È diritto di ogni docente accedere alla documentazione relativa all’assegnazione del cosiddetto “bonus merito”

Comunicato-stampa

La Presidenza del Consiglio dei Ministri conferma l’obbligo per i presidi di rendere nota tutta la procedura di assegnazione dei “bonus”, le motivazioni, le cifre e i nomi dei “beneficiati/e”.

Basta con il premio di sedicente “merito” ai/alle fedelissimi/e dei dirigenti scolastici, basta con il “cerchio magico” del preside.

Il Dipartimento per il coordinamento amministrativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il 19 ottobre ’17, ha riconosciuto il diritto di ogni docente di accedere all’intera documentazione relativa all’assegnazione del “bonus”, il sedicente “premio di merito”. Continua a leggere

SCIOPERO GENERALE SCUOLA Venerdì 10 novembre

Comunicato-stampa

Notevole successo dello sciopero generale di oggi. Nelle principali città bloccati i trasporti e il 25% dei lavoratori/trici della scuola in sciopero. Buoni risultati anche nella Sanità, Pubblico Impiego, Telecomunicazioni, Lavoro Privato. Decine di migliaia in piazza contro le politiche economiche e sociali del governo e la sua Finanziaria

Ignobile aggressione poliziesca al MIUR contro docenti e ATA, picchiati a freddo manifestanti travolti da cariche teppistiche, due militanti COBAS feriti seriamente e ricoverati in osservazione, vari contusi.

LEGGI L’INTERO COMUNICATO

   Servizio del TG3 sullo sciopero del 10 Nov 2017

A PALERMO nel giorno dello sciopero generale un lungo corteo promosso da Cobas, USB e collettivi di studenti medi si è snodato per le vie del centro.

Nonostante le cattive condizioni meteo e la scarsa informazione data alla giornata di sciopero, più di un migliaio di lavoratori e studenti medi ha dato vita ad una vivace manifestazione che ha visto la presenza di centiania di studenti di numerose scuole superiori cittadine e di lavoratori della scuola, della Formazione professionale, dell’AMAT, del 118, dei Vigili del fuoco ecc.

Il corteo si è concluso in prefettura, dove una delegazione è stata ricevuta per esporre i motivi dello sciopero:

  • contro le politiche fiscali e previdenziali del governo e l’innalzamento dell’età pensionabile;
  • contro la distruttiva “austerità”, con la precarietà dilagante del lavoro, i sotto-salari e la piaga delle “esternalizzazioni”, dei tagli e degli appalti nella Sanità, Autonomie locali e servizi pubblici,
  • contro le privatizzazioni delle strutture pubbliche e dei Beni comuni;
  • per contratti nel Pubblico Impiego che facciano recuperare ai lavoratori/trici almeno quanto perso (il 20%) per il lunghissimo blocco e difendano i diritti dei lavoratori (ferie, malattie, congedi, riposi);
  • per la copertura delle carenze di organico nelle strutture e nei servizi pubblici;
  • per il ripristino della tutela contro i licenziamenti illegittimi cancellata dal Jobs Act.

CONVEGNO CESP. L’insegnante fra premialità, competenze e alternanza

CONVEGNO NAZIONALE DI AGGIORNAMENTO E FORMAZIONE

RIVOLTO A TUTTO IL PERSONALE SCOLASTICO

Esonero dal servizio per tutto il personale docente e ATA

(art. 64, commi 4, 5 e 7 del CCNL Scuola 2006/2009)

Iscrizione gratuita – Attestato di partecipazione

L’insegnante fra

premialità, competenze e alternanza

mercoledì 8 novembre 2017 ore 8.30 – 13.30

Auditorium I.I.S.S. “G. DAMIANI ALMEYDA – F. CRISPI”

largo Mineo, 4 (ex piazza Campolo) – Palermo

* * *

ATTI DEL CONVEGNO

Dalle ore 8.30 alle ore 9.00: registrazione delle presenze

Intervengono:

Nino De Cristofaro (Docente, E.N. Cobas scuola)

  • Conoscenze e competenze, dalla centralità della didattica all’alternanza scuola/lavoro

Giorgia Listì (Docente, CESP Palermo)

