IL 4 NOVEMBRE NON È LA NOSTRA FESTA!

IL 4 NOVEMBRE NON È LA NOSTRA FESTA!
Mobilitazioni in tutta Italia

PALERMO, piazza sant’Antonino (stazione Centrale) ore 16.00
CATANIA, piazza Turi Ferro ore 17.00

La celebrazione del 4 novembre, diventata oggi Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, è l’ennesima occasione in cui lo Stato italiano si autoassolve: un tentativo di normalizzare la guerra, trasformare i nostri luoghi del sapere in avamposti ideologici e tecnologici per il conflitto e per giustificare spese militari, riarmo e tagli alle spese sociali.

Non si tratta di una semplice commemorazione: è un’operazione ideologica che usa una narrazione falsa ed edulcorata della I guerra mondiale, che provocò immense violenze, distruzioni e morte.

Con la legge n. 27 del 1° marzo 2024 si vuole portare dentro le aule scolastiche la retorica del sacrificio e del nazionalismo, tacendo che per l’Italia si trattò di una vera e propria guerra di aggressione imperialista.

Il clima di minacce e ritorsioni nelle scuole e nelle università per chi parla di guerra e di genocidio in Palestina, la criminalizzazione e repressione nelle piazze di chi si oppone al carovita, alle diseguaglianze sociali, allo smantellamento del welfare, sono tutti sintomi di un sistema globale di guerra che pretende di addestrare all’obbedienzama e alla flessibilità i futuri lavoratori e soldati, chiamati a sostenere lo sforzo bellico messo in campo dalla guerrafondaia Europa.

Il Rearm Europe ha destinato 800 miliardi di euro per preparare gli Stati europei alla prontezza contro l’attacco di un fantomatico “nemico”; tutti gli Stati devono destinare progressivamente, il 5% del PIL azzerando le spese in settori non “funzionali” alla Difesa, ma che permettono alle grandi imprese del settore tecnologico-bellico, come la Leonardo SPA, la tedesca Rheinmetall di fare profitti da capogiro. Le grandi mobilitazioni studentesche, di lavoratori e lavoratrici che stanno attraversando Albania, Francia, Spagna e Italia in queste settimane, e lo sciopero generale del 30 ottobre sono segnali di una ferma volontà di opporsi all’economia di guerra che il capitalismo, in crisi, ha adottato per la propria sopravvivenza.
Questo è quanto le “democrazie” occidentali stanno preparando per i lavoratori e le lavoratrici, per i giovani che, come si paventa in Germania e in altri paesi del nord Europa potrebbero essere obbligati a far parte direttamente o indirettamente dei nuovi eserciti, sia attraverso il ripristino della leva, solo sospesa, sia atttraverso l’uso strumentale in compiti civili funzionali alla guerra.

CONTRO IL 4 NOVEMBRE DEI GENERALI
costruiamo un 4 novembre dei popoli per la pace e la giustizia sociale
DISERTIAMO LA GUERRA!

QUI l’elenco delle delle mobilitazioni nelle altre città

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