8 marzo SCIOPERO GENERALE

8 MARZO scioperiamo e manifestiamo in tutta Italia

A PALERMO piazza Verdi ore 9.30

In sintonia con la mobilitazione femminista transnazionale verso l’8 marzo, accogliamo le richieste indicendo lo SCIOPERO di tutte le lavoratrici e lavoratori dei settori pubblici e privati.

In particolare intendiamo portare insieme nelle piazze i seguenti contenuti:

  • CONTRO lo sfruttamento dilagante in particolare nel lavoro femminile (maggiori licenziamenti e part-time imposti, lavoro in appalto, precarietà in estensione, salario inferiore a quello medio, pensioni sempre più lontane e “leggere”);
  • CONTRO il tracimare dello stato sociale e della sanità in ambito privatistico;
  • CONTRO la divisione sessuale del lavoro in cui quello di riproduzione e di cura è funzionale all’organizzazione capitalistica della società;
  • CONTRO la crescente violenza verso le donne, connessa ai ruoli e alle discriminazioni di genere che richiede la valorizzazione del punto di vista di genere;
  • PER una scuola e un’università pubbliche che garantiscano il diritto allo studio a tutte/i gli allievi/e senza discriminazioni, PER il lavoro stabile e un reddito soddisfacente per lavoratori/trici, in ambienti sanificati e adeguati, con investimenti massicci per il miglioramento delle strutture, la diminuzione del numero di alunni/e per classe; la libertà e inviolabilità delle persone e il rispetto delle differenze; NO agli interventi dei privati nella scuola; NO all’Alternanza scuola lavoro e alla DaD, a fianco delle lotte studentesche;
  • PER la tutela della salute e sicurezza nei posti di lavoro, PER una sanità pubblica potenziata, fuori dai circuiti privatistici, con la medicina di prossimità finalmente efficace;
  • PER la stabilizzazione nella P.A. di tutte le lavoratrici e lavoratori con contratti precari e/o in appalto; 
  • PER la parità di diritti e di salario in tutto il lavoro privato e la fine della precarizzazione;
  • PER servizi pubblici che evitino di scaricare sulle donne tutto il lavoro di cura e di assistenza; 
  • PER l’uscita immediata dallo stato di emergenza; NO al Green Pass, NO all’obbligo vaccinale; PER il reintegro di tutto il personale sospeso dal lavoro.

CONTRO TUTTE LE GUERRE

FERMIAMO L’INVASIONE E LA GUERRA DI PUTIN

STOP AL RIARMO E PER LO SCIOGLIMENTO DELLA NATO

https://www.commissionegaranziasciopero.it/index.php/calendario-scioperi/dettaglio-sciopero/297761

28 GENNAIO SCIOPERO: BASTA MORTI SUL LAVORO-SCUOLA

Il dolore dei Cobas per Lorenzo, studente morto nella scuola-lavoro! 

Venerdì 28 gennaio sciopero delle scuole superiori insieme agli studenti contro la scuola-azienda e la scuola-lavoro

Sui temi e con gli obiettivi del precedente comunicato i Cobas Scuola convocano per venerdì 28 gennaio lo sciopero dell’intera giornata nelle scuole superiori (medie di secondo grado) insieme agli studenti in lotta, con manifestazioni locali unitarie.

Esecutivo Nazionale Cobas Scuola

* * *

Prot. 10/2022 Roma, 25 gennaio 2022

Alla cortese attenzione

Ministero della Pubblica Istruzione – Gabinetto

COMMISSIONE DI GARANZIA

Ministero della Funzione Pubblica – ReLazioni Sindacali

Ministero del Lavoro – Gabinetto

Oggetto: Indizione Sciopero intera giornata SCUOLE SECONDARIE DI SECONDO GRADO venerdì 28 GENNAIO 2022 – in base alle disposizioni dell’articolo 2, c.7, della legge n. 146/1990 in tema di preavviso minimo degli scioperi.

