FORMAZIONE RSU e RLS mercoledì 1 marzo 2017

Alle RSU/RLS

delle Istituzioni scolastiche

della provincia di Palermo

Questa Associazione Sindacale organizza, ai sensi della normativa vigente, un

Convegno sindacale formazione RSU e RLS

mercoledì 1 marzo 2017, ore 10.0013.00

sede PROVINCIALE COBAS – piazza Unità d’Italia, 11 – Palermo

sui seguenti argomenti:

– BILANCIO SULLA CONTRATTAZIONE D’ISTITUTO a.s. 2016/2017

– RUOLO DELLE RSU SU ORGANICI E NUOVA MOBILITÀ

– DELEGHE DELLA “Buona Scuola” E SCIOPERO DEL 17 MARZO

– TUTELA DEL PERSONALE DOCENTE E ATA: iniziative e ricorsi

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Il contingente dei permessi di spettanza RSU/RLS è da loro gestito autonomamente nel rispetto del tetto massimo attribuito:

  • RSU: fruiscono nei luoghi di lavoro di permessi sindacali per l’espletamento del loro mandato, per presenziare a convegni e congressi di natura sindacale e ogni altra attività sindacale di carattere extra-aziendale (art. 10 comma 3 Ccnq 7/8/98 e Cass. 7087/86);
  • RLS: utilizzano permessi pari a 40 ore annue anche per la formazione (art. 73 Ccnl 2007).

I permessi, giornalieri ed orari, sono retribuiti e sono equiparati a tutti gli effetti al servizio prestato, e possono essere cumulati per periodi anche frazionati. Per garantire la funzionalità dell’attività lavorativa bisogna preavvisare il dirigente della fruizione del permesso sindacale, secondo le modalità concordate in sede decentrata, in genere 24/48 ore prima.

La giurisprudenza, vista anche l’esiguità dei permessi che non permette di individuare un interesse del datore di lavoro, ha negato la possibilità di sindacarne l’uso o di subordinarne la fruizione alle esigenze aziendali (Cass. 4839/92, 8032/96, 9765/96, 11573/97).
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(facsimile Permesso RSU o RLS)

Al/la Dirigente scolastico/a del ________________________________

Sede

Oggetto: permesso RSU o RLS – Convegno sindacale di formazione 1 marzo 2017

Il/la sottoscritto/a ______________________________________________________, in qualità di RSU o RLS di questa Istituzione scolastica comunica che, ai sensi della normativa vigente (CCNQ 7 agosto 1998, per RSU; art. 73 comma 2 lett. g del CCNL 2007, per RLS), fruirà in data 1/3/2017, per n° ___ ore dalle ______ alle ______ (comprese quelle necessarie a raggiungere la sede di svolgimento), di un permesso retribuito al fine di partecipare al convegno in oggetto.

data ……/……/………………. Il/La Rappresentante RSU o RLS

TRASPARENZA SUL PREMIO AI DOCENTI “MERITEVOLI”

Da molte istituzioni scolastiche arrivano notizie secondo cui i Dirigenti scolastici si stanno rifiutando di pubblicare in modo integrale i dati relativi alla distribuzione del bonus previsto dalla legge n. 107/2015.

In genere, i DS invocano il Codice sulla protezione dei dati personali, facendo riferimento all’art. 19, comma 3, del d.lgs. n. 196/2003, per il quale “la comunicazione … e la diffusione da parte di un soggetto pubblico sono ammesse unicamente quando sono previste da una norma di legge o di regolamento”, dando per scontato che questa norma non ci sia.

In realtà, la fattispecie è normata in modo più generale dal comma 1 dello stesso art. 19: “il trattamento da parte di un soggetto pubblico riguardante dati diversi da quelli sensibili e giudiziari è consentito, fermo restando quanto previsto dall’articolo 18, comma 2 [“qualunque trattamento di dati personali da parte di soggetti pubblici è consentito soltanto per lo svolgimento delle funzioni istituzionali”] anche in mancanza di una norma di legge o di regolamento che lo preveda espressamente. E per “trattamento” – l’art. 4, comma 1 lett. a) – prevede anche la “comunicazione .. e la diffusione … di dati”. Fermo restando che per essere una normativa che dovrebbe ispirarsi alla ricerca di un equilibrio tra tutela della privacy ed esigenza di trasparenza, il codice non brilla per chiarezza, è sicuramente plausibile affermare che per lo meno per la comunicazione e la diffusione di dati relativi al bonus all’interno dell’istituzione scolastica non vi è bisogno di un’espressa previsione normativa.

