CONVEGNO CESP PALERMO 22 MARZO 2023

IL MODULO DI ISCRIZIONE AL CONVEGNO

LA LOCANDINA DEL CONVEGNO

IL MODELLO PER LA RICHIESTA DI ESONERO

CONVEGNO CESP – PALERMO 10 MARZO 2023

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IL MODELLO PER LA RICHIESTA DI ESONERO

Convegno CESP – LA SCUOLA AL TEMPO DELLE PANDEMIE. Palermo 23.11.2022

MATERIALI DI DISCUSSIONE DEL CONVEGNO

CONVEGNO CESP: LA SCUOLA AL TEMPO DELLE PANDEMIE

Quasi tre anni di pandemia Covid hanno sottoposto la comunità scolastica a tante misure spesso complicate, a volte non comprensibili, calate dall’alto. Ne siamo usciti/e frastornati/e. Riteniamo che occorra una riflessione comune e pacata sulle misure, sulla loro efficacia e sulle conseguenze che hanno prodotto tra lavoratori e lavoratrici, tra alunni e alunne per ricostruire un clima di ascolto e fiducia reciproca in difesa del diritto alla salute e al lavoro. Insieme a una psicologa, una docente, un medico ed un avvocato che se ne sono occupati/e, proponiamo una discussione libera. (All’interno del modulo di iscrizione, raggiungibile QUI, è possibile formulare già delle domande rivolte ai relatori del convegno.)

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MATERIALI E VIDEO DEL CONVEGNO

UN ALTRO STUDENTE MORTO SUL LAVORO

IL LAVORO OMICIDA E L’ADDESTRAMENTO A MORIRE PER LAVORO: È ORA DI ABOLIRE L’ALTERNANZA SCUOLA LAVORO, DI PERSEGUIRE PENALMENTE I RESPONSABILI DELLE MORTI SUL LAVORO

Dopo Lorenzo a gennaio e Giuseppe a febbraio, ieri è caduto vittima della scelleratezza dell’alternanza scuola-lavoro Giuliano, massacrato da una lastra d’acciaio evidentemente non posizionata in sicurezza.

Altri incidenti gravi sono accaduti ad altri studenti, tra maggio e giugno, che solo per fortunose circostanze non si sono trasformati in tragedia.

Le parole di cordoglio del Ministro Bianchi, che seguono quelle dei predecessori, sono vergognose e insopportabili: dobbiamo chiedere con forza che il prossimo governo nella prossima legislatura abolisca l’alternanza scuola-lavoro senza se e senza ma.

La scia di sangue che gronda sul mondo del lavoro, con morti quasi quotidiane provocate da incuria, non rispetto delle norme di sicurezza, orari troppo lunghi e ricatti occupazionali soprattutto nel settore degli appalti, è arrivata a imbrattare anche la scuola mietendo vittime tra studenti impiegati in attività che sono evidentemente forme di sfruttamento piuttosto che attività formative professionali.

L’alternanza scuola lavoro, ora PCTO, è un addestramento per milioni di ragazze e ragazzi al devastato mercato del lavoro, un modo per fare conoscere (e accettare come normale) il ricatto occupazionale, salariale, contrattuale, la riduzione fino alla scomparsa dei diritti: nel pacchetto sono inclusi anche il rischio di incidenti e il pericolo della morte.

È così che si preparano le giovani generazioni a considerare il lavoro un’attività in cui sono diminuiti, fino a perdersi, i diritti di cittadine e cittadini, e a trasformarsi in manodopera pronta ad accettare condizioni di lavoro, contrattuali e salariali sempre più indecenti in nome della concorrenza sul mercato e dei profitti (sempre più risicati per le piccole aziende, spesso al servizio di multinazionali, disposte a smantellare ogni presidio di sicurezza o di diritti pur di raggiungere il fatturato).

Non possiamo più rimanere a guardare questo stillicidio di lavoratori e lavoratrici, carne e sangue delle classi sfruttate: occorre una mobilitazione generale per la sicurezza e contro gli “incidenti” e le morti sul lavoro, piaga che si intreccia con la profonda crisi economico-sociale; va rafforzato il controllo pubblico nelle fabbriche e su tutti i luoghi di lavoro, ma anche costituiti comitati di lavoratori e lavoratrici per un controllo diretto operaio; vanno perseguiti penalmente gli omicidi da lavoro; va abolita immediatamente l’alternanza scuola lavoro e restituita alla scuola la sua funzione costituzionale, garantendo il diritto allo studio a tutte e tutti; vanno abolite tutte le leggi e le forme contrattuali che hanno allargato a dismisura il lavoro precario; vanno ripristinati i diritti al lavoro, a salari e retribuzioni adeguate al costo della vita; va ricostruito un meccanismo di adeguamento automatico all’aumento dei prezzi, del caro-bollette e del caro-vita per sottrarre lavoratori e lavoratrici al ricatto salariale e frenare la corsa agli straordinari; va colpito chi sfrutta il lavoro nero e restituita a tutte e tutti la piena dignità lavorativa.

