COBAS SOSPESI CONTRO IL GREEN PASS

Quattro membri dell’Esecutivo nazionale dei Cobas scuola si fanno sospendere per garantire il diritto costituzionale al lavoro 

No al GREEN PASS a scuola

Sì alla vaccinazione volontaria

Sì alla sicurezza attraverso test gratuiti per i non vaccinati e presidi sanitari nelle scuole per valutare l’andamento della pandemia e tutelare la salute di lavoratori e studenti

La regolamentazione dell’apertura delle scuole deve garantire un delicato equilibrio tra diversi diritti costituzionali: all’istruzione, che non può che essere in presenza e “per tutti” (art. 33 Cost.); alla salute, “come fondamentale diritto dell’individuo”, ma anche come “interesse della collettività” (art. 32); al lavoro e ad una retribuzione che garantisca libertà e dignità (artt. 4 e 36); alla libertà personale (art. 13).

Durante la pandemia, i Cobas Scuola si sono battuti perché le scuole fossero le ultime attività a chiudere, chiedendo interventi concreti per garantire ambienti sicuri.

All’apertura di questo nuovo anno scolastico ci ritroviamo nelle stesse pessime condizioni precedenti:

  • Personale docente e ATA in numero insufficiente
  • Presenza diffusa delle classi pollaio
  • Nessun intervento significativo sull’edilizia scolastica
  • Mancato rispetto della distanza di un metro fra gli alunni, grazie alla possibilità di deroga quando le classi sono numerose e/o le aule piccole
  • Trasporti in condizioni disastrose

In queste condizioni, il ricorso a test gratuiti (salivari) per i non vaccinati, il rispetto del distanziamento fisico e l’uso dei dispositivi (gel, mascherine, sanificatori dell’aria) possono garantire una situazione di sicurezza, senza imporre obblighi, come quello del GREEN PASS, che rompono delicati equilibri costituzionali.

I Cobas Scuola ritengono che la vaccinazione, nella situazione determinata da decenni di tagli alla sanità, sia uno strumento fondamentale, anche se non l’unico, per combattere la pandemia. Al tempo stesso, però, ritengono assolutamente inaccettabile il surrettizio obbligo vaccinale che è stato introdotto, col cosiddetto GREEN PASS (d.l. n. 111/2021), per una categoria, il personale scolastico, che volontariamente – parliamo di circa il 90% dei lavoratori – ha scelto di ricorrere al vaccino.

4 componenti dell’Esecutivo Nazionale dei Cobas Scuola si faranno pertanto sospendere, per ricorrere davanti al Giudice del lavoro e sollevare la questione di costituzionalità, con particolare riferimento alla sanzione della sospensione del rapporto di lavoro e dello stipendio dopo 5 giorni di assenza “ingiustificata”, che viola pesantemente il diritto costituzionale al lavoro e alla retribuzione, previsti dagli artt. 4 e 36 della Costituzione. Per sottolineare il carattere politico del ricorso, teso a garantire il diritto al lavoro (una rivendicazione che accomuna sia i vaccinati che i non vaccinati) 2 dei 4 membri dell’ EN hanno già deciso che, dopo la sospensione e l’avvio del ricorso, si sottoporranno a vaccinazione.

Attraverso queste sospensioni e la prosecuzione delle mobilitazioni in difesa della sicurezza nella scuola pubblica statale, i Cobas Scuola ribadiscono il loro impegno perché la scuola torni ad essere luogo di formazione del pensiero critico e perché le ingenti risorse del Recovery Plan vengano utilizzate diversamente da come sta avvenendo, invertendo quella logica che, a partire dalla cosiddetta Autonomia scolastica, ha progressivamente impoverito la pubblica istruzione.

NO AL GREEN PASS A SCUOLA

La piattaforma per lo SCIOPERO GENERALE di lunedì 11 OTTOBRE oltre alle rivendicazioni storiche dei COBAS Scuola (fine delle “classi pollaio”, assunzione di docenti e ATA precari, investimenti per l’edilizia scolastica e i trasporti, rinnovo CCNL, contrasto alla didattica a distanza) contiene anche il rifiuto del Green Pass. Di seguito alcune delle motivazioni che potremo discutere nell’assemblea di mercoledì 6.10

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PERCHÉ I COBAS SONO CONTRARI ALL’OBBLIGO DI GREEN PASS A SCUOLA

L’obbligo della certificazione verde per lavoratori e lavoratrici della scuola, con le sanzioni ad esso connesse, è un provvedimento che non ha eguali in Europa. Esso non si giustifica sul piano della sicurezza: considerato che non dà in sé alcuna garanzia che chi ne è in possesso non sia contagiato e veicolo di contagio e considerato che analogo obbligo non grava – giustamente – su alunne e alunni, la parte largamente maggioritaria delle comunità scolastiche.

