13 NOVEMBRE SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA CON MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA

Sono disponibili nelle sedi provinciali Cobas i manifesti dello sciopero per l’affissione nelle scuole (a Palermo piazza Unità d’Italia, 11)

Il 13 novembre l’unico possibile sciopero utile contro la distruttiva legge 107 per un significativo recupero salariale per docenti ed Ata per l’assunzione stabile dei precari abilitati o con 36 mesi di servizio

Manifestazione nazionale a Roma, ore 10.00 al Miur, ore 12.00 al Parlamento

Quello del 13 novembre sarà l’unico possibile sciopero utile ed indispensabile della scuola per fermare l’applicazione almeno dei peggiori provvedimenti della legge 107, per esprimere l’indignazione dei docenti ed Ata per la grottesca proposta di contratto, inserita nella Legge di (in)stabilità, con un aumento medio di 8 euro lorde al mese, per esigere un consistente recupero salariale e l’assunzione stabile di tutti i precari abilitati o con 36 mesi di servizio.

È innanzitutto uno sciopero utile per dimostrare al Governo che la partita dell’applicazione della 107 non è affatto chiusa. Furbescamente il MIUR ha consigliato i presidi di rinviare la costituzione dei Comitati di valutazione e la formulazione dei Piani triennali dell’offerta formativa (in base ai quali poi i presidi assumerebbero a loro discrezione i docenti per l’organico “potenziato”) a dopo le feste di Natale, sperando che la resistenza contro la cattiva scuola renziana si affievolisca, temporeggiando inoltre sulle regole per la deleteria “alternanza scuola-lavoro” (400 ore obbligatorie per gli studenti dei tecnici e professionali e 200 per i licei, da svolgere in azienda, fuori dalla normale attività didattica).

La partecipazione allo sciopero e alla manifestazione nazionale è dunque indispensabile per rafforzare la resistenza ai distruttivi provvedimenti, per impedirne l’applicazione nei prossimi mesi e per bocciare l’offensiva e umiliante “proposta” degli 8 euro lordi, dopo sei anni di blocco contrattuale e una perdita salariale media negli ultimi anni almeno del 20% (tra i 250 e i 300 euro): tanto più che nel contratto il Governo vorrebbe inserire i peggiori provvedimenti della 107, a partire dallo strapotere dei presidi-padroni, che verrebbero abilitati contrattualmente ad assumere, licenziare, premiare e punire a propria discrezione.

Sciopero e manifestazione nazionale, dunque, come occasione utile ed indispensabile per la difesa e la qualità della scuola pubblica, del pieno diritto allo studio per gli studenti e delle condizioni di lavoro di docenti ed Ata: ma anche occasione unica, perché i Cinque sindacati (Cgil-Cisl-Uil, Snals e Gilda) che, insieme a noi, hanno promosso i grandi scioperi di maggio-giugno, malgrado le nostre reiterate proposte di lotta comune (e la rinuncia per settimane ad indicare noi una data, in attesa che fossero loro a deciderla) hanno finito col convocare solo una manifestazione nazionale a fine novembre. Manifestazione che ha tre difetti irreparabili: a) non essendo accompagnata dallo sciopero, la forma più visibile ed eclatante di lotta (vedi gli scioperi del 5 maggio e degli scrutini), manda un segnale debole e remissivo alla controparte; b) è tardiva rispetto all’iter della Legge di (in)stabilità; c) riguardando l’intero Pubblico impiego sul versante contrattuale (peraltro con una richiesta salariale misera, 50 euro lorde di aumento per ognuno dei prossimi tre anni), mette del tutto in secondo piano il conflitto contro la 107.

Perciò il 13 novembre sarà fondamentale l’impegno dei docenti ed Ata non solo nello sciopero ma anche nella manifestazione nazionale a Roma, con appuntamento al MIUR di viale Trastevere alle ore 10.00, a cui seguirà alle 12.00 la protesta davanti al Parlamento (piazza Montecitorio). Nella stessa giornata allo sciopero dei lavoratori/trici, indetto da noi e da altri sindacati, si aggiungerà quello degli studenti che in parte manifesteranno localmente e in parte con noi nazionalmente.