I COBAS Scuola, in base alle disposizioni dell’articolo 2, comma 7, della legge n. 146/1990 in tema di preavviso minimo degli scioperi, affermanti che tale preavviso minimo non si applica nei casi di astensione dal lavoro “in difesa dell’ordine costituzionale o di protesta per gravi eventi lesivi dell’incolumità e della sicurezza dei lavoratori” e tenendo conto che gli stage di formazione professionale pongono a tutti gli effetti gli studenti coinvolti in una situazione lavorativa, con conseguente obbligo per le aziende di tutelarne la sicurezza, indicono per il 28 gennaio 2022 uno sciopero dell’intera giornata per le scuole secondarie di secondo grado per il personale Docente, Educativo e ATA.

Lo sciopero viene proclamato in coincidenza con le manifestazioni indette dalle organizzazioni studentesche , per protestare contro la morte sul lavoro in azienda dello studente Lorenzo Parelli e sui seguenti obiettivi: 

1) sospensione immediata di tutti i percorsi di scuola lavoro nell’anno in corso;

2) abolizione del PCTO nelle scuole e revisione dei percorsi formativi nei centri di formazione professionale; 

3) stop allo sfruttamento di lavoro non retribuito sotto forma di stage gratuito;

4) sostituzione dell’addestramento al lavoro con la formazione sui diritti e sulla sicurezza sul lavoro;

5) formazione specifica al lavoro a carico delle aziende dopo la fine dei percorsi di studio;

6) ammodernamento dei laboratori nelle scuole;

7) eliminazione classi-pollaio e aumento degli organici (docenti e ATA)

ASSEMBLEA venerdì 3.12.2021 – LA SCUOLA SI MOBILITA

ASSEMBLEA TELEMATICA DEL PERSONALE DOCENTE E ATA DELLA SCUOLA

APERTA A GENITORI ED ALUNNI/E 

VENERDÌ 3 DICEMBRE 2021 ore 16.00 – 19.00 

LA SCUOLA SI MOBILITA 

Odg: 

  1. Le politiche socio-economiche del governo Draghi contenute nella Legge di Bilancio 2022, nel PNRR e nel DDL concorrenza. 4 dicembre 2021: No Draghi day. 
  2. Legge di bilancio per la scuola: fondi per i contratti, “merito”, organico Covid e precariato. 
  3. Sicurezza, green pass rinforzato, mancati interventi governativi su classi pollaio, aumento organici, trasporto alunni pendolari. 10 dicembre 2021: sciopero della scuola. 
  4. Ruolo e rinnovo delle RSU nella scuola. 

Per partecipare all’assemblea telematica occorre connettersi a questo 

link https://global.gotomeeting.com/join/516389197

Se richiesto, inserire il codice d’accesso 516-389-197 

10 DICEMBRE SCIOPERO SCUOLA

Come i governi precedenti, anche l’esecutivo Draghi, nonostante l’enorme disponibilità di fondi europei, prosegue, con il PNRR e la legge di bilancio, nell’attacco al diritto all’istruzione e ai lavoratori/trici della scuola, visto che i provvedimenti sono caratterizzati da:

1) proposte salariali per il rinnovo del contratto (scaduto nel 2018) ridicole e offensive, come nel caso del premio per la “dedizione al lavoro”, che ricorda le campagne del ventennio;

2) nessuna stabilizzazione del personale precario, docenti e ATA;

3) nessun investimento nell’edilizia scolastica, con conseguenti problemi per la sicurezza, cresciuti ulteriormente con la pandemia;

4) nessuna riduzione strutturale del numero degli alunni/e per classe;

5) nessuno stop ai progetti di Autonomia differenziata con i quali si vuole regionalizzare l’istruzione, che anzi vengono di nuovo allegati alla Legge di bilancio.

