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  • GIORNALE N° 6 COBAS SCUOLA marzo/aprile 2019

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Malgrado i boicottaggi successo dello sciopero generale della scuola del 17 maggio 2019

Notevole successo dello sciopero scuola: almeno il 20% di partecipanti nelle principali città, centinaia di scuole chiuse, migliaia di docenti ed Ata in piazza a Roma, Napoli, Bologna, Palermo, Genova e Padova

Totale solidarietà a Rosa Maria Dell’Aria, che deve essere immediatamente reintegrata dal ministro Bussetti nella propria lodevole funzione didattica

 Malgrado la vergognosa ritirata di Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda che avevano accettato la “fuffa” propinatagli da Conte, malgrado il boicottaggio dell’informazione mainstream, che ha annunciato la revoca dei Cinque ma non la conferma dello sciopero da parte di Cobas, Anief e Unicobas, la giornata di oggi è stata un notevole successo per il sindacato alternativo e conflittuale e per la scuola pubblica italiana. Dai dati pervenuti finora, risulta che almeno il 20% dei docenti ed Ata ha scioperato nelle principali città, centinaia di scuole sono state completamente chiuse, mentre molte migliaia di lavoratori/trici sono scesi/e in piazza a Roma nella manifestazione nazionale, oltre che a Napoli, Bologna, Palermo, Genova e Padova. Tra gli scioperanti, vanno considerati numerosi iscritti/ ai Cinque sindacati che non hanno ottemperato al diktat delle segreterie delle loro organizzazioni e hanno protestato così anche contro la sciagurata decisione della revoca. A Roma, di fronte al Parlamento, P. Montecitorio è stata completamente stipata da docenti ed Ata venuti/e da tutta Italia (particolarmente rilevante la delegazione COBAS di Cagliari, la più numerosa di quelle extra-romane) e al microfono si sono succedute le proteste e le proposte, con oltre una trentina di interventi.

Punto centrale dei vari discorsi l’ostilità assoluta e il ripudio del Disegno di Legge del governo Lega-5Stelle sull’Autonomia differenziata, che intende dare alle regioni la competenza esclusiva in materia di Istruzione (oltre che di Sanità e altre), con una scuola che verrebbe organizzata in base alle disponibilità economiche territoriali, con uno Stato che abdicherebbe alla propria funzione, acuendo il divario economico e sociale tra Nord e Sud, tra regioni ricche e povere, emarginando i più vulnerabili e indifesi. La regionalizzazione – hanno sottolineato tutti gli interventi – disgregherebbe il carattere unitario nazionale dell’istruzione, oltre che l’unità delle norme contrattuali, creando di fatto 20 scuole diverse, non comunicanti e confliggenti, con un’ulteriore divaricazione socio-economica tra regioni. Molti interventi hanno poi rilanciato gli altri obiettivi dello sciopero: la richiesta di un rinnovo contrattuale che preveda  aumenti salariali che recuperino almeno il 20% di reddito perso negli ultimi anni; l’assunzione di tutti/e i precari/e con 36 mesi di servizio; l’aumento degli organici ATA; il NO all’Invalsi come strumento di valutazione delle scuole, dei docenti e degli studenti e il NO ai sorteggi che ridicolizzano l’Esame di Stato.

 Infine, massima solidarietà è stata espressa dalla piazza a Maria Rosa Dell’Aria, la carissima collega dell’istituto Vittorio Emanuele III di Palermo, colpita da un odioso e intollerabile provvedimento repressivo – con la sospensione dal lavoro di 15 giorni e interruzione dello stipendio – per aver svolto il suo ruolo didattico, consentendo ai propri studenti di svolgere, senza alcuna censura, una ricerca storica sulle ignobili leggi razziali mussoliniane del 1938, che prevedeva anche alcuni comprensibilissimi richiami al nostro presente. Le organizzazioni promotrici dello sciopero e della manifestazione, insieme a tutti i presenti in piazza, hanno rivolto un severo monito al ministro Bussetti affinché fin da lunedì prossimo proceda al reintegro di Maria Rosa nel suo posto di lavoro dove ha sempre svolto un’attività didattica assai apprezzata da studenti e colleghi, e accompagni questo atto con pubbliche scuse per l’insopportabile umiliazione che ha inferto alla collega, a cui non va tolto neanche un euro di uno stipendio già misero, come è quello attuale dei/delle docenti ed Ata italiani/e..

 Piero Bernocchi   portavoce nazionale COBAS

17 maggio 2019.

A PALERMO UNA PARTECIPATA E MOTIVATA MANIFESTAZIONE DEI MIGLIORI LAVORATORI DELLA SCUOLA!!

