INIDONEI, PRECARI, ITP – 23 agosto ore 9.00 PRESIDIO IN PIAZZA MONTECITORIO

Nel Consiglio dei Ministri di domani 23 agosto, verrà presentato ed esaminato il Decreto D’Alia, ma è intenzione del governo scorporare la scuola (e la questione precari) dal resto del decreto della Funzione Pubblica, rimandando così, ancora una volta, l’approvazione di provvedimenti importanti, che vanno dall’eliminazione della norma della vergogna per i docenti inidonei, alla trasformazione in organico di diritto delle cattedre di sostegno, al pensionamento del personale scolastico (“quota 96”).

I docenti inidonei, dopo le importanti dichiarazioni del Presidente del Senato Grasso, che ha testualmente affermato “Sono vicino a questi lavoratori, mi impegno a velocizzare l’iter legislativo” e del presidente della Camera, Boldrini, che ha espresso “Grande attenzione per la vicenda … al riguardo sarà seguito con grande scrupolo anche l’iter del provvedimento attualmente in discussione al Senato”, ritengono che non sia ulteriormente procrastinabile l’approvazione definitiva della norma che annulla la loro “deportazione” sui profili del personale amministrativo e tecnico.

Chiedono perciò, al presidente del Consiglio, Enrico Letta, e a tutti i Ministri di dare un segnale inequivocabile della propria distanza dalla iniqua norma che riguarda gli inidonei, attraverso l’approvazione di quello che ad oggi risulta essere l’art. 23 del decreto D’Alia – “Art. 23- Personale docente inidoneo- 1. All’articolo 14 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, i commi 13, 14 e 15 sono abrogati.”

Tale gesto contribuirà a ripristinare, nel contempo, i diritti dei docenti inidonei, degli insegnanti tecnico-pratici (C555-C999) e dei precari ATA (assistenti amministrativi e tecnici), che in questo modo potranno permanere sui propri posti ed essere immessi in ruolo, così come previsto, peraltro, dalle direttive europee.

Tutti i precari (docenti e ATA) richiedono, in ogni caso, il ritiro dei tagli e l’immissione in ruolo su tutti i posti in organico di diritto e di fatto, nonché il rispetto dei tempi sia per le operazioni di nomina a tempo indeterminato che per quelle a tempo determinato.

ANCHE I PRECARI ALLA MANIFESTAZIONE DEL 23 AGOSTO A ROMA

Docenti Precari COBAS

Uniti al presidio del 23 agosto a Montecitorio

dalle ore 9.00 fino al termine del consiglio dei ministri

Ci risiamo! Come ormai ogni anno si sta consumando in questi giorni sotto i nostri occhi l’ennesima umiliazione a danno della qualità della scuola pubblica statale e dei diritti maturati da più di 150.000 insegnanti precari abilitati, specializzati e con esperienza maturata sul campo che stazionano nelle graduatorie ad esaurimento da lunghissimo tempo. Molti da oltre 20 anni!

Anche quest’anno si cerca di mistificare la realtà con una sterile demagogia che ci parla di digitalizzazione, di corsi e concorsi per entrare nel mondo della scuola, di messa in sicurezza degli edifici scolastici, di migliaia di assunzioni sul sostegno, di bisogno di “svecchiare” il corpo docente. Basta farsi un passeggiata nelle nostre aule per capire il dramma in cui i docenti e gli alunni si sono ritrovati dopo i violenti tagli degli ultimi anni ed in particolare quelli del governo Berlusconi-Tremonti-Gelmini che, in un colpo solo, ha tolto 8 miliardi alla scuola pubblica mandando a casa più di 150.000 insegnanti.

La classi pollaio con più di 27-28 alunni sono ormai la norma, il tempo pieno e le copresenze non sono che un ricordo in molte scuole, i parametri per l’assegnazione del sostegno non vengono rispettati se non costringendo i genitori a sporgere denuncia e ad imbarcarsi in estenuanti ricorsi, la continuità didattica non esiste più e gli\le insegnanti cambiano ogni anno.