Il lasciapassare verde, considerata la sua “irrazionalità”, costituisce un “diversivo“, per coprire le inadempienze del governo rispetto alle misure realmente necessarie per fare scuola in presenza e sicurezza: i trasporti sono rimasti affollati, gli spazi angusti e le classi numerose; screening e tracciamento dei contagi del tutto insufficienti e lasciati alle iniziative disomogenee e non sistematiche delle autorità politiche e sanitarie locali. In più, vista l’inerzia sugli interventi di edilizia scolastica, è stata resa non obbligatoria la misura del distanziamento fisico, inapplicabile nella gran parte delle scuole.

In questa incontestabile realtà, l’obbligo della certificazione verde per la scuola, unico in Europa, serve a spostare sulla ristretta minoranza di lavoratori e lavoratrici, che non hanno voluto la somministrazione di un vaccino a cui la legge non li obbliga, la responsabilità dell’insicurezza nelle aule scolastiche che, invece, ricade tutta sul governo. Tale intenzione “punitiva” nei confronti dei lavoratori (malamente nascosta dietro le mentite spoglie delle preoccupazioni per la sicurezza), espressa ultimamente con chiarezza dal ministro Brunetta, è “certificata” dal fatto che è a carico dei lavoratori la spesa per il tampone periodico necessario per ottenere il green pass: un furto ai danni di lavoratori con gli stipendi notoriamente più bassi dell’Unione Europea (e con il contratto scaduto da tre anni), unica alternativa alla decurtazione totale della retribuzione.

Offrire il personale scolastico come capro espiatorio all’opinione pubblica, per la situazione di emergenza che, al netto dei vacui proclami propagandistici del governo, continua ad affliggere la scuola, è un’operazione irresponsabile e irricevibile dai Cobas, che hanno rivendicato sin dall’inizio della pandemia il diritto della scuola in presenza e in sicurezza e che respingono il tentativo di addossare la responsabilità dei guai della scuola proprio a chi l’ha tenuta faticosamente in piedi negli ultimi due anni.

Esecutivo Provinciale COBAS Scuola

ASSEMBLEA SINDACALE mercoledì 6.10.2021

I COBAS – Comitati di Base della Scuola di Palermo indicono una

ASSEMBLEA SINDACALE

mercoledì 6 ottobre 2021 dalle ore 17.00 alle 19.00

per tutto il personale docente e ATA di tutte le istituzioni scolastiche

con il seguente ordine del giorno:

  • L’attuale situazione nelle scuole e il rinnovo del contratto;
  • 11 ottobre 2021: SCIOPERO GENERALE di tutto il sindacalismo di base.

ASSEMBLEA in modalità videoconferenza da computer, tablet o smartphone al link

https://global.gotomeeting.com/join/724295437

Codice accesso: 724-295-437

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SCIOPERO GENERALE 11 OTTOBRE 

I COBAS INDICONO LO SCIOPERO GENERALE INSIEME A TUTTO IL SINDACALISMO CONFLITTUALE

I COBAS – Confederazione dei Comitati di Base promuovono per l’11 ottobre, insieme a tutto il sindacalismo conflittuale e di base, lo sciopero generale nazionale di tutto il lavoro dipendente, pubblico e privato, con manifestazioni locali in molte città, sulle quali verranno date indicazioni precise (luoghi e orari) nei prossimi giorni.

