CONDANNATO IL COMUNE DI CASTELVETRANO PERCHÉ NON HA GARANTITO L’ASSISTENZA AI DISABILI

CONDANNATO IL COMUNE DI CASTELVETRANO PERCHÉ NON HA GARANTITO L’ASSISTENZA AI DISABILI
Lo scorso 13 maggio, il Tribunale di Marsala ha accolto il ricorso proposto dall’avv. Mariachiara Garacci contro il Comune di Castelvetrano che non ha garantito a una alunna di una scuola della città le diciotto ore settimanali di assistenza all’autonomia e alla comunicazione, che le spettavano, anche con le modalità di insegnamento “a distanza”.
L’Ordinanza del Tribunale ribadisce alcuni principi fondamentali che qui è opportuno riportare testualmente, affinché diventino patrimonio condiviso per tutelare sempre di più i diritti dei/lle disabili, delle loro famiglie e anche di lavoratori e lavoratrici, che proprio in questo periodo di sospensione delle attività didattiche “in presenza” sono stati tra i soggetti più penalizzati.
Tra i passaggi più significativi:
– la Corte di Cassazione in numerose e recenti sentenze “ha statuito che, una volta approvato il “piano educativo individualizzato”… tale piano obbliga l’amministrazione scolastica a garantire il sostegno all’alunno in situazione di handicap per il numero di ore programmato, senza lasciare ad essa il potere discrezionale di ridurne l’entità in ragione delle risorse disponibili”;
“Nessuna rilevanza può attribuirsi al verbale del gruppo GLO… poiché in alcun modo assimilabile ad un provvedimento amministrativo e inidoneo a costituire modifica del PEI già adottato…”;
– le competenze degli Enti Locali in tema di integrazione scolastica oltre a essere previste dalla legislazione nazionale (artt. 42 e 45 d.P.R. n. 616/1977, art. 315 d.lgs. n. 297/1994) sono confermate dalla normativa regionale siciliana (art. 10 L.R. n. 68/1981, art. 22 L.R. n. 15/2004 e art. 6 della L.R. n. 24/2016 );
“l’assistenza in questione si pone come assistenza specialistica ad personam da fornirsi al singolo studente con disabilità, per sopperire ai problemi di autonomia e/o comunicazione presenti nell’alunno – sì che essenziale si rivela l’attività del detto assistente personale, quale operatore che media la comunicazione e l’autonomia dello studente disabile con le persone che interagiscono con lui nell’ambiente scolastico, in quanto finalizzata ad assicurare allo studente un regolare apprendimento”.
Il Tribunale ha anche condannato il Comune di Castelvetrano al pagamento delle spese processuali.
Un nuovo successo a tutela dei soggetti più fragili che si aggiunge alle numerose altre battaglie che l’avv. Mariachiara Garacci e i Cobas Sicilia sostengono insieme alle famiglie per ristabilire i diritti violati dai comportamenti discriminatori di troppe Amministrazioni.

CONVEGNO CESP GIOVEDÌ 18 GIUGNO 2020

Convegno in videoconferenza di aggiornamento e formazione con esonero dal servizio per il personale ATA, DOCENTE, DIRETTIVO, ISPETTIVO, della Scuola pubblica statale

“Ritornare a scuola in sicurezza per superare l’emergenza educativa”

giovedì 18 giugno 2020 ore 17.00 – 19.00

 

link alla videoconferenza https://global.gotomeeting.com/join/460735581

Codice accesso: 460-735-581

NB. Sarà rilasciato attestato di partecipazione a condizione che si acceda alla videoconferenza usando come nickname un proprio indirizzo email a cui poter spedire l’attestato.

RELAZIONI

Introduzione al convegno e bilancio della DaD

prof. Antonino De Cristofaro. Cesp Sicilia

Conoscenze e competenze

prof.ssa Simona La Spina. Docente, Catania

Reti e piattaforme: l’impossibile neutralità

prof. Marco Guastavigna. Docente e formatore, Torino

Per un approccio critico sulla DaD

prof. Giovanni Carosotti. Docente, Milano

DIBATTITO E CONCLUSIONI

Modera: prof. Antonino De Cristofaro

________________________________________________________________________________

Il CESP è Ente accreditato per la formazione/aggiornamento del Personale della scuola D.M. 25/07/06 prot.869 e Circ. MIUR prot. 406 del 21/02/06. La partecipazione ai Convegni e seminari dà diritto, ai sensi degli artt. 63 e 64 del CCNL 2006/2009, all’esonero dal servizio.

SABATO 6 GIUGNO 2020 MANIFESTAZIONE PER LA SCUOLA

 SCARICA IL VOLANTINO

I COBAS CONTRO IL TAGLIO AL NUMERO DELLE CLASSI E PER UN RITORNO A SCUOLA IN SICUREZZA

Ottima riuscita della giornata di lotta indeta per mercoledì 27 maggio 2020 dal Coordinamento regionale dei Cobas scuola della Sicilia.

Davanti agli ex provveditorati agli studi di Catania, Palermo e Siracusa, i Cobas hanno tenuto dei sit-in a cui hanno partecipato solo alcune persone in osservanza della normativa emergenziale vigente anche sulle manifestazioni. Ai direttori degli Ambiti Territoriali è stato consegnato il documento nel quale i Cobas spiegano le ragioni dell’iniziativa.

Ecco alcuni dei numerosi servizi tv e stampa dedicati alla nostra giornata di lotta:

TG RAI SICILIA ore 14:00 del 27.5.2020

TG di Futura press

TG Tris Siracusa

TG di Video Regione intervista a Nino De Cristofaro Cobas scuola CT

Articolo de La Sicilia

ASSEMBLEA  COBAS SCUOLA venerdì 29 maggio 2020

ASSEMBLEA TELEMATICA  DEI

LAVORATORI DELLA SCUOLA

venerdì 29 maggio 2020

ore 17.00 – 19,30

(Per partecipare all’assemblea cliccare sul seguente link o copiarlo nella barra degli indirizzi del browser utilizzato https://global.gotomeeting.com/join/561124325; in fondo alla pagina ulteriori istruzioni di collegamento)

Odg:

ESAME DI STATO a.s. 2019/2020:

a. SICUREZZA DEL PERSONALE DOCENTE E ATA;

b. SVOLGIMENTO DELL’ESAME DI STATO.

Per ciascun aspetto discuteremo della situazione di fatto in corso e dei cambiamenti normativi attuati e in via d’attuazione.

COORDINAMENTO REGIONALE SICILIANO COBAS SCUOLA

*****

Per partecipare all’assemblea telematica: connettersi a questo link https://global.gotomeeting.com/join/561124325

Se capitasse che venisse richiesto, il codice d’accesso è: 561124325

Chi segue l’assemblea tramite cellulare o tablet deve scaricare e installare l’app: basta cliccare sul suddetto link e seguire la procedua per scaricarla e installarla.

Chi segue la procedura tramite pc potrebbe avere la possibilità di seguire l’assemblea senza scaricare e installare l’app seguendo questi passaggi:

1. Premere il pulsante “Scarica l’app”

2. Premere

il pulsante “accedi dal Web”

Con il pc può accadere di non riuscire a connettersi via web e allora occorre scaricare e installare l’app come spiegato per i cellulari.

A presto

COORDINAMENTO REGIONALE SICILIANO COBAS SCUOLA

 

RIENTRO A SCUOLA E PERSONALE ATA

PERSONALE ATA: MATURITÀ E RIENTRO A SETTEMBRE

Ancora una volta il Personale ATA è considerato all’interno della Scuola un sovrappiù, una Categoria di serie B.