CONVEGNO CESP – PALERMO 4 NOVEMBRE 2015

Convegno di Aggiornamento/Formazione con esonero dal servizio per il personale ATA, DOCENTE, DIRETTIVO, ISPETTIVO, della Scuola pubblica statale

Disabilità, sostegno ed assistenza

Le prospettive di una riforma annunciata

mercoledì 4 novembre 2015 ore 8.30 – 14.00

Sala De Seta, Cantieri Culturali della Zisa

via Paolo Gili, 4 – 90138 Palermo

*****

LA LOCANDINA DEL CONVEGNO

iL MODELLO PER LA RICHIESTA DI ESONERO

È necessario segnalare la concessione dell’esonero per la partecipazione al convegno compilando il modulo online all’indirizzo http://www.cobasscuolapalermo.wordpress.com/cesp/


Dalle ore 8.30 alle ore 9.00: registrazione delle presenze

RELAZIONI

  • Dall’esclusione, all’integrazione, all’inclusione: ripercorrere e ripensare la disabilità a scuola

Dott. Maurizio GENTILE. Referente Regionale dispersione scolastica USR Sicilia

  • Le agenzie del territorio per la valorizzazione della persona con disabilità

Dott.ssa Giovanna GAMBINO. Neuropsichiatra e Garante regionale per la disabilità

  • Il ruolo degli enti locali tra garanzia dei diritti dei disabili e politiche dei tagli

Dott.ssa Barbara EVOLA. Assessora alla Pubblica Istruzione del Comune di Palermo

  • Affermazione dei diritti sanciti nella 104/92 e relative ripercussioni nell’organizzazione scolastica

Avv. Maria Chiara GARACCI. Specialista in materia di diritto scolastico

  • La normativa inclusiva nella nuova legge di riforma della Buona Scuola

Avv. Salvatore NOCERA. Dirigente Naz. FISH e Componente tavolo di lavoro presso MIUR per emanazione dec. del. Att. su inclusione scolastica L. 107/2015

Dibattito e Conclusioni

Modera: Dott. Leonardo ALAGNA. Sociologo ed insegnante di sostegno


Il CESP è Ente accreditato per la formazione/aggiornamento del Personale della scuola D.M. 25/07/06 prot.869 e Circ. MIUR prot. 406 del 21/02/06. La partecipazione ai Convegni e seminari dà diritto, ai sensi degli art. 63 e 64 del CCNL 2006/2009, all’esonero dal servizio. Al termine del convegno sarà rilasciato attestato di partecipazione.

LEGGE DI (IN) STABILITÀ E MOBILITAZIONI DELLE SCUOLE

Nella Legge di (in)stabilità, grottesca “offerta” ai lavoratori/trici della scuola e del Pubblico impiego: dopo sei anni di blocco contrattuale, aumenti salariali di 8 euro (lordi) al mese

Confermiamo per il 13 novembre lo sciopero della scuola, che vogliamo unitario come a maggio-giugno e con manifestazione nazionale, contro l’applicazione della legge 107 e per un consistente recupero salariale per docenti ed Ata

A proposito della Legge di (in)stabilità presentata ieri dal governo, i migliori commenti giornalistici sottolineano il clamoroso scarto tra le promesse di forte rilancio economico e di “manovra espansiva” fatte fino al giorno prima da Renzi e l’assenza concreta di investimenti nel lavoro, pensioni e servizi sociali, nonché i regali fatti (o promessi) ad imprenditori, commercianti e ceti ricchi (niente tasse manco su ville e castelli, riduzione ulteriore delle tasse sui profitti dal 2017, aumento dell’uso del contante ecc.).

Ma, tranne pochi casi, è minimizzato l’aspetto più grottesco e beffardo della Legge: dopo sei anni di blocco contrattuale, a fronte di una perdita di almeno il 20% di salario (tra i 250 e i 300 euro) negli ultimi anni, ai lavoratori/trici della scuola e del restante Pubblico impiego viene “offerto” un aumento salariale medio di 8 euro (lordi) al mese.