In questo contesto, a fronte di una stragrande maggioranza di lavoratori/trici (intorno al 95%) che ha scelto di vaccinarsi, il governo, per nascondere incapacità e inefficienza, nonostante nelle scuole si stia lavorando regolarmente, impone la vaccinazione obbligatoria, che non tutela la sicurezza sul luogo del lavoro e di cui non si comprendono le motivazioni scientifiche. Determinando, così, una situazione paradossale per cui nelle aule sarà comunque presente una maggioranza di persone, gli alunni/e, non vaccinati, né controllati (per questi ultimi, sia chiaro, non si chiede la vaccinazione obbligatoria, che violerebbe il diritto all’istruzione). Al tempo stesso, riteniamo la campagna di vaccinazione e la sospensione dei brevetti strumenti indispensabili, anche se non unici, per combattere la pandemia.

Chiediamo:

– Stipendi europei, con il recupero del 20% circa del potere d’ acquisto perso negli ultimi decenni, senza alcuna differenziazione in base al presunto “merito” o “dedizione al lavoro”;

– Un piano straordinario di assunzioni, a partire dai “precari”, docenti (3 anni di lavoro) e ATA (2 anni);

– Conferma e stabilizzazione dell’organico Covid docente e ATA;

– 20 alunni per classe, da ridurre a 15 con studenti diversamente abili;

– Formazione e aggiornamento in orario di servizio;

– Centralità della scuola nel PNRR, innanzitutto attraverso un piano straordinario per l’edilizia scolastica e la sicurezza;

– Ritiro di qualsiasi progetto sull’Autonomia differenziata;

– Ritiro dell’obbligo vaccinale.

Esecutivo Nazionale COBAS Scuola

CONTINUA LA MOBILITAZIONE dopo lo sciopero dell’11.10

Domenica 24 ottobre si è tenuta a Roma l’assemblea nazionale del sindacalismo di base e conflittuale che ha condiviso la valutazione positiva dello sciopero generale indetto unitariamente lo scorso 11 ottobre. L’assemblea ha espresso una forte soddisfazione per l’esito della mobilitazione unitaria che ha prodotto iniziative e manifestazioni in moltissime città, ha coinvolto un gran numero di settori e categorie, è riuscita ad aggregare altre forze e movimenti in una giornata di lotta sui temi del lavoro ed ha fermato la circolazione delle merci in alcuni gangli vitali del paese. Per un giorno il paese ha dovuto prendere atto che c’è una parte del mondo del lavoro che non è disposta a chinare la testa di fronte ai piani del governo Draghi ed è pronta a dare battaglia.
L’assemblea ha espresso la volontà unanime di dare continuità al percorso unitario, anche tenendo conto di una valutazione di merito del contesto che stiamo vivendo, proponendo una forma stabile di consultazione tra tutte le organizzazioni del sindacalismo di base, che sarà definita in seguito in modo più dettagliato.
Già il prossimo 30 ottobre saremo di nuovo in piazza a Roma contro il G20 in uno spezzone unitario con la consapevolezza che i temi dell’ambiente e del clima sono parte integrante della nostra comune piattaforma di lotta per i diritti del mondo del lavoro.
L’assemblea ha espresso una particolare attenzione verso l’attacco alle libertà democratiche che si sta manifestando sotto diverse forme, dalle ripetute azioni repressive contro attivisti e sindacalisti all’utilizzo di agenti privati contro i lavoratori in sciopero, dai divieti al diritto di manifestare fino ai nuovi attacchi al diritto di sciopero, esprimendo la necessità di costruire una risposta unitaria e la più ampia mobilitazione contro questo clima fortemente repressivo.  Un clima nel quale i progetti di ulteriore limitazione degli spazi di rappresentanza ed agibilità sindacale tesi ad instaurare il monopolio concertativo di cgil,cisl e uil, procedono speditamente e contro i quali intensificheremo la mobilitazione. Il nostro percorso ha al centro la lotta alle politiche del governo Draghi e la piattaforma che abbiamo condiviso nello sciopero generale dell’11 ottobre. Al centro ci sono la lotta per il salario e per il reddito, la difesa delle pensioni, il contrasto all’aumento dei prezzi e delle tariffe, contro i licenziamenti e per la tutela della sicurezza sui posti di lavoro. L’assemblea ha inoltre espresso la necessità di contrastare i rinnovati propositi del governo di introdurre ulteriori provvedimenti che vanno nella direzione dell’autonomia differenziata tra le regioni.
L’assemblea ha infine espresso la necessità di mettere in cantiere l’organizzazione di ulteriori iniziative unitarie, tanto locali quanto nazionali, compresa la promozione di nuove iniziative di sciopero tanto di categoria come nazionali, sottolineando la necessità di estendere il più possibile la mobilitazione di tutti i lavoratori e le lavoratrici dando impulso alla necessaria solidarietà fra lavoratori e settori popolari colpiti dalle politiche padronali e governative.