In particolare i COBAS hanno convocato per l’11 lo sciopero dei lavoratori/trici della scuola su questi obiettivi:

– la RIDUZIONE DEL NUMERO DI STUDENT* PER CLASSE (20 massimo; 15 in presenza di alunn* diversamente abili);

– l’ASSUNZIONE DI TUTTE E TUTTI I DOCENTI CON 3 ANNI DI SERVIZIO E DEGLI ATA CON 2; l’abbandono dell’algoritmo per assunzioni e supplenze con convocazioni in presenza; la revisione dei criteri per l’organico Ata (aumento continuo delle competenze richieste agli amministrativi; spazi da gestire e numero di esonerati dalle pulizie per i collaboratori; estensione dei laboratori informatici al primo ciclo per i tecnici);

– INVESTIMENTI MASSICCI NELL’EDILIZIA SCOLASTICA E NEL TRASPORTO PUBBLICO, con interventi sia immediati che di lungo periodo, per garantire effettivamente la scuola in presenza e in sicurezza;

– il RINNOVO DEL CCNL, scaduto da 3 anni, con un significativo recupero per tutti del potere d’acquisto degli stipendi, calato del 20 % negli ultimi decenni; il ruolo unico per i docenti di ogni ordine di scuola;

– dire NO ALLA DIDATTICA DELLE COMPETENZE ADDESTRATIVE (che ha prodotto solo analfabetismo cognitivo) e per una nuova scuola che punti allo sviluppo degli strumenti cognitivi;

– dire Sì alla campagna di vaccinazione volontaria e NO AL GREEN PASS a scuola con sanzioni incostituzionali; chiedere tamponi salivari gratuiti e con efficacia settimanale per chi non può o non vuole vaccinarsi; presidi sanitari nelle scuole per valutare l’andamento della pandemia e tutelare la salute di lavoratori e studenti;

– dire NO ALLA DAD e ai tentativi di renderla strutturale, uso nelle scuole di piattaforme digitali pubbliche e gratuite.

CONTROLLI GREEN PASS ILLEGITTIMI E VIOLAZIONE PRIVACY

All’USR Sicilia

Ai DS delle Istituzioni scolastiche siciliane

e p.c. a tutto il personale scolastico

OGGETTO: VERIFICA CERTIFICAZIONE COVID-19 E RISPETTO PRIVACY

La scrivente Organizzazione Sindacale è venuta a conoscenza che in diverse Istituzioni scolastiche della Regione Sicilia si stia procedendo a una illegittima verifica della Certificazione verde Covid-19 (il cosiddetto Green Pass). In particolare accade che:

  • sia verificata la validità del Green Pass durante l’orario di lavoro del/la dipendente;
  • si effettuino controlli del Green Pass all’uscita dei/lle dipendenti dal luogo di lavoro;
  • personale docente e ATA sia stato allontanato durante il proprio orario di lavoro per la sopravvenuta scadenza oraria del Green Pass.

Accade, inoltre, che all’interno delle aule venga chiesto agli studenti il loro stato vaccinale.

Non può sfuggire alle Amministrazioni in indirizzo che tali comportamenti, oltre a non garantire la tutela della privacy del personale coinvolto, violando la riservatezza di dati sanitari sensibili, pregiudica la serenità della vita scolastica, mettendo a rischio il benessere dell’intera comunità scolastica.

La scrivente Organizzazione Sindacale fa rilevare che:

  1. il d.l. n. 111/2021 prevedeva che “Le verifiche delle certificazioni verdi COVID-19 sono effettuate con le modalità indicate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato ai sensi dell’articolo 9, comma 10. Con circolare del Ministro dell’istruzione possono essere stabilite ulteriori modalità di verifica.
  2. il dPCM 10.9.2021 prevede che ds o delegati “effettuano la verifica del possesso della certificazione verde COVID-19 prima dell’accesso del personale interessato nella sede ove presta servizio”
  3. il Ministero dell’Istruzione ha ribadito che “Per la verifica delle certificazioni è disponibile, nell’ambito del Sistema Informativo dell’Istruzione (SIDI), una specifica funzionalità che permette ai Dirigenti Scolastici di accertare istantaneamente […] la validità del Green Pass per il personale docente e ATA a tempo indeterminato e determinato in servizio presso ogni singola Istituzione scolastica statale. In particolare, quotidianamente e prima dell’accesso del personale nella sede ove presta servizio” (Nota MI n. 953/2021).
  4. il Garante per la protezione dei dati personali, “sulla base di una corretta individuazione e valutazione dei rischi elevati che caratterizzano il trattamento in esame nel contesto lavorativo, garantendo, in particolare, che: […] v) il processo di verifica sia effettuato quotidianamente prima dell’accesso del personale nella sede ove presta servizio (Reg. provv. n. 306 del 31.8.2021);
  5. La richiesta agli studenti del loro stato vaccinale viola gravemente il diritto alla riservatezza dei dati sanitari degli alunni, tutelato dal Regolamento UE n. 2016/679 e dal d.lgs. n. 196/2003, e potrebbe comportare sanzioni amministrative e configurare un illecito penale.