Derisoria, poi, è anche la proposta che viene fatta ai lavoratori/trici prigionieri della Legge Fornero: non ci sarà alcun anticipo del pensionamento ma, se essi/e proprio lo desiderano, dopo i 63 anni potranno auto-dimezzarsi lo stipendio, già misero, lavorando in part-time. In aggiunta, la Legge impone il solito, insopportabile taglio alla Sanità e quello a strutture, servizi e posti di lavoro nella Pubblica Amministrazione, quell’impoverimento di altri 7 miliardi di euro celato sotto l’apparentemente tecnica definizione di “spending review” .

Oltretutto, per quel che riguarda docenti ed Ata, come se non bastasse l’offensiva e demenziale mancetta offerta, il governo vorrebbe inserire nel rinnovo contrattuale tutto il peggio della Legge 107, sanzionandovi lo strapotere dei presidi-padroni che valutano, assumono e licenziano e i sedicenti “premi di merito” ai docenti più proni alle direttive dell’aziendalizzazione scolastica, chiudendo definitivamente la prigione costruita con l’insieme delle disastrose regole della cattiva scuola renziana, contro cui nelle scuole prosegue quotidianamente la resistenza e l’opposizione.

Ci sono dunque tutte le ragioni per confermare per il 13 novembre lo sciopero generale della scuola, al quale riteniamo che vada abbinata una manifestazione nazionale, alla quale invitare tutte le forze e strutture dei lavoratori/trici, degli studenti e dei cittadini che si battono contro l’applicazione della cattiva scuola renziana.

Ribadiamo nel contempo l’invito, che finora non ha ricevuto risposte, ai Cinque sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda) – con i quali abbiamo indetto e gestito i grandi scioperi del 5 maggio e degli scrutini – a promuovere lo sciopero di novembre unitariamente, e con pari dignità, per realizzare una partecipazione all’altezza di quelli estivi, contro l’applicazione della legge 107 e per consistenti aumenti salariali per docenti ed Ata, in netta opposizione alla insultante proposta governativa.

E in preparazione dello sciopero, il 24 ottobre saremo in piazza nelle principali città, così come faranno anche i Cinque, seppur dobbiamo registrare con rammarico che, a causa dell’ostracismo messo in atto da alcune di tali organizzazioni nei nostri confronti, in molte regioni la mobilitazione non sarà unitaria.

STUDENTI DISABILI E DIRITTO ALLO STUDIO

incontro sostegnoI COBAS Scuola di Palermo e l’Avv. Chiara Garacci nell’autunno del 2013 hanno avviato una collaborazione volta a tutelare i diritti degli studenti disabili e delle loro famiglie.

Si sono raggiunti risultati molto positivi, con centinaia di ricorsi presentati dalle famiglie sul riconoscimento dell’integrazione delle ore di sostegno scolastico, da 9 a 18 ore per coloro che avevano riconosciuto una disabilità grave art. 3, comma 3 della l. n. 104/1992.

Recentemente si sono avute le prime 4 sentenze per delle disabilità lievi art. 3, comma 1, che dalle iniziali 4,5 ore hanno ottenuto il riconoscimento alle 13,5 ore ed in due casi si è arrivati alle 18 ore.

Un altro importante successo è stato ottenuto sul fronte dello sdoppiamento delle classi, facendo valere il limite massimo di 20 alunni in presenza di alunno disabile.

Al fine di approfondire le opportunità legate ad un ricorso senza alcun costo per il ricorrente, l’avvocato Garacci sarà lieta di rispondere alle Vostre domande durante una incontro che si terrà presso la sede dei Cobas Scuola a Palermo in piazza Unità d’Italia 11, mercoledì 28 ottobre 2015 alle ore 16.30.

Per maggiori informazioni sui ricorsi senza alcun costo per il ricorrente potete contattare la sede dei COBAS allo 091349192 o l’Avv. Chiara Garacci al 338 2431722.

