun Ufficio scolastico regionale adotterà le opportune iniziative dirette ad evitare l’utilizzo di pratiche non conformi al dettato normativo da parte del predetto personale scolastico, anche al fine di prevenire eventuali effetti discriminatori per coloro che non possono o non intendano sottoporsi alla vaccinazione, con evidenti conseguenze sul piano educativo e sulla vita di relazione”.

Le nuove indicazioni quindi, senza nessuna evidenza scientifica, introducono trattamenti differenziati pesantemente discriminatori e che non appaiono certamente all’altezza del compito che si propongono, ovvero garantire la sicurezza a scuola.

Per evitare discriminazione tra il personale (diritto al lavoro) e soprattutto tra alunni/e (diritto allo studio) e per garantire maggiore sicurezza sarebbe stato più utile prevedere, oltre alle consuete misure di prevenzione (mascherine, igiene e distanziamento fisico), screening periodici per tutta la popolazione scolastica, spazi adeguati, classi non affollate e un’efficace areazione dei locali.

* * *

Alla luce di quanto sopra esposto, abbiamo segnalato al Garante della privacy l’evidente violazione della riservatezza dei dati personali degli alunni e del personale scolastico interessato, chiedendo un urgente intervento che ne garantisca la tutela.

Seminari di formazione CESP

Dopo il successo dello scorso anno, ricomincia la 1° serie dei *Seminari di formazione del CESP.
La 2° serie riprenderà a gennaio 2022.
*La partecipazione è gratuita e aperta a tutti, ATA e docenti, precari e non.
* Per iscriversi occorre compilare il seguente modulo:
https://forms.gle/Et48qzs4NcHaUsjQ7
*ATTENZIONE:*
I seminari sono on line, ma *per una partecipazione più efficace, È CONSIGLIATA LA PARTECIPAZIONE DI PERSONA*

A Palermo i seminari potranno essere seguiti presso la sede di piazza Unità d’Italia 11 dalle ore 17,30 dei giorni di seguito indicati (è opportuno segnalare la partecipazione in sede inviando una mail a cobasscuolapa@gmail.com o chiamando lo 091349192):

ME 10 novembre – SOSTEGNO: tra “nuovo” PEI e uso come tappabuchi

ME 17 novembre – LE RIUNIONI COLLEGIALI: gestione di collegi e consigli, diritti e doveri

GI 25 novembre – DIRITTI E DOVERI DI ATA E DOCENTI: organizzazione del lavoro e responsabilità connesse

ME 1° dicembre – LA VALUTAZIONE: aspetti generali (PER TUTTI) e nuova scheda (PRIMARIA)

GI 9 dicembre – COME INSEGNARE: consigli per docenti giovani di spirito e di età

VE 18 dicembre – SCATTI & CARRIERA (ATA e DOCENTI): azioni legali per recuperare tutto quello che non ti è stato riconosciuto

STIPENDI PRECARI diffida e messa in mora

Da mesi i precari della scuola non ricevono lo stipendio

Nulla di nuovo, purtroppo!

LO STIPENDIO DEI PRECARI È UN DIRITTO NON UN OPTIONAL

CONSULENZA LEGALE PER DIFFIDA E MESSA IN MORA IN CASO DI MANCATO PAGAMENTO

“Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa” (articolo 36 della Costituzione).

Il diritto ad una adeguata retribuzione è dunque garantito dalla Costituzione indipendentemente dalla tipologia di contratto.

Il Ministero dell’Istruzione è in ritardo di mesi col pagamento degli stipendi dei dipendenti a tempo determinato, docenti e ATA della seconda e terza fascia che permettono, in molti casi dall’inizio dell’anno scolastico, il regolare svolgimento dell’attività didattica.

Da maggio il Ministero continua a rimandare, in maniera illegittima, l’ordine per effettuare i pagamenti ai lavoratori precari della scuola e molti di loro continuano a non ricevere gli stipendi per i mesi di lavoro effettuati, trovandosi in una situazione di difficoltà economica illegale e lesiva dei loro diritti di lavoratori.

I COBAS della Scuola mettono a disposizione dei precari iscritti che si trovano in attesa di stipendio una consulenza legale per presentare diffida e messa in mora.

Il personale interessato dovrà trasmettere la diffida, consegnandola al protocollo oppure inviandola con posta elettronica certificata PEC, o spedendola con raccomandata A/R alla Ragioneria territoriale della propria provincia e presso la scuola attuale sede di servizio.

Allo scadere degli otto giorni di tempo, entro cui l’amministrazione dovrà liquidare le somme non percepite, in caso di esito negativo, sarà possibile adire alle vie legali per il recupero forzoso delle somme non corrisposte.

