ELEZIONI RSU – Per difendere la scuola pubblica e il nostro lavoro presentiamo le liste Cobas

Car* collegh*,

come sapete dal 5 al 7 marzo si svolgeranno le elezioni per il rinnovo delle RSU in tutto il pubblico impiego, dunque anche nelle scuole.

Se vogliamo che dentro le singole scuole continui la battaglia contro la deriva quizzarola e nozionistica che sta prendendo la ex Pubblica Istruzione e, soprattutto, se vogliamo opporci al tentativo di classificare attraverso un presunto “merito” docenti e Ata, dobbiamo rafforzare la nostra presenza anche nelle Rsu, visto che siamo stati gli unici in questi anni – qualunque governo ci fosse – a contrastare con coerenza la ridicola presunzione che attraverso i risultati degli studenti si possano “valutare” scuole e docenti. 

Perfino Israel ci avverte: “Evitiamo la solita commedia all’italiana di raccogliere i resti di quello che altrove viene scartato dopo averne sperimentato gli effetti dannosi”.

Tutto questo mentre la crisi economica e finanziaria sta producendo una grave crisi occupazionale ambientale ed energetica che si sta scaricando sui ceti più deboli della società e colpirà anche la scuola, con l’avallo dell’inesistente opposizione parlamentare e sindacale.

Questi gli obiettivi che il governo “tecnico” intende perseguire:

  • massima libertà di licenziamento nel lavoro privato e in quello pubblico;
  • deportazione coatta di dipendenti pubblici da un settore all’altro della P.A.;
  • introduzione della Cassa Integrazione anche nel settore pubblico;
  • definitiva cancellazione dei contratti nazionali (bloccati, assieme agli scatti di anzianità, da oltre 5 anni) e di ogni residuo di democrazia sindacale e di diritti del lavoro; Cancellazione della causa di servizio;
  • ulteriore scempio del sistema pensionistico;
  • retribuzione dei docenti e finanziamento alle scuole basati sulla meritocrazia misurata attraverso i grotteschi quiz invalsi;

Se vuoi contribuire ad opporti a tutto questo aderisci alla nostra campagna RSU e impegnati perché nella tua scuola sia presente la lista COBAS.

Avevamo pensato di pubblicare questo messaggio più in là, visto che l’avvio della procedura per le elezioni Rsu è fissato per il 20 gennaio. 

Ma lo anticipiamo perché da alcune scuole ci segnalano che qualche furbetto sta già raccogliendo le firme necessarie per presentare le liste, proprio di quei sindacati che impongono agli altri regole che loro non rispettano. Le firme si possono raccogliere solo dal 20 gennaio in poi, quindi chiediamo a tutti voi di vigilare e di farci sapere dove accade qualcosa del genere. 

Con l’occasione facciamo il punto sulle RSU

Abbiamo partecipato a tutte le elezioni. Sin dalla prima tornata elettorale abbiamo denunciato l’iniquo meccanismo che oltre ad eleggere nelle scuole le RSU, serve a ottenere la maggiore rappresentatività e quindi godere di tutti i diritti e prerogative sindacali, primo tra tutti il diritto all’assemblea in orario di servizio.

Infatti, se la media tra voti ottenuti nelle singole scuole nelle elezioni delle RSU e il numero degli iscritti a livello nazionale supera il 5%, si ottiene l’importantissima rappresentatività, in caso contrario si rimane per altri anni senza poter incontrare e parlare con i lavoratori, senza poter affiggere un volantino se non hai eletto Rsu o se il DS lo nega.

Non ci pare molto “democratico” impedirci di fare un’assemblea perfino quando partecipiamo ad una competizione elettorale, riteniamo iniquo il meccanismo per il quale se non si trova nella singola scuola qualcuno disponibile a candidarsi, lì la lista non si può presentare e quindi coloro che ne condividono piattaforma e contenuti non la possano votare. 

Capirete bene come diventa difficile raggiungere la famosa media del 5%.

Per questo motivo chiediamo a tutti di sostenerci, di candidarvi in modo da consentire che nelle scuole ci siano le liste COBAS e che siano votate.

