ASSEMBLEA venerdì 3.12.2021 – LA SCUOLA SI MOBILITA

ASSEMBLEA TELEMATICA DEL PERSONALE DOCENTE E ATA DELLA SCUOLA

APERTA A GENITORI ED ALUNNI/E 

VENERDÌ 3 DICEMBRE 2021 ore 16.00 – 19.00 

LA SCUOLA SI MOBILITA 

Odg: 

  1. Le politiche socio-economiche del governo Draghi contenute nella Legge di Bilancio 2022, nel PNRR e nel DDL concorrenza. 4 dicembre 2021: No Draghi day. 
  2. Legge di bilancio per la scuola: fondi per i contratti, “merito”, organico Covid e precariato. 
  3. Sicurezza, green pass rinforzato, mancati interventi governativi su classi pollaio, aumento organici, trasporto alunni pendolari. 10 dicembre 2021: sciopero della scuola. 
  4. Ruolo e rinnovo delle RSU nella scuola. 

Per partecipare all’assemblea telematica occorre connettersi a questo 

link https://global.gotomeeting.com/join/516389197

Se richiesto, inserire il codice d’accesso 516-389-197 

10 DICEMBRE SCIOPERO SCUOLA

Come i governi precedenti, anche l’esecutivo Draghi, nonostante l’enorme disponibilità di fondi europei, prosegue, con il PNRR e la legge di bilancio, nell’attacco al diritto all’istruzione e ai lavoratori/trici della scuola, visto che i provvedimenti sono caratterizzati da:

1) proposte salariali per il rinnovo del contratto (scaduto nel 2018) ridicole e offensive, come nel caso del premio per la “dedizione al lavoro”, che ricorda le campagne del ventennio;

2) nessuna stabilizzazione del personale precario, docenti e ATA;

3) nessun investimento nell’edilizia scolastica, con conseguenti problemi per la sicurezza, cresciuti ulteriormente con la pandemia;

4) nessuna riduzione strutturale del numero degli alunni/e per classe;

5) nessuno stop ai progetti di Autonomia differenziata con i quali si vuole regionalizzare l’istruzione, che anzi vengono di nuovo allegati alla Legge di bilancio.

In questo contesto, a fronte di una stragrande maggioranza di lavoratori/trici (intorno al 95%) che ha scelto di vaccinarsi, il governo, per nascondere incapacità e inefficienza, nonostante nelle scuole si stia lavorando regolarmente, impone la vaccinazione obbligatoria, che non tutela la sicurezza sul luogo del lavoro e di cui non si comprendono le motivazioni scientifiche. Determinando, così, una situazione paradossale per cui nelle aule sarà comunque presente una maggioranza di persone, gli alunni/e, non vaccinati, né controllati (per questi ultimi, sia chiaro, non si chiede la vaccinazione obbligatoria, che violerebbe il diritto all’istruzione). Al tempo stesso, riteniamo la campagna di vaccinazione e la sospensione dei brevetti strumenti indispensabili, anche se non unici, per combattere la pandemia.

Chiediamo:

– Stipendi europei, con il recupero del 20% circa del potere d’ acquisto perso negli ultimi decenni, senza alcuna differenziazione in base al presunto “merito” o “dedizione al lavoro”;

– Un piano straordinario di assunzioni, a partire dai “precari”, docenti (3 anni di lavoro) e ATA (2 anni);

– Conferma e stabilizzazione dell’organico Covid docente e ATA;

– 20 alunni per classe, da ridurre a 15 con studenti diversamente abili;

– Formazione e aggiornamento in orario di servizio;

– Centralità della scuola nel PNRR, innanzitutto attraverso un piano straordinario per l’edilizia scolastica e la sicurezza;

– Ritiro di qualsiasi progetto sull’Autonomia differenziata;

– Ritiro dell’obbligo vaccinale.

Esecutivo Nazionale COBAS Scuola

NO ALL’OBBLIGO VACCINALE NELLA SCUOLA

NO all’obbligo vaccinale nella scuola – Sì alla campagna di vaccinazione

Dal 15 dicembre 2021, l’obbligo vaccinale si applica anche alle seguenti categorie di personale: a) al personale scolastico del sistema nazionale di istruzione, delle scuole non paritarie, dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri provinciali per l’istruzione degli adulti, dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale, dei sistemi regionali che realizzano i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore”, così il CdM dello scorso 24 novembre. 

