UN’ALTRA DS CONDANNATA PER I SUOI COMPORTAMENTI ILLEGITTIMI

Dopo la condanna della dirigente dell’IC 4 di Bologna [QUI], anche il Tribunale di Caltagirone [CT] pone fine a una situazione complessa e difficile, contrassegnata da una direzione dell’Istituto allergica al dibattito e alla condivisione delle scelte. Un clima nel quale la dirigente scolastica non ha mai applicato la normativa [in particolare il d.lgs n. 165/2001] secondo la quale il dirigente deve operare «Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici».

La Giudice del lavoro di Caltagirone ha accertato la natura antisindacale della condotta tenuta dalla ds e ordinato «all’amministrazione resistente e, per essa, all’Istituto Comprensivo statale “G. Arcoleo – V. Da Feltre” di Caltagirone, in persona della dirigente pro-tempore:
– di cessare la condotta antisindacale accertata e di astenersi dalla reiterazione della stessa, riaprendo il confronto negoziale sulle materie indicate in motivazione e proseguendo le trattative secondo i principi di correttezza e buona fede;
– di pubblicare il presente provvedimento – entro 15 giorni dalla sua comunicazione – nella bacheca sindacale dell’Istituto Comprensivo statale “G. Arcoleo – V. Da Feltre” di Caltagirone e nell’area riservata al personale del medesimo Istituto, per un periodo di venti giorni consecutivi.
Condanna parte resistente al pagamento delle spese processuali che si liquidano in complessivi euro 2.610,00, oltre I.V.A. e C.P.A. e spese forfettarie al 15%, come per legge. (decreto del 22 Agosto del 2026)»
.

Prima di questa condanna, per ben due volte era dovuto intervenire il TAR per imporre alla ds di fornire ai docenti che li avevano richiesti verbali relativi all’attività degli organi collegiali. Anche in questo caso condannando la dirigente pro-tempore al pagamento delle spese.

Ancora, più volte il Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza-RLS aveva segnalato alla ds e al RSPP situazioni meritevoli di immediati interventi. Segnalazioni che non avevano ricevuto nessuna risposta ed è dovuto intervenire lo SPRESAL-Servizio Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro che, dopo aver ispezionato i locali dei diversi plessi, ha disposto lo svolgimento degli interventi necessari. Stiamo parlando di interventi volti a garantire la sicurezza di studenti e lavoratori della scuola.

A promuovere il ricorso ex art. 28 dello Statuto dei lavoratori COBAS Scuola e SNALS.

In particolare, la dirigente scolastica è stata condannata per aver impedito che le trattative con la RSU sul contratto di Istituto procedessero regolarmente. Essa, infatti, si è rifiutata di presentare, nonostante le continue e reiterate richieste dei sindacati, una proposta che permettesse di individuare correttamente la destinazione delle cifre a disposizione. In sostanza, la DS, rispetto a diverse voci, ha indicato soltanto la cifra complessiva da dividere, riservandosi la facoltà di decidere lei, a fine anno, a chi e in che misura distribuire gli incentivi previsti dal fondo di Istituto. Un modo di agire, quest’ultimo, che esprime una idea di Scuola nella quale la ds si ritiene e agisce da monarca assoluto.

Gli interventi della magistratura hanno perciò permesso di ripristinare una corretta dialettica democratica, restituendo piena dignità a tutti i lavoratori della scuola. Elemento, quest’ultimo, essenziale per determinare un contesto generale positivo, in grado di offrire a tutta la comunità, e in primo luogo agli studenti, il clima necessario per un ottimale processo didattico-educativo.

Questo è un altro esempio di quanto sia importante che docenti e ATA non subiscano passivamente quanto troppi/e ds cercano di imporre al personale senza neppure rispettare le normali regole di convivenza. Come dimostrano gli innumerevoli casi che si verificano nelle nostre scuole – di cui queste recenti sentenze sono solo una piccolissima parte – diventa sempre più urgente «superare i timori indotti da futili preoccupazioni di carriera, delle nostre relazioni con coloro che sembrano aver potere su di noi, o di qualsiasi cosa che possa turbare la tranquillità della nostra esistenza quotidiana», esercitare cioè quel «coraggio civile» di cui scriveva Weizembaum, per riprendere nelle nostre mani la difesa dei nostri diritti e il destino della Scuola Pubblica.

I COBAS continueranno a lottare per avere ambienti di lavoro sereni, democratici e collaborativi, a tutela dei diritti che garantiscono la dignità e il rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori.

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