Finiti gli scrutini del 1° quadrimestre i dirigenti scolastici stanno portando nei Collegi docenti l’approvazione delle attività di formazione che discendono dal d.m. n. 66/2023.
In pratica si tratta del percorso di formazione docenti per l’utilizzo di tutto il materiale digitale acquistato.
Abbiamo preparato un testo di mozione [se approvata dalla maggioranza del Collegio], ma che può diventare una “opzione di minoranza” nel caso in cui non fosse approvata, per aiutare coloro che ritenessero non utile, se non addirittura dannoso, uniformarsi a quel “tecno-ottimismo” che pare aver invaso le nostre Scuole.
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MOZIONE/OPZIONE METODOLOGICA DI GRUPPO MINORITARIO d.m. n. 66/2023
I/Le sottoscritt docenti dell’Istituto ………………. in merito al punto n°…. dell’OdG del Collegio Docenti convocato in data ………….., fanno presente quanto segue:
In tutti i rinnovi contrattuali vengono introdotte nuove norme e corrette alcune precedenti, ma ce ne sono molte altre che rimangono in vigore, mai abrogate né corrette. Inoltre, spesso gli articoli del CCNL fanno riferimento a leggi e altra normativa. Non esiste quindi un unico testo cui riferirsi, ma un insieme di norme disseminate nei diversi testi che possono notevolmente complicare la comprensione delle diverse materie.
Per ovviare alla difficoltà di reperire tutte queste fonti normative e fornire a docenti e ATA un ulteriore strumento per la tutela dei propri diritti, pubblichiamo il testo integrato del nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro – CCNL, del 18.1.2024, con gli articoli ancora vigenti dei precedenti contratti e con tutti i collegamenti alle norme richiamate nel testo.
Di seguito agli articoli sono anche indicati [e facilmente raggiungibili] importanti orientamenti giurisprudenziali che aggiorneremo nel tempo.
Infine, pubblichiamo in fondo al testo degli articoli anche gli Orientamenti applicativi che l’ARAN ha prodotto su alcune materie contrattuali e le nostre risposte ai più frequenti quesiti ricevuti. Anche questi verranno aggiornati periodicamente.
I COBAS Scuola proseguono nelle battaglie giudiziarie a tutela del personale docente e ATA contro il M.I.M.
Ci rivolgiamo ai Giudici del Lavoro affinché venga puntualmente applicata l’uguaglianza fra lavoratori di ruolo e non di ruolo senza alcuna discriminazione, come ribadito dalla Corte di Giustizia Europea, anche se il Ministero con disinvoltura ignora questa parità, confidando sul fatto che, se un gran numero di coloro che subiscono abusi non agisce in giudizio, si ottengono grossi risparmi nel bilancio dello Stato.
Casi concreti in cui si può agire in giudizio con certezza di vittoria:
Un approfondito dialogo sulla fondatezza del ricorso ai principi di “scientificità” e a presunte “evidenze empiriche” nel dibattito sull’istruzione e sulla valutazione scolastica; sulla legittimità dei riferimenti culturali (politico-filosofici) per sostenerne un radicale cambiamento, e sulle implicazioni conseguenti in merito alla relazione didattica.
Il nuovo CCNL 2024 conferma i limiti già imposti alla contrattazione d’istituto dai precedenti contratti. Infatti l’art. 30 conferma le cosiddette iniziative unilaterali, che permettono ai dirigenti scolastici di adottare alcune misure perfino senza arrivare a un accordo con le RSU:
Anche il nuovo CCNL si iscrive coerentemente all’interno del percorso avviato negli ultimi decenni a partire dall’Autonomia scolastica [d.P.R. n. 275/1999] di Luigi Berlinguer, per proseguire con continuità con la Moratti [2003], Gelmini [2008 – 2010] e Renzi [“Buona Scuola”, l. n. 107/2015]. Molte di queste pseudo-riforme si sono però in parte arenate per l’impossibilità di disarticolare del tutto l’impianto collegiale democratico della Scuola.
Ma la pressione verso la trasformazione in senso imprenditoriale è stata ripresa con forza grazie all’occasione offerta dall’emergenza Covid, attraverso le ingenti risorse del PNRR e la connessa retorica dell’innovazione digitale e delle varie transizioni, più o meno sedicenti “green”. Col solo Recovery and resilience facility – RRF sono previste risorse per 191,48 miliardi di euro, da impiegare nel periodo 2021- 2026, delle quali solo 68,88 miliardi sono sovvenzioni a fondo perduto, mentre 122,60 mld sono prestiti che andranno restituiti con interessi “a tasso agevolato” [sic!]. Magari tagliando servizi e pensioni?
CCNL Scuola. L’ILLUSIONE DEGLI AUMENTI STIPENDIALI
Dopo oltre 6 mesi di attesa, ieri giovedì 18 gennaio 2024 è stato finalmente sottoscritto definitivamente il nuovo CCNL, già scaduto il 31.12.2021.
Giornali e comunicati sindacali hanno sbandierato aumenti medi di oltre 100€ mensili per il personale docente e ATA, magari dimenticando di precisare che questa cifra ingloba l’aumento già avuto a fine 2022.
Proviamo allora a fare un po’ di chiarezza sugli effettivi incrementi stipendiali previsti da questo nuovo contratto.
“Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi. La peste si è spenta, ma l’infezione serpeggia.” Primo Levi
Perché la Giornata della Memoria 2024 sia utile anche a discutere degli odierni olocausti
Il 27 gennaio del 1945, giorno della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa, fu un passo fondamentale per rivelare al mondo la tragedia dell’Olocausto, avvenuta durante la Seconda Guerra mondiale, conflitto scatenato dal nazifascismo e al quale si oppose uno schieramento mondiale antifascista, che provocò più di sessanta milioni di morti e si concluse con le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki.
Il primo novembre del 2005, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (con la risoluzione 60/7) decise che quella data avrebbe dovuto ricordare, a livello internazionale, la Shoah; nacque così il “Giorno della Memoria”.
TERRA E LIBERTÀ PER I PALESTINESI. BOICOTTA ISRAELE
Tanti in questi giorni si stanno chiedendo cosa poter fare concretamente per mostrare il proprio sdegno nei confronti della carneficina di civili palestinesi che sta compiendo Israele e più in generale per diventare parte attiva nella lotta per la sopravvivenza del popolo palestinese. La buona notizia è che non serve inventarsi nulla di particolarmente nuovo: basta fare come è stato fatto contro l’apartheid sudafricano.
Anche verso Israele esiste da tempo una campagna di boicottaggio, nata nel 2005 e coordinata dalla Rete BDS (Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni): è così temuta dallo Stato israeliano che i suoi coordinatori sono stati accusati nientemeno che di “terrorismo”. Ma la loro attività prosegue ed esiste una lista precisa di marchi che si invita a non acquistare allo scopo di rendere l’occupazione economicamente insostenibile e partecipare attivamente alla sua fine.