  • Chiamata diretta, organizzazione della scuola, organi collegiali

Carmelo Lucchesi (Docente, CESP Sicilia)

  • Per una didattica dell’inclusione

Dibattito – Conclusioni

_______________________________________________________________________________________

Il CESP, Centro Studi per la Scuola Pubblica, Ente accreditato per la formazione del personale della Scuola (Dir. MIUR n. 170/2016), nasce nel 1999 con l’obiettivo di sviluppare uno spazio specificamente dedicato alla riflessione culturale e didattica sulla scuola, realizzata attraverso seminari, convegni, attività di aggiornamento/formazione e pubblicazioni.

LA LOCANDINA DEL CONVEGNO

IL MODELLO PER LA RICHIESTA DI PERMESSO

Venerdì 10 novembre SCIOPERO GENERALE SCUOLA

50 euro di elemosina per i docenti e ancor meno per gli ATA

500 di aumento per i presidi, 10 volte tanto: basta con lo strapotere dei dirigenti scolastici!

Il 10 novembre la scuola sciopera contro la politica scolastica del governo e l’inserimento nel contratto della legge 107, per il recupero almeno del 20% di salario perso in 10 anni

MANIFESTAZIONE A PALERMO PIAZZA CROCI ORE 9.00

IL MANIFESTO DELLO SCIOPERO

iL VOLANTINO

Le notizie riguardanti docenti ed ATA, che giungono dal fronte della Legge di Bilancio che verrà discussa in Parlamento nei prossimi giorni, sono micidiali. Dopo quasi dieci anni di blocco contrattuale, durante i quali hanno perso circa il 20% del salario reale, il governo annuncia che, col prossimo contratto, ad essi/e verrà restituito a mala pena il 3% (45-50 euro netti in media) e per giunta in un biennio, mentre per i presidi si prepara un aumento dieci volte tanto, di 500 euro mensili, per un totale di 11 mila euro lordi annui. Si intende sancire così, anche a livello economico, lo strapotere e il ruolo “padronale” dei presidi che già enormi danni stanno facendo, fin dalla approvazione della legge 107 (la sedicente “Buona Scuola”), poiché tali superpoteri (assegnazione a proprio piacere del “bonus”, chiamata diretta dei docenti, distribuzione arbitraria cattedre e/o potenziamento, ecc.) disgregano il tessuto collaborativo nelle scuole, dando luogo a soprusi continui nei confronti dei docenti ed ATA che non si piegano alle sciagurate logiche aziendalistiche.

È vero che la vittoria che come COBAS abbiamo ottenuto in tribunale nel conflitto all’Istituto Boselli di Torino contro il trasferimento illegale di Pino Iaria, membro dell’Esecutivo Nazionale COBAS, e di altri suoi colleghi, ha dimostrato, con una sentenza limpidissima, che tali superpoteri non possono comunque annullare le decisioni degli Organi Collegiali: ma è altrettanto vero che in molte scuole soprusi analoghi non trovano purtroppo resistenza e diventano legge “de facto”. Più in generale, dobbiamo impedire che la legge 107 venga “immortalata” nel nuovo contratto, chiudendo definitivamente docenti ed ATA nella “gabbia” della scuola aziendalistica:

  • che fa dilagare una grottesca Alternanza scuola-lavoro, forma sfacciata di addestramento al lavoro gratuito o sottopagato, diseducativa e sottraente centinaia di ore di scolarità;
  • che impone i quiz Invalsi per valutare le scuole, i docenti e gli studenti;
  • che usa il famigerato “bonus” per gli insegnanti più “collaborativi” e la chiamata diretta da parte dei presidi per aumentare la conflittualità tra docenti e formare una sorta di “aristocrazia” che, senza alcun merito, riceve significative integrazioni salariali a patto di fornire sostegno pieno alle logiche aziendalistiche.

Per combattere  e invertire tali logiche e in generale l’immiserimento galoppante, materiale (30 anni fa, il 13,2% della spesa statale andava all’istruzione, oggi la quota si è ridotta all’8,6%) e culturale, nel quadro dello sciopero di tutto il lavoro dipendente indetto dai COBAS, dall’USB e dalla CIB-Unicobas, abbiamo convocato per il 10 novembre lo sciopero generale della scuola.