Ma anche ammesso e non concesso che sia valida l’interpretazione data da alcuni DS, in realtà esistono delle norme che prevedono l’obbligo di comunicazione e diffusione dei dati relativi al “premio”. In primis, l’art. 18, comma 1 del d.lgs n. 33/2013 come modificato dalla riforma Madia: “Obblighi di pubblicazione dei dati relativi agli incarichi conferiti ai dipendenti pubblici –(….) le pubbliche amministrazioni pubblicano l’elenco degli incarichi conferiti o autorizzati a ciascuno dei propri dipendenti, con l’indicazione della durata e del compenso spettante per ogni incarico Nella voce “compensi” va ricompresa anche il bonus per la valorizzazione del merito, che è qualificato dal comma 128 dell’art. 1 della legge 107 come retribuzione accessoria”. Quindi, vanno pubblicati i compensi – con destinatari e importi – degli incarichi che sono stati oggetto di valutazione e, quindi, di retribuzione.

Inoltre, nell’art. 20 dello stesso decreto vi è una norma ancora più specifica: “Le pubbliche amministrazioni pubblicano i dati relativi all’ammontare complessivo dei premi collegati alla performance stanziati e l’ammontare dei premi effettivamente distribuiti. Le pubbliche amministrazioni pubblicano i criteri definiti nei sistemi di misurazione e valutazione della performance per l’assegnazione del trattamento accessorio e i dati relativi alla sua distribuzione, in forma aggregata, al fine di dare conto del livello di selettività utilizzato nella distribuzione dei premi e degli incentivi, nonché i dati relativi al grado di differenziazione nell’utilizzo della premialità sia per i dirigenti sia per i dipendenti”.

Quindi, dal combinato disposto delle norme citate risulta obbligatorio pubblicare con accesso riservato alla sola componente docente: i nominativi dei destinatari del bonus con le relative attività; gli importi del bonus almeno per ogni voce – attività oggetto del bonus stesso; l’ammontare complessivo dei premi stanziati e di quelli distribuiti; il livello di selettività (per es. quanti sono gli inclusi e quanti gli esclusi; se sono state usate delle fasce di retribuzione, quanta parte delle somme va alle varie fasce); il grado di differenziazione (per es. quale percentuale delle somme distribuite va ad una determinata percentuale di docenti).

Ma, al di là della querelle giuridiche, perché alcuni Dirigenti e – sembra lo stesso MIUR- temono il rispetto di un elementare principio di trasparenza (e di normale buon senso) concernente l’utilizzo di denaro pubblico? Forse temono ancora una qualche forma di ribellione di fronte ad un istituto che strutturalmente tende a scatenare la competizione individuale tra i docenti e a distruggere quel poco di collegialità e di spirito comunitario che sono rimasti nella nostra scuola pubblica? Così facendo entrano in contraddizione con lo spirito della l. 107, che stando a Renzi and company punterebbe a migliorare la qualità della scuola mediante la competizione individuale, per cui un docente non premiato – o premiato meno di altri- dovrebbe tendere a raggiungere e superare i bravi e i super bravi . Ma come si fa a raggiungere e scavalcare i bravi e i super bravi se non si sa neanche chi sono e quanto sono stati premiati?!

(è stata inviata a tutte le scuole una specifica comunicazione in merito)

FORMAZIONE RSU e RLS – giovedì 29 settembre 2016

Alle RSU/RLS

delle Istituzioni scolastiche

della provincia di Palermo

Questa Associazione Sindacale organizza, ai sensi della normativa vigente, un

Convegno sindacale formazione RSU e RLS

giovedì 29 settembre 2016, ore 10.0013.00

sede PROVINCIALE COBAS – piazza Unità d’Italia, 11 – Palermo

sui seguenti argomenti:

– LA CONTRATTAZIONE D’ISTITUTO E LA “BUONA SCUOLA”

– ORGANICO DELL’AUTONOMIA: utilizzazione su cattedre e potenziamento

– LA TUTELA DEL PERSONALE DOCENTE E ATA: iniziative e ricorsi


Il contingente dei permessi di spettanza RSU/RLS è da loro gestito autonomamente nel rispetto del tetto massimo attribuito:

  • RSU: fruiscono nei luoghi di lavoro di permessi sindacali per l’espletamento del loro mandato, per presenziare a convegni e congressi di natura sindacale e ogni altra attività sindacale di carattere extra-aziendale (art. 10 comma 3 Ccnq 7/8/98 e Cass. 7087/86);
  • RLS: utilizzano permessi pari a 40 ore annue anche per la formazione (art. 73 Ccnl 2007).