      

SOLIDARIETÀ E SOSTEGNO ALLA DOCENTE DELL’ITI VITTORIO EMANUELE III DI PALERMO COLPITA DALL’INSENSATA E REPRESSIVA SANZIONE DELL’USR SICILIA

Sconcerto e rabbia suscita il provvedimento disciplinare inflitto dall’Ufficio Scolastico Regionale ad una docente dell’ITI Vittorio Emanuele III di Palermo. Il fatto che ha determinato l’irrogazione della grave sanzione si è verificato il 27 di gennaio in seno alle attività della scuola in occasione della giornata della memoria. In quell’occasione un gruppo di studenti della professoressa Dell’Aria svolgendo il compito assegnato hanno illustrato una presentazione in cui in due slides suggerivano un accostamento tra gli effetti della promulgazione delle leggi razziali e l’emanazione del decreto sicurezza e tra la conferenza di Evian del ‘38 e il vertice di Innsbruck del 2018, la prima per decidere la ripartizioni degli ebrei in fuga dalla Germania nazista e il secondo per concordare la ripartizione in Europa dei migranti. Ebbene la prof.ssa è stata sanzionata dai solerti funzionari ministeriali con una sospensione dal servizio di 15 giorni e con una proporzionale decurtazione dello stipendio per mancato controllo sul lavoro dei suoi alunni! Ci chiediamo, dove sta il mancato controllo della docente? Forse nel fatto che questi hanno dimostrato di aver sviluppato un’acuta capacità critica e di pensiero? Forse che di questi argomenti si può discutere nell’agone della polemica politica ma che la scuola deve astenersi da qualsivoglia forma di analisi critica della realtà sociale e culturale e limitarsi a forme di addestramento al lavoro, allo sviluppo di asettiche competenze?

È proprio questo che più di tutto preoccupa, questa insensata e inammissibile voglia di imbrigliare e dirigere le forme di costruzione del sapere e della consapevolezza individuale, compiti che la scuola pubblica ha il dovere istituzionale di realizzare e che, non a caso, in altre tristi stagioni della nostra storia sono stati conculcati e repressi in ogni modo.

Attualizzando le manifestazioni più intolleranti dell’autoritarismo del periodo fascista, in cui ogni forma di dissenso e di critica veniva scientificamente e violentemente perseguitata, potremmo dire che i ripetuti episodi di sequestro di striscioni con scritte di contestazione nei confronti del ministro dell’interno, oppure la mancanza di qualsiasi forma di intervento istituzionale di condanna dei fatti di Casalbruciato, di stigmatizzazione della violenza inaudita espressa nei confronti di una donna e della sua bambina, qualche inevitabile suggestione ed inevitabile accostamento lo suggerisce anche a noi! E non pensiamo di essere tendenziosi o faziosi, pensiamo solo che la posta in gioco sia talmente alta, la difesa della libertà di espressione e della libertà tout court, che si debba manifestare un’intransigente opposizione ad ogni segnale di deriva autoritaria. Non ce lo possiamo permettere, nessuno può ripercorrere le strade che hanno portato ai periodi più bui e disperati della nostra storia.

Per questo esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla docente colpita da un così duro ed insensato provvedimento e chiediamo, nel suo interesse ma anche in quello di tutti noi e del nostro lavoro, l’immediata revoca della sanzione ed una completa riabilitazione del valore della sua attività di insegnamento.

Chiediamo invece una doverosa verifica sui procedimenti e sui parametri di valutazione, insomma sui “controlli” questi sì totalmente faziosi, che hanno portato alla determinazione di una misura così repressiva e sulla quale fin ai più alti vertici del ministero e del governo ricade una responsabilità gravissima.

IL VOLANTINO DA SCARICARE

SCIOPERO venerdì 17 maggio – piazza Politeama ore 9.30

venerdì 17 maggio 2019

SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA

PALERMO piazza Politeama ore 9.30

Mentre i Cinque si sono ritirati, i COBAS confermano lo sciopero generale della scuola

I sindacati-scuola Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda hanno accettato il NULLA propinato loro dal presidente del consiglio Conte ed hanno revocato lo sciopero indetto insieme a noi e a cui hanno aderito Anief, CUB e altri sindacati.

1. Particolarmente clamorosa è stata l’accettazione da parte dei Cinque delle promesse sul punto fondamentale dello sciopero, la regionalizzazione. Il governo ha scritto che verrà rispettata la Costituzione – e vorremmo vedere – in quanto “si impegna a salvaguardare l’unità e l’identità del sistema nazionale di istruzione garantendo lo status giuridico di tutto il personale regolato dal CCNL”. Ossia, l’ovvio, mentre le ulteriori aggiunte per “garantire la tutela dell’unitarietà degli ordinamenti statali e dei curriculi… e il sistema di reclutamento”non impegnano seriamente il governo: “unitarietà” non significa “unità” ma al massimo alcune regole comuni generali e poi differenze significative su tutto il resto. Mentre, se si è davvero contro la regionalizzazione, l’unico impegno che conta è quello di far uscire l’ISTRUZIONE dalla legge sull’autonomia differenziata.

