I COBAS ESPRIMONO SOLIDARIETA’ AGLI STUDENTI

I Cobas esprimono piena solidarietà  agli studenti e alla loro protesta avvenuta oggi a Palermo in occasione della visita del Ministro Giannini. Quasi a porte chiuse il Ministro ha incontrato un gruppo “ben selezionato” di docenti e studenti a cui si è aggiunta una folta rappresentanza del mondo politico della scuola.
Riteniamo che questa sia l’ennesima farsa, organizzata da Renzi e dai membri del suo governo, per creare consenso intorno alle scellerate politiche di aggressione alla scuola pubblica.
Tutta la giornata è stata segnata da iniziative di protesta. La mattina, presso l’Istituto “Regina Margherita” gli studenti medi che legittimamente esprimevano il loro dissenso, sono stati incomprensibilmente e brutalmente caricati dalla polizia, che ha ferito due giovani e ne ha fermato un altro. Gli studenti sono stati repressi solo perchè contestavano il Ministro.
La dura e immotivata reazione della polizia e lo scontro con gli studenti, come dimostra il video, potevano essere evitate facilmente, sarebbe bastato ascoltare le esigenze e i problemi di quelli che sono i primi protagonisti della scuola pubblica. Evidentemente è stata scelta un’altra inaccettabile via: far tacere le voci di critica in una giornata che doveva essere solo una passerella per osannare le politiche del governo.

Di pomeriggio, a Piazza Verdi, davanti il Teatro Massimo, un folto gruppo di studenti e di lavoratori della scuola ha contestato  il Ministro e il suo progetto. Altro che Buona Scuola! Questa riforma è dannosa per gli studenti, perchè nasconde  il tentativo di smantellare l’ultimo ciclo di istruzione superiore, l’ingresso delle aziende nei Consigli di Istituto, la sostituzione per gli alunni di ore curricolari con ore di lavoro non retribuite e attacca duramente i lavoratori con la riduzione dei salari e l’introduzione di meccanismi di ricatto continuo.
Altro che Buona scuola, quella di Renzi e della Giannini, è una scuola pessima, sempre meno qualificata, meno tutelata e più debole.

Cobas Scuola – Palermo

PROMESSO… FATTO! IL DUO RENZI-GIANNINI APRE LE CONSULTAZIONI DEL MONDO DELLA SCUOLA A PALERMO

Continuano le consultazioni aperte e libere per il progetto della “Buona Scuola” del duo Renzi-Giannini. A Palermo forse la migliore dimostrazione .

Stiamo facendo una consultazione molto seria e rigorosa in tutta Italia con tutte le associazioni e abbiamo avuto un confronto molto serio sul metodo“. Come dare torto al ministro Giannini che oggi a Palermo ha dato prova di grande disponibilità all’ascolto, insieme al suo “staff”, anche nei confronti di quei gruppi più pregiudizialmente ostili ad ogni forma di innovazione. Si è addirittura preoccupata di far dare risposte alle loro pur tendenziose e tutte ideologiche osservazioni risparmiandogli il fastidio di dover arrivare fino alla loro stessa scuola, il Regina Margherita, ma facendogli dare risposte chiare ed inequivocabili e certamente incisive così da rimanere ben impresse nelle loro teste (come ha ragione il ministro, il metodo è tutto!) fin sulle stradine del centro storico dcollaboratorii Palermo dove solerti collaboratori  hanno spiegato con metodo impeccabile a suon di “articolati” ragionamenti, a quei piccoli dissidenti di professione, gli errori del loro metodo e dei loro pensieri.

Ma cosa contesta insomma questo sparuto (solo qualche migliaio in corteo e scuole deserte a Palermo il 10 ottobre insieme ai Cobas della scuola) gruppetto di rituali contestatori (lo ha ben detto la ministra “non ricordo, a memoria, un autunno senza contestazioni studentesche” che noia!)?

Giudicate voi: “Leggendo le linee guida della ‘Buona Scuola’ proposta dal duo Renzi – Giannini come studenti, notiamo la stessa continuità con la riforma Gelmini – afferma Vito Planeta, studente del Regina Margherita e portavoce del Coordinamento Studenti Medi PalermoLa Buona Scuola di Renzi si traduce in una sempre maggior privatizzazione delle scuole, in un abbassamento della qualità dell’offerta formativa, nello sfruttamento del lavoro degli studenti e nella precarietà d’insegnamento per la classe docente.