I permessi, giornalieri ed orari, sono retribuiti e sono equiparati a tutti gli effetti al servizio prestato, e possono essere cumulati per periodi anche frazionati. Per garantire la funzionalità dell’attività lavorativa bisogna preavvisare il dirigente della fruizione del permesso sindacale, secondo le modalità concordate in sede decentrata, in genere 24/48 ore prima.

La giurisprudenza, vista anche l’esiguità dei permessi che non permette di individuare un interesse del datore di lavoro, ha negato la possibilità di sindacarne l’uso o di subordinarne la fruizione alle esigenze aziendali (Cass. 4839/92, 8032/96, 9765/96, 11573/97).


(facsimile Permesso RSU o RLS)

Al/la Dirigente scolastico/a del ________________________________

Sede

Oggetto: permesso RSU o RLS – Convegno sindacale di formazione 29 settembre 2016

Il/la sottoscritto/a ______________________________________________________, in qualità di RSU o RLS di questa Istituzione scolastica comunica che, ai sensi della normativa vigente (CCNQ 7 agosto 1998, per RSU; art. 73 comma 2 lett. g del CCNL 2007, per RLS), fruirà in data 29/9/2016, per n° ___ ore dalle ______ alle ______ (comprese quelle necessarie a raggiungere la sede di svolgimento), di un permesso retribuito al fine di partecipare al convegno in oggetto.

data ……/……/……………….                                                                                       Il/La Rappresentante RSU o RLS

ORGANICO DELL’AUTONOMIA

ORGANICO DELL’AUTONOMIA

La recente Nota Miur sull’”organico dell’autonomia”, nella sua Premessa recita: “la Legge 107/2015 si pone la finalità strategica di dare piena attuazione all’autonomia delle istituzioni scolastiche”, dando “nuovo impulso agli elementi già presenti nel sistema nazionale di istruzione, frutto di oltre 15 anni di lavoro intenso e proficuo delle istituzioni scolastiche autonome. In tale prospettiva, l’introduzione dell’organico dell’autonomia costituisce uno degli elementi più innovativi”.

Se per tutto il 2015 l’intero mondo della Scuola si è battuto contro questa legge, con la più grande adesione mai vista a uno sciopero indetto da tutte le organizzazioni sindacali, col boicottaggio dei quiz Invalsi, con lo sciopero degli scrutini, è perché era chiaro sin dall’inizio che essa rappresentava un ulteriore e decisivo passo verso quella che abbiamo chiamato la scuola-azienda.

Per far questo, la “Buona Scuola” realizza due condizioni essenziali:

1. consegna nelle mani del dirigente scolastico un potere che neanche la “brunetta” era riuscito a dargli;

2. introduce la massima flessibilità attualmente possibile nell’utilizzazione dell’organico docente.

Per evitare una gestione monocratica e caotica del personale diventa, allora, sempre più importante che Collegi dei docenti, Consigli d’Istituto ed RSU definiscano in modo chiaro e autonomo criteri e proposte operative sull’utilizzo del personale docente, indispensabili per cercare di arginare i possibili abusi e le discrezionalità da parte del dirigente scolastico.

È importante per questo che i docenti entrino nel merito della composizione delle classi e dell’assegnazione alle stesse, dei criteri generali definiti in questa materia dal Consiglio di istituto, della trattativa di ogni singola istituzione scolastica, affinché la RSU contratti le modalità di utilizzazione del personale docente e ATA in base ad un’equa distribuzione dei carichi di lavoro nell’uguaglianza dei diritti e dei doveri.

