LA SCUOLA IN CARCERE AL TEMPO DEL COVID-19

LA RETE DELLE SCUOLE RISTRETTE

IL CARCERE AL TEMPO DEL COVID-19

I docenti della Rete delle Scuole Ristrette, alla luce dei provvedimenti sanitari presi nelle carceri, che stanno creando tensioni e rivolte all’interno di numerose istituzioni penitenziarie, sono molto preoccupati per i propri studenti e i detenuti tutti e, in considerazione degli ulteriori problemi che la sospensione delle lezioni sta comportando in una situazione di così grave limitazione delle libertà personali, ritiene di dover intervenire nel merito, sottolineando alcune contraddizioni e proponendo alcune soluzioni da porre all’attenzione dei due ministeri interessati, MIUR e Ministero della Giustizia.

Come anche altre autorevoli fonti hanno sottolineato (Mauro Palma, Garante Nazionale dei detenuti e delle persone private della libertà personale; Patrizio Gonnella, Presidente di Antigone) in una situazione di così eccezionale emergenza bisogna, infatti, tutelare la salute di tutti, ma bisogna anche rispettare i diritti fondamentali delle persone.

L’attuale sovraffollamento non permette, invece, il rispetto delle misure sanitarie imposte al resto dei cittadini e delle cittadine italiani/e e i provvedimenti presi (sospensione della didattica, sospensione delle attività di volontariato, di corsi, progetti e, in ultimo, ma non certo per importanza, limitazione e/o sospensione dei colloqui con familiari), stanno provocando isolamento e ulteriore senso di esclusione. Per questo motivo riteniamo necessario entrare nel merito della questione chiedendo innanzitutto di far utilizzare ai detenuti che ne siano nei termini, la fruizione delle misure alternative alla detenzione (in base agli strumenti normativi già in essere) in modo da rimandare a casa (perché ne hanno diritto) un numero significativo di persone e lo chiediamo nell’interesse congiunto dei detenuti e degli operatori che quotidianamente lavorano nelle strutture penitenziarie.

In particolare i docenti che insegnano nei percorsi di istruzione nelle carceri (di primo e di secondo livello) chiedono:

Per la didattica. Poiché quasi in nessun istituto penitenziario c’è una reale possibilità di collegamento online con gli studenti ristretti (a meno che improvvisamente non si riesca a risolvere ora l’annosa questione) le soluzioni possibili riguardano: la possibilità che tutti abbiano possibilità di accesso gratuito ai servizi di posta elettronica, la registrazione di lezioni, parte di lezioni, schemi, indicazioni operative, compiti da far svolgere, schemi da utilizzare, da inviare online o da consegnare tramite le scuole di riferimento all’area educativa; oppure stampa dello stesso materiale, con chiarimenti operativi e fotocopie da consegnare e far recapitare direttamente agli studenti dei corsi attraverso personale interno;

Per la giustizia. Chiediamo un aumento dei colloqui telefonici, facendoli diventare quotidiani e non settimanali, potenziandoli ove possibile con colloqui via skype, un’informazione costante e puntuale, con l’ingresso giornaliero di più quotidiani per approfondire le varie problematiche che stanno emergendo e non ricorrendo solo al mezzo televisivo e ai notiziari, ma mettendo in condizione i detenuti di poter frequentare liberamente le Biblioteche di reparto e le biblioteche centrali degli istituti, per poter leggere, continuare a studiare quanto svolto sino ad ora nei programmi, approfondire le tematiche relative alla situazione determinata dalla diffusione del Covid-19 per evitare allarmismi e diffusione di notizie false e non controllabili.

