SMILITARIZZARE SCUOLE, UNIVERSITÀ E TERRITORI. UniPA giovedì 14.12.2023

ATTACCO ALLO SCIOPERO, ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA

Una piattaforma sociale oltre le categorie verticali: salario minimo, welfare e reddito garantito

Scrivere sullo sciopero generale soltanto oggi potrà forse apparire intempestivo ma permette alcune riflessioni che nel fuoco delle polemiche scaturite da questa azione di lotta probabilmente sarebbero state viziate dalla necessità di schierarsi.

Premetto che ho vissuto diverse precettazioni nei decenni della mia militanza nei COBAS e che quindi capisco quanto possa risultare odiosa ed autoritaria questa azione volta a limitare il diritto di sciopero, ma il punto penso che sia se e quando questa misura possa essere applicata in base alla legge 146/90 e successive modifiche e non in base al clima politico. Rischio di apparire ingenuo perché in effetti sia tutti i governi che si sono succeduti dal 1990 ad oggi sia i sindacati concertativi non hanno mai messo in dubbio la terzietà della commissione di garanzia che decide la legittimità degli scioperi anche se questa è di nomina governativa, insomma si entra con lo spoil sistem. La domanda sorge a questo punto spontanea, chi ci garantisce dai garanti? E come mai questo sistema è stato accettato dai sindacati concertativi?

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PER LA PACE. Manifestazione a Sigonella – domenica 19.11

Fermiamo il massacro del popolo palestinese!
Tacciano le armi ed arrivino gli aiuti umanitari!

Non ci sono parole per descrivere ciò che sta accadendo a Gaza. Oltre due milioni di persone, che vivono in uno spazio 10 volte inferiore alla provincia di Catania, dopo aver subito il taglio di luce, acqua e carburante, sono terrorizzate e sottoposte quotidianamente a continue incursioni aeree e bombardamenti. Oltre 11.000 i morti, di cui più di 4.000 bambini, 25.000 i feriti, un territorio devastato, stragi persino negli ospedali, nelle scuole e nelle moschee.

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L’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DI NUOVO A MONTECITORIO

Conferenza Stampa con Piccolotti a Montecitorio per Osservatorio: «Contro l’ideologia bellicista»

Si è tenuta ieri, 7 novembre 2023, presso la Sala Stampa di Montecitorio la seconda Conferenza Stampa (la prima si era svolta nel marzo 2023, clicca qui per i dettagli) dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università con la presenza dell’on. Elisabetta Piccolotti (Alleanza Verdi-Sinistra), che ha voluto ospitare l’evento in uno dei palazzi più importanti della politica, don Renato Sacco (Pax Christi) e Candida Di FrancoGiuseppe Curcio e Michele Lucivero, che lavorano assiduamente con altr* docenti e attivist* all’interno dell’Osservatorio per la produzione di documenti utili a fermare il processo di militarizzazione delle scuole.

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IL 4 NOVEMBRE NON È LA NOSTRA FESTA. Manifestazione a Palermo, piazza Pretoria ore 17.00

4 NOVEMBRE: NON È LA NOSTRA FESTA

Il 4 NOVEMBRE è l’anniversario dell’armistizio che pose fine alla Prima guerra mondiale (1914-1918).

In Parlamento procede l’iter che potrebbe portare al ripristino del 4 NOVEMBRE come festa nazionale (abolita nel 1977). Una simile celebrazione rappresenta un ulteriore passo in avanti rispetto al processo di normalizzazione della guerra e di marginalizzazione della cultura della pace che quotidianamente osserviamo nel mondo educativo e nella società.

Ci sgomenta la particolare attenzione rivolta alle scuole, invitate anche in questa giornata a “sensibilizzare gli studenti sul ruolo quotidiano che le Forze armate svolgono“. Si tratta di una ennesima narrazione falsa ed edulcorata che tace sulla violenza e sulle distruzioni della guerra e mette in risalto quegli interventi in occasione, per esempio, di calamità naturali, che in realtà potrebbero essere svolti da un servizio potenziato di Protezione Civile. Un tentativo di far accettare supinamente alle nuove generazioni l’inevitabilità delle guerre eludendo ogni forma di riflessione critica sul tema.

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DISERTIAMO LA GUERRA E L’ESERCITO. Anche nelle nostre scuole

Riceviamo dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università – Palermo

* * *

L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha l’intento di denunciare e arginare la dilagante invasività delle forze armate all’interno di tutti gli ambiti della formazione; grazie a protocolli d’intesa con il MIM, le forze armate e dell’ordine da tempo invadono il campo della scuola sostituendosi nel delicato compito educativo.