Pertanto, la scrivente Organizzazione Sindacale chiede alle SSLL in indirizzo, ognuna per le proprie competenze, che verifichino la legittima applicazione delle procedure su ricordate, tenendo presente che contro eventuali abusi i diritti del personale interessato saranno tutelati in ogni sede.

CROCEFISSO IN AULA. SENTENZA DELLA CASSAZIONE

L’ESPOSIZIONE AUTORITATIVA DEL CROCIFISSO NELLE AULE SCOLASTICHE NON È COMPATIBILE CON LA LAICITÀ DELLO STATO

Annullata la sanzione disciplinare per aver rimosso dalla classe il simbolo religioso 

La lunga battaglia civile del prof. Franco Coppoli sulla laicità degli ambienti formativi, patrocinata dall’UAAR, dai COBAS Scuola e dagli avvocati Fabio Corvaja e Simonetta Crisci è arrivata ad una importante sentenza delle sezioni unite della Corte di Cassazione che hanno annullato la sanzione disciplinare e la sentenza della Corte di Appello di Perugia 165/14 con rinvio ad altra corte, per illegittimità dell’ordine di servizio del dirigente scolastico. La Corte ha stabilito l’l’importante principio che l’ostensione obbligatoria o autoritativa nella scuola pubblica del crocifisso è incompatibile con l’indispensabile distinzione degli ordini dello Stato dalle confessioni religiose.

Il docente era stato sospeso nel 2009, per un mese dallo stipendio e dall’insegnamento, per aver rimosso, in autotutela, il crocifisso dall’aula dove insegnava durante la sua ora di lezione, per garantire la dovuta laicità  e inclusività degli ambienti educativi.

Dopo un lungo iter, questa sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione è importante perché definisce che l’affissione del crocefisso da parte di dirigenti scolastici e della Pubblica Amministrazione è incompatibile con il principio di laicità dello Stato.

Nella sentenza è affermato che l’autorità pubblica non può promuovere con effetti vincolanti — e dunque  con  implicazione  sanzionatoria per chi entri in contrasto con quella prescrizione — un  simbolo  religioso, neanche con la semplice e passiva esposizione silenziosa su una parete.

Nella sentenza si ricorda che l’affissione del crocefisso nelle scuole è stata imposta dal fascismo, che subito dopo la marcia su Roma iniziò quel processo di affiancamento della chiesa cattolica che portò ai patti lateranensi nel febbraio 1929.

Oggi non esiste più alcuna religione di Stato e la laicità dello Stato è un principio costituzionale fondamentale come ribadito dalla Cassazione con questa sentenza. 

Un secondo principio importante è che la scuola non è “un servizio a domanda”: la circolare del dirigente scolastico era illegittima anche perché basata solo sulla richiesta della maggioranza degli studenti, senza tener conto delle diverse esigenze  rappresentate dalla minoranza degli studenti e dallo stesso prof. Coppoli.

L’Istituzione scolastica autonoma, tramite gli organi collegiali e, nello specifico, il consiglio di classe (non il dirigente scolastico autoritativamente) deve trovare un “ragionevole aggiustamento” fra le diverse istanze. In particolare, la Corte propone a titolo esemplificativo tre possibilità: a) l’affissione sulla parete accanto al crocifisso di un simbolo rappresentativo della cultura laica; b) una diversa collocazione spaziale del crocifisso non alle spalle del docente; c) l’uso non permanente della parete con il momentaneo e rispettoso spostamento del crocifisso durante l’ora di lezione del docente, che è esattamente il comportamento tenuto dal prof. Coppoli, che a fine lezione rimetteva il crocifisso sulla parete.

Affermando che il crocifisso è un simbolo passivo la sentenza ha, invece, respinto la questione della discriminazione.

Va sottolineato che la soluzione prospettata dalla Corte apre alla possibilità che nella pratica si arrivi ad una forte differenziazione di pratiche tra le scuole con l’affissione di diverse rappresentazioni religiose con una pericolosa moltiplicazione dei simboli religiosi nelle aule; è preferibile una soluzione alla francese con il divieto di esposizione di simboli religiosi nelle aule. Va evitato, in ogni caso, l’uso discriminatorio dei simboli religiosi o culturali, contrario alla ratiodella sentenza che ribadisce continuamente che in materia di religione nessun rilievo può essere attribuito al criterio quantitativo, al criterio di maggioranza e che la scuola pubblica non ha e non può avere un proprio credo da imporre: l’ambiente scolastico è sottratto al principio di autorità trascendentale!

