LA “CATTIVA SCUOLA” È APPROVATA

La “Cattiva Scuola” di Renzi è approvata in Parlamento, mentre al di fuori è respinta unanimemente dal popolo della scuola

Ma il governo, il PD e Renzi pagheranno pesantemente l’aggressione alla scuola pubblica

Dal 1° settembre in ogni scuola “barricate” unitarie per impedire l’applicazione della legge 

Non ci aspettavamo certo che, dopo l’imposizione violenta della fiducia al Senato, il ducetto Renzi rinunciasse proprio alla Camera – laddove ha una maggioranza schiacciante grazie ai dittatoriali meccanismi elettorali – a far approvare la sua cattiva scuola. Né possiamo sperare che ora un presidente della Repubblica “miracolato” da Renzi riconosca, come dovrebbe, l’anticostituzionalità di una legge che persino la commissione del Senato ha dichiarato tale.

Dunque, la porcata è compiuta: il distruttivo articolato è purtroppo legge. Il popolo della scuola pubblica ha fatto tutto il possibile, e anche qualcosa in più, per bloccarla; e in qualsiasi altro paese “occidentale” il governo avrebbe fatto marcia indietro, ma non in Italia dove da decenni il disprezzo della politica politicante nei confronti dei movimenti sociali, delle espressioni dirette e genuine della società è a livelli record. Restiamo però assolutamente convinti, pur avendo perso una battaglia importante, di poter vincere la guerra che il governo ha dichiarato alla scuola pubblica. Lo scontro si intensificherà fin dal primo settembre in forme rinnovate, diffuse e profonde. Stante la determinazione, l’unità e l’indignazione corale riconfermatesi anche nei giorni della discussione in piazza a Montecitorio, Renzi vedrà ingigantirsi nei prossimi tempi la drastica sconfessione, elettorale e di consenso, già operata nei confronti del PD nelle ultime settimane.

Ma soprattutto la cattiva scuola dovrà affrontare da settembre uno scontro permanente in ogni istituto, fin dalla prima riunione dei Collegi docenti e dei Consigli di istituto: si passerà dalla battaglia campale ad una “guerriglia”, non-violenta ma pervasiva, diffusa, continua e logorante per i sostenitori della scuola-azienda. Ogni scuola dovrà costituire una barricata contro l’applicazione del DdL. I docenti non accetteranno mai di perdere la libertà di insegnamento, di essere assunti e licenziati da un preside-padrone che dovrebbe sceglierli da Albi di migliaia di persone, di essere premiati o puniti da un “gran Giurì” che dovrebbe, a proprio pretestuoso giudizio, valutarne il lavoro e le capacità, distruggendo la collegialità didattica e fomentando uno scontro interno quotidiano.

È di grande importanza che nelle prossime settimane sia i sindacati nazionali sia tutte le strutture unitarie di scuola e locali discutano e trovino modalità comuni di conduzione di questa “guerriglia” che, dovendosi condurre in migliaia di scuola in forma quotidiana, è certamente più complessa e irta di trappole dei conflitti condotti finora “in campo aperto”. Così come il popolo della scuola deve valutare se esistono altri strumenti utili extra-scuola, oltre agli scioperi e manifestazioni da condurre in autunno nelle stesse forme unitarie già raggiunte: come ad esempio il referendum abrogativo di cui si parla o le procedure per l’ammissione dell’anticostituzionalità della legge.

Ma, soprattutto in materia referendaria, non sono ammesse improvvisazioni, superficialità o strumentalità politicanti: ed è bene dire in anticipo a partiti o partitini, esistenti o in formazione, che non saranno perdonati dannosi e velleitari tentativi di cavalcare il movimento della scuola – tanto più da parte di chi nulla ha fatto di concreto per aiutarne finora la lotta – con proposte referendarie affrettate che tentino di scavalcare l’unico soggetto abilitato a decidere in materia, e cioè il popolo della scuola pubblica in tutte le sue articolazioni. Oltre agli esiti sempre incerti (e pressoché sempre vanificati, anche quando vittoriosi) dei referendum degli ultimi anni vi sono difficoltà non trascurabili in merito alle parti abrogabili, per l’intreccio con norme finanziarie e fiscali non “referendabili”, necessità di presentare quesiti coerenti ed omogenei e di trovare l’accordo non solo sui punti più osceni della legge, ma anche su altri sui quali poco il movimento ha discusso unitariamente. Dunque, un lavoro complesso che esige una discussione profonda e articolata, di certo non consegnata alla strumentalizzazione di una politica politicante del tutto esterna al popolo della scuola in lotta. Ed in ogni caso non ci saranno referendum o altri strumenti giuridici che ci salveranno se dal primo settembre il boicottaggio e la non applicazione della legge non saranno ampiamente maggioritari nelle migliaia di scuole, luogo quotidiano e decisivo della “guerriglia” in difesa della scuola pubblica.