La stragrande maggioranza di lavoratori della scuola (intorno al 95%) è già vaccinata, ma il governo, per nascondere incapacità e inefficienza, nonostante nelle scuole si stia lavorando regolarmente, impone la vaccinazione obbligatoria. Una vessazione di cui non si comprendono le ragioni scientifico-sanitarie, poiché le aule continueranno a essere frequentate da una maggioranza (gli alunni) non vaccinata e, quindi, per evitare la diffusione della pandemia continuerà a essere determinante il rispetto delle regole (mascherine, uso del gel, ecc.), come ha fatto, dall’inizio dell’anno, tutto il personale, vaccinato e non. 

Questi ultimi, in particolare, per lavorare si sono sottoposti, a loro spese, ogni 48 ore a una verifica dello stato di salute mediante un tampone. 

È quindi evidente che questo provvedimento serve solo a nascondere lo stato disastroso della scuola pubblica ulteriormente accentuato dalle politiche del governo Draghi. Infatti, all’apertura di questo nuovo anno scolastico ci siamo ritrovati nelle stesse pessime condizioni precedenti:

– personale docente e ATA in numero insufficiente

– presenza diffusa delle classi pollaio

– nessun intervento significativo sull’edilizia scolastica

– mancato rispetto della distanza di un metro fra gli alunni, grazie alla possibilità di deroga quando le classi sono numerose e/o le aule piccole

– trasporti in condizioni disastrose

L’obbligo vaccinale non servirà certo a modificare tutto questo, mentre, di fatto, viene rimesso in discussione il delicato equilibrio che deve essere garantito tra i diversi diritti costituzionali: all’istruzione, che non può che essere in presenza e “aperta a tutti” (art. 34 Cost.); alla salute, “come fondamentale diritto dell’individuo”, ma anche come “interesse della collettività” (art. 32); al lavoro e ad una retribuzione che garantisca libertà e dignità (artt. 4 e 36); alla libertà personale (art. 13). 

All’interno di un clima generale che punta sempre più sulla repressione per risolvere i problemi sociali, come è già avvenuto con le pesantissime limitazioni del diritto di manifestare. 

Poiché i Cobas Scuola hanno sin dall’inizio sostenuto che la vaccinazione, nella situazione determinata da decenni di tagli alla sanità, sia uno strumento fondamentale, anche se non l’unico, per combattere la pandemia, ma al contempo hanno ribadito il carattere volontario di tale scelta, chiedono che il CdM revochi immediatamente l’obbligo vaccinale, garantendo una prosecuzione serena della vita scolastica per lavoratori e studenti.

Esecutivo Nazionale COBAS Scuola

UNA LEGGE DI BILANCIO OFFENSIVA PER IL MONDO DELLA SCUOLA

La legge di bilancio per il 2022 dedica alcuni articoli alla scuola che analizziamo nel documento in pdf che può essere letto/scaricato.

LEGGE DI SBILANCIO 2022

L’ennesimo attacco alle condizioni di vita dei settori sociali più deboli assieme ad un ulteriore stanziamento di risorse verso il mondo delle grandi imprese e della rendita

Il 28 ottobre 2021, il Consiglio dei Ministri (CdM) ha approvato disegno di legge recante il Bilancio di previsione dello Stato per il 2022 e il bilancio per il triennio 2022-2024. Il 10 novembre 2021, la presidenza del Consiglio ha pubblicato una nuovo testodi detto ddl, senza farla approvare in CdM. La nuova bozza modifica alcune parti del testo precedente e lo integra di 34 nuovi articoli.

Il ddl deve passare all’esame del Senato (dal 16 novembre) e della Camera dove ci sarà l’approvazione finale. Tutto ciò sarà successivo all’approvazione del Decreto fiscale collegato alla manovra. La scadenza per effettuare questi passaggi è il 31 dicembre 2021 in quanto il testo dovrà entrare in vigore dal 1 gennaio 2022.

Il ritardo del passaggio alle Camere (inizialmente previsto per il 2 novembre) imporrà tempi serrati alla discussione parlamentare facilitandone l’approvazione con poche modifiche.

Secondo il governo, la legge di Bilancio 2022, articolata in diversi interventi, punta a rafforzare il tessuto economico e sociale, sostenendo la crescita e la competitività dell’economia italiana.

In realtà siamo di fronte alla solita sequela di provvedimenti sparpagliata in tutti i settori (editoria, cultura, turismo, imprese, ricerca, energia…), distribuendo a chi più già possiede e trascurando i bisogni delle asce più povere.

Di seguito svariati contenuti della legge di bilancio con i nostri commenti.

Leggi/scarica tutto il documento in pdf

SANITÀ E ISTRUZIONE: UN’APORIA “TECNICA”

Lo scorso 6 novembre il Ministero della Salute insieme al Ministero dell’Istruzione hanno diramato una Nota tecnica relativa alle “Indicazioni per l’individuazione e la gestione dei contatti di casi di infezione da SARS-CoV-2 in ambito scolastico”.