 I COBAS della scuola, docenti e ATA, continueranno a lavorare per costruire una comunità educativa inclusiva, libera e critica ed evitare un uso strumentale, escludente e discriminatorio dei simboli religiosi.

NOMINE GAE E GPS: UN DISASTRO ANNUNCIATO

Incarichi da GAE e GPS: cronaca di un disastro annunciato

All’inizio di agosto, quando il ministero aveva annunciato che quest’anno gli incarichi a tempo indeterminato (ruolo) e a tempo determinato (supplenze fino al 30 giugno e al 31 agosto) sarebbero stati conferiti tramite una procedura completamente informatizzata, come Cobas scuola avevamo lanciato una campagna per richiedere le convocazioni in presenza. Avevamo osservato che non c’erano garanzie sul funzionamento del software deputato ad assegnare “in automatico” gli incarichi, e che tale procedura online era contraria a quanto stabiliva l’O.M. 60/2020 che ha istituito le graduatorie per le supplenze (GPS) prevedendo che il candidato partecipi personalmente alle operazioni di conferimento degli incarichi mediante convocazioni “fisiche” presso gli uffici scolastici e non virtuali. La nuova procedura invece obbliga ad accettare gli incarichi “al buio” con una sorta di delega in bianco affidata al “sistema”.

Nonostante il nostro appello, il Ministero è andato avanti nel suo faraonico progetto: tutti i precari e precarie sotto Ferragosto sono stati obbligati a compilare in pochi giorni una domanda su istanze online, indicando le preferenze delle sedi che erano disponibili ad accettare. Il Ministero ha obbligato i precari a svolgere un lavoro immane, svolto spesso di notte (data la connessione precaria del sistema informatico) per togliere lavoro agli uffici, che hanno organici ormai ridotti all’osso e perciò impossibilitati a gestire tante domande. E in tal modo ha sfruttato il lavoro gratuito dei precari. Questa procedura inoltre è stata fatta prima della pubblicazione delle GPS aggiornate dopo le “convalide/rettifiche” e degli elenchi aggiuntivi dei vari USP, e dando agli interessati un tempo minimo per produrre l’istanza. 

Analoga procedura è stata seguita per la nomina in ruolo del personale ATA inserito nella graduatoria di prima fascia (24 mesi). 

L’indicazione delle sedi per gli incarichi di supplenza di insegnamento sulla piattaforma di istanze online polis, completamente nuova, offriva molte possibilità di opzione, sino a 150 preferenze di sedi analitiche e sintetiche (che si potevano indicare anche più volte), e proprio perciò richiedeva un insieme di considerazioni non banali. Si è stati obbligati a compilare l’istanza in tempi molto ridotti senza sapere come avrebbe funzionato il sistema, con quale ordine di priorità si proceda alla assegnazione delle sedi, dato che molti candidati sono presenti su diverse graduatorie, in ognuna delle quali occupano una posizione diversa. Si procede per graduatorie unificate incrociate? Si procede assegnando prima gli incarichi su disciplina, e poi su sostegno, o contestualmente, seguendo per ciascuna istanza l’ordine di preferenza indicata? E, come sempre capita in questi casi di innovazioni burocratiche repentine, moltissime persone hanno compilato l’istanza in modo poco favorevole. 

In questi giorni tutti gli uffici scolastici sono impegnati per pubblicare le assegnazioni di sede: alcuni uffici scolastici, accortisi del malfunzionamento del sistema, hanno bloccato le nomine; altri invece hanno pubblicato l’assegnazione degli incarichi, ed è emerso il pasticcio: molti/e colleghi/e segnalano che non hanno ottenuto le sedi richieste, mentre sono state assegnate ad altri insegnanti con punteggio più basso. Alcune/i insegnanti non hanno ricevuto alcuna proposta con punteggi ben più alti di chi, invece, ha ottenuto un incarico annuale. Sembra quindi che l’algoritmo sia “impazzito”. Inevitabilmente si dovranno rivedere molte nomine assegnate erroneamente. E infatti alcuni uffici scolastici hanno già annullato gli incarichi. Per altri si attende che annullino o rettifichino gli incarichi per evitare una marea di ricorsi. 