Noi studenti in questi anni abbiamo subito aumenti di tasse e spese scolastiche sempre più esose, il peggioramento delle condizioni di vita e di studio in classi troppo affollate e in strutture fatiscenti alcune delle quali abbiamo persino visto crollare. Abbiamo vissuto l’irrigidimento dei rapporti con i docenti sempre più prepotenti grazie al ricatto del voto di condotta e la repressione nei confronti di chi fra noi si oppone apertamente a questo stato di cose“.

Per obiezioni evidentemente così faziose ed infondate non c’era bisogno dell’intervento diretto del ministro e in verità ognuno avrebbe potuto confutarle tanto che ci hanno pensato le forze dell’ordine con inesorabili ragionamenti calati dall’alto per far uscire da quelle loro testoline quei vecchi, noisi, anacronistici “cliché politici” (ipsa dixit)

In queste foto si vedono ben chiare le puntuali argomentazioni delle forze dell’ordine in risposta a tutti questi, francamente insopportabili, cliché:

La Buona Scuola di Renzi si traduce in..

1 – una sempre maggior privatizzazione delle scuole

Risposta facilissima: eccovi un po’ di statal intervento!

intervento statale

2 – in un abbassamento della qualità dell’offerta formativa

mah, quasi non val la pena di rispondere ma già che ci siamo… e giù offerta formativa, beccati ‘stu progetto

offerta formativa

3 – nello sfruttamento del lavoro degli studenti e nella precarietà d’insegnamento per la classe docente

questa poi… vorrebbero essere pagati per il lavoro che svolgono? Per intanto prendete questo acconto

acconto lavoro

4 – in questi anni abbiamo subito aumenti di tasse e spese scolastiche sempre più esose, il peggioramento delle condizioni di vita e di studio in classi troppo affollate e in strutture fatiscenti

tasse più esose? permettete che vi elargiamo un pur piccolo contributo e in quanto alle classi affollate state sereni, adesso ci pensiamo noi… per i più esigenti aule spaziose e contributi a pioggia

carichecontibutiapioggia

Non vi annoiamo oltre. Per chi volesse vedere l’intero certamen condotto in punta di sana e raffinata dialettica basta cliccare qui per l’intero video del “dibattito” (batti e ribatti ‘sti studenti si saranno convinti?)

Che dire infine a chi, come il faziosissimo collettivo del Regina Margherita, contesta “anche la Preside, professoressa Pia Blandano, che ha organizzato una passerella di politici all’interno dell’istituto.. che all’interno della nostra scuola non ci sia permesso di entrare e partecipare all’incontro. Infatti solo ad una ristretta delegazione, munita di pass, di studenti e professori selezionati dalla preside sarà consentito partecipare. Questo per evitare l’imbarazzo del ministro rispetto ad eventuali contestazioni degli studenti.”?

Che la Preside e la Ministra gliela hanno suonata per bene!

musica maestro

E QUESTA E’ LA MUSICA, SIAMO TUTTI AVVISATI

 

SCIOPERO DEL 10 OTTOBRE: LA SCUOLA CONTRO IL PIANO RENZI-GIANNINI

striscioneMolte decine di migliaia di studenti, docenti ed Ata respingono in piazza il Piano Renzi con manifestazioni in più di 80 città

Circa il 30% delle classi bloccate dallo sciopero nazionale degli studenti e dei lavoratori/trici della scuola

Verso lo sciopero generale e sociale del 14 novembre

Renzi aveva chiesto un referendum sul suo Piano per la scuola, un Piano che farebbe trionfare la cattiva scuola-azienda, la pessima scuola-miseria, l’ignobile scuola-quiz. Ebbene lo ha avuto oggi e lo ha perso nettamente. Quasi centomila NO in più di 80 città gli sono stati recapitati da una marea di studenti, docenti ed Ata in piazza contro il suo Piano; e circa il 30% delle classi oggi non hanno svolto le regolari lezioni. Aspettiamo che ora Renzi ci mostri almeno altrettante decine di migliaia di “addetti ai lavori” che condividono la sua cattiva scuola.

