ASSEMBLEA PROVINCIALE ISCRITTI COBAS SCUOLA – giovedì 9 aprile ore 17.00

giovedì 9 aprile ore 17.00

ASSEMBLEA PROVINCIALE DEGLI ISCRITTI COBAS SCUOLA

SEDE COBAS, piazza Unità d’Italia n. 11 – PALERMO

O.d.g.:

  1. La “cattiva scuola” renziana: presidi-padroni; precari traditi; risorse private alle scuole pubbliche e risorse pubbliche alle scuole private …
  2. Mobilitazioni e iniziative
  3. Elezioni del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione
  4. Prove Invalsi e Valutazione d’istituto
  5. Varie ed eventuali

Si raccomanda la partecipazione di tutti gli iscritti

CONVEGNO CESP PARTINICO giovedì 9 aprile 2015

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CESP Centro Studi per la Scuola Pubblica Continua a leggere

FORMAZIONE RSU – RLS martedì 24 marzo 2015

Alle RSU/RLS

delle Istituzioni scolastiche

della provincia di Palermo

Questa Associazione Sindacale organizza, ai sensi della normativa vigente, un

Convegno sindacale formazione RSU e RLS

martedì 24 marzo 2015, ore 10.0014.00

SEDE COBAS – piazza Unità d’Italia, 11 – Palermo

sui seguenti argomenti:

– CONTRATTAZIONE D’ISTITUTO

– DISEGNO DI LEGGE SU “LA BUONA SCUOLA”

– varie ed eventuali


Il contingente dei permessi di spettanza RSU/RLS è da loro gestito autonomamente nel rispetto del tetto massimo attribuito:

  • RSU: fruiscono nei luoghi di lavoro di permessi sindacali per l’espletamento del loro mandato, per presenziare a convegni e congressi di natura sindacale e ogni altra attività sindacale di carattere extra-aziendale (art. 10 comma 3 Ccnq 7/8/98 e Cass. 7087/86);
  • RLS: utilizzano permessi pari a 40 ore annue anche per la formazione (art. 73 Ccnl 2007).

I permessi, giornalieri ed orari, sono retribuiti e sono equiparati a tutti gli effetti al servizio prestato, e possono essere cumulati per periodi anche frazionati. Per garantire la funzionalità dell’attività lavorativa bisogna preavvisare il dirigente della fruizione del permesso sindacale, secondo le modalità concordate in sede decentrata, in genere 24/48 ore prima.

La giurisprudenza, vista anche l’esiguità dei permessi che non permette di individuare un interesse del datore di lavoro, ha negato la possibilità di sindacarne l’uso o di subordinarne la fruizione alle esigenze aziendali (Cass. 4839/92, 8032/96, 9765/96, 11573/97).


(facsimile Permesso Rsu o RLS)

Al Dirigente del _________________________

Sede

Oggetto: permesso RSU o RLS – Convegno sindacale di formazione 24 marzo 2015

Il/la sottoscritto/a _________________________________________, in qualità di RSU o RLS di questa Istituzione scolastica comunica che, ai sensi della normativa vigente (CCNQ 7 agosto 1998, per RSU; art. 73 comma 2 lett. g del CCNL 2007, per RLS), fruirà in data 24/3/2015, per n° ___ ore dalle ______ alle ______ (comprese quelle necessarie a raggiungere la sede di svolgimento), di un permesso retribuito al fine di partecipare al convegno in oggetto.

data ……/……/……………….                                                                                                                            Il/La Rappresentante RSU o RLS

“LA CATTIVA SCUOLA” di Renzi

La scuola del Grande Mentitore: precari ingannati, presidi padroni, soldi alle private, studenti apprendisti