Per la Rete delle Scuole Ristrette

Anna Grazia Stammati

COVID-19. UTILIZZAZIONE PERSONALE DOCENTE E ATA. Aggiornamenti

Alla Direzione Generale dell’U.S.R. per la Sicilia

Ai Dirigenti scolastici

e a tutto il personale docente e ATA

delle Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado della Sicilia

LORO SEDI

Oggetto: emergenza COVID-19. UTILIZZAZIONE PERSONALE DOCENTE E ATA. Note MIUR nn. 278, 279 e 323

La scrivente O.S., alla luce del recente d.P.C.M. del 9/3/2020, che ha esteso all’intero territorio nazionale le misure previste dall’art. 1 del precedente d.P.C.M. dell’8/3/2020, e delle conseguenti Note MIUR nn. 278, 279 e 323/2020, ritiene opportuno integrare le proprie precedenti comunicazioni (prot. 85, 86 e 90/2020) con le seguenti osservazioni riepilogative, al fine di evitare contenziosi e ridurre l’indesiderato effetto di amplificazione dell’ansia e dell’incertezza che l’emergenza COVID-19 rischia di produrre.

Innanzitutto, condividendo “l’obiettivo di limitare allo stretto necessario lo spostamento delle persone al fine di contenere la diffusione dell’epidemia” (Nota MIUR n. 323/2020), continuiamo a ribadire che l’utilizzazione del personale docente e ATA non può che avvenire in applicazione delle “norme di legge e di contratto vigenti in materia di impiego del personale suddetto in regime di sospensione delle attività didattiche” (Chiarimenti dell’USR Sicilia – Ufficio I AT provincia di Palermo del 27/2/2020) e assicurando le necessarie misure precauzionali (ad es. “accurata pulizia e disinfezione delle superfici e ambienti” e “un adeguato distanziamento”, punti 5 e 8 Dir. D.F.P. n. 1/2020), per cui:

– il personale docente non ha nessun obbligo di presenza, a meno di eventuali, già programmate, attività collegiali deliberate dal piano delle attività e “non improcrastinabili” (Nota MIUR n. 278/2020), mentre non ne possono essere convocate nuove “fino al 3 aprile 2020” (Nota MIUR n. 279/2020);

– per il personale ATA deve essere prevista “una organizzazione attenta a garantire l’attività essenziale, adottando in proposito ogni forma di flessibilità” e concedendo “il lavoro agile al personale ATA che dovesse farne richiesta” (Nota MIUR n. 278/2020) e, “in analogia, ai docenti utilizzati nelle mansioni del personale amministrativo perché inidonei all’insegnamento” (Nota MIUR n. 323/2020);

– tutto il personale docente e ATA, qualora la propria prestazione lavorativa risulti temporaneamente impossibile, non può essere considerato “responsabile del ritardo nell’adempimento” (art. 1256, comma 2, Cod. Civ.).

Tutto ciò premesso, ricordiamo che le Note MIUR n. 278 e 323/2020 prevedono il coinvolgimento della RSU e del/la Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza – RLS nell’adozione delle “misure più idonee in relazione alle specifiche caratteristiche della struttura e alla necessità di contemperare tutela della salute con le esigenze di funzionamento del servizio” per quanto concerne l’attività amministrativa e l’organizzazione delle attività funzionali all’insegnamento.

Inoltre, per quanto riguarda l’attivazione di modalità di didattica a distanza, l’art. 2, comma 1, lett. m) del d.P.C.M. 8/3/2020, prevede che: “i dirigenti scolastici attivano, per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle scuole, modalità di didattica a distanza avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità”.

Come è noto, tutta la normativa vigente, dal d.lgs. n. 165/2001 alla legge n. 107/2015, prevede che i poteri del/la dirigente scolastico/a sono esercitati nel rispetto delle competenze degli organi collegiali, e che – per quanto riguarda la didattica – il collegio dei docenti ha “potere deliberante in materia di funzionamento didattico del circolo o dell’istituto… Esso esercita tale potere nel rispetto della libertà di insegnamento garantita a ciascun docente” (art. 7, comma 2, lett. a, d.P.R. n. 297/1994).

Il d.l. n. 6/2020, da cui discende anche il d.P.C.M. 8/3/2020, non prevede alcuna deroga a queste norme. Per cui è legittimo che il/la dirigente promuova e coordini le attività didattiche a distanza, ma non che imponga di svolgere tali attività come se fosse un obbligo di servizio. Infatti, la libertà di insegnamento, costituzionalmente garantita, non è cancellata e il CCNL non prevede in alcun modo la didattica online all’interno degli obblighi professionali. È opportuno ricordare anche che ogni atto valutativo da parte dei/lle docenti durante il periodo di sospensione delle attività didattiche si espone a forti dubbi di legittimità.

