LA FARSA INVALSI

I QUIZ INVALSI ALLE MEDIE: UNA INTOLLERABILE FARSA CHE SCONVOLGE E DANNEGGIA GRAVEMENTE IL LAVORO SCOLASTICO

La scuola media italiana sta per affrontare i “nuovi” quiz INVALSI CBT (“Computer Based” svolti per via telematica): ma se i Signori Invalsi pensavano di riconquistare la fiducia dei docenti italiani eliminando i quiz dall’’esame e l’’umiliante lavoro di tabulazione che verrà fatto in automatico dai computer, hanno veramente sbagliato, perché mai come quest’’anno i quiz sono sentiti come un pesantissimo intralcio alla normale attività didattica e come uno tsunami che sta investendo la quotidiana organizzazione delle scuole.

Il dott. Ricci, responsabile INVALSI, si lamenta in una sua recente letterina di alcuni organi di stampa che insisterebbero troppo sulle difficoltà che le scuole stanno affrontando e loda invece quelle scuole che “con fortissimo senso istituzionale stanno lavorando alacremente per predisporre le attrezzature informatiche che consentano lo svolgimento delle prove”. Non sapevano i Signori Invalsi che i pc disponibili non sarebbero bastati per tutti gli alunni? Non sapevano che la qualità della connessione nelle scuole italiane (ma nel paese in generale) è più che deficitaria? Non sapevano che ormai le classi sono talmente numerose che le aule di informatica non sono fruibili nemmeno per la normale attività didattica? Lo sapevano, eccome se lo sapevano,… infatti danno le loro cattedratiche diposizioni: gli alunni possono svolgere i quiz anche a gruppi; se dovesse mancare la connessione, è possibile interrompere la prova e riprendere con “prova nuova” (e se mancasse due o più volte?); è necessario affiancare al docente somministratore un docente esperto di tecnologie.… Ma se sapevano tutto questo, non immaginavano il caos che avrebbero prodotto?

Dove sono tutti questi docenti a disposizione nelle scuole? Non ci sono e così i presidi stanno commettendo tutta una serie di illegittimità di cui potrebbero essere chiamati a rispondere: prolungamento arbitrario dell’’orario di lavoro per docenti e ATA (in violazione del CCNL), prolungamento arbitrario di obbligo di frequenza per gli alunni (senza nessuna delibera degli organi competenti), migrazione di intere classi in altri plessi o addirittura in altri Istituti, smistamento programmatico delle classi e/o entrate e uscite con perdita delle ore di lezione, modalità di copertura delle assenze del personale non contemplate dalla normativa e che si configura a tutti gli effetti come interruzione di pubblico servizio. Non si vergognano i Signori Invalsi? Credono di scaricare tutte queste responsabilità sui presidi e, a cascata, sui docenti italiani? Oppure contano effettivamente su questo? Sul “senso istituzionale” di chi a scuola ci vive davvero? Continuano a scavare un solco che diventa sempre più profondo con il mondo della scuola.

Perché è già chiaro a tutti che si sta producendo un disservizio prolungato mai visto nella scuola italiana e di cui i Signori Invalsi come al solito non si curano affatto, lontani come sono dalla realtà concreta e quotidiana delle scuole. E tutto questo non per una sola giornata, ma per tutti i giorni delle prove (che variano da scuola a scuola a seconda dei potenti mezzi informatici disponibili) che da quest’’anno sono tre (italiano, matematica, inglese). Un vero e proprio caos che in alcune scuole si protrarrà anche per più di due settimane e che intaccherà non solo le classi terze, ma i problemi organizzativi finiranno per interrompere l’’attività didattica anche nelle altre classi. In un paese normale si parlerebbe di interruzione di pubblico servizio, mentre ai Signori Invalsi pare tutto sia permesso.

