PROPOSTE PER IL REDDITO ASSISTENTI DISABILITÀ

SCUOLE CHIUSE. QUALE REDDITO PER GLI ASSISTENTI AI DISABILI?

Dall’inizio di questa crisi sosteniamo che le conseguenze dell’attuale pandemia non devono colpire quei lavoratori che dispongono di minori tutele e il cui reddito è, purtroppo, indissolubilmente legato all’erogazione delle prestazioni. Fra questi ultimi va collocato il personale attualmente impiegato, con qualunque tipo di rapporto lavorativo, autonomo, atipico o dipendente, nelle attività di assistenza alla disabilità nelle istituzioni scolastiche e nelle attività di didattica integrativa domiciliare.

Il Coordinamento regionale siciliano ASACOM Cobas ha, perciò, proposto un insieme di emendamenti al d.l. 17 marzo 2020, n. 18, con l’obiettivo di evitare il licenziamento o la sospensione del lavoro anche per questi lavoratori, che nell’attuale formulazione del predetto articolo non vengono menzionati.

Il presupposto è quello che anche per questa categoria di lavoratori vanno riconosciute le ore lavorative non espletate o non espletabili per causa di forza maggiore, dipendente dalla sospensione delle attività didattiche “in presenza”, disposta con i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri adottati ai sensi dell’art. 3, comma 1, del d.l. n. 6/2020.

In particolare, tenendo conto della specificità di queste figure, va, infatti, ricordato che non sempre è possibile inserirsi all’interno della cosiddetta Didattica a Distanza, né il lavoro di mattina a scuola può essere sostituito dalla “attività domiciliare”, sia perché non prevista, sia perché accentuerebbe il rischio di contagio.

Oltre agli emendamenti, si propone di inserire una nuova norma che riguardi specificamente l’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con handicap fisici o sensoriali. Tale norma dovrebbe prevedere, fra l’altro, che durante la sospensione dell’attività didattica “in presenza” le pubbliche amministrazioni siano autorizzate al pagamento del personale e delle cooperative che gestiscono tutti i servizi, inclusa l’assistenza igienico-personale, per il periodo della sospensione, sulla base di quanto iscritto nel bilancio preventivo.

Il Coordinamento regionale siciliano ASACOM Cobas, pur nella complessa situazione attuale, manterrà forte e coerente la mobilitazione per raggiungere questi obiettivi e impedire che a un’intera categoria di lavoratori vengano negati salario e diritti.

SCUOLE CHIUSE. RESTI A CASA ANCHE IL PERSONALE ATA

Visto che ci arrivano molte segnalazioni da scuole che non hanno ancora deciso la chiusura per limitare il diffondersi del coronavirus, abbiamo inviato questa comunicazione per sollecitare gli organi competenti alla verifica dell’opportunità di queste scelte.

  • * * *

All’Assessore all’Istruzione e Formazione Professionale della Sicilia

Al Direttore dell’USR della Sicilia

Ai Dirigenti degli Ambiti Territoriali della Sicilia

Ai Prefetti delle provincie della Sicilia

Agli uffici di Prevenzione e Protezione delle AASSLL della Sicilia

e p.c. ai/alle DS degli Istituti Scolastici della Sicilia

LORO SEDI

 

Oggetto: Emergenza epidemiologica da COVID-19 e organizzazione del servizio del personale ATA nelle Istituzioni scolastiche della Sicilia

La scrivente O.S. Cobas Comitati di Base della Scuola, Coordinamento Regionale Siciliano, venuta a conoscenza del fatto che in alcune scuole si è disposta l’organizzazione del servizio ridotto che prevede la presenza a scuola del personale ATA:

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400;

Vista la delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, con la quale è stato dichiarato, per sei mesi, lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili;

Visto il decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante «Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19» e, in particolare, l’articolo 3;

Visti i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri del 23 febbraio 2020, del 25 febbraio 2020, del 1° marzo 2020, del 4 marzo 2020, dell’8 marzo 2020 e del 9 marzo 2020;

Considerato che l’Organizzazione mondiale della sanità il 30 gennaio 2020 ha dichiarato l’epidemia da COVID-19 un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale;

Considerati l’evolversi della situazione epidemiologica, il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia e l’incremento dei casi sul territorio nazionale;

