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  • GIORNALE N° 5 COBAS SCUOLA settemnbre/dicembre 2018

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RINVIO CONVEGNO CESP – PALERMO 7 NOVEMBRE 2018

AVVISO

In merito al convegno di formazione  promosso dal CESP Educare alla pace a 100 anni dalla fine del 1° conflitto mondiale, previsto domani 7 novembre 2017  a Palermo presso l’IISS “G. Damiani Almeyda – F. Crispi”, siamo spiacenti di comunicare che, a seguito dell’ordinanza n° 298 emanata in data odierna dal Sindaco di Palermo relativa all’emergenza idrica in città, tutte le scuole palermitane rimarranno chiuse nella giornata di domani e siamo quindi costretti ad annullare lo svolgimento dello stesso.

Riproporremo il convegno prima possibile  e sarà nostra cura avvisarvi tempestivamente. Invieremo a tutte le scuole l’avviso di rinvio per causa di forza maggiore ma crediamo comunque opportuno che segnaliate alle vostre scuole la mancata fruizione del permesso di aggiornamento.

l’ordinanza di chiusura delle scuole.


Educare alla pace

a 100 anni dalla fine del 1°

conflitto mondiale

mercoledì 7 novembre 2018 – ore 9.00/13,30

I.I.S.S. “G. Damiani Almeyda – F. Crispi” largo Mineo n. 4 – PALERMO


Esonero dal servizio per tutto il personale docente e ATA (art. 64, commi 4, 5 e 7 Ccnl 2006/2009) – Iscrizione gratuita – Attestato di partecipazione al termine dei lavori – È necessario prenotare la partecipazione al convegno compilando il modulo online all’indirizzo http://www.cobasscuolapalermo.com/cesp – L’iscrizione nella stessa mattina del convegno è condizionata alla disponibilità di posti non prenotati


PROGRAMMA DEL CONVEGNO

Dalle ore 9,00 alle ore 9.30: registrazione delle presenze

Intervengono:

Nino De Cristofaro (CESP Sicilia)

1914-1918: “Gli ultimi giorni dell’umanità”

Federico Martino (Università di Messina)

L’attualità dell’art.33 della Costituzione: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”

Antonio Mazzeo (giornalista e docente I.C. “Cannizzaro-Galatti” – Messina)

Educare alla pace e disarmare le scuole

Dibattito – Conclusioni


Il CESP, Centro Studi per la Scuola Pubblica, Ente accreditato per la formazione/aggiornamento del personale della scuola (D.M. 25/07/2006 prot. n. 869, Circ. MIUR prot. n. 406 del 21/02/2006 e Direttiva MIUR n. 170/2016) nasce nel 1999 con l’obiettivo di sviluppare uno spazio specificamente dedicato alla riflessione culturale e didattica sulla scuola, realizzata attraverso seminari, convegni, attività di aggiornamento/formazione e pubblicazioni

Finalmente chiarezza sugli adattamenti del calendario scolastico regionale!

L’Assessorato Regionale all’Istruzione ha finalmente risposto alle nostre note (lettera del 29/9/18lettera del 18/10/18 ), con le quali abbiamo richiesto chiarimenti sull’interpretazione e sulla corretta applicazione del Decreto Assessoriale per il calendario scolastico 2018/19.

Nella sua risposta dello scorso 26 ottobre (prot. n. 79558), l’Assessorato ribadisce quanto già scritto nel Decreto dello scorso maggio e da noi evidenziato nella nostra richiesta di chiarimenti: i Consigli di Circolo e di Istituto hanno facoltà di predisporre adattamenti al calendario scolastico, alle sole condizioni del “rispetto del monte ore annuale previsto per le singole discipline, art. 21 comma 8 L. 59/1997” e del rispetto di quanto stabilisce l’art. 74, comma 3, del Testo Unico in merito “all’obbligatorio svolgimento di almeno 200 giorni di lezione”.

Alla luce della secca Nota di chiarimento e corretta interpretazione che l’Assessorato Regionale ci ha fornito del suo Decreto dello scorso 4 maggio, si evidenzia la correttezza dell’operato dei Consigli di Circolo e Istituto che hanno deliberato adattamenti del calendario, senza prevedere alcun recupero, a fronte dell’arbitrarietà dei comportamenti di quei dirigenti scolastici che, ledendo le competenze degli organi collegiali, si sono impegnati per impedire adattamenti del calendario scolastico o per imporre sistematici recuperi dei giorni di sospensione deliberati dai Consigli di Circolo o Istituto (a questo proposito vari colleghi ci hanno riferito che i loro ds hanno richiamato a supporto un parere dell’ufficio legale della Flc-Cgil che sostanzialmente avallava la necessità di recupero di ogni giorno di sospensione deliberato), anche se questi sono stati stabiliti nel rispetto di quanto disposto dalle norme sopra richiamate relative al monte ore obbligatorio e allo svolgimento di almeno 200 giorni di lezione.