Parlare di rilevazione “oggettiva” in queste condizioni è veramente ridicolo: alunni che svolgeranno le prove in orari diversi, in date diverse, con alle spalle programmi svolti in maniera disomogenea, con pc che in qualche caso funzioneranno e in altri no, con tempi di somministrazione che non saranno in grado di funzionare sempre e garantire i fatidici 90 minuti a prova; e se non bastasse i nostri alunni sosterranno non un’’unica prova uguale per tutti, ma prove diversificate (ci saranno prove random che però non saranno infinite e che circoleranno da subito e sulla cui equiparazione senz’’altro si potranno avanzare molti dubbi).

In realtà il subbuglio che si sta vivendo nelle scuole certifica, in questo caso certamente in modo oggettivo, il grado di condizionamento negativo che l’INVALSI e le sue ideologiche ed antiscientifiche metodiche esercitano sulla didattica e sull’organizzazione stessa delle scuole.

E secondo i Signori Invalsi le scuole dovrebbero poi tenere conto di questi risultati? Confrontarli tra scuola e scuola? E basare su di esse i propri piani di miglioramento? E sarebbero queste le misurazioni delle famose “competenze”? Un quiz e via? Mentre nei corsi di aggiornamento (anche questi spesso senza retribuzione) continuano a inculcarci una misurazione delle competenze di lungo periodo?

Ormai l’’INVALSI è alla farsa e come tale va considerato: un carrozzone pubblico che continua a distruggere la scuola italiana e che va al più presto abolito.

Ma al di là del caos organizzativo restano ferme e preponderanti le critiche ad un sistema di valutazione degli apprendimenti mirato in modo preminente all’’accertamento dell’’acquisizione di competenze addestrative decontestualizzate, mettendo in secondo piano tutto ciò che non è misurabile, ma che costituisce il cuore del nostro fare scuola: cogliere i nessi, sviluppare analisi in profondità, confrontare tesi diverse sullo stesso argomento, sviluppare una visione di insieme dei fenomeni, contestualizzare….

Ma quello che non si può contare, conta nella formazione dei nostri studenti come cittadini consapevoli e non solo come forza lavoro precaria e flessibile che deve rapidamente imparare, deve saper fare diversi lavori e poi rapidamente abbandonarli per impararne altri, senza chiedersi per chi, come e per quale scopo si produce. Non dimentichiamo che i quiz Invalsi puntano esplicitamente a condizionare la didattica con effetti retroattivi, sia tramite il Sistema nazionale di valutazione sia con l’’inserimento dei risultati delle prove di ogni studente, distinti per ogni disciplina, nella certificazione delle competenze che lo accompagna dopo l’’Esame di terza media e del suo curriculum dopo l’’Esame di Stato. Per cui i quiz Invalsi avranno (stanno già avendo) effetti negativi sulla qualità della scuola pubblica italiana, come peraltro è già avvenuto all’’estero.

Invitiamo tutti i docenti e il personale ATA a dichiarare la propria indisponibilità ad arbitrari (e spesso nemmeno retribuiti!) prolungamenti di orario. Nemmeno un’’ora per la farsa INVALSI!

BASTA AGGRESSIONI AI DOCENTI

BASTA CON LE AGGRESSIONI FISICHE AI DOCENTI CHE SVOLGONO IL LORO LAVORO DI EDUCATORI IN CLASSE

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà nei confronti del docente dell’ICS Abba‐Alighieri di Palermo vittima di aggressione da parte di un genitore di un’alunna della scuola. Al docente aggredito, ricoverato al pronto soccorso, è stata riscontrata un’emorragia cerebrale che fortunatamente sembra in fase di riassorbimento. La prognosi è di 25 giorni. Auguriamo che possa rapidamente ristabilire le sue condizioni psico‐fisiche.

Esprimiamo, inoltre, la nostra solidarietà a tutto il personale scolastico che riteniamo anch’esso “vittima” di aggressioni, di delegittimazione, di indifferenza. da parte dello Stato e dell’opinione pubblica.

Quanto accaduto, purtroppo, non è un episodio isolato: negli ultimi tempi sono sempre più frequenti gli episodi avvenuti in varie parti d’Italia in cui i docenti sono oggetto di aggressioni fisiche da parte di studenti e di genitori. Anche a tutti i lavoratori della scuola vittime di queste violenze esprimiamo la nostra solidarietà.

