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  • GIORNALE N° 5 COBAS SCUOLA settemnbre/dicembre 2018

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8.12.2018 NoTav a Torino

TAV, NO GRAZIE

Dieci cittadine e cittadini torinesi del mondo accademico, del lavoro, della cultura e della scienza hanno promosso un appello in cui vengono individuate le priorità e le scelte che possono risollevare la città e il paese dal declino e dalla crisi.
Il documento richiama le ragioni dell’opposizione al progetto TAV Torino-Lione e si conclude con l’invito a partecipare alla manifestazione di Sabato 8 Dicembre 2018.
All’appello hanno aderito in poche ore, insieme a centinaia di cittadine e cittadini torinesi delle più diverse estrazioni, anche personalità di rilievo nazionale. QUI il testo dell’appello e le prime 100 adesioni

8 DICEMBRE: VI ASPETTIAMO A TORINO

Il popolo NoTav riunito venerdì 30 novembre a Bussoleno lancia un’ampia mobilitazione verso l’8 dicembre 2018 con la manifestazione di Torino.
Questa per noi sarà la manifestazione dell’orgoglio della nostra lotta quasi trentennale, con il ricordo all’8 dicembre 2005 in cui liberammo Venaus e bloccammo il primo progetto dell’opera, e dell’8 dicembre 1943, giuramento partigiano della Garda.
Vogliamo ribadire a gran voce che non volere il Tav significa fermare lo spreco di denaro per un’opera inutile, riaffermare l’importanza di destinare i fondi pubblici alla messa in sicurezza dei territori e alla tutela della salute di chi li vive.

Riaffermare le giuste priorità significa guardarsi intorno e capire l’ importanza di investire nella sanità, nelle scuole, nella ricerca, nel welfare a sostegno dei milioni di abitanti di questo paese che vivono sulla soglia della povertà.
Vogliamo affermare che non sarà solo una manifestazione di “risposta”, poiché non dobbiamo rispondere a nessuno, non ne abbiamo bisogno, il nostro lungo percorso parla per noi che vogliamo guardare avanti, al futuro. Per questo la manifestazione dell’8 dicembre sarà un importante momento in cui rilanciare i tanti SÌ, quelli che guardano al futuro con responsabilità e speranza, anche passando da un no irriducibile, il NO al TAV.

Quella dell’8 dicembre sarà una grande manifestazione di questo territorio, della Valle e di Torino, e numerose saranno le delegazioni dal resto dell’Italia poiché noi portiamo in piazza temi di interesse generale e non parziale o di specifici interessi. Ogni volta che parliamo della sicurezza dei territori, della prevenzione e della salute dei cittadini, delle scuole, dell’importanza del lavoro, del sostegno alle famiglie in difficoltà parliamo al Paese intero e pensiamo ad un futuro migliore per tutti e tutte.

L’8 dicembre spiegheremo ancora una volta perché la città di Torino non guadagnerà nulla dalla realizzazione del Tav, benché in questi giorni una forte propaganda dica il contrario, e ricorderemo a tutti che abbiamo già sperimentato le soluzioni del partito del cemento in Valsusa e a Torino con le Olimpiadi ed oggi ci restano macerie e mostri abbandonati costate un occhio della testa e causa di un enorme indebitamento pubblico che ci portiamo ancora tutti sulle spalle.
L’8 dicembre parleremo di sostenibilità ambientale e di uno sviluppo e che sappia pensare al futuro del pianeta prima che sia troppo tardi, e ricorderemo come in quella giornata in tutta Italia saranno tantissime le realtà che scenderanno in piazza poiché l’8 sarà la giornata internazionale contro le grandi opere inutili e imposte e a difesa del pianeta.
Sarà una giornata importante per tutto il popolo No Tav e per tutti coloro che hanno a cuore il proprio futuro.

Vi aspettiamo a Torino, alle ore 14 in piazza Statuto.

Mozione approvata dall’assemblea popolare NOTAV di Bussoleno

8.12.2018 NoMuos a Niscemi

Dopo la grande assemblea in val di Susa il movimento No Muos indice per l’8 dicembre 2018 a Niscemi una manifestazione in occasione della Giornata di lotta europea contro le Grandi Opere Inutili e Imposte, in relazione col percorso di unione delle lotte territoriali.

