RIPARTE LA SCUOLA TRA PRECARIATO E INTERROGATIVI SUL NUOVO GOVERNO

La scuola riparte tra precariato e interrogativi sugli intenti del governo in formazione

Si assiste all’ennesima crisi di governo. I sindacati di Palazzo si rivolgono alle forze politiche per salvare il decreto precari, un decreto che i COBAS da subito hanno bollato come lontano dall’obiettivo dell’assunzione di tutti i precari ATA e docenti con almeno 36 mesi di servizio su tutti i posti liberi a vacanti, con la trasformazione dell’organico di fatto in organico di diritto, che equivarrebbe ad altre 30mila assunzioni.

Dopo la vergognosa ritirata dello sciopero unitario dello scorso 17 maggio, Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda piangono lacrime di coccodrillo chiedendo che “la scuola non paghi per l’ennesima volta l’incuria della politica”. Fingono di dimenticare che la scuola paga proprio l’incuria dei sindacati di Palazzo, che anche in quell’occasione hanno abbandonato al loro destino i 200mila precari della scuola, dopo essere stati assenti nelle piazze per chiedere la riapertura delle GaE, la stabilizzazione dei precari, la tutela dei Diplomati Magistrali e degli Insegnanti Tecnico-Pratici.

La fine del governo lascia in mezzo al guado la chiamata diretta da parte dei presidi (il Ddl deve concludere l’iter legislativo), abolita per contratto ma non per legge, che per il momento si è limitata ad abrogare solo la titolarità su ambito. La “quota 100”, che ha comunque permesso a migliaia di docenti e Ata penalizzati dalla Fornero di andare in pensione, ha però incrementato la carenza di personale, dato che i posti liberati non saranno completamente coperti dal personale che è stato assunto in questi giorni. Con l’aggravante che l’esaurimento di molte graduatorie renderà sempre più necessaria la chiamata dalle Messe a Disposizione, con procedure inevitabilmente poco chiare.

In sostanza, le scuole si aprono con personale ATA e docente che sarà precario in 1 caso su 5, mentre l’intesa firmata dai Cinque sindacati si rivela fuffa per quello che era, poiché saltano sia i concorsi riservati che erano stati annunciati (mentre sono terminati quelli varati dai precedenti governi) sia i percorsi per l’abilitazione dei tanti precari.

Per quanto riguarda il sostegno degli alunni diversamente abili, gran parte delle cattedre andranno in supplenza a docenti non specializzati, con gli ormai abituali problemi di continuità, che sarebbero risolti dall’attivazione di percorsi di specializzazione gratuiti e dall’assunzione. Il 40% delle cattedre di sostegno sarà “in deroga”, cioè 2 posti su 5 saranno con supplenza fino al 30 giugno e senza la possibilità di far rientrare tali posti nell’organico di diritto.

Come sempre, le famiglie e i docenti potranno contare sul supporto legale dei COBAS affinché siano effettivamente garantiti i diritti degli alunni diversamente abili, rivolgendosi alle nostre sedi.

Per quanto riguarda il personale ATA, le 8mila assunzioni che si stanno facendo in questi giorni sono assolutamente insufficienti a coprire gli altri 22mila posti vacanti, i 30mila in organico di fatto che sarebbero da collocare in organico di diritto e gli ulteriori 20mila che sarebbero necessari a coprire l’aumento dei carichi di lavoro derivanti dalla Legge 107 approvata a colpi di fiducia dal governo Renzi. Senza contare che, grazie anche alle gravi posizioni assunte da Cgil Cisl e Uil nell’incontro dello scorso 1° agosto sull’internalizzazione dei lavoratori ex-LSU e appalti storici, quei lavoratori attenderanno ancora il posto di lavoro che è stato loro tolto per far mangiare ditte e cooperative in combutta con quei sindacati.