Per informazioni, appuntamenti e contatti chiamare 091 349192

COBAS SCUOLA PALERMO

COBAS SCUOLA CATANIA

COBAS SCUOLA SIRACUSA

CONTINUA LA MOBILITAZIONE dopo lo sciopero dell’11.10

Domenica 24 ottobre si è tenuta a Roma l’assemblea nazionale del sindacalismo di base e conflittuale che ha condiviso la valutazione positiva dello sciopero generale indetto unitariamente lo scorso 11 ottobre. L’assemblea ha espresso una forte soddisfazione per l’esito della mobilitazione unitaria che ha prodotto iniziative e manifestazioni in moltissime città, ha coinvolto un gran numero di settori e categorie, è riuscita ad aggregare altre forze e movimenti in una giornata di lotta sui temi del lavoro ed ha fermato la circolazione delle merci in alcuni gangli vitali del paese. Per un giorno il paese ha dovuto prendere atto che c’è una parte del mondo del lavoro che non è disposta a chinare la testa di fronte ai piani del governo Draghi ed è pronta a dare battaglia.
L’assemblea ha espresso la volontà unanime di dare continuità al percorso unitario, anche tenendo conto di una valutazione di merito del contesto che stiamo vivendo, proponendo una forma stabile di consultazione tra tutte le organizzazioni del sindacalismo di base, che sarà definita in seguito in modo più dettagliato.
Già il prossimo 30 ottobre saremo di nuovo in piazza a Roma contro il G20 in uno spezzone unitario con la consapevolezza che i temi dell’ambiente e del clima sono parte integrante della nostra comune piattaforma di lotta per i diritti del mondo del lavoro.
L’assemblea ha espresso una particolare attenzione verso l’attacco alle libertà democratiche che si sta manifestando sotto diverse forme, dalle ripetute azioni repressive contro attivisti e sindacalisti all’utilizzo di agenti privati contro i lavoratori in sciopero, dai divieti al diritto di manifestare fino ai nuovi attacchi al diritto di sciopero, esprimendo la necessità di costruire una risposta unitaria e la più ampia mobilitazione contro questo clima fortemente repressivo.  Un clima nel quale i progetti di ulteriore limitazione degli spazi di rappresentanza ed agibilità sindacale tesi ad instaurare il monopolio concertativo di cgil,cisl e uil, procedono speditamente e contro i quali intensificheremo la mobilitazione. Il nostro percorso ha al centro la lotta alle politiche del governo Draghi e la piattaforma che abbiamo condiviso nello sciopero generale dell’11 ottobre. Al centro ci sono la lotta per il salario e per il reddito, la difesa delle pensioni, il contrasto all’aumento dei prezzi e delle tariffe, contro i licenziamenti e per la tutela della sicurezza sui posti di lavoro. L’assemblea ha inoltre espresso la necessità di contrastare i rinnovati propositi del governo di introdurre ulteriori provvedimenti che vanno nella direzione dell’autonomia differenziata tra le regioni.
L’assemblea ha infine espresso la necessità di mettere in cantiere l’organizzazione di ulteriori iniziative unitarie, tanto locali quanto nazionali, compresa la promozione di nuove iniziative di sciopero tanto di categoria come nazionali, sottolineando la necessità di estendere il più possibile la mobilitazione di tutti i lavoratori e le lavoratrici dando impulso alla necessaria solidarietà fra lavoratori e settori popolari colpiti dalle politiche padronali e governative.

CI FACCIAMO SOSPENDERE PER IL DIRITTO AL LAVORO diretta Facebook lunedì 18.10 ore 17.00

NOI CI FACCIAMO SOSPENDERE PER IL DIRITTO AL LAVORO

NO AL GREEN PASS A SCUOLA

Sì ALLA VACCINAZIONE VOLONTARIA

Lunedì 18 ottobre sarà il 5° giorno di sospensione per 4 componenti l’Esecutivo Nazionale dei Cobas Scuola. Il giorno dopo sarà avviato il ricorso.

I Cobas Scuola intendono, attraverso loro, fare ricorso al Giudice del lavoro e sollevare la questione di costituzionalità del cosiddetto Green Pass, con particolare riferimento alla sanzione della sospensione del rapporto di lavoro e dello stipendio dopo 5 giorni di assenza “ingiustificata”, che viola pesantemente il diritto costituzionale al lavoro e alla retribuzione, previsti dagli artt. 4 e 36 della Costituzione.

NOI CI FACCIAMO SOSPENDERE PER IL DIRITTO AL LAVORO

diretta Facebook https://www.facebook.com/events/575424733683334

Sarà presente l’avv. Giuseppe Nobile dell’Ufficio Legale Nazionale dei COBAS Scuola

COBAS SOSPESI CONTRO IL GREEN PASS

Quattro membri dell’Esecutivo nazionale dei Cobas scuola si fanno sospendere per garantire il diritto costituzionale al lavoro 

No al GREEN PASS a scuola

Sì alla vaccinazione volontaria

Sì alla sicurezza attraverso test gratuiti per i non vaccinati e presidi sanitari nelle scuole per valutare l’andamento della pandemia e tutelare la salute di lavoratori e studenti

La regolamentazione dell’apertura delle scuole deve garantire un delicato equilibrio tra diversi diritti costituzionali: all’istruzione, che non può che essere in presenza e “per tutti” (art. 33 Cost.); alla salute, “come fondamentale diritto dell’individuo”, ma anche come “interesse della collettività” (art. 32); al lavoro e ad una retribuzione che garantisca libertà e dignità (artt. 4 e 36); alla libertà personale (art. 13).