Nello sciopero e nelle manifestazioni abbiamo chiesto innanzitutto che il furbone Renzi, colossale venditore di fumo, riveli nella Finanziaria (da presentare entro il 15 ottobre) le cifre per mantenere la sua promessa di stabilizzazione dei 150 mila precari delle GaE, ché altrimenti tale impegno sarà solo una delle sue molteplici boutadés. Gli abbiamo poi ricordato che non accetteremo che vengano nel contempo espulse le tante decine di migliaia di precari da tempo assunti e licenziati ogni anno, che, come quelli delle GaE, si sono guadagnati sul campo la stabilizzazione. Unanime, da parte di studenti e lavoratori/trici, è stato poi il rifiuto del restante Piano che è la “summa” di tante distruttive proposte degli anni passati per scuole dominate da presidi-padroni, da lotte concorrenziali tra docenti ed Ata per qualche spicciolo, da valutazioni-quiz del lavoro docente e delle scuole, da apprendistato nelle imprese per gli studenti. Abbiamo ribadito, come COBAS, il nostro NO ai presidi-Marchionne a cui si vuole dare il potere di assumere, licenziare e premiare con sedicenti “aumenti di merito” i docenti più succubi; NO ai grotteschi “scatti di merito” al 66% (???) del personale e SÌ al mantenimento degli scatti di anzianità; NO al blocco dei contratti e al continuo immiserimento delle scuole, SÌ a 300 euro netti mensili di aumento per docenti ed Ata a parziale compensazione di quanto perso in questi anni di blocco salariale, SÌ a massicci investimenti nella scuola pubblica; NO al docente “mentor” e agli “innovatori naturali”, al Sistema di Valutazione nazionale e al Registro nazionale del personale, basati sui quiz Invalsi per valutare docenti, studenti e scuole, SÌ all’anno sabbatico di aggiornamento; NO alla scuola in mano alle imprese, NO all’obbligo di apprendistato in azienda per gli studenti, NO alle classi pollaio; NO alla mobilità intercompartimentale per i docenti “inidonei”; SÌ all’immediato pensionamento dei Quota 96.

E un NO fortissimo è stato rivolto alla cancellazione dell’art.18, al Jobs Act, alla precarizzazione dilagante, all’austerità e alle disastrose politiche imposte dalla Germania all’Unione Europea, e pienamente condivise dal governo Renzi. 

I manifestanti hanno infine indicato le prossime tappe della lotta, dalle manifestazioni davanti al Parlamento quando arriveranno in discussione alla Camera il Jobs Act e la Finanziaria, fino al grande sciopero generale e sociale di tutte le categorie per il 14 novembre, convocato da numerose strutture del sindacalismo alternativo, da tanti centri sociali, coordinamenti di precari e di studenti.

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SCIOPERO DELLA SCUOLA 10 OTTOBRE 2014 – Manifestazione a Palermo, piazza Politeama ore 9.00

Il 10 ottobre sciopero generale dei lavoratori/trici della scuola insieme agli studenti, a Palermo piazza Politeama ore 9.00

Il furbone Renzi promette on-line la sacrosanta assunzione di 150 mila precari.

Ma essa non sarà fumo solo se le risorse verranno inserite nella Finanziaria

E il piano-Renzi di precari ne espellerebbe altrettanti, mentre rilancia la scuola dei presidi-padroni, la concorrenza tra docenti ed Ata per qualche spicciolo, la subordinazione alle aziende, la scuola-miseria e la scuola-quiz

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CONVEGNO CESP PALERMO 1 OTTOBRE 2014

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Il CESP è riconosciuto dal MIUR come ENTE FORMATORE D.M. 25/07/2006 prot. 869

CONVEGNO NAZIONALE RIVOLTO A TUTTO IL PERSONALE SCOLASTICO

La “Buona Scuola” è davvero buona?

Approfondimenti sulla proposta Renzi-Giannini

LE RELAZIONI E I MATERIALI DEL CONVEGNO

 

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CONVEGNO CESP CATANIA 2 OTTOBRE 2014


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Il CESP è riconosciuto dal MIUR come ENTE FORMATORE D.M. 25/07/2006 prot. 869

CONVEGNO NAZIONALE RIVOLTO A TUTTO IL PERSONALE SCOLASTICO

La “Buona Scuola” è davvero buona?