Solo in questo modo sarà possibile estirpare la piaga delle morti da lavoro e ridare ai giovani la speranza di una prospettiva lavorativa ed esistenziale, la speranza del futuro senza sfruttamento.

CONVEGNO CESP PALERMO 8 APRILE 2022

ISCRIZIONE CONVEGNO

LOCANDINA DEL CONVEGNO

MODELLO PER LA RICHIESTA DI ESONERO

TESTO PROTOCOLLO D’INTESA USR SICILIA – COMANDO REGIONALE ESERCITO DEL 20.12.2021

AGGIORNAMENTO PROTOCOLLO D’INTESA USR SICILIA – COMANDO REGIONALE ESERCITO DEL 28.12.2021

COMUNICATO SCIOPERO NO INVALSI

ABBIAMO SCIOPERATO E MANIFESTATO PER SANIFICARE LE SCUOLE DALL’INVALSI…E PER RISPONDERE AL “LUNARE” MINISTRO BIANCHI

Oggi abbiamo scioperato contro i quiz Invalsi nella Scuola Primaria e manifestato in varie città, con il sostegno della coalizione Priorità alla scuola, perché, come sosteniamo fin dall’apparire di questa “americanata”, riteniamo inutili e dannosi i quiz, con l’aggravante quest’anno del grottesco mantenimento dell’impianto malgrado la pandemia e il fatto che gli alunni/e hanno perso tanti mesi di scuola vera, lasciati in balia di quel pessimo surrogato che è la didattica a distanza, e richiamati in presenza solo per svolgere i quiz, evidentemente ritenuti più importanti della didattica quotidiana.
Invece di lavorare perché nel prossimo anno scolastico si possano frequentare regolarmente le lezioni (abolizione delle classi pollaio, assunzioni di Docenti e ATA, investimenti nell’edilizia scolastica e potenziamento dei trasporti) il Ministero ci ha riproposto l’inaccettabile rito, ora ancor più assurdo e surreale di sempre. Per dire cosa? Che gli studenti sono indietro con gli apprendimenti? Che il divario degli apprendimenti si è ulteriormente allargato a seconda delle famiglie di provenienza? Contro tutto questo hanno protestato oggi a gran voce alcune migliaia di docenti, Ata, genitori (molti/e dei quali non hanno mandato i figli a scuola a fare i quiz) e bambini/e della Primaria che hanno scioperato e sono scesi in piazza in varie città italiane .In particolare a Roma, a 100 metri dal Parlamento, maestre/e, genitori e alunni/e hanno dato vita ad un happening colorato , combattivo e allegro al contempo, con una rappresentazione teatrale che ha sollecitato anche un buon numero di bambini a prendere il microfono ed esprimere in maniera illuminante la loro protesta. Ma abbiamo approfittato delle manifestazioni anche per dare una risposta immediate alle ultime sortite – espresse con un tono stralunato di chi sembra appena sbarcato da terre aliene – del ministro Bianchi. Il quale, in audizione alla Camera, ha lasciato basiti i parlamentari dicendo che a settembre si tornerà tutti/e in presenza (e vorremmo vedere!) ma che la DaD verrà “implementata”. Che diavolo intendesse dire non si é capito. Ma la DaD è stata seppellita nel ridicolo e sconfessata dallo stesso Draghi con le riaperture generalizzate, e non potrà essere riesumata: le energie governative vengano piuttosto impiegate, e in fretta, per trovare tante nuove aule, per stabilizzare tanti precari, docenti ed Ata  e per ridurre gli alunni/e per classe. E, a proposito di precari/e, oggi il “lunare” Bianchi se ne é uscito con la strampalata dichiarazione che ,sì, ne verrà stabilizzata una parte ma non ci saranno “sanatorie”. Ma come si fa a chiamare “sanatoria” l’assunzione stabile di docenti che sono stati giudicati in grado di insegnare per anni (alcuni per decine di anni) e ora dovrebbero sottoporsi a nuove e insopportabili forche caudine? Che si proceda nella maniera più semplice e rapida: stabilizzazione intanto di tutti i docenti precari/e con almeno 3 anni di servizio e gli Ata con 24 mesi. E si riparta a settembre con tante più aule e con meno studenti per classe, e con i trasporti urbani adeguati: e ovviamente si cancelli definitivamente l’obbrobrio Invalsi. Poi parleremo del resto.