In conclusione, con la presente invitiamo i/le dirigenti scolastici/che, nel rispetto delle norme di precauzione e di tutela della salute del personale, a coinvolgere RLS e RSU prima di adottare qualunque decisione e – comunque – a:

– non mettere in atto procedure illegittime di convocazione del personale docente a scuola e di svolgimento del collegio dei docenti né riorganizzare le attività funzionali all’insegnamento (Nota MIUR n. 279/2020);

– non imporre al personale docente l’utilizzo di forme specifiche ed obbligatorie di didattica a distanza, strumento che deve essere lasciato nei modi, tempi e contenuti alla valutazione dei/lle singoli/e docenti, nel rispetto del CCNL e della libertà di insegnamento;

– concordare eventuali forme di flessibilità oraria e concedere modalità di “lavoro agile” al personale ATA e ai docenti “inidonei” che ne facessero richiesta, limitando “il servizio alle sole ulteriori prestazioni necessarie non correlate alla presenza di allievi, attivando i contingenti minimi stabiliti nei contratti integrativi di istituto ai sensi della legge 146/90” (Nota MIUR n. 279/2020). In quest’ultimo caso, il personale coinvolto nella turnazione non dovrà recuperare in alcun modo l’orario di servizio non prestato e non dovrà presentare alcuna richiesta di recuperi compensativi o ferie, ad esclusione di quelle eventualmente non godute nel precedente a.s. 2018/2019 (Nota MIUR n. 323/2020).

AMMORTIZZATORI SOCIALI PER GLI ASSISTENTI SCOLASTICI ASACOM PER LE ORE NON ESPLETATE

URGENTE
AGGIORNAMENTO PER GLI ASSISTENTI SCOLASTICI SUL MANCATO PAGAMENTO DELLE ORE NON ESPLETATE A SEGUITO DELLA SOSPENSIONE DELLE ATTIVITA’ DIDATTICHE CAUSA CORONAVIRUS

Abbiamo ricevuto in giornata la rassicurazione da parte del Sottosegretario del Ministero del lavoro e delle politiche sociali Sen. Steni Di Piazza che il Governo sta lavorando per inserire, in un prossimo Decreto, la possibilità di poter usufruire degli ammortizzatori sociali da parte di tutti gli Assistenti scolastici d’Italia (autonomia, comunicazione e igienico-personali).
In questo momento in cui il Ministero si trova ad operare senza sosta per affrontare le innumerevoli crisi aperte dall’emergenza Coronavirus e non avendo altri dettagli utili sul provvedimento, invitiamo tutti i soggetti interessati (Assistenti ed Enti locali) a proseguire lungo le direttive già emanate dalla Regione Siciliana oppure ricevute dalla Committenza/Cooperative in attesa di conoscere in dettaglio il provvedimento.
Sempre convinti che la più inclusiva risoluzione di questo stato oneroso sia il pagamento delle ore non espletate causa forza maggiore e che si debba tenere conto sia del lavoro subordinato che di quello autonomo, rimarremo vigili e continueremo a lavorare per assicurare dignità professionale alla categoria.
Ringraziamo il Sen. Steni Di Piazza per la grande sensibilità dimostrata per la nostra categoria e il Prof. Leonardo Alagna (Vice Presidente nazionale First) per l’impegno profuso in questi giorni.

Cobas LP ASACOM Palermo

EMERGENZA CORONAVIRUS. Obblighi di lavoro e didattica a distanza

Alla Direzione Generale dell’U.S.R. per la Sicilia

Ai Dirigenti scolastici

e a tutto il personale docente e ATA

delle Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado della Sicilia

LORO SEDI

Oggetto: emergenza COVID-19 – OBBLIGHI DI LAVORO E DIDATTICA A DISTANZA

In questi primi giorni di sospensione delle attività didattiche, a causa dell’emergenza COVID-19, sono arrivate alla scrivente O.S. numerose segnalazioni di comportamenti irrituali di dirigenti scolastici, che sembrano esorbitare dalle norme vigenti relative all’utilizzazione del personale.

