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  • GIORNALE COBAS n° 7 settembre/ottobre 2019

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INCONTRO COL MIUR SULL’INTERNALIZZAZIONE PULIZIE

INCONTRO AL MIUR SU INTERNALIZZAZIONE EX LSU E APPALTI STORICI

Nell’ultimo incontro col MIUR abbiamo dovuto ancora constatare che, a poco meno di due mesi dal licenziamento dei lavoratori e delle lavoratrici delle cooperative impegnate nelle pulizie delle scuole, non vi sono risposte certe per la loro totale internalizzazione. I posti autorizzati dal MEF sono poco più di 11.000 mentre gli aspiranti supererebbero i 16.000. Un dato che il MIUR non è in grado di confermare prima della presentazione delle domande.

A questa mancanza di chiarezza si aggiunge l’incertezza per la sorte degli esclusi. Il MIUR ha indicato generici ammortizzatori sociali ancora tutti da definire, mentre è necessario un piano di accompagnamento alla pensione per i più anziani e un piano di ricollocamento per garantire continuità occupazionale e reddituale per tutti gli altri.

Tutto questo mentre la drammatica situazione relativa all’insufficiente vigilanza nelle nostre scuole, come dimostra la tragica morte dell’alunno di Milano, rende quanto mai urgente, dopo tagli pluridecennali, il potenziamento dell’organico del personale ATA.

Le uniche risposte positive del Miur sono state quelle “a costo zero”. Condividendo il principio di assumere il più alto numero possibile di lavoratori, i Cobas hanno ottenuto i seguenti chiarimenti:

  • per il raggiungimento del requisito dei 10 anni si terrà conto anche di eventuali periodi di interruzione non dipendenti dalla volontà del lavoratore;
  • allo scopo di assumere il maggior numero di lavoratori possibile, ad un certo numero di essi saranno stipulati contratti a tempo parziale; man mano che i più anziani saranno collocati a riposo, altri potranno passare da un contratto part time ad un contratto a tempo pieno;
  • la differenza di 244 posti, tra gli 11.507 posti accantonati (Tab. E dell’organico ATA) e gli 11.263 disponibili per l’internalizzazione, dipenderebbe ancora una volta – come già lo scorso anno per l’internalizzazione dei lavoratori palermitani – da un più oneroso calcolo del MEF sul costo di ogni posto. Il MIUR taglia nelle regioni dove stima minori assunzioni;
  • il concorso sarà bandito subito dopo l’emanazione del decreto;
  • il MIUR ha acquisito le nostre proposte di revisione della tabella di valutazione di titoli e servizi, da calibrare meglio su questa tipologia di lavoratori. Vedremo cosa verrà accolto.

I Cobas valutano negativamente:

  • l’incertezza sull’assunzione di chi è in possesso dei requisiti e il taglio della retribuzione per chi sarà costretto ad accettare il contratto part-time, quando siamo in presenza di stipendi già molto bassi anche per chi è a tempo pieno;
  • l’assenza di soluzioni per gli esclusi, come già accaduto nel caso dell’internalizzazione dei lavoratori palermitani, per i quali chiediamo un intervento urgente e risolutivo;
  • le difficoltà ad attivare la scelta di concorrere su più province, che permetterebbe l’internalizzazione nelle province con più disponibilità di organico, diminuendo gli esclusi.

Valuteremo come proseguire la vertenza insieme ai lavoratori.

SCUOLA O MERCATO? Il caso Amazon

AMAZON E IL LICEO “CARDUCCI-DANTE” DI TRIESTE

Trieste, 9 novembre 2019 – Che la scuola pubblica italiana rincorra da tempo il modello aziendalista è oramai cosa risaputa: competizione per essere riconosciuti come la scuola migliore, vetrine di vario tipo per vendere il “prodotto” scuola; accaparramento di studenti-clienti, tempo scuola ridotto per far lavorare gli studenti nelle ore di lezione. Ovviamente perdendo di mira l’obiettivo principale della scuola pubblica voluta dalla Costituzione: una comunità educante che ha l’obiettivo fondamentale di rimuovere gli ostacoli di carattere personale, economico e sociale, che creano disuguaglianza e impediscono il libero sviluppo della persona umana, attraverso gli strumenti dell’istruzione e della cultura e la promozione del pensiero critico.

