NO ALLA MILITARIZZAZIONE DELLA FESTA DELLA REPUBBLICA

O S S E R V A T O R I O C O N T R O
L A M I L I T A R I Z Z A Z I O N E D E L L E S C U O L E

Ai Dirigenti Scolastici

Ai Presidenti dei Consigli di Istituto

Ai docenti e ai genitori

Agli studenti e alle studentesse

In occasione della festa della Repubblica il prossimo 2 giugno, il Dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali del MIM con circolare del 4/5/2023 prot. n. 699 ha invitato i Dirigenti Scolastici delle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione a inoltrare la propria candidatura per partecipare alla rivista militare in via dei Fori Imperiali a Roma. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole, presentato a Roma il 9 marzo 2023 nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Montecitorio, sta già da tempo monitorando i rapporti, sempre più stretti, che si stabiliscono tra forze armate e scuole denunciandone l’assoluta incompatibilità. Chiediamo con forza che le scuole intenzionate a partecipare alla rivista militare del 2 giugno a Roma ritirino, o non inoltrino, la propria candidatura: il 2 giugno deve rimanere la festa della Repubblica democratica antifascista che ripudia la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti internazionali.

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Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole

Un 5 maggio davvero strano quello appena trascorso a Palermo; in una piazza i Cobas Scuola in sciopero, manifestano contro l’ennesimo attacco alla scuola pubblica e contro qualsiasi forma di autonomia differenziata; in un’altra piazza le forze armate si mettono in bella mostra per reclutare giovani e studenti.

“Sogna cresci realizza” questo è lo slogan di una mostra statica e dimostrativa di mezzi, equipaggiamenti e dispositivi promozionali allestita dall’Esercito in piazza il 5 maggio a Palermo.
Il volantino distribuito recita “percorso guidato per l’arruolamento” invita i giovani ad intraprendere un percorso di futuro garantito in un territorio, la Sicilia, dove il tasso di abbandono scolastico nel gennaio 2023 si è attestato al 21,2 % e la disoccupazione giovanile al 22,9% con punte che sfiorano il 30 per cento e aumentano i NEET.
Accanto a strumentazioni, paracaduti e mezzi blindati, su un grande tappeto giallo e blu si esibivano uomini e donne dell’esercito simulando combattimenti di arti marziali.
A guardarli con curiosità una classe di scuola primaria, forse appena uscita dal teatro Massimo, dove si svolgeva uno spettacolo/conferenza dal titolo “L’inno svelato” a cui hanno partecipato circa mille ragazzi delle scuole palermitane.
La piéce, portata in scena nell’ambito delle celebrazioni del 162° anniversario dell’Esercito Italiano, è stata realizzata in collaborazione con il Comando Militare Esercito Sicilia e l’Ufficio Scolastico Regionale; a fine spettacolo è stato conferito un premio agli elaborati vincitori del XXVII Concorso Nazionale “TRICOLORE VIVO” e sulla scalinata del teatro Massimo si è esibita la fanfara del 6° Reggimento Bersaglieri.
Non avendo assistito allo spettacolo, possiamo solo immaginare le finalità propagandistiche di questo tipo di evento, l’esaltazione del tricolore, della patria, in perfetta sintonia con quanto avveniva fuori sul tappeto cioè la rappresentazione del compito dell’esercito di protezione e sicurezza che troppo spesso fa dimenticare il vero scopo delle forze armate quello di partecipare a missioni di guerra fornendo truppe, intelligence, e tecnologia sui campi di battaglia.

Purtroppo per le scuole palermitane l’esposizione degli alunni, di tutte le età, a strumenti e dispositivi militari, le visite alle caserme e alle basi militari sono ormai molto frequenti, anche a seguito della sottoscrizione di protocolli tra il Comando militare dell’esercito in Sicilia e l’Ufficio Scolastico Regionale il quale non ritiene necessario aprire una riflessione sull’argomento, in quanto sono i dirigenti scolastici, nella loro autonomia, ad aderire alle attività proposte dall’esercito.
La campagna per il reclutamento condotta dall’esercito diventa sempre più invasiva, l’orientamento svolto a “Orienta Sicilia”, le attività di PCTO svolte in caserma; ma anche incontri con i Bersaglieri all’IC De Amicis- Da Vinci o l’alzabandiera svolto all’ I.C. Capuana per sancire ufficialmente, l’avvio dell’anno scolastico “a sottolineare la sinergia tra scuola e Forze armate, l’una tesa a garantire agli studenti una didattica di pregio, l’altra pronta a trasmettere gli ideali di pace e libertà, fondamentali per saper affrontare le sfide future”, spiega l’Esercito. (Source: Adnkronos).
Questo crescente protagonismo militare nelle scuole è possibile a causa dell’emanazione di circolari di dirigenti poco rispettosi degli organi collegiali e troppo disponibili ad assecondare interessi e sensibilità esterne che nulla hanno a vedere con il ruolo della scuola, luogo di formazione e crescita delle persone, laboratorio di relazioni di cui l’educazione alla pace è sfondo permanente; questo è il ruolo affidato dalla Costituzione alla scuola.

