Contro il patriarcato e una “educazione” securitaria nelle nostre scuole
Il governo non vuole sentire nominare la parola “patriarcato“, una parola precisa, l’unica in grado di dare profondità e spiegazione al problema dei femminicidi; non ne vuole sentire parlare perché si tratta di una parola rivoluzionaria, portatrice di una visione del mondo capace di rimetterlo in discussione.
Ma è solo da qui che si può partire, se veramente si vuole affrontare il fenomeno, nella consapevolezza che i percorsi di mutazione sono lenti, anche se possono conoscere improvvise impennate e accelerazioni, come fa ben sperare la disobbedienza di massa che studenti e studentesse hanno messo in atto rifiutando il cerimoniale minuto di silenzio chiesto dal ministro Valditara.
CONVEGNO “SCUOLA 4.0: Escludere i corpi per controllare il pensiero”
COMUNICATO DELL’ASSEMBLEA CONCLUSIVA
L’11 novembre presso il Liceo “Tasso” di Roma si è tenuto un Convegno dal titolo: “SCUOLA 4.0: Escludere i corpi per controllare il pensiero”.
Organizzato dall’Assemblea Scuola Pubblica (un’aggregazione nazionale spontanea di docenti e genitori) e dall’Associazione Nazionale Per la Scuola della Repubblica, l’evento ha suscitato un grande interesse tra i genitori e – soprattutto – tra gli insegnanti, facendo registrare un centinaio di partecipanti in presenza e circa 50 collegati da remoto, attraverso una piattaforma non-proprietaria.
Un successo, quello dell’iniziativa, che rappresenta un primo snodo del percorso che prende le mosse a maggio 2023, con il rifiuto del liceo “Pilo Albertelli” di Roma di utilizzare i fondi PNRR per la digitalizzazione della didattica.
Giovedì 28 settembre alle ore 19.30 si svolgerà un incontro on line, aperto a tutte/i nel quale sarà illustrato – dall’avv. Giuseppe Nobile e da Paola Colla – il contenuto del d.P.C.M. del 4 agosto 2023 sulla formazione iniziale dei docenti delle scuole secondarie, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 settembre. Il nuovo regolamento disciplina i contenuti dei crediti formativi universitari o accademici necessari per ottenere l’abilitazione all’insegnamento – requisito indispensabile per la partecipazione ai futuri concorsi per l’accesso ai ruoli del personale docente delle scuole secondarie di primo e di secondo grado. Si parlerà, inoltre, dei titoli di studio validi per l’accesso alla professione di insegnante, dei percorsi universitari, della prova finale e molto altro.
Durante l’incontro sarà dato ampio spazio alle domande dei partecipanti.
L’argomento interessa tutte/i coloro che intendano intraprendere la professione di insegnante e anche il personale docente in servizio (che voglia acquisire una abilitazione ulteriore).
FOCUS 2023/24 SULLA NORMATIVA SCOLASTICA, aggiornata all’ultimo contratto
👉 Oltre 30 incontri di formazione di 30 minuti ciascuno sulle principali questioni di normativa scolastica, gratis e aperti a tutti
Prossimi FOCUS ore 17.30: ✅ ME 13 settembre – L’opzione di minoranza: come salvaguardare il lavoro docente [qui la registrazione del FOCUS] – docente tutor e orientatore – formazione obbligatoria – uso didattico delle TIC – prove comuni per classi parallele – didattica per competenze
👉 Se non ricevi il link per partecipare, guarda lo spam e scrivi a cobas.scuola.grosseto@gmail.com
⚠️ ATTENZIONE: puoi guardare i FOCUS precedenti su Youtube, ma essi NON includono le domande e il dibattito!
Filed under: FOCUS di formazione, Opzione di minoranza | Commenti disabilitati su SALVAGUARDARE IL LAVORO DOCENTE: L’OPZIONE DI MINORANZA. Focus 13 settembre 2023
DIFENDIAMO LA SCUOLA DELLA COSTITUZIONE COME AGIRE NEGLI ORGANI COLLEGIALI
Quando i Padri Costituenti scrissero l’art. 33 “L’arte e la scienza sono libere, e libero ne è l’insegnamento”, avevano chiarissimo il ruolo decisivo che la scuola aveva avuto nella fascistizzazione della società italiana; con questo articolo non consegnavano un’individuale libertà al/la docente come lavoratore/trice, ma ponevano il pluralismo e la libertà di insegnamento a garanzia della democrazia di un’intera società: principale obiettivo e responsabilità del/la docente. Che fine ha fatto oggi la libertà di insegnamento? Certo non è stata abolita per legge (né sarebbe possibile, visto che è inscritta nella Costituzione) e nemmeno si sta tornando al libro unico di epoca fascista, ma è indubbio che da diversi anni stiamo assistendo ad un’omologazione decisa e voluta dall’alto che è calata sul mondo della scuola sotto la spinta del pensiero unico neoliberista; essa non è stata sostenuta da provvedimenti normativi stringenti, ma è stata implementata da pressioni forti e costanti che hanno trasformato giorno dopo giorno l’azione didattica e le finalità della scuola pubblica.