Durante la pandemia, i Cobas Scuola si sono battuti perché le scuole fossero le ultime attività a chiudere, chiedendo interventi concreti per garantire ambienti sicuri.

All’apertura di questo nuovo anno scolastico ci ritroviamo nelle stesse pessime condizioni precedenti:

  • Personale docente e ATA in numero insufficiente
  • Presenza diffusa delle classi pollaio
  • Nessun intervento significativo sull’edilizia scolastica
  • Mancato rispetto della distanza di un metro fra gli alunni, grazie alla possibilità di deroga quando le classi sono numerose e/o le aule piccole
  • Trasporti in condizioni disastrose

In queste condizioni, il ricorso a test gratuiti (salivari) per i non vaccinati, il rispetto del distanziamento fisico e l’uso dei dispositivi (gel, mascherine, sanificatori dell’aria) possono garantire una situazione di sicurezza, senza imporre obblighi, come quello del GREEN PASS, che rompono delicati equilibri costituzionali.

I Cobas Scuola ritengono che la vaccinazione, nella situazione determinata da decenni di tagli alla sanità, sia uno strumento fondamentale, anche se non l’unico, per combattere la pandemia. Al tempo stesso, però, ritengono assolutamente inaccettabile il surrettizio obbligo vaccinale che è stato introdotto, col cosiddetto GREEN PASS (d.l. n. 111/2021), per una categoria, il personale scolastico, che volontariamente – parliamo di circa il 90% dei lavoratori – ha scelto di ricorrere al vaccino.

4 componenti dell’Esecutivo Nazionale dei Cobas Scuola si faranno pertanto sospendere, per ricorrere davanti al Giudice del lavoro e sollevare la questione di costituzionalità, con particolare riferimento alla sanzione della sospensione del rapporto di lavoro e dello stipendio dopo 5 giorni di assenza “ingiustificata”, che viola pesantemente il diritto costituzionale al lavoro e alla retribuzione, previsti dagli artt. 4 e 36 della Costituzione. Per sottolineare il carattere politico del ricorso, teso a garantire il diritto al lavoro (una rivendicazione che accomuna sia i vaccinati che i non vaccinati) 2 dei 4 membri dell’ EN hanno già deciso che, dopo la sospensione e l’avvio del ricorso, si sottoporranno a vaccinazione.

Attraverso queste sospensioni e la prosecuzione delle mobilitazioni in difesa della sicurezza nella scuola pubblica statale, i Cobas Scuola ribadiscono il loro impegno perché la scuola torni ad essere luogo di formazione del pensiero critico e perché le ingenti risorse del Recovery Plan vengano utilizzate diversamente da come sta avvenendo, invertendo quella logica che, a partire dalla cosiddetta Autonomia scolastica, ha progressivamente impoverito la pubblica istruzione.

NO AL GREEN PASS A SCUOLA

La piattaforma per lo SCIOPERO GENERALE di lunedì 11 OTTOBRE oltre alle rivendicazioni storiche dei COBAS Scuola (fine delle “classi pollaio”, assunzione di docenti e ATA precari, investimenti per l’edilizia scolastica e i trasporti, rinnovo CCNL, contrasto alla didattica a distanza) contiene anche il rifiuto del Green Pass. Di seguito alcune delle motivazioni che potremo discutere nell’assemblea di mercoledì 6.10

* * *

PERCHÉ I COBAS SONO CONTRARI ALL’OBBLIGO DI GREEN PASS A SCUOLA

L’obbligo della certificazione verde per lavoratori e lavoratrici della scuola, con le sanzioni ad esso connesse, è un provvedimento che non ha eguali in Europa. Esso non si giustifica sul piano della sicurezza: considerato che non dà in sé alcuna garanzia che chi ne è in possesso non sia contagiato e veicolo di contagio e considerato che analogo obbligo non grava – giustamente – su alunne e alunni, la parte largamente maggioritaria delle comunità scolastiche.

Il lasciapassare verde, considerata la sua “irrazionalità”, costituisce un “diversivo“, per coprire le inadempienze del governo rispetto alle misure realmente necessarie per fare scuola in presenza e sicurezza: i trasporti sono rimasti affollati, gli spazi angusti e le classi numerose; screening e tracciamento dei contagi del tutto insufficienti e lasciati alle iniziative disomogenee e non sistematiche delle autorità politiche e sanitarie locali. In più, vista l’inerzia sugli interventi di edilizia scolastica, è stata resa non obbligatoria la misura del distanziamento fisico, inapplicabile nella gran parte delle scuole.