Approfondimenti sulla proposta Renzi-Giannini

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I COBAS SCUOLA CONTRO LE “CLASSI POLLAIO” – UN’IMPORTANTE SENTENZA DEL TAR SICILIA

Il TAR Sicilia con la sentenza n. 2250/2014 riconosce quanto da noi sempre sostenuto: l’eccessivo numero di alunni per classe, oltre a aggravare i rischi relativi alla sicurezza, incide negativamente sulla qualità della didattica pregiudicando la formazione degli alunni e, in particolar modo, non consentendo la piena integrazione dei disabili.

I Cobas Scuola di Palermo hanno sostenuto i genitori e gli studenti, rappresentati dall’avv. Chiara Garacci, che hanno impugnato il decreto con cui il dirigente di un liceo palermitano decideva l’accorpamento di due classi quarte, con la conseguente costituzione di una sola classe con 24 alunni dei quali 4 disabili gravi.

L’accorpamento pretendeva di giustificarsi con quanto contenuto nell’art. 17, comma 1, del d.P.R. n. 81/2009, secondo il quale, “le classi intermedie sono costituite in numero pari a quello delle classi di provenienza degli alunni, purché siano formate con un numero medio di alunni non inferiore a 22; diversamente si procede alla ricomposizione delle classi secondo i criteri indicati all’articolo 16”.

La sentenza accoglie invece la tesi, da noi sostenuta, che in casi del genere, il numero di alunni per ciascuna classe (iniziale, intermedia o finale) non può superare il tetto di venti unità.

Significativo il passaggio in cui il TAR sottolinea la circostanza che il d.P.R. n. 81/2009, contempli l’ipotesi della presenza di disabili unicamente per le prime classi e non anche per quelle intermedie e ciò “impone un’interpretazione dello stesso dato normativo in linea con le esigenze di inclusione dell’alunno disabile così come tracciate dalla legislazione interna di riferimento e dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità”.

La sentenza sostiene la necessità che “una lettura improntata a parametri di logicità impone di ritenere che il limite dei venti alunni previsto per le «classi iniziali» debba considerarsi valido per tutte le classi. D’altronde, in tema di classi intermedie (e terminali), il rinvio dell’art. 17 al precedente art 16 (che riguarda le classi iniziali diverse da quelle dell’art. 5, queste ultime inerenti alla presenza di alunni con disabilità), impone di differenziare dette classi intermedie in ragione della presenza o meno di disabili, se non a pena di giungere al risultato, totalmente contrario allo spirito, alla logica e alla ratio della disciplina, di consentire, astrattamente, per le classi intermedie, un aumento del numero di allievi rispetto a quelli di provenienza (da 20 a 22) in ipotesi di presenza di disabili, e, per altro verso, una riduzione (da 27 a 22) per tutte le altre classi in cui non è contemplata la presenza di disabili”.

Proprio quanto abbiamo sempre sostenuto: una diversa lettura della norma porterebbe alla paradossale conclusione che le classi maggiormente bisognose di tutela da parte dell’ordinamento, perché accolgono alunni con grave disabilità, subirebbero un trattamento deteriore perché dopo essere state costituite con 20 alunni (o meno) sarebbero destinate a sicura scomparsa in quanto non permetterebbero il rispetto del limite dei 22 alunni indicato dall’art. 17 del d.P.R. n. 81/2009.

La sentenza affronta poi la questione se l’esito positivo dello scrutinio finale per gli alunni disabili dimostrerebbe da sé l’assenza di un danno, chiarendo che “al di là dell’esito dello scrutinio del corpo docente è indubbio che l’allocazione in una classe con un numero di alunni di gran lunga inferiore avrebbe certamente garantito per tutti un servizio quantomeno migliore oltre che in linea con le previsioni normative”.

Continueremo a sostenere i diritti degli alunni e invitiamo l’Amministrazione e i dirigenti scolastici a garantire che in tutte le scuole siano rispettate almeno le condizioni essenziali di vivibilità: numero di alunni per classe, capienza delle aule, piena integrazione dei disabili.