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Metodologia “debate” per il 25 aprile!

Metodologia “debate” per il 25 aprile!

Come è possibile che una scuola non si ponga il problema di come una propria iniziativa didattica si inserisca nel contesto storico-politico nel quale viene immessa?
E’ questa la domanda drammatica ed è questo ciò che è successo al Liceo di Aulla, in una scuola che ha fatto dell’adesione alla metodologia didattica del “debate” uno dei suoi cavalli di battaglia: due squadre di ragazzi devono discutere (indipendentemente dal loro personale pensiero) di una problematica data e vince la squadra che saprà argomentare meglio, seguendo alcune regole che vengono insegnate agli studenti.

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Cultura militare sempre più diffusa nelle scuole di ogni ordine e grado, segnalazioni da tutta Italia su incontri ed eventi conoscitivi

L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole, promosso anche dai Cobas Scuola e dal CESP e presentato a Roma il 9 marzo scorso presso la sala stampa della Camera dei Deputati, continua nella sua attività di monitoraggio dei rapporti, sempre più stretti, tra forze armate e scuole di ogni ordine e grado, denunciandone l’assoluta incompatibilità.

A questo proposito l’Osservatorio in occasione del centenario dell’Aeronautica Militare, che sarà celebrato il 28 marzo prossimo, chiede con forza che le tante scuole purtroppo coinvolte nei festeggiamenti ritirino la loro partecipazione e che le famiglie e i docenti sensibili all’educazione alla pace prendano una netta posizione in tal senso, risparmiando ai loro studenti e studentesse, bambine e bambini una giornata che metterebbe in secondo piano quanto di buono quotidianamente viene portato avanti all’interno delle aule scolastiche

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PRESENTAZIONE DELL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole

Giovedì 9 marzo alle ore 12.00 presso la Sala stampa di Montecitorio
conferenza stampa per il lancio dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole.

Nei mesi scorsi si è costituito in Italia l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole, in seguito al quale è nato un appello i cui firmatari/e si prefiggono una decisa e costante attività di denuncia di quel processo di militarizzazione delle nostre istituzioni scolastiche già in atto da troppo tempo nel nostro Paese.

Le scuole stanno sempre più diventando terreno di conquista di una ideologia bellicista e di un controllo securitario che si fa spazio attraverso l’intervento diretto delle forze armate (in particolare italiane e statunitensi) declinato in una miriade di iniziative tese a promuovere la carriera militare in Italia e all’estero, e a presentare le forze armate e le forze di sicurezza come risolutive di problematiche che pertengono alla società civile.

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NO AL PCTO NELLA BASE MILITARE DI SIGONELLA

PER UNA CULTURA DI PACE FUORI LA SCUOLA DALLE CASERME
NO AL PCTO NELLA BASE MILITARE DI SIGONELLA

Invece di aprire una riflessione sull’utilità educativa e didattica dei Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (ex Alternanza Scuola-Lavoro), sulla mancanza di sicurezza, tragicamente dimostrata da una lunga catena di incidenti, morti e feriti, su un’istruzione che dovrebbe essere finalizzata alla formazione di cittadini e non esclusivamente di lavoratori, Ministero e scuole vanno avanti come se non fosse accaduto nulla.