In questa incontestabile realtà, l’obbligo della certificazione verde per la scuola, unico in Europa, serve a spostare sulla ristretta minoranza di lavoratori e lavoratrici, che non hanno voluto la somministrazione di un vaccino a cui la legge non li obbliga, la responsabilità dell’insicurezza nelle aule scolastiche che, invece, ricade tutta sul governo. Tale intenzione “punitiva” nei confronti dei lavoratori (malamente nascosta dietro le mentite spoglie delle preoccupazioni per la sicurezza), espressa ultimamente con chiarezza dal ministro Brunetta, è “certificata” dal fatto che è a carico dei lavoratori la spesa per il tampone periodico necessario per ottenere il green pass: un furto ai danni di lavoratori con gli stipendi notoriamente più bassi dell’Unione Europea (e con il contratto scaduto da tre anni), unica alternativa alla decurtazione totale della retribuzione.

Offrire il personale scolastico come capro espiatorio all’opinione pubblica, per la situazione di emergenza che, al netto dei vacui proclami propagandistici del governo, continua ad affliggere la scuola, è un’operazione irresponsabile e irricevibile dai Cobas, che hanno rivendicato sin dall’inizio della pandemia il diritto della scuola in presenza e in sicurezza e che respingono il tentativo di addossare la responsabilità dei guai della scuola proprio a chi l’ha tenuta faticosamente in piedi negli ultimi due anni.

Esecutivo Provinciale COBAS Scuola

ASSEMBLEA SINDACALE mercoledì 6.10.2021

I COBAS – Comitati di Base della Scuola di Palermo indicono una

ASSEMBLEA SINDACALE

mercoledì 6 ottobre 2021 dalle ore 17.00 alle 19.00

per tutto il personale docente e ATA di tutte le istituzioni scolastiche

con il seguente ordine del giorno:

  • L’attuale situazione nelle scuole e il rinnovo del contratto;
  • 11 ottobre 2021: SCIOPERO GENERALE di tutto il sindacalismo di base.

ASSEMBLEA in modalità videoconferenza da computer, tablet o smartphone al link

https://global.gotomeeting.com/join/724295437

Codice accesso: 724-295-437

* * *

SCIOPERO GENERALE 11 OTTOBRE 

I COBAS INDICONO LO SCIOPERO GENERALE INSIEME A TUTTO IL SINDACALISMO CONFLITTUALE

I COBAS – Confederazione dei Comitati di Base promuovono per l’11 ottobre, insieme a tutto il sindacalismo conflittuale e di base, lo sciopero generale nazionale di tutto il lavoro dipendente, pubblico e privato, con manifestazioni locali in molte città, sulle quali verranno date indicazioni precise (luoghi e orari) nei prossimi giorni.

In particolare i COBAS hanno convocato per l’11 lo sciopero dei lavoratori/trici della scuola su questi obiettivi:

– la RIDUZIONE DEL NUMERO DI STUDENT* PER CLASSE (20 massimo; 15 in presenza di alunn* diversamente abili);

– l’ASSUNZIONE DI TUTTE E TUTTI I DOCENTI CON 3 ANNI DI SERVIZIO E DEGLI ATA CON 2; l’abbandono dell’algoritmo per assunzioni e supplenze con convocazioni in presenza; la revisione dei criteri per l’organico Ata (aumento continuo delle competenze richieste agli amministrativi; spazi da gestire e numero di esonerati dalle pulizie per i collaboratori; estensione dei laboratori informatici al primo ciclo per i tecnici);

– INVESTIMENTI MASSICCI NELL’EDILIZIA SCOLASTICA E NEL TRASPORTO PUBBLICO, con interventi sia immediati che di lungo periodo, per garantire effettivamente la scuola in presenza e in sicurezza;

– il RINNOVO DEL CCNL, scaduto da 3 anni, con un significativo recupero per tutti del potere d’acquisto degli stipendi, calato del 20 % negli ultimi decenni; il ruolo unico per i docenti di ogni ordine di scuola;

– dire NO ALLA DIDATTICA DELLE COMPETENZE ADDESTRATIVE (che ha prodotto solo analfabetismo cognitivo) e per una nuova scuola che punti allo sviluppo degli strumenti cognitivi;

– dire Sì alla campagna di vaccinazione volontaria e NO AL GREEN PASS a scuola con sanzioni incostituzionali; chiedere tamponi salivari gratuiti e con efficacia settimanale per chi non può o non vuole vaccinarsi; presidi sanitari nelle scuole per valutare l’andamento della pandemia e tutelare la salute di lavoratori e studenti;

– dire NO ALLA DAD e ai tentativi di renderla strutturale, uso nelle scuole di piattaforme digitali pubbliche e gratuite.

CONTROLLI GREEN PASS ILLEGITTIMI E VIOLAZIONE PRIVACY

All’USR Sicilia

Ai DS delle Istituzioni scolastiche siciliane

e p.c. a tutto il personale scolastico

OGGETTO: VERIFICA CERTIFICAZIONE COVID-19 E RISPETTO PRIVACY

La scrivente Organizzazione Sindacale è venuta a conoscenza che in diverse Istituzioni scolastiche della Regione Sicilia si stia procedendo a una illegittima verifica della Certificazione verde Covid-19 (il cosiddetto Green Pass). In particolare accade che:

  • sia verificata la validità del Green Pass durante l’orario di lavoro del/la dipendente;
  • si effettuino controlli del Green Pass all’uscita dei/lle dipendenti dal luogo di lavoro;
  • personale docente e ATA sia stato allontanato durante il proprio orario di lavoro per la sopravvenuta scadenza oraria del Green Pass.