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OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DI SCUOLA E UNIVERSITÀ. Presentazione a Palermo

L’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E IL 2 GIUGNO

Comunicato stampa dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole

FESTA DEL 2 GIUGNO

IL NO DELL’OSSERVATORIO NOMS AL CRESCENTE TENTATIVO DI “MILITARIZZAZIONE” DELLE SCUOLE E DELLA SOCIETÀ

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NO ALLA MILITARIZZAZIONE DELLA FESTA DELLA REPUBBLICA

O S S E R V A T O R I O C O N T R O
L A M I L I T A R I Z Z A Z I O N E D E L L E S C U O L E

Ai Dirigenti Scolastici

Ai Presidenti dei Consigli di Istituto

Ai docenti e ai genitori

Agli studenti e alle studentesse

In occasione della festa della Repubblica il prossimo 2 giugno, il Dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali del MIM con circolare del 4/5/2023 prot. n. 699 ha invitato i Dirigenti Scolastici delle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione a inoltrare la propria candidatura per partecipare alla rivista militare in via dei Fori Imperiali a Roma. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole, presentato a Roma il 9 marzo 2023 nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Montecitorio, sta già da tempo monitorando i rapporti, sempre più stretti, che si stabiliscono tra forze armate e scuole denunciandone l’assoluta incompatibilità. Chiediamo con forza che le scuole intenzionate a partecipare alla rivista militare del 2 giugno a Roma ritirino, o non inoltrino, la propria candidatura: il 2 giugno deve rimanere la festa della Repubblica democratica antifascista che ripudia la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti internazionali.

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Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole

Un 5 maggio davvero strano quello appena trascorso a Palermo; in una piazza i Cobas Scuola in sciopero, manifestano contro l’ennesimo attacco alla scuola pubblica e contro qualsiasi forma di autonomia differenziata; in un’altra piazza le forze armate si mettono in bella mostra per reclutare giovani e studenti.

“Sogna cresci realizza” questo è lo slogan di una mostra statica e dimostrativa di mezzi, equipaggiamenti e dispositivi promozionali allestita dall’Esercito in piazza il 5 maggio a Palermo.
Il volantino distribuito recita “percorso guidato per l’arruolamento” invita i giovani ad intraprendere un percorso di futuro garantito in un territorio, la Sicilia, dove il tasso di abbandono scolastico nel gennaio 2023 si è attestato al 21,2 % e la disoccupazione giovanile al 22,9% con punte che sfiorano il 30 per cento e aumentano i NEET.
Accanto a strumentazioni, paracaduti e mezzi blindati, su un grande tappeto giallo e blu si esibivano uomini e donne dell’esercito simulando combattimenti di arti marziali.
A guardarli con curiosità una classe di scuola primaria, forse appena uscita dal teatro Massimo, dove si svolgeva uno spettacolo/conferenza dal titolo “L’inno svelato” a cui hanno partecipato circa mille ragazzi delle scuole palermitane.
La piéce, portata in scena nell’ambito delle celebrazioni del 162° anniversario dell’Esercito Italiano, è stata realizzata in collaborazione con il Comando Militare Esercito Sicilia e l’Ufficio Scolastico Regionale; a fine spettacolo è stato conferito un premio agli elaborati vincitori del XXVII Concorso Nazionale “TRICOLORE VIVO” e sulla scalinata del teatro Massimo si è esibita la fanfara del 6° Reggimento Bersaglieri.
Non avendo assistito allo spettacolo, possiamo solo immaginare le finalità propagandistiche di questo tipo di evento, l’esaltazione del tricolore, della patria, in perfetta sintonia con quanto avveniva fuori sul tappeto cioè la rappresentazione del compito dell’esercito di protezione e sicurezza che troppo spesso fa dimenticare il vero scopo delle forze armate quello di partecipare a missioni di guerra fornendo truppe, intelligence, e tecnologia sui campi di battaglia.

Purtroppo per le scuole palermitane l’esposizione degli alunni, di tutte le età, a strumenti e dispositivi militari, le visite alle caserme e alle basi militari sono ormai molto frequenti, anche a seguito della sottoscrizione di protocolli tra il Comando militare dell’esercito in Sicilia e l’Ufficio Scolastico Regionale il quale non ritiene necessario aprire una riflessione sull’argomento, in quanto sono i dirigenti scolastici, nella loro autonomia, ad aderire alle attività proposte dall’esercito.
La campagna per il reclutamento condotta dall’esercito diventa sempre più invasiva, l’orientamento svolto a “Orienta Sicilia”, le attività di PCTO svolte in caserma; ma anche incontri con i Bersaglieri all’IC De Amicis- Da Vinci o l’alzabandiera svolto all’ I.C. Capuana per sancire ufficialmente, l’avvio dell’anno scolastico “a sottolineare la sinergia tra scuola e Forze armate, l’una tesa a garantire agli studenti una didattica di pregio, l’altra pronta a trasmettere gli ideali di pace e libertà, fondamentali per saper affrontare le sfide future”, spiega l’Esercito. (Source: Adnkronos).
Questo crescente protagonismo militare nelle scuole è possibile a causa dell’emanazione di circolari di dirigenti poco rispettosi degli organi collegiali e troppo disponibili ad assecondare interessi e sensibilità esterne che nulla hanno a vedere con il ruolo della scuola, luogo di formazione e crescita delle persone, laboratorio di relazioni di cui l’educazione alla pace è sfondo permanente; questo è il ruolo affidato dalla Costituzione alla scuola.

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