CONVEGNO CESP – PALERMO 21-3-2018

Sede prov. p.zza Unità d’Italia, 11 Palermo 091349192 sicilia.cesp@gmail.com http://www.cobas‐scuola.it/Cesp

 

Centro Clinico Koinè  Palermo.‐3292891212 info@centropsicologipalermo.it

http://www.laboratoriogruppoanalisi.com/ segreteria.ldgpalermo@gmail.com

Convegno di Aggiornamento/Formazione con esonero dal servizio per il personale
ATA, DOCENTE, DIRETTIVO, ISPETTIVO, della Scuola pubblica statale

Adolescenze fragili nell’epoca della “Buona scuola”

mercoledì 21 marzo 2018 ore 8.30 – 14.00
Liceo Classico ” Vittorio Emanuele II ”
via Simone di Bologna 11 ‐ Palermo

8.30 – 9.00 Registrazione delle presenze

9.00 Saluto della Dott.ssa Rita Coscarella (DS del L.C. “Vittorio Emanuele II”) e del prof. Carmelo Lucchesi (Cesp Sicilia)

9.10 Relazioni

Giovanna Erika Di Cara (Psicoterapeuta gruppoanalista. Docente COIRAG. Socia del Laboratorio di Gruppoanalisi. Referente del Centro Clinico Koinè )

Tra clinica e scuola, intrecci virtuosi

Giuseppe Ruvolo (Psicoterapeuta. Professore ordinario nell’area Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni presso l’Università di Palermo. Direttore della scuola di specializzazione in psicoterapia psicoanalitica COIRAG sede di Palermo)

Creazione e superamento della soggettività neoliberista di massa

Valentina Lo Mauro ( Psicoterapeuta gruppoanalista. Docente COIRAG. Socia del Laboratorio di Gruppoanalisi)

L’eterotopia e gli spazi della formazione di sé

Giovanni Gabriele Mignosi ( Psicoterapeuta gruppoanalista. Docente COIRAG. Socio del Laboratorio di Gruppoanalisi. Membro del Centro Clinico Koinè)

Narciso allo specchio digitale

12.30 Dibattito e conclusioni

LA LOCANDINA DEL CONVEGNO

IL MODELLO PER LA RICHIESTA DI ESONERO

Il CESP è Ente accreditato per la formazione/aggiornamento del Personale della scuola D.M. 25/07/06 prot. 869 e Circ. MIUR prot. 406 del 21/02/06. La partecipazione ai Convegni Cesp dà diritto, ai sensi degli art. 63 e 64 del CCNL 2006/2009, all’esonero dal servizio. L’attestato di partecipazione sarà rilasciato al termine dei lavori. È consigliato iscriversi al convegno compilando il modulo online all’indirizzo http://www.cobasscuolapalermo.wordpress.com/cesp/. Sarà possibile iscriversi al convegno dalle 8,30 alle 9,00 del giorno di svolgimento, presso l’aula in cui avrà luogo, a condizione che vi siano posti disponibili.