La risposta del governo Letta a questo stato di cose è in palese continuità con i governi precedenti: l’assunzione di soli 11.268 docenti in totale per scuole materne, elementari, medie e superiori di tutta Italia non sono che un’elemosina che priva ancora una volta la scuola pubblica statale delle risorse di cui necessita.

Non sono questi i numeri di cui la scuola ha bisogno per offrire un servizio di qualità ! Non sono questi i numeri per rispettare almeno l’enorme europee che prevedono l’assunzione a tempo indeterminato dopo 3 anni di precariato. Non sono questi i numeri per restituire agli/alle insegnanti dignità e prospettive future. Non sono questi i numeri per ri-costruire una scuola pubblica degna di un paese civile di qualità, inclusiva e pluralista.

I precari e le precarie della scuola Cobas

CHIEDONO

– il ritiro dei tagli Gelmini e di tutti i provvedimenti attuativi;

– l’immissione in ruolo su TUTTI i posti disponibili in organico di diritto e di fatto;

– il rispetto della scadenza del 31 agosto per il conferimento delle supplenze annuali;

– lo sblocco completo del turn over e l’abolizione della legge Fornero;

– il ripudio dei progetti guerrafondai e l’abbandono di tutte le inutili “grandi opere”

Per far sentire la nostra voce ed unirci alle rivendicazioni dei colleghi di ruolo inidonei, del personale ATA, degli ITP, dei docenti e Ata “quota 96″, invitiamo tutti e tutte venerdì 23 agosto a Montecitorio dalle ore 9,00

Appello dei Cobas Scuola ai Docenti e Ata Quota’96

Uniti al presidio del 23 agosto a

Montecitorio dalle ore 9 fino al termine

del consiglio dei ministri.

Il provvedimento per il pensionamento dei quota 96, continua ad avere rimandi e ostacoli,i politici di turno mostrano solo cialtroneria e incompetenza a partire dalla ministra Carrozza che con una sua dichiarazione dei primi giorni di luglio si era assunta l’impegno di mandare in pensione i quota 96 fin dal 1 settembre 2013, ma oggi le sue urgenze sono indirizzate agli e-book mentre l’inizio dell’imminente anno scolastico si prospetta nel caos più totale.

In questi due mesi abbiamo assistito a vergognosi balletti di cifre tra Miur e Inps sulla platea di coloro i quali hanno il diritto al pensionamento secondo le regole antefornero, dai 3000-3500 secondo il Miur a 9000 secondo l’Inps, così come si sono create enormi difficoltà per la copertura finanziaria.

C’è il forte rischio che anche il consiglio dei ministri del 23 agosto scorpori dal decreto D’Alia il provvedimento dei quota ’96 insieme ai provvedimenti sugli inidonei/ata/ITP e sulle cattedre di sostegno. In particolare lo scorporo del provvedimento sui quota 96 è suggerito dalla Ragioneria dello stato che con una relazione tecnica inviata tra l’altro con notevole ritardo, oltre a ipotizzare oneri finanziari gonfiati ,prevede conseguenze “sismiche” per tutto il sistema pensionistico italiano.

Secondo la Ragioneria dello stato il pensionamento dei quota ’96 è da affrontare successivamente in un decreto di revisione più complessiva della riforma Fornero.

Ci auguriamo che il governo Letta non tenga conto di tale suggerimento e che nel consiglio dei ministri del 23 agosto approvi, con il cosiddetto art.23 per gli inidonei, anche il provvedimento riguardante il personale della scuola, art.24, perchè i lavoratori della scuola possano aver riconosciuto il diritto acquisito ad andare in pensione il 1°settembre 2012 secondo l’art.59 della legge 449/97 e che la riforma Fornero ha negato, quando l’ultimo anno di servizio era già iniziato da 4 mesi.