Riteniamo che la nota dell’assessorato ponga fine a qualsiasi distorta interpretazione del Decreto Assessoriale consentendo agli OO.CC. di poter deliberare nel merito in piena capacità decisionale.

La nota integrale dell’Assessorato

 

 

CALENDARIO SCOLASTICO. Ultimo atto?

Di seguito la lettera di sollecito che abbiamo inviato all’Assessore Regionale Istruzione e F.P. e alla Direttrice Generale dell’USR Sicilia con richiesta di chiarimenti sull’interpretazione e corretta applicazione del Decreto Assessoriale per il calendario scolastico 2018/19. Da contatti informali che abbiamo avuto con l’Assessorato pare che, a seguito delle nostre sollecitazioni, sarà a breve emanata una nota di chiarimento. Confidiamo che questa confermi quanto da noi affermato.

Qui è possibile scaricare e stampare il volantino della lettera per le scuole

All’Assessore Regionale Istruzione e F.P.

alla Direttrice Generale dell’USR per la Sicilia

e p.c. a tutte le Istituzioni Scolastiche della regione Sicilia

prot. n. 177/R del 18 ottobre 2018

OGGETTO: D.A. n. 1637 su CALENDARIO SCOLASTICO REGIONALE – RICHIESTA DI CHIARIMENTI E INCONTRO

Come già comunicatoVi lo scorso 29 settembre (lettera prot. 140/R), la scrivente O.S. continua a ricevere numerose segnalazioni in merito ad un’illegittima applicazione del Decreto Assessoriale in oggetto da parte di alcuni Dirigenti scolastici siciliani. Da un lato, non viene consentito agli Organi collegiali competenti di poter deliberare sull’adattamento del calendario scolastico, dall’altro la dovuta delibera viene vincolata al recupero di tutte le attività da svolgersi nei giorni di lezione previsti dal D.A. tra il 12/9/2018 e l’11/6/2019, che – ci teniamo a precisare – sono “211 e/o 210 giorni di scuola” solo per le istituzioni scolastiche che articolano le lezioni su 6 giorni settimanali.

Per chiarire la situazione, ci sembra opportuno ricordare che:

– il Collegio dei docenti “ha potere deliberante in materia di funzionamento didattico” e “formula proposte … per la formulazione dell’orario delle lezioni e per lo svolgimento delle altre attività scolastiche” (art. 7, comma 2, lett. a. e b., d.lgs n. 297/1994);

– il Consiglio di circolo o d’istituto “ha potere deliberante … per quanto concerne l’organizzazione e la programmazione della vita e dell’attività della scuola” e, rispetto alla questione in oggetto, sull’”adattamento del calendario scolastico alle specifiche esigenze ambientali” (art. 10, comma 3, lett. c., d.lgs n. 297/1994);

“Allo svolgimento delle lezioni sono assegnati almeno 200 giorni” (art. 74, comma 3, d.lgs n. 297/1994);

“La determinazione delle date di inizio e di conclusione delle lezioni ed il calendario delle festività … devono essere tali da consentire, oltre allo svolgimento di almeno 200 giorni di effettive lezioni, la destinazione aggiuntiva di un congruo numero di giorni per lo svolgimento, anche antimeridiano, degli interventi di cui all’art. 193-bis, comma 1” (art. 74, comma 7-bis, d.lgs n. 297/1994). Anche se l’art. 193-bis è stato poi abrogato dall’art. 17 del d.P.R. n. 275/1999, è utile rammentarlo in questa sede perché prevedeva quegli interventi di “recupero” per allievi e allieve delle secondarie superiori (adesso normati dal d.m. n. 80/2007 e dall’o.m. n. 92/2007) che spesso si svolgono proprio sospendendo le lezioni nel corso dell’anno scolastico;

“L’orario complessivo del curricolo e quello destinato alle singole discipline e attività sonoorganizzati in modo flessibile … fermi restando l’articolazione delle lezioni in non meno di cinque giorni settimanali e il rispetto del monte ore annuale, pluriennale o di ciclo previsto per le singole discipline e attività obbligatorie” (art. 5, comma 3, d.P.R. n. 275/1999).

Alla luce della normativa su citata, che anche l’art. 4 del D.A. conferma inequivocabilmente (né potrebbe fare altrimenti), appare evidente che l’eventuale “sospensione, in corso d’anno scolastico, delle attività educative e delle lezioni” debba prevedere un “recupero” soltanto nel caso in cui non fossero rispettati i vincoli dello svolgimento delle lezioni per almeno 200 giorni (solo per le istituzioni scolastiche che articolano le lezioni su 6 giorni settimanali) e il rispetto del monte ore annuale.

Allo scopo di scongiurare conflitti all’interno delle comunità scolastiche e per evitare l’innescarsi di controversie sulla questione, Vi chiediamo – ognuno per le proprie competenze – di fornirci un Vostro chiarimento in un apposito incontro da svolgersi con urgenza.

Qualora le SSVV in indirizzo ritenessero di non doversi esprimere su quanto da noi esposto, non potrebbe che trarsi la conclusione che sia da Voi condivisa la correttezza della consuetudinaria applicazione normativa che ha fino ad oggi previsto “modalità e tempi di recupero in altri periodi dell’anno stesso” solo nel caso in cui le eventuali sospensioni deliberate dal Consiglio di circolo o istituto dovessero determinare:

1. lo svolgimento delle lezioni inferiore ai 200 giorni (nelle scuole con lezioni 6 giorni a settimana);

2. il mancato rispetto del monte ore annuale previsto per ogni corso di studio e per ogni disciplina.

 

CHI HA PAURA DI UNA SOCIETÀ PLURALE?

Comunicato stampa

CHI HA PAURA DI UNA SOCIETÀ PLURALE?

La bieca censura di Forza Nuova e l’insulsa teoria del complotto

La povertà educativa che emerge dalla mozione presentata dal consigliere di Forza Nuova del Comune di Trieste, contro il Convegno organizzato dal CESP-Centro Studi per la Scuola Pubblica e da Red-Rete educare alle differenze, sul tema “Che genere di scuola: educazioni differenti per una società plurale”, il 20 aprile scorso, e che la giunta ha accolto per mano del vicesindaco, l’8 ottobre, è degna dell’oscurantismo culturale di cui Forza Nuova è promotrice. Nella mozione, l’”illuminato” Consiglio Comunale di Trieste, “invita il Sindaco e gli assessori competenti ad organizzare una campagna di sensibilizzazione per informare gli studenti e i ragazzi degli alunni dei pericoli della teoria gender e delle “colonizzazioni” ideologiche che distruggono”, a partire proprio dal Convegno organizzato dal CESP, nel quale si parlava, pubblicamente e democraticamente, di quale scuola occorra oggi, in una società plurale, a difesa di quelle differenze che, lo voglia riconoscere o meno Forza Nuova, esistono nella nostra società come nella nostra scuola.

Naturalmente nella mozione, dove è scritto “informazione”, bisogna leggere “repressione”, visto che si vorrebbe contestare il semplice diritto che il CESP esercita, di informare docenti, studenti, genitori degli alunni, cittadini e cittadine, dei pericoli insiti, non nelle inesistenti “teorie gender”, ma in quelle di chi nega la diversità e vorrebbe colonizzare ideologicamente famiglie e istituzioni, scagliandosi contro i progetti delle scuole rivolti alla prevenzione e al contrasto dell’omofobia e delle discriminazioni. Con la propria attività il CESP interviene, infatti, in difesa degli studenti e a sostegno delle famiglie di studenti e studentesse non omologate e non conformate alle idee dei consiglieri del Comune di Trieste e liberi di esserlo (almeno sino ad ora), mentre lo sparuto e un po’ ridicolo manipolo di “patrioti” che ha cercato il 20 aprile scorso di turbare la normalità e la serenità di un convegno collocato nella vita quotidiana di una realtà multiculturale, si pone contro di loro, così come contro la libertà di insegnamento e l’impegno pluriennale del CESP su questi temi.

Nella sua campagna Forza Nuova usa, peraltro, vecchi metodi che richiamano sinistramente un passato che si vorrebbe far ridiventare presente, stilando una mozione che appare come una vera e propria lista di proscrizione, con i nomi e i cognomi dei relatori del convegno, del loro profilo, delle idee e del loro percorso, fomentando un clima di intolleranza e intimidazione, che rende drammaticamente attuali vecchi e conosciuti drammi, di fronte ai quali occorre agire e reagire con la determinazione e la costanza di un impegno irremovibile. La lista di proscrizione presentata dal consigliere di Forza Nuova appare, però, incompleta, manca infatti un nome, quello di Anna Grazia Stammati, Presidente del CESP-Centro Studi per la Scuola Pubblica, associazione culturale che ha nei “Laboratori scuola-società” un proprio punto di forza e nel “Laboratorio sull’omofobia a scuola e nella società”, un elemento centrale, con il quale scavare nel fondo delle motivazioni che ancora oggi sono alla base di una diffusa omofobia e con il quale continuare a diffondere il modello del rispetto e del confronto, facendo di questo modello la nostra forza.

Anna Grazia Stammati, Presidente CESP

12 ottobre 2018

CALENDARIO SCOLASTICO: CI PROVANO ANCORA

Come scrivevamo lo scorso maggio (vedi), dopo l’emanazione del Decreto Assessoriale n. 1637/2018, la singolare novità anticipata a mezzo stampa sulla presenza in aula di studenti e studentesse per almeno 200 giorni era ormai superata dal contenuto del testo del decreto.

Ma tornati a scuola ci siamo trovati di fronte a dirigenti scolastici che vorrebbero dilatare il vincolo dei 200 giorni (previsto dall’art. 74, comma 3, del d.lgs n. 297/1994) fino ai 211 indicati nel Decreto Assessoriale.

Di fronte a un’interpretazione del genere, singolarmente coincidente con quella diffusa dalla FLC CGIL Sicilia in una sua nota ai presidi, e lesiva delle competenze degli organi collegiali della scuola ribadiamo quanto già affermato in questi anni: al di là del numero dei giorni destinati alle lezioni (200 o 211) l’unico vincolo da rispettare rimane quello dall’art. 5, comma 3, del d.P.R. n. 275/1999 che impone il “rispetto del monte ore annuale, pluriennale o di ciclo previsto per le singole discipline e attività obbligatorie” da svolgere in almeno 5 giorni di lezione settimanale.

Sull’argomento abbiamo chiesto un incontro all’Assessore e all’USR (di seguito il testo).

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All’Assessore Regionale Istruzione e F.P.

alla Direttrice Generale dell’USR per la Sicilia

e p.c. a tutte le Istituzioni Scolastiche della regione Sicilia

prot. n. 140/R del 29 settembre 2018

OGGETTO: INTERPRETAZIONE del D.A. N. 1637 SU CALENDARIO SCOLASTICO REGIONALE – RICHIESTA DI INCONTRO

La scrivente O.S. ha ricevuto numerose segnalazioni in merito ad una interpretazione restrittiva di alcuni Dirigenti scolastici siciliani delle prerogative che la legge assegna agli organi di governo delle Istituzioni scolastiche per adattare il calendario scolastico in relazione alle esigenze derivanti dal Piano dell’offerta formativa” (art. 5, comma 2 del d.P.R. n. 275/1999) e alle specifiche esigenze ambientali(art. 10, comma 3, lettera c del d.lgs n. 297/1994).

Sulla base di questa interpretazione restrittiva, i suddetti Dirigenti ritengono – basandosi, sembra, su un improvvida comunicazione della FLC CGIL Sicilia – che gli organi di governo delle scuole non possano deliberare la sospensione delle attività didattiche nei giorni di lezione previsti dal calendario scolastico, senza disporne il “recupero” in altri giorni, in quanto le scuole non potrebbero in ogni caso diminuire i giorni di lezione complessivi previsti dal calendario regionale, perché ciò sarebbe in contrasto con il rispetto delle funzioni in materia di determinazione del calendario scolastico esercitate dalle Regioni” di cui all’art. 5 del d.P.R. n. 275/1999 e dell’art. 138 d.lgs n. 112/1998.

Ma questa interpretazione restrittiva appare proprio in contrasto con il contenuto dello stesso Decreto Assessoriale n. 1637 del 4 maggio 2018 laddove, dopo avere determinato nel numero di 211 i giorni di lezione (art. 1), all’art. 4 recita testualmente che i Consigli di Circolo o di Istituto […]determinano gli adattamenti del calendario scolastico” e che considerando che le lezioni dovranno articolarsi in non meno di 5 giorni settimanali, i predetti adattamenti vanno, in ogni caso, stabiliti nel rispetto dell’art. 74, comma 3 del D. Leg.vo 297/1994, relativo all’obbligatorio svolgimento di almeno 200 giorni di lezione […]e nel rispetto delle disposizioni contenute nel C.C.N.L. del comparto Scuola, nonché del monte ore previsto per ogni corso di studio e per ogni disciplina, ribadendo poco oltre che gli “adattamenti”non possano incidere “sulle previsioni di cui all’art. 74, comma 3, del D.Leg.vo 297/1994”, quindi ancora una volta con l’unico limite dei 200 giorni.