Con il patrocinio di

http://www.coirag.org

ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO: A CIASCUNO IL SUO

Se non fosse stato per le nuove manifestazioni studentesche del 15 dicembre, nessuno ci avrebbe ricordato che il 16 dicembre si sono tenuti i sedicenti “Stati Generali dell’Alternanza Scuola Lavoro”, convocati dalla ministra Fedeli “in risposta” alla giornata di protesta nazionale degli studenti contro l’A-S-L del 13 ottobre scorso.
Sicuramente non ce lo hanno ricordato i Dirigenti Scolastici che, nonostante l’invito ricevuto dal MIUR a segnalare eventuali criticità, non hanno ritenuto di coinvolgere nella consultazione i Collegi dei Docenti, dimostrando una nozione di “Stati Generali” molto simile a quella dei regnanti d’Oltralpe, che lasciarono passare 175 anni, tra il 1614 e il 1789, senza convocarli. Fino a quando non furono travolti dalla Rivoluzione Francese.
Numerosi Collegi dei Docenti, però, rispondendo positivamente alla mobilitazione che abbiamo lanciato qualche settimana fa, hanno voluto prendere ugualmente la parola (talvolta contro la scomposta opposizione di signorotti feudali sotto mentite spoglie di Dirigenti Scolastici) e hanno approvato mozioni nelle quali hanno denunciato le numerose aberrazioni didattiche a cui invariabilmente conduce la costrizione a svolgere attività di Alternanza Scuola Lavoro per un numero esorbitante di ore e per obbligo di legge, alla faccia della teorica autonomia di cui gli istituti scolastici sono titolari.
Mozioni di questo tenore sono state approvate, tra le altre, all’IIS. “M. Polo”, al Liceo Artistico Statale “M. Guggenheim” e al Liceo Classico “M. Foscarini” di Venezia, al Liceo Scientifico “Cattaneo” e al Liceo classico “D’Azeglio” di Torino, al Liceo classico “Cutelli” di Catania.
Qui di seguito, proponiamo la mozione approvata dal Collegio dei Docenti del Liceo “Danilo Dolci” di Palermo.
Rimaniamo connessi: la mobilitazione continua.
MOZIONE DEL COLLEGIO DEI DOCENTI DEL LICEO DELLE SCIENZE UMANE E LINGUISTICO “DANILO DOLCI” DI PALERMO
Al Ministro della Pubblica Istruzione V.le Trastevere ROMA
e p.c. al Consiglio d’Istituto ai genitori e agli studenti
alle Organizzazioni sindacali
agli organi di stampa
Il Collegio dei docenti del Liceo delle Scienze Umane e Linguistico “Danilo Dolci” di Palermo , nella seduta del 14 dicembre 2017, in occasione degli “Stati Generali dell’Alternanza Scuola Lavoro”, indetti dal M.I.U.R. per il 16 dicembre 2017, come momento di riflessione – da parte dei soggetti interessati – sull’innovazione introdotta dalla Legge 107/2015, all’art. 1, commi dal 33 al 43,
VISTO
– l’art. 1 c. 33 della Legge n. 107/2015, che prevede l ‘obbligo di attuazione di 400 ore di alternanza scuola lavoro per gli istituti tecnici e professionali e di 200 ore per i licei;
– l’art. 13 c. 2 lett. c del D. Lgs n. 62/2017, che include tra i requisiti di ammissione agli Esami di Stato lo svolgimento dell’intero ammontare di ore di attività di alternanza scuola lavoro (ASL) nel secondo biennio e nell’ultimo anno;
CONSIDERATO CHE,
in base all’esperienza maturata nei primi due anni di applicazione, 200 ore risultano un numero esorbitante e di difficile attuazione e che, con un quantitativo così alto di ore risulta difficile:
garantire agli studenti esperienze di alternanza collegate in modo organico con il lavoro in classe e con l’indirizzo di studio;
garantire efficacemente la selezione e il monitoraggio dei soggetti esterni che svolgano un’effettiva e mirata attività di formazione e non riducano l’ASL ad una mera esperienza di lavoro gratuito, per lo più di tipo ripetitivo e meramente esecutivo;
evitare di frantumare il gruppo classe con piccoli gruppi di studenti a rotazione in ASL, vista la difficoltà di collocare contemporaneamente tutti gli studenti in fasi dell’anno scolastico compatibili con le esigenze sia della scuola che dei soggetti esterni;
evitare di sottrarre un numero significativo di ore alla didattica ordinaria, rispetto alla quale l’ASL deve avere un ruolo complementare ma non sostitutivo;
– al tempo stesso evitare di sottoporre gli studenti, in particolare quelli con giudizio sospeso, ad un eccessivo carico di lavoro durante i periodi di sospensione delle lezioni;
evitare di svolgere l’ASL con imprese che usino gli studenti con funzioni di fatto sostitutive di lavoratori dipendenti o che comunque tengano comportamenti non responsabili da un punto di vista ambientale, sociale, della sicurezza del lavoro o che svolgano attività non compatibili con i fini formativi della scuola pubblica;
CHIEDE
una modifica legislativa che preveda che, nell’ottica del rispetto della libertà di insegnamento prevista dall’art. 33 della Costituzione e della piena attuazione dell’autonomia, di cui all’art. 21 L.n. 59 /1997, peraltro richiamata tra gli obiettivi principali della stessa Legge 107/2015 art. 1 c.1, siano gli organi collegiali delle Istituzioni scolastiche a deliberare:
se svolgere o meno le attività di Alternanza scuola lavoro, in base agli obiettivi didattici e formativi del PTOF;
la determinazione del quantitativo complessivo minimo di ore di Alternanza scuola lavoro da garantire nel secondo biennio e nell’ultimo anno.

