La Scuola italiana sta vivendo un momento di profonda trasformazione, guidata da quella “rivoluzione digitale” di cui scriveva Mario Draghi già nel 2021 nella premessa al PNRR, la cui centralità è stata recentemente ribadita nel suo rapporto su “Il futuro della competitività europea”. Cosa avverrà nel prossimo futuro non lo sappiamo, ma ci sembra indispensabile provare a riflettere sul contesto generale nel quale si sta realizzando questa trasformazione e quali conseguenze si stanno già determinando sul nostro lavoro di docenti e ATA e sui rapporti con gli studenti e le studentesse nelle aule che quotidianamente frequentiamo. Senza dimenticare il ruolo determinante delle famiglie. Ci aiutano in questa riflessione i contributi di Daniela Tafani docente di Etica e politica dell’intelligenza artificiale all’Università di Pisa, Stefano Borroni Barale docente e autore de “L’intelligenza inesistente” ed. Altreconomia, Ferdinando Alliata curatore del “Vademecum d’autodifesa dalla scuola-azienda” ed. Massari e Adriana De Gregorio docente di Discipline grafico-pubblicitarie, che da tempo e da diversi punti di vista si occupano dell’impatto che le tecnologie hanno sulla nostra vita e sul nostro lavoro. Obiettivo del Convegno, che abbiamo intenzione di replicare in altre città, è anche quello di costruire una rete di relazioni stabili, tra coloro che vorranno partecipare, per monitorare nel tempo gli effetti di questa trasformazione e sviluppare insieme comportamenti e usi che promuovano, piuttosto che il conformismo dilagante, consapevolezza e partecipazione nella scuola e nella società.
“Non si dica che alla destra non interessa la scuola. Il pensiero conservatore ha ormai chiaro che il conseguimento di un’autentica egemonia culturale passa senz’altro anche dalle aule scolastiche”.
Mentre l’OCSE certifica impietosamente per l’ennesima volta quanto siano bassi i nostri stipendi [quasi il 20% in meno rispetto alla media OCSE e oltre il 30% in meno rispetto alla media dei paesi del G7, ma ci ritorneremo] c’è chi sperimenta una scuola senza docenti.
Nuovo anno scolastico al via. L’Intelligenza Artificiale debutta nella didattica. Ma quale istruzione vogliamo davvero? * di Andrea Petracca e Michele Lucivero
L’interruzione che lo scorso 19 luglio ha colpito i sistemi informatici di mezzo mondo [Cina, Russia e tutti coloro che non utilizzano il software di sicurezza CrowdStrike per gli host Windows ne sono rimasti indenni] ha riportato alla ribalta dell’attenzione mondiale uno dei principali rischi della concentrazione nelle mani di pochissime aziende private del mercato mondiale dell’informatica, di cui anche i sistemi scolastici sono una parte non residuale della clientela, specialmente dopo la pandemia.
Sabato 16 marzo 2024 alle ore 17.00, presso la sede COBAS Scuola di piazza Unità d’Italia 11, a Palermo, presentiamo il libro GRAND HOTEL CORONDA. Racconti di prigionieri politici sotto la dittatura argentina, 1974-1979, scritto dal Collettivo El Periscopio.
Il giorno 3 marzo 2024 abbiamo consegnato – insieme ad altre associazioni e OO.SS. – al Garante per la privacy un reclamo contro la schedatura degli “alunni fragili” da parte di INVALSI. Di seguito il testo del reclamo
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AL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI piazza VENEZIA, 11 – 00187 ROMA
Reclamo ex art. 77 del Regolamento (Ue) 2016/679 e artt. da 140-bis a 143 del Codice in materia di protezione dei dati personali, recante disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento nazionale al Regolamento
In qualità di associazioni di insegnanti e genitori di alunni residenti in Italia e frequentanti la scuola pubblica italiana, sottoponiamo all’attenzione del Garante le seguenti circostanze, riguardanti il trattamento dei dati associati al nuovo indicatore di fragilità predisposto dall’INVALSI.
ANCHE GLI ISTITUTI TECNICI DI 4 ANNI + 2 RESTANO FERMI AL PALO
FAMIGLIE PIÙ LUNGIMIRANTI DEL GOVERNO MELONI
Il nuovo raffazzonato liceo, denominato come un marchio di origine di un paio di scarpe o di una cucina, il “Liceo del Made in Italy” è tecnicamente fallito. Solo 420 iscritti/e nelle 114 scuole autorizzate dal MIM – meno di 4 a scuola – di cui 17 in Sicilia [3 Agrigento, 2 Caltanissetta/Enna, 3 Catania, 3 Messina, 2 Siracusa, 2 Trapani, e solo 1 a Palermo e Ragusa]. Questo fallimento lo abbiamo auspicato e determinato in tutti i modi possibili. Non arriva, quindi, come una sorpresa.