Tale documento, sebbene indirizzato alle autorità sanitarie locali, dà indicazioni operative alle istituzioni scolastiche, con una serie di incongruenze evidenti tra il testo della Nota prot. n. 1218 e quello dell’allegato.

Queste incongruenze rischiano di indurre i Ds ad interpretazioni errate, nonostante nella Nota si affermi che “Fino all’intervento dell’autorità sanitaria, nell’immediatezza della conoscenza del caso positivo, l’Istituto scolastico attiva la seguente procedura già definita e standardizzata, che non comporta alcuna valutazione discrezionale di carattere sanitario, prevedendo che i Ds possano esclusivamente informare il Dipartimento di Prevenzione del caso positivo e dei “contatti scolastici” individuati e sospendere temporaneamente le attività didattiche in presenza per i “contatti scolastici” (a cui deve trasmettere le indicazioni standardizzate predisposte).

Di particolare delicatezza è la questione dell’individuazione dei “contatti scolastici”, che nella Nota vengono così definiti: 

– i bambini appartenenti alla stessa sezione/gruppo del caso positivo per i servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia, 

– i compagni di classe del caso positivo (per la scuola primaria e secondaria),

– il personale scolastico (educatori/operatori/insegnanti) che ha svolto attività in presenza per almeno 4 ore nello stesso ambiente del caso positivo“.

Con la precisazione che “Sono comunque presi in considerazione i contatti intervenuti nelle 48 ore prima dell’insorgenza dei sintomi del caso oppure nelle 48 ore antecedenti la data dell’esecuzione del test risultato positivo (se il caso è asintomatico)”.

Nelle indicazioni operative allegate alla Nota, di competenza del DdP, il criterio di individuazione di “contatto scolastico” assume un carattere di tipo “orientativo, non esaustivo e non vincolante” che può aprire la maglia a scelte discrezionali da parte dei Ds, i quali – in qualche caso – si sono sentiti investiti da compiti di tipo sanitario senza disporre delle relative competenze specifiche.

Ma, fatto ancora più grave, le stesse Indicazioni Operative introducono discriminazioni fra i “contatti scolastici” prescrivendo un diverso trattamento tra personale e studenti vaccinati e non vaccinati:

  1. nel caso del Sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni, prevedendo una diversa durata della quarantena per il personale (7 o 10 giorni);
  2. nella scuola primaria e secondaria, in caso di 2 contagi nella stessa classe, prevedendo per i vaccinati la sorveglianza con testing mentre per i non vaccinati una quarantena di 10 giorni, anche se negativi allo stesso test (T0).

Il diverso trattamento previsto nel primo caso era già stato introdotto dalla Circ. del Min. Salute prot. n. 36254/2021 e tale differenziazione pareva motivata dalle considerazioni scientifiche del momento che presumevano un periodo di trasmissione del virus lievemente minore nei vaccinati.

Le nuove indicazioni invece differenziano i protocolli in presenza di test diagnostici con il medesimo risultato, apparentemente senza riferimento alle attuali conoscenze scientifiche, per cui un test negativo può avere valenze diverse. 

Tali disposizioni privano gli alunni non vaccinati (e negativi) del diritto di seguire le lezioni in presenza, tolgono ai docenti il diritto a insegnare in modo efficace e agli alunni delle loro classi il diritto allo studio, ma soprattutto ledono il diritto alla privacy perché il trattamento differenziato rivela – di fatto – lo stato vaccinale di docenti ed alunni all’intera comunità scolastica.

A questo proposito ricordiamo che le disposizioni dettate dal Garante della privacy (provvedimento n. 306 del 31.8.2021), a proposito del controllo del green pass per il personale scolastico, hanno escluso che attraverso la piattaforma predisposta dal Ministero si possa venire a conoscenza dello stato vaccinale del personale stesso.

E – a maggior ragione – questo principio di riservatezza è stato raccomandato dal Garante per gli alunni e infatti il Ministero dell’Istruzione lo ha ribadito con la Nota n. 1072 del 29.9.2021: “In tale contesto, quindi, è esclusa la legittimità di ogni iniziativa comunque finalizzata all’acquisizione di informazioni relative allo stato vaccinale degli studenti delle Istituzioni scolastiche e delle loro famiglie e ciascun Ufficio scolastico regionale adotterà le opportune iniziative dirette ad evitare l’utilizzo di pratiche non conformi al dettato normativo da parte del predetto personale scolastico, anche al fine di prevenire eventuali effetti discriminatori per coloro che non possono o non intendano sottoporsi alla vaccinazione, con evidenti conseguenze sul piano educativo e sulla vita di relazione”.