Questa situazione ci addolora ma non ci stupisce perché riteniamo che alla radice di questi comportamenti violenti ci siano diversi fattori che denunciamo da tempo.

Innanzi tutto il diffondersi nella nostra società di una mentalità sempre più decisionista e sbrigativa soprattutto nei confronti dei più deboli (donne, immigrati, diversabili ecc.), in gran parte frutto di tendenze politiche che si stanno sempre più affermando. Anche gli insegnati ormai sono diventati un soggetto “debole” e disprezzabile: assistiamo quotidianamente a campagne mediatiche (generalmente create ad arte da chi ci governa) che bollano la scuola e di conseguenza i docenti come incapaci di dare risposte ai cambiamenti socio‐culturali in atto.

Vanno pure sottolineate le maggiori difficoltà nel lavoro educativo a scuola dovuto ai cambiamenti avvenuti nei giovani, che hanno generato una diffusa perdita di senso delle esistenze, rendendole più fragili.

Non va sottaciuto il peggioramento delle condizioni di lavoro dei docenti (ma anche degli altri lavoratori della scuola) sottoposti a una serie di continui cambiamenti normativi ed a un sempre maggiore carico di lavoro e responsabilità.

Insomma, il degrado sociale, il mancato riconoscimento del valore formativo ed educativo che la scuola esercita giornalmente fra difficoltà, (risorse non adeguate ai bisogni della scuola: tagli agli organici docente e Ata, aumento del carico di lavoro) e gli attacchi sempre più frequenti nei confronti dei docenti da parte dei mezzi di comunicazione (lavorano poco…) ma soprattutto da parte di Governi le cui scelte sono tese a dividere e a demotivare la categoria dei docenti (meritevoli e non meritevoli e quindi premio a chi lavora meglio?!?) espongono chi esercita tale funzione ad attacchi indiscriminati il cui riverbero si ripercuote sulle famiglie con la conseguente perdita di fiducia nel lavoro degli insegnanti e, in generale, di tutto il personale della scuola.

Occorre che noi tutti (ma soprattutto chi fa le scelte politiche) riflettiamo su quanto accade perché sempre più urgente è la necessità di ricomporre la condivisione dei valori educativi fra le famiglie e la scuola perché si possa superare la fase di difficoltà sociale ed educativa che stiamo vivendo.

ELEZIONI RSU 17-18-19 MARZO 2018

   

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È possibile ritirare in sede il materiale per la campagna elettorale nelle scuole (locandine e volantini) lunedì e giovedì ore 17-19, martedì e mercoledì ore 10-12

SCIOPERO DIPLOMATE/I MAGISTRALI 23 marzo 2018

Venerdì 23 marzo sciopero della Scuola Primaria e dell’Infanzia

La questura vieta all’ultimo momento la manifestazione a Montecitorio. L’iniziativa si terrà al MIUR (viale Trastevere) dalle 9.30

Il 23 marzo, in occasione dell’insediamento delle Camere e del parere dell’Avvocatura di Stato sull’iniqua sentenza del Consiglio di Stato contro le maestre/i diplomate magistrali (DM), abbiamo indetto, come pure altre organizzazioni, lo sciopero nella scuola Primaria e dell’Infanzia: e in tale giornata volevamo manifestare davanti al Parlamento per inviare ai/alle nuovi/e deputati e senatori un messaggio forte e chiaro affinché vengano restituiti a decine di migliaia di maestre/i il diritto a insegnare e la sicurezza del posto di lavoro che si sono guadagnati in anni e anni di precariato mal retribuito.

Ma la manifestazione, autorizzata in precedenza, è stata vietata all’ultimo momento dalla questura, forse per un intervento del ministro degli Interni che non ha voluto “turbare” la prima giornata dei neo-eletti/e, decidendo di “recintare” il Parlamento con un’ampia zona off limits per ogni sorta di protesta. Dopo le recenti esperienze in materia (in particolare le cariche al sit-in assolutamente pacifico dello scorso 10 novembre davanti al MIUR, con feriti, fermi e numerose denunce a nostro carico) abbiamo deciso di spostare l’iniziativa al MIUR (ore 9.30) ove una delegazione delle maestre/i incontrerà i responsabili ministeriali per ribadire le proprie richieste, verificare le intenzioni del MIUR e chiedere anticipazioni e/o valutazioni sul parere dell’Avvocatura di Stato a proposito dell’inaccettabile sentenza del Consiglio di Stato.