Contro la scuola-azienda dei capetti e la scuola-quiz dell’Invalsi, per l’assunzione di tutti i precari
sciopero generale il 5 e 6 maggio (infanzia ed elementari) e il 12 (medie e superiori)
L’avevamo detto e scritto con largo anticipo: non fidatevi del Grande Mentitore, la sbandierata assunzione da settembre di 150 mila precari non solo è l’arma di ricatto di Renzi per imporre la sua cattiva scuola, ma verrà tradita ed utilizzata per sbattere fuori dalla scuola la maggioranza dei precari che vi lavorano da anni. Oggi è tutto su carta: non solo le assunzioni sono scese a 100 mila e vengono affidate non ad un decreto (ovvio, data l’urgenza) ma all’iter di un Ddl, e dunque potrebbero essere, in corso d’opera, dimezzate; ma si accompagnano all’annuncio che per altri 200 mila precari c’è solo il terno al lotto di un nuovo concorso (dopo tanti già fatti) per 60 mila posti da qui al 2019. Dunque, al più 160 mila precari verrebbero stabilizzati in 5 anni, più o meno pari al previsto “turn over” dei docenti, mentre per gli altri/e c’è l’espulsione di fatto, visto che ai precari assunti spetterà fare i tappabuchi e cioè, in primis, le supplenze.
Nel contempo, la cattiva scuola renziana si rivela in tutta la sua gravità di pessima azienda che scimmiotta le imprese private. Potere estremo viene assegnato al preside-padrone, alla Marchionne. Potrà assumere e licenziare, a suo insindacabile giudizio, e attorniarsi dello “staff del 5%”, cioè di una tale percentuale di docenti in ogni scuola che verrà premiata globalmente con 200 milioni non in base ad un presunto merito didattico, ma per controllare gli altri docenti e sottometterli alle regole della scuola-azienda e della scuola-quiz.
Dopodiché, bontà sua, Renzi non elimina gli scatti di anzianità, ma per goderne il docente dovrà superare la valutazione triennale, che dipenderà dal preside e dallo staff dei “mentor” giudicanti.
La scuola renziana regala poi altri soldi alle private, che oltre ai finanziamenti diretti godranno anche dello sgravio fiscale alle famiglie che le sceglieranno, fino a 400 euro annui.
Infine, gli studenti dovranno stipulare contratti di apprendistato in azienda per un numero di ore ancora più spropositato che nei progetti iniziali: almeno 400 ore nel triennio finale dei tecnici e professionali e almeno 200 in quello dei licei; e, come se non bastasse, all’esame di maturità sarà presente anche il “tutor aziendale”.  
In quanto agli ATA, poi, nella cattiva scuola di Renzi semplicemente non esistono. Manco una riga è dedicata a loro: il che non significa lo “status quo” ma il probabilissimo peggioramento delle loro condizioni.
Insomma, di schifezze ce ne sono a iosa per invitare i lavoratori/trici dell’istruzione, a reagire con forza contro questa inaccettabile legge, da cui va imposto con la lotta (“in primis” da parte dei precari) lo stralcio di un decreto che garantisca l’assunzione certa da settembre almeno dei 150 mila promessi dal Grande Mentitore. A tal fine, in coincidenza con l’annuale e nefasto rito dei quiz Invalsi (che in futuro si chiamerà Ipav), convochiamo per il 5 e 6 maggio (infanzia ed elementari, ognuno/a scegliendo uno dei due giorni in cui meglio può boicottare i quiz) e per il 12 maggio (medie e superiori) lo sciopero generale della scuola per l’intera giornata. Si svolgeranno manifestazioni provinciali, che il 12 maggio avverranno unitamente agli studenti.

ASSEMBLEA CITTADINA SULLE NUOVE NORME APPLICATIVE DE “LA BUONA SCUOLA”

Il governo Renzi sferra l’attacco finale

alla Scuola Pubblica

Continua l’attacco sistematico del governo Renzi al mondo del lavoro e dell’istruzione pubblica. Dopo l’approvazione del Jobs Act, che riporta in condizioni di schiavitù i lavoratori del settore privato, tocca alla Scuola Pubblica con il disegno di legge sulla pseudo Buona Scuola (vedi la bozza del decreto).

