Prende forma il dissidio interno ai Cobas. 

Le Sedi Cobas Scuola Autoconvocate rivendicano lo spirito originario dei “comitati di base” e invocano una diversa linea politica per contrastare le preoccupanti involuzioni nell’attuale tessuto socio-politico.

Le Sedi Autoconvocate Cobas Scuola (Ancona, Arezzo, Bari, Catania, Genova, Grosseto, La Spezia, Lecce, Livorno, Macerata, Massa, Milano, Palermo, Perugia, Pisa, Reggio Emilia, Siracusa, Terni, Tuscia, Viterbo, Varese, mozione di maggioranza di Napoli, una parte dell’esecutivo provinciale di Cagliari) hanno diffuso il primo documento pubblico (Appunti per la ripresa della discussione e del conflitto) che formalizza la crisi – comune anche ad altre realtà del sindacalismo di base – che da tempo ha ridotto l’organizzazione Cobas all’irrilevanza.

A loro avviso l’organizzazione Cobas è di fatto blindata da un “direttorio” che si legittima su una maggioranza di 19 su 37 membri dell’esecutivo nazionale e che esprime la visione di fatto conservatrice del leader storico Piero Bernocchi e di pochi suoi “colonnelli”. A questa gestione verticistica le Sedi Cobas Scuola Autoconvocate intendono contrapporre la visione orizzontale, assembleare, radicalmente democratica, di centralità del lavoratore e della lavoratrice, che da sempre è la ragione di vita dei Cobas e che ispira la loro critica al potere e al sindacalismo concertativo.

Il dissidio è stato progressivamente radicalizzato dalle scelte politiche che rivelano, da parte del “direttorio”, la non comprensione della fase politica degli ultimi anni, e che hanno visto i Cobas su posizioni filo-governative o di affiancamento alla CGIL, per culminare con le esternazioni atlantiste sulla guerra, a cui le Sedi Cobas Scuola Autoconvocate hanno risposto con la costituzione dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università (https://osservatorionomilscuola.com/). 

Il documento elabora innanzitutto un’autocritica dei movimenti e del sindacalismo di base. L’incapacità di contrastare la “normalizzazione” e “de-politicizzazione” delle prassi sindacali e la “silente accettazione dello status quo”. Questo a causa di una grave carenza di strumenti di lettura della contemporaneità, per capire e contrastare quei meccanismi di costruzione del consenso che producono un’immagine capovolta della realtà, che non è altro – conclude il documento delle Sedi Cobas Scuola Autoconvocate – che una pervasiva guerra cognitiva ai danni delle diverse soggettività.

Le Sedi Cobas Scuola Autoconvocate sono determinate a rilanciare l’attività politico-sindacale che ha sempre contraddistinto i Cobas Scuola, riconoscendosi “nella parte della comunità politica che coniuga antifascismo e anticapitalismo, pur vedendo di questa area i limiti, gli errori e le carenze che non hanno consentito di produrre un’analisi seria e una pratica commisurata alla portata della situazione sociale, politica ed economica del Paese”.

10-7-2023

Leggi il documento Appunti per la ripresa della discussione e del conflitto

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