SOTTOSCRIVI L’APPELLO CONTRO LA SCUOLA-QUIZ

NO ALL’INVALSI, NO AL SISTEMA DI (S)VALUTAZIONE

Dal 7 al 16 maggio prossimi nella scuola italiana, dalle elementari alle superiori, si ripeterà il distruttivo rito dei quiz-Invalsi, imposti come presunta misura della qualità del lavoro dei docenti e degli studenti e come valutazione, velleitaria e strumentale, del livello di istruzione fornita dai singoli istituti.

In strutture inadeguate e in classi sovraffollate il MIUR (Ministero Istruzione, Università, Ricerca) cercherà di accelerare ulteriormente il percorso verso una distruttiva scuola-quiz, in un quadro generale di progressivo immiserimento dell’istruzione pubblica del nostro paese, che peserà come un macigno sulle future generazioni. La politica continua di tagli agli investimenti nella scuola e nell’Università dell’ultimo ventennio non poteva che determinare la situazione patologica attuale, che spiana la strada alle “proposte” private.

Ma, mentre si minavano le condizioni strutturali della scuola pubblica, si è imposta anche nel nostro paese un’idea di scuola tutta schiacciata sulla presunta “valutazione”, secondo i catastrofici criteri della scuola-azienda, finalizzata a fornire l’istruzione come se fosse una qualsiasi merce in compra-vendita.

L’utilizzo delle prove a quiz come criterio di giudizio della qualità dell’insegnamento e della scuola, a partire dalla seconda elementare fino all’accesso all’università e alla professione docente, ha assunto ormai nel sistema scolastico e universitario italiano una centralità impressionante, imposta e acquisita anno dopo anno in un silenzio sproporzionato a fronte delle trasformazioni profonde e deleterie che hanno investito la scuola, le discipline e la trasmissione della cultura.

I quiz standardizzati avviliscono il ruolo dei docenti e della didattica, abbassando gravemente la qualità della scuola. L’inserimento di questa tipologia di prova, in modo martellante e collegato alla valutazione dell’efficacia della scuola, ha un’influenza cruciale sull’impostazione quotidiana della didattica, spingendo i docenti ad abdicare alla loro primaria funzione intellettuale e a piegarsi all’addestramento ai quiz, provocando la marginalizzazione delle materie non coinvolte nella valutazione e insieme il degrado delle discipline interessate: riduzione al problem solving per la matematica e per l’italiano oscuramento della complessa composizione scritta a favore della comprensione del testo, del quale non importano più i messaggi autoriali veicolati o il loro significato storico-culturale; un brano d’autore diviene un segmento intercambiabile, avulso dal contesto soggettivo e oggettivo che lo ha prodotto e la sua fruizione annulla anche la soggettività del lettore-studente, chiamato a risposte veloci, univoche, piatte e arbitrarie. Impartire un tale insegnamento significa annullare le soggettività coinvolte nell’atto pedagogico: ad uno studente privo di pensiero critico corrisponde un docente trasformato in tabulatore sempre più lontano dall’autonomia e dalla libertà d’insegnamento.

L’impostazione standardizzata è assolutamente inadeguata a rilevare il grado di preparazione di uno studente, di un aspirante docente, di un aspirante studente universitario, né tanto meno è in grado di dare indicazioni serie sull’efficacia di un docente o di un’istituzione scolastica; non è pensabile che in base a queste prove, per altro costosissime, e ai loro risultati sia possibile per un docente, per una scuola, per il sistema scolastico generale ottenere indicazioni serie di miglioramento.

Come ha detto, brutalmente ma efficacemente, Luciano Canfora: “Per vedere la maturità di una persona è necessario che componga un testo di senso compiuto, non che faccia queste prove irrilevanti dove un cretino che ha una buona memoria supera i quiz e una persona di cultura che non ricorda un dettaglio viene esclusa”.

Ma soprattutto la standardizzazione del lavoro scolastico e dell’apprendimento è un obiettivo cruciale nella logica dell’istruzione-merce e della scuola-azienda. Essa serve a modificare alla radice il lavoro didattico, imponendo un modello universale di insegnamento-infarinatura, costringendo il docente a seguire procedure prestabilite e generalizzabili, modificando alla radice i testi scolastici. Una volta realizzata la standardizzazione e la verifica omologata dell’insegnamento, verrebbe meno la stessa necessità della presenza dei docenti con le attuali professionalità. Per realizzare e valutare i quiz/test e con essi il rendimento di uno studente e di un istituto scolastico non serve nemmeno uno specifico curriculum universitario o di qualità vera: si tratta di un lavoro subordinato, meccanico e ripetitivo, eseguibile anche da personale a bassa qualifica, persino non laureato. I/le docenti che si prestano passivamente a collaborare alla scuola-quiz e al processo di “invalsizzazione”, contribuiscono fattivamente, coscienti o meno, alla eutanasia di una professione , oltre che all’immiserimento della scuola pubblica.