Il governo attuale, in linea con i precedenti, continua a illudere i cittadini, e mentre non dà lavoro e servizi, fa dietrofront sulle grandi opere come TAV e TAP, e su Grandi Navi a Venezia e la Base Dal Molin a Vicenza, proseguendo nei rapporti di sudditanza verso gli Stati Uniti, mentre sul MUOS gioca su annunci a effetto senza però chiedere realmente di smantellare questo sistema satellitare militare.

Il MUOS e tutta la base militare, che insiste all’interno della Riserva naturale Sughereta di Niscemi, è una grande opera imposta che subiamo da decenni e contro la quale la parola fine non è ancora arrivata.

Il bus da Palermo parte dalla stazione Palazzo Reale-d’Orleans alle 11.00 di sabato 8.12.2018.

Il ritorno è previsto sempre alla stazione Palazzo Reale-d’Orleans alle 23.00.

I COBAS SCUOLA di Palermo aderiscono alla manifestazione di Niscemi e gli iscritti che vi parteciperanno saranno rimborsati della spesa del biglietto del bus

Diplomate Magistrali: due parole su chi danneggia i bambini

Diplomate Magistrali: due parole su chi danneggia i bambini

In risposta al comunicato del Coordinamento nazionale Scienze della Formazione primaria Nuovo Ordinamento con il sostegno del Coordinamento nazionale dei presidenti di Scienze della Formazione primaria, pubblicato da Corrado Zunino, ci sembra doveroso fare alcune puntuali osservazioni.

Intanto, a  nostro modesto parere, è molto grave offendere e screditare senza fondata giustificazione il lavoro e la formazione di migliaia di insegnanti, già umiliate da una vita da precarie svolta da anni, con retribuzioni al di sotto della media europea (senza considerare i ritardi dei pagamenti), ma che continuano a svolgere con passione e senso civico il proprio lavoro.

Quindi una premessa sulla situazione generale della scuola italiana: alunne e alunni della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, fino a un paio di decenni fa, ottenevano risultati eccellenti nei test internazionali (su cui sarebbe comunque da discutere) mentre nella scuola secondaria, dove non erano presenti “maestrine diplomate” ma docenti laureati, i risultati erano drasticamente peggiori. Quindi di per sé avere o no una formazione universitaria non è automaticamente garanzia di qualità dei percorsi di insegnamento/apprendimento ma dovremmo invece avviare una seria riflessione sui fondamenti delle attuali scelte pedagogiche e sul loro allineamento alle scelte economiche dominanti. Pensiamo ad esempio all’utilizzo di termini sovrapposti a quelli del linguaggio del mercato (“crediti formativi”) o ai livelli di competenza del tutto calibrati con il quadro di riferimento delle competenze economiche europee.

Il peggioramento della qualità dell’insegnamento di questi ultimi anni (sempre attenendosi ai criteri opinabili dell’Ocse) è determinato da cambiamenti legislativi che hanno di fatto reso la scuola primaria un luogo in cui, nonostante le “belle parole” sull’inclusione, sui bisogni educativi, ecc., sia di nuovo difficile avere strumenti concreti di intervento. Citiamo, solo a titolo esemplificativo, i tagli agli organici e la fine di fatto delle compresenze, i tagli al sostegno, le classi “pollaio”, le continue divisioni delle classi, la difficoltà di attivare sezioni a Tempo Pieno, l’ossessione delle “prove oggettive”, ecc.

Una domanda ci sorge spontanea a questo punto: ma mentre i vari governi e ministri che si sono succeduti in questi ultimi vent’anni hanno letteralmente massacrato dalle fondamenta le possibilità di intervento  educativo e didattico serio e realmente equo nella scuola di base, dove stavano i Presidenti delle Facoltà di Scienze della Formazione Primaria? Forse tra quelli che la scuola “l’hanno vista solo sui libri”?

Quindi è molto più semplice, autoassolutorio e fuorviante cercare un capro espiatorio: le diplomate magistrali! Tra l’altro va molto di moda continuare a far contrapporre i lavoratori tra di loro (in questo caso diplomate e laureate) piuttosto che riconoscere ed ammettere che le riforme scolastiche degli ultimi anni hanno prodotto solo disastri.