Viste le misure adottate dal Governo sull’intero territorio nazionale, in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19;

Vista la sospensione delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado;

Vista le Note MIUR del 6, 8 e 10 marzo;

Visto l’articolo 87 del decreto Cura Italia Decreto-Legge 17 marzo 2020, n. 18

chiede ai responsabili delle Istituzioni in intestazione

se le attuali disposizioni degli Istituti Scolastici che hanno previsto la riduzione del servizio con presenza a scuola del personale ATA siano conformi ai provvedimenti normativi emananti in questa fase di emergenza finalizzati al contenimento del coronavirus;

se le attività programmate, predisposte dalla dirigenza scolastica siano indifferibili, se sia effettivamente indispensabile, necessaria, anche in ragione della gestione dell’emergenza, garantire la presenza dei dipendenti come individuati nelle Istituzioni scolastiche;

se si poteva garantire lo svolgimento della detta prestazione tramite il lavoro agile di cui alla legge 22 maggio 2017, n. 81 come richiamato dal decreto Cura Italia Decreto-Legge 17 marzo 2020, n. 18;

di verificare in che modalità vengono garantite le più idonee misure di sicurezza finalizzate a salvaguardare l’integrità psicofisica dei dipendenti.

COVID-19. UTILIZZAZIONE PERSONALE DOCENTE E ATA. Aggiornamenti

Alla Direzione Generale dell’U.S.R. per la Sicilia

Ai Dirigenti scolastici

e a tutto il personale docente e ATA

delle Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado della Sicilia

LORO SEDI

Oggetto: emergenza COVID-19. UTILIZZAZIONE PERSONALE DOCENTE E ATA. Note MIUR nn. 278, 279 e 323

La scrivente O.S., alla luce del recente d.P.C.M. del 9/3/2020, che ha esteso all’intero territorio nazionale le misure previste dall’art. 1 del precedente d.P.C.M. dell’8/3/2020, e delle conseguenti Note MIUR nn. 278, 279 e 323/2020, ritiene opportuno integrare le proprie precedenti comunicazioni (prot. 85, 86 e 90/2020) con le seguenti osservazioni riepilogative, al fine di evitare contenziosi e ridurre l’indesiderato effetto di amplificazione dell’ansia e dell’incertezza che l’emergenza COVID-19 rischia di produrre.

Innanzitutto, condividendo “l’obiettivo di limitare allo stretto necessario lo spostamento delle persone al fine di contenere la diffusione dell’epidemia” (Nota MIUR n. 323/2020), continuiamo a ribadire che l’utilizzazione del personale docente e ATA non può che avvenire in applicazione delle “norme di legge e di contratto vigenti in materia di impiego del personale suddetto in regime di sospensione delle attività didattiche” (Chiarimenti dell’USR Sicilia – Ufficio I AT provincia di Palermo del 27/2/2020) e assicurando le necessarie misure precauzionali (ad es. “accurata pulizia e disinfezione delle superfici e ambienti” e “un adeguato distanziamento”, punti 5 e 8 Dir. D.F.P. n. 1/2020), per cui:

– il personale docente non ha nessun obbligo di presenza, a meno di eventuali, già programmate, attività collegiali deliberate dal piano delle attività e “non improcrastinabili” (Nota MIUR n. 278/2020), mentre non ne possono essere convocate nuove “fino al 3 aprile 2020” (Nota MIUR n. 279/2020);

– per il personale ATA deve essere prevista “una organizzazione attenta a garantire l’attività essenziale, adottando in proposito ogni forma di flessibilità” e concedendo “il lavoro agile al personale ATA che dovesse farne richiesta” (Nota MIUR n. 278/2020) e, “in analogia, ai docenti utilizzati nelle mansioni del personale amministrativo perché inidonei all’insegnamento” (Nota MIUR n. 323/2020);

– tutto il personale docente e ATA, qualora la propria prestazione lavorativa risulti temporaneamente impossibile, non può essere considerato “responsabile del ritardo nell’adempimento” (art. 1256, comma 2, Cod. Civ.).