LA CAMERA DISCUTE, LA SCUOLA PROTESTA. A Palermo martedì 7 luglio ore 17.00 alla sede regionale RAI di viale Strasburgo

La lotta contro il ddl “cattiva scuola” non va in vacanza: il 7 luglio, in occasione del voto finale alla Camera, manifestazioni in numerose città (a Palermo ore 17.00 sede regionale RAI di viale Strasburgo)

E da settembre ogni scuola, ogni Collegio docenti e Consiglio di istituto siano una barricata contro l’applicazione della legge 

Dopo che al Senato il ducetto Renzi ha imposto la “fiducia” sul Ddl-cattiva scuola, la legge passa il 7 luglio alla Camera per il voto definitivo, il cui esito è purtroppo scontato, vista la maggioranza schiacciante che il PD ha in quel ramo del Parlamento. Pur tuttavia il movimento contro la cattiva scuola governativa non va in vacanza e prosegue la sua lotta, manifestando a Roma a Montecitorio in quella giornata e fino al voto conclusivo. Analoghe iniziative si terranno in altre città, in contemporanea con quella romana, nella ferma e corale convinzione che seppure Renzi, nella sua guerra totale contro il popolo della scuola pubblica, ha vinto la prima battaglia, lo scontro continuerà in forme rinnovate, diffuse e profonde a settembre, facendo pagare assai cara a Renzi e al governo la loro prima e provvisoria vittoria. Vista la rabbia, la determinazione, l’unità e l’indignazione corale del popolo della scuola pubblica nei confronti del governo e in particolare del PD, “dominus” incontrastato di esso, è davvero sciocca illusione la speranza renziana che i protagonisti dell’istruzione pubblica dimentichino nei prossimi mesi l’insultante e distruttivo scempio della “cattiva scuola” e non ripetano, persino a livelli superiori, la drastica sconfessione, elettorale e di consenso, già operata nei confronti del PD nelle ultime settimane, che ne ha provocato la vistosa emorragia di voti nelle amministrative e il crollo dei consensi, registrato in ogni sondaggio, per il Conducator Renzi.

Ma soprattutto la cattiva scuola governativa dovrà affrontare uno scontro permanente in ogni istituto da settembre in poi. Fin dalla prima riunione dei Collegi docenti e dei Consigli di istituto, si passerà, come abbiamo già scritto, “dalla battaglia campale ad una guerriglia”, non-violenta ma assai pervasiva, diffusa, continua e logorante per i sostenitori della cattiva scuola-azienda. In termini conflittuali, ogni scuola costituirà una barricata contro l’applicazione del Ddl. I docenti non accetteranno mai di perdere la libertà di insegnamento, di essere assunti e licenziati da un preside-padrone che dovrebbe sceglierli dittatorialmente da Albi di migliaia di persone, di essere premiati o puniti da un “gran Giurì” – composto dallo stesso “padrone”, da tre docenti , uno studente e un genitore (o due genitori) – che dovrebbe, a proprio insindacabile, pretestuoso e immotivato giudizio, valutarne il lavoro e le capacità didattica, imponendo in ogni istituto un potere assoluto, e distruttivo della collegialità didattica, e fomentando lo scontro interno quotidiano.

Forti di tali convinzioni per il futuro ravvicinato, qui ed ora la protesta non va in vacanza e si esprimerà nuovamente il 7 luglio in varie città e in particolare a Roma ove – a piazza Montecitorio (ore 17.00) –manifesteremo ancora una volta, insieme alle scuole, alle RSU e agli altri sindacati, la nostra indignazione contro l’intollerabile imposizione governativa.

LA MOBILITAZIONE CONTRO “LA CATTIVA SCUOLA” NON VA IN VACANZA

LA MOBILITAZIONE CONTRO “LA CATTIVA SCUOLA” NON VA IN VACANZA

MARTEDÌ 7 LUGLIO ore 17.00

presidio di fronte alla sede Regionale RAI, in viale Strasburgo

Per dare continuità alla lotta e un segnale concreto che la mobilitazione contro il D.d.L. “La Cattiva Scuola” non va in vacanza, partecipiamo al presidio in occasione della discussione alla Camera dei Deputati.

Il testo modificato – un unico articolo con 212 commi (A.C. 2994-B) all’esame dalla VII Commissione della Camera dal 30 giugno 2015 – prevede:

Potenziamento autonomia scolastica

Dotazione di risorse umane, materiali e finanziarie, nonché la flessibilità, necessarie a realizzare le scelte formative e organizzative delle singole scuole (art. 1, commi 1-4).

Piano triennale dell’offerta formativa

In questo Piano le scuole indicheranno il fabbisogno di personale docente e ATA (per quest’ultimo, nel rispetto dei limiti e dei parametri stabiliti dal D.P.R. 119/2009). Il Piano è predisposto dal collegio dei docenti, sulla base degli indirizzi e delle scelte di gestione definiti dal dirigente scolastico, ed è approvato dal consiglio di istituto (art. 1, commi 5-7, 12-17 e 19);

Organico dell’autonomia

Dall’a.s. 2016-2017, sarà composto da posti comuni, posti di sostegno e posti per il potenziamento dell’offerta formativa. Dallo stesso a.s., i ruoli del personale docente saranno regionali, articolati in ambiti territoriali, la cui ampiezza – inferiore alla provincia o alla città metropolitana – dovrà essere definita entro il 30 giugno 2016. Sempre entro il 30 giugno 2016 dovranno costituirsi reti fra scuole dello stesso ambito territoriale per l’utilizzo dei docenti.

L’organico dell’autonomia sarà tenuto ad assicurare prioritariamente la copertura dei posti vacanti e disponibili (art. 1, commi 63-77). Lo stesso personale potrà essere utilizzato per la copertura di supplenze temporanee fino a 10 giorni (art. 1, comma 85).

Aumento poteri del dirigente scolastico

Dall’a.s. 2016-2017, conferisce incarichi triennali ai docenti assegnati all’ambito territoriale anche tenendo conto delle candidature presentate dagli stessi e valorizzando il curriculum, le esperienze e le competenze professionali. Possono essere svolti colloqui. I criteri adottati, gli incarichi e il curriculum sono pubblicati sul sito delle scuole. Il dirigente scolastico deve dichiarare l’assenza di rapporti di parentela o affinità, entro il secondo grado. Gli incarichi riguardano prioritariamente posti comuni e posti di sostegno vacanti e disponibili e sono rinnovati, purché in coerenza con il piano triennale dell’offerta formativa. Nel caso di più proposte di incarico, è il docente che sceglie. Per i docenti che non hanno ricevuto o accettato proposte, provvede l’ufficio scolastico regionale (art. 1, commi 78-82). I docenti già in ruolo conservano la titolarità presso la scuola di appartenenza (art. 1, comma 73). Può scegliere fino al 10% dei docenti da cui farsi coadiuvare (art. 1, comma 83).

Piano di assunzioni

Per l’a.s. 2015/2016, per vincitori ed idonei del concorso del 2012 e iscritti nelle GaE. La prima fase del piano straordinario si conclude con l’assunzione entro il 15 settembre 2015. Per le fasi successive (decorrenza giuridica 1/9/2015), è necessario presentare domanda di assunzione, esprimere l’ordine di preferenza fra tutte le province, e se si è in possesso della specializzazione, fra posti di sostegno e posti comuni (art. 1, commi 95-104).

Altro concorso, entro il 1/12/2015, con attribuzione di un maggior punteggio al titolo di abilitazione all’insegnamento e al servizio prestato a tempo determinato per un periodo continuativo non inferiore a 180 giorni (art. 1, comma 114).