Basta leggere il Protocollo firmato col ministero da CGIL – CISL – UIL – SNALS – GILDA per l’esame di “maturità” in presenza. Mentre sono rinviati a un ulteriore “documento dedicato” gli approfondimenti relativi all’apertura a settembre di tutte le Scuole, questo Protocollo obbliga i collaboratori scolastici a fare una pulizia a fondo in 15 giorni, usando il solito detergente neutro per la pulizia normale, cioè senza tener conto che da 3 mesi c’è una pandemia che ha fatto più di 30.000 morti e che igienizzare non è sanificare!

I Comuni stanno sanificando tutte le chiese, ma non pensano assolutamente a sanificare le Scuole di cui sono proprietari, né lo pensano le Città metropolitane proprietarie degli Istituti superiori.

I collaboratori scolastici avranno l’incarico e la responsabilità della igienizzazione giornaliera. Il Documento tecnico sulla rimodulazione delle misure contenitive nel settore scolastico per lo svolgimento dell’esame prevede “una pulizia approfondita, ad opera dei collaboratori scolastici, dei locali destinati all’effettuazione dell’esame di stato, ivi compresi androne, corridoi, bagni, uffici di segreteria e ogni altro ambiente che si prevede di utilizzare”. Poi precisa che “nella pulizia approfondita si dovrà porre particolare attenzione alle superfici più toccate quali maniglie e barre delle porte, delle finestre, sedie e braccioli, tavoli/banchi/cattedre, interruttori della luce, corrimano, rubinetti dell’acqua, pulsanti dell’ascensore, distributori automatici di cibi e bevande, ecc.” nonché “delle superfici e degli arredi/materiali scolastici utilizzati nell’espletamento della prova“ e che “Le pulizie vanno ripetute al termine di ogni sessione di esame (mattutina/pomeridiana)”.

L’aggravio di lavoro dovrà essere quantificato nella trattativa tra D.S. e R.S.U. con la presenza dell’R.L.S.

Aggravio anche per gli Assistenti Amministrativi, che devono connettersi con il sistema informatico per le pagelle e gli adempimenti conseguenti, da casa loro a loro spese, e per gli Assistenti Tecnici che – pochi in ogni istituto – devono seguire da scuola o da casa propria il funzionamento di tutto il lavoro agile per l’amministrazione della scuola e sul piano tecnico della DaD.

E visto che “Il Ministero garantisce l’erogazione delle risorse necessarie per l’attuazione delle indicazioni contenute nel Documento tecnico scientifico, in tutte le istituzioni scolastiche del territorio nazionale”, chiediamo che IL LAVORO del PERSONALE ATA SIA RICONOSCIUTO: chiediamo un concreto riconoscimento del lavoro in più, un BONUS che sia un compenso adeguato, quindi dignitoso.

A settembre, con la ripresa della didattica in presenza, dovranno essere puliti quotidianamente tutti gli ambienti: per raggiungere questo obiettivo è indispensabile la stabilizzazione dei precari e l’adeguamento dell’organico.

ASSEMBLEA  DEI COBAS DELLA SCUOLA lunedì 18 Maggio 2020

ASSEMBLEA TELEMATICA  DEI

LAVORATORI DELLA SCUOLA

LUNEDÌ 18 MAGGIO 2020

ore 17.00 – 19,30

(Per partecipare all’assemblea cliccare sul seguente link o copiarlo nella barra degli indirizzi del browser utilizzato https://global.gotomeeting.com/join/827492677; in fondo alla pagina ulteriori istruzioni di collegamento)

Odg:

  1. Situazione scolastica: 

    a. Didattica a Distanza;

    b. convocazione di organi collegiali in modalità telematica;

    c. valutazione e scrutini finali;

    d. esami conclusivi del primo e secondo ciclo;

    f. organici

  2. Problematiche connesse alla ripresa della didattica in classe;
  3. Mobilità
  4. Concorsi docenti

  5. Varie ed eventuali.

    Per ciascun aspetto discuteremo della situazione di fatto in corso e dei cambiamenti normativi attuati e in via d’attuazione.

Cobas Scuola Catania e Palermo

 

*****

Per partecipare all’assemblea telematica: connettersi a questo link https://global.gotomeeting.com/join/827492677

Se capitasse che venisse richiesto, il codice d’accesso è: 827492677

Chi segue l’assemblea tramite cellulare o tablet deve scaricare e installare l’app: basta cliccare sul suddetto link e seguire la procedua per scaricarla e installarla.

Chi segue la procedura tramite pc potrebbe avere la possibilità di seguire l’assemblea senza scaricare e installare l’app seguendo questi passaggi:

1. Premere il pulsante “Scarica l’app”

2. Premere

il pulsante “accedi dal Web”

Con il pc può accadere di non riuscire a connettersi via web e allora occorre scaricare e installare l’app come spiegato per i cellulari.

A presto

Cobas Scuola Catania e Palermo

 

AZZOLINA CONTRO LE “CLASSI POLLAIO”? MA IL MINISTERO CONTINUA COI TAGLI

LA MINISTRA DICE DI VOLER ELIMINARE LE “CLASSI POLLAIO”

MA INTANTO IL MINISTERO TAGLIA LE CLASSI

Da diverso tempo la Ministra Azzolina approfitta di ogni occasione pubblica per dichiarare la propria contrarietà alle “classi pollaio” e la sua disponibilità a eliminarle.

Nell’attuale contesto emergenziale la situazione assume connotati ulteriormente preoccupanti, derivanti dalla necessità ineliminabile di quel “distanziamento” che è considerato l’unico presupposto sicuro per impedire il diffondersi del contagio da coronavirus.

Chiunque conosca le nostre scuole dovrebbe sapere che, nel migliore dei casi, l’ampiezza delle aule – per i nuovi edifici e per attività normali – è parametrata sullo standard massimo di 1,96mq per alunno/a (d.m. Lavori Pubblici del 18/12/1975) e per classi che erano al massimo di 25 alunni/e.

Sciaguratamente, abbiamo assistito nel tempo a un costante incremento del numero di alunni/e per classe, che oggi potrebbero arrivare fino a 31 (d.i. sugli organici per l’a.s. 2019/2020) mentre, ovviamente, le aule non sono state ampliate.

Ebbene, di fronte a questa situazione cosa ci sarebbe da fare? Se ci fosse un minimo di coerenza tra ciò che si dice e quel che si fa, non dovrebbe essere difficile capirlo: diminuire il numero di alunni/e per classe e reperire ulteriore personale e spazi per svolgere la didattica in presenza.

Invece, le scuole stanno ricevendo in questi giorni la comunicazione anche dell’Ambito Territoriale di Palermo (l’ex Provveditorato) avente per oggetto: definizione organico di diritto a.s. 2020/21 – allineamento dati alunni e classi, che nel linguaggio ministeriale significa: visto che non sono previste ripetenze avrete un numero di classi inferiore a quello che era stato previsto nella fase precedente alla pandemia.

Infatti, recitano queste comunicazioni: “tenuto conto che, in virtù del Decreto Legge n. 22 dell’8 aprile 2020, non sono previste ripetenze.[…] È altresì necessario che le SS.LL. modifichino il numero di classi da autorizzare per l’a.s. 2020-2021 in relazione alla consistenza numerica relativa agli alunni come rideterminata”.

E visto che la formazione delle classi avrebbe dovuto anche tenere conto della “serie storica dei tassi di non ammissione alla classe successiva” (art. 16, comma 1, lett. c. del d.P.R. n. 81/2009) risulta evidente – come per altro già minacciato dai Provveditorati attraverso canali diretti – che salteranno molte prime classi della scuola secondaria di I e II grado.

Quindi, invece di consentire la ripartenza della didattica in presenza a settembre con aule meno affollate il Ministero preferisce approfittare dell’occasione per ridurre classi e organici e, nel frattempo, carica su docenti e ATA tutte le difficoltà legate al recupero delle attività che in quest’anno scolastico non si sono potute svolgere per effetto dell’attuale sospensione.

