Attraverso la piattaforma POLIS Istanze on-line, fino al 28 febbraio 2025, tutto il personale interessato potrà inserire la propria domanda di cessazione dal servizio con decorrenza dall’1.9.2025. Le novità introdotte dalla l. n. 207/2024 [la legge di bilancio per il 2025], riguardano:
Quest’anno scolastico 2024/2025 si è aperto con una particolare insistenza da parte di alcune OO.SS. sul ricorso per il riconoscimento dell’anno 2013 ai fini della ricostruzione di carriera. Non può sfuggirci che ad aprile 2025 ci saranno le elezioni RSU e che così – probabilmente – costoro hanno pensato di farsi una facile propaganda utilizzando l’argomento del ricorso per acquisire un consenso basato essenzialmente sui servizi e non sull’effettiva tutela dei diritti del personale docente e ATA. Ovviamente, come ogni propaganda che si rispetti [?] anche in questo caso invece di affrontare il problema per quello che è – un’ingiusta decurtazione economica legata a scellerate politiche di rigore economico pagate sempre e solo da lavoratori e lavoratrici – questi signori hanno pensato bene di utilizzarla in funzione delle elezioni RSU e per fare proselitismo, così piuttosto che concorrere a una mobilitazione a tutela dei nostri redditi [vedi QUI] preferiscono rinviare ai Tribunali aspetti che potrebbero essere risolti anche per via contrattuale: esattamente come è già avvenuto in questa vicenda per gli anni 2011 e 2012.
lunedì 27 gennaio, alle ore 20.00 INCONTRO A DISTANZA COI LEGALI per AGGIORNAMENTI SUL RICORSO PER IL RICONOSCIMENTO DELL’ANNO 2013 AI FINI DELLA PROGRESSIONE DI CARRIERA
Da quando il cosiddetto “razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola” [d.P.R. n. 81/2009] ha provveduto a tagliare tante istituzioni scolastiche con l’eufemistico “dimensionamento” nonché a saturare tutte le cattedre delle scuole secondarie a 18 ore settimanali [“anche mediante l’individuazione di moduli organizzativi diversi da quelli previsti dai decreti costitutivi delle cattedre”], abbiamo assistito – oltre al conseguente taglio dell’organico docente e ATA – a una sempre maggiore frequenza di cattedre costituite su più plessi o su più scuole [queste ultime, le cattedre orario esterne – COE].
Da alcune settimane, sulla scorta dell’Ordinanza n. 12991/2024 della Corte di Cassazione, numerosi dirigenti scolastici stanno rifiutando di concedere permessi personali o familiari al personale scolastico obiettando sulle motivazioni e opponendo
Se tutte/i noi lavoratrici/ori della scuola [personale docente e ATA] conoscessimo meglio diritti e doveri. Se invece di “mugugnare” nei corridoi imparassimo a prendere parola nelle sedi dove ci si confronta e si decide, a partire dagli Organi Collegiali.
Ricordiamo che, come previsto dal d.m. n. 188/2024“È fissato al 21 ottobre 2024 […] il termine finale per la presentazione, da parte del personale a tempo indeterminato docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola, delle domande di cessazione per raggiungimento del massimo di servizio, di dimissioni volontarie, di trattenimento in servizio per il raggiungimento del minimo contributivo, con effetti dal 1° settembre 2025″.
Nello scorso mese di agosto abbiamo inviato una diffida a scuole, MIM e ESPERO per chiedere il rispetto dell’Accordo del 16.11.2023 relativamente all’adesione automatica al Fondo tramite il truffaldino meccanismo del silenzio-assenso, ma ancora non è giunto alcun chiarimento. Non fornendo le indicazioni previste da questo Accordo, forse costoro sperano nella distrazione di lavoratori e lavoratrici che rischiano di ritrovarsi
All’inizio di ogni anno scolastico, gli Organi collegiali delle nostre scuole si trovano di fronte a numerosi problemi da affrontare. Tra questi, uno degli spauracchi di molti/e DS è quello riguardante l’eventuale riduzione dell’ora di lezione per le conseguenze che potrebbero derivarne in ordine a un eventuale “danno erariale” di cui potrebbero essere ritenuti/e responsabili.