Di conseguenza nelle delibere collegiali occorre specificare :

– che la distribuzione delle cattedre tra i docenti dell’organico dell’autonomia deve tener conto della titolarità dei docenti già in ruolo alla data dell’entrata in vigore della legge 107 (art 1, comma 73), del conferimento dell’incarico “prioritariamente su posti comune e di sostegno vacanti e disponibili” dei titolari di ambito (comma 79) e, in generale, del diritto di tutti i titolari di ambito ad espletare pienamente la propria funzione di docente in attività di insegnamento ;

– che i docenti facenti parte di Istituti Comprensivi o accorpamenti di scuole, prima di poter essere utilizzati in un ordine di scuola diverso da quello di provenienza, abbiano assicurata “una specifica formazione nell’ambito del Piano nazionale di cui al comma 124”, formazione che al momento ancora non esiste (comma 20);

– che l’utilizzo di docenti in classi di concorso diverse da quelle per le quali sono abilitati, può avvenire solo se si è in possesso di titoli di studio validi per l’insegnamento della disciplina e purché non siano disponibili nell’ambito territoriale docenti abilitati in quelle classi di concorso (comma 79);

– che l’uso dei docenti dell’autonomia per le supplenze fino ai 10 giorni è possibile, ma non obbligatorio in quanto subordinato al “perseguimento degli obiettivi” didattici del PTOF; che il limite dei 10 gg è inderogabile per cui non sono ammesse reiterazioni (comma 85);

– che nel PTOF va precisato che i docenti, in particolare quelli del “potenziamento”, vanno utilizzati per gli obiettivi didattici individuati (riduzione del numero degli alunni per classe anche mediante le classi articolate; assegnazione alle classi mediante la non saturazione della cattedre a 18 ore; attività di recupero, ecc), escludendo esplicitamente o riducendo drasticamente l’uso per le supplenze.

A tale proposito ricordiamo che:

Il Collegio dei docenti (art. 7, comma 2, lett. b. dlgs. n. 297/1994): “formula proposte al direttore didattico o al preside per la formazione, la composizione delle classi e l’assegnazione ad esse dei docenti, per la formulazione dell’orario delle lezioni e per lo svolgimento delle altre attività scolastiche, tenuto conto dei criteri generali indicati dal consiglio di circolo o d’istituto”;

Il Consiglio di istituto (art. 10, comma 4, dlgs. n. 297/1994): “indica, altresì, i criteri generali relativi alla formazione delle classi, all’assegnazione ad esse dei singoli docenti, all’adattamento dell’orario delle lezioni e delle altre attività scolastiche alle condizioni ambientali e al coordinamento organizzativo dei consigli di intersezione, di interclasse o di classe; esprime parere sull’andamento generale, didattico ed amministrativo, del circolo o dell’istituto, e stabilisce i criteri per l’espletamento dei servizi amministrativi”;

La RSU (CCNL 2006/7, art 6, lett. H-I) contratta le : “modalità di utilizzazione del personale docente in rapporto al piano dell’offerta formativa e al piano delle attività e modalità di utilizzazione del personale ATA in relazione al relativo piano delle attività formulato dal DSGA, sentito il personale medesimo; i) criteri riguardanti le assegnazioni del personale docente, educativo ed ATA alle sezioni staccate e ai plessi..” Peraltro, il CCNI sulle utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie del 15/6/2016 ribadisce in premessa “che in data 10.5.2012 il nuovo protocollo d’intesa sul lavoro pubblico tra il Ministro della Pubblica Amministrazione, le Regioni, le Province, i Comuni e le Organizzazioni sindacali ha ribadito il pieno riconoscimento del ruolo negoziale e delle prerogative delle RSU nei luoghi di lavoro nelle materie previste dal CCNL vigente”.

Allora, in questi contesti collegiali e contrattuali, è auspicabile adottare decisioni quanto possibile egualitarie, evitare di contribuire alla frammentazione del personale col rischio di acuire ulteriori contrasti tra pezzi di categoria proprio mentre si possono creare le condizioni per sviluppare una piattaforma capace di unificare tutte le istanze particolari che stanno emergendo dal marasma realizzato dalla “Buona scuola”.

PRESIDI VS DIRITTO

LO STRAPOTERE DEI PRESIDI PADRONI PRODUCE MOSTRUOSITA’

Comunicato Stampa

Una preside di Nuoro sospende per sei giorni 3 docenti COBAS per non aver voluto ADDESTRARE gli studenti ai quiz Invalsi, pratica peraltro condannata dallo stesso Invalsi.