Piano straordinario di mobilità territoriale e professionale

Per l’a.s. 2016/2017 – per tutti i posti vacanti e disponibili, rivolto ai docenti assunti a tempo indeterminato entro l’a.s. 2014/2015, in deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia (art. 1, comma 108).

Graduatorie

Le graduatorie di merito dei concorsi banditi prima del 2012 sono soppresse dopo le immissioni per l’a.s. 2015/2016.

La I fascia delle graduatorie di circolo e di istituto continua ad esplicare la propria efficacia per chi è già iscritto alla data di entrata in vigore della legge e non è assunto a col piano “straordinario”.

Dall’a.s. 2016/2017, alle graduatorie di circolo e di istituto si accede solo con un titolo di abilitazione (art. 1, commi 95 e 105-107);

Il limite dei 36 mesi si applica solo ai contratti che saranno stipulati a decorrere dal 1/9/2016 (art. 1, commi 131-132).

Comitato di valutazione

Relativamente al periodo di formazione e prova, la valutazione sarà effettuata dal dirigente scolastico, sentito il Comitato composto solo dal dirigente e da 3 docenti, più il tutor (art. 1, commi 115-120).

Relativamente ai premi da attribuire ai docenti, al Comitato partecipano anche due rappresentanti dei genitori, per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo, un rappresentante degli studenti e un rappresentante dei genitori, per il secondo ciclo di istruzione, nonché un componente esterno (art. 1, comma 129).

Formazione

Sarà obbligatoria e definita dalle scuole sulla base delle priorità indicate nel Piano nazionale di formazione – da adottare ogni tre anni – nonché in coerenza con i Piani di miglioramento adottati nell’ambito della fase di autovalutazione.

Carta elettronica di 500€ per l’aggiornamento e la formazione del docente di ruolo (art. 1, commi 121-125).

Fondo per il merito dei docenti

Dal 2016, le risorse saranno assegnate ai docenti “meritevoli” dal dirigente scolastico sulla base di criteri individuati dal Comitato per la valutazione (art. 1, commi 126-130).

Valutazione dei dirigenti scolastici

Da parte del Nucleo per la valutazione (art. 25 d.lgs. 165/2001) coerentemente con l’incarico triennale, connessa alla retribuzione di risultato (art. 1, commi 93-94).

Agevolazioni fiscali

Credito d’imposta del 65% per il 2015 e il 2016 e del 50% per il 2017 per chi effettua erogazioni liberali in denaro (max € 100.000) (art. 1, commi 145-150);

Detrazione IRPEF, fino a € 400 euro per studente iscritto in scuole private (art. 1, comma 151).

Deleghe al Governo

Redazione di un nuovo testo unico; insegnamento nella scuola secondaria con l’accorpamento della formazione iniziale con quella dell’accesso alla professione; inclusione scolastica degli studenti con disabilità e bisogni educativi speciali; percorsi dell’istruzione professionale; nuovo sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino ai sei anni; definizione dei livelli essenziali del diritto allo studio; scuole italiane all’estero; modalità di valutazione e certificazione delle competenze degli studenti del primo ciclo e le modalità di svolgimento degli esami di Stato del primo e del secondo ciclo; promozione della cultura umanistica.

ASSEMBLEA PROVINCIALE ISCRITTI COBAS SCUOLA

ASSEMBLEA PROVINCIALE DEGLI ISCRITTI COBAS SCUOLA

MERCOLEDÌ 1° LUGLIO 2015, ore 17.00/19.30

SEDE COBAS, piazza Unità d’Italia n. 11

Odg:

  1. Situazione politico-scolastica.
  2. Lo stato delle vertenze in corso.
  3. Elezione dei delegati per l’assemblea nazionale dell’11 e 12 luglio 2015 a Genazzano (Roma).
  4. Varie ed eventuali.

Si raccomanda la partecipazione di tutti gli iscritti.

TUTTI AL MASSIMO PER ACCOGLIERE FARAONE E GIANNINI

VENERDÌ 26 e SABATO 27 GIUGNO

TUTTI AL MASSIMO

PER ACCOGLIERE FARAONE E LA MINISTRA GIANNINI

Venerdì 26 alle ore 15.00 e sabato 27 alle ore 9.00 saranno a Palermo, al “Festival del lavoro” che non c’è, il sottosegretario Faraone e la ministra Giannini.

