FONDO PENSIONE ESPERO. CHI RISCHIA COL SILENZIO-ASSENSO – Assemblea 30.9.2024

Nello scorso mese di agosto abbiamo inviato una diffida a scuole, MIM e ESPERO per chiedere il rispetto dell’Accordo del 16.11.2023 relativamente all’adesione automatica al Fondo tramite il truffaldino meccanismo del silenzio-assenso, ma ancora non è giunto alcun chiarimento. Non fornendo le indicazioni previste da questo Accordo, forse costoro sperano nella distrazione di lavoratori e lavoratrici che rischiano di ritrovarsi

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NEOIMMESSI IN RUOLO: ATTENTI A ESPERO

ESPERO E IL TRANELLO DEL SILENZIO-ASSENSO ANCHE PER CHI ENTRA DI RUOLO
Brutta sorpresa per chi entrerà di ruolo dal 1° settembre 2024: anche per loro, come per chi è stato/a assunto/a con contratto a tempo indeterminato dal 1° gennaio 2019, è prevista l’adesione automatica al Fondo pensione ESPERO attraverso il meccanismo del silenzio-assenso.

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ATTENZIONE! Per il Fondo ESPERO il SILENZIO è ASSENSO

Attenzione, il 16 agosto 2024 scade il termine dei 9 mesi, previsto dall’Accordo ARaN, Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda e ANP del 16.11.2023, affinché tutti/e coloro che sono stati/e assunti/e a tempo indeterminato dal 1.1.2019 fossero informati del rischio di essere iscritti automaticamente al Fondo pensione ESPERO, tramite il truffaldino meccanismo del silenzio-assenso.

Cosa accadrà adesso? Secondo quanto pubblicizzato da ESPERO sul proprio sito:

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BONUS MAMME. ISTRUZIONI MIM

Come avevamo già annunciato, la legge di bilancio 2024 ha previsto il cosiddetto BONUS MAMME, un esonero dal versamento della quota di contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico delle lavoratrici madri del settore pubblico e privato, comprese docenti e ATA.
Il bonus spetta:

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FONDO ESPERO: silenzio/assenso – FOCUS

mercoledì 27 marzo ore 17.30
Focus – FONDO ESPERO: col silenzio/assenso ci toglie il TFR

  • Chi è coinvolto e chi no
  • Come evitare il silenzio-assenso
  • Come recedere
  • E soprattutto perché NON aderire

Qui il video di questo focus

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ALLARME TFR: ESPERO ce lo scippa nel SILENZIO

ALLARME TFR: ESPERO ce lo scippa col silenzio-assenso

Contraddicendo perfino quanto ancora previsto dall’art. 5, comma 6, del recente Statuto di Espero [23.10.2023] che esplicitamente prevede che “Per i lavoratori del settore pubblico, l’adesione avviene mediante una esplicita manifestazione di volontà dell’aderente”, lo scorso 16 novembre 2023, CGIL-CISL-UIL, SNALS, GILDA e ANP hanno sottoscritto definitivamente con l’ARAN l’Accordo sulla regolamentazione inerente alle modalità di espressione della volontà di adesione al Fondo pensione Espero, anche mediante forme di silenzio-assenso, ed alla relativa disciplina di recesso del lavoratore, peggiorativo per docenti e ATA, ma sempre più appetibile per i sindacati presenti nel Consiglio di amministrazione del Fondo pensione e per le società finanziarie, banche e assicurazioni che fanno i loro affari con i soldi di chi lavora. 

Se all’inizio del 2007 la preda dei cacciatori dell’industria del risparmio gestito era stato il TFR di lavoratrici e lavoratori del settore privato, dopo il Pubblico Impiego [Accordo 16.9.2021] adesso tocca alla Scuola

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ATTENTI A ESPERO: col silenzio/assenso vuole rubarci il TFR

COL SILENZIO/ASSENSO ESPERO CI VUOLE TOGLIERE IL TFR

Se all’inizio del 2007 la preda dei cacciatori dell’industria del risparmio gestito era stato il TFR di lavoratrici e lavoratori del settore privato, ora tocca al settore pubblico. 

Così, dopo l’accordo di settembre 2021 sul Fondo pensione Perseo-Sirio per i comparti pubblici extra-scuola, lo scorso 31 maggio, CGIL-CISL-UIL, SNALS, GILDA e ANP hanno sottoscritto con l’ARAN un’Ipotesi di accordo sul Fondo pensione del personale scolastico ESPERO, peggiorativo per docenti e ATA, ma sempre appetibile per i sindacati presenti nel Consiglio di amministrazione e per le società finanziarie che lo gestiscono. 

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PER L’IMMEDIATO PAGAMENTO DI TFS E TFR

Come forse saprete il pagamento del TFR/TFS dovrebbe avvenire dopo 2 anni (24 mesi) dal pensionamento. Dopo 24 mesi la legge consente all’INPS di aspettare ancora 3 mesi: quindi complessivamente è ormai consuetudine pagare il TFR/TFS non prima di 27 mesi. In caso di ulteriore ritardo l’INPS se la cava con il pagamento irrisorio degli interessi legali.

Questa è già un’operazione di appropriazione indebita (anche se per adesso provvisoria) che si protrae dal 2011 senza che nessuno si ribelli.

Il Tribunale di Roma ha però sentenziato che i lavoratori hanno diritto al pagamento immediato, contestualmente alla pensione, del TFR/TFS, e ha anche richiesto alla Corte Costituzionale di esprimersi sulla costituzionalità delle leggi del 2011 e 2014 che hanno stabilito ritardi e rateizzazioni.

Manifestare ed agire la propria decisa opposizione a questa pratica è diventato particolarmente urgente. Infatti la Confindustria ha lanciato il “ballon d’essai” sulla stampa proponendo un ulteriore rinvio di 5-8-12 anni del pagamento del salario differito che dovrebbe essere pagato contestualmente alla pensione.

I COBAS Pensionati hanno intenzione intanto di verificare ed eventualmente procedere con dei ricorsi contro questa pratica truffaldina dello Stato.

Se sei interessata/o a condividere questa iniziativa, perché in pensione di recente o tra poco, o anche soltanto perché sei un/una cittadino/a che vuole difendere i diritti dei lavoratori e dei cittadini tutti, contatta le sedi COBAS.