
A PALERMO ore 9.30 piazza Giulio Cesare [Stazione Centrale]
Lo scorso 17 settembre la Commissione internazionale indipendente delle Nazioni Unite d’inchiesta sul territorio palestinese occupato ha concluso che Israele è responsabile di genocidio a Gaza e la sua Presidente Navanethem Pillay ha dichiarato che «tutti gli Stati hanno l’obbligo giuridico di utilizzare tutti i mezzi ragionevolmente a loro disposizione per fermare il genocidio a Gaza» aggiungendo che «quando emergono chiari segni e prove di genocidio, l’assenza di azioni per fermarlo equivale a complicità».
A fronte della totale assenza di azioni per fermare il genocidio da parte del Governo Italiano un’ampia parte del mondo del lavoro ha deciso di non poter essere complice e una sua qualificata rappresentanza si è unita alla Global Sumud Flotilla che è una flotta coordinata e non violenta, composta da decine di imbarcazioni anche battenti bandiera italiana, che si è diretta verso Gaza per portare aiuti alimentari, essendo stata accertata l’esistenza di una deliberata campagna di riduzione alla fame nella Striscia da parte delle forze armate israeliane che pure bloccano illegalmente lo specchio di mare davanti a Gaza.
Portare aiuti alimentari nonostante la minaccia di blocco navale, per altro effettuato da Israele non nelle proprie acque territoriali dato che Gaza non è parte di tale Stato, attiene ai principi basilari di diritto del mare che garantiscono il passaggio inoffensivo attraverso le acque territoriali delle imbarcazioni che trasportano aiuti umanitari [art.18-19 Conv. Unclos], ed affermano la giurisdizione esclusiva dello Stato di bandiera quando la nave si trova in acque internazionali, vietando qualsiasi intervento armato a bordo da parte di altri Stati.
Ma ora giunge la notizia che le navi sono state attaccate prospettandosi sin da ora certamente un sequestro di persona nella speranza di non apprendere l’esistenza di reati dagli esiti ancora più gravi.
Ciò incarna esattamente la fattispecie prevista dal comma 7, dell’art. 2, della l. n. 146/1990 che disciplina proprio la necessità del movimento dei lavoratori di attivarsi «in difesa dell’ordine costituzionale, o di protesta per gravi eventi lesivi dell’incolumità e della sicurezza dei lavoratori», prevedendo in tali casi che le disposizioni «in tema di preavviso minimo e di indicazione della durata non si applicano nei casi di astensione dal lavoro» anche per quanto riguarda i lavoratori impegnati in attività rientranti nei servizi pubblici essenziali.
Tanto premesso,
la Confederazione COBAS proclama lo
SCIOPERO GENERALE PER TUTTI I SETTORI PRIVATI E PUBBLICI
per l’intera giornata del 3 ottobre 2025
ai sensi l’art. 2, comma 7, della legge n. 146/1990
QUI il volantino dello sciopero
QUI la proclamazione dello sciopero
QUI una circolare del MIM
A Palermo decine di migliaia di manifestanti!



QUI il servizio del GR Sicilia sulle manifestazioni.
QUI il servizio del TGR Sicilia
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QUI materiali informativi e di studio sulla situazione palestinese [periodici aggiornamenti]
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