Ma come ben sappiamo le/gli studenti e le loro famiglie sono un bacino di consumatori che fa gola a tante aziende.

Cosa è accaduto al Liceo “Carducci – Dante” di Trieste, di recente salito agli onori della cronaca per aver guadagnato il gradino più alto del podio della scuola “migliore”? In questo Liceo il Consiglio di Istituto ha deciso di abbracciare una proposta di Amazon: gli acquisti che studenti e famiglie faranno su Amazon contribuiranno sulla base di una indeterminata percentuale a offrire un portafoglio di crediti virtuali che la scuola poi potrà utilizzare per chiedere, ovviamente sempre ad Amazon, ciò di cui ha bisogno. Marketing allo stato puro: cattura e fidelizzazione del cliente sulla pelle di una scuola sempre più povera di risorse pubbliche e pertanto terra di conquista delle multinazionali. E purtroppo temiamo che il Liceo “Carducci – Dante” di Trieste non sia l’unica scuola ad aver venduto il pacchetto dei propri “clienti” ad Amazon. Come Cobas Scuola Trieste denunciamo l’ennesimo attacco alla scuola pubblica e invitiamo studenti, famiglie e docenti a boicottare questa vergognosa campagna acquisti di Amazon, per non essere complici in questa svendita dei valori e della funzione della scuola pubblica al rapace mondo delle multinazionali.

Per farsi un’idea del modello Amazon, invitiamo a guardare queste inchieste giornalistiche “Dove gli operai sono codici a barre”, “Viaggio dentro il modello di lavoro Amazon“, “Vita da driver“, “Primo Maggio. Stefano, il dipendente Amazon: A questi ritmi più di 5 anni difficile resistere” o “Amazon: cosa c’è dietro a un pacco

ASSEMBLEA ASSISTENTI AUTONOMIA E COMUNICAZIONE – PALERMO 20 novembre 2019

NO ALLA GUERRA. Solidarietà a studenti e docenti del “Marco Polo” di Venezia

[APPELLO] Oltre 140 professori siciliani in solidarietà ai docenti e studenti della scuola Marco Polo di Venezia

A Venezia, docenti e studenti del liceo “Marco Polo” hanno obiettato alla propaganda dell’uso delle armi e del coinvolgimento in iniziative di tipo militare (VEDI). Iniziative a quanto pare non deliberate da alcun organo collegiale. A seguito di ciò sono diventati oggetto di una virulenta campagna di stampa volta a screditarli sul piano professionale ed umano.

Conosciamo bene l’arroganza della politica, soprattutto al livello periferico (cui sono seguiti attacchi a più livelli istituzionali), e pertanto non possiamo che esprimere piena e incondizionata solidarietà a docenti e studenti per la loro difesa della funzione educativa della scuola e dei valori di ripudio della guerra da parte della Costituzione repubblicana.

Conosciamo quali siano gli esiti storici quando viene minacciata la libertà di insegnamento e quando la ricostruzione storica viene piegata ai fini del potere. Continua a leggere

9.11 MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LE LEGGI “SICUREZZA”

Quello che segue è il comunicato unitario di indizione della manifestazione nazionale a Roma del 9 novembre prossimo. Ricordiamo che la manifestazione è stata indetta dal Forum Indivisibili e Solidali (di cui i COBAS sono parte fondativa e rilevante) e dalle strutture romane dei Movimenti per l’Abitare e di numerosi Centri sociali raccolte nella sigla Energie in Movimento

LIBERI MOVIMENTI: ABOLIAMO LE LEGGI SICUREZZA!