Tutto ciò premesso, ricordiamo che le Note MIUR n. 278 e 323/2020 prevedono il coinvolgimento della RSU e del/la Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza – RLS nell’adozione delle “misure più idonee in relazione alle specifiche caratteristiche della struttura e alla necessità di contemperare tutela della salute con le esigenze di funzionamento del servizio” per quanto concerne l’attività amministrativa e l’organizzazione delle attività funzionali all’insegnamento.

Inoltre, per quanto riguarda l’attivazione di modalità di didattica a distanza, l’art. 2, comma 1, lett. m) del d.P.C.M. 8/3/2020, prevede che: “i dirigenti scolastici attivano, per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle scuole, modalità di didattica a distanza avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità”.

Come è noto, tutta la normativa vigente, dal d.lgs. n. 165/2001 alla legge n. 107/2015, prevede che i poteri del/la dirigente scolastico/a sono esercitati nel rispetto delle competenze degli organi collegiali, e che – per quanto riguarda la didattica – il collegio dei docenti ha “potere deliberante in materia di funzionamento didattico del circolo o dell’istituto… Esso esercita tale potere nel rispetto della libertà di insegnamento garantita a ciascun docente” (art. 7, comma 2, lett. a, d.P.R. n. 297/1994).

Il d.l. n. 6/2020, da cui discende anche il d.P.C.M. 8/3/2020, non prevede alcuna deroga a queste norme. Per cui è legittimo che il/la dirigente promuova e coordini le attività didattiche a distanza, ma non che imponga di svolgere tali attività come se fosse un obbligo di servizio. Infatti, la libertà di insegnamento, costituzionalmente garantita, non è cancellata e il CCNL non prevede in alcun modo la didattica online all’interno degli obblighi professionali. È opportuno ricordare anche che ogni atto valutativo da parte dei/lle docenti durante il periodo di sospensione delle attività didattiche si espone a forti dubbi di legittimità.

In conclusione, con la presente invitiamo i/le dirigenti scolastici/che, nel rispetto delle norme di precauzione e di tutela della salute del personale, a coinvolgere RLS e RSU prima di adottare qualunque decisione e – comunque – a:

– non mettere in atto procedure illegittime di convocazione del personale docente a scuola e di svolgimento del collegio dei docenti né riorganizzare le attività funzionali all’insegnamento (Nota MIUR n. 279/2020);

– non imporre al personale docente l’utilizzo di forme specifiche ed obbligatorie di didattica a distanza, strumento che deve essere lasciato nei modi, tempi e contenuti alla valutazione dei/lle singoli/e docenti, nel rispetto del CCNL e della libertà di insegnamento;

– concordare eventuali forme di flessibilità oraria e concedere modalità di “lavoro agile” al personale ATA e ai docenti “inidonei” che ne facessero richiesta, limitando “il servizio alle sole ulteriori prestazioni necessarie non correlate alla presenza di allievi, attivando i contingenti minimi stabiliti nei contratti integrativi di istituto ai sensi della legge 146/90” (Nota MIUR n. 279/2020). In quest’ultimo caso, il personale coinvolto nella turnazione non dovrà recuperare in alcun modo l’orario di servizio non prestato e non dovrà presentare alcuna richiesta di recuperi compensativi o ferie, ad esclusione di quelle eventualmente non godute nel precedente a.s. 2018/2019 (Nota MIUR n. 323/2020).

AMMORTIZZATORI SOCIALI PER GLI ASSISTENTI SCOLASTICI ASACOM PER LE ORE NON ESPLETATE

URGENTE
AGGIORNAMENTO PER GLI ASSISTENTI SCOLASTICI SUL MANCATO PAGAMENTO DELLE ORE NON ESPLETATE A SEGUITO DELLA SOSPENSIONE DELLE ATTIVITA’ DIDATTICHE CAUSA CORONAVIRUS