CONCORSI: PUNTEGGI DA RETTIFICARE

CONCORSO STRAORDINARIO INFANZIA E PRIMARIA

RETTIFICA ERRONEA ATTRIBUZIONE PUNTEGGI TITOLI E SERVIZI

Molte/i docenti, in seguito alla pubblicazione delle graduatorie provvisorie del concorso straordinario indetto con D.M. del 17 ottobre 2018, hanno riscontrato sulla loro posizione l’attribuzione di un punteggio inferiore a quanto stabilito dalle norme relativamente a titoli e servizi. In alcuni casi le commissioni non hanno preso in considerazione i reclami presentati al fine della rettifica del punteggio. È perciò necessario che l’Amministrazione emani dei decreti in autotutela al fine di non incorrere nell’apertura di un contenzioso che potrebbe vederla soccombere e che differisca le convocazioni già programmate.

I Cobas – Comitati di Base della Scuola – invitano i colleghi e le colleghe vittime di tale ingiustizia ad inviare la diffida disponibile presso le nostre sedi. Tale diffida può valere sia come reclamo (da presentare entro 5 giorni dalla pubblicazione delle graduatorie provvisorie) sia come richiesta di decreto in autotutela (da presentare dopo la pubblicazione delle graduatorie definitive, in caso di mancato accoglimento del reclamo).

I Cobas invitano gli Uffici Scolastici Regionali e i singoli responsabili dei procedimenti in oggetto ad agire in autotutela, anche differendo, se necessario, le convocazioni, al fine di permettere il riesame del punteggio attribuito e la pubblicazione di nuove graduatorie definitive, con l’avvertimento, in caso di inottemperanza entro i termini di legge, di procedere, senza ulteriore avviso, ai ricorsi ai TAR regionali contro le Amministrazioni e i singoli soggetti responsabili del procedimento anche per il risarcimento dei danni subiti e subendi, come conseguenza dell’illegittima omissione di atti dovuti.

I Cobas – Comitati di Base della Scuola invitano le colleghe e i colleghi a prendere contatto con le sedi provinciali per organizzare la loro presenza presso gli uffici dell’USR, al fine di far valere le loro ragioni e sostenere i  ricorsi nei casi in cui ne ricorrano le condizioni.

GARANTIRE I DIRITTI DI STUDENTI E STUDENTESSE DISABILI ATTRAVERSO LA TUTELA DEI DIRITTI DEGLI/LLE ASSISTENTI

Dopo l’affollata assemblea della scorsa settimana, in cui sono state evidenziate le criticità contenute nell’Avviso di accreditamento per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione agli studenti e alle studentesse della Città Metropolitana di Palermo nonché le discordanti procedure messe in atto dai diversi Enti Locali siciliani per fornire il servizio, durante la manifestazione delle Associazioni aderenti FIRST e delle OO.SS. sotto l’Assessorato Regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro si è svolto un incontro con la dott.ssa Barresi e l’assessore Scavone.

Durante l’incontro è stato comunicato il testo che sostituirà il 2° comma dell’art. 6 della l. r. n. 24/2016 sulla delega della Regione alle ex province siciliane della gestione dei servizi di assistenza. Questo nuovo testo prevede, come già da tempo richiesto, l’adozione di“linee guida al fine di rendere omogenea l’erogazione del servizio in tutto il territorio regionale”. L’Assessorato ha anche assicurato, dopo una preliminare interlocuzione con le tre Città metropolitane e i Liberi consorzi comunali della regione, il coinvolgimento delle parti sociali nella definizione delle linee guida, nell’interesse degli studenti e delle studentesse disabili e anche dei diritti degli operatori e delle operatrici che da anni garantiscono questo servizio.

A proposito delle criticità dell’attuale gestione dei servizi, a nostro parere peggiorate dal nuovo Avviso della Città Metropolitana di Palermo, è stata ribadita la necessità di garantire:

– sufficienti risorse economiche per l’erogazione di tutti i servizi richiesti;

– il rispetto delle ore di assistenza previste dal Piano Educativo Individualizzato – PEI, redatto per ogni studente/ssa senza le decurtazioni attualmente conseguenti alle eventuali assenze;

– l’effettiva collaborazione/copresenza tra assistenti e docenti di sostegno.