Analogamente, con articolate argomentazioni, si era già espresso l’Ufficio legale dell’USR dell’Emilia Romagna in una Nota del 18/11/2002, con oggetto “Adattamento del calendario scolastico”.

Questa interpretazione restrittiva appare lesiva, quindi, dell’autonomia organizzativa che la legge attribuisce alle istituzioni scolastiche (che per il succitato D.A. n. 1637, invece, “resta, in ogni caso, impregiudicata”) nell’esercizio della quale le scuole possono adottare tutte le forme di flessibilità che ritengono opportuneavendo come unico vincolo inderogabilel’articolazione delle lezioni in non meno di cinque giorni settimanali e il rispetto del monte ore annuale, pluriennale o di ciclo previsto per le singole discipline e attività obbligatorie.

Per scongiurare arbitrarie interpretazioni, lesive delle prerogative degli organi di governo delle istituzioni scolastiche, e gli eventuali conseguenti contenziosi, chiediamo un incontro urgente con l’Assessore Regionale all’Istruzione e F.P. e con la Direttrice Generale dell’USR, per giungere a un definitivo chiarimento della questione a giovamento delle famiglie, degli studenti e del personale scolastico tutto.

In attesa di un tempestivo riscontro, si porgono distinti saluti

per i Cobas Scuola – Sicilia

ASSEMBLEA PRECARI martedì 2 ottobre

Martedì 2 ottobre 2018, alle ore 18, si terrà presso la sede COBAS di piazza Unità d’Italia n. 11, un’assemblea di tutti i precari della scuola con il seguente ordine del giorno:

1) Situazione generale (GaE, concorso 2016 e concorso 2018) dopo immissioni in ruolo 2018 ed abolizione dell’emendamento De Pretis al decreto milleproroghe;

2) Situazione ricorsi al TAR del Lazio ed al Consiglio di Stato;

3) Assemblea nazionale dei precari indetta per domenica 21 Ottobre 2018;

4) Varie ed eventuali.

FORMAZIONE RSU, RLS e TAS COBAS mercoledì 26 settembre

Alle RSU, RLS e TAS COBAS

delle Istituzioni scolastiche

della provincia di Palermo

Questa Associazione Sindacale organizza, ai sensi della normativa vigente, un

Convegno di formazione RSU, RLS e TAS COBAS

mercoledì 26 settembre 2018, ore 10.3013.30

sede PROVINCIALE COBAS Scuola – piazza Unità d’Italia, 11 – Palermo

sui seguenti argomenti:

– IL NUOVO CCNL 2016/2018 E LA CONTRATTAZIONE D’ISTITUTO

– TUTELA E SICUREZZA DEL PERSONALE DOCENTE E ATA: iniziative e ricorsi

Il contingente dei permessi di spettanza RSU è da loro gestito autonomamente nel rispetto del tetto massimo attribuito:

  • RSU: fruiscono nei luoghi di lavoro di permessi sindacali per l’espletamento del loro mandato, per presenziare a convegni e congressi di natura sindacale e ogni altra attività sindacale di carattere extra-aziendale (art. 10 comma 3 Ccnq 7/8/98 e Cass. 7087/86).
  • I permessi, giornalieri ed orari, sono retribuiti e sono equiparati a tutti gli effetti al servizio prestato, e possono essere cumulati per periodi anche frazionati. Per garantire la funzionalità dell’attività lavorativa bisogna preavvisare il dirigente della fruizione del permesso sindacale, secondo le modalità concordate in sede di contrattazione d’istituto, in genere 24/48 ore prima.
  • La giurisprudenza, vista anche l’esiguità dei permessi che non permette di individuare un interesse del datore di lavoro, ha negato la possibilità di sindacarne l’uso o di subordinarne la fruizione alle esigenze aziendali (Cass. 4839/92, 8032/96, 9765/96, 11573/97).

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(facsimile Permesso RSU o RLS)

Al/la Dirigente scolastico/a del ________________________________

Sede

Oggetto: permesso RSU/RLS – Convegno sindacale di formazione 26 settembre 2018

Il/la sottoscritto/a ______________________________________________________, in qualità di RSU/RLS di questa Istituzione scolastica comunica che, ai sensi della normativa vigente (CCNQ 7 agosto 1998/art. 73 CCNL 2007), fruirà in data 26/9/2018, per n. ___ ore, dalle ______ alle ______, (comprese quelle necessarie a raggiungere la sede di svolgimento), di un permesso retribuito al fine di partecipare al convegno in oggetto.

data ……/……/………………. Il/La Rappresentante RSU/RLS