Abbiamo ricevuto in giornata la rassicurazione da parte del Sottosegretario del Ministero del lavoro e delle politiche sociali Sen. Steni Di Piazza che il Governo sta lavorando per inserire, in un prossimo Decreto, la possibilità di poter usufruire degli ammortizzatori sociali da parte degli Assistenti scolastici in tutta Italia (autonomia, comunicazione e igienico-personali).
In questo momento in cui il Ministero si trova ad operare senza sosta per affrontare le innumerevoli crisi aperte dall’emergenza Coronavirus e non avendo altri dettagli utili sul provvedimento, invitiamo tutti i soggetti interessati (Assistenti ed Enti locali) a proseguire lungo le direttive già emanate dalla Regione Siciliana oppure ricevute dalla Committenza/Cooperative in attesa di conoscere in dettaglio il provvedimento.
Sempre convinti che la più inclusiva risoluzione di questo stato oneroso sia il pagamento delle ore non espletate causa forza maggiore e che si debba tenere conto sia del lavoro subordinato che di quello autonomo, rimarremo vigili e continueremo a lavorare per assicurare dignità professionale alla categoria.
Ringraziamo il Sen. Steni Di Piazza per la grande sensibilità dimostrata per la nostra categoria e il Prof. Leonardo Alagna (Vice Presidente nazionale First) per l’impegno profuso in questi giorni.

Cobas LP ASACOM Palermo

CHIUSURA SCUOLE E RETRIBUZIONE ASSISTENTI AI DISABILI

Al Presidente della Regione Siciliana

Al Sindaco della Città Metropolitana di Palermo

Alle Società Cooperative Sociali accreditate per il

Servizio di Assistenza nella Città Metropolitana di Palermo

e p.c. Assistenti all’Autonomia, alla Comunicazione e Igienico-Personali

LORO SEDI

prot. n. 20/ASACOM del 27 febbraio 2020

OGGETTO: INIBIZIONE ACCESSO STUDENTI E RETRIBUZIONE ASSISTENTI AI DISABILI

L’art. 3, comma 1, dell’Ordinanza del Presidente della Regione Siciliana n. 2/2020, prevede che fino al 2 marzo 2020 è disposta nel territorio della provincia di Palermo l’effettuazione di pulizia e disinfezione straordinarie degli asili nido e delle scuole di ogni ordine e grado… con inibizione all’accesso degli studenti.

In conseguenza a questa disposizione, le lavoratrici ed i lavoratori impegnati nei servizi di assistenza specialistica in favore degli alunni disabili (in forza presso le Cooperative per conto della Città metropolitana di Palermo e come lavoratori autonomi per conto del Comune di Palermo) rimarcano, con fermezza, l’obbligo di corrispondere loro quanto dovuto in ragione della causa di forza maggiore, fattore questo che renderà impossibile procedere alla prestazione lavorativa.

Permane, infatti, un legittimo diritto a ricevere la giusta retribuzione, senza pretendere diverse soluzioni già avanzate per le via brevi circa l’utilizzo del monte ferie e/o il recupero delle dette giornate, opzioni queste di pertinenza individuale e che, come nel caso dei recuperi, sono spesso poco praticabili a causa di procedure farraginose e di limitazioni obiettive nei casi di un elevato monte ore complessivo settimanale.

Nella situazione di grave disagio che tutta la comunità sta vivendo, infatti, sarebbe illegittimo far gravare sui lavoratori gli effetti dell’emergenza in atto, tenendo conto anche del perdurare della palese violazione del vigente CCNL di categoria, in ordine al mancato pagamento delle ore risultanti da contratto individuale in caso di assenza dell’assistito.

Certi che le Società e gli Enti committenti in indirizzo comprenderanno la grave disparità che una diversa soluzione appaleserebbe, si resta in attesa di conoscere le determinazioni che si intendono assumere, preavvisando fin d’ora che – in caso di esito negativo – verrà approntata ogni azione a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici.

Infine, si rimane disponibili ad un incontro con gli Enti Locali, così come già ribadito in precedenti comunicazioni, in merito alla risoluzione delle numerose criticità che ancora affliggono il servizio di Assistenza nelle scuole di ogni ordine e grado nel territorio siciliano.

TEMPO PIENO PER GLI EX CO.CO.CO.

LE COMMISSIONI PARLAMENTARI APPROVANO LA NOSTRA PROPOSTA SUI CO.CO.CO.

Lo scorso 13 febbraio, le Commissioni congiunte I Affari costituzionali e V Bilancio hanno approvato nel Decreto Milleproroghe la proposta che abbiamo presentato ai parlamentari per rimediare alla critica situazione del personale, assistente amministrativo e tecnico ex Co.Co.Co., transitato nei ruoli dello Stato con la l. n. 205/2017. Personale che era stato assunto a part-time al 50%.