Faraone e Giannini membri di spicco di un Governo che ha la fiducia di un Parlamento – eletto con una legge considerata dalla Consulta “incostituzionale” – che invece di SOSTENERE e MIGLIORARE la propria Scuola Pubblica ne mette in crisi i valori fondamentali di libertà, democrazia e partecipazione, demolendo il modello di scuola “di tutti e per tutti” disegnato dalla Costituzione.

Sarà un’ottima occasione per far sentire a questi due fautori della “Buona Scuola” cosa ne pensano docenti, ATA, studenti e famiglie di una pseudo-riforma che vuole riportare la Scuola Pubblica indietro di 50 anni:

– col preside-podestà e la cancellazione dei poteri degli organi collegiali;

– con presidi e staff che scelgono e premiano docenti e Ata, decidono sulla didattica e sulla formazione obbligatoria, cancellando la libertà d’insegnamento;

– con una chiamata diretta da parte dei presidi, che costringe i docenti “prescelti” – sotto costante ricatto di espulsione se non più graditi – a rinunciare alla propria indipendenza e diventare fidi esecutori della volontà del “capo”;

– con la valutazione di studenti, docenti, e scuole basata sui Quiz Invalsi – prove standardizzate e decontestualizzate di conformismo culturale – che riducono l’insegnamento ad addestramento e i docenti a somministratori e tabulatori, proprio mentre Accademici di tutto il mondo sostengono che “applicare un unico metro di giudizio tanto ristretto e condizionante si configuri come un danno irreparabile nei confronti della scuola e degli studenti;

– con un finanziamento delle scuole “fai da te”: donazioni private che aumentano il divario tra scuole di serie A, B, C …; finanziamenti di imprese e privati per la singola scuola in cambio di sgravi fiscali, che poi paghiamo tutti noi con la riduzione degli investimenti pubblici, e con la conseguente subordinazione della didattica agli interessi di chi investe.

– con sgravi fiscali anche per chi iscrive i figli in scuole private già foraggiate con troppi soldi pubblici, oltre 700mln annui, mentre nelle nostre aule crollano i soffitti.

LOTTIAMO CONTRO IL D.d.L. RENZI-GIANNINI

ANDIAMO TUTTI AL MASSIMO, venerdì 26 ore 15.00 e sabato 27 ore 9.00

PER DIFENDERE UN BENE COMUNE COME LA SCUOLA PUBBLICA

PER IL FUTURO DEL PAESE

PER IL DIRITTO ALLA SCUOLA “DI TUTTI E PER TUTTI” PREVISTO DALLA COSTITUZIONE

PER LA NECESSARIA E DOVUTA ASSUNZIONE DEI PRECARI

DIPLOMA MAGISTRALE COME TITOLO ABILITANTE PER L’INSERIMENTO NELLE G.aE.

venerdì 26 giugno 2015, alle ore 18.00 presso la sede COBAS di piazza Unità d’Italia 11, si svolgerà una assemblea alla presenza dell’avvocato, per discutere:

1) Ricorso per coloro che hanno conseguito il diploma magistrale entro l’a.s. 2001/2002.

2) Operazioni preliminare al ricorso.

3) Varie ed eventuali.

Renzi tenta di rianimare il ddl-zombie. E la mobilitazione si intensifica ulteriormente. Stai sereno Matteo noi non molleremo!

Strangerenzi, Or: How I Learned to Stop Worrying

Comunicato-stampa

24 ore dopo aver annunciato la resa e la vendetta sui precari, una nuova buffonesca giravolta di Renzi che tenta di rianimare in extremis il suo moribondo Ddl “cattiva scuola”, ricattando puerilmente il popolo della scuola e le opposizioni interne

Ma la mobilitazione si intensifica per seppellire definitivamente il Ddl-zombie e per lo stralcio del decreto stabilizza-precari. Manifestazioni anche oggi e domani; e martedì 23, quando si riunirà la Commissione, in piazza in tutta Italia

 