LA SCUOLA PUBBLICA DEVE ESSERE LAICA SOLIDARIETÀ AL PROF. NICOLÒ LA ROCCA, DIRIGENTE SCOLASTICO DELLA DD “RAGUSA MOLETI” DI PALERMO

Nei giorni scorsi, su segnalazione di alcuni genitori di alunni della Direzione Didattica “Ragusa Moleti” di Palermo, il quotidiano Il Fatto ha dato notizia della presenza nei locali della scuola di immagini di culto cattolico e dell’abitudine da parte di alcuni docenti “di far pregare i bambini prima dell’inizio delle lezioni e di far intonare canzoncine benedicenti prima della consumazione della merenda”. Il DS, volendo far rispettare il principio di laicità della Scuola Pubblica e dello Stato Italiano, è prontamente intervenuto facendo rimuovere le immagini di culto e ricordando che nelle scuole pubbliche non è consentito praticare atti di culto.

Nei giorni successivi si è scatenato un asprissimo attacco contro la doverosa decisione del DS:

  • Manifestazioni minacciose da parte di un gruppuscolo di genitori fondamentalisti e di attivisti dell’estrema destra di Forza Nuova.
  • Dichiarazioni (al limite delle intimidazioni) da parte di politicanti di vario colore, dall’estrema destra al PD, proni agli interessi vaticani.
  • Una dichiarazione della ministra Fedeli che, mentre era ospite del 7° Festival della Dottrina sociale della Chiesa in svolgimento a Verona, si è schierata contro il DS La Rocca parlando d’altro: crocifissi rimossi e feste religiose quando invece il DS si è limitato a ricordare che secondo il Consiglio di Stato non è consentito lo svolgimento di atti di culto nelle scuole. La ministra (nota per avere millantato una laurea inesistente e per aver regalato ai genitori il potere di veto sui contenuti dell’insegnamento con la recente emanazione delle linee-guida del MIUR sull’“educazione al rispetto”) ha pure lamentato un presunto “mancato coinvolgimento dei genitori” nella decisione del DS, invece l’iniziativa era partita proprio dalla segnalazione di alcuni genitori e si configurava come un richiamo alla legalità.

Sia chiaro che per i Cobas della scuola la libertà di culto fuori delle aule e degli altri edifici della pubblica amministrazione è un diritto. Come pure è un diritto, per chi professa religioni diverse da quella cattolica o non ne professa alcuna, non imbattersi in simboli o in celebrazioni di atti di culto di qualsiasi religione in detti luoghi.

La natura della Scuola Pubblica deve essere democratica e laica, cioè aperta al confronto e rispettosa di ogni orientamento religioso, filosofico, etico ed ideologico, senza che alcuno di essi prevarichi gli altri.

I Cobas della scuola di Palermo esprimono la loro solidarietà al DS Nicolò La Rocca, che con la sua decisione sta tentando di rimettere nei binari della legalità la scuola che dirige, affinché ogni bambino sia accolto e educato per poter sviluppare le proprie convinzioni quanto più autonomamente possibile.

LA MINISTRA FEDELI A BRACCETTO CON GLI INTEGRALISTI

Linee-guida del MIUR sull’“educazione al rispetto”: la ministra Fedeli va a braccetto con gli integralisti catto-fascisti e regala ai genitori il potere di veto sui contenuti dell’insegnamento.

Per il ritiro del documento e una riscrittura coerente con i valori della scuola pubblica, laica e plurale.

Si attendeva da due anni l’uscita delle linee-guida su quanto previsto nel comma 16 della legge 107/2015 in tema di educazione alla parità tra i sessi e del contrasto alla violenza di genere. La lunga attesa è dipesa dalla subordinazione del MIUR nei confronti delle contestazioni dei gruppi di integralisti cattolici (Pro Vita, Difendiamo i nostri figli, Generazione Famiglia ecc.), spalleggiati dai neofascisti di Forza Nuova, Casa Pound, Libertà-Azione, che intendono demolire qualunque pratica didattica volta alla promozione della parità di genere e al contrasto all’omofobia e transfobia nella scuola e nella società. I catto-fascisti farneticano di “diabolici piani delle lobby omosessualiste” che, non contente del riconoscimento delle unioni civili, vorrebbero sovvertire l’ordine sociale basato sulla famiglia “naturale” usando la scuola, e diffondendovi idee pericolose al fine di produrre confusione sessuale e di genere in bambine, bambini e adolescenti (la fantomatica “teoria del gender”).