Esecutivo nazionale COBAS – Comitati di base della Scuola

6 maggio 2021

Tra DaD e scuola in presenza: una riflessione sui processi di valutazione

CONVEGNO NAZIONALE DI AGGIORNAMENTO/FORMAZIONE PROMOSSO DAL CESP IN VIDEOCONFERENZA

Venerdì 14 maggio 2021 ore 8,30/13,30

Ore 8,30 Registrazione partecipanti

Introduce e coordina: Nino De Cristofaro (Docente, CESP Sicilia)

Ore 9,00 Relazioni:

Giovanna Mezzatesta (Dirigente Scolastica, LS.S Bottoni, Milano)

Valutare il prodotto o il processo

Katia Perna (Dirigente Scolastica CD Rapisardi, Catania)

La nuova valutazione nella scuola primaria: problemi e prospettive.

Stefania Pisano (Docente, LC Cutelli, Catania)

Le euristiche cognitive e la valutazione

Serena Tusini (Docente, Esecutivo Nazionale Cobas Scuola)

Una valutazione orientata al cambiamento

Ore 10,20 Pausa; ore 10,40 Dibattito; ore 13,00 Conclusioni

Esonero dal servizio per tutto il personale Docente e Ata(art. 64 commi 4, 5 e 7 del Ccnl 2006/2009). Attestato di Partecipazione.

Per partecipare: https://global.gotomeeting.com/join/243844373 Codice accesso: 243-844-373

Poiché la piattaforma può contenere sino a 250 partecipanti, chi è interessata/o al convegno deve inviare una mail a: cobascatania@libero.it e attendere la conferma.

Il CESP è Ente accreditato per la formazione/aggiornamento del personale della scuola (DM 25/7/2006 prot. 869 e Circ. MIUR prot. 406 del 21/2/2006)

Scarica la locandina del convegno.

Scarica il modello di esonero dal servizio.

6 maggio SCIOPERO INVALSI ELEMENTARE

Il 6 maggio sciopero COBAS nella Primaria per una moratoria dei quiz Invalsi e una ridiscussione del sistema di valutazione della scuola

Nei giorni scorsi il ministro Bianchi ha preso la decisione di annullare per quest’anno le prove standardizzate Invalsi nelle classi seconde delle scuole secondarie di secondo grado. La decisione prende atto della difficile situazione delle scuole e del tormentato anno didattico che è stato vissuto con grande fatica da studenti, insegnanti e genitori, rendendo decisamente fuori luogo la somministrazione di test come se tutto fosse come due anni fa. È evidente che le prove che sono state elaborate per raccogliere dati in una situazione di normale didattica non possono essere ragionevolmente proposte nel contesto presente. Se però appare assennata e condivisibile la decisione per queste classi, risulta francamente incomprensibile la conferma contestuale di tutte le altre prove Invalsi, quelle rivolte ai maturandi, agli studenti delle scuole secondarie di primo grado, alle bambine e ai bambini di quinta e seconda elementare. Da una parte osserviamo una presa d’atto della drammaticità dell’emergenza che la scuola italiana sta vivendo, ma allo stesso tempo risulta evidente un’ostinazione burocratica a confermare nei marosi della pandemia i rigidi assolvimenti della scuola pre-pandemica. Questa rigidità – tra l’altro – sta giustamente suscitando le critiche e le richieste di sospensione che giungono da tutti i soggetti della scuola, a partire dai genitori e dagli studenti fino ad arrivare al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Che senso può avere effettuare i test quest’anno a classi decimate, a frequenza se va bene del 50%, dopo mesi e mesi di didattica a distanza, mentre si fatica a trovare tablet e connessioni da assicurare ai bambini o alle ragazze confinati a casa, o a reperire supplenti per sostituire i docenti in quarantena? Davvero l’ottusità burocratica può arrivare a questa ostinata rivendicazione del suo potere sulla scuola reale e sulla sua sofferenza?