Ma ora vediamo: di cosa saremmo colpevoli noi maestre?

  1. I ricorsi

Molte di noi sono state inserite per anni in graduatorie dei “non abilitati” nonostante il possesso di un titolo riconosciuto dallo stesso stato italiano come abilitante. Di fatto siamo state costrette, per questo, a rivolgersi ai tribunali perfino europei. Cosa avremmo dovuto fare davanti all’evidente torto subito se non ricorrere alla Giustizia?

  1. La preparazione

Non siamo “ignoranti con il pedigree”, offesa del tutto gratuita. Il lavoro quotidiano nella scuola obbliga a percorsi formativi continui oltre al fatto che molte di noi hanno proseguito i propri studi con altri percorsi universitari in quanto la laurea in Scienze della Formazione è di recente costituzione (primo anno accademico 1999). Forse gli estensori della lettera ci accusano di non  essere state “formate da loro”? Speriamo che non siano arrivati a questo punto di autoesaltazione da modello pedagogico unico!

  1. La proprietà di linguaggio.

Scrivere in lingua italiana non ci preoccupa, compiliamo tutti gli anni numerosi incartamenti: registri, relazioni, programmazioni ecc… ed anche moduli per accertare i tirocini dei laureandi in Scienze della Formazione Primaria!

  1. Il servizio

Qui siamo al paradosso. È ben noto a tutti che c’è un enorme problema in gran parte d’Italia nel reclutare docenti, nel reperire personale e non solo nella Primaria. Però i docenti sono “adeguati” a lavorare a Tempo Determinato anche 20 anni ma sarebbero inadeguati se assunti a Tempo Indeterminato!

  1. I concorsi

Su questo aspetto ci sarebbe da aprire un intero capitolo. Sorvoliamo sugli aspetti noti e penosi delle raccomandazioni. Restiamo nel merito. Come si valuta se un candidato al concorso sia in grado di insegnare? Argomento complesso e spinoso. Di certo non può essere un modello il concorso 2012 calibrato esclusivamente su competenze informatiche. Ma, in ogni caso, chi decide che cosa deve sapere un docente, con quali capacità riesce ad interagire per mettere a disposizione le sue conoscenze, quali capacità relazionali deve possedere? Ed anche: deve rapportarsi ai modelli di competenza-competizione o a quelli di collaborazione e di team-teaching?

Non è certo questo il luogo per rispondere a tutte queste domande. Vogliamo solo sollecitare l’apertura di un confronto, anche serrato, ma serio e costruttivo, evitando la trappola della contrapposizione diplomate-laureate su cui da troppo tempo giocano coloro che nei governi degli ultimi anni hanno chiaramente dimostrato di non avere a cuore né gli interessi della scuola né i diritti di chi ci lavora.

Per questo proponiamo invece di promuovere iniziative in comune su questi temi:

  • fine delle classi “pollaio”! Max 15 alunni per classe
  • incremento classi a tempo pieno
  • ore effettive di compresenza
  • scuole sicure ed a norma
  • dotazioni informatiche e tecnologiche adeguate
  • continuità del corpo docente
  • formazione in servizio (anche attraverso l’istituzione dell’anno sabbatico)

       Diplomate Magistrali COBAS

I giorni di permesso “personali o familiari” per i docenti possono arrivare a 9

A chiarimento dei quesiti che ci giungono da docenti che non riescono a fruire dei giorni di permesso “per motivi personali o familiari” previsti dall’art. 15, comma 2, secondo periodo, del CCNL Scuola 2006/2009, precisiamo quanto segue:

  1. L’art. 1, comma 10, del nuovo CCNL Istruzione e ricerca 2016/2018 prevede che rimangano in vigore le norme non espressamente modificate e, quindi, sul tema dei permessi in questione rimanda all’art. 15, comma 2, del CCNL 2006/2009.
  2. La norma in questione prevede che “Il dipendente, inoltre, ha diritto, a domanda, nell’anno scolastico, a tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertifcazione. Per gli stessi motivi e con le stesse modalità, sono fruiti i sei giorni di ferie durante i periodi di attività didattica di cui all’art. 13, comma 9, prescindendo dalle condizioni previste in tale norma”.
  3. Il comma su riportato prevede quindi che il personale docente a tempo indeterminato può fruire, a domanda, in aggiunta ai tre giorni di permesso per motivi personali e familiari, anche dei sei giorni di ferie utilizzandoli come permessi per motivi personali e familiari e documentando anch’essi mediante autocertificazione.