Accade, inoltre, che all’interno delle aule venga chiesto agli studenti il loro stato vaccinale.

Non può sfuggire alle Amministrazioni in indirizzo che tali comportamenti, oltre a non garantire la tutela della privacy del personale coinvolto, violando la riservatezza di dati sanitari sensibili, pregiudica la serenità della vita scolastica, mettendo a rischio il benessere dell’intera comunità scolastica.

La scrivente Organizzazione Sindacale fa rilevare che:

  1. il d.l. n. 111/2021 prevedeva che “Le verifiche delle certificazioni verdi COVID-19 sono effettuate con le modalità indicate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato ai sensi dell’articolo 9, comma 10. Con circolare del Ministro dell’istruzione possono essere stabilite ulteriori modalità di verifica.
  2. il dPCM 10.9.2021 prevede che ds o delegati “effettuano la verifica del possesso della certificazione verde COVID-19 prima dell’accesso del personale interessato nella sede ove presta servizio”
  3. il Ministero dell’Istruzione ha ribadito che “Per la verifica delle certificazioni è disponibile, nell’ambito del Sistema Informativo dell’Istruzione (SIDI), una specifica funzionalità che permette ai Dirigenti Scolastici di accertare istantaneamente […] la validità del Green Pass per il personale docente e ATA a tempo indeterminato e determinato in servizio presso ogni singola Istituzione scolastica statale. In particolare, quotidianamente e prima dell’accesso del personale nella sede ove presta servizio” (Nota MI n. 953/2021).
  4. il Garante per la protezione dei dati personali, “sulla base di una corretta individuazione e valutazione dei rischi elevati che caratterizzano il trattamento in esame nel contesto lavorativo, garantendo, in particolare, che: […] v) il processo di verifica sia effettuato quotidianamente prima dell’accesso del personale nella sede ove presta servizio (Reg. provv. n. 306 del 31.8.2021);
  5. La richiesta agli studenti del loro stato vaccinale viola gravemente il diritto alla riservatezza dei dati sanitari degli alunni, tutelato dal Regolamento UE n. 2016/679 e dal d.lgs. n. 196/2003, e potrebbe comportare sanzioni amministrative e configurare un illecito penale.

Pertanto, la scrivente Organizzazione Sindacale chiede alle SSLL in indirizzo, ognuna per le proprie competenze, che verifichino la legittima applicazione delle procedure su ricordate, tenendo presente che contro eventuali abusi i diritti del personale interessato saranno tutelati in ogni sede.

CROCEFISSO IN AULA. SENTENZA DELLA CASSAZIONE

L’ESPOSIZIONE AUTORITATIVA DEL CROCIFISSO NELLE AULE SCOLASTICHE NON È COMPATIBILE CON LA LAICITÀ DELLO STATO

Annullata la sanzione disciplinare per aver rimosso dalla classe il simbolo religioso 

La lunga battaglia civile del prof. Franco Coppoli sulla laicità degli ambienti formativi, patrocinata dall’UAAR, dai COBAS Scuola e dagli avvocati Fabio Corvaja e Simonetta Crisci è arrivata ad una importante sentenza delle sezioni unite della Corte di Cassazione che hanno annullato la sanzione disciplinare e la sentenza della Corte di Appello di Perugia 165/14 con rinvio ad altra corte, per illegittimità dell’ordine di servizio del dirigente scolastico. La Corte ha stabilito l’l’importante principio che l’ostensione obbligatoria o autoritativa nella scuola pubblica del crocifisso è incompatibile con l’indispensabile distinzione degli ordini dello Stato dalle confessioni religiose.

Il docente era stato sospeso nel 2009, per un mese dallo stipendio e dall’insegnamento, per aver rimosso, in autotutela, il crocifisso dall’aula dove insegnava durante la sua ora di lezione, per garantire la dovuta laicità  e inclusività degli ambienti educativi.

Dopo un lungo iter, questa sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione è importante perché definisce che l’affissione del crocefisso da parte di dirigenti scolastici e della Pubblica Amministrazione è incompatibile con il principio di laicità dello Stato.

Nella sentenza è affermato che l’autorità pubblica non può promuovere con effetti vincolanti — e dunque  con  implicazione  sanzionatoria per chi entri in contrasto con quella prescrizione — un  simbolo  religioso, neanche con la semplice e passiva esposizione silenziosa su una parete.

Nella sentenza si ricorda che l’affissione del crocefisso nelle scuole è stata imposta dal fascismo, che subito dopo la marcia su Roma iniziò quel processo di affiancamento della chiesa cattolica che portò ai patti lateranensi nel febbraio 1929.

Oggi non esiste più alcuna religione di Stato e la laicità dello Stato è un principio costituzionale fondamentale come ribadito dalla Cassazione con questa sentenza. 