Tutta la documentazione e ogni chiarimento può essere chiesto alle sedi Cobas:

http://www.cobas-scuola.it/index.php/STRUTTURA/SEDI-E-CONTATTI

UNA PATRIMONIALE ALLA ROVESCIA

Una patrimoniale alla rovescia. Monti ruba a chi ha sempre pagato e non tocca ricchi, evasori, politicanti e corrotti

Alla fine Monti una “patrimoniale” l’ha fatta, però alla rovescia, applicandola a quel poco di redditi e di diritti restati a milioni di salariati e di ceti medi impoveriti: e non ai ricchi, ai grandi patrimoni, alle rendite finanziarie, agli evasori, alla casta politica, ai corrotti.

La maggiore violenza il governo bipartisan la esercita contro le pensioni. Nonostante  l’INPS sia in attivo (se si escludono le spese assistenziali,  assurdamente a carico delle pensioni), malgrado ci siano tre milioni di persone che ricevono pensioni da 5000 fino a decine di migliaia di euro mensili e/o cumulino più pensioni a lauti stipendi succhiando oltre 200 miliardi all’anno, ancora una volta vengono colpiti i più deboli. Lavoratori dai miseri salari, sfruttati fin da giovanissimi e in attività usuranti, dovranno raggiungere i 42 anni di contributi (le donne 41), con un furto di almeno 30 mila euro in media. Il passaggio al contributivo per tutti/e è un latrocinio ancor maggiore, da diverse decine a centinaia di migliaia di euro. Ed è un furto anche l’innalzamento di un anno delle pensioni di vecchiaia, mentre sparirà l’adeguamento all’inflazione delle pensioni da 1000 euro in su.

La nuova ICI colpirà (rivalutazione delle rendite catastali del 60%) tanti lavoratori/trici a basso reddito, che con grandi sforzi hanno acquistato una casa che spesso non hanno ancora pagato, mentre l’ulteriore aumento di 2 punti dell’IVA deruberà ulteriormente settori popolari già spremuti fino all’osso.

La vera “patrimoniale” è invece sparita, insieme all’aumento dell’IRPEF per i redditi più alti: eppure sarebbe bastata una tassa dell’1% sui patrimoni di quel 10% di ricchi che posseggono il 55% della ricchezza nazionale, per avere oltre 50 miliardi di euro, il doppio dell’attuale manovraccia. Nè pagheranno alcunchè le banche, la grande finanza, gli squali redditieri che hanno ingigantito la crisi e che ci si arricchiscono tuttora

Gli evasori, quelli/e che derubano le casse pubbliche di circa 300 miliardi l’anno, non verranno manco sfiorati dalla “tracciabilità” oltre i mille euro. Il taglio dei costi della politica politicante è svanito, vitalizi e cumuli di pensione (basterebbe eliminarli per recuperare un centinaio di miliardi annui) compresi. E nulla toccherà la corruzione interna alle strutture istituzionali e amministrative che dilapida almeno 200 miliardi annui.

Centrodestra e centrosinistra mugugnano come Cgil, Cisl e Uil ma accetteranno tutto, sotto diktat di quegli Stati “virtuosi”, Germania in primis, che si sono arricchiti con l’euro e che vogliono far pagare la crisi ai settori popolari dei paesi come l’Italia, che hanno salari, pensioni e garanzie dimezzati rispetto ai paesi “forti”.

Non possiamo sperare nulla dalle caste politiche e sindacali di Stato. Dobbiamo rapidamente costruire la più vasta alleanza sociale tra tutti/e coloro che pagheranno la crisi, usando tutte le forme di protesta, da mettere in campo nelle prossime settimane, che  allarghino e potenzino il fronte anti-crisi, in assoluta indipendenza dalle forze politiche e sindacali del capitalismo privato e di Stato.