Successivamente, la Legge di Bilancio per il 2019 aveva determinato, con alcuni risparmi ottenuti, la trasformazione da tempo parziale a tempo pieno del rapporto di lavoro degli assistenti amministrativi e tecnici assunti nell’anno scolastico 2018/2019” solamente per 226 posti sui 779 complessivi. Pertanto ancora 553 lavoratrici e lavoratori hanno avuto – in quest’anno scolastico 2019/2020 – un contratto a tempo parziale solo a causa dell’inadeguata previsione di spesa prevista dalla Legge di Bilancio per il 2018. Occorrevano quindi ulteriori risorse per sanare questa irragionevole situazione, eliminando la discriminazione attualmente esistente e potenziando il personale tecnico e amministrativo nelle nostre Scuole.

Infatti, conseguentemente alla trasformazione del rapporto di lavoro da tempo parziale a tempo pieno per i rimanenti 553 posti, sarà anche possibile incrementare la dotazione organica del personale amministrativo e tecnico, nella misura pari ai posti in più occorrenti per portare 553 assistenti dal part-time al tempo pieno. Poiché gli assistenti in questione occupano, oggi, mezzo posto, e ne occuperanno uno intero a seguito dell’entrata in vigore della norma, occorreranno 276,5 posti in più.

Dopo aver lottato per le internalizzazioni dei collaboratori scolastici, siamo adesso soddisfatti per aver contribuito, insieme ai parlamentari che hanno fatto proprie le nostre proposte, a dare una migliore prospettiva lavorativa a centinaia di lavoratori e lavoratrici e nello stesso tempo aver ampliato l’organico – ancora inadeguato – del personale A.T.A. nelle nostre scuole.

COSTITUITO IL COORDINAMENTO REGIONALE COBAS ASACOM

COSTITUITO IL COORDINAMENTO REGIONALE COBAS ASACOM

Domenica 9 febbraio a Caltanissetta, su iniziativa dei COBAS Sicilia, si sono riuniti gli operatori ASACOM (Assistenti all’Autonomia e alla Comunicazione) delle province di Agrigento, Caltanissetta, Catania e Palermo.

Si tratta di una categoria che, pur espressamente prevista nella normativa vigente (a partire dalla legge n. 104/1992), opera in un sostanziale stato di precarietà, che provoca evidenti difficoltà fra gli addetti, ma anche fra gli alunni diversabili, che hanno diritto ad un coerente e inclusivo intervento didattico-educativo. Difficoltà esasperate ulteriormente perché la suddetta figura attualmente non risponde neanche a un profilo nazionale condiviso (titoli di studio, specializzazioni, ecc.).

Per risolvere queste contraddizioni i presenti hanno concordato sul fatto che l’unica soluzione possibile è la stabilizzazione attraverso l’assunzione a tempo indeterminato direttamente dal MIUR e/o dagli Enti Locali.

In attesa di raggiungere questo fondamentale obiettivo, vanno, però, tutelati quei diritti che, complice lo stato di precarietà, attualmente sono in gran parte negati.

LIBERTÀ DI SCELTA. Innanzitutto, i lavoratori devono poter scegliere, in tutte le situazioni, se fornire le loro prestazioni nella qualità di dipendenti delle Cooperative (a cui gli Enti Locali affidano l’appalto del servizio), o come liberi professionisti (partite IVA).

CONTINUITÀ RETRIBUTIVA. Visto che le Cooperative ricevono i fondi per pagare regolarmente gli emolumenti ai dipendenti (stipendio, ferie, contributi, ecc.) e per eventuali “imprevisti”, non c’è alcuna ragione perché i dipendenti non vengano retribuiti, secondo quanto prevede il CCNL, regolarmente e per tutte le ore previste contrattualmente, a prescindere dalla presenza o meno a scuola dell’alunno diversabile. I COBAS mettono perciò a disposizione le proprie strutture per ottenere, con mobilitazioni, vertenze e trattative, tale obiettivo. Ricordiamo, peraltro, che più volte la magistratura ha ribadito che chi vince un appalto deve avere una propria autonoma solidità economica per garantire, comunque, la continuità delle retribuzioni.