Un secondo principio importante è che la scuola non è “un servizio a domanda”: la circolare del dirigente scolastico era illegittima anche perché basata solo sulla richiesta della maggioranza degli studenti, senza tener conto delle diverse esigenze  rappresentate dalla minoranza degli studenti e dallo stesso prof. Coppoli.

L’Istituzione scolastica autonoma, tramite gli organi collegiali e, nello specifico, il consiglio di classe (non il dirigente scolastico autoritativamente) deve trovare un “ragionevole aggiustamento” fra le diverse istanze. In particolare, la Corte propone a titolo esemplificativo tre possibilità: a) l’affissione sulla parete accanto al crocifisso di un simbolo rappresentativo della cultura laica; b) una diversa collocazione spaziale del crocifisso non alle spalle del docente; c) l’uso non permanente della parete con il momentaneo e rispettoso spostamento del crocifisso durante l’ora di lezione del docente, che è esattamente il comportamento tenuto dal prof. Coppoli, che a fine lezione rimetteva il crocifisso sulla parete.

Affermando che il crocifisso è un simbolo passivo la sentenza ha, invece, respinto la questione della discriminazione.

Va sottolineato che la soluzione prospettata dalla Corte apre alla possibilità che nella pratica si arrivi ad una forte differenziazione di pratiche tra le scuole con l’affissione di diverse rappresentazioni religiose con una pericolosa moltiplicazione dei simboli religiosi nelle aule; è preferibile una soluzione alla francese con il divieto di esposizione di simboli religiosi nelle aule. Va evitato, in ogni caso, l’uso discriminatorio dei simboli religiosi o culturali, contrario alla ratiodella sentenza che ribadisce continuamente che in materia di religione nessun rilievo può essere attribuito al criterio quantitativo, al criterio di maggioranza e che la scuola pubblica non ha e non può avere un proprio credo da imporre: l’ambiente scolastico è sottratto al principio di autorità trascendentale!

 I COBAS della scuola, docenti e ATA, continueranno a lavorare per costruire una comunità educativa inclusiva, libera e critica ed evitare un uso strumentale, escludente e discriminatorio dei simboli religiosi.

NOMINE GAE E GPS: UN DISASTRO ANNUNCIATO

Incarichi da GAE e GPS: cronaca di un disastro annunciato

All’inizio di agosto, quando il ministero aveva annunciato che quest’anno gli incarichi a tempo indeterminato (ruolo) e a tempo determinato (supplenze fino al 30 giugno e al 31 agosto) sarebbero stati conferiti tramite una procedura completamente informatizzata, come Cobas scuola avevamo lanciato una campagna per richiedere le convocazioni in presenza. Avevamo osservato che non c’erano garanzie sul funzionamento del software deputato ad assegnare “in automatico” gli incarichi, e che tale procedura online era contraria a quanto stabiliva l’O.M. 60/2020 che ha istituito le graduatorie per le supplenze (GPS) prevedendo che il candidato partecipi personalmente alle operazioni di conferimento degli incarichi mediante convocazioni “fisiche” presso gli uffici scolastici e non virtuali. La nuova procedura invece obbliga ad accettare gli incarichi “al buio” con una sorta di delega in bianco affidata al “sistema”.

Nonostante il nostro appello, il Ministero è andato avanti nel suo faraonico progetto: tutti i precari e precarie sotto Ferragosto sono stati obbligati a compilare in pochi giorni una domanda su istanze online, indicando le preferenze delle sedi che erano disponibili ad accettare. Il Ministero ha obbligato i precari a svolgere un lavoro immane, svolto spesso di notte (data la connessione precaria del sistema informatico) per togliere lavoro agli uffici, che hanno organici ormai ridotti all’osso e perciò impossibilitati a gestire tante domande. E in tal modo ha sfruttato il lavoro gratuito dei precari. Questa procedura inoltre è stata fatta prima della pubblicazione delle GPS aggiornate dopo le “convalide/rettifiche” e degli elenchi aggiuntivi dei vari USP, e dando agli interessati un tempo minimo per produrre l’istanza. 

Analoga procedura è stata seguita per la nomina in ruolo del personale ATA inserito nella graduatoria di prima fascia (24 mesi). 

L’indicazione delle sedi per gli incarichi di supplenza di insegnamento sulla piattaforma di istanze online polis, completamente nuova, offriva molte possibilità di opzione, sino a 150 preferenze di sedi analitiche e sintetiche (che si potevano indicare anche più volte), e proprio perciò richiedeva un insieme di considerazioni non banali. Si è stati obbligati a compilare l’istanza in tempi molto ridotti senza sapere come avrebbe funzionato il sistema, con quale ordine di priorità si proceda alla assegnazione delle sedi, dato che molti candidati sono presenti su diverse graduatorie, in ognuna delle quali occupano una posizione diversa. Si procede per graduatorie unificate incrociate? Si procede assegnando prima gli incarichi su disciplina, e poi su sostegno, o contestualmente, seguendo per ciascuna istanza l’ordine di preferenza indicata? E, come sempre capita in questi casi di innovazioni burocratiche repentine, moltissime persone hanno compilato l’istanza in modo poco favorevole. 