Innanzitutto, ribadiamo che l’utilizzazione del personale docente e ATA non può avvenire che in applicazione delle “norme di legge e di contratto vigenti in materia di impiego del personale suddetto in regime di sospensione delle attività didattiche” (Chiarimenti dell’USR Sicilia – Ufficio I AT provincia di Palermo del 27/2/2020), per cui:

– il personale docente non ha nessun obbligo di presenza, a meno di eventuali, già programmate, attività collegiali deliberate dal piano delle attività e “non improcrastinabili” (Nota MIUR n. 278/2020), mentre non ne possono essere convocate di nuove, come previsto dalla Nota MIUR n. 279/2020, che prevede “Nelle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione sono sospese tutte le riunioni degli organi collegiali in presenza fino al 3 aprile 2020”;

– il personale ATA può rientrare nelle scuole solo dopo la “pulizia e disinfezione straordinaria” dei locali, assicurando “un adeguato distanziamento come misura precauzionale” (punto 5 Dir. D.F.P. n. 1/2020), adottando “una organizzazione attenta a garantire l’attività essenziale, adottando in proposito ogni forma di flessibilità” e concedendo “il lavoro agile al personale ATA che dovesse farne richiesta” (Nota MIUR n. 278/2020).

Tutto ciò premesso, ricordiamo che la Nota MIUR n. 278/2020 prevede il coinvolgimento del/la Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza – RLS e della RSU nell’adozione delle “misure più idonee in relazione alle specifiche caratteristiche della struttura e alla necessità di contemperare tutela della salute con le esigenze di funzionamento del servizio” per quanto concerne l’attività amministrativa e l’organizzazione delle attività funzionali all’insegnamento.

Inoltre, per quanto riguarda l’attivazione di modalità di didattica a distanza, l’art. 2, comma 1, lett. m) del d.P.C.M. 8/3/2020, prevede che: “i dirigenti scolastici attivano, per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle scuole, modalità di didattica a distanza avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità”.

Come è noto, tutta la normativa vigente, dal d.lgs. n. 165/2001 alla legge n. 107/2015, prevede che i poteri del/la dirigente scolastico/a sono esercitati nel rispetto delle competenze degli organi collegiali, e che – per quanto riguarda la didattica – il collegio dei docenti ha “potere deliberante in materia di funzionamento didattico del circolo o dell’istituto… Esso esercita tale potere nel rispetto della libertà di insegnamento garantita a ciascun docente” (art. 7, comma 2, lett. a, d.P.R. n. 297/1994).

Il d.l. n. 6/2020, da cui discende anche il d.P.C.M. 8/3/2020, non prevede alcuna deroga a queste norme. Per cui è legittimo che il/la dirigente promuova e coordini le attività didattiche a distanza, ma non che imponga di svolgere tali attività come se fosse un obbligo di servizio. Infatti, la libertà di insegnamento, costituzionalmente garantita, non è cancellata e il CCNL non prevede in alcun modo la didattica online all’interno degli obblighi professionali.

È opportuno ricordare anche che ogni atto valutativo da parte dei/lle docenti durante il periodo di sospensione delle attività didattiche si espone a forti dubbi di legittimità.

Crediamo sia interesse di tutti/e evitare oggi scelte improvvisate che diano luogo a contenziosi, o producano un indesiderato effetto di amplificazione dell’ansia e dell’incertezza comune.

In conclusione, con la presente invitiamo i/le dirigenti scolastici/che, nel rispetto delle norme di precauzione e di tutela della salute del personale, a coinvolgere RLS e RSU prima di adottare qualunque decisione e – comunque – a:

– non mettere in atto procedure illegittime di convocazione del personale docente a scuola e di svolgimento del collegio dei docenti né riorganizzare le attività funzionali all’insegnamento, modificando il piano annuale delle attività, ai sensi della Nota MIUR n. 279/2020;

– non imporre al personale docente l’utilizzo di forme specifiche ed obbligatorie di didattica a distanza, strumento che deve essere lasciato nei modi, tempi e contenuti alla valutazione dei/lle singoli/e docenti, nel rispetto del CCNL e della libertà di insegnamento;

– concordare eventuali forme di flessibilità oraria e concedere modalità di “lavoro agile” al personale ATA che ne facesse richiesta, limitando “il servizio alle sole ulteriori prestazioni necessarie non correlate alla presenza di allievi, attivando i contingenti minimi stabiliti nei contratti integrativi di istituto ai sensi della legge 146/90” (Nota MIUR n. 279/2020).

