UNO STRACCIO DI PACE – I COBAS Scuola Palermo aderiscono

È il simbolo del nostro rifiuto di TUTTE le guerre e del nostro impegno per la costruzione di una cultura di pace: un pezzo di stoffa bianco – una piccola striscia di tessuto – che puoi appendere allo zaino, al balcone, legare al guinzaglio del cane, all’antenna della macchina, al passeggino, alla cartella di scuola.

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“LA SCUOLA VA ALLA GUERRA” Presentazione del nuovo libro di A. Mazzeo

Presentazione del libro «La scuola va alla guerra» di Antonio Mazzeo. Sarà presente l’autore.

venerdì 1 marzo ore 16.30 – Villa Niscemi, Palermo

In una fase storica segnata dall’intensificarsi della competizione internazionale, in cui i venti di guerra soffiano sempre più forti, alimentati dai governi dei paesi capitalisti che arrivano a farsi la guerra tra loro nell’interesse esclusivo dei propri monopoli, le scuole diventano sempre più laboratori sperimentali di militarizzazione e repressione dell’intera società.
Ormai da anni scuole e università stanno subendo un processo che mira a promuovere la carriera militare tra i giovani, già destinati ad un futuro caratterizzato da incertezza e precarietà. Questo avviene attraverso l’intervento diretto delle forze armate durante attività di orientamento e progetti di alternanza scuola-lavoro [ora PCTO], che spesso prevedono l’organizzazione di visite a basi militari o a caserme.
La propaganda bellicista di sostegno aperto alla politica estera italiana e alle missioni militari in cui è impegnato il nostro Paese investe le scuole e i luoghi della formazione. È proprio per questo motivo che dai luoghi del sapere deve nascere la risposta organizzata di studenti e lavoratori contro il Governo, contro la partecipazione dell’Italia ai conflitti militari in corso, e per il disimpegno immediato di ogni contingente militare dalle missioni all’estero.

Campagna di boicottaggio internazionale

Nell’ambito della campagna di boicottaggio internazionale contro Israele si sono svolti ieri a Palermo un corteo e dei presidi davanti le vetrine di Zara e Macdonald multinazionali che da tempo appoggiano Israele. Con determinazione é stato denunciato il genocidio a danno del popolo palestinese e le violenze contro i manifestanti a Napoli segno del clima repressivo che stiamo vivendo.

GIORNO DELLA MEMORIA E GLI ODIERNI OLOCAUSTI

Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi.
La peste si è spenta, ma l’infezione serpeggia.” Primo Levi

Perché la Giornata della Memoria 2024 sia utile anche a discutere degli odierni olocausti

Il 27 gennaio del 1945, giorno della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa, fu un passo fondamentale per rivelare al mondo la tragedia dell’Olocausto, avvenuta durante la Seconda Guerra mondiale, conflitto scatenato dal nazifascismo e al quale si oppose uno schieramento mondiale antifascista, che provocò più di sessanta milioni di morti e si concluse con le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. 

Il primo novembre del 2005, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (con la risoluzione 60/7) decise che quella data avrebbe dovuto ricordare, a livello internazionale, la Shoah; nacque così il “Giorno della Memoria”.

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TERRA E LIBERTÀ PER I PALESTINESI. BOICOTTA ISRAELE

TERRA E LIBERTÀ PER I PALESTINESI. BOICOTTA ISRAELE

Tanti in questi giorni si stanno chiedendo cosa poter fare concretamente per mostrare il proprio sdegno nei confronti della carneficina di civili palestinesi che sta compiendo Israele e più in generale per diventare parte attiva nella lotta per la sopravvivenza del popolo palestinese. La buona notizia è che non serve inventarsi nulla di particolarmente nuovo: basta fare come è stato fatto contro l’apartheid sudafricano.