➡SABATO 9 NOVEMBRE ore 14 COLOSSEO – MANIFESTAZIONE NAZIONALE

Dietro lo striscione che chiede l’abrogazione delle Leggi Sicurezza si ritroverà chi negli ultimi anni ha manifestato in ogni parte d’Italia contro la propaganda salviniana e la chiusura dei porti, si oppone alla ferocia degli sgomberi di occupazioni abitative e spazi sociali, si mobilita nei quartieri popolari, le centinaia di realtà che hanno dato vita al corteo del 10 novembre dell’anno scorso contro la conversione in legge del primo Decreto Sicurezza.

La manifestazione nasce dal confronto e dall’intersezione di diversi spazi e momenti politici nazionali, consci che non esistono compagini di governo “amiche” e che il “problema” non si sia risolto con la (temporanea?) sostituzione di Salvini agli Interni: infatti il nuovo Governo esprime piena continuità a partire dal primo atto di Di Maio alla Farnesina, l’emanazione di un provvedimento con cui, per velocizzare i rimpatri, si rendono esecutive le norme contenute nel primo decreto Salvini sui cosiddetti Paesi di origine “sicuri”.

Questo corteo raccoglie il frutto di diversi percorsi che si sono susseguiti, intrecciati e richiamati a partire da momenti nazionali e dal lavoro delle piccole realtà radicate nei territori. Dopo lo striscione di testa sarà presente la comunità Curda, che in questi giorni sta chiamando alla mobilitazione in solidarietà al proprio popolo contro cui lo Stato turco ha sferrato un attacco di inaudita crudezza.

La manifestazione, muovendo dal Colosseo, attraverserà Via Labicana, Via Emanuele Filiberto, Piazza Vittorio, Via Statuto, S. Maria Maggiore, Esquilino, Via Cavour, P. dei Cinquecento, P. della Repubblica. Nel passaggio all’Esquilino, in prossimità del Ministero degli Interni, saranno ribadite le rivendicazioni.

– Vogliamo l’abolizione delle leggi Minniti-Orlando-Salvini, e con esse leggi nazionali, circolari e accordi transnazionali precedenti che, dalle coste della Libia allo sfruttamento sui luoghi di lavoro e di vita, contribuiscono ogni giorno a mettere a repentaglio vite umane, dignità e diritti sociali irrinunciabili.

– Vogliamo la chiusura immediata di CPR e lager di Stato, la riapertura dei porti per continuare a salvare vite. Vogliamo accoglienza incondizionata per tutte e tutti, vogliamo la regolarizzazione generalizzata e permanente dei migranti attualmente senza documenti.

– Vogliamo rivendicare con forza la nostra libertà di movimento: dalla possibilità di attraversare i confini senza vedersi opposti visibili ed invisibili muri, alla possibilità di mobilitarsi ed esprimere dissenso contro chi comprime i diritti sul lavoro, nega il diritto alla casa, fomenta l’esclusione sociale e impone come norma il razzismo nella vita quotidiana.

– Vogliamo affermare che la solidarietà con chi rischia la propria vita in mare perché, aldilà delle norme giuridiche, compiere questa scelta non può essere considerata reato.

Per ribadire tutto questo, vogliamo costruire una mobilitazione che sia aperta, plurale, pacifica ed inclusiva per tutte le reti nazionali, realtà di movimento, associazioni, sindacati conflittuali, collettivi ed anche singolarità che in tutta Italia si sono mobilitate o sentono l’urgenza di farlo al più presto. La ricchezza dei movimenti ora è più che mai necessaria: invitiamo a partecipare ad un passaggio di discussione il 27 ottobre alle ore 11 presso ESC a Roma (Via dei Volsci, 159), e soprattutto a scendere in piazza a Roma il 9 novembre alle h. 14 al Colosseo.