Constatato il fallimento del sistema online, il Ministero dovrebbe rettificare la procedura e disporre che gli uffici scolastici procedano ad annullare le nomine online e a convocare in presenza, come abbiamo chiesto sin dall’inizio. 

Sul problema i Cobas Scuola hanno convocato un’assemblea online per oggi mercoledì 8 settembre alle 17,00 al link su zoom 

https://us02web.zoom.us/j/84815690437?pwd=ajR3TEYwTDBsRVg5VFFtOVV2VVJPUT09

POCHE RISORSE PER LA SICUREZZA A SCUOLA

LA SICUREZZA VERA NELLE SCUOLE PASSA DAI FINANZIAMENTI
ECCO COSA FA IL GOVERNO 
(E COSA HANNO ACCETTATO I SINDACATI CONCERTATIVI)


Su Il Sole24ore del 10 agosto 2021 è uscito un articolo dettagliato sugli ingenti investimenti (2 miliardi e 886 milioni) a disposizione per la scuola italiana; si tratta di quei miliardi che ogni giorno il ministro non manca di sbandierare alla stampa, come la “prova” di quanto lui e il suo governo di unità nazionale stanno facendo per la scuola pubblica italiana.

Ma in tal modo si mettono veramente in sicurezza le scuole? Si sta operando davvero in modo che non si torni alla DAD? 
Qualche risposta si ottiene esaminando più da vicino la distribuzione di queste risorse:

VOCE SPESAMILIONI DI EURO% SUL TOTALE
SPESE STRAORDINARIE PERSONALE758
400 → organico Covid 
358 → sostituzione personale non vaccinato 
26,2%
LOGISTICA E MESSA IN SICUREZZA
(mascherine, sistemi di areazione, psicologi a scuola, edilizia leggera, , ecc.)
700
150→ Decreto Sostegni 
 350→ Sostegni bis
200→ a Enti Locali 


24,2%%
SCUOLA DIGITALE64622,3%
PIANO ESTATE540
320→ da PON
150 → da Sostegni bis
70→ DM 48/21


18,7%
RIDUZIONE CLASSI POLLAIO142
50→ PON per scuole statali e paritarie
22→ riduzione numero alunni per classe (0,7%!)
70→ a Enti Locali per affitto spazi


4,9%
SCREENING 1003,4%

Le scelte di questo governo appaiono chiarissime:
– 0,7% delle risorse per intervenire sulle classi pollaio, mentre il problema del distanziamento è il problema centrale che pone la pandemia! E anzi, il governo, insieme ai sindacati firmatari del Protocollo, ha deciso che si potrà derogare al distanziamento di 1 metro!


– solo il 3,4% per svolgere gli screening nelle scuole, quando invece il tracciamento sarebbe unostrumento essenziale, insieme alle vaccinazioni, per il contenimento della pandemia: in Cina, (e lì di pandemie se ne intendono) processano milioni e milioni di tamponi perchè sanno che è uno degli strumenti più importanti per contenere il Covid. 


Dopo più di un anno di mobilitazioni in cui chiedevamo la riduzione degli alunni per classe e screening a tappeto, questa è la risposta del governo. 


– Il Governo si è guardato bene dal rendere strutturale l’aumento di personale, e anzi ha diminuito il “personale covid” da 75.000 a 42.000 unità, tra docenti e ATA, un personale super precario, assunto con contratti al 31 dicembre, a cui ha aggiunto i finanziamenti per sostituire i docenti non vaccinati.

Ma siccome questi ultimi non riceveranno alcuno stipendio, la loro sostituzione con personale precario comporterà solo un risparmio! In entrambi i casi si tratta di docenti usa e getta, assunti per mettere una pezza, non certo per riqualificare la scuola pubblica. 


– Anche per gli edifici scolastici vengono programmati interventi di “edilizia leggera”, non gli interventi strutturali di cui la scuola italiana avrebbe urgente bisogno. 


