MALEDETTO ALGORITMO: errori nelle nomine da GaE e GPS

In questi pochi giorni ci sono arrivate moltissime richieste di chiarimento e di intervento per errori nelle nomine a tempo determinato da GAE e GPS.
Abbiamo a suo tempo denunciato la carenza di personale negli uffici pubblici, negli uffici scolastici, e nelle scuole, che viene sottoposto ad una pressione e ad uno stress insopportabili per la mole e la complessità di lavoro richiesto, spesso inutile, perché frutto di complicazioni che si possono evitare.
Abbiamo a suo tempo fatto rilevare che le graduatorie provinciali erano così dense di errori che nessun gruppo umano avrebbe potuto correggerle in tempi così limitati, anche perché le norme sono così complesse, differenziate, bizantine, che non possono essere digerite e interiorizzate da chi si è visto attribuire il compito ingrato di valutare centinaia di domande.
Abbiamo contestato sin dall’inizio la decisione ministeriale di affidare una procedura così complessa ad un algoritmo che ignora le situazioni concrete e non interagisce con gli utenti e nemmeno con gli uffici.
Abbiamo a suo tempo denunciato l’assurdità delle norme delle ordinanze sulle supplenze, le regole capestro previste per chi rinuncia ad una nomina, anche per giustificati motivi; l’assurdità di un sistema di domande e dichiarazioni online, che appare un insieme di trappole costruite in modo da richiedere la ripetizione meccanica di informazioni, che peraltro il sistema dell’istruzione conosce già e ha già acquisito, il che favorisce le confusioni e gli errori da parte degli utenti.
A questi errori o imperfezioni non è stato dato modo di rimediare nemmeno in situazioni in cui l’Amministrazione aveva tutti i dati per procedere ad una rettifica del punteggio favorevole al diretto interessato. Se una persona ha dichiarato un titolo per una graduatoria e non per un’altra, non gli è stato attribuito il punteggio spettante, ma in base al fatto che la dichiarazione sia stata fatta nella casellina giusta. Il che significa che si seleziona la classe docente in base non alla preparazione e ai titoli effettivi posseduti, ma in base a quanto si è ligi nel compilare un modulo come vuole il padrone. La cosa è significativa e non casuale, vista la voluta complicazione di tutte le domande e dichiarazioni inutili che vengono richieste.
Come Organizzazione Sindacale abbiamo cercato di produrre non solo reclami, ma anche semplici segnalazioni di errori, non solo per tutelare il personale, ma anche per favorire il lavoro delle scuole e degli uffici ed evitare che si facessero assegnazioni errate di incarichi, che avrebbero inficiato le possibilità degli aventi diritto.
Nonostante la consapevolezza che il lavoro di revisione degli organici e delle graduatorie fosse incompleto, gli uffici scolastici territoriali, per rispettare le tempistiche imposte dal Ministero, hanno dato avvio al meccanismo infernale delle nomine online, governato da un algoritmo incapace di distinguere e valutare, incontrollabile dalle menti umane.
La prima osservazione è che tutta la procedura è totalmente contraria al principio di trasparenza: non si può sapere perché il sistema nomini alcuni e non nomini altri che li precedono. Non si può sapere come sono state fatte le domande. Non si può sapere, se non attraverso una specifica e motivata richiesta di accesso agli atti, chi sia titolare di precedenza o di riserva di un posto. Perciò a chi legga il bollettino delle nomine, esse appaiono del tutto incomprensibili.
Anche quest’anno le nomine appaiono dense di errori, e non di poco conto.
Innanzitutto gli organici sulla base dei quali si sono fatte le nomine si sono rivelati non corrispondenti alle situazioni reali: alcuni colleghi, quando sono andati a prendere servizio nelle sedi di nomina hanno appreso che le cattedre assegnate non sussistevano o erano diverse da quelle assegnate. I casi sono molteplici e in casi come questi emerge che le nomine in presenza rende trasparente le operazioni. Mentre con le nomine online vengono recapitati pacchetti regalo non graditi e non richiesti.
In secondo luogo le graduatorie sulla base delle quali si è operato sono piene di errori. Il sistema di valutazione viene affidato ad una macchina che non è in grado di capire la situazione globale e di interagire con intelligenza con una domanda, ma la valuta in base alle spunte e alle caselle compilate.
Molte segnalazioni di errori e molti reclami non sono stati accolti dall’Amministrazione: in questo sistema di lavoro, che moltiplica il lavoro inutile, il personale non è in grado e non ha il tempo di accogliere tutti i reclami. E perciò le graduatorie pubblicate sono ancora da rettificare e questo ha comportato errori nelle nomine.
Sembra che gli errori dipendano non solo da come sono state compilate le domande, ma anche dall’Amministrazione Scolastica che non ha verificato l’assenza di titoli validi per l’inserimento nella graduatoria specifica e che ha adottato un meccanismo di nomina in cui il controllo è sovraumano.
Non è chiaro, per la mancanza di trasparenza delle procedure, come siano state attribuite le cattedre ai riservisti né come siano state attribuite le precedenze ai beneficiari della legge n. 104/1992, ma ad un confronto da situazioni che sembrano analoghe non sono chiari i criteri.
In molte graduatorie compaiono docenti in prima fascia inseriti senza riserva, quando invece non hanno i titoli per avere lo scioglimento della riserva: tra questi coloro che avevano superato la prova scritta ma non la prova orale. E molti di loro affermano di non aver proceduto a scioglierla.
E ciononostante compaiono in prima fascia e sono stati nominati sulla base della errata posizione in prima fascia.
Sono state date cattedre orario esterno costituite al di fuori delle norme previste: senza rispettare i criteri di distanza e raggiungibilità o, addirittura, superando il vincolo delle tre scuole in due comuni. Con quali mezzi bisognerebbe raggiungere i luoghi di lavoro? Possedere l’automobile e la patente di guida sono diventati requisiti per insegnare? Il fatto che cattedre del genere siano state costituite dal sistema e regolarmente autorizzate in organico di diritto non giustifica la cosa.
In ogni caso, a chi venga data una cattedra di questo genere, dovrebbe essere garantito il pagamento delle ore necessarie a trasferirsi da una sede all’altra, come prevede il codice civile e ha chiarito la Corte di Cassazione (Sent. n. 17511/2010), ma che il contratto nazionale di lavoro non garantisce e che dovrebbe essere a carico delle magre dotazioni finanziarie delle cosiddette autonomie scolastiche. Il che permette agli uffici scolastici di disinteressarsi totalmente della faccenda, mentre la questione è strutturale.
Poiché questi errori dipendono dall’Amministrazione Scolastica, deve esservi posto rimedio.
In primis devono essere rettificate le graduatorie provinciali, in secondo luogo devono essere rettificate le disponibilità dei posti, in terzo luogo devono essere rettificate le nomine di supplenza.
Non si capisce se e come sia possibile rettificare le nomine di una sola classe di concorso, o di una sola tipologia di posto, senza toccare le altre, stante che quasi tutti i docenti sono inseriti in molteplici graduatorie. Allo stato attuale l’unica strada possibile da percorrere sembra essere il rifacimento totale delle nomine. All’Amministrazione Scolastica spetta anche questa gravosa decisione: ma che sia necessaria una rettifica è assolutamente indubbio ed urgente.

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