30.8 MANIFESTIAMO PER SCUOLE SICURE SENZA GREEN PASS

Per la sicurezza a scuola

Contro ogni discriminazione

Immediato utilizzo gratuito dei Test Salivari

Per il terzo anno scolastico consecutivo a scuola non è cambiato nulla, nonostante uno stato di emergenza sanitaria che doveva e deve essere affrontato anche con azioni di sistema e di prevenzione:

Oltre 100.000 cattedre vacanti e organici insufficienti per il personale ATA

Classi pollaio

Strutture inadeguate (anche prima della pandemia)

Organico covid ridotto del 70%

Trasporti non pervenuti

Deroga alla distanza di un metro fra gli alunni in classe
 

Non pretendevamo, certo, in quasi due anni la soluzione di problemi “atavici”, però non si è fatto ciò che si poteva fare:

Sfruttare il patrimonio edilizio pubblico non utilizzato

Assumere docenti (con 3 anni di servizio) e ATA (due anni)

Formare le classi con un massimo di 20 alunni, 15 in presenza di allievi diversabili

Garantire il giusto distanziamento, secondo quanto previsto dalle norme di sicurezza pre-Covid

Dotare le aule di sanificatori dell’aria

Ampliare il trasporto pubblico usando, per esempio, anche mezzi delle forze militari

Il governo, consapevole di tali inadempienze, sta tentando, riuscendoci, di spostare l’attenzione. Per il governo, infatti, sembra che tutto ciò che non funziona dipenda esclusivamente dal personale scolastico non ancora vaccinato, che rappresenta circa l’1,5% di quanti ogni giorno si recano a scuola.

Si può essere d’accordo o meno con la scelta di questi colleghi, ma tutti loro stanno esercitando un diritto, visto che. sino ad oggi, non c’è nessun obbligo di vaccinazione, e non si può essere penalizzati perché si esercita un diritto, che, invece, è quello che sta avvenendo, con l’introduzione del green pass e ciò dovrebbe preoccupare tutti noi.

Per garantire la sicurezza a scuola, tenendo conto che la possibilità di contagiare, seppure in misura diversa, riguarda vaccinati e non e che gli studenti in maggioranza, dato il limite dei 12 anni, non sono vaccinati è decisivo prevenire il contagio. In questo senso la misura migliore (come dice lo stesso ministero della salute) è quella di utilizzare i test salivari, gratuiti e per tutti. Gratuiti perché tocca al datore di lavoro garantire le condizioni di sicurezza, per tutti perché come ha detto il dott. Crisanti “È una bufala pazzesca dire che col Green pass creiamo ambienti sicuri”.

Lunedì 30 agosto alle ore 17,00

Presìdi sotto le Prefetture di Catania e Palermo e in piazza Archimede a Siracusa

