Seminario Cobas Scuola Sicilia dal 9 all’11 luglio: bilancio e avvio campagne politiche, culturali e sindacali nel segno dell’anticapitalismo, dell’ecologismo, dell’anticolonialismo e della questione di genere.
Appena disponibili saranno anche pubblicate le relazioni sui singoli argomenti affrontati nelle tre giornate di lavoro.
Si è svolto dal 9 all’11 luglio 2024 a Portopalo di Capo Passero [SR] il seminario di autoformazione e aggiornamento promosso da Cobas Scuola Sicilia, al quale hanno aderito diverse sedi Cobas Scuola anche da altre regioni con partecipanti sia in presenza sia online.
Il seminario si è reso necessario, riprendendo una tradizione già consolidata nel tempo e interrotta per alcuni anni a causa di una cattiva gestione centralistica del sindacato sprezzante delle sessioni assembleari, per fare il punto sulle numerose campagne avviate durante l’anno scolastico appena terminato.
Il seminario è stato aperto il primo giorno con una sessione generale durante la quale Franco Coppoli [Cobas Scuola Terni] ha tracciato il quadro teorico all’interno del quale provare a rilanciare l’attività politica, sindacale e culturale dei Cobas Scuola, da qualche tempo assente a livello mediatico e priva di un orientamento chiaro, se non pericolosamente compromettente. Il quadro teorico così tracciato, condiviso dai e dalle partecipanti, è risultato utile per leggere in maniera appropriata il cambiamento in atto e il clima generale che si vive nella società e che si riflette, poi, nella scuola, che resta il terreno principale dell’azione politica, culturale e sindacale in cui i Cobas Scuola devono realizzare la propria prassi trasformativa, dialettica e conflittuale.
Sempre durante la prima giornata Michele Lucivero [Cobas Scuola Bari] ha illustrato il lavoro condotto dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, nato da una efficace intuizione di una parte dei Cobas Scuola e portato avanti con successo insieme al prezioso coinvolgimento di altri sindacati di base, associazioni e ampi settori della società civile, testimoniando di saper leggere adeguatamente la transizione in atto. La militarizzazione della scuola e della società, tuttavia, non è che l’epifenomeno della disastrosa svendita della scuola pubblica al capitalismo e al neoliberismo, che, oltre all’indotto militare, entra nel segmento della formazione e dell’istruzione con gli altri suoi settori strategici, vale a dire quello farmaceutico/chimico, quello energetico e quello digitale. Questa trasformazione della scuola, che un tempo era pubblica e adesso diventa Scuola 4.0, sarebbe impossibile senza un adeguato quadro normativo, quadro che il governo ha approvato con l’Autonomia differenziata e che ora diventa il principale obiettivo da focalizzare per le future campagne dei Cobas Scuola nelle modalità che l’Assemblea riterrà più opportune.
Chiude la giornata, prima dell’ampio dibattito, Alfonso di Stefano [esponente del movimento antirazzista], che testimonia l’impegno concreto dei Cobas Catania, Palermo e Siracusa nelle numerose manifestazioni di piazza e non solo in difesa dei migranti. I Cobas siciliani erano presenti a Cutro all’indomani della inenarrabile tragedia del naufragio, strumentalizzata dal governo per generare consensi sull’onda emotiva della vicenda, sebbene nessuna inversione di rotta vi sia stata in relazione alla criminalizzazione delle migrazioni da parte dell’attuale governo, del resto in linea con i precedenti. Per fugare ogni dubbio rispetto a notizie circolate e pubblicate, il giudizio dei Cobas riuniti in seminario è netto nei confronti di Frontex: si tratta di uno strumento di controllo e sorveglianza, di militarizzazione dei confini, di criminalizzazione di quella che è la naturale mobilità degli esseri umani dai luoghi depredati dall’estrattivismo capitalistico occidentale.
Il secondo giorno del seminario si apre con la relazione di Antonino De Cristofaro [Cobas Scuola Catania], il quale, oltre ad aggiungere tasselli teorici di riferimento necessari per inquadrare il lavoro futuro dei Cobas Scuola, illustra i dati delle elezioni del CSPI sia in riferimento al nostro sindacato sia in riferimento alla situazione generale. Che ci sia un clima di generale disaffezione rispetto alla delega e rispetto alla partecipazione elettorale è evidente dai tassi dell’astensione politica, che si riflette anche nelle elezioni per il CSPI. Per quanto riguarda la lista dei Cobas Scuola, su cui ogni interlocuzione con l’Esecutivo nazionale autoprorogato è stata negata in relazione alla presentazione dei/delle candidate/i, e che, quindi, non ha visto rappresentanti del Coordinamento delle sedi Cobas Scuola autoconvocate, i risultati sono stati pessimi, segno dell’assenza dei Cobas su diversi fronti sindacali, da quello dei precari a quello delle rivendicazioni salariali per finire con quello della disastrosa compravendita di CFU per accedere all’insegnamento.
