Nell’ambito della campagna di boicottaggio internazionale contro Israele si sono svolti ieri a Palermo un corteo e dei presidi davanti le vetrine di Zara e Macdonald multinazionali che da tempo appoggiano Israele. Con determinazione é stato denunciato il genocidio a danno del popolo palestinese e le violenze contro i manifestanti a Napoli segno del clima repressivo che stiamo vivendo.
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“Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi. La peste si è spenta, ma l’infezione serpeggia.” Primo Levi
Perché la Giornata della Memoria 2024 sia utile anche a discutere degli odierni olocausti
Il 27 gennaio del 1945, giorno della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa, fu un passo fondamentale per rivelare al mondo la tragedia dell’Olocausto, avvenuta durante la Seconda Guerra mondiale, conflitto scatenato dal nazifascismo e al quale si oppose uno schieramento mondiale antifascista, che provocò più di sessanta milioni di morti e si concluse con le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki.
Il primo novembre del 2005, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (con la risoluzione 60/7) decise che quella data avrebbe dovuto ricordare, a livello internazionale, la Shoah; nacque così il “Giorno della Memoria”.
TERRA E LIBERTÀ PER I PALESTINESI. BOICOTTA ISRAELE
Tanti in questi giorni si stanno chiedendo cosa poter fare concretamente per mostrare il proprio sdegno nei confronti della carneficina di civili palestinesi che sta compiendo Israele e più in generale per diventare parte attiva nella lotta per la sopravvivenza del popolo palestinese. La buona notizia è che non serve inventarsi nulla di particolarmente nuovo: basta fare come è stato fatto contro l’apartheid sudafricano.
Anche verso Israele esiste da tempo una campagna di boicottaggio, nata nel 2005 e coordinata dalla Rete BDS (Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni): è così temuta dallo Stato israeliano che i suoi coordinatori sono stati accusati nientemeno che di “terrorismo”. Ma la loro attività prosegue ed esiste una lista precisa di marchi che si invita a non acquistare allo scopo di rendere l’occupazione economicamente insostenibile e partecipare attivamente alla sua fine.
Palermo 13 gennaio 2024, da piazza Bellini ore 16.30
L’aggressione militare dello Stato di Israele contro Gaza ha ucciso oltre 22.000 palestinesi. Più di 57.000 sono i feriti e altre migliaia sono i dispersi sotto le macerie delle loro stesse case. Circa 8.000 bambini e bambine sono morti in questi tre mesi di guerra.
“Gaza è un cimitero di bambini” ha affermato Antonio Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite.
Una piattaforma sociale oltre le categorie verticali: salario minimo, welfare e reddito garantito
Scrivere sullo sciopero generale soltanto oggi potrà forse apparire intempestivo ma permette alcune riflessioni che nel fuoco delle polemiche scaturite da questa azione di lotta probabilmente sarebbero state viziate dalla necessità di schierarsi.
Premetto che ho vissuto diverse precettazioni nei decenni della mia militanza nei COBAS e che quindi capisco quanto possa risultare odiosa ed autoritaria questa azione volta a limitare il diritto di sciopero, ma il punto penso che sia se e quando questa misura possa essere applicata in base alla legge 146/90 e successive modifiche e non in base al clima politico. Rischio di apparire ingenuo perché in effetti sia tutti i governi che si sono succeduti dal 1990 ad oggi sia i sindacati concertativi non hanno mai messo in dubbio la terzietà della commissione di garanzia che decide la legittimità degli scioperi anche se questa è di nomina governativa, insomma si entra con lo spoil sistem. La domanda sorge a questo punto spontanea, chi ci garantisce dai garanti? E come mai questo sistema è stato accettato dai sindacati concertativi?
Fermiamo il massacro del popolo palestinese! Tacciano le armi ed arrivino gli aiuti umanitari!
Non ci sono parole per descrivere ciò che sta accadendo a Gaza. Oltre due milioni di persone, che vivono in uno spazio 10 volte inferiore alla provincia di Catania, dopo aver subito il taglio di luce, acqua e carburante, sono terrorizzate e sottoposte quotidianamente a continue incursioni aeree e bombardamenti. Oltre 11.000 i morti, di cui più di 4.000 bambini, 25.000 i feriti, un territorio devastato, stragi persino negli ospedali, nelle scuole e nelle moschee.
Conferenza Stampa con Piccolotti a Montecitorio per Osservatorio: «Contro l’ideologia bellicista»
Si è tenuta ieri, 7 novembre 2023, presso la Sala Stampa di Montecitorio la seconda Conferenza Stampa (la prima si era svolta nel marzo 2023, clicca qui per i dettagli) dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle universitàcon la presenza dell’on. Elisabetta Piccolotti (Alleanza Verdi-Sinistra), che ha voluto ospitare l’evento in uno dei palazzi più importanti della politica, don Renato Sacco (Pax Christi) e Candida Di Franco, Giuseppe Curcio e Michele Lucivero, che lavorano assiduamente con altr* docenti e attivist* all’interno dell’Osservatorio per la produzione di documenti utili a fermare il processo di militarizzazione delle scuole.
Il 4 NOVEMBRE è l’anniversario dell’armistizio che pose fine alla Prima guerramondiale (1914-1918).
In Parlamento procede l’iter che potrebbe portare al ripristino del 4 NOVEMBRE come festa nazionale (abolita nel 1977). Una simile celebrazione rappresenta un ulteriore passo in avanti rispetto al processo di normalizzazione della guerra e di marginalizzazione della cultura della pace che quotidianamente osserviamo nel mondo educativo e nella società.
Ci sgomenta la particolare attenzione rivolta alle scuole, invitate anche in questa giornata a “sensibilizzare gli studenti sul ruolo quotidiano che le Forze armate svolgono“. Si tratta di una ennesima narrazione falsa ed edulcorata che tace sulla violenza e sulle distruzioni della guerra e mette in risalto quegli interventi in occasione, per esempio, di calamità naturali, che in realtà potrebbero essere svolti da un servizio potenziato di Protezione Civile. Un tentativo di far accettare supinamentealle nuove generazioni l’inevitabilità delle guerre eludendo ogni forma di riflessione critica sul tema.
Filed under: Pace, Scioperi e mobilitazioni | Commenti disabilitati su IL 4 NOVEMBRE NON È LA NOSTRA FESTA. Manifestazione a Palermo, piazza Pretoria ore 17.00
Riceviamo dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università – Palermo
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L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha l’intento di denunciare e arginare la dilagante invasività delle forze armate all’interno di tutti gli ambiti della formazione; grazie a protocolli d’intesa con il MIM, le forze armate e dell’ordine da tempo invadono il campo della scuola sostituendosi nel delicato compito educativo.