Sulla base di questa surreale convinzione, si sono susseguiti in tutta Italia attacchi e minacce a insegnanti e istituzioni (dallo scontro al liceo Giulio Cesare di Roma per la lettura in una classe di un testo di Melania Mazzucco a tematica omosessuale, alle proteste contro lo spettacolo sul bullismo transfobico “Fa’Afafine”), becere propagande di odio (il bus in giro per l’Italia con la scritta “I bambini sono maschi, le bambine sono femmine. La natura non si sceglie. Stop gender nelle scuole”) e furbesche pressioni politiche sul MIUR (sit-in dei gruppi no-gender a giugno e incontro con la ministra Fedeli il 31 luglio). Finalmente, il 27 ottobre, sono uscite le linee-guida del MIUR che avrebbero dovuto indicare alle scuole come sostenere una corretta educazione alle differenze di genere, contrastando il clima reazionario e intimidatorio diffuso su questi temi.

E invece … La lettura del documento dimostra inconfutabilmente che i gruppi no-gender sono i principali interlocutori del MIUR ed hanno ragione ad esultare per un documento che viene loro incontro totalmente, affermando che non ci sarà mai alcuna “teoria del gender” nella scuola (e così confermando la fondatezza dei loro deliri), ma si promuoverà un’educazione basata sulla differenza uomo-maschio/donna-femmina quale fondamento “dell’intero orizzonte esistenziale” di ciascuna e ciascuno (in linea con la propaganda del famigerato pullman). Per giunta, si ribadisce l’attribuzione ai genitori del potere di veto e di intervento sui contenuti della didattica, anche a costo di stravolgere le scelte maturate finora nelle scuole nei piani triennali dell’offerta formativa. Possiamo immaginare che fine faranno progetti rivolti alla prevenzione e al contrasto dell’omofobia e delle discriminazioni.

Altro che il “rispetto” sbandierato nel titolo! Il tema della lotta alla violenza di genere è affrontato nel documento solo nell’ottica, ovviamente condivisibile, della parità uomo-donna. Totalmente ignorata è, invece, la questione dell’omotransfobia, che pure imperversano tra le forme di bullismo più feroce nelle scuole. Così come viene occultato il tema, attualissimo e urgente, dell’educazione alla sessualità e all’affettività. Insomma, va bene l’educazione alla differenza uomo-donna, ma guai a toccare ciò che potrebbe urtare l’iper-sensibilità dell’integralismo catto-fascista, mentre si cerca di distorcere il significato profondo delle lotte femministe per l’uguaglianza, per confermare il più becero binarismo di genere. Eppure altre voci sono nate e cresciute in questi anni, di associazioni e persone che fanno davvero l’educazione al rispetto per le differenze, nella pratica didattica e nella formazione, giorno dopo giorno. Chi crede davvero nel rispetto per tutte e tutti, chi vuole insegnare e imparare senza pregiudizi, chi non ha paura di difendere i diritti dell’altra e dell’altro, non si riconoscerà di certo in queste “linee guida”. Quindi facciamo esprimere con forza queste voci, chiediamo il ritiro di questo documento e una riscrittura coerente con i valori di una scuola pubblica, laica e plurale: l’educazione alle differenze non si fa a braccetto con gli integralisti; ed il rispetto, quello vero, non esclude.

Giovedì 14 settembre 2017 incontro su “Ora di religioni e Filosofie”

Lo scorso 6 aprile si è tenuto a Palermo il convegno promosso dall’UAAR e dal CESP (il centro studi dei Cobas scuola): L’ora di religioni e filosofie. Verso un curriculum per la didattica altenativa all’IRC.
Si è trattato di un primo proficuo momento di riflessione sul tema proposto, che si è concluso con la decisioni di riprendere la discussione e, soprattutto, di valutare la possibilitè di riuscire a riempire di contenuti un curriculum che vada dalla scuola per l’infanzia alla maturità e prevederne possibili strumenti didattici.
Evidentemente si tratta di un progetto ambizioso (che riteniamo utile e necessario) che potrebbe viaggiare anche sulle gambe di tante persone che vivono nel resto d’Italia.
Ecco perché convochiamo per giovedì 14 settembre 2017, dalle ore 18.00 alle 20.00, un incontro presso la sede del circolo UAAR di Palermo, in via Matteo Bonello 39 Palermo, a cui sono invitati coloro che hanno partecipato al predetto convegno e tutte le persone interessate a discutere sul progetto accennato.
Cobas scuola Palermo                               Circolo UAAR di Palermo

Cobas scuola e UAAR sollecitano i DS delle scuole siciliane ad attivare le Attività Alternative all’IRC

I coordinamenti regionali della Sicilia dei Cobas scuola e dell’UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici razionalisti) hanno sottoscritto una lettera che invieranno ai DS di tutte le scuole della nostra Regione, in cui si ricorda la normativa vigente in materia di Attività Alternative all’Insegnamento della Relicione Cattolica e l’obbligo delle scuole di attivare tali Attività qualora fossero presenti alunni che ne hanno fatto richiesta.