Respingiamo l’offensiva elemosina dei 50 euro, vogliamo aumenti che recuperino almeno quel 20% di salario perso nell’ultimo decennio; diciamo

NO all’inserimento nel contratto dei distruttivi contenuti della legge 107 

SÌ all’eliminazione della “chiamata diretta” e ad una drastica limitazione dei poteri dei presidi

NO all’obbligo esorbitante di 400/200 ore di Alternanza scuola-lavoro, le scuole tornino a decidere se fare l’Alternanza e per quante ore

NO al taglio di un anno del percorso scolastico

NO all’Invalsi come strumento di valutazione delle scuole, dei docenti e degli studenti;

SÌ all’immediata assunzione dei vincitori dell’ultimo concorso, degli abilitati e dei precari con tre anni di servizio su tutti i posti disponibili in organico di diritto e di fatto

SÌ al potenziamento degli organici docenti e ATA, le immissioni in ruolo su tutti i posti vacanti e il ripristino supplenze temporanee per docenti e ATA.

Infine, per ripristinare nelle scuole una accettabile democrazia sindacale, vogliamo il diritto di assemblea per tutti, e una scheda nazionale alle prossime elezioni RSU per misurare chi davvero è rappresentativo.

Manifestazioni si terranno in molte città italiane, a carattere regionale o provinciale; a PALERMO la manifestazione scuola si svolgerà alle 9.00 da piazza Croci.

Insieme a docenti ed ATA vi parteciperanno anche studenti medi e universitari, nonché lavoratori/trici di altre categorie in sciopero.

VITTORIA COBAS: il preside non può violare le delibere degli Organi Collegiali

Vittoria dei Cobas e delle scuole: il preside non può violare le delibere degli Organi Collegiali

Verso lo sciopero generale del 10 novembre

Pino Iaria, docente di matematica dell’I.I.S. Boselli di Torino e membro dell’Esecutivo Nazionale COBAS, in quest’anno scolastico era stato assegnato dal preside ad altra scuola, in violazione della continuità didattica e malgrado Collegio Docenti e Consiglio d’Istituto avessero indicato quale primo criterio di assegnazione proprio tale continuità. Insieme a Iaria anche altre/i docenti sono stati/e spostati dalle loro classi, esclusivamente a causa del loro contrasto con il preside. In particolare lo spostamento di Iaria era determinato da ragioni ritorsive stante l’attività sindacale del docente che ha denunciato più volte sia in Collegio che all’USR condotte non conformi ai doveri professionali da parte del preside (tramite una puntuale verifica dei progetti e delle spese dell’Alternanza scuola-lavoro), nonché le pressioni del dirigente per “ritoccare” verbali di scrutini, ricevendo una contestazione disciplinare, poi archiviata dopo le puntuali controdeduzioni. E a conferma di tale atteggiamento vessatorio, in data 18.5.2017 nel corso del Comitato di valutazione il preside si era rivolto al prof. Iaria affermando: io la sposterò di sede perchè lei è un elemento disturbatore. Tali motivi hanno portato Iaria a dimettersi da tutte le cariche (Consiglio di Istituto, Comitato di Valutazione, RSU).

Dopodiché, i COBAS e Pino Iaria hanno presentato un ricorso d’urgenza, ex art. 700 c.p.c.: e il Giudice del Lavoro di Torino ha accolto il ricorso, ordinando al dirigente di assegnare il prof. Iaria alle classi che aveva lo scorso anno, condannando peraltro il MIUR al pagamento delle spese processuali.