SUPPLENZE DOCENTI E COLLABORATORI SCOLASTICI FIN DAL PRIMO GIORNO

PER GARANTIRE IL DIRITTO ALLO STUDIO, L’INCOLUMITÀ E LA SICUREZZA

I DOCENTI E I COLLABORATORI SCOLASTICI ASSENTI POSSONO E DEVONO ESSERE SOSTITUITI CON SUPPLENTI A PARTIRE DAL PRIMO GIORNO DI ASSENZA

Come già risulta dall’art. 1, comma 333 della legge di stabilità 2015 (l. n. 190/2014), in relazione alle supplenze brevi del personale docente, i dirigenti scolastici devono prioritariamente realizzare “la tutela e la garanzia dell’offerta formativa”. Infatti il comma 333 dell’art. 1 della l. n. 190/2014 prevede esplicitamente che: Ferme restando la tutela e la garanzia dell’offerta formativa, a decorrere dal 1º settembre 2015, i dirigenti scolastici non possono conferire supplenze brevi di cui al primo periodo del comma 78 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, al personale docente per il primo giorno di assenza”.

Molti dirigenti scolastici, invece, attraverso la pedissequa ed errata applicazione della disposizione stanno provocando forte disagio nelle scuole e, in particolare, gravi lesioni del diritto allo studio degli alunni e dei diritti dei lavoratori della scuola, nonché seri problemi di sicurezza e di garanzia dell’igiene.

In conseguenza di ciò, è dovuto intervenire lo stesso MIUR che con la recentissima Nota n. 2116 del 30 settembre 2015, ha ribadito quanto sopra: “Per quanto riguarda le assenze del personale docente, si richiama l’attenzione su quanto già previsto dall’articolato della Legge sopra indicata al comma 333 in merito alla tutela e alla garanzia del diritto allo studio.

Anche per quanto riguarda i collaboratori scolastici, la nota ministeriale precisa che il divieto di sostituirli nei primi 7 giorni di assenza (art. 1, comma 332, l. n. 190/2014) potrà essere superato laddove il dirigente scolastico, “con determinazione congruamente motivata e dopo aver prioritariamente posto in essere tutte le misure organizzative”, raggiunga la certezza che l’assenza potrebbe mettere a repentaglio l’incolumità e la sicurezza, o l’assistenza ai disabili compromettendo il diritto allo studio costituzionalmente garantito.

Il MIUR prende così atto della situazione e dell’impossibilità (nella stragrande maggioranza dei casi) per le scuole di garantire il diritto allo studio e la sicurezza degli alunni senza poter sostituire con la nomina di supplenti i docenti assenti nel primo giorno di assenza e i collaboratori scolastici assenti nei primi sette giorni di assenza.

La consapevolezza che l’attività delle scuole sarebbe stata paralizzata dagli assurdi divieti previsti dalla legge di stabilità e l’esigenza di rispettare garanzie irrinunciabili e norme di rango costituzionale (diritto allo studio, disabilità e sicurezza) nonché il rispetto del CCNL Scuola sono alla base delle indicazioni richiamate dalla Nota MIUR del 30 settembre.

Quindi, i dirigenti scolastici allo scopo di garantire il diritto allo studio e l’incolumità e la sicurezza degli alunni, possono e sono tenuti a nominare i supplenti dei docenti e dei collaboratori scolastici fin dal primo giorno di assenza.

Si tratta di un primo importante risultato frutto delle proteste del personale della scuola, della pressione esercitata dai COBAS e da altre organizzazioni sindacali, ma anche delle difficoltà palesate dai dirigenti scolastici.

Rimane il divieto assoluto di nomina per gli Assistenti tecnici, spesso indispensabili per le attività didattiche in laboratorio, che lede quella garanzia del diritto allo studio che la stessa norma vorrebbe comunque preservare. Resta, infine, gravissima la situazione per gli Assistenti amministrativi con il divieto assoluto di nominare i supplenti anche in caso di assenze fino al termine dell’anno scolastico. È risibile, infatti, la deroga relativa alle istituzioni scolastiche in cui l’organico di diritto preveda meno di tre posti, dato che, dopo i vari dimensionamenti, ormai si tratta di casi rarissimi.

Continua la mobilitazione dei COBAS affinché nella legge di stabilità 2016 sia eliminato l’assurdo divieto di nominare i supplenti per gli assistenti tecnici e amministrativi e per consentire fin dal primo di assenza la chiamata dei supplenti docenti ed ATA ogni qualvolta si renda necessario.