Coordinamento regionale siciliano Cobas Scuola

COMUNICATO SCIOPERO NO INVALSI

ABBIAMO SCIOPERATO E MANIFESTATO PER SANIFICARE LE SCUOLE DALL’INVALSI…E PER RISPONDERE AL “LUNARE” MINISTRO BIANCHI

Oggi abbiamo scioperato contro i quiz Invalsi nella Scuola Primaria e manifestato in varie città, con il sostegno della coalizione Priorità alla scuola, perché, come sosteniamo fin dall’apparire di questa “americanata”, riteniamo inutili e dannosi i quiz, con l’aggravante quest’anno del grottesco mantenimento dell’impianto malgrado la pandemia e il fatto che gli alunni/e hanno perso tanti mesi di scuola vera, lasciati in balia di quel pessimo surrogato che è la didattica a distanza, e richiamati in presenza solo per svolgere i quiz, evidentemente ritenuti più importanti della didattica quotidiana.
Invece di lavorare perché nel prossimo anno scolastico si possano frequentare regolarmente le lezioni (abolizione delle classi pollaio, assunzioni di Docenti e ATA, investimenti nell’edilizia scolastica e potenziamento dei trasporti) il Ministero ci ha riproposto l’inaccettabile rito, ora ancor più assurdo e surreale di sempre. Per dire cosa? Che gli studenti sono indietro con gli apprendimenti? Che il divario degli apprendimenti si è ulteriormente allargato a seconda delle famiglie di provenienza? Contro tutto questo hanno protestato oggi a gran voce alcune migliaia di docenti, Ata, genitori (molti/e dei quali non hanno mandato i figli a scuola a fare i quiz) e bambini/e della Primaria che hanno scioperato e sono scesi in piazza in varie città italiane .In particolare a Roma, a 100 metri dal Parlamento, maestre/e, genitori e alunni/e hanno dato vita ad un happening colorato , combattivo e allegro al contempo, con una rappresentazione teatrale che ha sollecitato anche un buon numero di bambini a prendere il microfono ed esprimere in maniera illuminante la loro protesta. Ma abbiamo approfittato delle manifestazioni anche per dare una risposta immediate alle ultime sortite – espresse con un tono stralunato di chi sembra appena sbarcato da terre aliene – del ministro Bianchi. Il quale, in audizione alla Camera, ha lasciato basiti i parlamentari dicendo che a settembre si tornerà tutti/e in presenza (e vorremmo vedere!) ma che la DaD verrà “implementata”. Che diavolo intendesse dire non si é capito. Ma la DaD è stata seppellita nel ridicolo e sconfessata dallo stesso Draghi con le riaperture generalizzate, e non potrà essere riesumata: le energie governative vengano piuttosto impiegate, e in fretta, per trovare tante nuove aule, per stabilizzare tanti precari, docenti ed Ata  e per ridurre gli alunni/e per classe. E, a proposito di precari/e, oggi il “lunare” Bianchi se ne é uscito con la strampalata dichiarazione che ,sì, ne verrà stabilizzata una parte ma non ci saranno “sanatorie”. Ma come si fa a chiamare “sanatoria” l’assunzione stabile di docenti che sono stati giudicati in grado di insegnare per anni (alcuni per decine di anni) e ora dovrebbero sottoporsi a nuove e insopportabili forche caudine? Che si proceda nella maniera più semplice e rapida: stabilizzazione intanto di tutti i docenti precari/e con almeno 3 anni di servizio e gli Ata con 24 mesi. E si riparta a settembre con tante più aule e con meno studenti per classe, e con i trasporti urbani adeguati: e ovviamente si cancelli definitivamente l’obbrobrio Invalsi. Poi parleremo del resto.

Esecutivo nazionale COBAS – Comitati di base della Scuola

6 maggio 2021

1° MAGGIO DI LOTTA A PALERMO

L’emergenza pandemica che imperversa da più di un anno approfondisce drammaticamente la crisi economica e sociale.

470.000 lavoratrici/tori, nonostante l’attuale blocco dei licenziamenti (che Confindustria spinge per rimuovere), hanno perso il posto di lavoro solamente nei primi 9 mesi del 2020.

Le donne e i migranti, sotto la minaccia di revoca del permesso di soggiorno, sono tra le categorie maggiormente penalizzate; aumenta a dismisura la precarietà e la disoccupazione.
Su tutto il territorio nazionale si sono svolte molteplici mobilitazioni di lavoratrici/tori di tanti settori: docenti e ATA della scuola, operai, precari, disoccupati, migranti, piccolo lavoro autonomo, ribadendo la necessità di:

  • garantire a tutt* lavoro, abitazione, reddito e libertà di circolazione per un’esistenza dignitosa,
  • avviare una seria trasformazione ecologica della produzione e della società,
  • sottrarre al mercato e tutelare i Beni comuni e i servizi sociali (Scuola, Sanità, Trasporti…)

A Palermo sabato 1° maggio saremo in piazza in occasione della giornata internazionale dei lavoratori/trici, caratterizzandola come momento di memoria storica, di confronto e di lotta.