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA E DA CHI CI SI ARRICCHISCE

Confederazione COBAS Centro Culturale βιοτος

CONVEGNI CESP SICILIA – LA SCUOLA AL TEMPO DELLA CRISI

CESP Centro Studi per la Scuola Pubblica – COBAS Comitati di Base della Scuola

 CONVEGNI NAZIONALI

 LA SCUOLA AL TEMPO DELLA CRISI

Autonomia, privatizzazione e mercificazione del sapere

CATANIA

Liceo Statale “G. Lombardo Radice” via Imperia, 21

Mercoledì 30 novembre 2011 ore 9.00 – 14.00

PALERMO

L.S. “G. Galilei” via Danimarca 54

giovedì 1 dicembre 2011 – ore 9.00 – 17.00

 Introduzioni

Teresa Modafferi (Cobas scuolaCatania)

Barbara Evola (Cobas scuola Palermo)

 Relazioni

Piero Bernocchi (portavoce nazionale COBAS)

Scuola Azienda, Scuola Miseria, Scuola Quiz

 Nino De Cristofaro (docente L.S.”Boggio Lera” Ct)

Quale democrazia nella scuola: il ruolo delle RSU e degli Organi Collegiali 

Ferdinando Alliata (CESP Palermo)

Difendersi nella Scuola dell’Autonomia dopo Brunetta

Catania: ore 12.00 Dibattito – 13.30 conclusioni

Palermo: ore 12.00 Dibattito – ore 13.30 pausa pranzo – ore 14.30 – 17.00 Dibattito su problematiche specifiche: Fis, supplenze, Invalsi

 Esonero dal servizio per tutto il personale docente e Ata (art. 64 commi 4, 5 e 7 del Ccnl 2006/2009). Iscrizione gratuita – Attestato di partecipazione

 Locandina convegno Catania – – Modello per la richiesta di esonero CT

Locandina convegno Palermo – – Modello per la richiesta di esonero PA

Il CESP Centro Studi per la Scuola Pubblica, Ente accreditato/qualificato per la formazione del personale della scuola (DM 25/7/2006 prot. 869), nasce nel 1999 per iniziativa di lavoratori della scuola, con l’intento di affiancare all’attività politica e sindacale dei COBAS uno spazio specificamente dedicato alla riflessione culturale e didattica sulla scuola, realizzata attraverso seminari, convegni, attività di aggiornamento/formazione e pubblicazioni. I principi di riferimento del CESP sono la difesa della scuola pubblica statale, l’opposizione alle diverse forme di privatizzazione, alle vecchie e nuove forme di mercificazione del sapere e ai processi di aziendalizzazione che stanno avanzando da alcuni anni a ritmi inediti e preoccupanti.                 CESP – Centro studi per la scuola pubblica Sezione regionale siciliana, piazza Unità d’Italia, 11 – 90144

OLTRE CENTOMILA STUDENTI E LAVORATORI SFIDUCIANO IL GOVERNO MONTI

A nostra memoria mai un governo è stato sfiduciato nelle piazze con tanta rapidità. Che le caratteristiche aziendali e ultra-liberiste del governo Monti siano cristalline lo hanno dimostrato in piazza oltre centomila studenti e lavoratori/trici COBAS e CUB in sciopero generale, che hanno manifestato il 17 novembre in più di 60 città. La partecipazione ai cortei è stata particolarmente rilevante a Roma e Napoli, con oltre diecimila partecipanti per città, ma migliaia di studenti e lavoratori erano presenti anche nelle strade di Torino, Milano, Bologna, Firenze, Palermo, Cagliari, Salerno, Genova, Bari, Catania, Pescara e, seppur con cifre minori, in almeno altri cinquanta capoluoghi di provincia. Le manifestazioni sono state assolutamente pacifiche, salvo laddove, come a Milano, Torino e Palermo, la polizia ha sciaguratamente caricato i manifestanti, provocando anche alcuni feriti. La protesta è stata corale contro il governo bipartisan Monti, che ha ricevuto invece la fiducia delle principali forze parlamentari (tranne la Lega) sulla base di un programma ultra-liberista e presentando una lista di ministri che sono stati finora esponenti ai massimi livelli di gruppi finanziari e banche, del Vaticano e del capitalismo di Stato e privato e che da sempre predicano le stesse politiche antipopolari che hanno provocato la catastrofica crisi.