Anche verso Israele esiste da tempo una campagna di boicottaggio, nata nel 2005 e coordinata dalla Rete BDS (Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni): è così temuta dallo Stato israeliano che i suoi coordinatori sono stati accusati nientemeno che di “terrorismo”. Ma la loro attività prosegue ed esiste una lista precisa di marchi che si invita a non acquistare allo scopo di rendere l’occupazione economicamente insostenibile e partecipare attivamente alla sua fine.

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CESSATE IL FUOCO A GAZA Palermo 13.1.2024

GLOBAL DAY OF ACTION FOR GAZA

INSIEME PER IL CESSATE IL FUOCO PERMANENTE

Palermo 13 gennaio 2024, da piazza Bellini ore 16.30

L’aggressione militare dello Stato di Israele contro Gaza ha ucciso oltre 22.000 palestinesi. Più di 57.000 sono i feriti e altre migliaia sono i dispersi sotto le macerie delle loro stesse case. Circa 8.000 bambini e bambine sono morti in questi tre mesi di guerra.

Gaza è un cimitero di bambini ha affermato Antonio Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite.

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SMILITARIZZARE SCUOLE, UNIVERSITÀ E TERRITORI. UniPA giovedì 14.12.2023

PER LA PACE. Manifestazione a Sigonella – domenica 19.11

Fermiamo il massacro del popolo palestinese!
Tacciano le armi ed arrivino gli aiuti umanitari!

Non ci sono parole per descrivere ciò che sta accadendo a Gaza. Oltre due milioni di persone, che vivono in uno spazio 10 volte inferiore alla provincia di Catania, dopo aver subito il taglio di luce, acqua e carburante, sono terrorizzate e sottoposte quotidianamente a continue incursioni aeree e bombardamenti. Oltre 11.000 i morti, di cui più di 4.000 bambini, 25.000 i feriti, un territorio devastato, stragi persino negli ospedali, nelle scuole e nelle moschee.

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L’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DI NUOVO A MONTECITORIO

Conferenza Stampa con Piccolotti a Montecitorio per Osservatorio: «Contro l’ideologia bellicista»

Si è tenuta ieri, 7 novembre 2023, presso la Sala Stampa di Montecitorio la seconda Conferenza Stampa (la prima si era svolta nel marzo 2023, clicca qui per i dettagli) dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università con la presenza dell’on. Elisabetta Piccolotti (Alleanza Verdi-Sinistra), che ha voluto ospitare l’evento in uno dei palazzi più importanti della politica, don Renato Sacco (Pax Christi) e Candida Di FrancoGiuseppe Curcio e Michele Lucivero, che lavorano assiduamente con altr* docenti e attivist* all’interno dell’Osservatorio per la produzione di documenti utili a fermare il processo di militarizzazione delle scuole.

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IL 4 NOVEMBRE NON È LA NOSTRA FESTA. Manifestazione a Palermo, piazza Pretoria ore 17.00

4 NOVEMBRE: NON È LA NOSTRA FESTA

Il 4 NOVEMBRE è l’anniversario dell’armistizio che pose fine alla Prima guerra mondiale (1914-1918).

In Parlamento procede l’iter che potrebbe portare al ripristino del 4 NOVEMBRE come festa nazionale (abolita nel 1977). Una simile celebrazione rappresenta un ulteriore passo in avanti rispetto al processo di normalizzazione della guerra e di marginalizzazione della cultura della pace che quotidianamente osserviamo nel mondo educativo e nella società.

Ci sgomenta la particolare attenzione rivolta alle scuole, invitate anche in questa giornata a “sensibilizzare gli studenti sul ruolo quotidiano che le Forze armate svolgono“. Si tratta di una ennesima narrazione falsa ed edulcorata che tace sulla violenza e sulle distruzioni della guerra e mette in risalto quegli interventi in occasione, per esempio, di calamità naturali, che in realtà potrebbero essere svolti da un servizio potenziato di Protezione Civile. Un tentativo di far accettare supinamente alle nuove generazioni l’inevitabilità delle guerre eludendo ogni forma di riflessione critica sul tema.

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