
I COBAS SCUOLA VINCONO IN TRIBUNALE CONTRO IL MINISTERO
RISARCIMENTO PER L’ABUSIVA REITERAZIONE DEI CONTRATTI A TERMINE
Una importante decisione del Tribunale di Terni ha sancito il diritto di una docente di scuola primaria al risarcimento del danno per l’abuso perpetrato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito attraverso la reiterazione illegittima di contratti a tempo determinato. Il provvedimento, depositato oggi, è stato patrocinato dai COBAS Scuola di Terni, che da anni si battono contro il precariato selvaggio nel mondo del dell’istruzione.
La vicenda riguarda un’insegnante di sostegno che dal 2021 ha prestato servizio ininterrottamente presso lo stesso istituto per oltre 40 mesi, accumulando contratti su posti cosiddetti “di organico di fatto”. Il Tribunale, accogliendo le tesi dell’avvocato dei COBAS, Alessio Ariotto, ha stabilito che, nonostante la tipologia di supplenza, la ripetuta assegnazione alla stessa scuola e sulla stessa cattedra per un periodo superiore ai 36 mesi integra un abuso dello strumento del contratto a termine, in violazione della clausola 5 dell’Accordo Quadro Europeo (Direttiva 1999/70/CE).
La giudice ha evidenziato come «il Ministero non sia stato in grado di provare “l’esistenza di concrete esigenze che giustificassero, di anno in anno, la copertura del posto con contratti a termine”, rilevando invece un “impiego distorto dello strumento contrattuale” per fronteggiare una “perenne scopertura del posto”».
Visto il divieto nel pubblico impiego di trasformazione automatica del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato (art. 36, comma 5, d.lgs. n. 165/2001), il Tribunale ha condannato il Ministero al risarcimento del danno nella misura di quattro mensilità dell’ultima retribuzione, utile anche per il TFR, oltre interessi e spese legali.
«Questa sentenza è una importante vittoria contro l’uso strumentale e sistematico della precarizzazione dei lavoratori della scuola da parte del MIM – dichiara Martina Canali, referente precari dei COBAS Scuola –. Il giudice ha chiarito che anche le supplenze su ‘organico di fatto’, se reiterate per anni sulla stessa cattedra e nello stesso plesso, costituiscono un abuso. Non è più accettabile che il Ministero nasconda lo stato di bisogno perpetuo dietro la distinzione formale tra posti vacanti e posti disponibili. La stabilizzazione tramite concorsi riservati, che offrono solo una ‘chance’, non cancella il danno subito dai precari, che hanno diritto a un indennizzo certo».
Elisabetta Grimani, referente provinciale dei COBAS Scuola di Terni sottolinea come il Tribunale di Terni abbia applicato i più recenti principi della Cassazione (sent. n. 14815/2021 e n. 15353/2020) e della Corte di Giustizia UE, secondo cui l’immissione in ruolo è riparatoria solo se deriva direttamente e causalmente dall’abuso, cosa che non avviene nei normali concorsi. «Questa vittoria – prosegue – apre la strada a ricorsi analoghi da parte di docenti e ATA che hanno trascorso anni nella precarietà. Chiediamo ora al Ministero di non resistere inutilmente e di avviare una contrattazione seria per riconoscere il diritto al risarcimento per tutti i lavoratori vittime di questo sistema illegittimo».
Questo caso rappresenta un precedente importante e dimostra che la lotta contro l’abuso del precariato produce risultati concreti nei posti di lavoro e nelle aule di giustizia.
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