Particolarmente bersagliato oggi da studenti e insegnanti il neo-ministro della Pubblica Istruzione, fino a ieri Rettore del Politecnico di Torino, Francesco Profumo, esaltatore della scuola-azienda e dell’ Università-impresa, uno che parla in italo-inglese, che si autodefinisce “marketing oriented” e “incubatore di imprese”, che si vanta di aver creato al Politecnico 109 imprese interne e 14 fondi finanziari e che si lamenta perché nelle sue facoltà gli studenti non vengono ancora formati come imprenditori; ma anche il ministro dello Sviluppo Economico e Infrastrutture il super-banchiere di Intesa Corrado Passera; o quello dei Beni culturali Ornaghi, fino a ieri Rettore della Cattolica, braccio culturale del Vaticano; o Clini ministro dell’Ambiente che, in spregio alla volontà degli italiani, straparla di nucleare da introdurre e TAV da fare a tutti i costi.

Abbiamo salutato con soddisfazione la caduta del governo Berlusconi. Ma il governo Monti si annuncia altrettanto (se non più) micidiale: vuole imporre la libertà totale di licenziare, il collocamento dei dipendenti pubblici in “esubero” in Cassa Integrazione, anticamera del licenziamento dopo 24 mesi, l’eliminazione delle pensioni di anzianità e del sistema retributivo, la privatizzazione di tutti i servizi pubblici locali malgrado i risultati dei referendum, la svendita del patrimonio naturale e artistico e le distruttive Grandi Opere, la re-introduzione dell’ICI sulla prima casa, confermando per il Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità e la retribuzione dei docenti in base ai grotteschi quiz Invalsi.

LA CRISI E IL DEBITO VANNO PAGATI DA CHI LI HA PROVOCATI E DA CHI CI SI ARRICCHISCE.

Nella manovraccia approvata dalla casta bipartisan non c’è neanche un provvedimento che faccia pagare la crisi a chi l’ha provocata e a chi ci si arricchisce. Con una seria patrimoniale, recuperando gran parte della evasione fiscale, riducendo drasticamente la corruzione dilagante nelle strutture pubbliche, riducendo le “pensioni d’oro”, cancellando le missioni di guerra e tagliando le spese militari avremmo alcune centinaia di  miliardi annui non solo per aggiustare il bilancio ma per salari e pensioni adeguati, investimenti nell’istruzione e nella sanità, nei servizi sociali, nella tutela del patrimonio naturale ed artistico; per porre fine alla precarietà e garantire un reddito minimo per tutti/e.

Particolare soddisfazione ci ha procurato, infine, l’andamento della manifestazione romana, ove studenti e lavoratori/trici dei COBAS e della CUB hanno posto fine agli intollerabili divieti del sindaco Alemanno che per un mese aveva sottratto ai cittadini/e il diritto di manifestare liberamente. Il corteo unitario è arrivato fino a 50 metri dall’ingresso del Senato dove Monti presentava il suo nefasto programma e il suo governo aziendale. Diffidiamo comunque Alemanno dal reiterare i divieti di manifestare pacificamente nelle vie della città. Fin d’ora diciamo che come COBAS ci batteremo contro qualsiasi limitazione a tale democratico diritto