Non a caso, per mettere a punto i sistemi di valutazione aziendalizzante il MIUR ha coinvolto associazioni della Confindustria, portatrici di interessi che dovrebbero restare lontani dalla scuola pubblica e dalle sua finalità: interessi che da anni spingono affinché la scuola italiana si adegui alle esigenze del sistema produttivo; poiché per essi la fase attuale ha bisogno di una scuola che non miri più alla formazione complessiva dei futuri cittadini, ma che addestri una forza lavoro in possesso di competenze generiche e flessibili, capaci di adattarsi alla condizione di precarietà endemica che li aspetta nel mondo del lavoro. Ecco perché i quiz, spesso demenziali, si rivelano pericolosissimi per la libertà d’insegnamento, per la trasmissione del nostro patrimonio culturale alle future generazioni e per la funzione sociale che la scuola italiana fino ad oggi (anche se con molte lacune) ha svolto.

Nei sistemi anglosassoni la valutazione attraverso i quiz ha provocato un disastro culturale, così come denunciano migliaia di intellettuali e docenti di tutti i livelli scolastici USA firmatari in questi ultimi anni di numerosi appelli contro i test standardizzati, oltre che promotori di lotte sindacali, culturali e sociali contro i quiz, metro di giudizio della qualità del lavoro scolastico.

L’Italia dovrebbe far tesoro di quelle esperienze catastrofiche e mettere a frutto un presunto “ritardo” che invece può rivelarsi salvifico.

Pertanto noi uomini e donne di cultura, noi che lavoriamo nei sistemi di istruzione ai vari livelli, noi cittadini sensibili alla funzione decisiva della scuola pubblica nella formazione complessiva dello studente quale futuro cittadino, dichiariamo la nostra ferma contrarietà ai test/quiz standardizzati e all’uso dell’Invalsi come strumento di valutazione dell’istruzione pubblica.

E chiediamo ai docenti, agli studenti e a tutti i cittadini interessati a difendere e a migliorare la scuola pubblica di aiutarci a fermare la scuola quiz, il Sistema di (s)valutazione basato sui test Invalsi, l’uso di indovinelli per imporre una scuola miseria, degradata e impoverita per lasciare il posto alla scuola privata e alla mercificazione dell’istruzione e della cultura.

Aiutateci ad imporre al futuro Parlamento di affrontare seriamente la questione della qualità della scuola e dell’Università pubbliche, invertendo la tendenza al loro immiserimento e dotandole di massicci finanziamenti, cancellando nel contempo la pratica dei quiz valutativi dall’attività didattica e dalle prove concorsuali e/o di accesso a corsi universitari.

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PRIMI SOTTOSCRITTORI DELL’APPELLO

RICCARDO PETRELLA Prof. Emerito Università di Lovanio (Belgio) – Presidente Institut Européen de Recherche sur la Politique de l’Eau IERPE, Bruxelles

ANDREA ADDOBBATI Ricercatore storia moderna, Università Pisa

GIUSEPPE ARAGNO Storico, Facoltà di Scienze Politiche, Università ‘Federico II’, Napoli

LIA BARELLI Prof.ssa Associata, Corso di Laurea in Scienze dell’Architettura e della Città, Università ‘La Sapienza’, Roma


PAOLO BARRUCCI Prof. Associato Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Università Firenze

CESARE BERMANI Scrittore, storico e studioso delle tradizioni popolari

CRISTINA CASSINA Ricercatrice, Dipartimento di Storia; Facoltà di Lettere e Filosofia, Università Pisa


MATTEO D’AMBROSIO Semiologo, già Professore di Storia della Critica letteraria alla ‘Federico II’ – Presidente del Comitato Dante Napoli

PAOLO LIVERANI Prof. Associato dipartimento Dipartimento di Scienze dell’Antichità (SAGAS), Facoltà di Lettere e Filosofia, Università Firenze


ROMANO LUPERINI Prof. Ordinario Letteratura italiana moderna e contemporanea Università di Siena – Prof. aggiunto all’Università di Toronto (Canada)