PRECARI DELLA SCUOLA: SCADENZA DI CONTRATTO E DOMANDE DI DISOCCUPAZIONE (ASpI e MINI ASpI)

lavoro20atipicoIn vista della scadenza dei contratti fino al termine delle attività didattiche (30/06), riepiloghiamo le procedure necessarie per presentare ladomanda all’ASpI (Assicurazione Sociale per l’impiego) o alla Mini ASpI una volta concluso il contratto di lavoro. Evidenziamo che da quest’anno la domanda si presenta all’INPS solo ed esclusivamente per via telematica e che noi in Sede Cobas, piazza Unità d’Italia, 11 offriamo questo sevizio per gli Iscritti (e per coloro che si iscrivessero nell’occasione) tutti i giorni, escluso il sabato, dalle 9.30 alle 13.00 e nei pomeriggi del lunedì e mercoledì dalle 17.00 alle 19.30, in questo caso portare la Documentazione necessaria per l’inoltro della Domanda (vedi Allegato)

In ambedue i casi di richiesta disoccupazione primo passaggio è la “Comunicazione alla disponibilità al lavoro” da effettuare al Centro per l’impiego di Palermo e da quest’anno, grazie alla richiesta avanzata dalla Conf.Cobas e recepita dal Dip.Regionale del lavoro e dell’impiego,anche presso undici Sportelli Multifunzionali come da Elenco in Allegato.

Per poter richiedere l’ASpI è necessario possedere i seguenti tre requisiti:

  • essere in stato di disoccupazione involontaria.

  • avere un’anzianità assicurativa per la disoccupazione di almeno due anni dalla data di scadenza del contratto (ciò significa che si deve avere almeno un contributo versato prima dei due anni che precedono la data di fine del rapporto di lavoro. Esempio: ultimo rapporto di lavoro cessato il 30 giugno 2013; esistenza di un contributo versato ad una data qualsiasi antecedente il 1° luglio 2011)

  • avere almeno 52 contributi settimanali, anche non consecutivi, nel biennio antecedente la data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro. Esempio: ultimo rapporto di lavoro cessato il 30 giugno 2013; nel biennio 1° luglio 2011 – 30 giugno 2013 devono risultare versati almeno 52 contributi settimanali.

La domanda va presentata esclusivamente per via telematica entro 2 mesi dalla data a partire dalla quale spetta il trattamento. Il trattamento spetta a partire dall’8° giorno successivo alla data di scadenza del contratto: ciò significa che la domanda va presentata entro e non oltre i 2 mesi e otto giorni dalla data di scadenza del contratto. Es. data di scadenza del contratto 30 Giugno 2013; termine ultimo di presentazione della domanda 7 Settembre 2013. NB: è bene però presentarla subito, poiché l’indennità decorre: dall’8° giorno dalla scadenza del contratto se la domanda è stata presentata entro l’8° giorno; altrimenti dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda.

Per poter richiedere la Mini ASpI è necessario possedere i seguenti due requisiti:

  • essere in stato di disoccupazione involontaria così come previsto per l’ASpI

  • avere almeno 13 settimane di contribuzione nei 12 mesi precedenti la scadenza del contratto. In questo caso non è richiesto il requisito dell’anzianità assicurativa, Esempio: ultimo rapporto di lavoro cessato il 30 giugno 2013; nel periodo 1° luglio 2012 – 30 giugno 2013 devono risultare versati almeno 13 contributi settimanali.

Le modalità e i tempi di presentazione della domando per la Mini ASpI sono le stesse previste per l’ASpI (v. circ. INPS 142 del 18/12/12 ASpl e mini ASpl). 

Il comunicato in versione stampabile

Cobas Scuola Palermo – tel 091349192 fax 091349250 e-mail cobasscuolapa@gmai.com

Assicurato il pagamento delle ferie non godute dai precari per l’a.s. 2012/13

Assicurato il pagamento delle ferie non godute dai precari per l’a.s. 2012/13

La Direzione generale per le politiche finanziarie e per il bilancio comunica l’avvenuta assegnazione alle istituzioni scolastiche delle risorse finanziarie per il pagamento delle supplenze brevi comprese quelle necessarie per il pagamento delle ferie, nella misura definita dal CCNL cioè 30/360 per i giorni di servizio previsti dal contratto.