Avevamo preso sul serio l’annuncio di resa sul Ddl “cattiva scuola” e la contemporanea, puerile vendetta contro i precari, sbandierati da Renzi in pompa magna a “Porta a porta” martedì sera. D’altra parte era inevitabile, di fronte ad un presidente del Consiglio che annuncia ufficialmente – in quello che molti hanno definito “il terzo ramo del Parlamento”- una decisione così rilevante. Ma si potrebbe obiettare: questo vale in un paese “normale” e con un capo del governo “normale”. E’ vero, non ci siamo ancora rassegnati a vivere non solo nel paese più corrotto d’Europa ma anche in quello con presidenti del Consiglio che agiscono buffonescamente, con la massima cialtroneria, improvvisazione, superficialità e con giravolte altrove impresentabili. Come appunto ha operato, solo 24 ore dopo il precedente e solenne annuncio, lo sciagurato Giovin Signore, che auto-smentendosi e spiazzando ulteriormente la sua corte politica e massmediatica, ha cambiato rotta a 180 gradi e deciso di tentare la rianimazione in extremis del suo moribondo e unanimemente inviso, a chiunque abbia a cuore le sorti della scuola pubblica, disegno di legge. Martedì 23, a meno di ulteriori capriole, Renzi presenterà un “maxiemendamento” in Commissione cultura e probabilmente cercherà addirittura di evitare il voto, trasferendo direttamente il Ddl-zombie in Aula e forse ricorrendo dittatorialmente al voto di fiducia.

Non ricordiamo altri casi di presidenti del Consiglio così megalomani (persino oltre Berlusconi), arroganti, protervi, auto-centrati ed incuranti di plebiscitarie opposizioni, sconfitte ripetute, drastici cali di consenso. Sembrava che, almeno in extremis, la grandiosa mobilitazione del popolo della scuola pubblica e i clamorosi e ripetuti tracolli elettorali del PD avessero riportato alla ragione il governo e che le minacce ai precari fossero lo sfogo puerile di un leader che, seppure con disastroso ritardo, si rendeva conto dell’assurdità dell’intero percorso. E invece l’uomo si rivela un bambino capriccioso: più sbatte la testa contro il muro e più si convince che sarà il muro, e non la sua testa, a spaccarsi. Comunque, se Renzi aveva sperato che il suo ricatto “o Ddl o niente assunzioni” avrebbe funzionato e paralizzato l’enorme movimento di protesta, ha potuto verificare che è successo esattamente l’opposto: il movimento non va in vacanza, sta riuscendo addirittura a rafforzare ulteriormente la protesta ed è oramai in piazza senza soste, ieri in decine di città (su tutte, la manifestazione a Roma, con la folta presenza di senatori anti-Ddl), e lo stesso oggi e domani.

Griderà ancora che per i docenti è intollerabile perdere la libertà di insegnamento, essere giudicati da colleghi o presidi che non hanno alcun titolo più di loro, essere assunti e licenziati a insindacabile giudizio di un preside-padrone, ricevere premi o punizioni in base alla fedeltà al  “padrone” e al suo staff. E che l’assunzione stabile dei precari non è una graziosa concessione del Giovin Signore ma un dovere assoluto verso docenti ed Ata precari che lavorano nella scuola da lungo tempo e che ogni anno vengono assunti e licenziati: ad essi/e va resa giustizia sulla base della sentenza della Corte europea che ne ha richiesto la stabilizzazione dopo 36 mesi di lavoro; e dunque è inderogabile un decreto che non solo confermi la stabilizzazione dei centomila annunciati ma anche un piano, al massimo triennale, di assunzione stabile di tutti gli altri docenti ed Ata che hanno i requisiti citati dalla Corte di giustizia europea.

Il punto culminante della protesta sarà il 23 giugno con manifestazioni unitarie in tutte le città, quando il “maxiemendamento” verrà presentato – salvo ulteriori giravolte – in Commissione, e il 24 e il 25 quando il testo, se non si bloccherà in Commissione, arriverà in aula per il voto finale. Non daremo tregua a Renzi e al suo governo: in piazza fino al ritiro definitivo del Ddl “cattiva scuola” – uno zombie che ancora non si rassegna ad una pietosa sepoltura – e fino all’emanazione del decreto stabilizza-precari.

Piero Bernocchi  portavoce nazionale COBAS

18 giugno 2015

 

RENZI SI ARRENDE … E SI VENDICA. La mobilitazione continua per un decreto “stabilizza-precari”

Renzi si è arreso, ma vendicandosi meschinamente sui precari.