Indetto dai COBAS lo sciopero generale della scuola per il 13 novembre

sciopero13-11-15

Comunicato-stampa

Nessuna risposta al nostro Appello ai sindacati, che con noi hanno indetto i grandi scioperi di maggio-giugno, per un nuovo sciopero e una manifestazione nazionale contro gli effetti nefasti della legge 107 e per un forte recupero salariale
 
Convochiamo dunque per il 13 novembre lo sciopero della scuola, disponibili ad altre proposte di data che giungano in tempi rapidi, e ribadiamo l’importanza di una manifestazione nazionale

Scrivevamo nel nostro Appello (del 19 settembre) ai Cinque sindacati Cgil-Cisl-Uil-Snals-Gilda, che con noi hanno promosso e gestito i grandi scioperi di maggio-giugno nella scuola: “Si susseguono nelle scuole enormi assemblee unitarie che testimoniano la volontà diffusa di impedire la realizzazione degli effetti nefasti della legge 107…Ma docenti ed Ata segnalano con forza che non si può rinchiudere tale lotta solo nelle singole scuole e chiedono che i sindacati che hanno condotto lo scontro con la cattiva scuola di Renzi diano vita ad un nuovo e plebiscitario sciopero generale della scuola e ad una oceanica manifestazione nazionale”. E poi, preso atto che i Cinque avevano indetto una giornata di mobilitazione in tale data, proponevamo che “il 24 ottobre si svolga una grandiosa manifestazione nazionale a Roma, da gestire unitariamente; e che si convochi nella prima parte di novembre uno sciopero generale della scuola per la cancellazione degli effetti nefasti della 107 e per un forte recupero salariale per docenti ed Ata” di quanto perso negli ultimi anni e in particolare a causa di sei anni di blocco contrattuale.
Non abbiamo ricevuto risposte anche se sappiamo che i Cinque discutono da settimane, tra loro, sul da farsi. Poiché l’immobilismo non fa bene ai livelli di conflitto contro la cattiva scuola renziana né alla resistenza nelle scuole contro l’applicazione della 107, rompiamo gli indugi e convochiamo per il 13 novembre lo sciopero generale della scuola, ribadendo nel contempo la cruciale necessità che lo sciopero sia unitario per realizzare i livelli di partecipazione del 5 maggio e del blocco degli scrutini. Siamo quindi anche disposti a rivedere la data (entro la prima metà di novembre, comunque) di fronte ad una proposta avanzata dai Cinque in tempi celeri, e pure favorevoli all’estensione dello sciopero al restante Pubblico Impiego. Per la manifestazione nazionale riteniamo che la data preferibile resti il 24 ottobre. Qualora però ci sia disponibilità ad effettuare tale manifestazione in coincidenza con lo sciopero generale di novembre, potremmo accettare tale proposta, articolando anche noi la mobilitazione del 24 ottobre a livello regionale o interregionale. Ci auguriamo, dunque, che i tempi decisionali degli altri sindacati si accelerino e che si possa ricevere una risposta chiara ed ufficiale nei prossimi giorni.

Piero Bernocchi  portavoce nazionale COBAS

29 settembre 2015

CONVEGNO – La “Buona Scuola” è diventata legge. Cosa cambia per docenti e ATA

CESP Centro Studi per la Scuola Pubblica


Il CESP è riconosciuto dal MIUR come ENTE FORMATORE D.M. 25/07/2006 prot. 869


CONVEGNO RIVOLTO A TUTTO IL PERSONALE SCOLASTICO

* * *

La “Buona Scuola” è diventata legge

Cosa cambia per docenti e ATA

mercoledì 7 ottobre 2015, ore 8.30 – 14.00

I.I.S.S. “G. Damiani Almeyda – F. Crispi”

largo Mineo n. 4 (ex piazza Campolo) – Palermo


mercoledì 14 ottobre 2015, ore 8.30 – 14.00″

Liceo Classico V. Linares”
via Prof. S. Malfitano, 2 – 92027- Licata


Esonero dal servizio per tutto il personale docente e Ata (art. 64 commi 4, 5 e 7 del Ccnl 2006/2009)