2. NULLA è anche quanto indicato sulla vicenda contrattuale e salariale. Infatti il governo si limita ad “impegnarsi per reperire risorse in occasione della legge di bilancio 2020 per un graduale avvicinamento all’Europa”. E sapendo quanto ci aspetta nella legge di bilancio, è un impegno ridicolo non suffragato né da cifre né da dati credibili. Ancor più risibile visto che negli ultimi anni docenti ed Ata hanno perso oltre il 20% di salario reale e un investimento che dovesse anche solo riportare i salari a livello del decennio scorso esigerebbe ben altro che una frasetta, ma un impegno sostanziale dei ministri economici di cui non c’è manco l’ombra.

3. Il punto dove è dominante il NULLA riguarda la stabilizzazione dei precaripercorsi agevolati per chi ha 36 mesi di insegnamento in un futuro non meglio specificato (“il governo individuerà adeguate modalità per agevolare l’immissione in ruolo del personale docente con esperienze di servizio di almeno 36 mesi”) mentre per il qui ed ora (“transitoriamente”) si parla di concorsi “riservati selettivi”, ben sapendo che percorsi del genere “selettivi” sono già stati attivati o lo saranno comunque nei prossimi mesi.

4. NULLA al 100% anche per gli ATA, niente sulla carenza degli organici, niente sui sovraccarichi di lavoro, sugli stipendi da fame, sugli orari e sulle mansioni, ma solo promesse di ulteriore gerarchizzazione.

Insomma, appare chiaro che ai Cinque sindacati di lottare sul serio contro la regionalizzazione non è mai davvero interessato e stanno gestendo questa sceneggiata per ribadire la loro presenza nella scena nazionale, pensando magari che le elezioni europee butteranno per aria l’attuale quadro politico e la regionalizzazione verrà rimandata.

Conseguentemente, i COBAS confermano lo sciopero del 17 maggio CONTRO LA REGIONALIZZAZIONE e

PER un contratto con aumenti che recuperino almeno il potere d’acquisto perso negli ultimi anni

PER il rientro dei/lle docenti esiliati/e dalla L. 107 e l’assunzione di precari/e con 36 mesi di servizio

PER l’aumento degli organici ATA

NO all’Invalsi strumento di valutazione di scuole, docenti e studenti, e la disastrosa “didattica delle competenze”

No alla riforma dell’esame di stato che ha introdotto i sorteggi ai colloqui.

Invitiamo a scioperare con noi anche iscritti/e dei Cinque che vogliono continuare a battersi contro la regionalizzazione, per un contratto con significativi aumenti e per l’assunzione stabile dei precari.

CONVEGNO CESP PALERMO 13 maggio 2019

MODULO ONLINE DI ISCRIZIONE AL CONVEGNO

LOCANDINA DEL CONVEGNO

FAC-SIMILE PER LA RICHIESTA DI ESONERO

SCIOPERO DELLA SCUOLA 17.5 – Un appello per una manifestazione unitaria

17 maggio sciopero generale della scuola

Appello per una manifestazione nazionale unitaria a Roma

Il 15 marzo scorso, in un Appello alle altre organizzazioni sindacali affinché si giungesse in tempi ragionevolmente rapidi ad uno sciopero contro la regionalizzazione della scuola, scrivevamo: “il Disegno di Legge del governo Lega-5Stelle sull’Autonomia differenziata porta a disastroso compimento la riforma costituzionale del Titolo V del 2001 e intende dare alle regioni la competenza esclusiva su diverse materie, tra cui, oltre alla Sanità, l’Istruzione. Quest’ultima verrebbe organizzata in base alle disponibilità economiche territoriali, con uno Stato che abdicherebbe alla propria funzione istituzionale, acuendo il divario economico e sociale tra Nord e Sud, tra regioni ricche e povere, emarginando i più vulnerabili e indifesi”. Sottolineavamo come questa sciagurata prospettiva – voluta con la massima forza dalla Lega (che vuole l’autonomia finanziaria ed economica regionale come surrogato del vecchio separatismo delle origini) e subita passivamente dai 5 Stelle timorosi di perdere il potere governativo – comporterebbe un irrimediabile e definitivo dislivello tra due parti dell’Italia, rischiando di consegnare i giovani delle regioni più povere alla malavita organizzata, facendo scomparire il carattere unitario dell’istruzione, istituendo 20 scuole differenti a partire dai programmi e dal reclutamento di docenti e ATA, creando divaricazioni stipendiali tra lavoratori/trici, con gravissime conseguenze anche sull’inquadramento giuridico e posizioni rispetto al contratto nazionale. In base a tali considerazioni facevamo dunque appello affinché “in tempi rapidi tutti i sindacati della scuola, al di là delle divergenze su altri punti, ritrovino quell’unità che raggiunsero il 5 maggio del 2015 italiana … arrivando ad una grande giornata di sciopero con la partecipazione corale del personale scolastico, oltre che degli studenti, che porti in piazza il popolo della scuola pubblica per bloccare il disastroso progetto di disgregazione del sistema scolastico nazionale”.