Dunque, dopo gli scioperi e le manifestazioni dell’8 gennaio e del 23 febbraio, il 23 marzo proseguirà la lotta delle maestre/i DM contro la sentenza del Consiglio di Stato che ne ha messo a forte rischio il posto di lavoro e i diritti acquisiti. Ferma restando la protesta più ampia, che coinvolge tutta la categoria docente ed ATA, contro un contratto miserabile sul piano economico e l’inserimento in esso delle imposizioni della legge 107, lo sciopero del 23 marzo ha come obiettivi immediati, da presentare ai nuovi parlamentari e al governo che verrà (o a quello in carica, se il “ricambio” dovesse tardare) la conservazione del posto in “ruolo” o nelle GAE per le maestre/i DM che vi si trovano, la riapertura delle GAE per tutti/e i precari/e abilitati/e e l’immissione immediata “in ruolo” per i precari/e con 3 anni di servizio.

Per valutare i risultati dell’incontro con il MIUR e decidere come proseguire la mobilitazione e le iniziative future, ASSEMBLEA alle ore 13.00 nella Sala Convegni della sede Cobas di viale Manzoni 55.

FESTA COBAS – CAMPAGNA PER IL RINNOVO DELLE RSU

CAMPAGNA ELEZIONI RSU 2018

In apertura della campagna elettorale per il rinnovo delle RSU, i Cobas Scuola di Palermo organizzano una festa a cui sono invitate/i le/i candidate/i nelle liste Cobas alle RSU e tutte/i le/i nostre/i iscritte/i.
venerdì 23 marzo 2018, ore 20.30

centro culturale Biotos

(via XII Gennaio n. 2, Palermo)
Nel corso della serata distribuiremo il materiale elettorale e ci sarà da bere, mangiare e ballare.

Per organizzare al meglio la serata è opportuno segnalare la propria partecipazione compilando il modulo qui predisposto

CONVEGNO CESP – PALERMO 21-3-2018

Sede prov. p.zza Unità d’Italia, 11 Palermo 091349192 sicilia.cesp@gmail.com http://www.cobas‐scuola.it/Cesp

 

Centro Clinico Koinè  Palermo.‐3292891212 info@centropsicologipalermo.it

http://www.laboratoriogruppoanalisi.com/ segreteria.ldgpalermo@gmail.com

Convegno di Aggiornamento/Formazione con esonero dal servizio per il personale
ATA, DOCENTE, DIRETTIVO, ISPETTIVO, della Scuola pubblica statale

Adolescenze fragili nell’epoca della “Buona scuola”

mercoledì 21 marzo 2018 ore 8.30 – 14.00
Liceo Classico ” Vittorio Emanuele II ”
via Simone di Bologna 11 ‐ Palermo

8.30 – 9.00 Registrazione delle presenze

9.00 Saluto della Dott.ssa Rita Coscarella (DS del L.C. “Vittorio Emanuele II”) e del prof. Carmelo Lucchesi (Cesp Sicilia)

9.10 Relazioni

Giovanna Erika Di Cara (Psicoterapeuta gruppoanalista. Docente COIRAG. Socia del Laboratorio di Gruppoanalisi. Referente del Centro Clinico Koinè )

Tra clinica e scuola, intrecci virtuosi

Giuseppe Ruvolo (Psicoterapeuta. Professore ordinario nell’area Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni presso l’Università di Palermo. Direttore della scuola di specializzazione in psicoterapia psicoanalitica COIRAG sede di Palermo)

Creazione e superamento della soggettività neoliberista di massa

Valentina Lo Mauro ( Psicoterapeuta gruppoanalista. Docente COIRAG. Socia del Laboratorio di Gruppoanalisi)