Analogamente, la liquidazione ed il pagamento del compenso sostitutivo per le ferie non fruite dal personale docente ed ATA, titolare di contratti di lavoro a tempo determinato sino al termine delle attività  didattiche, è effettuata dal Ministero dell’economia e delle finanze, Ragionerie Territoriali dello Stato, al quale i dirigenti scolastici trasmetteranno gli atti necessari.

Roma, 12 giugno 2013

 

UNA PICCOLA MA SIGNIFICATIVA VITTORIA DEI PRECARI

E DELLA MOBILITAZIONE DEI COBAS

Alleghiamo la scheda del legale Cobas  Avv. Marco Barone

Il diritto alle ferie non si tocca … fino al 31 agosto 2013

scheda a cura di Marco Barone

Il 29 dicembre 2012 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 la legge di stabilità 2013, entrata in vigore il 1° gennaio 2013 ; l’art. 1, comma 54 prevede che “Il personale docente di tutti i gradi di istruzione fruisce delle ferie nei giorni di sospensione delle lezioni definiti dai calendari scolastici regionali, ad esclusione di quelli destinati agli scrutini, agli esami di Stato e alle attività valutative. Durante la rimanente parte dell’anno la fruizione delle ferie è consentita per un periodo non superiore a sei giornate lavorative subordinatamente alla possibilità di sostituire il personale che se ne avvale senza che vengano a determinarsi oneri aggiuntivi per la finanza pubblica.” Il comma 55 “Le ferie, i riposi ed i permessi spettanti al personale, sono obbligatoriamente fruiti secondo quanto previsto dai rispettivi ordinamenti e non danno luogo in nessun caso alla corresponsione di trattamenti economici sostitutivi. La presente disposizione si applica anche in caso di cessazione del rapporto di lavoro per mobilità, dimissioni, risoluzione, pensionamento e raggiungimento del limite di età. Eventuali disposizioni normative e contrattuali più favorevoli cessano di avere applicazione a decorrere dall’entrata in vigore del presente decreto. La violazione della presente disposizione, oltre a comportare il recupero delle somme indebitamente erogate, è fonte di responsabilità disciplinare ed amministrativa per il dirigente responsabile. Il presente comma non si applica al personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario supplente breve e saltuario o docente con contratto fino al termine delle lezioni o delle attività didattiche, limitatamente alla differenza tra i giorni di ferie spettanti e quelli in cui è consentito al personale in questione di fruire delle ferie.

Ed infine il comma 56 dell’art. 1, afferma che le clausole contrattuali contrastanti con le disposizioni introdotte in materia di fruizione dei periodi di ferie dai commi 54 e 55 del medesimo articolo, saranno disapplicate dal 1° settembre 2013.

Si è ancora in attesa di una circolare specifica da parte del MIUR , ma l’unica cosa certa che emerge, a parer nostro, sino ad oggi è che fino al 31 agosto 2013, come previsto dal comma 56, rimangono in vigore le norme contrattuali, articolo 13 comma 9 ed articolo 19 comma 2 del CCNL scuola, anche se in contrasto con il dettato normativo considerato. Dunque le ferie maturate e non usufruite per il corrente anno scolastico andranno monetizzate e tutti i Dirigenti che hanno imposto d’ufficio le ferie per negare la monetizzazione, come da noi denunciato più volte, hanno compiuto un mero atto illegittimo.

Dal 1 settembre 2013 le cose, salvo nuovi cambiamenti, muteranno in linea con quanto definito dalla Legge di Stabilità  che abroga le disposizioni contrattuali più favorevoli per i lavoratori, infatti, da quel momento, i giorni non fruiti, dal personale interessato, durante un eventuale periodo di sospensione delle lezioni, compreso nell’ambito del rapporto di lavoro in itinere, verranno detratti dal numero complessivo dei giorni maturati e pertanto non saranno pagati.

