NO AL GREEN PASS A SCUOLA

La piattaforma per lo SCIOPERO GENERALE di lunedì 11 OTTOBRE oltre alle rivendicazioni storiche dei COBAS Scuola (fine delle “classi pollaio”, assunzione di docenti e ATA precari, investimenti per l’edilizia scolastica e i trasporti, rinnovo CCNL, contrasto alla didattica a distanza) contiene anche il rifiuto del Green Pass. Di seguito alcune delle motivazioni che potremo discutere nell’assemblea di mercoledì 6.10

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PERCHÉ I COBAS SONO CONTRARI ALL’OBBLIGO DI GREEN PASS A SCUOLA

L’obbligo della certificazione verde per lavoratori e lavoratrici della scuola, con le sanzioni ad esso connesse, è un provvedimento che non ha eguali in Europa. Esso non si giustifica sul piano della sicurezza: considerato che non dà in sé alcuna garanzia che chi ne è in possesso non sia contagiato e veicolo di contagio e considerato che analogo obbligo non grava – giustamente – su alunne e alunni, la parte largamente maggioritaria delle comunità scolastiche.

Il lasciapassare verde, considerata la sua “irrazionalità”, costituisce un “diversivo“, per coprire le inadempienze del governo rispetto alle misure realmente necessarie per fare scuola in presenza e sicurezza: i trasporti sono rimasti affollati, gli spazi angusti e le classi numerose; screening e tracciamento dei contagi del tutto insufficienti e lasciati alle iniziative disomogenee e non sistematiche delle autorità politiche e sanitarie locali. In più, vista l’inerzia sugli interventi di edilizia scolastica, è stata resa non obbligatoria la misura del distanziamento fisico, inapplicabile nella gran parte delle scuole.

In questa incontestabile realtà, l’obbligo della certificazione verde per la scuola, unico in Europa, serve a spostare sulla ristretta minoranza di lavoratori e lavoratrici, che non hanno voluto la somministrazione di un vaccino a cui la legge non li obbliga, la responsabilità dell’insicurezza nelle aule scolastiche che, invece, ricade tutta sul governo. Tale intenzione “punitiva” nei confronti dei lavoratori (malamente nascosta dietro le mentite spoglie delle preoccupazioni per la sicurezza), espressa ultimamente con chiarezza dal ministro Brunetta, è “certificata” dal fatto che è a carico dei lavoratori la spesa per il tampone periodico necessario per ottenere il green pass: un furto ai danni di lavoratori con gli stipendi notoriamente più bassi dell’Unione Europea (e con il contratto scaduto da tre anni), unica alternativa alla decurtazione totale della retribuzione.

Offrire il personale scolastico come capro espiatorio all’opinione pubblica, per la situazione di emergenza che, al netto dei vacui proclami propagandistici del governo, continua ad affliggere la scuola, è un’operazione irresponsabile e irricevibile dai Cobas, che hanno rivendicato sin dall’inizio della pandemia il diritto della scuola in presenza e in sicurezza e che respingono il tentativo di addossare la responsabilità dei guai della scuola proprio a chi l’ha tenuta faticosamente in piedi negli ultimi due anni.

Esecutivo Provinciale COBAS Scuola

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