L’eterotopia e gli spazi della formazione di sé

Giovanni Gabriele Mignosi ( Psicoterapeuta gruppoanalista. Docente COIRAG. Socio del Laboratorio di Gruppoanalisi. Membro del Centro Clinico Koinè)

Narciso allo specchio digitale

12.30 Dibattito e conclusioni

LA LOCANDINA DEL CONVEGNO

IL MODELLO PER LA RICHIESTA DI ESONERO

Il CESP è Ente accreditato per la formazione/aggiornamento del Personale della scuola D.M. 25/07/06 prot. 869 e Circ. MIUR prot. 406 del 21/02/06. La partecipazione ai Convegni Cesp dà diritto, ai sensi degli art. 63 e 64 del CCNL 2006/2009, all’esonero dal servizio. L’attestato di partecipazione sarà rilasciato al termine dei lavori. È consigliato iscriversi al convegno compilando il modulo online all’indirizzo http://www.cobasscuolapalermo.wordpress.com/cesp/. Sarà possibile iscriversi al convegno dalle 8,30 alle 9,00 del giorno di svolgimento, presso l’aula in cui avrà luogo, a condizione che vi siano posti disponibili.

Con il patrocinio di

http://www.coirag.org

OSSERVATORIO GIORGIO ANTONUCCI CONTRO IL TSO

Centro Studi Scuola Pubblica -Telefono Viola – Centro di Relazioni Umane

COSTITUITO L’OSSERVATORIO GIORGIO ANTONUCCI CONTRO IL TSO
Nei quarant’anni dalla chiusura dei manicomi
Primo focus sulle Marche
Ancona la città nella quale si registrano anomalie nel ricorso al TSO e nella pratica della contenzione

A dare l’annuncio della costituzione dell’Osservatorio Giorgio Antonucci contro il TSO, il Centro Studi Scuola Pubblica-CESP, il Telefono Viola e il Centro di Relazioni Umane, nel Convegno “Disagio psichiatrizzato e medicalizzazione degli studenti. La scuola di fronte a Bisogni Educativi Speciali-Disturbi specifici dell’apprendimento-Deficit dell’attenzione e iperattività”, svoltosi il 24 febbraio a Roma, nella Sala convegni del CESP, alla presenza di oltre cento persone, tra docenti, operatori, familiari. Continua a leggere

TAR – UN ALTRO SDOPPIAMENTO DI “CLASSI POLLAIO”

TAR SICILIA, ANCORA UN ALTRO SDOPPIAMENTO DI “CLASSI POLLAIO”

Il TAR Sicilia con l’ordinanza n. 1478/2017, ha accolto l’istanza cautelare proposta dall’avv. Mariachiara Garacci legale dei Cobas Scuola della Sicilia e ha imposto all’Amministrazione scolastica di sdoppiare una “classe pollaio” di un I.I.S.S. di Palermo riconoscendo “che, ad una sommaria cognizione, le censure dedotte presentano sufficienti profili di fumus boni iuris, atteso che: come già ritenuto da questo Tribunale, il limite di venti alunni nella costituzione di classi in presenza di disabili, previsto dall’art. 5 del d.P.R. n. 81/2009, deve considerarsi valido sia per le prime classi di formazione che per le classi successive (v. T.A.R. Sicilia, Sez. II, sentenze n. 2250/2014 e n. 1831/2015)”. Continua a leggere

10.000 docenti e ATA alla manifestazione

Un’altra grande giornata di lotta delle maestre/i Diplomate Magistrali nel quadro dello sciopero generale contro il contratto miserabile e per l’assunzione stabile di tutti i precari/e

Nel corteo nazionale a Roma 10 mila docenti ed ATA lanciano un forte monito al prossimo governo: cancellare l’inqualificabile sentenza del Consiglio di Stato e restituire a tutti i lavoratori/trici quanto perso in 10 anni di blocco contrattuale. Corteo anche a Cagliari