Invitiamo chi venisse a conoscenza di mancata o irregolare attivazione delle Attività Alternnative di segnalarcelo, al fine di intervenire per far rispettare il dettato degislativo.

Lettera Cobas – UAAR avvio attività alternative IRC (11.9.17)

NO-INVALSI: successo dello sciopero del 3 maggio. Revoca dello sciopero del 9

Dopo lo sciopero del 3 maggio contro i quiz Invalsi e la legge 107 nella scuola dell’Infanzia, nella Primaria e Media di primo grado, gravissimo e ultra-discriminatorio intervento della Commissione di Garanzia che impedisce ai lavoratori/trici di effettuare il 9 maggio l’analogo sciopero nella scuola Superiore

Lo sciopero del 3 maggio contro i quiz Invalsi e i decreti attuativi della legge 107 ha avuto un buon successo in tante città ed un risultato eccellente in particolare in Sardegna dove, anche grazie alla partecipazione di tanti genitori che hanno tenuto i/le figli/e a casa, un numero elevato di scuole sono state completamente chiuse per lo sciopero di docenti e ATA. I quiz sono saltati parzialmente o totalmente in centinaia di scuole, cosicché i disastrosi indovinelli non sono stati propinati a migliaia di alunni/e della primaria.

Come abbiamo più volte ricordato, lo sciopero e il boicottaggio dell’Invalsi sono stati motivati dal fatto che i decreti attuativi hanno aggravato ulteriormente la centralità già attribuita ai quiz Invalsi nella valutazione delle scuole, degli studenti e dei docenti, visto che nella scuola Media di primo grado le rilevazioni dal prossimo anno rappresenteranno requisito indispensabile di ammissione all’esame conclusivo, mentre nella scuola Superiore, dall’anno successivo, gli studenti verranno sottoposti a quiz i cui esiti saranno riportati all’esame di Maturità, per essere ammessi al quale sarà indispensabile aver svolto il test Invalsi.

In questo modo, la valutazione predisposta dai docenti cederà completamente il passo a quella estrapolata dai quiz standardizzati, con il conseguente ridimensionamento dell’intera professione docente. Gli insegnanti, per adeguarsi ai quiz, dovranno conformare la propria didattica agli indovinelli: ne emerge un modello di docente somministratore di prove standardizzate e “illustratore” di manuali per quiz, nel quadro dell’immiserimento materiale e culturale della scuola pubblica e del ruolo degli insegnanti, destinati ad un lavoro da “manovali intellettuali” tuttofare.

Le buone notizie, che ci sono arrivate dalle scuole, sono state però oscurate dall’intollerabile e ultra- discriminatorio intervento della Commissione di garanzia (sugli scioperi) che ha reiterato, con una decisione gravissima, arbitraria e ingiusta, il divieto, emesso nei giorni scorsi, di scioperare nelle scuole Superiori il 9 maggio, giornata di effettuazione di quiz in tale ordine di scuole. Avevamo appreso una decina di giorni fa, prima con grande sorpresa e sconcerto poi con decisa indignazione, del divieto frapposto dalla Commissione di Garanzia allo sciopero del 9 maggio, divieto motivato sfruttando un sedicente “sciopero generale del Pubblico Impiego” indetto per il 12 maggio da tal “Federazione Sindacati Indipendenti” (FSI), struttura semisconosciuta e del tutto assente nella scuola. Dopo che centinaia di docenti avevano chiesto alla FSI di spostare al 9 maggio lo sciopero delle Superiori, ricevendone risposte sciocche e offensive, abbiamo inviato il 28 aprile una nota di protesta alla Commissione, in cui chiedevamo urgentemente la revoca del divieto. In essa abbiamo sottolineato quanto fosse ingiusta e discriminatoria l’imposizione, perché in passato ripetutamente la Commissione non ha applicato la “rarefazione” (cioè l’intervallo tra uno sciopero e l’altro) nel caso di sovrapposizioni tra scioperi generali e di categoria, anche perché altrimenti la convocazione di uno sciopero generale al mese da parte di chiunque impedirebbe ogni altro sciopero di settore. Tale non- applicazione è avvenuta anche ultimamente, intorno agli scioperi generali dell’8 marzo e del Primo maggio, visto che nelle settimane precedenti e successive tali date sono stati autorizzati numerosi scioperi di categoria, locali, territoriali. Invitavamo la Commissione a tenere nel debito conto il fatto che gli effetti dello sciopero della FSI saranno del tutto nulli nelle Superiori, a causa della loro assenza dal comparto scuola, mentre il nostro sciopero del 9 riguardava solo questo settore e di fatto i/le lavoratori/trici coinvolti nella somministrazione dei quiz. Ricordavamo, infine, che la convocazione dello sciopero da parte della FSI aveva potuto precedere di poche ore la nostra solo perché avevamo dovuto attendere 10 giorni la risposta – risultata poi negativa – della Commissione sul quesito (che la stessa Commissione ci aveva sollecitato, garantendo una risposta rapida) a proposito della possibilità che lo sciopero potesse coinvolgere solo le attività legate alle prove Invalsi e non la normale didattica. Tutte queste argomentazioni sono state di fatto ignorate dalla Commissione, che dando di fatto una mano all’Invalsi, al MIUR, alla ministra Fedeli e al governo dopo il successo della prima giornata di sciopero, ha reiterato il divieto. Che le nostre ragioni fossero forti lo dimostra persino il fatto che la prima notifica di divieto ci è giunta ben due settimane dopo la nostra comunicazione di sciopero, mentre la risposta alla nostra nota di protesta, è giunta cinque giorni dopo la nota stessa e dopo due giorni di riunione “permanente” della Commissione.