Per quanto ci riguarda, ribadiamo la necessità di sospendere il nuovo iter di accreditamento per trovare soluzioni che consentano di:

1.“assicurare nella scelta e nell’attuazione degli interventi socio-sanitari la collaborazione della famiglia”(art. 5, comma 1, lett. e) l. n. 104/1992) anche attraverso l’accreditamento diretto degli/lle assistenti;

2. tenere in debito conto il punto 2. della Delibera ANAC n. 32/2016;

3. prevedere procedure di sostituzione del personale assente che garantiscano la continuità del servizio in favore della persona disabile;

4. prevedere una clausola che garantisca la continuità lavorativa del personale;

5. mantenere il “rischio di impresa” in capo agli enti accreditati;

6. rispettare l’inquadramento per il personale Assistente previsto dal CCNL Cooperative Sociali 2017/2019;

7. prevedere un sistema di rilevazione delle presenze rispettoso dei diritti del personale.

Palermo, 13 giugno 2019

PRECARIATO MAGISTRALE: I RICORSI NON BASTANO

La sentenza del Consiglio di Stato è una dura sconfitta per i/le diplomati/e magistrali

Proponiamo un’Assemblea nazionale e iniziative di mobilitazione

La sentenza della plenaria del Consiglio di Stato del 20 febbraio 2019 ribadisce quella del 20 dicembre 2017 e rappresenta una dura sconfitta per i/le diplomate/i magistrali (DM) anche in previsione del pronunciamento della Cassazione che dovrà esprimere il proprio parere entro il 20 marzo. Pur comprendendo l’enorme delusione di tutte/i i/le DM, occorre ricordare che fin dall’inizio di questa vicenda abbiamo più volte ribadito che non condividevamo l’impostazione di limitarsi alla battaglia legale, ossia di centrare la questione dell’inserimento in GAE sul possesso del titolo del diploma magistrale esclusivamente per via giudiziaria. Abbiamo invece affermato con forza che il punto centrale dovesse essere il lavoro precario, ossia porre, ai vari governi che si sono succeduti e si succederanno, la questione dell’intollerabilità di un lavoro a vita nello Stato come precari. Proprio per questo abbiamo sempre cercato di allargare il fronte di lotta coinvolgendo tutte le realtà del precariato: abilitati, laureati in Scienze della Formazione Primaria, docenti della secondaria, non abilitati ecc. convinti che si dovesse lavorare insieme per trovare una soluzione politica unitaria. In questo modo si sarebbe anche svelata l’operazione dei governi di utilizzare le contrapposizioni tra le diverse anime dei precari/e per mascherare la volontà di non prevedere un canale di assunzione che possa garantire il ruolo a chi da anni lavora con contratti a tempo determinato. E questo di fronte all’evidenza, ogni giorno più palese, della difficoltà di trovare docenti supplenti da parte della scuole, difficoltà che è chiaramente destinata a crescere con il prevedibile aumento delle richieste di pensionamento nei prossimi anni, con ancora più cattedre che dovranno esser ricoperte, alle quali si sommano quelle non assegnate nell’anno scolastico corrente. Le cattedre vuote da assegnare sono migliaia, e il governo, finora cieco e sordo di fronte alle legittime richieste di precari/e, deve prendere atto dell’urgente necessità di una soluzione per i nuovi reclutamenti prima del prossimo settembre.

Inoltre invitiamo il Miur a fornire con la massima celerità chiare indicazioni a tutti i docenti immessi in ruolo con riserva nell’anno scolastico in corso circa l’anno di prova che stanno attualmente svolgendo, comunicando loro se potranno o no portarlo a termine, ma anche precise procedure per tutti coloro che, essendo di ruolo con riserva, si trovano esclusi dalla seconda fascia delle Graduatorie d’Istituto.