Convegno sindacale formazione RSU e RLS venerdì 26 settembre 2014, ore 10.00/14.00

Convegno sindacale formazione RSU e RLS

venerdì 26 settembre 2014, ore 10.0014.00

sede PROVINCIALE COBAS

piazza Unità d’Italia, n. 11 – Palermo

sui seguenti argomenti:

– AVVIO CONTRATTAZIONE D’ISTITUTO a.s. 2014/2015

– CONTRATTAZIONE, SCATTI E MERITO NELLA “BUONA SCUOLA”

– varie ed eventuali

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PALERMO: LA PIAZZA IN PROTESTA DÀ IL BENVENUTO A RENZI CHE INAUGURA IL NUOVO ANNO SCOLASTICO

Almeno 200 persone, che hanno partecipato al presidio davanti la scuola intitolata a Padre Pino Puglisi, hanno accolto Renzi al grido di buffone e vergogna.

Un presidio variegato, con studenti, precari della scuola, quota96, tanti disoccupati e lavoratrici e lavoratori, che come gli edili a causa della crisi hanno perso il lavoro, che hanno rivendicato il diritto al lavoro e ad una scuola di qualità di tutti e per tutti, come quella per cui si è battuto Padre Pino Puglisi. Gli slogan più gridati sono stati quelli contro le classi pollaio, il finanziamento alle scuole scuola private e l’ingresso dei privati nella scuola pubblica, contro il merito, temi che ritornano oramai da Berlinguer ad oggi.

Un grande evento mediatico per Renzi che sceglie una scuola di frontiera in un quartiere di forte infiltrazione mafiosa, per imbonire l’opinione pubblica con la promessa di stabilizzare 149.000 precari a settembre del 2015, e per annunciare la consultazione popolare sul piano per la “buona scuola”. E mentre TV e media hanno amplificato l’evento mediatico per Renzi e le sue “proposte” è stata operata la censura di fatto per tutti quegli interventi scomodi che non non sono andati in onda nei tg, che hanno denunciato i tagli alle risorse economiche alle scuole, i tagli degli organici, i tagli alle ore di sostegno per gli alunni disabili, la più volte disattesa promessa del pensionamento dei 4.000 lavoratori della scuola quota 96 e le conseguenti assunzioni dei precari sui posti che si sarebbero resi disponibili, i danni che provocherebbe il suo piano scuola.

È questo l’ascolto che vuole sul suo progetto di scuola? O è la solita farsa?

Renzi, attraverso le interviste rilasciate ai giornalisti a conclusione della cerimonia inaugurale, è stato chiaro sulla svolta che vuole imprimere alla scuola e che ne rappresenta il nodo centrale: il MERITO, e lo antepone facendone da contrappeso alle 149.000 assunzioni dei precari inseriti nelle GaE. Un pericoloso ricatto che vuole dividere il personale della scuola di ruolo e precario, dividere i docenti per decreto tra “bravi” (66%) e “somari” (34%) chiedendo di rinunziare agli scatti automatici per la progressione di carriera e di rassegnarsi al blocco del rinnovo contrattuale.

La “buona scuola” di Renzi è irricevibile, il suo piano contiene le peggiori proposte che i governi precedenti hanno invano tentato di far passare, e che i lavoratori della scuola hanno bocciato.

Rimandiamo al mittente il piano della “buona scuola” del duo Renzi-Giannini.

Apriamo noi la consultazione sul piano Renzi della “buona scuola” organizzando assemblee di scuola e cittadine, organizzando lo Sciopero Generale di tutto il personale della scuola del 10 ottobre, mettendo in piazza decine e decine di migliaia di lavoratori a fianco di genitori e studenti, dimostrando di fatto il rifiuto di tale piano da parte del popolo della scuola.

ORGANICO DI FATTO SCUOLA SUPERIORE

Oggi è stato diffuso “l’organico di fatto” delle scuole secondarie di II grado con le relative disponibilità residue.

Abbiamo rilevato numerose incongruenze e abbiamo già chiesto chiarimenti sul alcuni casi specifici, a garanzia della continuità didattica degli studenti e delle possibilità di stipula di contratti a tempo determinato per i precari.

Per informazioni e consulenza, portate in sede la proposta di organico della vostra scuola (è in possesso delle RSU) da confrontare con questo “organico di fatto”.