Piuttosto che pensare soltanto a finanziare DaD e attrezzature digitali, costringendo docenti e famiglie a supplire a quanto il Ministero non vuole fare, è necessario ridurre il numero di alunni/e per classe, incrementare l’organico docente e ATA e avviare interventi urgenti di edilizia scolastica sia per ristrutturare l’esistente sia per reperire nuovi spazi.

BASTA PROPAGANDA! LA SCUOLA, COME LA SANITÀ, DOPO ANNI DI TAGLI MILIARDARI, HA BISOGNO DI UN FINANZIAMENTO STRAORDINARIO

RSU-RLS AL TEMPO DEL CORONAVIRUS – FORMAZIONE giovedì 30.4.2020 ore 17.00-19.00

Alle RSU, RLS e TAS COBAS

delle Istituzioni scolastiche

della provincia di Palermo

Questa Associazione Sindacale organizza, ai sensi della normativa vigente, un

Convegno di formazione RSU, RLS e TAS COBAS

giovedì 30 aprile 2020, ore 17.0019.00

attraverso piattaforma telematica

il link di collegamento sarà inviato, chi non dovesse riceverlo può richiederlo a cobas.pa@libero.it

sui seguenti argomenti:

– LA CONTRATTAZIONE D’ISTITUTO: fis e sospensione attività didattica “in presenza”

– ORGANICI a.s. 2020/2021

– TUTELA E SICUREZZA DEL PERSONALE DOCENTE E ATA: emergenza coronavirus

Il contingente dei permessi di spettanza RSU è da loro gestito autonomamente nel rispetto del tetto massimo attribuito:

  • RSU: fruiscono nei luoghi di lavoro di permessi sindacali per l’espletamento del loro mandato, per presenziare a convegni e congressi di natura sindacale e ogni altra attività sindacale di carattere extra-aziendale (art. 10 comma 3 Ccnq 7/8/98 e Cass. 7087/86).

I permessi, giornalieri ed orari, sono retribuiti e sono equiparati a tutti gli effetti al servizio prestato, e possono essere cumulati per periodi anche frazionati. Per garantire la funzionalità dell’attività lavorativa bisogna preavvisare il dirigente della fruizione del permesso sindacale, secondo le modalità concordate in sede di contrattazione d’istituto, in genere 24/48 ore prima.

La giurisprudenza, vista anche l’esiguità dei permessi che non permette di individuare un interesse del datore di lavoro, ha negato la possibilità di sindacarne l’uso o di subordinarne la fruizione alle esigenze aziendali (Cass. 4839/92, 8032/96, 9765/96, 11573/97).

(facsimile Permesso RSU o RLS per coloro che fossero impegnati/e in attività pomeridiane)

Al/la Dirigente scolastico/a del ________________________________

Sede

Oggetto: permesso RSU/RLS – Convegno sindacale di formazione 30 aprile 2020

Il/la sottoscritto/a ______________________________________________________, in qualità di RSU/RLS di questa Istituzione scolastica comunica che, ai sensi della normativa vigente (CCNQ 7 agosto 1998/art. 73 CCNL 2007), fruirà in data 30/4/2020, per n. ___ ore, dalle ______ alle ______, di un permesso retribuito al fine di partecipare al convegno in oggetto.

data ……/……/………………. Il/La Rappresentante RSU/RLS

COSA FARE NELLA FASE FINALE DI QUESTO ANNO SCOLASTICO E PER L’AVVIO DEL PROSSIMO

Dal 4 marzo, giorno della sospensione dellattività didattica su tutto il territorio italiano, a oggi, docenti e personale ATA hanno, con grande senso di responsabilità, mantenuto vivo il rapporto didattico-educativo con gli studenti.

La sospensione dellattività didattica in presenza ha offerto, però, un’opportunità del tutto insperata alla lobby della cosiddetta scuola dell’innovazione, a coloro che vogliono imporre le-learning come forma complementare ordinaria di funzionamento della scuola: la mattina attività laboratoriali e di gruppo, col docente in funzione di tutor o animatore, il pomeriggio le lezioni, su UDA standardizzate, in modalità a distanza e usando preferibilmente il software proprietario delle piattaforme delle grandi dellhi-tech: Google, Amazon, Microsoft, ecc., con il docente ridotto a facilitatore, che introduce materiale digitale, somministra test e corregge elaborati standardizzati degli alunni.

Nella mente dei pionieri della scuola a distanza e dell’innovazione didattica gli unici ostacoli al rinnovamento sono le ostinate resistenze della massa dei docenti conservatorie il digital divide.

Il Pianoche si sta profilando si annuncia in assoluta continuità con le controriforme che hanno funestato la scuola negli ultimi 25 anni, con lobiettivo di impedire una formazione critica delle giovani generazioni, destinate, in larga misura, a lavori precari e ripetitivi.

Coerentemente con questa logica, mentre nelle scuole si procede a forme di imposizione coatta della DaD, per tanti discenti il diritto allistruzione viene semplicemente negato perché privi di mezzi tecnologici e/o di connessione; la negazione di tale diritto è ancora più marcata nelle situazioni estreme e disagiate come per le alunne e gli alunni diversamente abili, o nelle scuole carcerarie o per le bambine e i bambini dei campi rom.

È bene chiarire che non c’è, da parte nostra, nessun pregiudiziale rifiuto dell’uso della tecnologia a supporto della didattica. Il problema si pone quando la tecnologia esaurisce in sé il concetto di innovazionee, da strumento a supporto delle didattiche, si trasforma da mezzo in fine, in metodologia didattica in sé, in nuova scuola. La Didattica a Distanza è la riproposizione, in chiave tecnologica, della scuola della trasmissione, che Danilo Dolci considerava tipica delle società autoritarie e pre-democratiche e alla quale opponeva la didattica della comunicazione, in cui discenti e docenti si ritrovano insieme, fisicamente, nello stesso spazio concreto, con i loro corpi, i loro sguardi, i loro gesti, la loro prossemica, con la densità di detti e non detti che solo nella compresenza fisica può determinarsi. È per questi motivi, prima che intervenga qualsiasi altra considerazione, che noi riteniamo la DaD come un ripiego a cui si può ricorrere, provvisoriamente e per un tempo limitato, solo in una situazione di assoluta emergenza come quella che stiamo vivendo: altro che grande opportunità”.

Mentre ci si accinge a far ripartire gran parte delle attività lavorative, il governo deve spendere ora tutte le energie per assicurare il ripristino delle normaliattività scolastiche in condizioni di sicurezza nel più breve tempo possibile. E in questa chiusura di anno scolastico il governo deve studiare tutte le strade percorribili per consentire che gli esami finali, sia per la scuola secondaria di primo grado che per quella di secondo grado, si svolgano in presenza e in condizioni di sicurezza per candidate/i e docenti su tutto il territorio nazionale, riducendolialla sola prova orale.

Per tornare in classe, oltre a predisporre uno screening sanitario di tutte le comunità scolastiche e un’accurata sanificazione dei locali, occorrono:

una revisione dei criteri di formazione delle classi, con una drastica riduzione del numero degli alunni in ottemperanza alle norme di distanziamento previste dal decreto sulla sicurezza;

un aumento degli organici attraverso lassunzione di tutti i docenti con almeno 36 mesi di lavoro e lassunzione del personale ATA che ha lavorato almeno due anni;

investimenti significativi per garantire interventi urgenti per modifiche, anche provvisorie, alla struttura interna degli edifici scolastici, con ampliamento delle aule e reperimento di ulteriori spazi, con l’impiego immediato di ogni edificio idoneo disponibile per accogliere le classi in condizioni di sicurezza.