Iscrizione gratuita – Attestato di partecipazione

L’iscrizione al convegno può essere effettuata inviando una e-mail a sicilia.cesp@gmail.com

o registrandosi online all’url: https://cobasscuolapalermo.wordpress.com/cesp/

La locandina del convegno da stampare per le scuole (Palermo) (Licata)

Il modello per la richiesta di esonero (Palermo) (Licata)


Dalle ore 8.30 alle ore 9.00: registrazione delle presenze

Relazioni

I NUOVI POTERI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO E LE COMPETENZE DEGLI ORGANI COLLEGIALI – Ferdinando Alliata, CESP Palermo

IL PIANO TRIENNALE DELL’OFFERTA FORMATIVA E L’ORGANICO DI POTENZIAMENTO – Giorgia Listì, CESP Sicilia

Pausa

GLI EFFETTI DELLA RIFORMA NEL RAPPORTO TRA SCUOLA ED ENTI LOCALI – Barbara Evola, Assessora comunale alla Pubblica istruzione (Convegno Palermo)

Dibattito

Conclusioni


Il CESP Centro Studi per la Scuola Pubblica, Ente accreditato/qualificato per la formazione del personale della scuola (DM 25/7/2006 prot. 869 e Circ. MIUR prot. 406 del 21/2/2006), nasce nel 1999 per iniziativa di lavoratori della scuola, con l’intento di affiancare all’attività politica e sindacale dei COBAS uno spazio specificamente dedicato alla riflessione culturale e didattica sulla scuola, realizzata attraverso seminari, convegni, attività di aggiornamento/formazione e pubblicazioni. I principi di riferimento del CESP sono la difesa della scuola pubblica statale, l’opposizione alle diverse forme di privatizzazione, alle vecchie e nuove forme di mercificazione del sapere e ai processi di aziendalizzazione che stanno avanzando da alcuni anni a ritmi inediti e preoccupanti.

CESP – Centro Studi per la Scuola Pubblica

Sezione Regione Sicilia, piazza Unità d’Italia, 11 – 90144 Palermo

tel 091 349192 – sicilia.cesp@gmail.com

FORMAZIONE R.S.U. e R.L.S. mercoledì 30 settembre 2015

Alle RSU/RLS

delle Istituzioni scolastiche

della provincia di Palermo

Questa Associazione Sindacale organizza, ai sensi della normativa vigente, un

Convegno sindacale formazione RSU e RLS

mercoledì 30 settembre 2015, ore 9.00 – 13.00

sede PROVINCIALE COBAS – piazza Unità d’Italia, 11 – Palermo

sui seguenti argomenti:

– CONTRATTAZIONE D’ISTITUTO E IL DIRITTO ALL’INFORMAZIONE

– LA LEGGE n. 107/2015 SU “LA BUONA SCUOLA”: effetti e contromisure

– varie ed eventuali

_______________________________________________________________________________________________________________

Il contingente dei permessi di spettanza RSU/RLS è da loro gestito autonomamente nel rispetto del tetto massimo attribuito:

  • RSU: fruiscono nei luoghi di lavoro di permessi sindacali per l’espletamento del loro mandato, per presenziare a convegni e congressi di natura sindacale e ogni altra attività sindacale di carattere extra-aziendale (art. 10 comma 3 Ccnq 7/8/98 e Cass. 7087/86);

  • RLS: utilizzano permessi pari a 40 ore annue anche per la formazione (art. 73 Ccnl 2007).

I permessi, giornalieri ed orari, sono retribuiti e sono equiparati a tutti gli effetti al servizio prestato, e possono essere cumulati per periodi anche frazionati. Per garantire la funzionalità dell’attività lavorativa bisogna preavvisare il dirigente della fruizione del permesso sindacale, secondo le modalità concordate in sede decentrata, in genere 24/48 ore prima.

La giurisprudenza, vista anche l’esiguità dei permessi che non permette di individuare un interesse del datore di lavoro, ha negato la possibilità di sindacarne l’uso o di subordinarne la fruizione alle esigenze aziendali (Cass. 4839/92, 8032/96, 9765/96, 11573/97).

