ASSEMBLEA NAZIONALE COBAS Scuola 14-17 luglio 2022

Dal 14 al 17 luglio si è svolta a Genazzano (RM) l’assemblea nazionale dei COBAS Scuola. Al termine delle diverse sessioni di discussione sono stati approvati i documenti su:

  1. GUERRA E MILITARIZZAZIONE
  2. GESTIONE POLITICA DELL’EMERGENZA PANDEMICA
  3. CESP – Centro Studi Scuola pubblica
  4. COALIZIONI E CONVERGENZE: verso i conflitti dell’autunno
  5. IL PNRR CONTRO LA SCUOLA: reclutamento e formazione

che pubblichiamo di seguito.

Altri materiali su: RINNOVO CCNL, FONDO ESPERO, PCTO, AUTONOMIA DIFFERENZIATA saranno pubblicati successivamente.

* * *

GUERRA E MILITARIZZAZIONE

Il 13 marzo la Confederazione Cobas ha assunto una chiara posizione sulla guerra, scrivendo tra l’altro:

«Condanniamo l’invasione dell’Ucraina scatenata dal governo russo e chiediamo l’immediato “cessate il fuoco” … e l’apertura delle trattative per una pace duratura… Manifestiamo la nostra solidarietà al popolo ucraino.. Siamo contro la Nato, le cui politiche espansionistiche in Europa, dopo il dissolvimento dell’Urss, hanno fornito il pretesto alle mire neo-imperiali russe per invadere l’Ucraina… Diciamo NO alla decisione dei governi europei e di quello italiano di intervenire nel conflitto inviando armi all’Ucraina, NO all’utilizzo logistico e operativo delle basi militari sul nostro territorio. Vogliamo un’Europa di pace e di accoglienza per tutti i popoli e il pieno sostegno ai profughi. Siamo contro l’economia di guerra e il carovita, per la fine dello stato di emergenza e per la riduzione delle spese militari.»

Oggi, alla fine della discussione sul tema nella Assemblea nazionale Cobas Scuola svoltasi a Genazzano, ribadiamo con ancora più forza che:

Siamo contro la guerra in Ucraina, e contro tutte le guerre in atto; siamo al fianco dei popoli, di quello ucraino ma anche di quello russo, e di tutti i popoli, che per colpa della guerra soffrono, muoiono, sono privati dei più essenziali beni materiali e della loro autonomia e dignità. L’atroce guerra scatenata ora in Ucraina dal governo autoritario e militarista russo – ma indubbiamente a lungo stimolata e provocata dai governi imperialisti della NATO, che hanno fornito il pretesto alle mire neo-imperiali russe per invadere l’Ucraina – e il riarmo generalizzato che essa sta suscitando, vanno fermati subito, prima che sia troppo tardi.

Però le guerre non si fermano con l’invio di armi. 

Per questo siamo contrari alla politica del governo italiano, che ha rinnovato l’emergenza sanitaria appena conclusa con una preoccupante emergenza militare vigente fino al 31 dicembre. E siamo contrari al Decreto convertito in Legge che consente l’invio di armi all’Ucraina in deroga alla legge del 9 luglio del 1990 n. 185 sul controllo dell’esportazione, dell’importazione e del transito dei materiali di armamento. E siamo contrari alla concessione, prevista dalla stessa norma, al Ministero per la Transizione Ecologica di pieni poteri di fatto per ripristinare l’utilizzo del fossile, del carbone o dell’olio combustibile, in barba agli impegni contro il riscaldamento climatico.

E siamo totalmente contrari alle spese militari in generale e all’aumento di tali spese al 2% del PIL in particolare. Questi soldi vanno spesi per combattere il carovita e per il Welfare, la Sanità, l’Istruzione. Per la scuola quello 0,8 % in più che si vorrebbe spendere in armamenti basterebbe per fare ciò che chiediamo da tempo: riduzione degli alunni per classe, aumento del personale docente ed ATA, investimenti significativi nell’edilizia scolastica (per l’80% non a norma e per il 50% priva persino dell’agibilità), nella direzione di una architettura didatticamente orientata, salubre ed ambientalmente compatibile.

Siamo fortemente preoccupati per una comunicazione politica e giornalistica che criminalizza chi tenta di proporre una analisi più complessa perché vorrebbero intrupparci tutti e farci schierare a sostegno delle scelte politiche del governo italiano. 

I Cobas della Scuola si impegnano a lottare contro la sempre più invadente presenza nelle scuole dei militari e dell’industria bellica, contro PCTO e alternanza scuola lavoro, per ripristinare l’Educazione alla pace e per un orientamento al mondo del lavoro basato sullo sviluppo delle conoscenze e del pensiero critico, per lanciare da settembre una serie di convegni CESP contro la guerra, la militarizzazione e per l’Educazione alla pace. Siamo indignati per l’osceno scambio fra l’assenso turco all’allargamento della NATO e i diritti del popolo curdo. Quanto accordato in sede NATO a Madrid da Svezia e Finlandia è la resa incondizionata al criminale di guerra Erdogan, che avrà via libera su estradizioni, torture, uccisione dei resistenti alla dittatura fascista in Turchia, in primis dei valorosi combattenti della causa curda e della rivoluzione in Rojava. Così operando si è legittimato un dittatore spietato e un regime fascista che non nasconde le mire della grandeur ottomana, utilizzando a tal fine jihadisti e tagliagole di ogni risma. L’accordo odierno di Madrid è una pagina nerissima che grava sui popoli oppressi e sull’intera umanità. Ed è proprio in questi tempi tristi che vanno dispiegati il sostegno al popolo curdo e la resistenza ai signori della guerra.