I lavori del seminario sono proseguiti con la relazione di Adriana Di Gregorio [Cobas Scuola Palermo] sulla digitalizzazione della scuola italiana. Dal Piano Nazionale Scuola Digitale alla Scuola 4.0 si coglie chiaramente quello che è l’orizzonte all’interno del quale s’intende collocare l’istruzione e la formazione nel nostro Paese. Non si tratta semplicemente di adottare metodologie per l’inclusione e strumenti compensativi per rendere fruibile la scuola a persone con disabilità, circostanza sulla quale i Cobas Scuola sono i prima fila al fine di rimuovere ogni forma di ostacolo all’istruzione, ma di un deliberato processo, culturale ed economico, di svendita acritica della scuola pubblica ad aziende che detengono il monopolio di strumenti digitali che poi diventano, essi stessi, strumenti di controllo delle soggettività.
Il terzo giorno il seminario prende le mosse dalla relazione di Ferdinando Alliata [Cobas Scuola Palermo] su un contratto – fortemente condizionato dal PNRR – che restringe l’agibilità sindacale dentro le scuole e continua a impoverire docenti e ATA, ma che ciononostante è necessario conoscere per evitare che i DS se ne approfittino ulteriormente per imporre i propri diktat. A questo proposito sul sito dei Cobas Scuola Palermo è pubblicata una versione del CCNL 2024 integrato con tutte le altre norme ancora vigenti che regolano il nostro lavoro a scuola, con i collegamenti esterni a tutta la normativa citata che ne facilitano il reperimento e la consultazione, insieme ad alcuni Orientamenti applicativi dell’ARAN, importanti riferimenti giurisprudenziali nonché le FAQ Cobas. Una conoscenza che ha come prospettiva l’avvio di campagne in difesa delle condizioni di vita e lavoro del personale stabile e precario, a partire da quella urgentissima sul precariato, nonché quella sulla progressione stipendiale, anche in relazione alle recenti sentenze che dovrebbero attivare una serie di ricorsi per il recupero dell’anno 2013.
Prosegue la giornata con l’intervento di Giuseppe Follino [Cobas Scuola Grosseto] sui problemi del personale ATA, indicando alcuni obiettivi minimi, tra i tanti possibili: l’aumento degli organici (attraverso la revisione delle tabelle di calcolo) e la diminuzione dei carichi di lavoro, la copertura dei prefestivi con l’articolazione dell’orario su cinque giorni anziché sei, la chiamata dei supplenti dal primo giorno di assenza tramite determina del DS.
Infine, chiude i lavori del seminario Mario Sanguinetti [Cobas Scuola Bracciano], il quale illustra la disastrosa situazione in cui versa il precariato della scuola, costretto a rincorrere una produzione normativa farraginosa e aleatoria in relazione ai percorsi per l’accesso ai ruoli dell’insegnamento. Il panorama è tragico, oltre ad essere pericoloso, giacché si sta sempre più palesando all’orizzonte una modalità deleteria di compravendita di CFU da parte di università pubbliche e consorzi di università pubbliche-private che consente di scavalcare docenti che ottengono l’abilitazione tramite concorso pubblico.
Emerge, in conclusione, la necessità di riprendere il filo di un discorso interrotto da anni di errate, compromettenti e poco lucide analisi all’interno dei Cobas Scuola. Si rende necessario ribadire che l’unico metodo da intraprendere, risultato di una logica improntata alla massima condivisione, non al centralismo che i Cobas hanno sempre avversato, ma alla fine adoperato, resta quello della conflittualità dialettica nella scuola e nelle società. Pur marcando la distanza da dinamiche guerrafondaie e militariste, il metodo della conflittualità politica, culturale e sindacale rappresenta il metodo più efficace, all’interno del quadro teorico opportunamente delineato all’inizio dei lavori del seminario, per consentire la progressione dei diritti e delle istanze politiche e sociali dei lavoratori e delle lavoratrici, dei cittadini e delle cittadine.
Si conviene, infine, di impegnarsi, come Cobas Scuola, in diverse campagne, alcune delle quali già avviate, come quella sulla militarizzazione e quella sulla digitalizzazione, ma occorre rilanciare, anche attraverso lo strumento dei Convegni CESP, nuove piste di approfondimento sulla questione di genere, sulla distruzione ambientale con la connessa questione ecologica e sulla questione coloniale, che, oggi come ieri, risulta fondamentale per leggere le guerre in corso, non solo sul fronte israelo-palestinese, dove è necessario continuare le mobilitazioni contro il genocidio in atto e a favore della resistenza del popolo palestinese, ma anche su tutti gli altri fronti, su cui i media tacciono.
Con estrema chiarezza si rende palese che l’impegno dei Cobas Scuola non può che assestarsi su una prospettiva anticapitalista, antirazzista, ecologista, antispecista e anticolonialista, al fine di legare insieme, in maniera propositiva, istanza che siano al tempo stesso politiche, culturali e sindacali nel solco del rispetto delle differenze di genere, del rispetto delle rivendicazioni, ancora troppo trascurate, dei diritti delle donne e del lavoro di cura, del rispetto della dignità umana delle persone costrette a migrare e, infine, del rispetto dell’ambiente, deturpato dall’estrattivismo capitalistico.
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