Il Giudice ha così motivato l’ordinanza: “Dal quadro normativo emerge con chiarezza che l’assegnazione dei docenti alle classi non è materia rimessa alle unilaterali determinazioni del dirigente scolastico posto che l’indicazione dei criteri è attribuita al Consiglio d’Istituto e che in ogni caso il dirigente scolastico deve agire nel rispetto delle competenze degli organi collegiali. Il primo e prioritario criterio di assegnazione adottato era quello della continuità didattica ed a tale criterio il dirigente era tenuto ad attenersi avendovi peraltro aderito“. Infine, prima di ordinare al MIUR di reintegrare il prof. Iaria nelle proprie classi  e condannare l’Amministrazione alle spese (che speriamo paghi il dirigente scolastico), così ha concluso il Giudice: “Neppure può sostenersi che la decisione adottata sia finalizzata a perseguire l’interesse superiore della scuola e tanto meno il principio costituzionale del buon andamento dell’amministrazione: le vibranti proteste degli allievi e dei genitori, riportate dagli organi di stampa, nonché il rifiuto delle classi 4° e 5° della sezione O a seguire le lezioni di matematica dimostrano inequivocabilmente come l’interesse superiore non sia stato soddisfatto“.

E’ dunque questa una sentenza “storica” in una fase in cui la scuola italiana è stravolta dalla legge 107 e dagli abusi di potere di tanti presidi, convinti di poter esercitare un ruolo padronale nelle loro scuole e premiati, pare, con un aumento contrattuale pari a dieci volte la misera elemosina che si prospetta per docenti ed ATA.

Grazie dunque a Pino Iaria, agli allievi/e e ai genitori del Boselli, all’avv. Alessio Ariotto, per la fermezza e perseveranza che hanno dimostrato nel tutelare gli studenti e chiarire a tanti presidi che la SCUOLA non è un’azienducola che produce merci di bassa qualità, “governabile” in maniera padronale da tanti piccoli Marchionne, ma un cruciale BENE COMUNE ove va garantito il massimo rispetto per chi la vive e frequenta quotidianamente e per i diversi organi che la compongono.

E tutto questo lo ricorderemo e lo porteremo in piazza in particolare il prossimo 10 novembre durante lo sciopero generale della scuola.

VERSO LO SCIOPERO DEL 10 novembre – ASSEMBLEA CITTADINA

mercoledì 25 ottobre 2017, ore 16.30

I.I.S.S. “”G. Damiani Almeyda – F. Crispi””

largo Mineo, 4 (ex piazza Campolo) Palermo

Assemblea lavoratori/trici della scuola e studenti/esse, in preparazione dello sciopero generale del 10 novembre 2017.

L’assemblea è promossa da Cobas Scuola Palermo, USB Scuola Palermo, Studenti Medi Palermo.

Qui trovate la piattaforma Cobas dello sciopero.

Siete invitati/e a partecipare all’assemblea e a promuovere lo sciopero.

SCUOLA IN CARCERE – I seminari del CESP

Pubblichiamo di seguito un resoconto sull’ultimo Seminario di aggiornamento/formazione realizzato dal CESP – Rete delle scuole ristrette a Genova.

Resoconti e informazioni sui più recenti Seminari e attività possono essere scaricati ai seguenti link:

 

CESP – Rete delle scuole ristrette

Seminario Nazionale di aggiornamento/formazione  13 ottobre 2017

Scuola in carcere: Nuovi linguaggi e Ricerca educativa-Teatro-Narrazione-Biblioteca

Sala teatro dell’Arca – Casa Circondariale Marassi di Genova

Con il seminario nazionale svoltosi presso la Casa Circondariale di Marassi-Genova, il 13 ottobre scorso, ancora una volta il CESP e la Rete delle scuole ristrette dimostrano che il percorso di ricerca intrapreso in questi anni dai docenti e dai dirigenti delle scuole in carcere costituitisi in rete, hanno individuato i giusti ambiti su cui basare un intervento che ha come obiettivo quello della ricostruzione del sé e della riprogettazione della propria esistenza da parte dei detenuti iscritti ai percorsi scolastici.