Pur indignati/e per un divieto che colpisce il diritto legittimo di docenti ed ATA delle scuole Superiori a scioperare contro gli assurdi quiz Invalsi, e pur più che mai convinti delle nostre ragioni, ci vediamo costretti ad ottemperare al divieto, ingiusto e assolutamente discriminatorio, per non esporre lavoratori/trici a possibili sanzioni pecuniarie e disciplinari. Pertanto revochiamo lo sciopero da noi convocato per il 9 maggio nella scuola Media Superiore su tutto il territorio nazionale e ci auguriamo che possano essere gli studenti ad ovviare a questa nostra forzata assenza nel sacrosanto boicottaggio dei disastrosi indovinelli.

NO-INVALSI: sciopero del 3 maggio. La Commissione di garanzia vuole bloccare quello del 9

Contro i quiz Invalsi e la legge 107 il 3 maggio sciopero nella scuola dell’Infanzia, nella Primaria  e Media di primo grado, mentre la Commissione di Garanzia interviene arbitrariamente contro quello del 9 maggio nella scuola Superiore

Gli otto decreti attuativi della legge 107 hanno aggravato ulteriormente la centralità già attribuita ai quiz Invalsi nella valutazione delle scuole, degli studenti e dei docenti.

Nella scuola Primaria l’Invalsi svolgerà rilevazioni nazionali nelle classi seconda e quinta, il 3 e il 5 maggio.

Nella scuola Media le rilevazioni dal prossimo anno rappresenteranno requisito indispensabile di ammissione all’esame conclusivo.

Nella scuola Superiore, le cui prove si svolgeranno il 9 maggio, dall’a.s. 2018/2019 gli studenti verranno sottoposti a quiz in inglese, italiano, matematica, i cui esiti saranno riportati all’esame di Maturità, per essere ammessi al quale è indispensabile aver svolto i quiz.

Insomma, la valutazione predisposta dai docenti cede completamente il passo a quella estrapolata dai quiz standardizzati, considerati il più “qualificato” strumento per giudicare gli apprendimenti, con il conseguente ridimensionamento dell’intera professione docente.

L’Invalsi determinerà la valutazione delle scuole e delle modalità di insegnamento dei docenti che, per adeguarsi ai quiz, dovranno conformare la propria didattica agli indovinelli.

Ne emerge un nuovo modello di docente “adattabile”, somministratore di prove standardizzate e “illustratore” di manuali per quiz, nel quadro dell’immiserimento materiale e culturale della scuola pubblica e del ruolo dei docenti, destinati ad un lavoro da “manovali intellettuali” tuttofare, flessibili e disponibili alle mutevoli esigenze di una sempre più cialtrona “scuola-azienda”.

Per tutte queste ragioni, nel quadro della più generale opposizione alla legge 107 e agli otto decreti attuativi, abbiamo indetto per il 3 maggio (scuola dell’Infanzia, Primaria e Media di primo grado) e per il 9 maggio (scuola Superiore) lo sciopero dell’intera giornata del personale docente ed ATA, al fine di boicottare i quiz come strumento di valutazione delle scuole, degli studenti e del personale.