Le nuove indicazioni quindi, senza nessuna evidenza scientifica, introducono trattamenti differenziati pesantemente discriminatori e che non appaiono certamente all’altezza del compito che si propongono, ovvero garantire la sicurezza a scuola.

Per evitare discriminazione tra il personale (diritto al lavoro) e soprattutto tra alunni/e (diritto allo studio) e per garantire maggiore sicurezza sarebbe stato più utile prevedere, oltre alle consuete misure di prevenzione (mascherine, igiene e distanziamento fisico), screening periodici per tutta la popolazione scolastica, spazi adeguati, classi non affollate e un’efficace areazione dei locali.

* * *

Alla luce di quanto sopra esposto, abbiamo segnalato al Garante della privacy l’evidente violazione della riservatezza dei dati personali degli alunni e del personale scolastico interessato, chiedendo un urgente intervento che ne garantisca la tutela.

Seminari di formazione CESP

Dopo il successo dello scorso anno, ricomincia la 1° serie dei *Seminari di formazione del CESP.
La 2° serie riprenderà a gennaio 2022.
*La partecipazione è gratuita e aperta a tutti, ATA e docenti, precari e non.
* Per iscriversi occorre compilare il seguente modulo:
https://forms.gle/Et48qzs4NcHaUsjQ7
*ATTENZIONE:*
I seminari sono on line, ma *per una partecipazione più efficace, È CONSIGLIATA LA PARTECIPAZIONE DI PERSONA*

A Palermo i seminari potranno essere seguiti presso la sede di piazza Unità d’Italia 11 dalle ore 17,30 dei giorni di seguito indicati (è opportuno segnalare la partecipazione in sede inviando una mail a cobasscuolapa@gmail.com o chiamando lo 091349192):

ME 10 novembre – SOSTEGNO: tra “nuovo” PEI e uso come tappabuchi

ME 17 novembre – LE RIUNIONI COLLEGIALI: gestione di collegi e consigli, diritti e doveri

GI 25 novembre – DIRITTI E DOVERI DI ATA E DOCENTI: organizzazione del lavoro e responsabilità connesse

ME 1° dicembre – LA VALUTAZIONE: aspetti generali (PER TUTTI) e nuova scheda (PRIMARIA)

GI 9 dicembre – COME INSEGNARE: consigli per docenti giovani di spirito e di età

VE 18 dicembre – SCATTI & CARRIERA (ATA e DOCENTI): azioni legali per recuperare tutto quello che non ti è stato riconosciuto

STIPENDI PRECARI diffida e messa in mora

Da mesi i precari della scuola non ricevono lo stipendio

Nulla di nuovo, purtroppo!

LO STIPENDIO DEI PRECARI È UN DIRITTO NON UN OPTIONAL

CONSULENZA LEGALE PER DIFFIDA E MESSA IN MORA IN CASO DI MANCATO PAGAMENTO

“Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa” (articolo 36 della Costituzione).

Il diritto ad una adeguata retribuzione è dunque garantito dalla Costituzione indipendentemente dalla tipologia di contratto.

Il Ministero dell’Istruzione è in ritardo di mesi col pagamento degli stipendi dei dipendenti a tempo determinato, docenti e ATA della seconda e terza fascia che permettono, in molti casi dall’inizio dell’anno scolastico, il regolare svolgimento dell’attività didattica.

Da maggio il Ministero continua a rimandare, in maniera illegittima, l’ordine per effettuare i pagamenti ai lavoratori precari della scuola e molti di loro continuano a non ricevere gli stipendi per i mesi di lavoro effettuati, trovandosi in una situazione di difficoltà economica illegale e lesiva dei loro diritti di lavoratori.

I COBAS della Scuola mettono a disposizione dei precari iscritti che si trovano in attesa di stipendio una consulenza legale per presentare diffida e messa in mora.

Il personale interessato dovrà trasmettere la diffida, consegnandola al protocollo oppure inviandola con posta elettronica certificata PEC, o spedendola con raccomandata A/R alla Ragioneria territoriale della propria provincia e presso la scuola attuale sede di servizio.

Allo scadere degli otto giorni di tempo, entro cui l’amministrazione dovrà liquidare le somme non percepite, in caso di esito negativo, sarà possibile adire alle vie legali per il recupero forzoso delle somme non corrisposte.