Infine, constatata la forte disomogeneità dei comportamenti adottati dai/lle dirigenti scolastici/che della regione, la scrivente O.S. ritiene utile che anche la Direzione dell’USR Sicilia diffonda una nota di chiarimento sui temi suesposti, tale da consentire a tutte le Istituzioni scolastiche di agire con la necessaria serenità in un quadro di comportamenti condivisi.

D.P.C.M. 4 marzo 2020 E ASSISTENTI ALLA DISABILITÀ

COMUNICATO COORDINAMENTO REGIONALE SICILIANO COBAS ASSISTENTI DISABILITÀ

In occasione dell’emergenza ingeneratasi dalla diffusione del Coronavirus e dopo l’emanazione del DPCM del 04/03/2020 dove si ordina la sospensione delle attività didattiche nelle Scuole di ogni ordine e grado in tutto il territorio nazionale, si è riunito con urgenza il Coordinamento Regionale Cobas che già da tempo ha preso in carico le istanze degli Assistenti all’autonomia, alla comunicazione e igienico-personali della nostra regione.

A seguito della prima sospensione delle attività scolastiche avvenuta nell’ultima settimana di febbraio nella Provincia di Palermo, la scrivente O.S. aveva già monitorato la fattispecie e attivato i canali istituzionali per ottenere il pagamento delle giornate di lavoro non espletate a fronte, invece, di ventilate ipotesi di recupero ore e/o accesso agli ammortizzatori sociali, da noi considerate inadeguate, facendo presente che il servizio nel territorio regionale viene gestito dagli Enti Locali in maniera eterogenea, ma comunque riconducibile a due modalità precise, lavoro dipendente e lavoro autonomo.

A fronte, però, della nuova sospensione didattica in tutta Italia, forte è la richiesta di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori iscritti ai COBAS in merito alla corresponsione della retribuzione dovuta, già stanziata e prevista dagli EE. LL., senza le restrizioni poste in essere dagli attuali bandi di accreditamento per l’erogazione dei Servizi.

Abbiamo già interpellato alcuni rappresentanti delle Istituzioni regionali e nazionali che si sono mostrati attenti alle nostre istanze e consapevoli della situazione di grande difficoltà dell’intera categoria. Con essi si è ventilata l’ipotesi del pagamento delle ore qualora ci fosse un fattivo raccordo Stato-Regione in tal senso e su cui si sta attivamente lavorando in queste ore.

Fiduciosi in un esito positivo rispetto alle nostre richieste, senza lasciare mai calare l’attenzione sui diritti dei lavoratori, ribadiamo quindi le nostre proposte per il consolidamento dei diritti della figura professionale dell’Assistente alla autonomia, alla comunicazione e igienico-personali:

• pagamento di tutte le ore non espletate a causa della sospensione delle attività didattiche in conseguenza dell’emergenza Coronavirus con i fondi già stanziati dalle Regioni;

• retribuzione dell’intero monte ore spettante anche in assenza dell’alunno, prevedendo in tale evenienza attività alternative e/o di programmazione;

• completa internalizzazione al MIUR o Enti Locali degli Assistenti con precisi criteri di titoli e anzianità di servizio.

Vista, però, la contingente ed eccezionale situazione di urgenza e l’evolversi continuo delle prescrizioni di legge in termini di contenimento della diffusione del virus, qualora fosse possibile per ragioni di sicurezza, il Coordinamento Regionale Cobas lascia libertà di partecipazione a singole manifestazioni locali anche non promosse da questa sigla sindacale.

Palermo, 5/3/2020                                        Coord. Reg. Sicilia Cobas Assistenti

RACCONTIAMO LA STORIA, RACCONTIAMOLA TUTTA – Appello

Pubblichiamo di seguito il testo dell’Appello in difesa di Eric Gobetti, del lavoro degli storici e di una memoria civile e onesta già sottoscritto da centinaia tra storici/che, insegnanti, cittadini/e e organizzazioni.