Dietro la falsa promessa di immettere in ruolo su posti già vacanti da anni una parte dei docenti precari (senza diritti e scatti stipendiali già maturati), si nascondono una serie di interventi che rivoluzioneranno la vita dei docenti e degli alunni:

1. Blocco degli stipendio fino al 2018 e sostituzione degli scatti di anzianità con quelli di “merito” (10/20 euro lordi in più dopo tre anni) sulla base dei criteri “intersoggettivi” stabiliti dal Dirigente Scolastico e dal suo “staff”, “sentiti anche gli studenti e le famiglie”.

2. Eliminazione – non “svuotamento” – delle Graduatorie ad esaurimento e delle graduatorie di merito senza immettere in ruolo tutti i precari storici (almeno 30.000 non saranno stabilizzati), ed applicazione delle regole del Jobs Act per i precari storici licenziati dallo Stato.

3. Blocco della mobilità per i docenti in utilizzazione ed assegnazione provvisoria.

4. Scuole di serie A, B, ecc. con il 5×1000 destinato alla scuola del proprio figlio.

5. Aiuti alle scuole private: 4.000 € di detrazione per ogni figlio iscritto nei diplomifici.

6. Altri 35.000.000 € di “premi” ai presidi che faranno valutare le proprie scuole.

7. Curriculo scolastico ancora più impoverito dall’obbligo di 400 ore di alternanza scuola-lavoro (200 ore nei licei).

Questo e tanto altro senza alcun investimento aggiuntivo del MIUR su scuola, università e formazione professionale. Per fare fronte comune contro tutto questo

I COBAS incontrano lavoratori, studenti e cittadini per informare ed organizzare le iniziative di lotta in difesa della Scuola Pubblica

mercoledì 11 marzo 2015, ore 16.00/19.00

ASSEMBLEA CITTADINA

I.I.S.S. “G. Damiani Almeyda – F. Crispi”

largo Mineo, 4 (ex piazza Campolo)

ELEZIONI RSU SCUOLA: I VOTI ALLE LISTE COBAS AUMENTANO DEL 25%

ELEZIONI RSU SCUOLA: I VOTI ALLE LISTE COBAS AUMENTANO DEL 25%

Contro la “cattiva scuola” di Renzi, per un immediato decreto per l’assunzione dei precari, manifestazione al Parlamento il 10 marzo

Contro i quiz Invalsi sciopero della scuola a maggio

Mancano ancora i risultati delle scuole chiuse per maltempo, ma i dati a nostra disposizione sono già sufficienti per affermare che queste elezioni RSU della scuola per i COBAS sono state decisamente positive, con un incremento di voti del 25% rispetto al 2012. Risultato tanto più soddisfacente se si tiene conto che ancora una volta i sindacati monopolistici hanno imposto elezioni con modalità del tutto anti-democratiche, impresentabili in qualsiasi altro sistema elettorale, sindacale o politico, d’Europa. Infatti in Italia, nella scuola e in tutto il Pubblico Impiego, la rappresentanza nazionale dei sindacati non viene conteggiata nell’unico modo democratico possibile, cioè dando all’elettore/trice, oltre alla scheda per la rappresentanza nel posto di lavoro, anche quella per la rappresentanza nazionale. Assurdamente si calcola quest’ultima solo sul voto per la RSU di scuola, che, però, si può dare ad un sindacato solo se c’è chi è disposto a fare il sindacalista nell’istituto. E, oltre ad un meccanismo escludente che apparirebbe folle in elezioni politiche, i COBAS devono “combattere” con le mani legate perché non hanno diritto neanche di campagna elettorale e di assemblea nelle scuole, né hanno la marea di distaccati dei “rappresentativi” (mestieranti sindacali che per giunta possono anche partecipare alle trattative di istituto) che hanno le porte aperte per girare nelle scuole in cerca di candidati/e; mentre i COBAS, oltre ad essere stati privati dei diritti elementari di assemblea e di contrattazione, non hanno, né vogliono, sindacalisti di professione retribuiti ma solo docenti ed Ata in servizio o pensionati/e che difendono gratuitamente i lavoratori/trici e la scuola pubblica.