La giornata di formazione, intensa e partecipata (più di cento i docenti intervenuti da tutta Italia), si è aperta con due rilevanti novità: la presenza di uno studente “ristretto” dell’IIS “Sansi-Leonardi-Volta” di Spoleto-sezione carceraria, detenuto presso la Casa di reclusione di Maiano-Spoleto, che ha ottenuto un permesso premio dall’Ufficio di Sorveglianza di Spoleto di tre giorni per il debutto, presso il Teatro del penitenziario, de l’Angelo pettegolo di Aldo Nicolaj, che sancisce il riconoscimento del valore dell’impianto dei Laboratori interdisciplinari promossi nelle carceri dal CESP e dalla Rete delle scuole ristrette (alla mise en scène della Compagnia #SIneNOmine di Spoleto si è poi unita anche la performance di un attore detenuto della Compagnia Scatenati, interna alla Casa Circondariale di Marassi); il primo intervento di livello internazionale, con la presenza del direttore artistico della  Fundacja Jubilo, Diego Pileggi, che opera in Polonia con i detenuti del Penitenziario N.1 di Wroclaw, con il quale si è aperta  una sezione  di confronto e scambio con gli istituti penitenziari all’estero e  una proficua collaborazione a livello internazionale.

Ai saluti del Direttore della Casa Circondariale di Marassi, dott.ssa Maria Milano, che ha sottolineato l’importanza dei percorsi scolastici in ambiente detentivo, si sono succeduti quelli dei dirigenti delle scuole presenti nell’istituzione penitenziaria; della dottoressa Daniela Bonfirraro, dell’ufficio del Garante Nazionale dei diritti dei detenuti o delle persone private della libertà che, nel portare il saluto del Presidente Mauro Palma, ha rimarcato le criticità ancora presenti nell’esercizio del diritto allo studio in carcere e, richiamando la normativa ancora oggi in gran parte disattesa, ha con forza affermato che “occorre una consapevolezza e un impegno condiviso di tutte le istituzioni e le realtà territoriali al fine di garantire un’effettiva tutela del diritto all’istruzione negli Istituti penitenziari”; della dottoressa Donatella Caponetti – Dirigente dell’Ufficio II del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità – Affari Interistituzionali, che ha auspicato modularità e flessibilità nei percorsi di istruzione per i minori, in modo da garantire continuità scolastica a chi ha percorsi brevi di carcerazione e l’estensione dei Laboratori Teatrali anche negli istituti penali minorili. Molto apprezzati anche gli interventi del dottor Maurizio Plaia, delegato a presenziare i lavori dal Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, dottor Liberato Guerriero, che ha espresso vivo apprezzamento per l’iniziativa promossa, per la rilevanza dei temi trattati quali elementi portanti dell’offerta trattamentale; dei rappresentanti del Miur, dottor Roberto Pecennini, Dirigente Tecnico dell’USR Liguria e del dottor Loris Azhar Perotti, Dirigente dell’Ambito Territoriale di Genova, che hanno a loro volta rimarcato l’importanza dell’istruzione in carcere e la necessità di dare il giusto spazio, anche in termini di organici, ai percorsi scolastici negli istituti peniteniziari. Nel pomeriggio ha partecipato ai lavori in corso anche il Sottosegretario alla Giustizia, Onorevole Cosimo Maria Ferri, che si è lungamente intrattenuto con i partecipanti, scambiando opinioni e riflessioni sui temi del seminario anche con i detenuti, che hanno avuto l’opportunità di seguire i lavori per l’intera giornata, impegnandosi con i presenti a garantire l’agibilità interna ai penitenziari nei quali si dovrà realizzare l’Audio (video) libro su Lo cunto de li Cunti di G. B. Basile.

Dopo i saluti istituzionali si sono alternati tra loro tre momenti diversi e complementari del seminario:

le relazioni sul ruolo delle istituzioni e della ricerca educativa in carcere (con gli interventi del Garante regionale dei detenuti del Piemonte, Onorevole Bruno Mellano, delle docenti universitarie Elena Zizioli e Luisa Marquardt, dell’Università Roma TRE, del Magistrato di sorveglianza Stefano Grillo e del Comandante della Casa Circondariale ospitante, Massimo Di Bisceglie, che ha rappresentato nel suo intervento tutta la specificità e la complessità del ruolo della polizia penitenziaria, chiamata oggi a garantire la prevista “sorveglianza dinamica” in assenza di spazi e organici adeguati;

una tavola rotonda “Teatro e Carcere”, alla quale hanno partecipato il Direttore artistico Diego Pileggi, della Fundacia Jubilo, operante nel Penitenziario 1 di Wroclaw-PL e i Direttori artistici che seguiranno i lavori dell’Audio (video) libro sui racconti del Pentamerone (Antonello Antonante, Sandro Baldacci, Giorgio Flamini, Lello Serao);

i gruppi di lavoro sui Laboratori interdisciplinari Teatro-Narrazione-Biblioteca sui quali si è strutturato il lavoro pomeridiano.