Purtroppo, in tutto questo periodo di emergenza in molte scuole sono state imposte modalità di lavoro illegittime e inopportune o direttamente dai DS o attraverso delibere degli OOCC riuniti on line, una modalità di riunione, questultima, non prevista prima della conversione in legge del d.l. n. 18/2020 approvata, con voto di fiducia, dalla Camera il 24/4/2020.

Al di là della legge, il buon senso avrebbe dovuto far condividere a tutte/i lidea che, in una situazione eccezionale come quella attuale, si sarebbero dovuti utilizzare strumenti e modalità non regolarisolo per rispondere ai problemi dellemergenza. Per questo proponiamo che oggi, allinterno degli OOCC, le discussioni e le conseguenti deliberazioni riguardino soltanto le problematiche relative alla conclusione dellanno scolastico.

Dunque, di cosa devono/possono occuparsi le riunioni degli OOCCon line?

di garantire il confronto sulla DaD, nella consapevolezza che ogni docente, in nome della libertà di insegnamento e degli stessi Decreti Legge, ha assoluta autonomia nella organizzazione del lavoro (tempi, scelta modalità DaD, verifiche, ecc.)

di garantire il confronto sul tema della valutazione, tenendo conto che tutti gli studenti saranno ammessi allanno successivo e/o agli esami finali e che nessuna valutazione di tipo sommativo potrà essere effettuata durante tutto il periodo della sospensione dellattività didattica;

della formazione delle Commissioni esaminatrici per gli Esami di Stato

di individuare (proposta da confermare in presenza” all’inizio del nuovo anno scolastico) le forme di recupero da attuare nel mese di settembre, per le quali va contestualmente richiesto al Governo un adeguato impegno economico.

Ricordiamo che il dirigente scolastico non ha alcun potere autoritativo e deve agire solo ed esclusivamente applicando la normativa vigente, il CCNL e le delibere degli OO.CC.

Inoltre, il d.l. n. 22/2020 ha conferito alla Ministra dellIstruzione una delega speciale che dovrà intervenire, tra laltro, sulle problematiche relative alla conclusione dellanno scolastico; riteniamo sbagliato che un Collegio docenti si esprima prima di conoscere le linee decise dal Ministero.

È necessario dunque affrontare i prossimi Collegi Docenti attrezzatiin modo da sfruttare al massimo le prerogative degli Organi Collegiali, impedire qualunque forma di disciplinamento e standardizzazione delle pratiche didattiche e lo svilimento del dibattito democratico e della istituzionalizzazione di pratiche deleterie.

COBAS – Comitati di base della Scuola

Di seguito pubblichiamo alcune indicazioni pratiche, supportate normativamente, sul comportamento da tenersi in merito alle questioni che più frequentemente vengono segnalate dalle scuole. Consigliamo in via prioritaria di presentare mozioni alternative a quelle dei DS invitando i colleghi a sostenerle con il loro voto; nel caso in cui le nostre mozioni non raggiungessero la maggioranza dei voti, si può utilizzare l’opzione di minoranza, prevista dalla normativa, che permette di sottrarsi agli obblighi deliberati dalla maggioranza; le opzioni di minoranza possono essere individuali o sottoscritte da gruppi di docenti, facendo metterle a verbale coi nominativi degli aderenti.

Mozione valutazione DaD e opzione metodologica di minoranza

Mozione colloqui con i genitori

Dichiarazione su orario di lavoro durante la DaD

Mozione su libertà di insegnamento e piattaforme DaD

ASSEMBLEA PROVINCIALE COBAS SCUOLA PALERMO

ASSEMBLEA TELEMATICA

PROVINCIALE DEGLI ISCRITTI

COBAS SCUOLA PALERMO

 

LUNEDÌ 27 APRILE 2020

ore 17.00 – 19,30

 

Odg:

  1. Situazione scolastica: DaD, convocazione di organi collegiali in modalità telematica, chiusura dell’anno scolastico 2019/2020, problematiche connesse alla ripresa della didattica in classe, ecc. Per ciascun aspetto discuteremo della situazione di fatto in corso e dei cambiamenti normativi attuati e in via d’attuazione.

  1. Varie ed eventuali.

Il link di collegamento per partecipare all’assemblea telematica è inviato via mail a tutti gli iscritti Cobas Scuola di Palermo. In caso di mancata ricezione per ottenere il link e le istruzioni di collegamento è possibile segnalare la propria intenzione di partecipazione inviando una mail a cobasscuolapa@gmail.com. 

cobas scuola palermo

PRECARIATO AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

LA SCUOLA NON SI FERMA, MA SUI PRECARI IL MINISTERO PROCEDE BENDATO

Come accaduto in altri settori, anche nella scuola l’emergenza da Covid-19 ha prodotto gli effetti più pesanti sui lavoratori/trici con minori tutele contrattuali. Come COBAS denunciamo e chiediamo :

  1. Nessuna garanzia di stipendio per molte/i docenti e ATA

Ogni giorno ci giungono segnalazioni da personale precario con contratto formalmente attivo, ma stipendio non pagato o di supplenti temporanei a cui, nonostante quanto stabilito dal decreto legge del 17 marzo 2020, n. 18, non è stato rinnovato il contratto. Tale decreto, all’art. 121, prevedeva la conferma e la proroga durante il periodo di sospensione/chiusura delle scuole per tutti i supplenti temporanei, ma alcune note esplicative ambigue e fuorvianti, unitamente alle manovre di alcuni dirigenti, ne hanno ostacolato l’applicazione, offrendo per l’ennesima volta l’immagine di un potere arrogante che, mentre sbandiera misure di sostegno per le fasce più deboli, nella pratica nega diritti al solo scopo del risparmio, producendo un’evidente dissonanza con la narrazione fintamente ingenua della ministra Azzolina rispetto allo stato di salute della scuola, e viene messo in secondo piano se non addirittura omesso nelle esternazioni continue della ministra. Sta andando tutto bene – dice sotto dettatura Azzolina – la didattica a distanza funziona benissimo, la scuola non si ferma. In effetti, pur tra mille difficoltà, la scuola non si è fermata. Ma questo è stato possibile grazie all’impegno di tutti, anche di quei 170 mila docenti precari (circa il 20% dell’intero organico) che, come sempre, hanno continuato a svolgere le proprie mansioni (ordinarie e straordinarie) al pari dei colleghi di ruolo. In cambio, alcuni/e di loro hanno ottenuto la mancata corresponsione dello stipendio o il mancato rinnovo del contratto; tutti, invece, in vista del prossimo anno scolastico, hanno ricevuto le disposizioni del decreto legge 8 aprile 2020, n. 22, relative alle assunzioni di personale docente a tempo indeterminato e determinato: l’incredibile decisione di bandire comunque i concorsi previsti, pur non potendoli effettuare fino al termine dei divieti di assembramento, e quella di rinviare di un anno l’aggiornamento, il rinnovo e la provincializzazione delle graduatorie di istituto.