TRASPARENZA. Il servizio, inoltre, deve essere gestito nella massima trasparenza, per cui ben vengano, innanzitutto a tutela degli alunni diversabili, i controlli su Cooperative e liberi professionisti e che eventuali anomalie siano perseguite con celerità.

Infine, l’assemblea ha sottolineato la necessità di un significativo aumento dei fondi regionali stanziati per questi interventi e ha ribadito la necessità di una discussione pubblica e condivisa rispetto alle Linee Guida su cui si sta lavorando alla Regione Sicilia. Da un lato occorre definire con maggiore chiarezza il percorso di formazione degli operatori, con l’obiettivo di una preparazione adeguata alla complessità dei compiti; dall’altro bisogna prevedere che tutti coloro che hanno lavorato sino ad oggi possano continuare a farlo, senza disperdere quel patrimonio di professionalità che ha garantito finora il servizio nelle nostre Scuole.

ORGANIZZEREMO ASSEMBLEE TERRITORIALI PER ALLARGARE IL DIBATTITO

9 febbraio ASSEMBLEA REGIONALE ASACOM

DIRITTO ALL’ASSISTENZA E ALL’AUTONOMIA PER LE PERSONE DIVERSABILI

DIRITTO A UN LAVORO DIGNITOSO PER GLI OPERATORI

Gli Enti Locali siciliani, con fondi stanziati dall’ARS, garantiscono l’espletamento di alcuni servizi alle persone diversabili che frequentano la scuola e/o l’università. Tali servizi sono articolati in: 1) Trasporto; 2) Assistenza Igienico-Personale; 3) Assistenza all’Autonomia e alla Comunicazione.

Sono gestiti da Cooperative regolarmente accreditate; il terzo servizio viene affidato anche a singoli professionisti, iscritti in un apposito albo e provvisti di partita IVA.

In premessa, va rilevato che l’irregolare erogazione dei fondi in più occasioni non ha garantito la dovuta continuità degli interventi. È come se per le persone diversabili il diritto allo studio non debba rispettare i calendari scolastici.

Meno diritti per le persone diversabili, ma anche minori diritti per i lavoratori

I COBAS si battono per una reale integrazione e inclusione delle persone diversabili, che, per essere effettivamente tale, necessita di stanziamenti congruenti e regolari e di personale, in particolare per quanto riguarda l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione, adeguatamente formato e stabile.

Secondo l’articolo 13, comma 3, della Legge n. 104/1992: “Nelle scuole di ogni ordine e grado, [c’è] l’obbligo per gli enti locali di fornire l’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con handicap fisici o sensoriali, sono garantite attività di sostegno mediante l’assegnazione di docenti specializzati”.

Secondo il Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 66 gli Enti Locali provvedono ad assicurare “gli interventi necessari per garantire l’assistenza per l’autonomia e per la comunicazione personale, inclusa l’assegnazione del personale […] il PEI […] è elaborato e approvato dal Consiglio di Classe con la partecipazione […] delle figure professionali specifiche interne ed esterne all’istituzione scolastica che interagiscono con la classe”.

Purtroppo, nonostante una normativa sufficientemente chiara, permangono ombre e difficoltà.

Rispetto agli operatori ASACOM manca innanzitutto una definizione professionale nazionale della figura (titolo di studio, percorso di approfondimento/specializzazione). Nell’ottica di qualificare ulteriormente tali operatori questo è il primo problema da risolvere.

Il problema fondamentale è, però, quello della organizzazione dei servizi. Affidarli, nella maggior parte dei casi, alle Cooperative confligge, infatti, con una giusta esigenza di efficacia, efficienza ed economicità.

Pertanto, come Organizzazione Sindacale ci si sta adoperando su una rivendicazione composta da due livelli da condurre parallelamente: il primo è quello del riconoscimento dei diritti fondamentali degli Assistenti (sia che lavorino in regime di lavoro subordinato che di libera professione) per garantire condizioni lavorative dignitose e in linea con le Professionalità che prestano in servizio, mentre il secondo è quello dell’internalizzazione del servizio che rappresenta la condizione fondamentale affinché l’Assistenza possa considerarsi parte integrante nel processo di inclusione delle Persone con Disabilità.