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Solidarietà a Antonio Mazzeo

Totale solidarietà dei COBAS Scuola ad Antonio Mazzeo

Antonio Mazzeo, docente e peace researcher, da sempre impegnato, personalmente e professionalmente, sui temi della pace, da anni osserva e denuncia l’invasività delle forze armate non solo per esercitazioni e installazioni militari, ma anche per l’autopromozione che svolgono all’interno delle nostre scuole pubbliche. Oggi è sottoposto a processo, per “diffamazione a mezzo stampa”, in qualità di autore dell’articolo pubblicato il 21 ottobre 2020 su alcune testate giornalistiche, dal titolo “A Messina Sindaco e Prefetto inviano l’esercito nelle scuole elementari e medie con il plauso dei Presidi”.

In effetti, Antonio Mazzeo aveva criticato la preside di un istituto comprensivo di Messina che, obbedendo a discutibili disposizioni anti-assembramento emanate da sindaco e prefetto in fase covid 19 – siamo all’ottobre 2020 – consentiva il posizionamento di militari della Brigata Aosta davanti all’ingresso della scuola primaria, con lo spavento dei bambini e le proteste dei genitori. Il quasi unanime sconcerto per i presìdi armati dell’Esercito in una scuola primaria convinse Prefettura e Comune di Messina a revocare d’urgenza il (presunto) ordine di invio e utilizzo dei militari a fini anti-assembramento. Così il giorno successivo, 22 ottobre, nella scuola di Paradiso si presentarono solo due vigili urbani, in moto e disarmati.

Nonostante tutto, la DS dell’istituto dichiarò alla stampa di condividere l’operato dei militari e la legittimità del provvedimento di “ordine pubblico”, ritenendo lesive della sua dignità le seguenti affermazioni di Antonio Mazzeo secondo cui la DS: “oltre a essere evidentemente anni luce distante dai modelli pedagogici e formativi che dovrebbero fare da fondamento della Scuola della Costituzione repubblicana (il ripudio della guerra e l’uso illegittimo della forza; l’insostituibilità della figura dell’insegnante e l’educare e il non reprimere, ecc.), si mostra ciecamente obbediente all’ennesimo Patto per la Sicurezza Urbana, del tutto arbitrario ed autoritario e che certamente non può e né deve bypassare i compiti e le responsabilità del personale docente in quella che è la promozione e gestione delle relazioni con i minori”.

Noi non solo esprimiamo totale solidarietà ad Antonio Mazzeo, ma lo ringraziamo per la difesa della scuola della Costituzione, soprattutto oggi dopo le gravi dichiarazioni del Presidente del Senato, promotore della cosiddetta “mini naja volontaria”, che prevede per i giovani una serie di incentivi come crediti per la carriera scolastica e per i concorsi pubblici. Ribadiamo, infine, che voci come quella di Antonio non potranno essere imbavagliate perché stanno a difesa della società civile e di quella parte di essa, gli studenti, che ha pieno diritto di svilupparsi libera dalla presenza militare.

Esecutivo nazionale COBAS Scuola

CONVEGNO CESP – PALERMO 27/10/2022

CONVEGNO NAZIONALE DI FORMAZIONE RIVOLTO AL PERSONALE SCOLASTICO E A CHI HA CUORE LE SORTI DELLA SCUOLA PUBBLICA

La scuola: laboratorio di pace.

Gestire i conflitti. Prevenire la Guerra

giovedì 27 ottobre 2022 ore 8.30 – 13.15 e 14.30 -17.00

IPSSAR “Paolo Borsellino” plesso di via Nicolò Spedalieri 50, Palermo

Per partecipare al convegno è necessario iscriversi alla pagina web

https://cobasscuolapalermo.com/iscrizione-convegno-cesp-palermo-27-ottobre-2022/

Sarà spedito attestato di partecipazione agli indirizzi mail dei presenti.

PROGRAMMA DEL CONVEGNO

8,30 ACCOGLIENZA E REGISTRAZIONE PARTECIPANTI

Introduce e coordina: Carmelo Lucchesi Cesp Sicilia

9,00 RELAZIONI

Angelo D’Orsi Docente Università di Torino

Dopo l’89: dinamiche geopolitiche e conflitti bellici

Antonio Mazzeo Docente, Peace researcher

Scuola e Ricerca: la retorica della pace e la presenza dei militari

10,40 PAUSA CAFFÈ

11,00 RELAZIONI

Giorgio Caruso Studente scuola secondaria di II grado , Palermo

Il PCTO nelle caserme

Giovanni Di Benedetto Docente Liceo Classico “V. Emanuele II” Palermo

Scuola, democrazia, cultura di pace

Carmelo Lucchesi Cesp Sicilia

Proposte per una didattica per la pace

12,15 INTERVENTI DEI PARTECIPANTI, EVENTUALI RISPOSTE DEI RELATORI

13,15 PRANZO PRESSO LA STESSA SEDE DEL CONVEGNO

14,30 GRUPPI DI LAVORO VOLTI ALL’ELABORAZIONE DI PERCORSI SCOLASTICI DI EDUCAZIONE ALLA PACE. COORDINANO:

• DAVIDE SCHIRÒ PER SCUOLA DELL’INFANZIA E PRIMARIA

• FAUSTA FERRUZZA PER SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

• FINELLA GIORDANO PER SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO

• GIUSEPPE ALBANESE PER CPIA

16,30 RESTITUZIONE IN PLENARIA DEL LAVORO DEI GRUPPI.

17,00 CONCLUSIONE DEI LAVORI

LA LOCANDINA DEL CONVEGNO

IL MODELLO PER LA RICHIESTA DI ESONERO

Il CESP è Ente accreditato per la formazione/aggiornamento del personale della scuola (DM 25/7/2006 prot. 869 e Circ. MIUR prot. 406 del 21/2/2006). Esonero dal servizio per tutto il personale docente e Ata (art. 64 commi 4, 5 e 7 del Ccnl 2006/2009).

Convegno CESP “UCRAINA: LA SCUOLA SI INTERROGA”

5 MAGGIO 2022 ORE 8.15-13.30

Napoli ex Asilo Filangieri, vico G.Maffei 4

(chi non risiede a Napoli potrà collegarsi online)

ore 8.15accoglienza dei partecipanti
ore 8.45introduce e coordina Ludovico Chianese (docente, CESP)
ore 9.00ANGELO D’ORSI (storico, Università di Torino)

Ucraina, passato e presente di una terra di confine
ore 9.40MANLIO DINUCCI (giornalista, geografo)

Dopo la caduta del Muro: nuovi equilibri internazionali

Pausa
ore 10.30ANTONIO MAZZEO (docente, peace researcher) Scuola e Ricerca: la retorica della pace e lapresenza dei militari
ore 11.00VALERIA PINTO (filosofa, Università di Napoli) La cultura in divisa?

Pausa
ore 11.45UMBERTO DE GIOVANNANGELI (giornalistade “Il Riformista”) L’informazione e la comunicazione in tempo di guerra
ore 12.15PADRE ALEX ZANOTELLI (Padre Comboniano) La pace: unica alternativa

DIBATTITO

Programma e modello richiesta esonero del servizio

Contro le guerre e contro il PCTO, soprattutto se svolto in caserma

Il 29.12.2021 è stato firmato un Protocollo d’Intesa tra il Comando Militare dell’Esercito e dall’Ufficio Scolastico Regionale della Sicilia, che prevede la possibilità di effetuare PCTO in 7 caserme dell’Esercito.

Contro detto protocollo si è costituito un Coordinamento Regionale che ha varato diverse iniziative per ostacolare l’applicazione del protocollo e per richiedere l’abolizione del PCTO:

– manifestazioni di piazza;

– un convegno di aggiornamento rivolto ai lavoratori/trici della scuola che si terrà a Palermo l’8 aprile pv, in presenza e online, di cui daremo ulteriori dettagli per parteciparvi;

– una raccolta firme;

 – un presidio per l’8 aprile pv davanti all’USR Sicilia, nel corso del quale saranno consegnate  le firme raccolte.

Si possono scaricare il testo dell’appello firmato dalle organizzaioni promotrici (tra cui i Cobas) contenente le nostre valutazioni sul PCTO e sul PCTO in caserma, le nostre richiese all’USR e la tabella per raccogliere le firme di chi a scuola studia e lavora ma anche di altri cittadini che condividono il documento.

Se condividi le iniziative che proponiamo, ti invitiamo a

– diffondere tra i tuoi contatti quest’iniziativa;

– stampare l’appello e la tabella di raccolta firme, raccogliere firme tra studenti, genitori, lavoratori/trici di scuola tua, scansionare i fogli con le firme raccolte e spedire i file al nostro indirizzo di posta cobasscuolapa@fastwebnet.it oppure consegnarli alle sedi cobas scuola di Palermo e Catania;

– partecipare alle altre iniziative citate.