Ma nei giorni scorsi, sullo sciopero del 9 vi è stato un pesantissimo e arbitrario intervento della Commissione di Garanzia che, sfruttando un sedicente sciopero generale del Pubblico Impiego indetto per il 12 maggio dalla Federazione Sindacati Indipendenti (FSI), struttura semisconosciuta non presente nella scuola, intende imporci la revoca dello sciopero. Dopo che tanti docenti hanno chiesto alla FSI di spostare al 9 maggio lo sciopero delle Superiori, ricevendone risposte sciocche e offensive, abbiamo inviato il 28 aprile una nota di protesta alla Commissione, in cui chiediamo urgentemente la revoca del divieto. In essa sottolineiamo quanto sia ingiusta e discriminatoria l’imposizione, perché ripetutamente la Commissione non ha applicato la “rarefazione” (cioè una settimana di intervallo tra uno sciopero e l’altro) nel caso di sovrapposizioni tra scioperi generali e di categoria, anche perché altrimenti la convocazione di uno sciopero generale al mese da parte di chiunque impedirebbe ogni altro sciopero di settore. Tale non-applicazione è avvenuta anche ultimamente, intorno agli scioperi generali dell’8 marzo e del Primo maggio, visto che nelle settimane precedenti e successive tali date sono stati autorizzati numerosi scioperi di categoria, locali, territoriali. Va inoltre tenuto conto che gli effetti dello sciopero della FSI saranno infinitesimali nelle Superiori, mentre il nostro sciopero del 9 riguarda solo questo settore e neanche tutta la scuola. Infine, va sottolineato che la convocazione dello sciopero da parte della FSI ha preceduto di poche ore la nostra per il 9  solo perché abbiamo dovuto attendere ben 10 giorni (dal 27 marzo al 6 aprile) la risposta – risultata negativa –  della Commissione sul quesito (che la stessa Commissione ci aveva sollecitato, garantendo una risposta rapida) a proposito della possibilità che lo sciopero (di “mansione”) potesse coinvolgere solo le attività legate alle prove Invalsi e non la normale didattica.

Ci auguriamo vivamente che la Commissione, alla luce di questi fatti, ripari l’ingiusta richiesta di revoca e consenta ai lavoratori/trici delle Superiori di scioperare il 9 maggio. Attendiamo per domani la risposta, e poi prenderemo le nostre decisioni, fermo restando la nostra volontà di non esporre docenti ed Ata a possibili, per quanto sommamente ingiuste, sanzioni pecuniarie.

Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS

Stefano d’Errico segretario nazionale UNICOBAS

2 maggio 2017

SCIOPERO CONTRO I QUIZ INVALSI

Contro i quiz Invalsi, la legge 107 e gli otto decreti attuativi

SCIOPERO DELLA SCUOLA

3 maggio – Infanzia, Primaria e Media di primo grado

9 maggio – Media Superiore

Dal quadro generale degli otto decreti attuativi della legge 107 – approvati definitivamente il 7 aprile dal Consiglio dei Ministri e contro i quali abbiamo effettuato con successo lo sciopero generale del 17 marzo – emerge la centralità attribuita ai quiz Invalsi nella valutazione delle scuole, degli studenti e dei docenti.

Nella Scuola Primaria essi svolgono rilevazioni nazionali nelle classi seconda e quinta, che costituiscono parte prioritaria di tale valutazione.

Nella Scuola Media le rilevazioni, che riguardano italiano, matematica e inglese nella classe terza, dal prossimo anno rappresenteranno requisito indispensabile di ammissione all’esame conclusivo.

Nella Scuola Superiore le prove si svolgeranno nella classe seconda e quinta; e durante l’ultimo anno gli studenti verranno sottoposti a quiz in inglese, italiano, matematica, i cui esiti saranno riportati all’esame di Maturità – per essere ammessi al quale è indispensabile aver svolto i quiz – in una specifica sezione del curriculum.

Infine, per quel che riguarda l’Università, i risultati Invalsi potranno essere decisivi per l’accesso alle facoltà.

Insomma, la valutazione predisposta dai docenti, quale atto cruciale del complesso e delicato processo dell’apprendimento, cede completamente il passo alla valutazione didascalica degli studenti e delle scuole (oltre che degli insegnanti stessi) attraverso i quiz standardizzati, considerati il più “qualificato” strumento per giudicare gli apprendimenti, con il conseguente ridimensionamento dell’intera professione docente.