Rassegna stampa sullo sciopero del 17 novembre

CONFERMATO LO SCIOPERO DEL 17 NOVEMBRE

A PALERMO MANIFESTAZIONE

PIAZZA CROCI ORE 9:30

CONTRO LA MANOVRACCIA DEL GOVERNO BIPARTISAN MONTI

IL 17 NOVEMBRE LAVORATORI E STUDENTI IN SCIOPERO E IN PIAZZA
 

Dopo l’approvazione della manovraccia, si costituisce il governo bipartisan Monti, che addirittura ne annuncia un’altra per fine anno. Salutiamo con soddisfazione la caduta del governo Berlusconi, come hanno fatto tutti i lavoratori/trici e i settori popolari che ne hanno subito le disastrose politiche. Ma il governo Monti, per i programmi e la struttura bipartisan, si annuncia altrettanto (o ancor più) micidiale per gli interessi dei salariati, dei pensionati, dei giovani e in genere di tutti i settori più deboli e disagiati. E’ un governo che mette a nudo quanto da anni ripetiamo: il centrosinistra non voleva sostituire Berlusconi per impedirne le politiche antisociali, ma casomai per intensificarle. Il bipartisan Monti intende potenziare le politiche liberiste, promuovendo la libertà di licenziamento, il trasferimento coatto di dipendenti pubblici e il loro collocamento in Cassa Integrazione, anticamera del licenziamento, l’annullamento dei contratti nazionali, l’eliminazione delle pensioni di anzianità e del residuo sistema retributivo, la cancellazione dei referendum di giugno con la privatizzazione di tutti i servizi pubblici locali, la svendita del patrimonio naturale e artistico e le distruttive Grandi Opere (TAV in primis), confermando per il Pubblico Impiego il blocco dei contratti fino al 2014 e per la scuola anche degli scatti di anzianità e la retribuzione dei docenti in base ai grotteschi quiz Invalsi.

 
LA CRISI E IL DEBITO VANNO PAGATI DA CHI LI HA PROVOCATI E DA CHI CI SI ARRICCHISCE.
Nella manovraccia la casta bipartisan non ha inserito neanche un provvedimento che faccia pagare la crisi e il debito a coloro che li hanno provocati! Il 10% degli italiani/e possiede circa il 55% della ricchezza nazionale, almeno 5000 miliardi: basta una tassa dell’ 1% per avere 50 miliardi l’anno. Con una evasione fiscale tra i 300 e i 400 miliardi annui, un taglio, fosse pure del 20%, darebbe altri 70 miliardi. La corruzione nelle strutture pubbliche divora circa 200 miliardi annui: già eliminandola al 20%, otterremmo 40 miliardi: e riducendo le “pensioni d’oro”, cancellando le missioni di guerra e tagliando le spese militari altre decine di miliardi. Tali provvedimenti fornirebbero oltre 200 miliardi annui non solo per aggiustare il bilancio ma per salari e pensioni adeguati, investimenti nell’istruzione e nella sanità, nei servizi sociali, nella tutela del patrimonio naturale ed artistico; per porre fine alla precarietà e garantire un reddito minimo per tutti/e.
Perciò i COBAS, insieme alla CUB, confermano lo sciopero dell’intera giornata di tutti i lavoratori/trici dipendenti il 17 novembre, giorno mondiale di lotta degli studenti. I COBAS saranno insieme agli studenti, alla CUB e ad altre strutture sociali, nelle seguenti manifestazioni:
Roma   P.della Repubblica ore 10; Napoli  P.del Gesù ore 9; Cagliari  P.Garibaldi  ore 9.30; Torino  P.Arbarello   ore 9.30; Firenze  P.S.Marco  ore 9.30; Milano  Largo Cairoli  ore 9; Palermo  P.Croci ore 9.30;
Bologna  P.Cavour ore 9.30   P.Maggiore ore 11; Salerno   P.Ferrovia  ore 9.30; Pescara  P.della Rinascita  ore 9; Siena  P. Matteotti ore 9; Padova   Piazzale FF.SS. ore 9; Brescia  P.Garibaldi  ore 9; Catania   P.Roma  ore 9; Potenza   Stazione S.Maria  ore 9; Trieste   P.della Borsa ore 9; Brindisi   P.le Stazione  ore 9; Caserta  P.Stazione FF.SS.  ore 9.30; Livorno  P.Cavour  ore 9; Pisa; Genova.
A Roma effettueremo un corteo da P. della Repubblica (ore 10) a P.SS. Apostolianche per porre fine agli intollerabili divieti di Alemanno, recuperando la piena libertà democratica di manifestare pacificamente  nelle vie della città.

Razionalizzazione e dimensionamento della rete scolastica della città di Palermo

In data 4.11.11 l’Assessorato Comunale della Pubblica Istruzione di Palermo ha formulato l’ipotesi di piano di razionalizzazione e dimensionamento della rete scolastica della città di Palermo.

Il Consiglio Scolastico Provinciale, di cui i Cobas Scuola fanno parte integrante, ha espresso un parere fortemente critico sul piano di ridimensionamento rilevandone il carattere di depotenziamento del sistema dell’istruzione pubblica nella nostra città. Aggiungiamo che il piano, così come formulato, rivela un orientamento di mera ragioneria contabile (taglio delle spese e dei servizi) che accrescerà il forte disagio che le famiglie, gli alunni, i lavoratori sono già costretti a subire a causa dell’impoverimento progressivo delle risorse destinate alla scuola.