  1. Indizione di concorsi che non potranno effettuarsi in modo da consentire l’assunzione entro settembre

Per quanto riguarda il primo punto, già in passato abbiamo denunciato le storture e le ingiustizie sottese ai quattro bandi previsti (un concorso ordinario per infanzia e primaria; uno ordinario, uno straordinario e una procedura abilitante per la scuola secondaria), dovute soprattutto al loro carattere parziale e transitorio, nonché alla perenne indisponibilità da parte del Ministero ad affrontare il problema del reclutamento in modo strutturale (vedi qui). Il concorso straordinario previsto per la scuola secondaria, ad esempio, che avrebbe la pretesa di risolvere il problema del precariato, delinea un percorso fortemente selettivo (selezione data dal numero dei posti messi a bando e dal tipo di prova sottoposta ai candidati) al quale nemmeno tutti coloro che hanno svolto tre anni di servizio potranno partecipare. Come sottolineato anche nel parere recentemente espresso dal CSPI, infatti, non verrà riconosciuto il requisito del servizio agli insegnanti precari che, sopperendo alle ataviche carenze strutturali del sistema di formazione, negli ultimi anni hanno lavorato sui posti di sostegno senza la relativa specializzazione. Più in generale, l’intenzione di procedere comunque al bando di tali concorsi, considerando la sempre più concreta impossibilità di svolgerli entro l’inizio del nuovo anno scolastico, offre l’immagine di un Ministero che vuole nascondere le difficoltà che a settembre si verificheranno in relazione alle assunzioni a tempo indeterminato. Questo perché, in linea con i ministeri precedenti, si continua a far finta di non vedere quali sono i reali problemi di un sistema di reclutamento che non può affidarsi unicamente al meccanismo dei concorsi per titoli ed esami per coprire tutti i posti disponibili all’inizio di ogni anno scolastico.

  1. Mancato rinnovo delle graduatorie per l’attribuzione delle supplenze

Con la seconda disposizione, invece, si blocca l’attuazione dell’unico provvedimento che avrebbe potuto alleviare le difficoltà che già da qualche anno ormai si ripetono nell’assegnazione degli incarichi e delle supplenze e cioè quello che, oltre all’aggiornamento e al rinnovo delle graduatorie d’istituto, prevedeva anche la trasformazione delle stesse in graduatorie provinciali, rendendo tali assegnazioni molto più semplici, veloci e soprattutto trasparenti. Nessuna di queste operazioni verrà fatta e, considerando la situazione in cui ci troveremo ancora a settembre, questo provocherà un ulteriore aggravio per il lavoro delle segreterie – già fortemente provate da quando, con il progressivo svuotamento delle Graduatorie ad Esaurimento, soprattutto nella scuola secondaria, in numerose province, la maggior parte degli incarichi viene conferita attraverso la II e la III fascia della Graduatorie di Istituto – e quindi ulteriori ritardi nell’individuazione dei supplenti. Inoltre, non solo i docenti già iscritti non potranno aggiornare i propri punteggi o operare modifiche sulle scuole scelte o sulle province, ma soprattutto non saranno consentiti nuovi ingressi, per cui si assisterà a un ulteriore aumento dei contratti stipulati attraverso l’inaccettabile e incontrollabile meccanismo delle MAD (Messe a disposizione), candidature personali degli aspiranti docenti, a cui segue una scelta arbitraria da parte delle scuole.

Sulla base di queste premesse, sollecitiamo un significativo ripensamento e una serie di interventi nelle seguenti direzioni:

  1. Immediato ampliamento degli organici docenti e ATA

Innanzitutto è necessario procedere ad un ampliamento degli organici (docenti ed ATA), misura indispensabilie per mettere in atto le misure annunciate dal Ministero a partire da settembre relativamente alla diminuzione delle classi pollaio, nonché per ottenere un vero miglioramento della didattica. Il primo passo in questo senso dovrebbe avvenire, come ripetiamo da anni, attraverso la trasformazione dell’organico di fatto (o in deroga sul sostegno) in organico di diritto.

  1. Doppio canale di assunzione

Per quanto riguarda le assunzioni a tempo indeterminato, al posto del previsto concorso straordinario per la secondaria, è necessario procedere al bando di un concorso per soli titoli, a cui dovranno poter accedere, senza meccanismi selettivi, tutti i docenti che hanno maturato 3 anni di servizio nella scuola pubblica statale, su posto comune e di sostegno. Solo così sarà possibile assumere a tempo indeterminato, fin dal 1° settembre, tutti i docenti necessari a coprire i numerosissimi posti che rimarranno vacanti dopo aver scorso le Graduatorie di Merito e le Graduatorie a Esaurimento. Quando le condizioni lo permetteranno, inoltre, dovrà essere bandito anche il concorso ordinario, nelle province e nelle regioni dove Graduatorie ad esaurimento e Graduatorie di merito sono già esaurite, in modo da ristabilire finalmente, e a livello strutturale, un sistema formato sul meccanismo del doppio canale, l’unico che, come sosteniamo da tempo, può garantire il rispetto dei diritti di tutti: degli studenti, ad avere il numero più alto possibile di docenti stabili e in cattedra fin dall’inizio dell‘anno scolastico; dei docenti precari che da anni sorreggono le sorti della scuola attraverso gli incarichi e le supplenze e continueranno a farlo. Perché di una piccola quota di precariato ci sarà sempre bisogno ed è inaccettabile continuare a sfruttare il lavoro di decine di migliaia di docenti senza riconoscerne il diritto ad essere assunti dopo tre anni di servizio, come anche la Corte di giustizia della UE ha più volte ribadito, e che al Ministero non vogliono. Poi, l’altro canale di assunzione continuerà ad essere il concorso a cui accederà chi vuole provare ad insegnare subito dopo la laurea o comunque senza sottoporsi al logorante meccanismo del precariato.

  1. Rinnovo delle graduatorie e utilizzo delle graduatorie provinciali

Per quanto riguarda le assunzioni a tempo determinato, invece, ribadiamo la necessità di procedere fin da quest’anno all’aggiornamento, al rinnovo e alla provincializzazione della graduatorie di istituto. Pur comprendendo le difficoltà legate all’espletamento di tali operazioni in questo momento, le stesse non ci sembrano né diverse né maggiori rispetto a quelle affrontate dai docenti, e in particolare dai precari, per mantenere i contatti con gli studenti e la loro fondamentale funzione educativa attraverso i dispositivi informatici (che peraltro non sono stati forniti loro e per i quali i precari non possono neanche usufruire dei 500 € della carta docente). In assenza di tali operazioni, non solo il prossimo anno scolastico inizierà all’insegna dei soliti problemi legati alla mancanza di insegnanti, ma si assisterà a una crescita esponenziale del numero di supplenze e incarichi conferiti attraverso l’inaccettabile meccanismo delle MAD (messa a disposizione) che, oltre a essere privo di trasparenza e ad aprire a incontrollabili meccanismi clientelari, in un contesto in cui la mobilità potrebbe ancora essere limitata, appare sempre più assurdo e irresponsabile.

  1. Proroga di tutti i contratti – docenti e ATA – in essere all’inizio dell’emergenza

In ultimo, ma non per importanza, in linea con il principio che mira a salvaguardare i livelli occupazionali, sollecitiamo l’immediata proroga di tutti i contratti di supplenza in essere all’inizio dell’emergenza, in moltissimi casi inspiegabilmente interrotti e spesso soggetti a inaccettabili ritardi nei pagamenti, non solo fino alla fine delle lezioni o al termine della attività didattiche, ma fino al 31 agosto, in modo da evitare le inutili lungaggini burocratiche nell‘attivazione della Naspi e che ora sarebbero davvero insostenibili. In termini di spesa, del resto, tale operazione avrebbe un’incidenza molto contenuta, riducendosi nella pratica alla differenza tra lo stipendio e l’indennità di disoccupazione.

Auspichiamo che le nostre denunce e le nostre proposte possano aiutare il ministero a liberarsi presto dalle bende

I COBAS E IL “DECRETO SCUOLA” 8.4.2020 n. 22

NO AI PIENI POTERI ALLA MINISTRA (o ai suoi suggeritori) E ALL’IMPOSIZIONE DELLA DIDATTICA A DISTANZA!

AL RICONOSCIMENTO DEL LAVORO DI DOCENTI E ATA PER MANTENERE VIVA LA SCUOLA PUBBLICA COME PRESIDIO DI CIVILTÀ E DI CULTURA ANCHE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS!

