Il 23 agosto 2024 scadeva il termine per iscriversi ai primi 30.000 posti destinati al “percorso iniziale del primo ciclo triennale della formazione continua” previsto dal d.l. n. 36/2022 – Ulteriori misure urgenti [?] per l’attuazione del PNRR e oggi 28.8.2024 – con inusitata tempestività – e a soli 3 giorni dalla fine dell’anno scolastico, ha preso avvio l’attività [ID percorso 272091 – Macro argomento: Transizione digitale] che, d’altro canto, doveva iniziare e concludersi nell’a.s. 2023/2024, pena la perdita dei finanziamenti.
All’inizio di ogni nuovo anno scolastico è opportuno ribadire alcune questioni generali che riguardano l’organizzazione del nostro lavoro di docenti e ATA e degli obblighi che ne derivano. In modo da evitare eventuali illegittime imposizioni che potrebbero costringerci a compiti cui non siamo obbligati, ma anche per acquisire argomenti e semplici strumenti per difendere i nostri diritti e la Scuola Pubblica. Come abbiamo sottolineato più volte, da questo a.s. 2023/2024, con i soldi del PNRR e col nuovo CCNL del 18.1.2024, sono state accelerate tendenze negative già presenti nella quotidiana vita scolastica: gerarchizzazione del personale, didattica scalzata da un presunto orientamento, standardizzazione e INVALSIzzazione dell’insegnamento, acritica acquiescenza nei confronti dell’uso di nuove tecnologie, con conseguente adeguamento della didattica e necessità di aggiornamenti coatti, ecc..
Attenzione, il 16 agosto 2024 scade il termine dei 9 mesi, previsto dall’AccordoARaN, Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda e ANP del 16.11.2023, affinché tutti/e coloro che sono stati/e assunti/e a tempo indeterminato dal 1.1.2019 fossero informati del rischio di essere iscritti automaticamente al Fondo pensione ESPERO, tramite il truffaldino meccanismo del “silenzio-assenso“.
Cosa accadrà adesso? Secondo quanto pubblicizzato da ESPERO sul proprio sito:
Nella Gazzetta Ufficiale del 28 giugno 2024 è stata pubblicata la l. n. 86/2024 recante disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi del Titolo V, articolo 116, terzo comma, della Costituzione. Questa riforma, fortemente voluta dalla Lega, di fatto congela e accentua le forti disuguaglianze già