#ABOLIAMOLELEGGISICUREZZA! – Per adesioni: aboliamoidecretisicurezza@gmail.com

BASTA CON LE AGGRESSIONI FISICHE A DOCENTI E ATA

BASTA CON LE AGGRESSIONI FISICHE AI DOCENTI CHE SVOLGONO IL LORO LAVORO DI EDUCATORI IN CLASSE

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà nei confronti del docente della Scuola Secondaria di primo grado “G.A. BORGESE – XXVII MAGGIO” di Palermo, aggredito dalla madre di un’alunna. I custodi della scuola non sarebbero riusciti a fermare la madre, a quanto pare scortata dalla nonna, che, catapultatasi nella classe della figlia, avrebbe assestato uno schiaffo al docente di Geografia e Storia mentre stava svolgendo il proprio lavoro.

Quanto accaduto, purtroppo, non è un fatto isolato: sono sempre più frequenti gli episodi avvenuti in varie parti d’Italia in cui i docenti sono oggetto di aggressioni fisiche da parte di studenti e genitori. Anche a tutti i lavoratori della scuola vittime di queste violenze esprimiamo la nostra solidarietà. Questa situazione ci addolora, ma non ci stupisce perché riteniamo che alla radice di questi comportamenti violenti vi siano diversi fattori che denunciamo da tempo.

Innanzitutto, il diffondersi nella nostra società di una mentalità sempre più decisionista e sbrigativa soprattutto nei confronti dei più deboli (donne, migranti, bambini, diversabili, ecc.), in gran parte frutto di tendenze politiche che si stanno sempre più affermando. Anche gli insegnanti ormai sono diventati un soggetto “debole” e disprezzabile: assistiamo sempre più frequentemente a campagne mediatiche che bollano la scuola, e di conseguenza i docenti, come incapaci di dare risposte ai cambiamenti socio‐culturali in atto.

Vanno pure sottolineate le maggiori difficoltà nel lavoro educativo a scuola dovuto ai cambiamenti avvenuti nei giovani, che hanno generato una diffusa perdita di senso delle esistenze, rendendoli più fragili. Non va sottaciuto il peggioramento delle condizioni di lavoro dei docenti e di tutti i lavoratori della scuola, sottoposti a una serie di continui cambiamenti normativi ed a un sempre maggiore carico di lavoro e responsabilità.

Insomma, il degrado sociale, il mancato riconoscimento del valore formativo ed educativo che la scuola esercita giornalmente fra difficoltà (risorse non adeguate ai bisogni della scuola: tagli agli organici docente e ATA, aumento dei carichi di lavoro) e gli attacchi sempre più frequenti nei confronti dei docenti da parte dei mezzi di comunicazione (“lavorano poco…”), ma soprattutto da parte di Governi, le cui scelte sono tese a dividere e a demotivare la categoria dei docenti (meritevoli e non meritevoli di premi?!?), espongono chi esercita tale funzione ad attacchi indiscriminati, il cui riverbero si ripercuote sulle famiglie con la conseguente perdita di fiducia nel lavoro degli insegnanti e, in generale, di tutto il personale della scuola

Occorre che tutti (ma soprattutto chi fa le scelte politiche) riflettiamo su quanto accade perché sempre più urgente è la necessità di ricomporre la condivisione dei valori educativi fra le famiglie e la scuola, perché si possa superare la fase di difficoltà sociale ed educativa che stiamo vivendo.

PERSONALE ATA: ORGANICI E SUPPLENZE. Le nostre richieste al MIUR

Un altro argomento che abbiamo affrontato nell’ultimo incontro al MIUR col sottosegretario Giuseppe De Cristofaro è quello relativo al personale ATA. Anche in questo caso il sottosegretario si è impegnato a proseguire con successivi incontri tecnici con i funzionari addetti a seguire più dettagliatamente le questioni da noi sollevate. Di seguito un breve riepilogo delle questioni affrontate e delle nostre richieste.

