A seguito della firma del CCNL 23.12.2025, MIM e ARaN avevano diffuso loro comunicazioni in cui sbandieravano aumenti e arretrati cha risultavano gonfiati perché comprendevano voci che erano già in pagamento da anni come l’IVC o il cosiddetto “anticipo rinnovo”. Avevamo già denunciato quanto veniva propagandato [QUI], ma non ci aspettavamo quanto accaduto in questi giorni quando abbiamo ricevuto numerose segnalazioni di errori e di stranezze nei cedolini degli arretrati di docenti e ATA, sia in servizio sia in pensione.
Riceviamo dai COBAS Scuola Veneto la notizia di un’importante pronuncia del Tribunale del Lavoro di Padova sull’illegittimità del differimento di anni del pagamento del TFS-TFR nella Scuola e in tutto il Pubblico Impiego.
A NATALE IL CCNL 2022-2024, A CAPODANNO IL CCNI SULLA SANITÀ INTEGRATIVA
Come abbiamo già scritto, il 23 dicembre è arrivato il pacco di Natale della sottoscrizione definitiva del nuovo CCNL Istruzione e ricerca, ma visto che le disgrazie non arrivano mai da sole ecco che per Capodanno riceviamo l’altro pacco del CCNI sull’assicurazione sanitaria integrativa del personale scolastico.
Lo scorso 23 dicembre, l’ARaN e i soliti sindacati “pronta-firma” [tranne la Cgil, orfana del governo “amico”] hanno sottoscritto definitivamente il nuovo CCNL Istruzione e ricerca per il triennio 2022-2024, ma già scaduto il 31.12.2024. Come scrive l’ARaN, «Le parti […] hanno convenuto di limitare questa tornata negoziale alle sole materie del trattamento economico e delle relazioni sindacali», mentre «la revisione e l’eventuale aggiornamento degli altri istituti normativi sarà affrontata in occasione della successiva negoziazione relativa al triennio 2025-2027». Mentre Ministero, ARaN e sindacati firmatari esprimono soddisfazione, e Valditara auspica «che entro gennaio possano essere assicurati aumenti ed arretrati», proviamo a fare qualche conto su questo pacco natalizio.
Con l’avvicianrsi della sospensione delle attività didattiche per le festività natalizie, nelle scuole cominciano a circolare pressanti richieste rivolte ai docenti precari di usufruire delle ferie nei giorni non festivi delle prossime settimane.
Lo scorso 5 novembre, l’ARaN e i sindacati “pronta-firma” [tranne la Cgil, forse orfana del governo “amico”] hanno sottoscritto l’Ipotesi per il nuovo CCNL 2022-2024 per il personale della Scuola – già scaduto il 31.12.2024 – che riguarda solo la parte economica e le relazioni sindacali.
È l’ennesimo contratto a perdere: la montagna ha partorito un topolino!
È invece necessario – come rivendichiamo con lo SCIOPERO GENERALE – il recupero di almeno il 30% del potere d’acquisto dei nostri stipendi. Una necessità di giustizia e dignità sociale. La qualità dell’istruzione dipende anche dal riconoscimento economico di chi quotidianamente costruisce il sapere e le relazioni dentro le nostre scuole.
Governo, ARaN e sindacati firmatari esprimono soddisfazione, ma vediamo più nel dettaglio la parte economica di questo presunto «importante risultato» sbandierato nelle loro rituali dichiarazioni: