CCNL 2025/2027: AUMENTI COL CONTAGOCCE

Dopo la certificazione della Corte dei Conti, il 1° luglio è stato sottoscritto definitivamente dall’ARaN e da tutte le organizzazioni sindacali concertative il CCNL sui principali aspetti del trattamento economico del personale del Comparto ISTRUZIONE E RICERCA – Triennio 2025-2027. Il MIM sostiene che si tratta di un «risultato straordinario» e – insieme all’ARaN – conferma che gli aumenti medi lordi complessivi a regime [cioè solo dopo il 1° gennaio 2027] saranno di 143€ per il personale docente e 107€ per il personale ATA, con arretrati che dovrebbero arrivare ad agosto, mediamente 855€ e 633€ rispettivamente.

Come scrivevamo al momento della sottoscrizione dell’ipotesi contrattuale, gli aumenti saranno distributi col contagocce con tre diverse decorrenze: 1° gennaio 2025, 1° gennaio 2026 e finalmente 1° gennaio 2027 [QUI le tabelle]. Vediamo nel dettaglio cosa è previsto:

  • l’art. 4 del CCNL prevede aumenti complessivi «tabellari» pari al 5,9% che dovrebbero coprire il tasso di inflazione stimato dall’ISTAT per il triennio 2025-2027. Una previsione che rischia di rimanere ben al di sotto della perdita del potere d’acquisto delle nostre retribuzioni anche in questo triennio, visto che la media dell’inflazione misurata dall’IPCA per il 2025 è dell’1,9%, con un aumento del 16,2% per i beni energetici regolamentati e del 3,4% per i beni alimentari non lavorati. Con un’ulteriore variazione tendenziale IPCA per il 2026 del +2,9%, mentre per il 2027 è già previsto un aumento del 2,6%;
  • gli aumenti medi annunciati si raggiungeranno solo nel 2027, ma solo per collaboratori scolastici con oltre 28 anni di anzianità, assistenti amministrativi e tecnici in fascia 15-20 e docenti di elementare e media con almeno 20 anni di lavoro sulle spalle. Senza dimenticare che da questi “aumenti” andrà sottratta l’indennità di vacanza contrattuale – IVC attualmente percepita;
  • l’art. 6 prevede miserevoli “aumenti” delle «indennità fisse», [da 5.80€ a 7.10€ per la CIA e da 5.30€ a 8.30€ mensili lordi per l’RPD], solo a partire dal 1° gennaio 2027, che quindi non produrranno neanche un centesimo di arretrato!
  • infine, l’art. 7 prevede, sempre a gennaio 2027 e solo per il personale ATA in servizio nel corrente a.s. 2025/2026, il pagamento una tantum di 110€ lordi, raggranellati dai risparmi dei precedenti contratti.

Contratti del genere mantengono le retribuzioni del personale scolastico ben distanti dal potere di acquisto che avevamo qualche decennio fa [vedi tabella iniziale].
In questa situazione, bisogna anche aggiungere che la riduzione delle aliquote IRPEF, dal 1990 [7 aliquote, dal 10 al 50%] a oggi [solo 3 aliquote, dal 23 al 43%], ha favorito solo i redditi più alti.
Docenti e ATA continuano a perdere decine di punti percentuali di potere d’acquisto, mentre è “premiato” il dirigente, figura a cui è stato attribuito il compito di garantire la trasformazione della Scuola da istituzione pubblica a soggetto para-imprenditoriale. L’Italia rimane il paese in cui il personale scolastico percepisce le retribuzioni più basse mentre i dirigenti hanno le più alte, come già rilevato da Euridyce nel 2025. E anche questi “aumenti” lasceranno lontani gli stipendi italiani dalle retribuzioni medie dei paesi dell’OCSE [nel 2024 +23,4%] e del G7 [+32,7%], a cui ci vantiamo di appartenere.

È evidente che i nostri governi attribuiscono uno scarso valore alla Scuola pubblica e a chi ci lavora [mentre continuano a foraggiare la scuola privata], ma fintantoché colleghe e colleghi, docenti e ATA, personale di ruolo e supplente continueranno a lasciare la propria rappresentanza a coloro che sottoscrivono questi contratti e non decideranno finalmente di opporsi a queste politiche economiche che fanno cassa sulla pelle di chi lavora, sarà ben difficile che la situazione possa cambiare.

Per quanto ci riguarda continueremo a lottare per condizioni di lavoro più rispettose e per retribuzioni adeguate, consapevoli che la qualità dell’istruzione dipende anche dal riconoscimento economico di chi quotidianamente costruisce il sapere e le relazioni dentro le nostre scuole.

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