GIANNI MARCONATO Psicologo, Formatore, Senior Learning Consultant

SALOMONE “MONI” OVADIA Attore teatrale, drammaturgo, scrittore, compositore e cantante italiano

MARIASERENA PETERLIN, Insegnante, scrittrice, blogger, Roma

GIANNI PIAZZA Ricercatore, Docente di Scienza Politica, facoltà di Scienze Politiche, Università Catania

LUIGI PICCIONI Ricercatore, Dipartimento di Economia e Statistica, Università della Calabria


ROBERTO RENZETTI Docente di Fisica Generale, Università ‘Roma Tre’ – Saggista

LICINIA RICOTTILLI Prof. Ordinario di Lingua e letteratura latina, Università Verona

RENATE SCHULER-OLIVO Lettrice, Università Udine

LUCIANO CANFORA Filologo – Prof. Ordinario di Filologia greca e latina, Università di Bari – Coordinatore scientifico della Scuola Superiore di Studi Storici di San Marino


GUIDO VISCONTI Scienziato e saggista – Prof. Ordinario di Fisica del Sistema Terra Università degli Studi dell’Aquila – Membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei – già consulente NASA (Agenzia spaziale USA) – Direttore del CETEMPS

CINZIA VISMARA Prof.ssa Associata Archeologia classica, Università Cassino e Lazio meridionale

PASQUALE VOZA Prof. Ordinario di Letteratura italiana, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università Bari

ORNELLA DE ZORDO Prof. Ordinario di Letteratura inglese, Università Firenze

CARLO FORMENTI Giornalista, Docente, Università Lecce

ALESSANDRA VERONESE Docente, Università Trier (Germania)

MARINA BAILO Ricercatrice, Università Pisa

ALBERTO MARIO BANTI Prof. Ordinario Storia contemporanea, Università Pisa

STEFANO VILLANI Prof. Associato Storia Moderna, Università Pisa

FULVIO VASSALLO PALEOLOGO Prof., Università Palermo

MARIA GRAZIA CAMPARI Femminista – Avvocata del lavoro, Milano

SANDRO MEZZADRA Prof. Studi coloniali e post-coloniali, Università Bologna

ANGELO D’ORSI Prof. Storia del pensiero politico, Università Torino

ALESSANDRO BELLASSAI Ricercatore di Storia contemporanea, Università Bologna

GIUSEPPE GALLONE Ricercatore Facoltà di Ingegneria, Università Pisa

PIETRO BARCELLONA Prof. universitario in pensione

FRANCESCA RIZZO NERVO Associato, Università ‘La Sapienza’ Roma

ROSSANA BARCELLONA Ricercatore, Università Catania

MARCO FINCARDI Ricercatore Storia contemporanea, Università Venezia

ALBERTO BURGIO Prof. Storia della filosofia, Università Bologna

JURI MEDA Ricercatore, Università Macerata

ADRIANO FABRIS Professore Ordinario di Filosofia Morale, Università Pisa

ATTILIO SCUDERI Docente Letterature Comparate, Università Catania

ADEL JABBAR Sociologo delle migrazioni, Università Venezia

ALESSANDRO DAL LAGO Prof. Sociologia dei Processi Culturali, Università Genova

NICOLA SANTORO Carleton University, Ottawa (Canada)

DONATELLA DELLA PORTA Prof. Department of Political and Social Sciences European University Institute

ALFONSO MAURIZIO IACONO Prof. Ordinario Storia della filosofia politica, Università Pisa

GIORGIO ISRAEL Dipartimento di Matematica – Università ‘La Sapienza’ Roma

ERNANI PATERRA Docente Fotografia e multimedialità nei beni culturali, Accademia Belle Arti, Roma

GIUSEPPINA GUAGNANO Associata Statistica, Università ‘La Sapienza’ Roma

BRUNERO LISEO Dipartimento di Metodi e modelli per il territorio, l’economia e la finanza, Università ‘La Sapienza’ Roma

SILVIA POLETTINI Dipartimento di Metodi e modelli per il territorio, l’economia e la finanza, Università ‘La Sapienza’ Roma

ALFONSO MELE Prof. Emerito di Storia Greca, Università ‘Federico II’ Napoli

PIER GIOVANNI GUZZO Consigliere Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte

MAURIZIO MAGGIANI Scrittore

NUNZIO FAMOSO Prof. Ordinario Geografia, Università Catania – ex preside Facoltà di Lingue