Insomma una nuova puntata dello spassoso serial “Indovina a chi facciamo pagare la crisi?”

Scarica la proposta di dimensionamento del Comune di Palermo

Scarica le osservazioni delle OOSS

Parere Consiglio Scolastico Provinciale 1 – 12 – 2011

LEGGE REGIONALE N. 6 DEL 24-02-2000

Circolare n. 28 del 5/10/2011 Assessorato regionale istruzione

SCIOPERO GENERALE – 17 novembre 2011 – INSIEME LAVORATORI E STUDENTI

La “letteraccia” portata servilmente a Bruxelles dal governo Berlusconi, in ossequio alle imposizioni dei governi di Francia e Germania, è il proclama di un ulteriore massacro sociale. Essa contiene la piena libertà di licenziamento in tutti i settori lavorativi, pubblico impiego e scuola compresi; il trasferimento coatto da una Amministrazione all’altra dei dipendenti pubblici, con l’introduzione anche nel lavoro pubblico della cassa integrazione; l’annullamento dei contratti nazionali e dei diritti del lavoro; il peggioramento ulteriore del sistema pensionistico; la svendita dei beni comuni cancellando gli effetti dei referendum su acqua, servizi pubblici e nucleare; la svendita del patrimonio naturale e artistico collettivo. Il centrosinistra di fatto non si oppone al disastroso progetto, a parte qualche flebile lamento sulla libertà assoluta di licenziare.

A tutto questo, per la Scuola va aggiunto: il blocco dei contratti e degli scatti di anzianità fino al 2014, che stanno imponendo a docenti ed Ata condizioni di sottosalario intollerabili e la perdita di decine di migliaia di euro nell’arco dell’intera carriera; l’intenzione, già anticipata dalla ministra Gelmini nei giorni scorsi, di differenziare gli stipendi degli insegnanti e il finanziamento alle scuole sulla base dei risultati dei grotteschi quiz Invalsi, che nella primavera scorsa mostrarono a tutti la loro assoluta cialtroneria; un ulteriore massacro degli organici, che accentua l’intollerabilità di una scuola-miseria oramai incapace di rispondere alle richieste di istruzione di qualità per tutti/e; la vigliacca deportazione dei docenti “inidonei” per gravi motivi di salute dal loro lavoro a mansioni che non possono né devono svolgere; l’espulsione in massa dei precari.

MA INVECE C’È UN’ALTRA VIA DI USCITA DALLA CRISI: FARLA PAGARE A CHI HA CONTINUATO AD ARRICCHIRSI ANCHE IN QUESTI ANNI!

Il 10% degli italiani/e possiede circa il 55% della ricchezza nazionale, con un patrimonio globale valutato intorno ai 5.000 miliardi di euro. Basta una tassa patrimoniale di un 1% per recuperare 50 miliardi di euro l’anno. L’evasione fiscale è stimata tra i 300 e i 400 miliardi di euro annui. Con i mezzi a disposizione, se li si usa davvero, un taglio, anche solo del 20%, metterebbe a disposizione circa 70 miliardi annui. La corruzione nelle strutture pubbliche, assaltate da un esercito di clientele, divora almeno 200 miliardi annui: impedendola anche qui almeno al 20%, otterremmo altri 40 miliardi di euro. Ponendo limiti alle “pensioni d’oro” si risparmierebbero miliardi l’anno; e lo stesso avverrebbe con la cancellazione delle missioni di guerra e la riduzione delle spese militari. Già con solo questi cinque provvedimenti ci sarebbero oltre 200 miliardi annui in più, non solo per aggiustare il bilancio pubblico senza stermini sociali, ma per avere salari e pensioni adeguate, investimenti importanti nella scuola e nella sanità pubblica, nei servizi sociali, nei beni comuni, nella tutela del patrimonio naturale ed artistico; si potrebbe porre fine alla precarietà lavorativa, garantendo l’occupazione stabile, un reddito minimo per tutti/e e il benessere sociale.