Ci rendiamo disponibili ad organizzare, insieme ad altri sindacati, associazioni, coordinamenti, un’Assemblea nazionale e iniziative di mobilitazione al fine di creare un fronte unito delle/dei docenti precari concordando mobilitazioni condivise.

ASSUNZIONE A TEMPO INDETERMINATO DI TUTTI I PRECARI

L’art. 1, comma 792, della legge di bilancio appena approvata, accanto a disposizioni positive come l’abolizione della titolarità di ambito, la riduzione del percorso di formazione iniziale e prova ad un solo anno (ammesso che in tale anno ci sia davvero spazio per la formazione…) e la possibilità di ripetere, per una volta, il suddetto percorso in caso di non superamento dello stesso, contiene provvedimenti inaccettabili per i docenti precari non abilitati che da anni reggono le sorti della scuola pubblica.

Il governo, infatti, ha deciso di non bandire il già insufficiente concorso riservato, previsto dal d.lgs. n. 59/2017 per i docenti non abilitati con tre anni scolastici di servizio, ai cui vincitori, a partire dall’a.s. 2020/2021 e attraverso un complicato calcolo di ripartizione, sarebbe spettato circa il 20% delle immissioni in ruolo. L’intenzione è quella di riservare a questi stessi docenti il 10% dei posti previsti per il concorso ordinario, cui – solo per la prima tornata – potranno accedere senza il requisito dei 24 cfu, ma essendo comunque tenuti a svolgere tutte le prove.

È ormai sempre più evidente come qualsiasi governo, da più di dieci anni a questa parte, dimostri in modo di volta in volta più forte e deciso l’intenzione, comune a tutti gli schieramenti, di cancellare il diritto dei precari all’assunzione a tempo indeterminato.

In piena opposizione a questo disegno, pertanto, rivendichiamo la necessità di prevedere:

  • un concorso non selettivo che consenta l’accesso diretto al percorso annuale di formazione iniziale e prova a tutti i precari di terza fascia con almeno tre anni scolastici di servizio;

  • l’inserimento in Gae di tutti gli abilitati e di tutti i precari di terza fascia con almeno tre anni scolastici di servizio, previo conseguimento dell’abilitazione attraverso un corso gratuito (a carico dello Stato) e non selettivo;

  • l’assunzione a tempo indeterminato su tutti i posti in organico di diritto e in organico di fatto;

  • la conservazione del sistema del doppio canale (50% da GM e 50% da GaE) almeno fino all’assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari della scuola;

  • la riapertura e l’aggiornamento nel 2020 delle Graduatorie di Istituto di terza fascia, per evitare il protrarsi del continuo ricorso alla “chiamata diretta dei supplenti” tramite messa a disposizione;

  • la trasformazione delle suddette Graduatorie di Istituto in Graduatorie Provinciali, valide per l’assegnazione delle supplenze e, una volta raggiunti i 3 anni scolastici di servizio, per l’inserimento in Gae, previo conseguimento dell’abilitazione attraverso un corso gratuito (a carico dello Stato) e non selettivo.

Assemblea diplomati magistrale e laureati SFP

Giovedì 22 novembre 2018 alle ore 17.30, presso la sede COBAS di piazza Unità d’Italia n.11, si terrà una assemblea aperta a tutti i diplomati magistrale e laureati in Scienza della Formazione Primaria, con il seguente ordine del giorno:

1) Situazione concorsi a cattedra ordinari e riservati (diplomati magistrali e laureati SFP) e situazione Graduatorie ad Esaurimento.

2) Ricorso al TAR del Lazio avverso al concorso a cattedra riservato 2018 (diplomati magistrali e laureati SFP) per tutti coloro che sono senza due anni di servizio nella scuola Statale.

3) Sentenza negativa del TAR del Lazio sul ricorso 2017 per l’inserimento in GaE dei diplomati magistrali, e ricorso in appello al Consiglio di Stato.

4) Seconda adunanza plenaria al Consiglio di Stato sui ricorsi per l’inserimento in GaE dei diplomati magistrali.

5) Varie ed eventuali.