MARINA BOSCAINO Insegnante liceo classico Roma – Comitato tecnico-scientifico di ProteoFareSapere e anche di Per la scuola della Repubblica – Blogger su Il Fatto

SALVATORE SETTIS Prof. Emerito Scuola Normale Superiore di Pisa – già Direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa – Accademico dei Lincei – già Direttore del Getty Center for the History of Art and the Humanities Los Angeles (California)

ANTONIO PIOLETTI Docente, Università Catania

ROSARIO MANGIAMELI Docente, Università Catania

GIORGIO GATTEI Prof. Storia del pensiero economico, Facoltà di Economia, Università Bologna

ANDREA PETTINI Avvocato, Firenze

VALERIA PINTO Docente Filosofia teoretica, Università ‘Federico II’ Napoli

ALESSANDRO FERRETTI Ricercatore di Fisica Nucleare e Subnucleare – Docente di Elettricità e Magnetismo, Facoltà di Fisica, Università Torino

CARLO TEDESCHI Ricercatore, Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università ‘G. D’Annunzio’ Chieti

ROBERTA MANETTI Ricercatore di Filologia romanza, docente del dottorato Tradizioni linguistico-letterarie nell’Italia antica e moderna: interpretazioni comparatistiche e antropologiche, Università Piemonte Orientale ‘Avogadro’, Vercelli

MAURIZIO TIRITICCO già Ispettore Tecnico – Saggista – Docente di Pedagogia, Università ‘Roma Tre’

MARCO CIPOLONI Professore Ordinario di Lingua Cultura e Istituzioni dei Paesi di Lingua Spagnola, Facoltà di Lettere – Presidente del Consiglio di Corso di Laurea in Lingue e Culture Europee, Università Modena e Reggio Emilia

PAOLO GIBILISCO Ricercatore di Analisi Matematica, Dipartimento di Studi Economico-Finanziari e Metodi Quantitativi,Università ‘Tor Vergata’ Roma

ROBERTO SAMMARTANO Professore Ordinario di Storia Greca, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università Palermo

ANTONELLA ARENA Professore Associato, Dipartimento di Ingegneria Elettronica, Chimica e Ingegneria Industriale, Università Messina

SERGIO BRASINI Professore Ordinario di Analisi di Mercato, Facoltà di Scienze Statistiche, Università Bologna – Presidente del Corso di Laurea in Finanza, Assicurazioni e Impresa, Facoltà di Scienze Statistiche, sede di Rimini

FULVIO PEZZAROSSA Professore Associato di Critica Letteraria e Letterature Comparate, Dipartimento di filologia classica e italianistica, Università Bologna

DAVIDE VALENTI Ricercatore, Dipartimento di Fisica e Chimica, Università Palermo

GIUSEPPINA BARCELLONA Ricercatore, docente di Istituzioni di Diritto Pubblico, Università ‘Kore’ Enna

FEDERICO BARBIERATO Professore Aggregato di Storia Moderna, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università Verona

MARCO BERNARDI Dipartimento degli Studi Umanistici, Università Torino

VALENTINA ONNIS Ricercatore di Chimica Farmaceutica, Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente, Università Cagliari

LAURA STANCAMPIANO Ricercatore di Parassitologia e Malattie Parassitarie degli Animali, Università Bologna

FRANCESCO BALLARIN Università Padova

DANIELA GIOSUÈ Ricercatore di Lingua e traduzione inglese, Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Moderne, Dipartimento di Scienze Umanistiche, della Comunicazione e del Turismo – Professore Aggregato di Lingua e Traduzione Inglese, Università della Tuscia Viterbo

CLAUDIO DI FELICE Lecturer of Italian, Faculteit der Geesteswetenschappen, Centre for Linguistics, Leiden University (Olanda)

FULVIA SINATRA Ricercatore, Università Catania

MARCO CIPOLLONI Prof. Ordinario, Università Modena e Reggio Emilia

MAURIZIO MATTEUZZI Prof. Associato, Università Bologna

FULVIO PEZZAROSSA Prof. Associato, Università Bologna

MASSIMO ZUCCHETTI Prof. Ordinario di Impianti Nucleari, Dip. Energetica, cattedra di Protezione dalle radiazioni, Politecnico di Torino – Research Affiliate Laboratory for Nuclear Science, Massachusetts Institute of Technology MIT (Usa)