Il 17 è la giornata mondiale di lotta degli studenti e in tutta Italia si svolgeranno manifestazioni delle scuole e delle Università. È la migliore occasione per avere in piazza insieme lavoratori e studenti in un fronte comune contro la “letteraccia” e il gravissimo scempio sociale che annuncia. 

Il 17 NOVEMBRE CONVOCHIAMO, INSIEME ALLA CUB, LO SCIOPERO GENERALE DELL’INTERA GIORNATA DI TUTTO IL LAVORO DIPENDENTE E MANIFESTEREMO NELLE VARIE CITTÀ INSIEME AGLI STUDENTI IN LOTTA

SABATO 15 OTTOBRE 2011 GIORNATA EUROPEA E INTERNAZIONALE DI MOBILITAZIONE

Sabato 15 ottobre 2011, alle 14,30 partirà da piazza della Repubblica a Roma la manifestazione indetta da numerose realtà associative (Confederazione Cobas compresa) per far pagare la crisi a banchieri e padroni che l’hanno provocata.

Si tratta di un’importante iniziativa in concomitanza con numerose altre manifestazioni che si terranno nelle principali capitali europee e del nord Africa contro la distruzione dei diritti, dei beni comuni, del lavoro e della democrazia compiuta, che le politiche anticrisi, in Europa e nel mondo, stanno orchestrando a difesa dei profitti e della speculazione finanziaria.

La manifestazione, al contrario di quanto  stanno già tentando meschinamente di fare alcuni mezzi di informazione, sarà l’espressione di massima inclusione, convergenza, convivenza e cooperazione delle molteplici e plurali forze sociali, reti, energie individuali e collettive che aderiscono all’appello per un nuovo modello di economia, di società partecipata, di democrazia vera.

I Cobas di Palermo organizzano la partecipazione di quante più persone possibile al corteo romano.

A tal fine comunicano le seguenti possibilità di viaggio:

– contributo di euro 50 agli iscritti Cobas per trasferimento in aereo limitatamente ai primi 50 che fanno il biglietto individualmente, per conto proprio e ne comunicano l’effettuazione alla sede Cobas di Palermo (tel. 091349192);

– trasferimento in pullman Palermo-Roma-Palermo al prezzo di 20 euro complessivi per tutti coloro che vogliono partecipare: per info e prenotazioni telefonare alla sede Cobas di Palermo (tel. 091349192).

LA SCUOLA SI È ROTTA

Mercoledì 5 ottobre  ore 15:00

Manifestazione davanti il Settore Servizi Educativi del Comune di Palermo

 via Notarbartolo n°21/a ( Albero Falcone)

Inizia un altro anno scolastico che per milioni di famiglie significherà ancora più sacrifici e ancora meno diritti, mentre per i lavoratori della scuola significherà perdita del posto e diminuzione del salario. Nella scuola dell´obbligo (fino a sedici anni, quindi anche i primi due anni di secondaria superiore) i buoni libro sono diventati un pallido ricordo, le class-pollaio arrivano ormai a superare i trenta alunni, con gravi ripercussioni sulla didattica e sopratutto sulla sicurezza di alunni e docenti.

La situazione si inasprisce a Palermo, il Comune su un bilancio di circa un miliardo di euro non è riuscito a trovare le risorse  per garantire servizi fondamentali per la cittadinanza,  le conseguenze?

  • Centinaia di bambini  senza scuola materna
  • Alunni e cittadini disabili privati dell’assistenza
  • Case famiglia costrette a chiudere
  • Scuole che cadono a pezzi senza la dovuta manutenzione
  • Arredi scolastici insufficienti
  • Mancato finanziamento del buono libro.

 

Diciamo basta al  disastro della cultura e della scuola pubblica,

Difendiamo  il diritto allo studio!

Difendiamo la scuola pubblica!

Invitiamo genitori, docenti, cittadini ad una forte mobilitazione per imporre  al Comune lo stanziamento di sufficienti risorse per superare le emergenze e i disagi   della  scuola palermitana.

Cobas                                    Cub-Alba                           USB

Il volantino della manifestazione