Nell’immediato, quindi, i COBAS si battono perché:

– per tutti i lavoratori delle Cooperative sia integralmente applicato il CCNL di categoria (sia rispetto ai diritti, che al salario). Per fare un solo esempio rispetto ai tanti diritti negati, basta ricordare che diverse Cooperative non pagano gli operatori quando l’alunno è assente, applicando, così, il modo di procedere tipico delle Agenzie Interinali;

– la procedura di accreditamento delle Cooperative rispetti il codice europeo degli appalti, le richieste dell’ANAC e quanto stabilito con la sentenza 2052 del 20.08.2018 del Consiglio di Stato;

– vengano tutelati gli assistenti con anzianità di servizio in ordine all’ingresso dei nuovi operatori, applicando norme unitarie sull’attribuzione degli alunni.

– ogni operatore ASACOM possa scegliere liberamente se prestare il proprio lavoro all’interno di una Cooperativa o individualmente (partita IVA) ottenendo in ogni caso un regime lavorativo garantito e tutelato.

Se le proposte possono andar bene nel breve periodo, l’obiettivo finale, così come è avvenuto per le cooperative di pulizie nelle scuole, non può che essere quello dell’internalizzazione di tutti i servizi, che garantirebbe un’organizzazione più coerente del lavoro e un risparmio per le pubbliche Amministrazioni. L’internalizzazione può avvenire sia all’interno degli Enti Locali, anche attraverso la costituzione di Società in house, che all’interno del MIUR, prevedendo anche dei criteri specifici che tengano conto sia dell’anzianità di servizio che delle specializzazioni/titoli accademici fin qui maturati dagli Operatori del settore.

Infine, a conferma della “praticabilità” di una tale prospettiva, va ricordato che l’ANAC ha ribadito che i servizi ad personam si configurano come mere prestazioni e andrebbero affidati ai singoli operatori.

Per garantire migliori servizi ai diversabili e maggiori diritti ai lavoratori i COBAS invitano operatori e famiglie a un

INCONTRO REGIONALE

domenica 9 febbraio ore 10.00 – 13.00

a Caltanissetta presso la sede COBAS di piazza Trento n. 35

NUOVO INCONTRO CON MIUR E MISE SULL’INTERNALIZZAZIONE PULIZIE

PERSONALE ATA: INTERNALIZZARE TUTTI ED ASSUMERNE ALTRI 15.000

Il tragico evento di Milano dimostra che occorre aumentare la vigilanza nelle scuole, dopo i tagli sconsiderati degli anni passati (35mila posti in meno negli ultimi 20 anni)

Con la legge Legge 30.12.2018 n. 145 “Legge di Bilancio 2019”, art. 1, comma 760, punto b) viene internalizzato il servizio di pulizia del personale Ata sui posti accantonati dalla legge 124/1999. Tale provvedimento ci ha visto del tutto favorevoli dato che da anni lottiamo per la totale internalizzazione dei servizi. Dal primo marzo 2020 lavoratrici e lavoratori delle ditte che hanno avuto in appalto in questi anni il servizio verranno assunti alle dirette dipendenze del MIUR.

Riteniamo insufficiente però che solo chi ha 10 anni di servizio possa partecipare. È inaccettabile, infatti, che dal 1° marzo un numero consistente di lavoratrici/ori (quelli che non raggiungono il requisito dei 10 anni) sia licenziato senza essere assunto nei ruoli dello Stato.

Presso il Ministero del lavoro e dello Sviluppo Economico si sono già svolti due incontri, a cui abbiamo partecipato, che non hanno però ancora definito i dettagli di questo passaggio che interessa 16.000 persone attualmente dipendenti dalle ditte né una prospettiva per coloro che non rientreranno nel contingente delle assunzioni. Avremo un nuovo incontro a fine gennaio col MISE e il MIUR.