Per informazioni, appuntamenti e contatti chiamare 091 349192

COBAS SCUOLA PALERMO

COBAS SCUOLA CATANIA

COBAS SCUOLA SIRACUSA

CONTINUA LA MOBILITAZIONE dopo lo sciopero dell’11.10

Domenica 24 ottobre si è tenuta a Roma l’assemblea nazionale del sindacalismo di base e conflittuale che ha condiviso la valutazione positiva dello sciopero generale indetto unitariamente lo scorso 11 ottobre. L’assemblea ha espresso una forte soddisfazione per l’esito della mobilitazione unitaria che ha prodotto iniziative e manifestazioni in moltissime città, ha coinvolto un gran numero di settori e categorie, è riuscita ad aggregare altre forze e movimenti in una giornata di lotta sui temi del lavoro ed ha fermato la circolazione delle merci in alcuni gangli vitali del paese. Per un giorno il paese ha dovuto prendere atto che c’è una parte del mondo del lavoro che non è disposta a chinare la testa di fronte ai piani del governo Draghi ed è pronta a dare battaglia.
L’assemblea ha espresso la volontà unanime di dare continuità al percorso unitario, anche tenendo conto di una valutazione di merito del contesto che stiamo vivendo, proponendo una forma stabile di consultazione tra tutte le organizzazioni del sindacalismo di base, che sarà definita in seguito in modo più dettagliato.
Già il prossimo 30 ottobre saremo di nuovo in piazza a Roma contro il G20 in uno spezzone unitario con la consapevolezza che i temi dell’ambiente e del clima sono parte integrante della nostra comune piattaforma di lotta per i diritti del mondo del lavoro.
L’assemblea ha espresso una particolare attenzione verso l’attacco alle libertà democratiche che si sta manifestando sotto diverse forme, dalle ripetute azioni repressive contro attivisti e sindacalisti all’utilizzo di agenti privati contro i lavoratori in sciopero, dai divieti al diritto di manifestare fino ai nuovi attacchi al diritto di sciopero, esprimendo la necessità di costruire una risposta unitaria e la più ampia mobilitazione contro questo clima fortemente repressivo.  Un clima nel quale i progetti di ulteriore limitazione degli spazi di rappresentanza ed agibilità sindacale tesi ad instaurare il monopolio concertativo di cgil,cisl e uil, procedono speditamente e contro i quali intensificheremo la mobilitazione. Il nostro percorso ha al centro la lotta alle politiche del governo Draghi e la piattaforma che abbiamo condiviso nello sciopero generale dell’11 ottobre. Al centro ci sono la lotta per il salario e per il reddito, la difesa delle pensioni, il contrasto all’aumento dei prezzi e delle tariffe, contro i licenziamenti e per la tutela della sicurezza sui posti di lavoro. L’assemblea ha inoltre espresso la necessità di contrastare i rinnovati propositi del governo di introdurre ulteriori provvedimenti che vanno nella direzione dell’autonomia differenziata tra le regioni.
L’assemblea ha infine espresso la necessità di mettere in cantiere l’organizzazione di ulteriori iniziative unitarie, tanto locali quanto nazionali, compresa la promozione di nuove iniziative di sciopero tanto di categoria come nazionali, sottolineando la necessità di estendere il più possibile la mobilitazione di tutti i lavoratori e le lavoratrici dando impulso alla necessaria solidarietà fra lavoratori e settori popolari colpiti dalle politiche padronali e governative.

CI FACCIAMO SOSPENDERE PER IL DIRITTO AL LAVORO diretta Facebook lunedì 18.10 ore 17.00

NOI CI FACCIAMO SOSPENDERE PER IL DIRITTO AL LAVORO

NO AL GREEN PASS A SCUOLA

Sì ALLA VACCINAZIONE VOLONTARIA

Lunedì 18 ottobre sarà il 5° giorno di sospensione per 4 componenti l’Esecutivo Nazionale dei Cobas Scuola. Il giorno dopo sarà avviato il ricorso.

I Cobas Scuola intendono, attraverso loro, fare ricorso al Giudice del lavoro e sollevare la questione di costituzionalità del cosiddetto Green Pass, con particolare riferimento alla sanzione della sospensione del rapporto di lavoro e dello stipendio dopo 5 giorni di assenza “ingiustificata”, che viola pesantemente il diritto costituzionale al lavoro e alla retribuzione, previsti dagli artt. 4 e 36 della Costituzione.

NOI CI FACCIAMO SOSPENDERE PER IL DIRITTO AL LAVORO

diretta Facebook https://www.facebook.com/events/575424733683334

Sarà presente l’avv. Giuseppe Nobile dell’Ufficio Legale Nazionale dei COBAS Scuola