Nelle scuole italiane, come è stato riconosciuto da tutti, docenti e ATA hanno sinora garantito, nonostante l’emergenza, che non fosse interrotto il rapporto con gli studenti. In particolare, i docenti, con il loro lavoro volontario, sono riusciti a condividere con gli allievi ansie e paure e hanno mantenuto in vita, per quanto possibile, il percorso didattico-educativo. Il decreto legge sulla scuola, invece, di accompagnare questo percorso, rischia di mettere la parola fine al clima positivo che si è determinato nella maggior parte delle scuole.

Innanzitutto, il decreto legge per larghi aspetti conferisce, seppur con dei paletti, alle ordinanze ministeriali il potere di derogare tutta una serie di leggi, dando di fatto “forza di legge” ad un atto amministrativo e, quindi, poteri speciali alla Ministra dell’istruzione. Vengono bypassati sia lo stesso CdM (seppur in parte), sia il Parlamento, ma non c’era alcuna ragione di ulteriore straordinaria urgenza per creare di fatto una nuova fonte del diritto. È una tecnica già usata per DL e DPCM, che rischia di diventare strutturale anche dopo la fase dell’emergenza, con un’ulteriore concentrazione personale del potere politico.

Nel merito, che senso ha imporre la didattica a distanza quando nello stesso tempo si afferma pubblicamente che essa sta già funzionando positivamente? È un oltraggio allo straordinario senso di responsabilità dimostrato dai/lle docenti. Non solo: come si configura in concreto tale obbligo se un terzo delle famiglie italiane non ha computer o connessione, addirittura il 42% al Sud? E che significa l’obbligo nelle scuole in carcere, dove i docenti non hanno avuto fin qui alcuna possibilità di raggiungere i propri studenti, tanto che il Garante nazionale dei detenuti e delle persone private della libertà personale ha dovuto scrivere una lunga Lettera ai Ministri dell’Istruzione, dell’Università e della Giustizia, per invitarli al rispetto del diritto all’istruzione in carcere? E che dire di una Ministra che, mentre chiede nell’emergenza a mezza Italia di attrezzarsi telematicamente in una settimana, non è poi in grado di garantire la digitalizzazione dell’aggiornamento delle graduatorie, benché essa fosse già prevista e non dettata dall’emergenza? È paradossale anche che, mentre il governo si affanna per dotare di potere d’acquisto chi è costretto a restare a casa, molti precari della scuola non ricevano da mesi lo stipendio, cosa particolarmente grave in una situazione di impoverimento generale di tante famiglie.

L’imposizione della didattica a distanza ha una sola motivazione: spingere perché diventi non uno strumento da usare solo nella fase emergenziale, ma qualcosa di strutturale, come se potesse sostituire la didattica in presenza, l’unica che può garantire la relazione interpersonale indispensabile per la crescita sia umana che cognitiva degli studenti. A tal proposito, sono preoccupanti le dichiarazioni sulla continuazione della didattica a distanza nella fase iniziale del prossimo anno scolastico.

Invece, bisogna ridefinire subito i criteri di formazione delle classi, di tutte le classi, non solo di quelle pollaio. Va ridotto drasticamente il numero degli alunni per classe per garantire la salute di tutta la comunità scolastica, nonché dignità al lavoro docente e qualità didattica ai nostri studenti.

Per garantire il regolare avvio del prossimo anno scolastico è, quindi, necessario prevedere l’immissione in ruolo con concorsi per soli titoli e/o usando GaE e GM, di tutti i docenti precari che hanno maturato almeno tre anni di lavoro con concorsi per soli titoli e di tutto il personale ATA già occupato per almeno 24 mesi. È di tutta evidenza che non sarà possibile esaurire tutti i passaggi del concorso straordinario, né tantomeno di quello ordinario prima di settembre: il Decreto invece, confermando questa strada, di fatto determinerà il caos nella fase di avvio del prossimo anno.

Dal punto di vista didattico, se la scelta (e non poteva non essere così) è quella di ammettere tutti gli alunni alla classe successiva o agli Esami e modificarne la conduzione, l’organizzazione del lavoro deve essere conseguente. Non vanno, quindi, inventati sistemi di valutazione a distanza ridicoli e che inquinano il rapporto docente-studenti, oltre che essere palesemente illegittimi: non è pensabile valutare conoscenze e capacità se non è possibile garantire la necessaria vigilanza né la privacy.

Ma, visto che tutti gli alunni saranno promossi (o ammessi agli esami), si potrà procedere agli scrutini finali tenendo conto dei risultati del primo trimestre/quadrimestre, delle prove di recupero e delle votazioni del secondo periodo prima della sospensione dell’attività didattica. Si userà anche il periodo della didattica a distanza, non per mettere voti, ma unicamente per completare la valutazione degli allievi valorizzando tutti i feedback ricevuti.

Coloro che insistono per i voti a distanza, in realtà, mirano a far passare una valutazione solo delle c.d. competenze, intese come mero “addestramento”, mentre la scuola deve valutare l’acquisizione dei saperi disciplinari (da non confondere con il nozionismo) e, tramite essi, lo sviluppo delle capacità cognitive, in termini di analisi, visione complessiva dei fenomeni, rielaborazione e sviluppo del pensiero critico. Chiedere oggi di mettere voti a distanza significa mortificare la professionalità dei/lle docenti e svilire lo stesso lavoro di studenti/esse.

Va rimarcato che il DL, nell’unico riferimento specifico alla valutazione, l’art. 1, comma 4, lett. a), prevede la possibilità di usare modalità telematiche SOLO per la “valutazione finale degli alunni, ivi compresi gli scrutini finali” e NON per la valutazione delle singole prove (con voti) con la didattica a distanza. Infatti, le norme derogabili citate (art. 2, d.lgs. n. 62/2017 e art. 4, d.P.R. n. 122/2009) fanno riferimento solo alla valutazione periodica e finale. Anche la possibilità di svolgere il colloquio dell’Esame di Stato con “modalità telematiche”, è prevista in modo specifico, come deve essere per ogni deroga alle norme generali. Quindi, non si può desumere alcun obbligo specifico di svolgere valutazioni a distanza dall’obbligo generale delle prestazioni didattiche a distanza, tra l’altro previsto solo per il periodo di sospensione delle attività in presenza.

Per il prossimo anno scolastico, toccherà alle singole scuole programmare le attività tenendo conto della eccezionalità di quanto avvenuto, individuando tempi e procedure che devono necessariamente essere coerenti con problemi e bisogni dei singoli alunni e delle singole classi. Sarà necessario stanziare gli adeguati finanziamenti per tali attività aggiuntive, ma il decreto prevede la solita formula del divieto di nuovi e maggiori oneri per la finanza pubblica.

Inoltre, la sospensione dei requisiti per l’ammissione all’Esame di Stato relativi allo svolgimento dei quiz Invalsi e delle ore minime di PCTO (ex ASL) deve valere sia per quest’anno che per l’anno prossimo, perché altrimenti le attuali quarte classi si troverebbero a dover svolgere stage aziendali nell’ultimo anno di corso, già ingolfato per altri motivi. Anche per le terze il quantitativo minimo di ore andrebbe ridotto in proporzione.

Infine, dato che questo decreto conferma che sino a oggi non c’era alcun obbligo rispetto alla didattica a distanza, chiediamo a quei dirigenti scolastici che hanno imposto, mediante circolari e ordini di servizio palesemente illegittimi, a docenti e alunni di lavorare come se la didattica on line fosse uguale a quella in presenza, non tanto di chiedere scusa, ma di pensare alle dimissioni.

La scuola deve rimanere una comunità educante e non può essere il luogo dove sperimentare le proprie pulsioni autoritarie, a cui pare allinearsi in queste ultime ore anche la ministra Azzolina.