Convegno sindacale formazione RSU e RLS – venerdì 19 aprile 2013, ore 10.30-14.00

Alle RSU/RLS

delle Istituzioni scolastiche

della provincia di Palermo

Questa Associazione Sindacale organizza, ai sensi della normativa vigente, un

Convegno sindacale formazione RSU e RLS

venerdì 19 aprile 2013, ore 10.3014.00

sede PROVINCIALE COBAS – piazza Unità d’Italia, n. 11 – Palermo

sui seguenti argomenti:

– CONTRATTAZIONE D’ISTITUTO A.S. 2012/13: informazione organici; fis

– SICUREZZA NELLE SCUOLE

– SISTEMA NAZIONALE DI VALUTAZIONE: informazione e iniziative

– “Piano per la scuola siciliana” 2014/2015

– varie ed eventuali

________

Il contingente dei permessi di spettanza RSU/RLS è da loro gestito autonomamente nel rispetto del tetto massimo attribuito:

  • RSU: fruiscono nei luoghi di lavoro di permessi sindacali per l’espletamento del loro mandato, per presenziare a convegni e congressi di natura sindacale e ogni altra attività sindacale di carattere extra-aziendale (art. 10 comma 3 Ccnq 7/8/98 e Cass. 7087/86);
  • RLS: utilizzano permessi pari a 40 ore annue anche per la formazione (art. 73 Ccnl 2007).

I permessi, giornalieri ed orari, sono retribuiti e sono equiparati a tutti gli effetti al servizio prestato, e possono essere cumulati per periodi anche frazionati. Per garantire la funzionalità dell’attività lavorativa bisogna preavvisare il dirigente della fruizione del permesso sindacale, secondo le modalità concordate in sede decentrata, in genere 24/48 ore prima.

La giurisprudenza, vista anche l’esiguità dei permessi che non permette di individuare un interesse del datore di lavoro, ha negato la possibilità di sindacarne l’uso o di subordinarne la fruizione alle esigenze aziendali (Cass. 4839/92, 8032/96, 9765/96, 11573/97).

(facsimile Permesso Rsu o RLS)

Al Dirigente del ________________________________

Sede

Oggetto: permesso RSU o RLS – Convegno sindacale di formazione 19 aprile 2013

Il/la sottoscritto/a ______________________________________________________, in qualità di RSU o RLS di questa Istituzione scolastica comunica che, ai sensi della normativa vigente (Ccnq 7 agosto 1998, per RSU;art. 73 comma 2 lett. g Ccnl 2007, per RLS), fruirà in data 19/4/2013, per n° ___ ore dalle ______ alle ______ (comprese quelle necessarie a raggiungere la sede di svolgimento), di un permesso retribuito al fine di partecipare al convegno in oggetto.

data                                                                                Il/La Rappresentante RSU o RLS

CESP – CONVEGNO DI FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO

Il CESP è riconosciuto dal MIUR come ENTE FORMATORE D.M. 25/07/2006 prot. 869

CONVEGNO NAZIONALE


Ce lo chiede l’Europa?

Sistema Nazionale di Valutazione e aspetti economici della scuola


Caltanisetta Marted’ 16 aprile 2013 – IISS “S: Mottura” – viale della Regione 71

Agrigento Mercoledì 17  aprile 2013 – ITG “Brunelleschi”  – c.da Calcarelle

Sciacca Mercoledì 24 aprile 2013 L. Fazello” – via A. De Gasperi 8

Esonero dal servizio per tutto il personale docente e Ata (art. 64 commi 4, 5 e 7 del Ccnl 2006/2009). Iscrizione gratuita – Attestato di partecipazione

Programma dei convegni

9.00 – Registrazione delle presenze

9.30 – 12.00 Relazioni

Sistema di Valutazione Nazionale: mal di quiz

Giovanni Denaro (Cesp Palermo) Caltanissetta, Agrigento

Candida Di Franco (Cesp Palermo) Sciacca

Scuola: l’odore dei soldi

Carmelo Lucchesi (Cesp Palermo) Caltanissetta, Sciacca

Edoardo Albeggiani (Cesp Palermo), Agrigento

 

ore 12.00 Dibattito

ore 13.30 Conclusioni

Da prelevare:

Relazione e Presentazione su Sistema di Valutazione Nazionale

Relazione e Presentazione su Aspetti economici della scuola

Le locandine dei convegni   – CaltanissettaAgrigentoSciacca

 Il modello per la richiesta dei permessi

INFO E COMUNICAZIONI: 091349192 – sicilia.cesp@gmail.com

ATA 24 mesi – Diffidato il Miur

Allo scopo di salvaguardare il diritto dei precari Ata che in questo a.s. 2012/2013 non hanno ottenuto la supplenza dalle graduatorie provinciali, perché i loro posti erano stati accantonati in previsione della “deportazione” dei docenti “inidonei” e degli Itp delle classi C555 e C999, abbiamo diffidato il Miur affinché sia loro riconosciuto d’ufficio il punteggio spettante.
In ogni caso, invitiamo tutto il personale interessato a contattarci per avviare il Tentativo di conciliazione previsto dalla nota MIUR Prot. n. AOODGPER 2932 del 22 marzo 2013

CESP – CONVEGNO DI FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO

Il CESP è riconosciuto dal MIUR come ENTE FORMATORE D.M. 25/07/2006 prot. 869

CONVEGNO NAZIONALE


Ce l’ha chiesto l’Europa?

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COLPO DI MANO DEL GOVERNO ZOMBI! APPROVATO IL Sistema Nazionale di (S)valutazione – SCIOPERO NEI GIORNI DELLE PROVE INVALSI

L’INVALSI SALE IN CATTEDRA PER DISTRUGGERE LA QUALITÀ DELLA SCUOLA PUBBLICA

Sciopero contro i quiz INVALSI: 7 MAGGIO SCUOLA MATERNA ed ELEMENTARE – 14 MAGGIO SCUOLA MEDIA – 16 MAGGIO SCUOLA SUPERIORE

Sembrava impossibile che trovassero il coraggio di varare un provvedimento così importante con un governo inesistente. E invece il governo Monti l’8 marzo 2013 ha dato vita al Sistema Nazionale di (S)valutazione, mai discusso dalle scuole e anzi bocciato da moltissimi collegi docenti quando fu proposto sotto forma di sperimentazione. Anche il Consiglio di Stato aveva dato un parere fortemente critico, così come il Consiglio Nazionale Pubblica Istruzione. Ma la casta è andata avanti incurante dell’opinione delle scuole ed introduce uno strumento coercitivo per piegare l’istruzione alle logiche della scuola-azienda e della scuola-quiz, imposte a docenti, studenti e genitori senza aver risposto alla domanda centrale: QUALI ELEMENTI RENDONO UNA SCUOLA “MIGLIORE”? Evitando ogni risposta, si dà all’INVALSI il potere di stabilire i criteri che dovrebbero orientare – ma in realtà SVALUTARE verso la scuola-miseria – l’azione dei nostri istituti.

 COSA PREVEDE IL PROVVEDIMENTO

1) “Autovalutazione” (???): la scuola si “autovaluta” sulla base dei risultati dei quiz INVALSI (ridicoli e del tutto etero diretti, e che vengono estesi anche all’ultima classe delle superiori), dei parametri forniti dal MIUR e in base ad altri indicatori scelti da essa (che però non conteranno nulla). Poi redige un rapporto su un modello in formato elettronico che arriverà direttamente dall’Invalsi ed elabora un piano di “miglioramento”. Perché hanno l’ipocrisia di chiamarla “AUTOvalutazione”? È l’Invalsi che valuta e decide cosa valutare: nelle scuole si imporrà la subordinazione ai parametri indicati, eliminando ciò che non sarà oggetto di valutazione (ad es. la buona didattica). Ricordiamo che dal prossimo anno i fondi alle scuole saranno dati in base ai risultati di “qualità”.

2) Valutazione esterna: in base ai risultati dei rapporti, si individueranno le scuole da sottoporre per prime alla “cura” (ma successivamente si estenderà a tutte): ci saranno visite dei nuclei di valutazione esterni costituiti da ispettori e “esperti” formati e selezionati dall’Invalsi; essi riformuleranno il piano di miglioramento a cui la scuola dovrà attenersi: di fatto viene annullata la libertà d’insegnamento.

3) Azioni di miglioramento: entra in campo l’INDIRE che supporterebbe le scuole nella definizione dei piani di “miglioramento” attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie, di corsi di formazione in servizio per docenti, ATA e presidi, potendo avvalersi anche di privati.

4) Valutazione dei dirigenti: anche i presidi, tramite gli USR, saranno sottoposti a valutazione.