Noi chiediamo al Ministero di sospendere quest’anno tutte le prove Invalsi, lasciando ai docenti e agli studenti la possibilità di concentrare le esigue forze rimaste sulla didattica quotidiana, sul confronto e sullo scambio dialettico a partire dalle dure esperienza del presente, sul consolidamento delle preziose relazioni umane e pedagogiche che sono riuscite in questi due anni a far sopravvivere la scuola e le persone che la abitano. Chiediamo anche di aprire, a partire da questa estate, un confronto ad ampio raggio sulle modalità di valutazione nella e della scuola italiana. Il sistema messo a punto dall’Invalsi in questi anni a fronte di ingenti spese ha prodotto dati di conoscenza dalla scarsa affidabilità e utilizzabilità per migliorare la scuola nazionale a prezzo di pesanti effetti controproducenti sulla didattica e sull’organizzazione della scuola. In particolare, si sta diffondendo l’addestramento ai quiz, che punta all’acquisizione di nozioni e/o di quella particolare competenza che mira alla scelta della risposta ritenuta esatta dall’Invalsi, che sovente non é neppure la migliore o l’unica possibile, e la scuola italiana, di fronte al dilagare dell’analfabetismo cognitivo, ha bisogno di rimettere al centro lo sviluppo delle capacità cognitive ( capacità di analisi, di sintesi, spirito critico, autonomia di giudizio..). Le innovazioni normative introdotte quest’anno per quanto riguarda la valutazione nella scuola primaria hanno costituito un segnale di inversione di tendenza che a nostro parere va sostenuto. È giunto il il momento di ritornare a discutere quali strade percorrere per raccogliere informazioni sullo stato di salute della scuola, coinvolgendo nel dibattito le diverse componenti della scuola, a partire dai docenti, considerati come parte attiva della riflessione e non come meri somministratori di test elaborati altrove.

Per tutto questo i Cobas indicono uno sciopero della primaria il 6 maggio, giorno della prova Invalsi di italiano in seconda e quinta elementare, e invitano i lavoratori/trici di tutti gli ordini di scuola alla mobilitazione per il ritiro dei quiz Invalsi

ILLEGITTIMA ATTIVAZIONE DaD/DDI

Ai Dirigenti scolastici delle Istituzioni scolastiche della Sicilia

prot. n. 48 del 19 marzo 2021

Oggetto: illegittima attivazione DaD/DDI

La scrivente Organizzazione Sindacale è venuta a conoscenza che in numerose Istituzioni scolastiche siciliane viene illegittimamente attivata la didattica a distanza per ragioni non previste dalla normativa vigente.

Su tale questione, facciamo notare che:

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CONVEGNO CESP IN VIDEOCONFERENZA mercoledì 24 marzo 2021

CONVEGNO NAZIONALE DI AGGIORNAMENTO/FORMAZIONE IN VIDEOCONFERENZA RIVOLTO A TUTTO IL PERSONALE SCOLASTICO, APERTO ALLA PARTECIPAZIONE DI TUTTE/I COLORO CHE HANNO A CUORE LA SCUOLA PUBBLICA STATALE

Dal PEI al PEI: il nuovo modello nazionale

mercoledì 24 marzo 2021 ore 8.30 – 13.30

Introduce e coordina: Carmelo LucchesiCesp Sicilia

8,30 APERTURA DELLA PIATTAFORMA

9,00 RELAZIONI

Mariachiara GaracciAvvocata specialista in diritto scolastico

Le novità introdotte dal DM n. 182/2020 successive al Dlgs 66 e Dlgs 96 del 2019

Sebastiano Ortu Insegnante di Sostegno scuola secondaria di II grado, Pisa

Nuovo PEI, vecchie abitudini. Tagli, burocrazia e nostalgia delle classi differenzialio

PAUSA

11,00 RELAZIONI

Antonella Chiazza Docente di scuola secondaria di I grado, Palermo

Analisi dei nuovi modelli di PEI

Leonardo Alagna Insegnante di Sostegno scuola secondaria di II grado, Palermo

L’iter per l’attribuzione delle risorse relative al sostegno e responsabilità del processo

12,30 RISPOSTE DEI RELATORI ALLE DOMANDE DEI PARTECIPANTI E CONCLUSIONI

PROGRAMMA DEL CONVEGNO

MODELLO PER LA RICHIESTA DI ESONERO

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE AL CONVEGNO

AVVISO: CHIUSURA ISCRIZIONI AL CONVEGNO CESP DEL 24 MARZO 2021

 Oggi lunedì 22 marzo 2021 alle ore 14.00 si è chiusa l’iscrizione al convegno Cesp “Dal PEI al PEI” in programma per il 24 marzo 2021, per consentire l’effettuazione delle operazioni tecniche della raccolta delle adesioni e dell’invio del link e del codice per il collegamento su piattaforma Zoom.

Per particolari esigenze di comunicazione in relazione alla partecipazione al convegno si può inviare una mail all’indirizzo cobasscuolapa@gmail.com .

Il CESP èEnte accreditato per la formazione/aggiornamento del personale della scuola (DM 25/7/2006 prot. 869 e Circ. MIUR prot. 406 del 21/2/2006). Esonero dal servizio per tutto il personale docente e Ata (art. 64 commi 4, 5 e 7 del Ccnl 2006/2009).