Con una recente circolare [n. 224621 del 28.9.2026] su verifiche in classe, compiti a casa e registro elettronico, il MIM fornisce anche interessanti precisazioni su una questione che sta diventando sempre più invadente nella vita scolastica, da quando le tecnologie informatiche sono entrate prepotentemente nel mondo del lavoro: il diritto a poter disporre del proprio tempo una volta terminate le lezioni o il lavoro.
In numerose Istituzioni scolastiche siciliane pare non si stiano – illegittimamente – garantendo agli studenti e alle studentesse con disabilità non «grave» [ex art. 3, comma 1, l. n. 104/1992] i servizi di assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale previsti dall’art. 13, comma 3 della l. n. 104/1992, sulla base di comunicazioni degli Enti locali competenti, che continuerebbero ad applicare l’ormai decaduta disposizione contenuta nell’art. 22 della l. r. n. 15/2004 che li limitava ai soli «soggetti con handicap grave di cui all’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104».
NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELLA SALUTE E DELLA PREVIDENZA NO AGLI ULTERIORI TAGLI ALLA SCUOLA
Docenti ed ATA a tempo indeterminato o con supplenze fino al 31 agosto o al 30 giugno dovranno decidere entro il 20 settembre 2026 se aderire o meno alla polizza sanitaria integrativa gratuita prevista dal MIM, la cui gestione è affidata a UniSalute, in coassicurazione con Poste Assicura SPA e Intesa Sanpaolo Protezione SPA. Come scrivevamo al momento della sottoscrizione del CCNI sull’assicurazione sanitaria integrativa, il MIM e le OO.SS. firmatarie hanno previsto una spesa complessiva di 320 milioni di euro dal 2026 al 2029, che vengono sottratti alla Scuola:
Dopo la condanna della dirigente dell’IC 4 di Bologna [QUI], anche il Tribunale di Caltagirone [CT] pone fine a una situazione complessa e difficile, contrassegnata da una direzione dell’Istituto allergica al dibattito e alla condivisione delle scelte. Un clima nel quale la dirigente scolastica non ha mai applicato la normativa [in particolare il d.lgs n. 165/2001] secondo la quale il dirigente deve operare «Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici».
IL TRANELLO DEL «SILENZIO-ASSENSO» PER CHI ENTRA DI RUOLO Oltre le consuete attenzioni da prestare nelle decisioni che gli Organi collegiali e la contrattazione d’istituto dovranno prendere all’inizio del nuovo anno scolastico [vedi QUI], una cattiva sorpresa attende il personale docente e ATA che entrerà in ruolo dal 1° settembre 2026. Anche per loro, infatti, come per ogni collega assunto/a con contratto a tempo indeterminato dal 1° gennaio 2019, è prevista l’adesione automatica al Fondo pensione ESPERO attraverso il meccanismo truffaldino del silenzio-assenso.
Vista l’importanza della questione, informiamo tutti/e i/le colleghi/e neoassunti/e che potrebbero esserne all’oscuro!
In attesa che si concluda – probabilmente entro la fine dell’anno – la contrattazione nazionale relativa alla parte normativa del CCNL 2025/2027, l’avvio dell’a.s. 2026/2027 continua a essere regolato dalle norme attualmente vigenti, che trovate aggiornate nel nostro Testo Integrato dei CCNL Scuola. Attenzione: nei primi giorni di settembre gli Organi collegiali devono essere convocati per deliberare su questioni cruciali per il nostro lavoro di docenti e ATA ed entro il 15 del mese deve essere avviata la contrattazione d’istituto.
Per confrontarci sui temi più urgenti abbiamo convocato venerdì 28 agosto, un’ASSEMBLEA SINDACALE onlineQUI
venerdì 28 agosto 2026 – ore 16.30/19.00 ASSEMBLEA SINDACALE online PER L’INIZIO DELL’A.S. 2026/2027
Nei primi giorni di settembre saranno convocati gli Organicollegiali per deliberare su questioni cruciali per il nostro lavoro di docenti e ATA ed entro il 15 del mese sarà avviata la contrattazioned’istituto. Per confrontarci sui temi più urgenti abbiamo convocato un’ASSEMBLEA SINDACALE online per discutere il seguente odg:
Lo scorso 6 agosto è stato definitivamente sottoscritto il CCNL dei dirigenti dell’Area Istruzione e Ricerca 2022-2024. Insieme ad alcuni miglioramenti che riguardano la mobilità interregionale, le sanzioni disciplinari, il periodo di prova, la fruizione di ferie e permessi per lutto, è previsto un aumento di 320 euro lordi mensili, con arretrati che ammontano a 6.337,82 euro, per i ds in servizio al 31.12.2023. Arretrati che sommandosi a quelli relativi al CCNI 2020-2023 e al CCNI 2024-2025 dovrebbero avvicinarsi – secondo le stime dell’ANP – alla cospicua cifra di 14.000 euro lordi.