I lavoratori/trici Cobas della Scuola si impegnano, insieme alle reti sociali, sindacali, ecologiste e pacifiste a costruire mobilitazioni nazionali e internazionali contro la guerra e il militarismo. 

  • Siamo contro la minaccia di usare le armi nucleari, chiediamo la denuclearizzazione delle basi militari in Italia; la liberazione dei territori dalle servitù militari; l’uscita dalla NATO e la rescissione dei trattati in base ai quali sono presenti in regime di extra territorialità le basi militari USA in Italia.
  • Sosteniamo la popolazione civile ucraina e il diritto di accoglienza per i/le rifugiate dall’Ucraina e da tutti gli scenari di guerra, e di tutti gli esseri umani che sono in qualunque modo in pericolo nei luoghi di origine. Contro la violenza patriarcale e razzista che decide chi ha diritto a scappare e chi no, chi ha diritto a vivere e chi no. Siamo a fianco dei pacifisti russi e delle reti per la resistenza non violenta in Ucraina. Rivendichiamo il diritto di tutti e tutte di disertare la guerra. E al tempo stesso anche il diritto alla resistenza di tutti i popoli oppressi e invasi.
  • Siamo contro le sanzioni economiche che non colpiscono né le leadership politiche né il grande capitale, ma affamano i popoli. Chiediamo il libero accesso da parte di tutti e tutte ai beni primari, a partire dal grano. 
  • Siamo per la smilitarizzazione globale e la definitiva denuclearizzazione del pianeta. Chiediamo lo scioglimento delle alleanze militari. Chiediamo al governo italiano di sottoscrivere il Trattato ONU per la proibizione delle armi nucleari approvato nel 2017.

Pace tra gli oppressi e fuori la guerra dalla storia!

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GESTIONE POLITICA DELL’EMERGENZA PANDEMICA

I COBAS della Scuola agiscono per ricostruire un clima di ascolto e fiducia reciproca fra i/le lavoratori/rici, in difesa del diritto alla salute e al lavoro.

È necessaria la costruzione di iniziative politico-sindacali a sostegno delle seguenti richieste:

  • Accesso gratuito e sotto controllo medico alle cure e alla vaccinazioni volontarie in qualunque parte del mondo.
  • Nessun obbligo vaccinale né alcuna ritorsione per chi non voglia vaccinarsi, che non deve subire:
    • sospensione dal lavoro;
    • demansionamenti;
    • nessuna esclusione sociale o limitazione dei diritti.
  • Abolizione definitiva del green pass o di qualsiasi forma di certificazione mirata al controllo e al disciplinamento delle persone superando ogni discriminazione.
  • Stanziamenti adeguati per rilanciare la sanità di base, nuove assunzioni e la ricerca indipendente sulle cure.
  • Investimenti massicci per la prevenzione e per garantire ambienti di lavoro sicuri.

A scuola:
– No alle classi pollaio: 20 alunni per classe, 15 in caso di presenza di alunni diversamente abili.
– Stabilizzazione dell’organico COVID.
– Interventi strutturali per l’edilizia scolastica.
– Creare presidi sanitari permanenti (che rimangano anche dopo la fine della pandemia).
– Garantire le misure di protezione individuale e di monitoraggio, che devono essere a carico della sanità pubblica.
– Investire nei sistemi di aerazione e sanificazione (su cui far partire una campagna anche mediatica ma soprattutto di mozioni e raccolta firme nelle scuole).
– Investire nel trasporto pubblico.

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CESP – Centro Studi Scuola pubblica

Il CESP è uno strumento molto importante per le attività dei Cobas. Esso vive e agisce grazie alle numerose iniziative attuate in diverse sedi Cobas sparse in varie parti d’Italia. È proprio l’impegno delle/gli attivisti/e Cobas che consente la costruzione di momenti di relazione con le/gli altri lavoratori/rici della scuola, divenuti più difficili  dal  momento  in  cui  hanno  tolto  ai  Cobas  la  possibilità  di  fare assemblee in orario di lavoro.

Generalmente il livello dei convegni svolti ci pare molto buono. Per un miglior funzionamento del CESP, per potenziarne e valorizzarne ancor più I lavori, riteniamo opportuno:

–  organizzare uno specifico gruppo di lavoro dell’EN che si avvalga anche dell’apporto di attivisti/e esterni per organizzare e coordinare iniziative nazionali, proponendole alle sedi in modo da coinvolgere quanti più lavoratori/trici della scuola, senza alcun modo limitare l’autonomia e l’iniziativa delle sedi a livello locale.