In questi giorni tutti gli uffici scolastici sono impegnati per pubblicare le assegnazioni di sede: alcuni uffici scolastici, accortisi del malfunzionamento del sistema, hanno bloccato le nomine; altri invece hanno pubblicato l’assegnazione degli incarichi, ed è emerso il pasticcio: molti/e colleghi/e segnalano che non hanno ottenuto le sedi richieste, mentre sono state assegnate ad altri insegnanti con punteggio più basso. Alcune/i insegnanti non hanno ricevuto alcuna proposta con punteggi ben più alti di chi, invece, ha ottenuto un incarico annuale. Sembra quindi che l’algoritmo sia “impazzito”. Inevitabilmente si dovranno rivedere molte nomine assegnate erroneamente. E infatti alcuni uffici scolastici hanno già annullato gli incarichi. Per altri si attende che annullino o rettifichino gli incarichi per evitare una marea di ricorsi. 

Constatato il fallimento del sistema online, il Ministero dovrebbe rettificare la procedura e disporre che gli uffici scolastici procedano ad annullare le nomine online e a convocare in presenza, come abbiamo chiesto sin dall’inizio. 

Sul problema i Cobas Scuola hanno convocato un’assemblea online per oggi mercoledì 8 settembre alle 17,00 al link su zoom 

https://us02web.zoom.us/j/84815690437?pwd=ajR3TEYwTDBsRVg5VFFtOVV2VVJPUT09

POCHE RISORSE PER LA SICUREZZA A SCUOLA

LA SICUREZZA VERA NELLE SCUOLE PASSA DAI FINANZIAMENTI
ECCO COSA FA IL GOVERNO 
(E COSA HANNO ACCETTATO I SINDACATI CONCERTATIVI)


Su Il Sole24ore del 10 agosto 2021 è uscito un articolo dettagliato sugli ingenti investimenti (2 miliardi e 886 milioni) a disposizione per la scuola italiana; si tratta di quei miliardi che ogni giorno il ministro non manca di sbandierare alla stampa, come la “prova” di quanto lui e il suo governo di unità nazionale stanno facendo per la scuola pubblica italiana.

Ma in tal modo si mettono veramente in sicurezza le scuole? Si sta operando davvero in modo che non si torni alla DAD? 
Qualche risposta si ottiene esaminando più da vicino la distribuzione di queste risorse:

VOCE SPESAMILIONI DI EURO% SUL TOTALE
SPESE STRAORDINARIE PERSONALE758
400 → organico Covid 
358 → sostituzione personale non vaccinato 
26,2%
LOGISTICA E MESSA IN SICUREZZA
(mascherine, sistemi di areazione, psicologi a scuola, edilizia leggera, , ecc.)
700
150→ Decreto Sostegni 
 350→ Sostegni bis
200→ a Enti Locali 


24,2%%
SCUOLA DIGITALE64622,3%
PIANO ESTATE540
320→ da PON
150 → da Sostegni bis
70→ DM 48/21


18,7%
RIDUZIONE CLASSI POLLAIO142
50→ PON per scuole statali e paritarie
22→ riduzione numero alunni per classe (0,7%!)
70→ a Enti Locali per affitto spazi


4,9%
SCREENING 1003,4%

Le scelte di questo governo appaiono chiarissime:
– 0,7% delle risorse per intervenire sulle classi pollaio, mentre il problema del distanziamento è il problema centrale che pone la pandemia! E anzi, il governo, insieme ai sindacati firmatari del Protocollo, ha deciso che si potrà derogare al distanziamento di 1 metro!


– solo il 3,4% per svolgere gli screening nelle scuole, quando invece il tracciamento sarebbe unostrumento essenziale, insieme alle vaccinazioni, per il contenimento della pandemia: in Cina, (e lì di pandemie se ne intendono) processano milioni e milioni di tamponi perchè sanno che è uno degli strumenti più importanti per contenere il Covid. 


Dopo più di un anno di mobilitazioni in cui chiedevamo la riduzione degli alunni per classe e screening a tappeto, questa è la risposta del governo. 


– Il Governo si è guardato bene dal rendere strutturale l’aumento di personale, e anzi ha diminuito il “personale covid” da 75.000 a 42.000 unità, tra docenti e ATA, un personale super precario, assunto con contratti al 31 dicembre, a cui ha aggiunto i finanziamenti per sostituire i docenti non vaccinati.

Ma siccome questi ultimi non riceveranno alcuno stipendio, la loro sostituzione con personale precario comporterà solo un risparmio! In entrambi i casi si tratta di docenti usa e getta, assunti per mettere una pezza, non certo per riqualificare la scuola pubblica. 


– Anche per gli edifici scolastici vengono programmati interventi di “edilizia leggera”, non gli interventi strutturali di cui la scuola italiana avrebbe urgente bisogno. 