FAQ sulla didattica a distanza

Per facilitare la ricerca di risposte ai continui dubbi che sorgono tra i docenti a proposito di Didattica a Distanza, riunioni telematiche, problemi di connettessione e di privacy ecc., ecco una serie di FAQ preparate dall’avv. Marco Barone dei Cobas Scuola.

 

La didattica a distanza è obbligatoria?

Svolgere attività didattica a distanza risponde ad una inevitabile necessità, ma non ad un obbligo giuridico. E’ di tutta evidenza che l’art. 1 del DPCM del 4 marzo può essere interpretato in modo legittimo solo nel senso che il DS ha l’obbligo di attivare modalità di didattica a distanza, ma ad esso non corrisponde alcun obbligo da parte dei docenti.

Si è obbligati alla riprogrammazione o si è obbligati ad effettuare attività di programmazione?

Non essendo stata equiparata la didattica a distanza a quella ordinaria, non esistendo alcun provvedimento normativo ad hoc, non sussiste ad oggi alcun obbligo di programmazione, o riprogrammazione della propria attività didattica. Questa sarà una libera scelta del docente. La stessa nota MIUR del 17 marzo parla di suggerimento, invito e d’altronde una nota ministeriale non potrebbe avere comunque alcun valore impositivo. Così come non sussiste alcun obbligo per il personale della scuola primaria di rispettare il proprio orario di programmazione, poiché si è in fase di attività didattica sospesa ex lege e non sussiste pertanto alcun tipo di obbligo finalizzato a rispettare il proprio orario contrattuale,né, dunque, l’ora o le due ore di programmazione.

Possono essere convocate le riunioni collegiali telematiche?

Con la nota dell’8 marzo 2020 è stato altresì sottolineato che “nelle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione sono sospese tutte le riunioni degli organi collegiali in presenza fino al 3 aprile 2020. Si raccomanda di valutare attentamente l’opportunità di mantenere impegni collegiali precedentemente calendarizzati, riducendo allo stretto necessario gli incontri organizzati in via telematica, al fine di lasciare ai docenti il maggior tempo possibile per lo sviluppo della didattica a distanza”. Le convocazioni collegiali telematiche, non potendosi svolgere in presenza sono legittime se si tratta di attività già calendarizzate e/o programmate, se convocate su richiesta d’urgenza, con debita motivazione. E sono lecite se caratterizzate da previa regolamentazione.

Se le riunioni collegiali non sono state regolamentate, possono essere convocate?

Può essere utile come principio quanto affermato ad esempio dall’articolo 2370 del Codice civile che pur riguardando la fattispecie delle assemblee nelle società, il principio può essere estendibile anche a questa casistica quando si scrive che “lo statuto può consentire l’intervento all’assemblea mediante mezzi di telecomunicazione ovvero l’espressione del voto per corrispondenza o in via elettronica. Chi esprime il voto per corrispondenza o in via elettronica si considera intervenuto all’assemblea”. Il Tribunale di Bologna(sezione specializzata societaria) con sentenza 18 marzo 2014, ha affermato che lo statuto sociale di una cooperativa quotata può autorizzare l’utilizzo dei “centri di voto” collegati”a distanza”all’assemblea mediante un sistema telematico, in modo legittimo, dal combinato disposto tra l’articolo127 del decreto legislativo 58/1998 (il Tuf) e l’articolo 2370 del Codice civile. Se non regolamentato a priori una riunione collegiale telematica può essere illegittima, come illegittime saranno le determinazioni che ne deriveranno. Sul punto se si verrà coinvolti in siffatte convocazioni, andranno fatte mettere a verbale, telematicamente, le proprie osservazioni. Ricordiamo che è la circolare Ministeriale 16 aprile 1975, n. 105 che invita proprio a dotarsi di un proprio regolamento in materia di funzionamento dell’organo collegiale.

Le delibere adottate dalle riunioni collegiali telematiche sono legittime?

Nel caso in cui si ricorra a delibere di organi collegiali in via telematica queste possono essere legittime se già regolamentate, oppure se si ricorre ad una successiva convocazione in presenza. L’articolo 2377 del Codice Civile afferma che “l’annullamento della deliberazione non può aver luogo, se la deliberazione impugnata è sostituita con altra presa in conformità della legge e dello statuto”. Sul punto si deve osservare che una parte della giurisprudenza sembra affermare che possa trovare applicazione la disposizione dell’art.2377, penultimo comma c.c come disposizione di carattere generale e che, di conseguenza, si verifica la cessazione della materia del contendere quando l’assemblea, regolarmente riconvocata, abbia deliberato sui medesimi argomenti della delibera oggetto dell’impugnazione, ponendo in essere, pur senza forme particolari, un atto sostanzialmente sostitutivo di quello invalido (Cass.1997 n.12439). In sostanza si potrebbe sanare un consiglio telematico convocato per lo svolgimento ad esempio degli scrutini, non regolamentato e che possa essere oggetto di possibile impugnazione, che deve essere comunque sempre perfetto, con una successiva riunione collegiale di presenza, purché si verifichi entro l’anno scolastico di riferimento.

Si è obbligati a partecipare alle riunioni collegiali telematiche?

Nel caso di convocazione di riunioni collegiali telematiche, il lavoratore, qualora ravvisi profili di illegittimità, a propria tutela dovrà produrre rimostranza scritta ai sensi dell’articolo 17 del DPR del 1957 n°3. Solo in casi di reiterazione della circolare/ ordine di servizio come prevede la norma si dovrà ottemperare la disposizione per poi impugnarla eventualmente nelle dovute sedi. Nel caso di reiterazione della disposizione di servizio si suggerisce di far mettere a verbale le proprie osservazioni.

Sono obbligato a rispettare l’orario di lavoro?

Assolutamente no. Si è in presenza di attività didattica ordinaria sospesa e non esiste alcuna norma legislativa che abbia equiparato la didattica a distanza a quella ordinaria. In base alle leggi e alle norme contrattuali vigenti, con la sospensione delle attività didattiche i docenti non hanno alcun obbligo di svolgere le 18, le 24 o 25 ore di lezione.

Si possono imporre metodologie didattiche?

No. le modalità di svolgimento non possono essere imposte: il docente è libero di scegliere le diverse modalità e tecniche. Dal D. Lgs 165/2001 fino alla legge 107/2015 tutte le leggi o atti aventi forza di legge prevedono che i poteri del dirigente scolastico sono esercitati nel rispetto delle competenze degli organi collegiali. Nel DL n. 6/2020 non si rinvengono deroghe a tali previsioni legislative. L’art. 7 del TU assegna al Collegio dei docenti “potere deliberante in materia di funzionamento didattico del circolo o dell’istituto(..). Esso esercita tale potere nel rispetto della libertà di insegnamento garantita a ciascun docente”.

Si deve firmare il registro elettronico?

No. Le attività svolte a distanza vanno tracciate nel registro on line, ma senza assolutamente firmare il registro di classe: sarebbe un falso in atto pubblico, che attesta ciò che non corrisponde al vero, cioè che si sono svolte le lezioni in presenza; se non è possibile tracciare le attività senza firmare, va specificato che si tratta di didattica a distanza.

Come gestire la privacy?

Il MIUR nella nota del 17 marzo ha scritto che le istituzioni scolastiche sono tenute, qualora non lo abbiano già fatto, ad informare gli interessati del trattamento secondo quanto previsto dagli artt. 13 e 14 del Regolamento UE 2016/679. Quindi, le istituzioni scolastiche “non devono richiedere il consenso per effettuare il trattamento dei dati personali (già rilasciato al momento dell’iscrizione) connessi allo svolgimento del loro compito istituzionale, quale la didattica, sia pure in modalità “virtuale” e non nell’ambiente fisico della classe, è”. Si suggerisce comunque a tutela dei docenti, nel caso di minori di 14 anni di provvedere ad ottenere il consenso delle famiglie nell’utilizzo di piattaforme o strumenti similari per la didattica a distanza

Sono obbligatori i corsi di formazione organizzati dall’animatore digitale/Team digitale?