Nei gruppi di lavoro si sono definite le modalità e i termini della realizzazione del progetto sull’Audio (video) libro sul Pentamerone e nel laboratorio è stato presentato il video racconto Ninnillo e nennella del Pentamerone, realizzato in napoletano e italiano dalla Compagnia #SIneNOmine, come primo prodotto sottoposto all’analisi del coordinamento nazionale dei Direttori artistici coinvolti, presenti sui vari territori regionali. Il progetto, peraltro, pur nella complessità della sua organizzazione, ha continuato a ricevere richieste di adesione anche durante i lavori del seminario, non solo dalle istituzioni scolastiche, ma anche da parte del volontariato operante in carcere (come il gruppo di volontari presenti al convegno, che opera all’interno delle carceri alessandrine); una ricognizione sulla reale operatività e presenza delle Biblioteche in carcere, attraverso il coinvolgimento diretto dei docenti, con l’opportunità di diffondere corsi base di biblioteconomia per operatori bibliotecari in carcere (come quello al secondo anno di svolgimento presso la casa Circondariale di Rebibbia); l’utilizzazione della narrazione quale stimolo dei processi trasformativi.

Nel corso degli aggiornamenti sullo stato dell’attuazione del Protocollo d’intesa tra il MIUR e il Ministero della Giustizia da parte del CESP e della Rete delle scuole ristrette, si è data anche notizia della formazione del primo dei “Poli interistituzionali come centri di innovazione e monitoraggio delle azioni programmate a livello nazionale” previsti dall’art 2, lettera n del Protocollo, con sede presso la Casa di Reclusione di Maiano-Spoleto, il cui relativo Accordo sarà firmato il 7 novembre prossimo, presso la Sala del Comune di Spoleto, alla presenza delle istituzioni già convocatesi precedentemente in via preliminare. A tale proposito, e vista la presenza del PRAP Piemonte-Liguria-Valle D’Aosta, del Garante Regionale del Piemonte e di una significativa presenza di docenti e dirigenti della regione, si è ipotizzata la realizzazione di un secondo Polo interistituzionale nella regione Piemonte.

Numerose sono state, inoltre, le richieste di approfondire i temi trattati nel seminario di Genova, sui singoli territori, prima dello svolgimento del secondo appuntamento formativo, proprio per rendere il teatro e la narrazione, elementi organici degli interventi didattici.

Durante i lavori è stata avanzata anche la proposta di svolgere il secondo appuntamento di formazione/aggiornamento, già programmato per marzo, presso la Casa Circondariale di Secondigliano (NA), per il valore simbolico rappresentato da un’azione progettuale, come quella della costruzione di un Audio (video) libro su Lo cunto de li cunti, proprio in un territorio che conosce forme di estrema emarginazione giovanile a rischio di criminalità.

FORMAZIONE RSU


Alle RSU/RLS

delle Istituzioni scolastiche

della provincia di Palermo

Questa Associazione Sindacale organizza, ai sensi della normativa vigente, un

Convegno sindacale formazione RSU e RLS

mercoledì 25 ottobre 2017, ore 10.0014.00

sede PROVINCIALE COBAS – piazza Unità d’Italia, 11 – Palermo

sui seguenti argomenti:

– CONTRATTAZIONE D’ISTITUTO a.s. 2017/2018

– TUTELA DEL PERSONALE DOCENTE E ATA: iniziative e ricorsi

– ELEZIONI R.S.U. 2018

– RINNOVO CCNL: retribuzioni e adeguamento alla “Buona Scuola”

– LEGGE DI STABILITÀ e SCIOPERO GENERALE DEL 10 NOVEMBRE


Il contingente dei permessi di spettanza RSU/RLS è da loro gestito autonomamente nel rispetto del tetto massimo attribuito:

  • RSU: fruiscono nei luoghi di lavoro di permessi sindacali per l’espletamento del loro mandato, per presenziare a convegni e congressi di natura sindacale e ogni altra attività sindacale di carattere extra-aziendale (art. 10 comma 3 Ccnq 7/8/98 e Cass. 7087/86);
  • RLS: utilizzano permessi pari a 40 ore annue anche per la formazione (art. 73 Ccnl 2007).