Un’altra grande giornata di lotta, dopo quella dell’8 gennaio, delle maestre Diplomate Magistrali (DM) contro l’ignobile sentenza del Consiglio di Stato che ne ha messo a forte rischio il posto di lavoro e i diritti acquisiti, nel quadro più generale dello sciopero e della mobilitazione dei docenti ed ATA di tutti gli ordini di scuola contro un contratto miserabile, che, dopo 10 anni di blocco e di perdita salariale che ha superato il 20%, offre una insultante “mancetta” di 45-50 euro mensili nette e introduce negli obblighi contrattuali una parte delle schifezze della legge 107, con il sostegno e il consenso unanime di Cgil, Cisl e Uil. Le maestre/i DM hanno scioperato in massa e sono arrivate a Roma da ogni regione d’Italia. Continua a leggere

FIRMATO IL CONTRATTO? IO SCIOPERO

NO AL CONTRATTO MISERABILE

venerdì 23 febbraio 2018

SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA

manifestazione nazionale a Roma – MIUR ore 9.30

Leggendo i comunicati del MIUR e dei sindacati firmatari, sembra che tutti vogliano rassicurarci rispetto a ciò che sarebbe potuto accadere!

Furbescamente, Governo e sindacati firmatari si sono preoccupati delle imminenti elezioni politiche e delle elezioni RSU e hanno rimandato le decisioni più spinose: codice disciplinare, formazione, alternanza scuola-lavoro, ecc.

Ma rimandato non significa, purtroppo, archiviato.

Se poi, si legge il testo, e non i comunicati, il quadro è, comunque, negativo: AUMENTI RIDICOLI, “BUONA SCUOLA” e “BRUNETTA” dentro il CCNL.

AUMENTI Il Contratto mancia prevede che docenti e ATA recupereranno appena il 3,48% del potere reale di acquisto perso negli ultimi decenni: in media 24% per gli Ata e 21% per i docenti.

Attenzione: si tratta di aumenti lordi medi e a regime: le cifre che circolano vanno fortemente decurtate! Inoltre, il 65% degli incrementi mensili tabellari scattano solo dall’1/3/2018, per cui anche gli arretrati per il 2016 e 2017 saranno esigui. Infine, la cosiddetta perequazione (che può superare i venti euro e non è computato nel TFR – TFS) sarà garantita solo sino alla fine del 2018, con il rischio che molti lavoratori, il prossimo anno, potranno sperimentare un’importante novità: la riduzione dello stipendio.

Il fondo nazionale del “merito” è stato riportato in busta paga per la RPD solo per il 35% nel 2018, per il 25% nel 2019 e a regime per il 20%; il resto è stato prelevato dai fondi stanziati per il MOF per le scuole: il risultato è la bellezza di incrementi della RPD che oscillano da 10 a 15 euro lordi.

CONTRATTAZIONE D’ISTITUTO e “BRUNETTA” Viene contrattualizzata la “Brunetta” perché le grandi centrali sindacali (in particolare la Cgil che insieme ai COBAS era arrivata persino al ricorso in Cassazione) hanno accettato di togliere dalle materie oggetto di contrattazione d’istituto le “modalità di utilizzazione del personale, i criteri riguardanti le assegnazioni del personale alle sedi, i criteri e le modalità relativi all’organizzazione del lavoro” (art. 6 del vecchio CCNL), lasciando solo la flessibilità oraria per gli Ata.

Solo una parte di queste materie – fondamentali per difendere i diritti dei lavoratori rispetto allo strapotere dei DS – sono oggetto di “confronto”, un nuovo istituto che però prevede solo l’invio di informazioni e un’eventuale riunione, da cui non deve uscire un accordo, ma solo “una sintesi dei lavori e delle posizioni emerse”.

In pratica, decide il DS – come voleva la Brunetta – con un po’ di FUFFA di contorno!

Solo chi è in malafede può far finta che “contrattazione” e “confronto” siano la stessa cosa.

OBBLIGHI DI LAVORO Resta invariato l’art. 29 del vecchio CCNL sulle attività funzionali all’insegnamento con il limite delle 40 ore + 40 per le attività collegiali, ma con la formulazione “aperta” inserita nell’art. 28 si introduce nel CCNL un altro pezzo della Legge 107, poiché si prevede che tutte le attività di potenziamento dell’offerta formativa rientrino nell’orario di docenza.