Chi volesse aderire all’Appello può scrivere a lastoria.tutta@gmail.com

Appello in difesa di Eric Gobetti, del lavoro degli storici e di una memoria civile e onesta

Non possiamo tacere di fronte alle minacce squadriste mosse dall’organizzazione giovanile “Aliud-Destra identitaria” nei confronti dello storico Eric Gobetti. Inutile nascondersi, perché di squadrismo si tratta. Nei giorni scorsi Aliud ha manifestato l’intenzione di voler impedire a Gobetti di tenere una conferenza nei locali della Circoscrizione 3 di Torino.

È inaccettabile. A Eric Gobetti va innanzitutto la nostra piena solidarietà di appartenenti al mondo della scuola e della cultura e di cittadine/i preoccupate/i per la deriva che sta prendendo il dibattito pubblico in questo paese.

Secondo i suoi detrattori, Gobetti avrebbe la “colpa” di essere uno storico “revisionista” e “negazionista” delle foibe. Con tutta probabilità coloro che agitano le minacce squadriste — così come gli esponenti del mondo politico istituzionale che vi si accodano — non hanno mai letto una sola pagina delle ricerche di Gobetti. In caso l’avessero fatto, mentono sapendo di mentire.

Dobbiamo dirlo chiaramente: gli studi di Gobetti non negano gli accadimenti della “complessa vicenda del confine orientale” (per usare l’espressione della legge istitutiva del Giorno del Ricordo). Non minimizzano i vari fenomeni che vanno sotto il nome di “foibe”, né negano l’esodo della grande maggioranza della popolazione di lingua italiana dall’Istria e dalla Dalmazia. Semplicemente approfondiscono l’intero contesto in cui le evocate vicende del confine orientale (o occidentale, se visto “dall’altra parte”) ebbero luogo, facendo riferimento al dibattito storiografico scientifico. Per questo offrono strumenti utili per comprendere la ratio tutta politica di alcuni paragoni inaccettabili, totalmente infondati sul piano fattuale, come quello tra Auschwitz e Basovizza, effettuato da Matteo Salvini lo scorso anno quando era Ministro degli Interni. Solo conoscendo il contesto storico degli avvenimenti si possono decostruire gli slogan neo-irredentisti, come quel “Viva l’Istria italiana e la Dalmazia italiana”, pronunciato dall’ex presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani e che, sempre nel febbraio 2019, è costato un serio incidente diplomatico con Croazia e Slovenia.

Collocare i fatti che si studiano nel loro contesto è il senso ultimo del mestiere dello storico: chi non lo accetta, oltre a non conoscere i fondamenti della disciplina storica, continua a non volere fare i conti con il passato del nostro paese.

È però bene smascherare una volta per tutte qual è il reale bersaglio dell’universo di cui fa parte Aliud, quell’area composita in cui si trovano nostalgici del fascismo, post-leghisti, sovranisti neo-identitari ed ex-liberali che hanno scoperto la vocazione nazionalista e irredentista. L’obiettivo su cui convergono questi soggetti è la delegittimazione della memoria civile italiana e dell’antifascismo nel suo insieme. Quindici anni di operazioni retoriche slegate dal dibattito storiografico, vittimiste, decontestualizzanti e nazionalisticamente orientate sulle foibe e sull’esodo sono il brodo di cultura che ha permesso che esponenti istituzionali — come nel caso del sindaco di Predappio — ritirassero il sostegno ai viaggi della memoria ad Auschwitz, perché ritenuti “iniziative di parte”.