Le rilevazioni Invalsi saranno non una presunta forma di “autovalutazione”, ma la valutazione vera e propria della scuola e delle modalità di insegnamento dei docenti che, per adeguarsi ai quiz, come già ampiamente verificato in questi anni, dovranno conformare la propria didattica a quanto previsto dall’Invalsi. Da tutto ciò emerge, quindi, il modello del docente “adattabile”, derubricato a somministratore di prove standardizzate, le uniche ad avere reale valore nella valutazione, e ad “illustratore” di manuali per quiz, nel quadro dell’immiserimento materiale e culturale della scuola pubblica e del ruolo dei docenti, destinati ad un lavoro da “manovali intellettuali” tuttofare, flessibili e disponibili alle mutevoli esigenze di una sempre più cialtrona “scuola-azienda”.

Nel contempo, gli otto decreti attuativi hanno ulteriormente aggravato la condizione di lavoro degli ATA, così come avevamo denunciato nella piattaforma dello sciopero del 17 marzo: in particolare, ai collaboratori scolastici viene imposto anche l’obbligo delle “mansioni di cura” per i disabili ed un ulteriore carico di lavoro del tutto estraneo alle loro qualifiche.

Per il futuro reclutamento dei docenti non si riconoscono appieno le abilitazioni già conseguite né il servizio prestato e si delinea un infinito percorso di apprendistato.

Per i disabili si mira a distruggere l’inclusione in base a logiche di mero risparmio e a ridurre gli insegnanti di sostegno, per delegare progressivamente tale attività all’intero personale docente.

Si aggrava la centralità dell’ “alternanza scuola-lavoro”, forma sfacciata di apprendistato gratuito, che diviene addirittura materia di esame alla Maturità.

Con il “sistema integrato 0-6 anni”, si abbassa il livello della Scuola dell’Infanzia pubblica, con il grave rischio per il personale di trasferimento negli Enti Locali, creando caos gestionali in scuole Primarie già oberate di pesi e di ruoli.

Convochiamo dunque per il 3 maggio (Scuola dell’Infanzia, Primaria e Media di Primo grado) e per il 9 maggio (Media Superiore) lo sciopero dell’intera giornata del personale docente ed ATAal fine di boicottare i quiz Invalsi e per la loro cancellazione come strumento di valutazione delle scuole, degli studenti e del personale.

CONVEGNO CESP-UAAR Palermo 6 aprile 2017

Convegno-laboratorio di aggiornamento/formazione con esonero dal servizio per il personale ATA, DOCENTE, DIRETTIVO della Scuola pubblica statale di ogni ordine e grado

L’ORA di RELIGIONI

e FILOSOFIE

Verso un curriculum inclusivo per la didattica alternativa all’IRC

giovedì 6 APRILE 2017 ore 8:30 – 17:00

I.I.S. “Damiani Almeyda – Crispi” – largo Mineo, 4 (ex piazza Campolo) Palermo

L’attestato di partecipazionen sarà rilasciato alle 13,00 al termine della sessione mattutina o nel pomeriggio per chi parteciperà anche alla sessione laboratoriale.

*LA LOCANDINA   *IL PROGRAMMA DEL CONVEGNO   *IL MODELLO PER LA RICHIESTA DI ESONERO

PROGRAMMA

8:30 – Registrazione

9:00 – Saluti e introduzione

9:10 – INTERVENTI

Giorgio MAONE – UAAR

Alternativa o avanguardia?

Carmelo LUCCHESI – CESP

L’alternativa è più semplice di quanto si creda

Giuseppe BURGIO – Università di Enna “Kore”

Cultura religiosa e filosofica: considerazioni pedagogiche

10:45 – Pausa

11:00 – INTERVENTI

Augusto CAVADI – Consulente filosofico

Dall’Insegnamento della Religione Cattolica allo studio delle religioni

Concetta MONACHELLO e Giuseppa MESSINA – Gruppo Nidi e Infanzia Sicilia

Il gioco e la nascita del pensiero critico

Alfonso Maurizio IACONO – Università di Pisa

I bambini giocano. Filosofia, conoscenza e apprendimento alle elementari

12:00 – Dibattito

13:00 – Pausa pranzo

14:30 – Lavoro di gruppo

15:45 – Pausa

16:00 – Report dai gruppi

16:45 – Conclusioni

IL CESP è Ente Accreditato per la formazione del personale della scuola Dir. MIUR 170/2016 . ESONERO DAL SERVIZIO PER IL PERSONALE DIRIGENTE, DOCENTE E ATA ai sensi dei commi 4, 5 e 7 dell’art. 64 del CCNL Scuola 2006/2009

Informazioni e iscrizioni → https://cobasscuolapalermo.wordpress.com/cesp