
SCIOPERO DELLA SCUOLA
7 maggio A PALERMO CORTEO da piazza Politeama, ore 9.00
No alla controriforma degli Istituti Tecnici
No ai quiz Invalsi
No alle Nuove Indicazioni nazionali per il primo ciclo e i licei
No al contratto bidone/miseria
Sì al recupero del potere reale di acquisto e al ruolo unico docente
Sì all’immissione in ruolo del personale precario
No alla Guerra
LA CONTRORIFORMA DEGLI ISTITUTI TECNICI riduce le ore di insegnamento sia delle materie comuni sia di quelle di indirizzo, mediante il taglio del tempo scuola e la creazione di una quota di flessibilità gestita dalle scuole in base alle esigenze imprenditoriali locali, con conseguente frammentazione dell’offerta formativa e subordinazione della scuola agli scopi aziendali, in particolare alla disponibilità di manodopera dequalificata, precaria e con bassi salari. La scuola diventa addestramento al lavoro anche attraverso l’anticipazione a 15 anni di età per partecipare ai percorsi FSL e al possibile potenziamento delle ore di FSL in quinta. La compressione del tempo scuola è ancor più significativa nel percorso quadriennale che prevede anche il ricorso alla docenza di “esperti” aziendali. Infine, la riforma determina un significativo e insopportabile taglio delle cattedre, con conseguente perdita di posti di lavoro. Chiediamo la revoca della controriforma degli istituti tecnici.
I QUIZ INValSI, sulla base di pseudomisurazioni, incomplete e che non hanno alcuna validità scientifica, ripropongono una concezione della scuola che mira all’addestramento degli studenti, mortificandone le capacità critiche e i percorsi di autonomia.
LE NUOVE INDICAZIONI NAZIONALI, per il primo ciclo e per i Licei, contribuiscono alla costruzione dell’egemonia culturale della destra con un’impostazione nazionalista ed etnocentrica basata sulla presupposta superiorità dell’Occidente; che, secondo gli estensori, avrebbe fatto del rispetto «la base della nozione moderna di persona, soggetto di diritti e doveri inalienabili», a dispetto di guerre e imprese coloniali. Attraverso la personalizzazione dell’insegnamento si vogliono identificare i talenti di ognuno per definire obiettivi diversificati, che confermino la gerarchia sociale di partenza in un’ottica classista e in un contesto di addestramento delle giovani generazioni, come indicato nelle competenze chiave per l’apprendimento permanente definite dalla Raccomandazione europea del 22 maggio 2018.
IL CONTRATTO MISERIA, sottoscritto da tutti i sindacati concertativi, non permette, ancora una volta, neanche il recupero dell’inflazione pregressa e di quella reale del triennio. Siamo lontani dalle retribuzioni medie 2024 dei paesi dell’OCSE [+23,4%], e di quelle del G7 [+32,7%]. Occorre invertire la rotta, recuperando, almeno, il 24% di potere di acquisto perso da docenti e Ata dal 1990 al 2026, mentre i dirigenti hanno incrementato il loro potere d’acquisto del 20%!
Chiediamo anche il ruolo unico docente, ponendo fine alla discriminazione dei docenti dell’infanzia e della primaria.
PRECARIATO. La presenza di oltre un quarto di docenti e Ata precari nega il diritto al lavoro e a un salario decente per centinaia di migliaia di persone e rende problematico, non garantendo la continuità didattica, il diritto allo studio. Vanno eliminate le classi-pollaio con massimo 20 alunni per classe [15 in caso di presenza di allieve/i con disabilità]. Chiediamo l’immissione in ruolo dei docenti con 3 anni di servizio e degli Ata con due e l’equiparazione di stipendi e diritti dei precari con quelli del personale di ruolo, in linea con le sentenze della Corte di Giustizia Europea .
“LA TERZA GUERRA MONDIALE A PEZZI”, dopo l’attacco all’Iran di USA e Israele, sta diventando, semplicemente e drammaticamente, guerra mondiale; mentre nonostante la presunta pace, a Gaza e in Palestina prosegue il genocidio. Spese militari e blocchi commerciali determinano, inoltre, il costante e progressivo smantellamento dello Stato sociale. In molti paesi, a conferma della tragicità della situazione, sta tornando la leva militare obbligatoria. La scuola, nel nostro Paese, si è schierata contro la guerra e per l’autodeterminazione dei popoli. Ribadiamo con forza che l’unica soluzione è la pace, all’interno di un quadro generale di rispetto reciproco e giustizia sociale.
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QUI il volantino da scaricare e diffondere
QUI la comunicazione del MIM
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