Avv. Marco barone

Assemblea per il ricorso contro la trattenuta del 2,5% sullo stipendio dei precari e degli assunti a t.i. dal 2001

Incontro con l’avvocato per promuovere il ricorso contro la trattenuta del 2,5%
mercoledì 19 giugno 2013 ore 18.00
sede Cobas Scuola, piazza Unità d’Italia, 11 – Palermo
Sono interessati al ricorso i precari docenti e Ata e coloro che sono entrati di ruolo dal 2001.
Il ricorso legale è l’unico strumento valido che abbiamo a disposizione per ottenere la cancellazione della trattenuta del 2,5% sul TFR e il rimborso di quanto illegittimamente trattenuto negli anni passati (e nella maggior parte dei casi si tratta di recuperare alcune migliaia di euro).
Si faranno anche le diffide per interrompere la prescrizione.
Per gli iscritti Cobas e per chi si volesse iscriversi verrà richiesto un piccolo contributo per le spese legali.

DICHIARAZIONE DI IMMEDIATA DISPONIBILITÀ AL LAVORO PER I PRECARI DELLA SCUOLA

CONFEDERAZIONE COBAS

COMUNICATO STAMPA

Come ogni anno, il 30 giugno è fissata la data di scadenza di molti contratti dei precari della scuola. I lavoratori hanno solo 7 giorni di tempo per recarsi al Centro per l’impiego e presentare la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro, indispensabile per richiedere all’INPS l’indennità di disoccupazione ASpI e mini ASpI ed ottenere in tempi ragionevoli l’indennità stessa.  

Ogni anno all’inizio di luglio si creano code chilometriche e lunghe attese presso i Centri dell’impiego sparsi nei territori, in particolare a Palermo, dove – ad esempio -sono circa 2.000 i lavoratori precari della scuola interessati alla domanda di indennità.

In altre regioni – Toscana ed Emilia Romagna – per evitare questi inconvenienti, gli enti locali in accordo con gli Assessorati regionali al lavoro, hanno attivato dei servizi telematici che consentono ai lavoratori di inviare on line al Centro per l’impiego la propria Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro.

Abbiamo già esposto questa penosa situazione ai competenti Assessorati all’Istruzione e al Lavoro comunali e regionali chiedendo di sollecitare gli uffici a trovare in tempi brevi soluzioni che permettano ai lavoratori di presentare le domande in modo sereno.

Questa mattina abbiamo ottenuto una tempestiva risposta da parte della Dott.ssa Corsello, Dirigente generale dell’Assessorato Regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro: i lavoratori domiciliati a Palermo, potranno rivolgersi anche agli Sportelli Multifunzionali elencati nel comunicato dell’assessorato qui scaricabile.

 

Sciopero nelle scuole superiori contro la scuola-quiz

Insegnanti, Ata e studenti in piazza contro la scuola-quiz

Manifestazioni in tutta Italia.

A Palermo presidio a piazza Politeama

Oggi a Palermo, come in decine di altre città italiane, docenti e Ata hanno scioperato per la difesa della scuola pubblica e della “buona” didattica, contro i quiz Invalsi e i continui tagli di risorse all’istruzione.

Come i giorni scorsi alle elementari e alle medie (7 e 14 maggio), oggi giovedì 16 maggio, in numerose scuole superiori della provincia i quiz sono stati boicottati, alcune scuole non li hanno completamente svolti (come il L.A.S. Damiani Almeyda o il L.C. Garibaldi) perché i collegi dei docenti hanno rifiutato di sottoporre il proprio lavoro alla pseudo-valutazione standardizzata dell’Invalsi, che è l’esatto opposto del lavoro svolto quotidianamente in aula, orientato al riconoscimento e la valorizzazione delle diverse strategie cognitive degli studenti e delle studentesse. Quiz che prevedono anche l’allontanamento degli allievi diversamente abili, quando l’integrazione di tutti è una delle priorità della Scuola Pubblica italiana.

In altri istituti superiori, lo sciopero dei docenti e del personale Ata, insieme all’assenza degli studenti (alcuni dei quali minacciati di ritorsioni che denunceremo agli organi competenti) o anche al boicottaggio attivo consistito nel dare risposte casuali o annullare i test, renderanno insignificanti i risultati ottenuti attraverso dei quiz che il corpo vivo della Scuola rifiuta.

