I COBAS Scuola proseguono nelle battaglie giudiziarie a tutela del personale docente e ATA contro il M.I.M.
Ci rivolgiamo ai Giudici del Lavoro affinché venga puntualmente applicata l’uguaglianza fra lavoratori di ruolo e non di ruolo senza alcuna discriminazione, come ribadito dalla Corte di Giustizia Europea, anche se il Ministero con disinvoltura ignora questa parità, confidando sul fatto che, se un gran numero di coloro che subiscono abusi non agisce in giudizio, si ottengono grossi risparmi nel bilancio dello Stato.
Casi concreti in cui si può agire in giudizio con certezza di vittoria:
Il nuovo CCNL 2024 conferma i limiti già imposti alla contrattazione d’istituto dai precedenti contratti. Infatti l’art. 30 conferma le cosiddette iniziative unilaterali, che permettono ai dirigenti scolastici di adottare alcune misure perfino senza arrivare a un accordo con le RSU:
Anche il nuovo CCNL si iscrive coerentemente all’interno del percorso avviato negli ultimi decenni a partire dall’Autonomia scolastica [d.P.R. n. 275/1999] di Luigi Berlinguer, per proseguire con continuità con la Moratti [2003], Gelmini [2008 – 2010] e Renzi [“Buona Scuola”, l. n. 107/2015]. Molte di queste pseudo-riforme si sono però in parte arenate per l’impossibilità di disarticolare del tutto l’impianto collegiale democratico della Scuola.
Ma la pressione verso la trasformazione in senso imprenditoriale è stata ripresa con forza grazie all’occasione offerta dall’emergenza Covid, attraverso le ingenti risorse del PNRR e la connessa retorica dell’innovazione digitale e delle varie transizioni, più o meno sedicenti “green”. Col solo Recovery and resilience facility – RRF sono previste risorse per 191,48 miliardi di euro, da impiegare nel periodo 2021- 2026, delle quali solo 68,88 miliardi sono sovvenzioni a fondo perduto, mentre 122,60 mld sono prestiti che andranno restituiti con interessi “a tasso agevolato” [sic!]. Magari tagliando servizi e pensioni?
CCNL Scuola. L’ILLUSIONE DEGLI AUMENTI STIPENDIALI
Dopo oltre 6 mesi di attesa, ieri giovedì 18 gennaio 2024 è stato finalmente sottoscritto definitivamente il nuovo CCNL, già scaduto il 31.12.2021.
Giornali e comunicati sindacali hanno sbandierato aumenti medi di oltre 100€ mensili per il personale docente e ATA, magari dimenticando di precisare che questa cifra ingloba l’aumento già avuto a fine 2022.
Proviamo allora a fare un po’ di chiarezza sugli effettivi incrementi stipendiali previsti da questo nuovo contratto.
Se all’inizio del 2007 la preda dei cacciatori dell’industria del risparmio gestito era stato il TFR di lavoratrici e lavoratori del settore privato, dopo il Pubblico Impiego [Accordo 16.9.2021] adesso tocca alla Scuola.
Con la sentenza n. 153/2023, pubblicata lo scorso 25 ottobre, la Sezione Lavoro della Corte di Appello di Perugia ha accolto il ricorso patrocinato dai COBAS Scuola e annullato, dichiarandole illegittime, tutte e cinque sanzioni irrogate serialmente dalla dirigente scolastica protempore dell’ITT Allievi da Sangallo di Terni che tra il gennaio 2016 e il febbraio 2018 ha illegittimamente sospeso dal servizio e dallo stipendio un docente per un totale di sette giorni.
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Importante vittoria in giudizio dei COBAS Scuola, il Tribunale di Brindisi ha integralmente accolto il ricorso presentato da un collaboratore scolastico per il riconoscimento del diritto alla corretta attribuzione del punteggio per il servizio di leva militare svolto non in costanza di nomina [6 punti invece di 0,6 che gli erano stati attribuiti].
IL TRIBUNALE DI PALERMO RICONOSCE TUTTO IL PRERUOLO AI NOSTRI RICORRENTI
Un’altra Sentenza del Tribunale di Palermo [reg. 8752/2019] ha finalmente raggiunto l’obiettivo del riconoscimento ai nostri ricorrenti “alla data dell’immissione in ruolo [omissis], all’inserimento nella posizione stipendiale corrispondente a quella di un docente con riconoscimento” integrale di tutti i periodi effettivamente svolti con contratti a tempo determinato.
R.G., L.O., S.B. e S.M. hanno figli, in alcuni casi molto piccoli. Sono docenti precarie e quest’anno forse NON lavoreranno. Non lo hanno deciso loro. L’algoritmo che assegna le supplenze da GPS ha deciso che per loro la scuola non c’era. Ma quella scuola, invece, c’era per chi è venuto dopo di loro.