All’incontro sarà presente l’avvocato.

ERRONEA NOMINA SUPPLENTI SOSTEGNO

Abbiamo ricevuto segnalazioni sull’erronea attribuzione di supplenze di sostegno al personale inserito nelle MAD – “messe a disposizione” – non provvisto di riconosciuta specializzazione, senza aver preliminarmente provveduto allo scorrimento delle “graduatorie incrociate”.

Di seguito il testo della lettera/diffida inviata al provveditorato e alle scuole della provincia

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All’USR Sicilia

Ufficio I – AT per la provincia di Palermo

ai Dirigenti scolastici

delle Istituzioni scolastiche della provincia di Palermo

LORO SEDI



prot. n. 127/n del 15 novembre 2018

OGGETTO: nomina supplenti di sostegno da “messa a disposizione” MAD

La scrivente Organizzazione Sindacale è venuta a conoscenza che, in diverse Istituzioni scolastiche della provincia di Palermo, si è proceduto alla errata individuazione e nomina di supplenti su posti di sostegno attraverso lo scorrimento delle messe a disposizione MAD di soggetti non abilitati e non specializzati o in possesso di specializzazione con corsi non riconosciuti come tali dal Ministero.

Nel ricordare che il Regolamento delle supplenze del 2007, richiamato dalla Nota MIUR prot. n. 37856/2018, indica la corretta procedura e la corretta successione delle graduatorie da utilizzare esauriti i candidati specializzati, ove si sottolinea, tra le altre cose, che possono presentare MAD coloro che non sono inseriti in alcuna graduatoria d’istituto di alcuna provincia italiana,

SI INVITA

l’USR Sicilia Ufficio I – AT per la provincia di Palermo a vigilare sulla corretta applicazione della normativa in questione

SI DIFFIDANO

i Dirigenti scolastici in indirizzo alla puntuale applicazione della su richiamata normativa e coloro che si discosteranno o che si siano già discostati dalla regolare procedura di individuazione dei supplenti su posti di sostegno, a ripristinare la corretta attribuzione delle nomine in oggetto.

Con riserva di ogni azione a tutela dei docenti interessati.

ASSEMBLEA PRECARI martedì 2 ottobre

Martedì 2 ottobre 2018, alle ore 18, si terrà presso la sede COBAS di piazza Unità d’Italia n. 11, un’assemblea di tutti i precari della scuola con il seguente ordine del giorno:

1) Situazione generale (GaE, concorso 2016 e concorso 2018) dopo immissioni in ruolo 2018 ed abolizione dell’emendamento De Pretis al decreto milleproroghe;

2) Situazione ricorsi al TAR del Lazio ed al Consiglio di Stato;

3) Assemblea nazionale dei precari indetta per domenica 21 Ottobre 2018;

4) Varie ed eventuali.

PRECARIATO: dopo la manifestazione dell’11/9, l’assemblea nazionale del 21/10

L’11 SETTEMBRE UNA GRANDE GIORNATA DI LOTTA DEL PRECARIATO DELLA SCUOLA

IL 21 OTTOBRE A NAPOLI ASSEMBLEA NAZIONALE PER DECIDERE COME PROSEGUIRE LA LOTTA PER UN LAVORO STABILE E ADEGUATAMENTE RETRIBUITO

L’11 settembre, dalle 9 fino a pomeriggio inoltrato, migliaia di precari/e hanno manifestato davanti a Montecitorio in occasione del dibattito parlamentare sul Decreto Milleproroghe. In tale decreto era prevista una misura che riconosceva il diritto dei/delle precari/e abilitati/e ad essere inseriti/e in una graduatoria per la progressiva assunzione in ruolo. Pur essendo per noi un riconoscimento solo parziale del diritto all’assunzione per tutti i precari/e che da anni garantiscono il funzionamento della scuola italiana, tale provvedimento è stato incredibilmente bocciato dal governo del “cambiamento” e della “dignità”, malgrado in campagna elettorale sia la Lega sia i Cinque Stelle si fossero ripetutamente impegnati a garantire il diritto di mantenere il proprio posto di lavoro alle maestre/i DM, in particolare, minacciate/i assurdamente di espulsione dalla scuola, dopo anni (o decenni) di lavoro impeccabile. E grande è stata l’indignazione dei manifestanti di fronte a questo spudorato voltafaccia, che ha portato i due partiti governativi non solo ad evitare il confronto con la piazza ma persino a rifiutare un incontro con una delegazione di precari/e, tra i quali esponenti dei COBAS.