Al presidio di piazza Politeama hanno partecipato molti docenti e studenti di numerosi istituti palermitani (dal L.A.S. Catalano al L. Regina Margherita, dal L. Danilo Dolci al L.S. Croce, dal L.A.S. Damiani Almeyda all’I.T.C. Pareto, ecc.) che hanno distribuito materiali e discusso insieme sui gravi rischi che comporterebbe il definitivo inserimento dei quiz Invalsi nella quotidianità del lavoro scolastico: dal “teaching to test” al “cheating”, reazioni al sistema dei quiz che hanno già mostrato i propri effetti deleteri nei sistemi scolastici in cui i test standardizzati sono in azione da molti anni, come negli Usa o in Giappone. Nazioni che ormai si ribellano apertamente contro questi sistemi di misurazione.

Purtroppo ci giunge anche notizia del pesante intervento di qualche preside che avrebbe falsamente spacciato i test come obbligatori e minacciato gli studenti che non volevano svolgerli o che avrebbe sostituito illegittimamente il personale in sciopero. Contro questi comportamenti procederemo per via legale.

Concludiamo questa “tre giorni” di sciopero e mobilitazioni con l’auspicio che la nuova ministra renda concrete le sue recenti affermazioni: “ridimensionare i test di valutazione” ritenendo “giusto che ci sia un dibattito” e impegnandosi a “sentire le parti in causa e a fare una riflessione”. Così come si proceda nel senso delle dichiarazioni del sottosegretario Rossi Doria che, in risposta alle critiche Cobas, ha sostenuto che va evitato di snaturare l’insegnamento per preparare gli studenti ai quiz, che i quiz non vanno usati per giudicare insegnanti e studenti, ed ha espresso il suo dissenso verso la presenza dei quiz all’esame di Terza Media. 

Di conseguenza, bisogna modificare quanto di distruttivo la pratica dei quiz ha già provocato nella scuola: eliminare i quiz dall’esame di Terza Media, rinunciare ad introdurli alla Maturità e confermare ufficialmente e definitivamente la non-obbligatorietà dei quiz nelle        scuole, restituendo ai Collegi docenti la piena decisionalità in merito. 

E con la neoministra vorremmo discutere anche del Sistema di (s)valutazione delle scuole, del furto di salario perpetrato ai danni dei lavoratori/trici con il blocco dei contratti e degli scatti di anzianità; della urgenza di annullare la deportazione dei docenti “inidonei” e l’espulsione degli Ata precari; dell’assunzione  dei precari su tutti i posti disponibili; della restituzione nella scuola del diritto di assemblea per tutti/e. 

16 maggio 2013

Campagna contro la trattenuta illegittima del 2,5% del tfr per gli immessi in ruolo dal 2001

Presso la sede Cobas di p.zza Unità d’Italia Palermo è disponibile il modello per l’atto di diffida, messa in mora e sospensione della prescrizione e rimborso della trattenuta illegittima del 2,5% del TFR.
Si invitano tutti coloro che, essendo stati assunti dal 2001 ad oggi, vogliono aderire all’iniziativa a rivolgersi allo sportello vertenze Cobas presso la citata sede, nei giorni lunedì e mercoledì dalle ore 17.00 alle 19.00 e martedì e giovedì dalle ore 10.00 alle 12.30.
Si ricorda che la diffida è l’elemento imprescindibile per interrompere la prescrizione ed iniziare il procedimento giudiziario.
Il servizio è gratuito per tutti coloro che sono iscritti alla Confederazione Cobas.

Sportello vertenze legali Cobas Palermo

Informiamo che si è attivato uno sportello vertenze legali Cobas, per soddisfare tutte le esigenze in materia di diritto del lavoro e previdenziale, il mercoledì dalle ore 16.30-18.00 con cadenza bisettimanale.
Per appuntamento telefonare allo 091 349192 o mandare una mail all’indirizzo uffiiciovertenzecobas@gmail.com.