Indignarsi non basta. Respingere, senza tentennamenti, le minacce verso Gobetti può essere però l’occasione per ripartire, per rovesciare il paradigma in cui è invischiato da anni il dibattito pubblico su questi temi. È necessario raccontare la storia ed è necessario raccontarla tutta, senza tacere i crimini del fascismo italiano, senza edulcorare le responsabilità che il nostro paese ha avuto nell’aggressione alle popolazioni che abitavano la penisola balcanica o nelle guerre coloniali. Dalla “conquista” della Libia e dell’Africa orientale, passando per i bombardamenti sulla Spagna repubblicana, per giungere alla guerra contro i civili nella campagna bellica in Grecia, Russia e Jugoslavia, l’esercito italiano e, soprattutto, fascista si è macchiato di indicibili atrocità, sterminando le popolazioni locali, guidato da una feroce sete imperiale i cui effetti sono ferite aperte ancora oggi. Non si possono inoltre dimenticare le politiche di discriminazione razziale che iniziano, ben prima delle leggi del 1938, proprio nei territori occupati, e le pratiche di italianizzazione forzata nei confronti di tutte le minoranze, ma in particolar modo di quelle residenti su quel “confine orientale” evocato dalla legge istitutiva del Giorno del Ricordo.

Restituire alla verità storica e alla memoria pubblica le pagine più oscure del nostro passato è un dovere a cui non vogliamo sottrarci. Lo facciamo da tempo, ma ci impegneremo a farlo con ancora maggiore convinzione nelle scuole, negli Istituti di ricerca, nelle università, negli spazi pubblici reali e virtuali e ovunque sarà possibile.

Di seguito gli attuali sottoscrittori dell’Appello (singoli e organizzazioni). Continua a leggere

CHIUSURA SCUOLE E RETRIBUZIONE ASSISTENTI AI DISABILI

Al Presidente della Regione Siciliana

Al Sindaco della Città Metropolitana di Palermo

Alle Società Cooperative Sociali accreditate per il

Servizio di Assistenza nella Città Metropolitana di Palermo

e p.c. Assistenti all’Autonomia, alla Comunicazione e Igienico-Personali

LORO SEDI

prot. n. 20/ASACOM del 27 febbraio 2020

OGGETTO: INIBIZIONE ACCESSO STUDENTI E RETRIBUZIONE ASSISTENTI AI DISABILI

L’art. 3, comma 1, dell’Ordinanza del Presidente della Regione Siciliana n. 2/2020, prevede che fino al 2 marzo 2020 è disposta nel territorio della provincia di Palermo l’effettuazione di pulizia e disinfezione straordinarie degli asili nido e delle scuole di ogni ordine e grado… con inibizione all’accesso degli studenti.

In conseguenza a questa disposizione, le lavoratrici ed i lavoratori impegnati nei servizi di assistenza specialistica in favore degli alunni disabili (in forza presso le Cooperative per conto della Città metropolitana di Palermo e come lavoratori autonomi per conto del Comune di Palermo) rimarcano, con fermezza, l’obbligo di corrispondere loro quanto dovuto in ragione della causa di forza maggiore, fattore questo che renderà impossibile procedere alla prestazione lavorativa.

Permane, infatti, un legittimo diritto a ricevere la giusta retribuzione, senza pretendere diverse soluzioni già avanzate per le via brevi circa l’utilizzo del monte ferie e/o il recupero delle dette giornate, opzioni queste di pertinenza individuale e che, come nel caso dei recuperi, sono spesso poco praticabili a causa di procedure farraginose e di limitazioni obiettive nei casi di un elevato monte ore complessivo settimanale.

Nella situazione di grave disagio che tutta la comunità sta vivendo, infatti, sarebbe illegittimo far gravare sui lavoratori gli effetti dell’emergenza in atto, tenendo conto anche del perdurare della palese violazione del vigente CCNL di categoria, in ordine al mancato pagamento delle ore risultanti da contratto individuale in caso di assenza dell’assistito.

Certi che le Società e gli Enti committenti in indirizzo comprenderanno la grave disparità che una diversa soluzione appaleserebbe, si resta in attesa di conoscere le determinazioni che si intendono assumere, preavvisando fin d’ora che – in caso di esito negativo – verrà approntata ogni azione a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici.

Infine, si rimane disponibili ad un incontro con gli Enti Locali, così come già ribadito in precedenti comunicazioni, in merito alla risoluzione delle numerose criticità che ancora affliggono il servizio di Assistenza nelle scuole di ogni ordine e grado nel territorio siciliano.