ORGANICI

Per quanto riguarda gli organici dei collaboratori scolastici, una cosa è avere 1.000 alunni nello stesso edificio o con poche “succursali”, altro è avere 15/16 plessi, con pesanti conseguenze in termini di sicurezza e di diritti. Come si fa a non considerare pienamente questo aspetto nella determinazione degli organici, eliminando i vari vincoli attualmente vigenti? Spesso le scuole sono senza vigilanza o con collaboratori scolastici costretti a fare gli straordinari quotidianamente. Come potrebbe, altrimenti, un unico collega con un orario di 36 ore, coprire l’arco di apertura di 40 ore di una scuola per l’infanzia?

A causa della dematerializzazione e alla diffusione del registro elettronico, ogni istituzione scolastica – anche le scuole del primo ciclo o gli istituti comprensivi – avrebbe bisogno di un tecnico informatico.

In sintesi, gli organici ATA vanno definiti non solo in base al numero degli alunni o al numero di alunni disabili, ma anche in base a quanti hanno mansioni ridotte e in base al numero dei plessi.

Vanno benissimo i nuovi concorsi per il profilo di Dsga e il superamento dell’esternalizzazione dei servizi di pulizia, ma è necessario anche un aumento stabile di organico del personale ATA, le assunzioni per assorbire i precari, l’introduzione del profilo di assistente tecnico nelle scuole del primo ciclo, l’eliminazione della distinzione tra organico di fatto e di diritto.

Vanno superate le limitazioni imposte dalla l. n. 111/2011 (di conversione del d.l. n. 98/2011), che ha fissato il limite della dotazione organica del personale a quella determinata nell’a.s. 2011/2012. Il d.lgs n. 66/2017 (come modificato dal d.lgs n. 96/2019) stabilisce che nella definizione degli organici del personale ATA bisogna tener conto della presenza di alunni/studenti disabili certificati. Ma sempre nei limiti del 2011!

SUPPLENZE

Un altro problema del personale ATA, che è quotidianamente oggetto di battaglia, riguarda le sostituzioni. Fino a qualche tempo fa il lavoro di un AA o di un AT non valeva niente: infatti, se si ammalava non poteva essere mai sostituito. Ora, per essere sostituito deve venirgli un “coccolone” ed ammalarsi per almeno 30 giorni. Un pochino più fortunati sono i CS, che possono essere sostituiti fin dal primo giorno di assenza, ma solo se “l’assenza del collaboratore scolastico determinerebbe delle urgenze che non potrebbero trovare alcuna altra risposta atta a garantire la incolumità e la sicurezza degli alunni, nonché la indispensabile assistenza agli alunni diversamente abili determinando, inoltre, necessità obiettive non procrastinabili, improrogabili e non diversamente rimediabili, che renderebbero impossibile assicurare le condizioni minime di funzionamento del servizio scolastico tanto da compromettere in modo determinante il diritto allo studio costituzionalmente garantito.”

RICHIESTE ESSENZIALI

Per tutte le figure di personale ATA: un aumento stabile di organico, che deve essere davvero proporzionale non solo al numero degli alunni e al numero dei disabili, ma anche al numero dei plessi e in considerazione di quanti hanno le mansioni ridotte.

Il superamento della distinzione tra organico di fatto e organico di diritto, perché i posti in organico di fatto sono necessari per il funzionamento minimo delle scuole.

Lo spostamento delle pratiche seriali dalle scuole (segreterie) presso altri centri ministeriali, poiché queste funzioni improprie non hanno una diretta connessione con l’attuazione del piano dell’offerta formativa. La costituzione delle reti per lo svolgimento di queste pratiche significa solo dover far lavorare ancora gratuitamente il personale ATA.

L’estensione della figura di AT nelle scuole del primo ciclo per garantire il funzionamento dei circa 2.000 laboratori di queste scuole, costrette a ricorrere a ditte esterne o a collaborazioni plurime con costi aggiuntivi che gravano sul funzionamento.

Riteniamo anche fondamentale definire delle tabelle nazionali per l’organico degli AT, al pari degli altri profili. Siamo contrari all’accantonamento dei posti a beneficio di altri profili (ITP soprannumerari), poiché di fatto si continuano a tagliare posti sul profilo dei tecnici, già pesantemente ridotto.