Dove sono gli investimenti che guardano alla scuola in senso positivo e prospettico? Li troviamo nella scuola digitale (22,3%), nonostante tutti ormai riconoscano il fallimento della DAD, e nel piano estate (18,7%), uno strumento per far entrare nelle scuole pubbliche le cooperative, e dunque i privati, anche se alcune scuole hanno ricorso perlopiù a personale interno o precario. 
Il governo finanzia un piano scuola lontano anni luce dal progetto di una scuola pubblica di qualità, stravolgendo il carattere pubblico dell’istruzione. 
E allora che cosa hanno ottenuto i sindacati che hanno firmato il Protocollo d’Intesa sulla sicurezza? Niente di nuovo: le risorse erano già stanziate. E le scelte operate mostrano quanto sia lontano il governo Draghi dalla volontà di risolvere le drammatiche condizioni in cui si trova la scuola italiana dopo la pandemia, che ha privato di fatto milioni di studenti e studentesse del diritto allo studio. 

È inaccettabile che il governo pensi di risolvere i problemi della scuola con l’obbligo del green pass, uno strumento che, con il 90 % dei docenti e Ata vaccinati volontariamente, serve a coprire proprio i mancati investimenti strutturali che, nonostante due anni di pandemia, questo governo non ha voluto e non vuole fare. 

Per tutti questi motivi il 20 SETTEMBRE saremo in piazza in molte città con Priorità alla Scuola e invitiamo docenti, genitori, studenti e studentesse a partecipare.

DIFFIDA TAMPONI GRATUITI E USO SALIVARI

Abbiamo inviato al Ministero, all’USR e a tutte le scuole la diffida che trovate sotto.

La diffida vuole essere uno degli elementi di pressione da utilizzare in questa vertenza contro il d.l. n. 111/2021.

Successivamente, chi vorrà, potrà richiedere il rimborso per le spese sostenute per l’effettuazione dei tamponi. A questo scopo è stato predisposto un modello di rimborso (da ritirare in sede) che i/le singoli/e interessati/e dovranno inviare ai propri DS, allegando copia degli scontrini della farmacia.

* * *

Al Ministero dell’Istruzione

All’USR Sicilia

Ai DS delle Istituzioni scolastiche siciliane

e p.c. a tutto il personale scolastico

OGGETTO: ATTO STRAGIUDIZIALE DI COMUNICAZIONE E DIFFIDA – gratuità tamponi e uso tamponi salivari

La scrivente Organizzazione Sindacale,

VISTO l’art. 1, comma 6, del d.l. 6 agosto 2021 n. 111 secondo il quale “tutto il personale scolastico del sistema nazionale di istruzione e universitario, nonché gli studenti universitari, devono possedere e sono tenuti a esibire la certificazione verde COVID-19 di cui all’articolo 9, comma 2”;

VISTO l’art. 9, comma 2, lett. c), della l. n. 87/2021 che prevede la possibilità di attestazione della certificazione verde COVID-19 a seguito della “effettuazione di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo al virus SARS-CoV-2”, cosiddetti “tamponi”;

VISTO il Titolo X del d.lgs. n. 81/2008 – ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICI;

VISTA la Direttiva Europea 2020/739 che modifica l’allegato III della Direttiva 2000/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l’inserimento del SARS-CoV-2 nell’elenco degli agenti biologici;

VISTO l’art. 15, comma 2, del d.lgs. n. 81/2008: “Le misure relative alla sicurezza, all’igiene ed alla salute durante il lavoro non devono in nessun caso comportare oneri finanziari per i lavoratori”;

VISTO l’art. 41, comma 4, del d.lgs. n. 81/2008 per il quale “gli esami clinici e biologici e indagini diagnostiche mirati al rischio” sono a carico del datore di lavoro;

VISTO che il Protocollo d’intesa per garantire l’avvio dell’a.s. 2021/2022 del 14.8.2021, n. 21, prevede che le “istituzioni scolastiche, mediante accordi con le Aziende Sanitarie Locali o con strutture diagnostiche convenzionate, utilizzeranno tali risorse anche per consentire di effettuare tamponi diagnostici al personale scolastico”;

con la presente diffida le amministrazioni in indirizzo a predisporre l’assoluta gratuità dei test antigenici previsti dall’art. 9, comma 2, lett. c), della l. n. 87/2021 per tutto il personale scolastico che lo dovesse richiedere.