Tra i manifestanti si è evidenziata ancora una prevalenza di maestre/i diplomate/i magistrali (in lotta da mesi) ma anche una significativa presenza di docenti abilitati TFA, PAS, Scienze della Formazione Primaria e docenti non abilitati. Decine di interventi si sono succeduti con contributi vari ed interessanti, intervallati da canti e cori che hanno chiaramente fatto intendere che la lotta del precariato della scuola non si esaurisce qui, anzi, come proposto e deciso in piazza, va estesa con assemblee territoriali per arrivare ad una Assemblea nazionale a Napoli il 21 ottobre di tutte le realtà del precariato, nella quale si decideranno le prossime iniziative di lotta unitaria per un lavoro stabile ed adeguatamente retribuito.

Come COBAS continueremo ad appoggiare le lotte del precariato della scuola ritenendo assolutamente indegno il comportamento del governo che, in continuità con quello precedente, vuole perpetrare il precariato a vita. È pertanto fondamentale che si realizzi l’unità delle diverse realtà dei/delle precari/e, a partire dal livello territoriale con Assemblee provinciali e regionali, per giungere con delegazioni unitarie territoriali all’Assemblea del 21 a Napoli, ove decidere le forme di lotta da praticare durante la discussione alla Camera e al Senato della Legge di Stabilità.

11 settembre PRECARIATO IN PIAZZA

11 settembre, il precariato della scuola in piazza per il riconoscimento del diritto ad un lavoro stabile e adeguatamente retribuito

A Roma, manifestazione unitaria al Parlamento, piazza Montecitorio, dalle 9.00 alle 14.00

L’emendamento al decreto “mille proroghe”, approvato dal Senato il 3 agosto scorso, offre all’intero movimento dei/delle precari/e della scuola l’occasione per ritrovare la compattezza e l’unità purtroppo mancata spesso in passato e fondamentale per vincere la battaglia per il riconoscimento del diritto ad un lavoro stabile e adeguatamente retribuito.

Tale emendamento può essere oggetto di diverse critiche, ma riteniamo che possa costituire un primo passo verso l’affermazione di tale diritto.

Conseguentemente, in occasione dell’inizio della discussione del decreto alla Camera, abbiamo indetto come Anief, Cobas e Cub una manifestazione nazionale davanti alla Camera, a piazza Montecitorio, alla quale invitiamo tutti/e i/le precari/e e le loro associazioni per dare vita ad una forte e significativa pressione sulle decisioni del nuovo Parlamento.

La piattaforma sulla quale come Anief e Cobas abbiamo indetto la manifestazione è la seguente:

1) inserimento in GAE di tutti i docenti abilitati

2) conferma dei ruoli di chi ha superato l’anno di prova

3) trasformazione dei posti in organico di fatto e di quelli in deroga sul sostegno in posti in organico di diritto e stabilizzazione di tutti i precari/e

4) parità di trattamento giuridico ed economico tra personale di ruolo e personale precario

5) ripristino del primo gradone stipendiale per i neo assunti dal 2011

6) modifica delle regole sui trasferimenti in modo tale da sanare gli effetti nefasti della legge 107/2015

7) riconoscimento per intero del servizio prestato da precario nella ricostruzione di carriera

8) salvaguardia degli aumenti contrattuali assegnati per il 2018, recupero dell’inflazione e ripristino dell’indennità di vacanza contrattuale

Piero Bernocchi  portavoce nazionale COBAS       Marcello Pacifico presidente ANIEF