Contro la scuola-quiz e la scuola-miseria sciopero il 7 maggio alle materne ed elementari, il 14 alle medie, il 16 alle superiori

I quiz Invalsi sono una mostruosità

Contro la scuola-quiz e la scuola-miseria il 7 maggio scioperano materne ed elementari, il 14 le medie e il 16 le superiori

Manifestazioni in numerose città, a Roma il 7  e il 16 maggio (ore 10) sit-in al MIUR

“Le prove Invalsi sono una mostruosità, una cosa senza alcun senso, che può servire a premiare chi è dotato di buona memoria, non chi ha spirito critico. E’ il trionfo postumo di Mike Bongiorno in nome del cretinismo universale. Se tolgo allo studente che si sta formando l’abito alla critica, alla capacità di comprendere e di studiare storicamente, lo trasformo in un pappagallo dotato di memoria e nulla più, un suddito, non un soggetto politico. L’Invalsi e tutta la quizzologia di cui siamo circondati sono gli strumenti per ottenere questo pessimo risultato. La cosa migliore sarebbe eliminare l’Invalsi e restituire i test a chi li ha inventati”. Così Luciano Canfora, in una illuminante intervista, ha bollato ieri il distruttivo rito che dal 7 al 16 maggio si ripeterà nella scuola italiana con i quiz-Invalsi, imposti come presunta misura della qualità del lavoro dei docenti e degli studenti e come valutazione, velleitaria e strumentale, del livello di istruzione fornita dai singoli istituti.

In queste settimane contro i quiz e il Sistema di (s)valutazione delle scuole si sono pronunciate centinaia di assemblee e convegni di docenti e Ata, nonché l’Appello (vedi www.cobas-scuola.it) che ha raccolto molte migliaia di firme di docenti di scuola e Università, uomini e donne della cultura e delle arti, tra i/le quali lo stesso Luciano Canfora, Pietro Barcellona, Cesare Bermani, Marina Boscaino, Maria Grazia Campari, Donatella Della Porta, Giorgio Israel, Romano Luperini, Moni Ovadia, Riccardo Petrella, Salvatore Settis e Guido Visconti. Nell’Appello si sottolinea che “i quiz standardizzati avviliscono il ruolo dei docenti e della didattica, abbassando gravemente la qualità della scuola” e che “l’inserimento di queste prove, come valutazione dell’efficacia della scuola,  spinge i docenti ad abdicare alla loro primaria funzione intellettuale e a piegarsi all’addestramento ai quiz”. L’Appello invita a lottare contro i test Invalsi perché annullano “le soggettività coinvolte nell’atto pedagogico”; e perché “l’impostazione standardizzata è assolutamente inadeguata a rilevare il grado di preparazione di uno studente e di un docente, né tanto meno l’efficacia di una scuola”.

Di fronte alle diffuse e argomentate proteste, non sappiamo ancora quale sia la posizione della neo-ministra Carrozza che dovrebbe trovarsi in difficoltà nel conciliare la sua notevole preparazione scientifica con demenziali indovinelli su cui si intende edificare il Sistema di (s)valutazione di una scuola immiserita materialmente e culturalmente, contro cui – oltre ad altri temi – abbiamo convocato lo sciopero di tre giorni (il 7 alle elementari, il 14 alle medie e il 16 alle superiori) del personale della scuola. Al proposito, ci auguriamo che la neo-ministra, durante uno dei sit-in che terremo davanti al Ministero il 7 e il 16 maggio (entrambi dalle ore 10) accetti un confronto su questi temi e sugli altri per cui lo sciopero (il primo con il nuovo governo) è indetto: e cioè la restituzione a docenti ed Ata del salario rubato con il blocco dei contratti e degli scatti di anzianità; l’annullamento della deportazione dei docenti “inidonei” e dell’espulsione degli Ata precari; l’assunzione  dei precari su tutti i posti disponibili; il rifiuto delle prove selettive per entrare a scuola e delle classi-pollaio; la restituzione nella scuola del diritto di assemblea e di contrattazione per tutti/e. Nelle stesse date varie altre manifestazioni e iniziative si svolgeranno in numerose città.

Piero Bernocchi   portavoce nazionale Cobas

5 maggio 2013

SOTTOSCRIVI L’APPELLO CONTRO LA SCUOLA.QUIZ