Inoltre, vista la Circ. Min. Salute del 14.5.2021 n. 21675, avente per oggetto: Uso del test molecolare e antigenico su saliva ad uso professionale per la diagnosi di infezione da SARS- CoV-2, che prevede che “Il campione di saliva può essere considerato un’opzione per il rilevamento dell’infezione da SARS-CoV-2 in individui asintomatici sottoposti a screening ripetuti per motivi professionali” come per il personale scolastico, si chiede l’utilizzo dei cosiddetti “tamponi salivari” per ottenere l’attestazione prevista dall’art. 9, comma 2, lett. c), della l. n. 87/2021.

COORDINAMENTO REGIONALE SICILIANO COBAS SCUOLA

ASSEMBLEA PROVINCIALE mercoledì 1.9.2021

ASSEMBLEA PROVINCIALE DEGLI ISCRITTI COBAS SCUOLA

MERCOLEDÌ 1 SETTEMBRE 2021

ore 17.00 – 19.30

L’assemblea si svolgerà in modalità mista: in presenza nella sede cobas scuola di Palermo, in piazza Unità d’Italia11 e da remoto, sulla piattaforma Jitsi Meet, collegandosi al seguente link: https://meet.jit.si/cobaspa.

Se si usa il cellulare conviene scaricare l’app Jitsi Meet

Odg:

  1. Situazione politico-scolastica.
  2. Iniziative di mobilitazione.
  3. Rinnovo dell’Esecutivo Provinciale Cobas scuola Palermo 
  4. Elezioni delegati per l’assemblea nazionale, che si volgerà a Roma nei giorni venerdì 10sabato 11 e domenica 12 settembre 2021
  5. Varie ed eventuali.

Si raccomanda la partecipazione di tutt* le/gli iscritt*.

30.8 MANIFESTIAMO PER SCUOLE SICURE SENZA GREEN PASS

Per la sicurezza a scuola

Contro ogni discriminazione

Immediato utilizzo gratuito dei Test Salivari

Per il terzo anno scolastico consecutivo a scuola non è cambiato nulla, nonostante uno stato di emergenza sanitaria che doveva e deve essere affrontato anche con azioni di sistema e di prevenzione:

Oltre 100.000 cattedre vacanti e organici insufficienti per il personale ATA

Classi pollaio

Strutture inadeguate (anche prima della pandemia)

Organico covid ridotto del 70%

Trasporti non pervenuti

Deroga alla distanza di un metro fra gli alunni in classe
 

Non pretendevamo, certo, in quasi due anni la soluzione di problemi “atavici”, però non si è fatto ciò che si poteva fare:

Sfruttare il patrimonio edilizio pubblico non utilizzato

Assumere docenti (con 3 anni di servizio) e ATA (due anni)

Formare le classi con un massimo di 20 alunni, 15 in presenza di allievi diversabili

Garantire il giusto distanziamento, secondo quanto previsto dalle norme di sicurezza pre-Covid

Dotare le aule di sanificatori dell’aria

Ampliare il trasporto pubblico usando, per esempio, anche mezzi delle forze militari

Il governo, consapevole di tali inadempienze, sta tentando, riuscendoci, di spostare l’attenzione. Per il governo, infatti, sembra che tutto ciò che non funziona dipenda esclusivamente dal personale scolastico non ancora vaccinato, che rappresenta circa l’1,5% di quanti ogni giorno si recano a scuola.

Si può essere d’accordo o meno con la scelta di questi colleghi, ma tutti loro stanno esercitando un diritto, visto che. sino ad oggi, non c’è nessun obbligo di vaccinazione, e non si può essere penalizzati perché si esercita un diritto, che, invece, è quello che sta avvenendo, con l’introduzione del green pass e ciò dovrebbe preoccupare tutti noi.

Per garantire la sicurezza a scuola, tenendo conto che la possibilità di contagiare, seppure in misura diversa, riguarda vaccinati e non e che gli studenti in maggioranza, dato il limite dei 12 anni, non sono vaccinati è decisivo prevenire il contagio. In questo senso la misura migliore (come dice lo stesso ministero della salute) è quella di utilizzare i test salivari, gratuiti e per tutti. Gratuiti perché tocca al datore di lavoro garantire le condizioni di sicurezza, per tutti perché come ha detto il dott. Crisanti “È una bufala pazzesca dire che col Green pass creiamo ambienti sicuri”.

Lunedì 30 agosto alle ore 17,00

Presìdi sotto le Prefetture di Catania e Palermo e in piazza Archimede a Siracusa

Coordinamento regionale siciliano Cobas Scuola