– caratterizzare quanto più possibile i convegni in modalità laboratoriale.

– invitare ad organizzare i prossimi convegni, soprattutto quelli a carattere nazionale, nella doppia modalità in presenza e online per allargare i/le partecipanti e la diffusione dei contenuti e delle lotte.

– valorizzare nella comunicazione interna ed esterna l’attività del CESP.

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COALIZIONI E CONVERGENZE: verso i conflitti dell’autunno

In vista della fase conflittuale che auspichiamo si apra in maniera significativa da settembre, l’Assemblea Nazionale dei COBAS della scuola condivide e approva il tentativo della Confederazione COBAS di costruire le più ampie convergenze e coalizioni sociali, sindacali e politiche per esprimere al meglio, nell’autunno, l’ostilità verso le politiche governative sui temi bellici, economici, sociali ed ambientali.

L’AN ritiene che, in questa prospettiva, oltre al mantenimento della partecipazione ai tavoli unitari del sindacalismo di base confederale, sia stata positiva l’apertura di un dialogo fecondo – espresso anche in un documento unitario GKN/COBAS – con la coalizione messa in piedi intorno alla rilevante esperienza di lotta della fabbrica GKN. E questo dialogo, secondo l’AN, deve rientrare in un quadro globale di alleanze che non può riguardare solo il sindacalismo di base, di cui va evitata l’autoreferenzialità e il cui schieramento, quand’anche relativamente unitario, non è sufficiente ad affrontare la fase conflittuale che ci attende: considerazione che ci impone di cercare di coinvolgere, nella maniera più ampia possibile, reti, strutture e movimenti sociali, ambientalisti, studenteschi, contro la guerra e la militarizzazione.

Alla luce anche delle dimissioni del governo Draghi, che apre scenari incerti sul futuro istituzionale dell’Italia, l’AN condivide l’orientamento dell’EN confederale, cosciente di non poter prendere oggi precisi impegni di sciopero per l’autunno, con date preconfezionate fin d’ora. Riteniamo però che un impego puntuale si possa invece prendere subito a proposito del Global strike del 23 settembre prossimo, mobilitazione mondiale dei movimenti e reti ambientalisti e climatisti, che si svolgerà in Italia con manifestazioni territoriali che si effettueranno comunque, indipendentemente dai mutamenti governativi o istituzionali. E dunque l’AN dà fin d’ora l’adesione come COBAS Scuola, in un quadro che coinvolgerà e riguarderà l’intera Confederazione COBAS, alla giornata mondiale e nazionale del Global Strike del 23 settembre 2022.

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IL PNRR CONTRO LA SCUOLA: reclutamento e formazione

L’Assemblea nazionale dei Cobas scuola richiede l’abrogazione degli articoli inerenti la scuola della legge di conversione n. 79/2022 del d.l. n. 36/2022 per le seguenti motivazioni:

  • La legge istituisce un vero e proprio percorso ad ostacoli per l’immissione in ruolo dei docenti, caratterizzato da tre step, ognuno con prova finale selettiva (percorsi abilitanti, concorso, anno di prova), con rilevanti costi a carico dei partecipanti e con il rafforzamento del mercato privato della formazione.
  • La formazione incentivata, obbligatoria per i neo assunti e facoltativa per gli altri, prevede prove intermedie e finali selettive, con un premio una tantum assegnato in modo non generalizzato o a rotazione, che in base alle stesse previsioni del Ministero andrà solo al 5% circa dei docenti, per effetto del vincolo delle risorse.
  • Le risorse saranno ricavate dal taglio dei fondi per la Carta docenti (che, invece, va estesa ai precari) e dal taglio di 11.300 posti per il calo demografico; risorse che, invece, vanno destinate alla riduzione del numero di alunni per classe, all’ampliamento degli organici, con l’ assunzione di tutti i docenti con 3 anni di servizio e degli ATA con 2, e per la sicurezza delle scuole.
  • La scuola non ha bisogno di competizione individuale e di gerarchia, ma di collegialità effettiva e cooperazione.
  • I contenuti della formazione in entrata e in servizio prefigurano un indottrinamento di Stato lesivo della libertà di insegnamento, con la digitalizzazione intesa come asservimento alla macchina informatica, l’orientamento inteso come marketing, l’inclusione intesa come medicalizzazione, la didattica delle competenze intesa come addestramento a “saper fare” decontestualizzati in linea con la precarizzazione del lavoro, meccanismi che hanno già prodotto tanto analfabetismo cognitivo;  la scuola ha, invece, bisogno di puntare allo sviluppo di strumenti cognitivi e del pensiero critico.

I Cobas propongono agli organi collegiali e alle Assemblee sindacali di deliberare mozioni che chiedano l’abrogazione del reclutamento e della formazione incentivata previsti dalla legge n. 79 e l’adozione di tutte le forme possibili di boicottaggio.

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