I permessi, giornalieri ed orari, sono retribuiti e sono equiparati a tutti gli effetti al servizio prestato, e possono essere cumulati per periodi anche frazionati. Per garantire la funzionalità dell’attività lavorativa bisogna preavvisare il dirigente della fruizione del permesso sindacale, secondo le modalità concordate in sede decentrata, in genere 24/48 ore prima.

La giurisprudenza, vista anche l’esiguità dei permessi che non permette di individuare un interesse del datore di lavoro, ha negato la possibilità di sindacarne l’uso o di subordinarne la fruizione alle esigenze aziendali (Cass. 4839/92, 8032/96, 9765/96, 11573/97).


(facsimile Permesso RSU o RLS)

Al/la Dirigente scolastico/a del ________________________________

Sede

Oggetto: permesso RSU o RLS – Convegno sindacale di formazione 25 ottobre 2017

Il/la sottoscritto/a ______________________________________________________, in qualità di RSU o RLS di questa Istituzione scolastica comunica che, ai sensi della normativa vigente (CCNQ 7 agosto 1998, per RSU; art. 73 comma 2 lett. g del CCNL 2007, per RLS), fruirà in data 25/10/2017, per n° ___ ore dalle ______ alle ______ (comprese quelle necessarie a raggiungere la sede di svolgimento), di un permesso retribuito al fine di partecipare al convegno in oggetto.

data ……/……/………………. Il/La Rappresentante RSU o RLS

SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA

Il 10 novembre sciopero generale della Scuola contro la politica scolastica del governo e lo strapotere dei presidi, fonte di continui soprusi nei confronti di docenti ed ATA

Durante lo scorso anno scolastico, pur lottando con forza e continuità, non siamo riusciti ad impedire che gli otto decreti attuativi della legge 107, varati dal governo Gentiloni per chiudere nella gabbia della “cattiva scuola” docenti, ATA e studenti, venissero approvati dal Parlamento e aggravassero ulteriormente i disastri della legge. A partire dai superpoteri dei presidi – che disgregano il tessuto unitario e collaborativo nelle scuole con soprusi continui nei confronti dei docenti ed ATA che non si piegano alle sciagurate logiche aziendalistiche – al dilagare di una grottesca ”Alternanza scuola-lavoro”, forma sfacciata di apprendistato gratuito e inutile; dalla centralità data agli assurdi quiz Invalsi al famigerato “bonus” per gli insegnanti più “collaborativi”; dalla chiamata diretta dei docenti da parte dei presidi (in estate naufragata ma già riproposta pervicacemente) alla minaccia della riduzione di un anno di scolarità: tutti gli effetti nefasti della politica scolastica governativa sono oramai squadernati in forma eclatante. Il tutto condito da un aumento esponenziale della conflittualità tra docenti, con una sorta di “aristocrazia docente” che, senza alcun merito, riceve significative integrazioni salariali attraverso “bonus”, FIS e altri corrompenti dispositivi, e la maggioranza dei docenti (ed ATA) che nell’ultimo decennio ha perso circa il 20% del salario e deve tirare avanti con stipendi intorno alla metà della media europea.

Per contrastare e invertire tale immiserimento materiale e culturale, nel quadro dello sciopero generale in tutti i comparti pubblici e privati indetto dai COBAS, dall’Usb e dalla Cib Unicobas, abbiamo convocato per il 10 novembre lo sciopero generale della scuola.

Vogliamo aumenti salariali per recuperare almeno quanto perso da docenti ed ATA nell’ultimo decennio con adeguati investimenti nella Legge di Stabilità ed eliminando il “bonus premiale” usandone i soldi per gli aumenti;

diciamo No all’inserimento nel contratto dei distruttivi contenuti della legge 107;

vogliamo l’eliminazione della “chiamata diretta”, una drastica limitazione dei poteri dei presidi, che ponga fine alla gestione padronale, autoritaria e illegale delle scuole e del personale.