__________________________________________________________________________________________

Per ulteriori info e permessi contattare la sede tel 091 349192 – tel/fax 091 6258783 – cobas.pa@libero.it

PER UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DELLA SCUOLA 24.10 E PER UNO SCIOPERO NELLA PRIMA PARTE DI NOVEMBRE

Il popolo della Scuola pubblica chiede ai sindacati che hanno indetto i grandi scioperi di maggio-giugno di convocare una manifestazione nazionale e uno sciopero generale contro gli effetti nefasti della legge 107 – la cattiva scuola di Renzi – e per un forte recupero salariale

Proponiamo agli altri sindacati che il 24 ottobre si svolga a Roma una oceanica manifestazione nazionale e che lo sciopero della scuola venga effettuato nella prima parte di novembre, dopo la presentazione della Legge di stabilità

Nonostante una straordinaria stagione di lotta del popolo della scuola pubblica (e in primo luogo di docenti ed Ata con i grandi scioperi del 5, 6 e 12 maggio contro il progetto Renzi e l’Invalsi, e il plebiscitario blocco degli scrutini dal 3 al 14 giugno, il governo, pur vacillando ripetutamente, ha infine imposto dittatorialmente la volontà renziana di disgregare la scuola pubblica, varando la legge 107/2015.

Ma, contrariamente alle previsioni governative, nelle scuole non c’è stata la resa e l’abbandono del conflitto! In questi giorni nelle scuole si susseguono enormi assemblee unitarie (su tutte quella straordinaria di Firenze, con 4000 presenti) che testimoniano la volontà diffusa di impedire la realizzazione degli effetti nefasti della legge 107, con particolare riferimento alla grottesca pretesa di individuare tramite il Comitato di valutazione i “buoni” docenti da premiare e i “cattivi” da punire, nonché di usare nel Piano triennale i docenti come tappabuchi, disposti a tutto in quanto assunti e licenziati per volere sovrano di presidi-padroni, modello Marchionne.

Ma docenti ed Ata segnalano con forza che non si può rinchiudere tale lotta solo all’interno delle singole scuole e chiedono con insistenza che i sindacati che hanno condotto lo scontro contro la cattiva scuola di Renzi negli scioperi di maggio e giugno, riprendano unitariamente le fila di quell’epico conflitto e diano vita in tempi ragionevolmente rapidi ad un nuovo e plebiscitario sciopero generale della scuola e ad una oceanica manifestazione nazionale, ove chiamare a raccolta tutti i settori popolari a cui sta a cuore la difesa e il miglioramento della scuola pubblica. Per la verità la richiesta prevalente è stata finora quella di far coincidere lo sciopero con la manifestazione nazionale.

Ma dobbiamo prendere atto che i cinque sindacati (Cgil-Cisl-Uil-Snals-Gilda), che insieme a noi hanno convocato gli scioperi di maggio-giugno, hanno indetto una giornata di mobilitazione per il 24 ottobre con manifestazioni regionali. Dalle assemblee unitarie nelle scuole (ma anche da assemblee nazionali come quella svolta dai Comitati LIP) è venuta non solo la forte pressione per lo sciopero e la manifestazione nazionale, ma anche la richiesta che ciò avvenga mantenendo l’unità senza precedenti che ha fatto fare un salto di qualità alle mobilitazioni: e dunque sarebbe sbagliato contrapporre a questa data (cade di sabato quando circa la metà dei docenti non lavora), un’altra ove sia possibile far coincidere sciopero e manifestazione nazionale.

D’altra parte nella seconda parte di ottobre avremo a disposizione il testo della Legge di Stabilità, da cui apparirà chiarissimo che, pur obbligato da una sentenza della Corte Costituzionale a rinnovare il contratto, il governo non ha alcuna intenzione di restituire neanche una parte del salario perso (almeno il 20%) nell’ultimo decennio da docenti ed Ata: ci saranno solo ridicole briciole, in cambio delle quali Renzi vorrebbe imporre nel contratto l’applicazione normativa della 107: e dunque la volontà dei lavoratori/trici di recuperare il maltolto salariale potrà aggiungere altra benzina nella macchina del conflitto.