PRESIDIO A PIAZZA VERDI (DAVANTI AL TEATRO MASSIMO) DALLE ORE 9:30 ALLE 13:00

Promosso da:

COBAS SCUOLA

CUB

SLAI COBAS

USB

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

POTERE AL POPOLO

6 maggio SCIOPERO INVALSI ELEMENTARE

Il 6 maggio sciopero COBAS nella Primaria per una moratoria dei quiz Invalsi e una ridiscussione del sistema di valutazione della scuola

Nei giorni scorsi il ministro Bianchi ha preso la decisione di annullare per quest’anno le prove standardizzate Invalsi nelle classi seconde delle scuole secondarie di secondo grado. La decisione prende atto della difficile situazione delle scuole e del tormentato anno didattico che è stato vissuto con grande fatica da studenti, insegnanti e genitori, rendendo decisamente fuori luogo la somministrazione di test come se tutto fosse come due anni fa. È evidente che le prove che sono state elaborate per raccogliere dati in una situazione di normale didattica non possono essere ragionevolmente proposte nel contesto presente. Se però appare assennata e condivisibile la decisione per queste classi, risulta francamente incomprensibile la conferma contestuale di tutte le altre prove Invalsi, quelle rivolte ai maturandi, agli studenti delle scuole secondarie di primo grado, alle bambine e ai bambini di quinta e seconda elementare. Da una parte osserviamo una presa d’atto della drammaticità dell’emergenza che la scuola italiana sta vivendo, ma allo stesso tempo risulta evidente un’ostinazione burocratica a confermare nei marosi della pandemia i rigidi assolvimenti della scuola pre-pandemica. Questa rigidità – tra l’altro – sta giustamente suscitando le critiche e le richieste di sospensione che giungono da tutti i soggetti della scuola, a partire dai genitori e dagli studenti fino ad arrivare al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Che senso può avere effettuare i test quest’anno a classi decimate, a frequenza se va bene del 50%, dopo mesi e mesi di didattica a distanza, mentre si fatica a trovare tablet e connessioni da assicurare ai bambini o alle ragazze confinati a casa, o a reperire supplenti per sostituire i docenti in quarantena? Davvero l’ottusità burocratica può arrivare a questa ostinata rivendicazione del suo potere sulla scuola reale e sulla sua sofferenza?

Noi chiediamo al Ministero di sospendere quest’anno tutte le prove Invalsi, lasciando ai docenti e agli studenti la possibilità di concentrare le esigue forze rimaste sulla didattica quotidiana, sul confronto e sullo scambio dialettico a partire dalle dure esperienza del presente, sul consolidamento delle preziose relazioni umane e pedagogiche che sono riuscite in questi due anni a far sopravvivere la scuola e le persone che la abitano. Chiediamo anche di aprire, a partire da questa estate, un confronto ad ampio raggio sulle modalità di valutazione nella e della scuola italiana. Il sistema messo a punto dall’Invalsi in questi anni a fronte di ingenti spese ha prodotto dati di conoscenza dalla scarsa affidabilità e utilizzabilità per migliorare la scuola nazionale a prezzo di pesanti effetti controproducenti sulla didattica e sull’organizzazione della scuola. In particolare, si sta diffondendo l’addestramento ai quiz, che punta all’acquisizione di nozioni e/o di quella particolare competenza che mira alla scelta della risposta ritenuta esatta dall’Invalsi, che sovente non é neppure la migliore o l’unica possibile, e la scuola italiana, di fronte al dilagare dell’analfabetismo cognitivo, ha bisogno di rimettere al centro lo sviluppo delle capacità cognitive ( capacità di analisi, di sintesi, spirito critico, autonomia di giudizio..). Le innovazioni normative introdotte quest’anno per quanto riguarda la valutazione nella scuola primaria hanno costituito un segnale di inversione di tendenza che a nostro parere va sostenuto. È giunto il il momento di ritornare a discutere quali strade percorrere per raccogliere informazioni sullo stato di salute della scuola, coinvolgendo nel dibattito le diverse componenti della scuola, a partire dai docenti, considerati come parte attiva della riflessione e non come meri somministratori di test elaborati altrove.