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ECCEZIONALE RISULTATO ALLE ELEZIONI DEL C.S.P.I., GRAZIE A COLORO CHE CI HANNO SOSTENUTO – Dopo quasi un mese il MIUR ancora non ha i risultati nazionali

Lo scorso 28 aprile, in tutti gli istituti scolastici italiani si sono tenute le elezioni per il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione – C.S.P.I. Il 20 febbraio 2015 il Consiglio di Stato ha, infatti, imposto al MIUR di ripristinare l’elezione diretta del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, un organo che (con il nome di Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione) ha avuto fino alla metà degli anni ’90 un ruolo rilevante nel definire gli orientamenti – pur come organo consultivo – della scuola pubblica, pronunciandosi sui provvedimenti più importanti, ministeriali e governativi, che la riguardavano. Esso era formato da rappresentanti di tutte le componenti della scuola e le elezioni avevano come obiettivo sia la scelta dei docenti, Ata e presidi che ne dovevano far parte, sia la misura della rappresentatività nazionale dei vari sindacati, con i relativi diritti assegnati a chi superava il 5% di voti.

Quindi dopo la faticosa, complessa e soprattutto impari campagna elettorale per il rinnovo delle RSU, conclusasi poco più di due mesi fa, ci siamo cimentati in una nuova “competizione” elettorale nella quale abbiamo presentato liste COBAS in tutte le componenti: ATA, Docenti di tutti gli ordini di scuola e Dirigenti Scolastici.

Alle ultime elezioni RSU, esclusivamente con la pura militanza e senza alcun diritto di ASSEMBLEA (e quindi penalizzati nel trovare candidati nelle singole scuole), il risultato è stato eccellente perché a Palermo superiamo abbondantemente quel 5% di media tra voti ed iscritti che la “Legge Bassanini” prevede per ottenere la rappresentatività sindacale, ma le norme capestro prevedono che tale media debba esistere sull’intero territorio italiano.

Ora con le elezioni del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione si è tenuto, per la prima volta dopo 19 anni, il primo test con liste nazionali dal quale si può desumere quale sia la “reale ed effettiva” rappresentatività nazionale e territoriale delle diverse Organizzazioni Sindacali.

Anche per questa tornata elettorale abbiamo dovuto “combattere” per poter svolgere riunioni nei luoghi di lavoro in orario di servizio (prerogativa di tutte le altre sigle sindacali), e solo per l’ultima settimana di campagna elettorale siamo riusciti ad ottenere dal MIUR tale diritto. Ciononostante a Palermo abbiamo ottenuto risultati eccezionali: siamo i primi nella scuola superiore (28.7%) e secondi per pochi voti nella scuola media (18.5%) e complessivamente risultiamo la terza forza sindacale dopo CISL e CGIL.

Totale VOTI elezioni CSPI 2015 – PALERMO

LISTE

VOTI

%

CISL

2.576

19.42%

CGIL

2.381

17.95%

COBAS

1.649

12.43%

UCIIM

1.205

9.08%

UIL

1.098

8.28%

ANIEF

1.014

7,64%

GILDA

895

6.75%

SNALS

677

5.10%

ACLIS

453

3.41%

SNADIR

406

3.06%

UNICOBAS

171

1.29%

USB

72

0.54%

ALTRI

670

5.05%

In Sicilia siamo complessivamente secondi nelle scuole superiori (12.5%) e quinti nelle medie (9%).

La connessione tra la percentuale raggiunta dalle diverse Organizzazioni Sindacali e la loro rappresentatività nazionale non ci sarà nell’immediato, (perché ora essa è stata determinata incredibilmente dalle elezioni RSU “scuola per scuola”), ma per noi COBAS questo risultato rappresenta la dimostrazione inconfutabile del nostro peso e ruolo nella categoria e ci consentirà di aprire un contenzioso politico, sindacale e giuridico, nazionale e regionale (dove superiamo il 6%) per ottenere finalmente la restituzione dei diritti sindacali fondamentali.

Però, da domani – pur rappresentando una parte significativa di docenti e ATA (rammentiamo che con l’Italicum basta il 3% per entrare in parlamento) – a noi COBAS cercheranno di non consentire alcuna agibilità sindacale e, soprattutto il DIRITTO di ASSEMBLEA nei luoghi di LAVORO.

Grazie a tutte le colleghe e a tutti i colleghi per il grande riconoscimento che hanno dato ai Cobas, proseguiamo insieme la lotta per il ritiro del nefasto DdL Renzi contro la Scuola Pubblica.

DALLE LOTTE AL VOTO PER IL C.S.P.I.

Dalle lotte contro la cattiva scuola di Renzi e i quiz Invalsi al voto ai Cobas per le Elezioni del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione

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28 APRILE 2015 – ELEZIONI DEL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE – C.S.P.I.

ELEZIONI CSPI: VOTA COBAS Continua a leggere