Dove sono gli investimenti che guardano alla scuola in senso positivo e prospettico? Li troviamo nella scuola digitale (22,3%), nonostante tutti ormai riconoscano il fallimento della DAD, e nel piano estate (18,7%), uno strumento per far entrare nelle scuole pubbliche le cooperative, e dunque i privati, anche se alcune scuole hanno ricorso perlopiù a personale interno o precario. 
Il governo finanzia un piano scuola lontano anni luce dal progetto di una scuola pubblica di qualità, stravolgendo il carattere pubblico dell’istruzione. 
E allora che cosa hanno ottenuto i sindacati che hanno firmato il Protocollo d’Intesa sulla sicurezza? Niente di nuovo: le risorse erano già stanziate. E le scelte operate mostrano quanto sia lontano il governo Draghi dalla volontà di risolvere le drammatiche condizioni in cui si trova la scuola italiana dopo la pandemia, che ha privato di fatto milioni di studenti e studentesse del diritto allo studio. 

È inaccettabile che il governo pensi di risolvere i problemi della scuola con l’obbligo del green pass, uno strumento che, con il 90 % dei docenti e Ata vaccinati volontariamente, serve a coprire proprio i mancati investimenti strutturali che, nonostante due anni di pandemia, questo governo non ha voluto e non vuole fare. 

Per tutti questi motivi il 20 SETTEMBRE saremo in piazza in molte città con Priorità alla Scuola e invitiamo docenti, genitori, studenti e studentesse a partecipare.

DIFFIDA TAMPONI GRATUITI E USO SALIVARI

Abbiamo inviato al Ministero, all’USR e a tutte le scuole la diffida che trovate sotto.

La diffida vuole essere uno degli elementi di pressione da utilizzare in questa vertenza contro il d.l. n. 111/2021.

Successivamente, chi vorrà, potrà richiedere il rimborso per le spese sostenute per l’effettuazione dei tamponi. A questo scopo è stato predisposto un modello di rimborso (da ritirare in sede) che i/le singoli/e interessati/e dovranno inviare ai propri DS, allegando copia degli scontrini della farmacia.

* * *

Al Ministero dell’Istruzione

All’USR Sicilia

Ai DS delle Istituzioni scolastiche siciliane

e p.c. a tutto il personale scolastico

OGGETTO: ATTO STRAGIUDIZIALE DI COMUNICAZIONE E DIFFIDA – gratuità tamponi e uso tamponi salivari

La scrivente Organizzazione Sindacale,

VISTO l’art. 1, comma 6, del d.l. 6 agosto 2021 n. 111 secondo il quale “tutto il personale scolastico del sistema nazionale di istruzione e universitario, nonché gli studenti universitari, devono possedere e sono tenuti a esibire la certificazione verde COVID-19 di cui all’articolo 9, comma 2”;

VISTO l’art. 9, comma 2, lett. c), della l. n. 87/2021 che prevede la possibilità di attestazione della certificazione verde COVID-19 a seguito della “effettuazione di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo al virus SARS-CoV-2”, cosiddetti “tamponi”;

VISTO il Titolo X del d.lgs. n. 81/2008 – ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICI;

VISTA la Direttiva Europea 2020/739 che modifica l’allegato III della Direttiva 2000/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l’inserimento del SARS-CoV-2 nell’elenco degli agenti biologici;

VISTO l’art. 15, comma 2, del d.lgs. n. 81/2008: “Le misure relative alla sicurezza, all’igiene ed alla salute durante il lavoro non devono in nessun caso comportare oneri finanziari per i lavoratori”;

VISTO l’art. 41, comma 4, del d.lgs. n. 81/2008 per il quale “gli esami clinici e biologici e indagini diagnostiche mirati al rischio” sono a carico del datore di lavoro;

VISTO che il Protocollo d’intesa per garantire l’avvio dell’a.s. 2021/2022 del 14.8.2021, n. 21, prevede che le “istituzioni scolastiche, mediante accordi con le Aziende Sanitarie Locali o con strutture diagnostiche convenzionate, utilizzeranno tali risorse anche per consentire di effettuare tamponi diagnostici al personale scolastico”;

con la presente diffida le amministrazioni in indirizzo a predisporre l’assoluta gratuità dei test antigenici previsti dall’art. 9, comma 2, lett. c), della l. n. 87/2021 per tutto il personale scolastico che lo dovesse richiedere.

Inoltre, vista la Circ. Min. Salute del 14.5.2021 n. 21675, avente per oggetto: Uso del test molecolare e antigenico su saliva ad uso professionale per la diagnosi di infezione da SARS- CoV-2, che prevede che “Il campione di saliva può essere considerato un’opzione per il rilevamento dell’infezione da SARS-CoV-2 in individui asintomatici sottoposti a screening ripetuti per motivi professionali” come per il personale scolastico, si chiede l’utilizzo dei cosiddetti “tamponi salivari” per ottenere l’attestazione prevista dall’art. 9, comma 2, lett. c), della l. n. 87/2021.

COORDINAMENTO REGIONALE SICILIANO COBAS SCUOLA