«il proibire una moltitudine di azioni…non è prevenire i delitti che ne possono nascere,ma… è un crearne di nuovi… e il più sicuro ma il più difficil mezzo di prevenire i delitti è il perfezionare l’educazione» Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene, 1764
Il cosiddetto Decreto Sicurezza è un intervento “simbolico” che, attraverso l’introduzione di almeno quattordici nuovi reati e l’inasprimento delle pene per almeno altri nove già esistenti, mostra la faccia feroce di un Governo che da un lato vuole rispondere con vuota propaganda alla pancia di una popolazione incattivita dal peggioramento generale delle proprie condizioni di vita e dall’altro criminalizza la marginalità sociale e le manifestazioni di dissenso, senza nessun incremento reale della sicurezza di cittadini e cittadine.
Il 20 gennaio 2025 la Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibili quattro quesiti referendari su tematiche legate al Jobs Act, alle tutele contrattuali dei lavoratori e agli infortuni sul lavoro. La Corte ha accettato anche un quinto referendum per ridurre da 10 a 5 anni i tempi di residenza legale continuativa in Italia degli stranieri per presentare la domanda di concessione della cittadinanza italiana. Invece, il quesito molto importante volto ad abrogare interamente la legge Calderoli, la riforma dell’Autonomia differenziata, è stato dichiarato inammissibile dalla Consulta.
Invitiamo a recarsi alle urne l’8 o il 9 giugno e votare SÌ ai cinque REFERENDUM