Pertanto, in presenza di documentati (anche mediante autocertificazione) motivi personali o familiari il dirigente scolastico non può mettere in discussione il diritto dei docenti di utilizzare, oltre ai tre giorni previsti dall’art. 15, comma 2, del CCNL 2006/2009, anche i sei giorni previsti dall’art. 13 dello stesso contratto, sostenendo che sia necessario dimostrare l’assenza di oneri per l’amministrazione, oppure che sia necessario procurarsi dei sostituti o, addirittura, accampando un’illegittima discrezionalità sulla fruizione di questi ulteriori 6 giorni.

Recente conferma a quanto abbiamo sempre sostenuto deriva dal fatto che il MIUR ha adeguato il SIDI rendendo possibile l’inserimento del codice PE03 (assenze per motivi personali o familiari) anche per questi ulteriori 6 giorni di ferie utilizzati per motivi personali o familiari.

È consigliabile che il docente produca una semplice “comunicazione” di fruizione del permesso (non una “domanda”), eventualmente anche modificando i modelli in uso nelle scuole.

Qualunque diniego – illegittimo come su chiarito – deve comunque essere comunicato per iscritto al personale docente e debitamente motivato, ai sensi dell’art. 10-bis della Legge n. 241/1990 come novellato dall’art. 6 della Legge n. 15/2005.

CONVEGNO CESP – Palermo 13/12/2018

AVVISO DI VARIAZIONE: per motivi non dipendenti dalla nostra volontà siamo costretti ad annullare il convegno Dalla decolonizzazione alla “questione migrante” previsto in data 29 novembre c.m. presso l’I.C.S. Boccone di Palermo. Lo stesso convegno previsto in data 13 dicembre 2018 presso il L.S. Galilei a Palermo resta confermato e si svolgerà regolarmente. Invitiamo tutti/e coloro che avessero già comunicato la loro adesione al convegno annullato a voler revocare la relativa richiesta di esonero presentata nelle rispettive scuole o a modificarla, qualora se ne avesse l’intenzione e la possibilità, a favore del convegno del 12 dicembre. Ci scusiamo dell’inconveniente occorso sperando che sia possibile per tutte/i poter partecipare all’analogo convegno presso il L.S. Galilei.

Ripubblichiamo di seguito il programma del convegno.

CONVEGNO NAZIONALE DI AGGIORNAMENTO E FORMAZIONE RIVOLTO A TUTTO IL PERSONALE SCOLASTICO

Dalla decolonizzazione

alla “questione migrante”

13/12/2018 ore 8,30-14,00

LS Galileo Galilei – Via Danimarca, 54 – Palermo

PROGRAMMA DEL CONVEGNO
L’iscrizione al convegno deve essere effettuata dopo aver ottenuto dalla scuola l’esonero per la partecipazione  (modello per la richiesta di esonero PALERMO LS GALILEI 13/12/2018)

Esonero dal servizio per tutto il personale docente e Ata (art. 64 commi 4, 5 e 7 del Ccnl 2006/2009) Iscrizione gratuita – Attestato di partecipazione È obbligatorio prenotare la partecipazione al convegno compilando il modulo online all’indirizzo www.cobasscuolapalermo.com/cesp-migranti/


Programma del convegno

ore 08,30 Registrazione delle presenze

ore 09.00 Migrazioni. Un fenomeno complesso dai risvolti inumani

A cura di Domenico Guarino (Missionari Comboniani)

e Pasqua De Candia (C.I.S.S.)

ore 09.45 Diritti in fondo al mare

A cura di Fulvio Vassallo Paleologo. Avvocato e giurista,

Presidente Adif e CLEDU Clinica Legale dei Diritti Umani

ore 10:30 Migranti, lavoro e etica dell’irrilevanza

A cura di Vincenzo Guarrasi, Docente della Scuola

di Scienze Umane, Università di Palermo

ore 11:15 Pausa

ore 11,30 Voci dal territorio e pratiche di resistenza

1. Le ragioni di una scelta tra etica e diritto

A cura di Mediterranea Saving Humans

2. Emergenze e pratiche di cittadinanza attiva

A cura dello sportello Sans Papier di Arci-Palermo

ore 12:30 Lavori di gruppo per aree disciplinari

Per una progettazioni didattica critica e cosmopolita: come trasformare ogni materia in un laboratorio di cittadinanza.