Comunque, il ritiro del DdL, a meno di clamorose smentite, è una grande vittoria che il popolo della scuola mette a disposizione di tutti  i settori popolari: il liberismo, l’austerità, le privatizzazioni si possono battere come stiamo sconfiggendo la Cattiva Scuola

La mobilitazione prosegue per ottenere un decreto per l’assunzione stabile dei precari secondo la sentenza della Corte di Giustizia Europea

Confermate le iniziative in tutta Italia il 17 giugno (a Palermo a piazza Politeama, ore 18.30) e della prossima settimana tra il 23 e il 25

La grandiosa mobilitazione del popolo della scuola pubblica, gli scioperi plebiscitari di maggio e di giugno, una ribellione senza precedenti sostenuta da studenti, genitori e cittadini, oltre ad essere state le cause principali dei tracolli elettorali del PD, hanno messo clamorosamente a nudo la fragilità e il dilettantismo del governo, incapace di capire che per i docenti, malgrado i tanti arretramenti di questi anni, rimane intollerabile perdere la libertà di insegnamento, essere giudicati da colleghi o presidi che non hanno alcun titolo più di loro, essere assunti e licenziati a insindacabile giudizio di un preside-padrone, ricevere premi o punizioni in base alla fedeltà al  “padrone” e al suo staff. Ma in extremis, ad un passo dal burrone, Renzi ha abbandonato la folle idea di porre la fiducia sul DdL “Cattiva Scuola” e – a meno di clamorose smentite – annuncia ora di essersi arreso, ritirando il DdL, anche se con la formula del rinvio al prossimo anno. Purtroppo ha accompagnato questa saggia decisione – che, presa un mese fa, gli avrebbe probabilmente evitato gran parte degli schiaffoni elettorali – con una meschina e autolesionistica vendetta, ritirando anche l’assunzione stabile di una parte dei precari (57 mila sono già previsti, indipendentemente dal DdL, dal piano triennale per reintegrare l’organico di diritto). È il tentativo di mettere precari contro “stabili” che fallirà e che oltretutto danneggia ulteriormente il governo che, dopo aver perso la fiducia di centinaia di migliaia di docenti ed Ata “stabili”, si attirerà anche l’ostilità di quei precari che avevano creduto alle sue promesse. Il ritiro del DdL aumenta, e non riduce, la necessità di stabilizzare i precari, divenendo anche l’occasione per concretizzare quel NO alle “classi pollaio” sbandierato da Renzi, collocando gli stabilizzati in aula (e non in vaghi progetti o supplenze ballerine) e riducendo il numero di alunni per classe. I docenti ed Ata precari in questione lavorano nella scuola da lungo tempo e ogni anno vengono assunti e licenziati: ad essi/e va resa  giustizia sulla base della sentenza della Corte europea che ne ha richiesto la stabilizzazione dopo 36 mesi di lavoro; e per un decreto in tal senso continueremo a batterci nei prossimi giorni. Ma questa puerile e squallida vendetta non sminuisce l’importanza di una vittoria che ha pochissimi precedenti nell’ultimo trentennio (per la scuola solo quella contro il concorsaccio” del 2000, ma in un contesto politico più favorevole). Provvedimenti gravissimi, e distruttivi per il lavoro e per i precari, come il Jobs Act, o catastrofici per l’ambiente e il territorio come lo Sblocca-Italia non avevano messo in crisi Renzi, e lasciavano pensare che il suo governo fosse una macchina liberista inarrestabile. E invece il popolo della scuola ha battuto  – a meno di colpi di mano estivi, su cui tenere comunque alta la guardia – la macchina governativa. Si è avvalso certo dell’enorme rilievo che la questione-scuola ha nel paese, della conoscenza dei suoi problemi che gran parte dei cittadini possiede; ma anche – lasciatecelo dire – dell’esperienza storica di conflitto contro l’immiserimento materiale e culturale, contro la scuola azienda “dell’autonomia” e la scuola-quiz dell’Invalsi, che i COBAS hanno costantemente messo a disposizione di docenti, Ata, studenti. Questa nostra continuità di lotta e di proposta ha spinto stavolta anche gli altri sindacati alla lotta unitaria, che ha amplificato i nostri temi contro l’aziendalizzazione e la privatizzazione della scuola. E, a sua volta, il ruolo unitario senza precedenti dei sindacati non solo è stato parte decisiva della vittoria ma ha anche dimostrato quanto fosse, oltre che reazionaria, velleitaria la speranza di Renzi di spazzare via i sindacati e il loro ruolo, concertativo o conflittuale che sia. Il popolo della scuola mette ora questa vittoria a disposizione dei salariati/e, dei settori popolari, giovani o meno, stanziali o migranti, che vogliono ribaltare le politiche liberiste, privatizzanti e precarizzanti: vincere si puòE le mobilitazioni unitarie continueranno in tutta Italia per l’emanazione del decreto “stabilizza-precari”, in questa settimana e nella prossima, tra il 23 e il 25.