No. Sono corsi organizzati per facilitare l’ausilio di tecnologie da parte di chi è in difficoltà con la didattica a distanza, la partecipazione è volontaria e rimessa alla disponibilità dei docenti. Non possono essere imposti corsi di formazione che non siano quelli previsti dalla legge, ad esempio corso in materia di sicurezza sul lavoro

Se non ho le tecnologie a disposizione,se ho finito i giga, come comportarmi?

Va segnalato alla scuola che non si è nelle condizioni di esercitare la didattica a distanza a causa di impossibilità oggettiva di carattere tecnico.

Posso essere chiamato a svolgere l’attività di didattica distanza a scuola?

La nota MIUR dell’8 marzo afferma che “Per quanto concerne il personale docente, la presenza nelle istituzioni scolastiche è strettamente correlata alle eventuali esigenze connesse alla attività didattica a distanza. Parimenti si adottano le stesse misure per quei profili Ata la cui prestazione non è esercitabile a distanza”. L’articolo 87 del decreto “cura Italia “ afferma che le Amministrazioni pubbliche “limitano la presenza del personale negli uffici per assicurare esclusivamente le attivita’ che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente la presenza sul luogo di lavoro, anche in ragione della gestione dell’emergenza”. Nel caso si deve chiedere alla scuola se l’attività in questione ricorra nella fattispecie di cui all’articolo 87 con specifica richiesta scritta e di venire a conoscenza di quali siano le modalità adottate dalla scuola per garantire la sicurezza del lavoratore per evitare il contagio da coronavirus. Si deve ricordare che nel caso in questione il lavoratore dovrà auto certificare nel modello ministeriale per gli spostamenti che dovrà recarsi a scuola per ragioni di lavoro per lo svolgimento dell’attività didattica a distanza.

Si possono effettuare le valutazioni?

Le valutazioni di carattere sommativo sono assolutamente illegittime e anche inopportune. Tutta la normativa scolastica prevede l’obbligo della vigilanza durante le prove, sia scritte che orali, ed è di tutta evidenza che essa non viene garantita con prove on line. Il che non significa che non vi siano feedback da parte degli studenti: lo sono le domande, i rilievi critici, lo stesso svolgimento dei lavori assegnati, magari svolti in modo collettivo. Tutti elementi che concorrono a determinare la c.d. valutazione formativa, cioè valutazione delle prove che serva per la crescita cognitiva degli studenti, una valutazione dunque che non si trasforma in voto. La scelta comunque è rimessa alla discrezionalità del docente, e non può essere imposta dalla dirigenza scolastica.

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Dichiarazione sulla Didatica a Distanza

Di seguito il testo che i Cobas propongono ai docenti per delimitare i confini della Didattica a Distanza. La dichiarazione può essre sottoscritta individualmente o in gruppo e mandata alla propria scuola di servizio.

 

DICHIARAZIONE SU DIDATTICA A DISTANZA

I/Il/la sottoscritti/o/a ___________________________________ docenti/e presso l’Istituto ___________________ fa/fanno presente quanto segue:

– VISTO che in base alle leggi e alle norme contrattuali vigenti, con la sospensione delle attività didattiche i docenti non hanno alcun obbligo di svolgere le previste ore di lezione e dunque svolgere attività didattica a distanza risponde ad una inevitabile necessità, ma non ad un obbligo giuridico;

– VISTO che l’art. 1 del d.P.C.M. del 4 marzo 2020 può essere interpretato in modo legittimo solo nel senso che il dirigente scolastico ha l’obbligo di attivare modalità di didattica a distanza, ma ad esso non corrisponde alcun obbligo da parte dei docenti;

– VISTO che dal d.lgs. n. 165/2001 fino alla legge n. 107/2015 tutte le leggi o atti aventi forza di legge prevedono che i poteri del dirigente scolastico sono esercitati nel rispetto delle competenze degli organi collegiali;

– VISTO che nel d.l. n. 6/2020 non si rinvengono deroghe a tali previsioni legislative;

– VISTO l’art. 7 del T.U. che assegna al Collegio dei docenti “potere deliberante in materia di funzionamento didattico del circolo o dell’istituto […] Esso esercita tale potere nel rispetto della libertà di insegnamento garantita a ciascun docente”;

– VISTO che la stessa Cassazione (Cass. Pen. Sez. 5, Sent. n. 47241/2019) ritiene “non obbligatorio” l’uso del registro elettronico;

-VISTO che la Nota MIUR prot. n. 388 del 17 marzo 2020 non ha rango normativo e, per altro, esplicitamente prevede che “nulla di meramente formale può essere richiesto in un frangente come questo”;

RITENUTO CHE

– la didattica a distanza aumenta o crea ulteriori differenze sociali (digital divide), che invece la Scuola dovrebbe ridurre se non eliminare;

– tutta la normativa scolastica prevede l’obbligo della vigilanza durante le prove oggetto di valutazione, sia scritte che orali, ed è di tutta evidenza che essa non viene garantita con prove on line;

– la valutazione di alunni/e disabili non potrebbe rispondere ai criteri previsti dall’art. 314, comma 2, del d.lgs. n. 297/1994, come indicato dall’art. 2, comma 5, del d.P.R. n. 122/2009;

Tutto ciò premesso, si fa presente quanto segue:

– risulta impossibile rimodulare le programmazioni e gli obiettivi formativi in quanto la loro stesura non può prescindere dalla valutazione della variante tempo; essendo l’attuale situazione quanto mai incerta in merito al prolungarsi o meno delle attività di didattica a distanza, appare decisamente poco professionale avventurarsi in ipotesi di rimodulazione della programmazione e degli obiettivi formativi;

– risulta altrettanto impossibile procedere a produrre voti di qualsiasi tipo, in quanto la peculiarità della didattica a distanza non fornisce nessuna garanzia sulla paternità degli elaborati o delle stesse prove orali degli studenti e dunque nessuna seria valutazione potrebbe essere in linea con le Indicazioni Nazionali vigenti;

– risulta quanto meno singolare che i docenti debbano apporre una firma attestante la loro presenza in classe in regime di sospensione dell’attività didattica.

Infine, si fa presente che:

– la normativa non prevede alcuna forma di organo collegiale a distanza deliberante; per cui, in questa fase così peculiare, Collegi, Dipartimenti, Consigli di Classe devono essere considerati informali momenti di raccordo e confronto tra i docenti che in questo momento hanno particolarmente bisogno di uno scambio professionale non appesantito da inutili formalismi burocratici.

Per tutte queste ragioni, il/la i/le sottoscritt__ esprime/ono infine la propria contrarietà a meccanismi che sembrano scaricare su dirigenti e docenti la difficile soluzione della validità del presente anno scolastico, chiedendo ai primi atti coercitivi che poco hanno a che fare con la collaborazione che si richiede in questo peculiare momento e ai secondi una farsa di valutazione che mortifica la loro professionalità e espone entrambi a una quantità enorme di ricorsi di cui ben conosciamo l’invasività che, anche in condizioni normali, purtroppo segna il difficile rapporto scuola-famiglia. La questione della validità dell’anno scolastico deve, al contrario, essere risolta in via squisitamente politica e dunque discendere normativamente dal Ministero.

Convinti/e/a/o dell’importanza di mantenere un contatto educativo con i/le mie/e studenti/esse con la presente dichiariamo/o di essere impegnati/o/a nel mantenere un contatto didattico-educativo con i miei/e nostri/e studenti/esse e che proseguiremo/ò con le attività didattiche a distanza cercando di contribuire al loro percorso di crescita umana e culturale.

Scarica la dichiarazione in pdf.