Perciò, si può anche impostare la lotta su due giornate, una di manifestazione nazionale e una di sciopero generale. In tal senso, proponiamo agli altri sindacati che il 24 ottobre si svolgano non manifestazioni regionali ma una grandiosa manifestazione nazionale a Roma, da gestire unitariamente; e che si convochi nella prima parte di novembre uno sciopero generale della scuola per la cancellazione degli effetti nefasti della 107 e per un forte recupero salariale per docenti ed Ata, escludendo l’applicazione della l. 107 nel contratto. Riteniamo che le date preferibili siano il 6 o il 13 novembre, disposti a prendere in considerazione altre date, a patto che non si vada oltre la metà del mese. Attendiamo una risposta, precisando, per chiarezza, che, qualora non ne ricevessimo in tempi ragionevoli, dovremmo procedere alla convocazione, pur con la massima disponibilità a rivederne la data unitariamente.

Ricordiamo che in queste mobilitazioni confluirà sia l’indignazione degli Ata che, oltre a vedersi togliere posti in organico di diritto e bloccare l’assunzione dei precari per lasciar posto ai dipendenti delle Province, non possono essere sostituiti (i bidelli addirittura per 7 giorni, oltre ai docenti per il primo giorno) in caso di assenza; sia quella dei precari, per nulla “stabilizzati” ma resi “precari triennali” ricattabili, costretti nel ruolo deprimente di “supplenti tappabuchi” o addirittura condannati alla disoccupazione malgrado la nota sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea.

Facciamo dunque appello alle Cinque OO.SS. perché si possa lanciare insieme la manifestazione nazionale a Roma per il 24 ottobre e lo sciopero generale nella prima parte di novembre; e nel contempo invitiamo tutti i lavoratori/trici della scuola, i collettivi e comitati locali e nazionali – nonché gli studenti che sciopereranno e manifesteranno già nella prima decade di ottobre – affinché si lavori congiuntamente per la realizzazione unitaria di questi due momenti cruciali di lotta.

ANOMALIE NELL’ACCESSO AGLI UFFICI DEL PROVVEDITORATO

Al Dirigente

dell’Ambito Territoriale della provincia di Palermo

via San Lorenzo, 312/G – 90146 PALERMO

OGGETTO: accesso agli uffici

Ogni anno esprimiamo la nostra solidarietà ai lavoratori degli uffici dell‘Ambito Territoriale di Palermo, subissati di lavoro in un momento cruciale per l’inizio dell’anno scolastico, senza un organico adeguato a causa dei tagli pesantissimi che hanno ridotto il personale di più del 50%. Invitiamo questi lavoratori a palesare la loro condizione di sfruttamento che li ha visti costretti, durante tutto il mese di agosto, a rinunciare alle ferie per assecondare la follia della “Buona Scuola” Renziana. 

In questa ottica la presenza dei sindacati a tutela di “tutti” i lavoratori della Scuola diventa fondamentale per evitare o individuare eventuali fisiologici errori dovuti ad un carico di lavoro pesantissimo, così come è stato positivo l’intervento di singoli lavoratori pronti a far rilevare eventuali incongruenze nelle operazioni di mobilità e di attribuzione delle supplenze.

Riteniamo, però, necessario consentire a tutte le realtà sindacali di accedere agli uffici al fine di tutelare tutti i lavoratori della Scuola.

Come Cobas Scuola Palermo e U.S.B. Scuola Palermo consideriamo fondamentale il contributo di singoli lavoratori per il buon funzionamento degli uffici, la competenza e conoscenza normativa di chi vive sulla propria pelle la macchina burocratica, pensando che tale collaborazione non debba essere vista come elemento negativo, ma come punto di forza di una corretta relazione tra amministrazione e lavoratori, ma chiediamo al dirigente dell’A.T. di regolamentare tale accesso, in modo da renderlo possibile a tutti, con una procedura equa e trasparente, che implementi le occasioni di confronto e permetta il monitoraggio diretto di tutte le attività.

COBAS Scuola Palermo

U.S.B. P.I. – Scuola Palermo