Ebbene, salutiamo con soddisfazione che, anche grazie all’efficace lavoro unitario del Tavolo contro la regionalizzazione, l’appello è stato di fatto accolto con la convocazione da parte di Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda dello sciopero generale della scuola per il 17 maggio, a cui si è affiancata analoga convocazione per la stessa giornata da parte dei COBAS. Tale risultato positivo può e deve essere, a nostro parere, potenziato ulteriormente, raccogliendo in pieno la richiesta di unità d’azione che viene da docenti, Ata e da tutti coloro che hanno a cuore le sorti della scuola pubblica, studenti, famiglie, genitori. In tal senso facciamo un ulteriore Appello alle altre organizzazioni sindacali affinché si tenga un’unica grande manifestazione nazionale a Roma, programmata e preparata unitariamente, con pari dignità tra le organizzazioni. Pur ben consapevoli dell’impegno superiore che un appuntamento nazionale richiede rispetto ad iniziative locali, tenendo conto che saremo a dieci giorni dalle elezioni europee riteniamo che una manifestazione nazionale a ridosso dei palazzi del Potere – ove si decideranno le sorti della scuola e delle altre strutture pubbliche minacciate dalla micidiale “autonomia differenziata” – avrebbe un impatto politico e mediatico decisamente superiore ad eventuali iniziative territoriali.

Convegno: QUALI TUTELE PER I LAVORATORI E LE LAVORATRICI DELLA SCUOLA? – Palermo 17-4-2019

CESP – Centro Studi per la Scuola Pubblica

ENTE FORMATORE – Dir. MIUR n. 170/2016 viale Manzoni 55, 00185 Roma – tel. 06 70452452 fax 06 77206060 cesp@centrostudi-cesp.it Sezione regionale siciliana, piazza Unità d’Italia n. 11 – Palermo 091 349192 – 091 6258783 – cobasscuolapalermo.com/cesp-sicilia/ – sicilia.cesp@gmail.com

Attività di Formazione per il personale docente e Ata della Scuola pubblica statale di ogni ordine e grado della provincia di Palermo


QUALI TUTELE PER I LAVORATORI E LE

LAVORATRICI DELLA SCUOLA?

L’azione sindacale e giudiziaria

nei meandri di leggi e contratti

 

mercoledì 17 aprile 2019 – ore 8.30 – 14,00

I.I.S.S. “G. Damiani Almeyda – F. Crispi”

largo Mineo n. 4 (ex piazza Campolo) – PALERMO

per iscriversi al convegno: http://www.cobasscuolapalermo.com/cesp


PROGRAMMA

ore 8.30 – Registrazione delle presenze

ore 9.00/12.30 – Relazioni

LA TUTELA DEI DIRITTI INDIVIDUALI E COLLETTIVI DI DOCENTI E ATA

prof. Ferdinando Alliata, CSP Palermo

LA TUTELA GIUDIZIARIA DEL PERSONALE DOCENTE E ATA

avv. Mariachiara Garacci

LA TUTELA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA NELLE SCUOLE

prof. Giuseppe Arcidiacono, CESP Catania

ore 12.30 – Dibattito

ore 13.30 – Conclusioni

LA LOCANDINA DEL CONVEGNO

IL MODELLO PER LA RICHIESTA DI ESONERO

Iscrizione gratuita per tutto il personale docente ed ATA (anche precario) su:

http://www.cobasscuolapalermo.com/cesp

Verrà rilasciato idoneo attestato di frequenza ai sensi della normativa vigente Il personale docente e ATA fruisce dei permessi retribuiti previsti dall’art. 64 del CCNL 2006/2009


ASSEMBLEA PROVINCIALE 27.3.2019

ASSEMBLEA PROVINCIALE DELLE ISCRITTE E DEGLI ISCRITTI COBAS SCUOLA

MERCOLEDÌ 27 MARZO 2019 – ore 17.00 / 19.30

SEDE COBAS, piazza Unità d’Italia n. 11 – Palermo

Odg:

  1. Situazione politico-scolastica.
  2. Contenziosi e vertenze in corso.
  3. Elezione dei delegati per l’’Assemblea Nazionale del 6 e 7 aprile 2019 a Roma.
  4. Varie ed eventuali.