C’è da ricordare che i posti accantonati dalla legge n. 124/1999 erano 12.000 mentre l’assunzione è prevista per un numero di 11.263 collaboratori scolastici e pur incrementando tale dato con le assunzioni di Palermo (305 già effettuate e altre 164 previste, per un totale di 469 posti) si rimane al di sotto del contingente tagliato. Inoltre c’è da dire che nel 1999 i posti di collaboratore scolastico erano 165.000 circa. Nell’attuale anno scolastico i posti in organico sono 131.143. Quindi il personale in questi anni ha subito una decurtazione che è andata ben oltre i posti accantonati per l’esternalizzazione. Nelle scuole questo ha provocato una diminuzione della sorveglianza esponendo alunne/i a notevoli pericoli fino al tragico episodio accaduto alla scuola Pirelli di Milano lo scorso 18 ottobre.

Pertanto è necessario un aumento complessivo e considerevole dell’organico che preveda l’immissione in ruolo di tutto il personale delle ditte e di almeno altri 15.000 lavoratrici/lavoratori iscritti nelle graduatorie ATA statali

LEGGE DI STABILITÀ APPROVATA. Assunti tutti i collaboratori scolastici ex Coop

APPROVATA LA LEGGE DI STABILITÀ

FINALMENTE INTERNALIZZATI A PALERMO TUTTI I COLLABORATORI SCOLASTICI EX COOP

Quando, nel settembre 2018, insieme ai lavoratori licenziati, riprendemmo la mobilitazione per internalizzare tutti coloro che da anni lavoravano come collaboratori scolastici nelle scuole statali palermitane, sapevamo che la strada non sarebbe stata facile.

Ma nello stesso tempo non potevamo accettare la situazione paradossale che vedeva coloro che avevano superato un concorso perdere il posto su cui già lavoravano da parecchi anni.

Nel successivo ottobre, in un incontro con l’allora sottosegretario MIUR Giuliano, facemmo notare l’incoerenza riscontrabile tra il costo per le convenzioni con le Coop palermitane (fino a 20 milioni di euro l’anno) e il finanziamento per l’internalizzazione del servizio con meno di 9mln. Era chiaro che questo taglio sarebbe gravato solo sui lavoratori che in oltre 150 si ritrovavano licenziati dal 31 agosto 2018, mentre solo 305 erano assunti. Chiedemmo quindi al MIUR e al governo di reperire le ulteriori risorse necessarie all’internalizzazione di tutti, visto che – per altro – si stava anche internalizzando tutto il servizio di pulizia delle scuole attraverso una procedura di assunzione del personale ricalcata su quella palermitana.

Dopo le manifestazioni a Palermo e a Roma, dopo gli incontri con Prefettura, Comune, Città metropolitana e Regione, dopo i confronti con MIUR, Governo e Commissioni parlamentari, dopo l’o.d.g. 9/1334-B/99, dell’on. Casa, approvato dalla Camera già a fine 2018, e i diversi emendamenti presentati, finalmente abbiamo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo posti: la legge di bilancio appena approvata ha stanziato le ulteriori risorse necessarie all’assunzione di coloro che hanno superato il concorso bandito col DDG n. 500/2018.

Come sempre, abbiamo atteso l’approvazione definitiva della legge prima di esprimere la nostra soddisfazione per la fine del calvario di tutti i collaboratori scolastici delle Cooperative palermitane, ingiustamente licenziati il 31 agosto 2018.

Come sempre, abbiamo voluto avere la certezza che il lavoro portato avanti, con determinazione e tenacia coi lavoratori e con quei parlamentari che fin dall’inizio hanno creduto nelle nostre ragioni, si completasse definitivamente.

Adesso è legge dello Stato il nostro obiettivo: «Per l’immissione in ruolo dei soggetti che hanno superato la selezione di cui all’articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, non ancora assunti alle dipendenze dello Stato, è stanziato l’ulteriore importo di 1,135 milioni di euro per l’anno 2020 e di 3,405 milioni di euro a decorrere dall’anno 2021. Al medesimo fine, l’organico dei collaboratori scolastici presso l’ufficio scolastico della Regione siciliana è aumentato di 119 unità».

Così, dal 1° settembre 2020, anche chi era stato ingiustamente licenziato, pur avendo superato il concorso, sarà assunto dal MIUR e finalmente potrà riprendere il lavoro che per anni aveva già svolto nelle scuole palermitane.

Consideriamo questo come un ulteriore passo verso l’internalizzazione di tutti i servizi scolastici e la stabilizzazione di tutti i precari impegnati nella Scuola.