 E se la cura non funziona? Nessuno dice cosa succederà alle scuole che, nonostante la “cura”, non riusciranno a raggiungere gli standard previsti: negli USA e Gran Bretagna vengono chiuse e i docenti licenziati (la legge Brunetta prevede il licenziamento dei dipendenti pubblici a fronte di rendimenti negativi).

Innalzamento della “qualità”? In realtà questo sistema SVALUTERÀ rapidamente e con danni irreparabili la qualità della scuola pubblica a tutto vantaggio di quella privata, come già accaduto nella scuola inglese e statunitense. Una quantità enorme di risorse sarà ulteriormente dirottata nella burocrazia (già immaginiamo i moduli da riempire) e sottratta al lavoro concreto della didattica. E ancor più pericoloso sarà il potere di retro-azione del sistema: ci verrà imposto di adeguare le nostre programmazioni e la nostra attività didattica agli indicatori stabiliti dall’INVALSI, pena la “cura” a suon di ispettori e di corsi di “miglioramento”.

Il popolo della scuola deve saper rispondere con decisione a quest’attacco. Il Sistema di (S)valutazione modificherà il nostro lavoro ed entrerà di forza dentro le nostre classi: vogliono imporci cosa insegnare e come insegnare. I docenti devono reagire ed essere in prima fila nella difesa della qualità della scuola pubblica italiana.

ABBIAMO UN’ARMA POTENTE CONTRO IL Sistema di (S)valutazione

LO SCIOPERO CONTRO I QUIZ INVALSI

Se blocchiamo i quiz, facciamo fallire il loro principale strumento di misurazione

I COBAS hanno indetto lo sciopero contro i quiz INVALSI nei seguenti giorni:

7 MAGGIO SCUOLA MATERNA ed ELEMENTARE

14 MAGGIO SCUOLA MEDIA

16 MAGGIO SCUOLA SUPERIORE

Lo scorso anno il tribunale di Roma ha decretato attività antisindacale la sostituzione dei docenti che avevano aderito allo sciopero indetto dai COBAS nei giorni delle prove INVALSI.

No alla scuola-azienda, no alla scuola-quiz degli (s)valutatori

Solo una scuola pubblica di qualità, Bene comune per tutti/e, può battere la privatizzazione e la mercificazione dell’istruzione

DIFFIDA CONTRO LA MANCATA OSSERVANZA DELLE NORMATIVE SULLA PREVENZIONE DEL RISCHIO E SULLA SICUREZZA NELLA FORMAZIONE DELLE CLASSI

Proprio In questi giorni il MIUR e tutte le amministrazioni scolastiche decentrate (gli uffici scolasti regionali, gli uffici provinciali, i dirigenti scolastici) sono al lavoro per la formazione delle classi e la determinazione degli organici del personale scolastico.

È forte il rischio che, come già in passato, in nome dell’imperante ideologia di riduzione dei servizi sociali pubblici e per realizzare insignificanti ed irrazionali economie di spesa, i parametri imprescindibili di sicurezza e salute per la formazione delle classi vengano sottostimati se non addirittura completamente ignorati.

Questo, alla luce degli sprechi, delle malversazioni, dei faraonici budget di spesa per opere inutili quando non dannose a cui la cattiva politica ci ha abituati, oltre ad essere intollerabile sul piano morale ha come risultato un progressivo e cronico scadimento della qualità del sistema dell’istruzione ed un’inaccettabile condizione di precarietà e di permanente insicurezza.
Le scarsissime risorse destinate in questi anni all’edilizia scolastica sono riuscite a garantire solo un parziale adeguamento delle strutture, lasciandoci vivere, insieme agli alunni, in condizioni precarie e insicure. La disattenzione al problema ci fa temere che le amministrazioni non raggiungeranno mai gli obiettivi fissati dalla L. 23/1996, obiettivi che la Regione dovrebbe comunque programmare e garantire (artt. 4, 5, 6, 7 e 11 L. 23/1996):
– soddisfacimento del fabbisogno immediato di aule;
– riqualificazione del patrimonio esistente;
– adeguamento alle norme vigenti in materia di agibilità, sicurezza e igiene;
– adeguamento delle strutture edilizie alle esigenze della scuola;
– equilibrata organizzazione territoriale del sistema scolastico, anche con riferimento agli andamenti demografici;
– disponibilità da parte di ogni scuola di palestre e impianti sportivi di base;
– piena utilizzazione delle strutture scolastiche da parte della collettività.
Per di più, l’inadeguatezza dei locali sta determinando una formazione di classi e sezioni con un numero di alunni incompatibile con la capienza delle aule a disposizione, innalzando così il livello di rischio per gli alunni e il personale scolastico che ne mette a repentaglio la salute e la sicurezza, vanificando nei fatti il ruolo che il DLgs 81/2008 affida alla scuola: essere il luogo privilegiato per promuovere la cultura della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Per questi motivi i Cobas scuola hanno indirizzato a tute le amministrazioni ed uffici competenti un atto di diffida per obbligarle al rigido rispetto ed applicazione della normativa vigente in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro per scongiurare la creazione di classi superaffollate e carenza cronica di organici e la drastica riduzione della qualità del servizio scolastico