Per tutto questo i Cobas indicono uno sciopero della primaria il 6 maggio, giorno della prova Invalsi di italiano in seconda e quinta elementare, e invitano i lavoratori/trici di tutti gli ordini di scuola alla mobilitazione per il ritiro dei quiz Invalsi

CONTRO LE POLITICHE MIGRATORIE RAZZISTE, PER LA LIBERTÀ DI CIRCOLAZIONE

Sabato 17 aprile si terrà presso il Tribunale di Palermo, la quarta udienza preliminare per il procedimento che vede imputato l’ex Ministro degli Interni, Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio per il caso che coinvolse l’imbarcazione Open Arms. La vicenda si riferisce ai fatti accaduti ad agosto del 2019, quando l’Open Arms, dopo aver soccorso 163 persone durante tre diverse operazioni di salvataggio, rimase 21 giorni in mare prima di raggiungere un porto sicuro, 7 dei quali di fronte alle coste di Lampedusa.

Nel corso dell’ultima udienza del 20 marzo scorso, la procura di Palermo ha ribadito la gravità delle accuse rivolte all’ex Ministro e chiesto il rinvio a giudizio per entrambi i capi d’accusa.

Sabato 17 aprile, dopo l’intervento previsto dell’avvocata della Difesa, il Gup Iannelli dovrà pronunciarsi e stabilire se andare o meno a dibattimento.

Da tempo gli antirazzisti siciliani si mobilitano per sostenere l’accusa e le parti civili in questo procedimento, convinti dei danni causati da una stagione politica particolarmente arrogante e avversa al riconoscimento dei diritti di chi cerca prospettive di esistenza dignitose.

Il senatore Salvini rimane il principale esponente delle politiche razziste della destra, ma di certo non è il solo responsabile della legislazione discriminatoria e repressiva che ancora perdura in Italia, in larga parte costruita da governi di centro-sinistra e caratterizzata da aspetti inaccettabili come:

  • assenza di canali regolari di accesso in Europa;
  • accordi con la Libia, i cui organi istituzionali sono contigui a torturatori e trafficanti;
  • criminalizzazione delle ONG, uniche rimaste a presidiare un Mediterraneo in cui si continua a morire:
  • politiche di respingimento di Frontex, che nei prossimi 5 anni quintuplicherà le risorse per un corpo speciale di 10.000 operatori per deportare e rimpatriare i migranti;
  • navi quarantena (dal costo di oltre 1 milione al mese di noleggio per ciascuna) e centri covid a giustificazione delle paranoie razziste sugli untori di colore;
  • CPR, hotspot e hub in cui si rinchiudono persone solo perché prive di documenti di soggiorno;
  • diritto d’asilo fortemente limitato;
  • decreti sicurezza limati ma tutt’ora vigenti con il loro carico di discriminazione e repressione.

Quindi torniamo in piazza per ribadire la necessità di cambiare rotta sulle politiche migratorie, affinché si rispetti davvero il diritto per tutte le persone a muoversi liberamente per cercare un luogo dove poter vivere dignitosamente.

SABATO 17 APRILE 2021 ore 11.00

PRESIDIO A PALERMO

in via Remo Sandron, di fronte l’ingresso dell’aula bunker dell’Ucciardone 

assemblea anarchica palermitana

associazione antimafie rita atria

cobas scuola palermo

comitato di base no muos palermo

lasciateCIEntrare

rete antirazzista catanese

Per adesioni scrivere una mail a cobasscuolapa@fastwebnet.it

Segui la videoconferenza stampa di Open Arms di sabato 17 aprile 2021 alle ore 17