A cura del CESP. Coordinano prof.ssa Giorgia Listi

e prof.ssa Leonarda Parisi, docenti del CPIA Palermo 1

ore 13.30-14.00 Restituzione lavori di gruppo, dibattito e conclusione lavori


Il CESP, Centro Studi per la Scuola Pubblica, Ente accreditato/qualificato per la formazione del personale della scuola (D.M. 25/07/2006 prot. n. 869, Circ. MIUR prot. n. 406 del 21/02/2006 e Direttiva MIUR n. 170/2016), nasce nel 1999 con l’obiettivo di sviluppare uno spazio specificamente dedicato alla riflessione culturale e didattica sulla scuola, realizzata attraverso seminari, convegni, attività di aggiornamento/formazione e pubblicazioni.

Assemblea diplomati magistrale e laureati SFP

Giovedì 22 novembre 2018 alle ore 17.30, presso la sede COBAS di piazza Unità d’Italia n.11, si terrà una assemblea aperta a tutti i diplomati magistrale e laureati in Scienza della Formazione Primaria, con il seguente ordine del giorno:

1) Situazione concorsi a cattedra ordinari e riservati (diplomati magistrali e laureati SFP) e situazione Graduatorie ad Esaurimento.

2) Ricorso al TAR del Lazio avverso al concorso a cattedra riservato 2018 (diplomati magistrali e laureati SFP) per tutti coloro che sono senza due anni di servizio nella scuola Statale.

3) Sentenza negativa del TAR del Lazio sul ricorso 2017 per l’inserimento in GaE dei diplomati magistrali, e ricorso in appello al Consiglio di Stato.

4) Seconda adunanza plenaria al Consiglio di Stato sui ricorsi per l’inserimento in GaE dei diplomati magistrali.

5) Varie ed eventuali.

All’incontro sarà presente l’avvocato.

ERRONEA NOMINA SUPPLENTI SOSTEGNO

Abbiamo ricevuto segnalazioni sull’erronea attribuzione di supplenze di sostegno al personale inserito nelle MAD – “messe a disposizione” – non provvisto di riconosciuta specializzazione, senza aver preliminarmente provveduto allo scorrimento delle “graduatorie incrociate”.

Di seguito il testo della lettera/diffida inviata al provveditorato e alle scuole della provincia

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All’USR Sicilia

Ufficio I – AT per la provincia di Palermo

ai Dirigenti scolastici

delle Istituzioni scolastiche della provincia di Palermo

LORO SEDI



prot. n. 127/n del 15 novembre 2018

OGGETTO: nomina supplenti di sostegno da “messa a disposizione” MAD

La scrivente Organizzazione Sindacale è venuta a conoscenza che, in diverse Istituzioni scolastiche della provincia di Palermo, si è proceduto alla errata individuazione e nomina di supplenti su posti di sostegno attraverso lo scorrimento delle messe a disposizione MAD di soggetti non abilitati e non specializzati o in possesso di specializzazione con corsi non riconosciuti come tali dal Ministero.

Nel ricordare che il Regolamento delle supplenze del 2007, richiamato dalla Nota MIUR prot. n. 37856/2018, indica la corretta procedura e la corretta successione delle graduatorie da utilizzare esauriti i candidati specializzati, ove si sottolinea, tra le altre cose, che possono presentare MAD coloro che non sono inseriti in alcuna graduatoria d’istituto di alcuna provincia italiana,

SI INVITA

l’USR Sicilia Ufficio I – AT per la provincia di Palermo a vigilare sulla corretta applicazione della normativa in questione

SI DIFFIDANO

i Dirigenti scolastici in indirizzo alla puntuale applicazione della su richiamata normativa e coloro che si discosteranno o che si siano già discostati dalla regolare procedura di individuazione dei supplenti su posti di sostegno, a ripristinare la corretta attribuzione delle nomine in oggetto.

Con riserva di ogni azione a tutela dei docenti interessati.