Diciamo NO all’obbligo esorbitante di 400/200 ore di Alternanza scuola-lavoro, le scuole tornino a decidere se fare l’Alternanza e per quante ore;

NO al taglio di un anno del percorso scolastico, né nel Liceo, né nella Media, né nella Primaria;

NO all’Invalsi come strumento di valutazione delle scuole, dei docenti e degli studenti.

Per quel che riguarda poi la marea di precari/e non ancora stabilizzati/e, SÌ all’immediata assunzione dei vincitori dell’ultimo concorso, degli abilitati e dei precari con tre anni di servizio su tutti i posti disponibili in organico di diritto e di fatto; e per gli ATA,  al potenziamento degli organici, le immissioni in ruolo su tutti i posti vacanti e il ripristino supplenze temporanee (anche per i docenti).

Infine, per stabilire nelle scuole una accettabile democrazia sindacale, vogliamo il diritto di assemblea per tutti, e una scheda nazionale alle prossime elezioni RSU per misurare chi davvero rappresenta lavoratori e lavoratrici.

Nei prossimi giorni comunicheremo le modalità, i tempi e i luoghi delle manifestazioni che si terranno in tutta Italia il 10 novembre.

NON BISOGNA RECUPERARE I GIORNI DI SOSPENSIONE DELL’ATTIVITÀ DIDATTICA

Ai Dirigenti Scolastici

delle Istituzioni Scolastiche della Sicilia

OGGETTO: Chiarimenti sull’art. 4 del D.A. n. 6378 del 22.08.2017 relativo al recupero dei giorni di sospensione didattica deliberati dalle istituzioni scolastiche

L’inizio del nuovo anno scolastico ha visto l’affermarsi tra un numero consistente di Dirigenti Scolastici della nostra Regione di un’interpretazione che riteniamo errata dell’art. 4 in oggetto laddove recita: “prevedendo, ai fini della compensazione delle attività non effettuate, modalità e tempi di recupero in altri periodi dell’anno stesso”.

Già lo scorso anno scolastico, a fronte di un’identica formulazione del citato art. 4, abbiamo avuto notizia di Dirigenti Scolastici che hanno escogitato i più fantasiosi modi per far recuperare ai docenti i giorni di sospensione didattica deliberati dal Consiglio d’Istituto “ai fini della compensazione delle attività non effettuate”.

Invano lo scorso anno scolastico la nostra O.S. ha chiesto formalmente all’Assessore Regionale all’Istruzione che facesse chiarezza sull’argomento, e purtroppo il decreto assessoriale sul calendario scolastico per l’a.s. 2017/2018 ricalca pari pari quello dell’anno precedente.

Stante così le cose, non possiamo far altro che confermare quanto abbiamo scritto lo scorso anno scolastico in proposito.

Nel citato art. 4 è espressamente indicato che “nell’ambito del calendario i Consigli di Circolo e di Istituto, in relazione alle esigenze derivanti dal Piano dell’Offerta Formativa, determinano, con criteri di flessibilità, gli adattamenti del calendario scolastico”. Tali “adattamenti vanno stabiliti nel rispetto dell’art. 74, 3° comma del D.Leg.vo 297 del 1994, relativo allo svolgimento di almeno 200 giorni di lezione”.

È quindi del tutto evidente che laddove i predetti adattamenti garantiscano lo svolgimento di almeno 200 giorni di lezioni gli stessi sono del tutto legittimi e gli eventuali giorni di sospensione delle attività didattiche, deliberati dagli OO.CC., non devono quindi essere recuperati.

Qualsiasi richiesta dei DS ai docenti di effettuare ore di lavoro per recuperare eventuali sospensioni di attività didattiche deliberate dal Consiglio di Istituto, sono evidentemente illegittime, a patto che siano garantiti agli alunni i 200 giorni minimi di lezione. Tali richieste, se concretizzate, rappresenterebbero l’imposizione di un lavoro straordinario che, in quanto tale, sarebbe facoltativo e da remunerare a parte.

Siamo pronti a sostenere eventuali contenziosi da parte dei lavoratori della scuola che si dovessero trovare a fronteggiare illegittime richieste da parte dei DS.