Invitiamo tutti i lavoratori della scuola a farsi in prima persona garanti del rispetto della normativa sulla salute e sicurezza segnalando ogni abuso ed eccesso che si dovesse verificare a questo riguardo nelle proprie scuole.

Ricordiamo a questo proposito che il superaffollamento delle aule oltre ad aumentare in modo esponenziale la condizione di rischio per alunni e lavoratori nulla garantisce sulla stabilità degli organici all’interno delle singole istituzioni e che semmai lo scadimento della qualità del servizio che inevitabilmente ne consegue determina in modo immediato la riduzione dell’apprezzamento di cui godono all’esterno.

Il testo della diffida da scaricare e far circolare nelle scuole

Ricorso trattenuta illegittima del 2,5% sul TFR, rivolto ai precari e a tutti gli assunti a tempo indeterminato dopo il 31/12/2000

Facendo seguito alla richiesta inviata al Governo nella quale abbiamo chiesto una pronunzia su quali risoluzioni intendesse adottare per la restituzione dell’indebita trattenuta del 2,5% sul TFR, richiesta a tutt’oggi ignorata, i Cobas Scuola di Palermo hanno predisposto la modulistica per l’avvio dei ricorsi che interessano tutti i lavoratori e le lavoratrici assunti dopo il 31.12.2000 e, chiaramente, tutti/e i/le precari/e che siano in regime di TFR e ai quali viene effettuata illegittimamente la ritenuta del 2,5% in conto ex gestione INPDAP.

Si raccolgono, quindi, presso la sede Cobas di p.zza Unità d’Italia 11 le deleghe per l’adesione al ricorso.

I requisiti per presentare il ricorso sono

1) ritenuta del 2,5% risultante in busta paga,

2) regime di TFR ai sensi dell’art. 2120 CC,

3) assunzione nella pubblica amministrazione successiva al 31.12.2000 oppure con contratto a tempo determinato 

Documenti da presentare

  • Tutte le buste paga dall’anno 2002 (o successivo) ad oggi.

  • I contratti (o il contratto se a tempo indeterminato)

  • Una copia della carta d’identità e del codice fiscale.

L’assistenza legale al ricorso è riservata agli iscritti Cobas (e a chi, chiaramente, intende iscriversi)

Le adesioni al ricorso saranno raccolte in sede tutti i pomeriggi (escluso venerdì) h 17 – 19.30 e lunedi e martedì mattina h 9.30 – 13.00

Per contatti:

  • Cobas Scuola Palermo

    via p.zza Unità d’Italia, 11

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  • e-mail: cobasscuolapa@gmail.com

Il volantino da scaricare e stampare per le scuole

EMANATO IL DECRETO SUL DIMENSIONAMENTO DELLA RETE SCOLASTICA

Oggi 7 marzo l’USR ha trasmesso a tutte le scuole siciliane il Decreto n. 5 dell’Assessore regionale dell’Istruzione e della F.P. sul dimensionamento della rete scolastica (qui)

L’art. 3 di questo Decreto prevede che tutti gli interventi “sono subordinati alla effettiva e concreta sussistenza delle previste condizioni contemplate dall’intera normativa di riferimento, con particolare riguardo alla presenza del prescritto numero di alunni, alle necessarie delibere di assunzione degli oneri di legge da parte degli Enti Locali competenti, alla disponibilità di locali idonei, nonché all’osservanza dei limiti indicati dalle vigenti disposizioni in materia di dotazione organica del personale docente, facendo carico al Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia della verifica delle condizioni suddette”.

A breve il Decreto sarà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della regione.

Chiunque ci voglia inviare le proprie osservazioni utilizzi il seguente indirizzo: cobas.pa@libero.it

specificando nell’oggetto: DIMENSIONAMENTO

FORMAZIONE RSU-RLS – venerdì 1° marzo 2013

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