Inoltre, è previsto che altre attività, come le attività “obbligatorie” di formazione, possano/debbano essere svolte gratuitamente all’interno dell’orario funzionale.

Tale orario non è però definito e, quindi, verrà deciso singolarmente (?!?) dalle diverse “repubbliche autonome” chiamate Istituzioni Scolastiche.

Aumentano, anche i compiti del personale ATA “Il personale ATA, individuato dal dirigente scolastico […] partecipa ai lavori delle commissioni o dei comitati per le visite ed i viaggi di istruzione, per l’assistenza agli alunni con disabilità, per la sicurezza, nonché all’elaborazione del PEI ai sensi dell’articolo 7, comma 2, lett. a) del D.lgs. n. 66 del 2017”.

MERITO Sul cosiddetto merito, siamo di fronte a un’evidente presa in giro. Infatti ciò che si contratta sono “i criteri generali per la determinazione dei compensi finalizzati alla valorizzazione del personale”. Ovvero la RSU contratta sulla quantificazione dei compensi, restando ferme le competenze del Comitato di valutazione e soprattutto quelle del DS, che valuta discrezionalmente i singoli docenti. In altre parole, i dirigenti continueranno a operare, seppure con meno risorse, come hanno fatto sino ad ora, come conferma e rivendica il MIUR in una nota sbugiardando le fantasiose interpretazioni dei confederali. Mentre non si dice nulla, nonostante sentenze e pareri dello stesso governo, sulla doverosa trasparenza rispetto alla procedura, alle motivazioni ed al quantum individuale di assegnazione dei denari del Bonus. Abolire il merito sarebbe stato l’unico passo avanti. Firmando questo CCNL, Cgil, Cisl e Uil hanno accettato la filosofia della differenziazione salariale in base al c.d. merito, lesivo della libertà di insegnamento, contro cui dicevano di lottare con lo sciopero del 5 maggio 2015!

MOBILITÀ Per i docenti ritorna il vincolo triennale, qualora abbiano ottenuto l’istituzione scolastica richiesta volontariamente”.

CARRIERA DOCENTI Infine, al termine del CCNL è anche contenuta una minacciosa dichiarazione congiunta (la n. 6) con la quale “Le parti si impegnano a prevedere una fase istruttoria che consenta di acquisire ed elaborare tutti gli elementi utili ad individuare forme e strumenti di valorizzazione nell’ottica dello sviluppo professionale dei docenti”.

Per questa firma Cgil, Cisl e Uil dovrebbero essere punite dalla categoria nelle imminenti elezioni RSU.

* * *

I COBAS parteciperanno a tali elezioni, nonostante la gara sia sfacciatamente truccata, dato che si misura la rappresentatività nazionale solo con votazioni a livello di singola scuola e, anche in questa circostanza, vengono loro negati i diritti più elementari, come quelli di libera propaganda elettorale. I sindacati concertativi, inoltre, possono disporre di migliaia di distaccati che girano le scuole e mettono candidati in lista garantendo alle future RSU che non dovranno fare niente, perché a trattare ci andranno i loro funzionari, che hanno diritto in ogni caso di partecipare alla contrattazione, anche se non hanno RSU elette!

RIFIUTATE di candidarvi, alle prossime elezioni RSU, con organizzazioni sindacali che non vi rappresentano e che hanno così pesantemente colpito la categoria e candidatevi, sostenete, presentate e votate le liste COBAS.

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Che dire, niente soldi e organizzazione sempre più gerarchico-aziendale della scuola. Cosa deve ancora accadere per mobilitarci? IL 23 FEBBRAIO C’È LO SCIOPERO E IL CORTEO A ROMA, come Cobas Scuola Palermo stiamo organizzando la partecipazione, contattateci. E partecipate anche all’ASSEMBLEA GIOVEDÌ 15 FEBBRAIO alle ore 17,00 che si svolgerà presso la nostra sede di piazza Unità d’Italia n. 11.