SECONDA BiciFestAzione CONTRO LA “CATTIVA SCUOLA” DI RENZI

SECONDA BiciFestAzione PER LE STRADE DI PALERMO

MERCOLEDÌ 17 GIUGNO ore 18.30 piazza POLITEAMA

PALERMO PEDALA CONTRO LA SCUOLA DI RENZI

* * *

La VII Commissione Istruzione del Senato dovrebbe votare gli emendamenti il prossimo mercoledì 17 giugno. In tale giornata, si svolgeranno iniziative unitarie di protesta in tutta Italia.

In particolare a Palermo organizziamo un momento di informazione a piazza Politeama a cui seguirà la seconda BiciFestAzione PALERMO PEDALA CONTRO LA CATTIVA SCUOLA DI RENZI, mentre a Roma, dalle 17, si terrà al Pantheon una manifestazione promossa dalle scuole, con la partecipazione dei COBAS, degli altri sindacati che hanno indetto lo sciopero degli scrutini, di tante RSU, comitati e strutture studentesche e di genitori, con la presenza di numerosi senatori/trici che si oppongono al nefasto Ddl e ad una scuola dominata da presidi padroni.

Ci auguriamo che il ddl venga bocciato nuovamente in Commissione, ma se dovesse arrivare in Aula per il voto finale – sembrerebbe tra il 23 e il 25 giugno – promuoveremmo giornate di mobilitazione nazionale con manifestazioni cittadine per la bocciatura del disegno di legge.

Dopo gli scioperi di maggio e il blocco degli scrutini, continuiamo le mobilitazioni contro il disastroso progetto di ulteriore destrutturazione dell’istruzione pubblica dando appuntamento a coloro che vogliono far sentire a lor signori la voce di chi ha a cuore le sorti della scuola pubblica, democratica, laica, di massa.

 

 

PROPOSTA PER INIZIATIVE UNITARIE CONTRO LA “CATTIVA SCUOLA” DI RENZI

Alle segreterie provinciali

FLC CGIL

CISL Scuola

UIL Scuola

SNALS

GILDA

OGGETTO: prosieguo mobilitazioni a Palermo contro la “Cattiva Scuola” di Renzi

Gentilissimi,

come sapete, dopo le grandi manifestazioni del 5 maggio e lo sciopero degli scrutini, in numerose città d’Italia è proseguita una proficua collaborazione tra le nostre Organizzazioni.

In questo contesto, per il prossimo 17 giugno, a Roma e in altre città sono state organizzate numerose manifestazioni unitarie in occasione del voto in VII Commissione Istruzione del Senato sul D.d.L. A.S. n. 1934.

Nonostante a Palermo, dopo il 5 maggio, non siamo più riusciti a organizzare iniziative unitarie e visto che il 17 è ormai alle porte, Vi proponiamo:

1. di partecipare a un momento di informazione a piazza Politeama alle 18.30 di mercoledì 17 giugno a cui seguirà la seconda BiciFestAzione PALERMO PEDALA CONTRO LA CATTIVA SCUOLA DI RENZI.

2. di organizzare insieme, in concomitanza del futuro passaggio in Aula del D.d.L. per giovedì 25 giugno un’ulteriore iniziativa di mobilitazione.

Rimaniamo in attesa di un Vostro riscontro, confidando che sia possibile vederci nei prossimi giorni per organizzare le future iniziative a Palermo.