E ciò malgrado siamo riusciti a presentare 3.500 candidati/e in più di 1.000 scuole di 70 province (lo stesso numero del 2012, ma allora le scuole erano 10.250 e oggi sono 8.500, circa il 16% in meno). In queste scuole, che costituiscono un campione assolutamente rappresentativo per varietà territoriale e di ordini e gradi di scuola, abbiamo raggiunto l’ottima e significativa media del 23%, che è l’indice di quanto potremmo effettivamente raggiungere se ci venisse data la possibilità di “competere” su tutto il territorio nazionale con libertà di parola e di accesso alle scuole, e in una elezione su scheda nazionale che consentisse a tutti/e di esprimersi sul “gradimento” dei singoli sindacati. A questo proposito è emblematico il caso di Pisa, dove abbiamo presentato le liste in tutte le scuole risultando in assoluto i primi con oltre il 36% dei voti totali. Comunque, incrementiamo anche il dato percentuale assoluto dello 0.6%, malgrado le tante scuole ove non hanno potuto votare per noi, mentre gli eletti/e alla fine saranno circa 700.

In particolare a PALERMO, dopo essere riusciti a presentare il 10% di liste in più rispetto al 2012 (per altro a fronte di una riduzione di circa il 20% delle scuole), attualmente siamo quasi al 20% dei consensi nel centinaio di scuole della provincia in cui abbiamo trovato colleghi e colleghe disposti a condividere la nostra lotta per la difesa della scuola pubblica e le condizioni di vita e di lavoro di docenti e ATA. A tutti e tutte va il nostro ringraziamento.

Pur con i limiti al dialogo con l’intera categoria per il divieto di assemblee, la nostra campagna RSU ha evidenziato la diffusa opposizione alla “cattiva scuola” di Renzi, alla misera scuola-quiz dei grotteschi quiz Invalsi (contro cui abbiamo già convocato gli scioperi di maggio, 5 e 6 nella scuola dell’infanzia ed elementare, e 12 per le medie e superiori), e la richiesta generalizzata di assunzione di tutti i precari che da tempo lavorano nella scuola, tramite un immediato decreto che intanto mantenga le promesse renziane delle 150 mila assunzioni (e per questo manifesteremo davanti al Parlamento il 10 marzo quando il CdM delibererà in merito), del recupero dei contratti e degli scatti di anzianità e il rifiuto delle demenziali gerarchie interne tra docenti, inutili o dannose per la didattica, che il governo vorrebbe introdurre.

I nostri/e eletti RSU continueranno a difendere docenti ed Ata contro i meccanismi distruttivi e sovente illegali della scuola-azienda e delle gestioni autoritarie di tanti presidi-padroni, e ad essere veicoli nelle scuole della lotta in difesa e per il miglioramento della scuola pubblica e delle condizioni di lavoro e di studio dei suoi protagonisti.

SURREALE CONCLUSIONE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI: RENZI VUOLE FREGARE I PRECARI?

Il 10 marzo in piazza al Parlamento: decreto subito, con le 150 mila assunzioni promesse.

La “cattiva scuola” di Renzi si conferma tale nelle linee-guida presentate al CdM

ASSEMBLEA CITTADINA

mercoledì 11 marzo, ore 16.00

I.I.S.S. “Damiani Almeyda – Crispi”

largo Mineo 4 (ex piazza Campolo) – Palermo

Ancora una volta il decisionismo renziano sembra entrare in crisi davanti alla scuola pubblica. O si tratta dell’ennesima furbata e Renzi vuole fregare i precari? Dopo tanti roboanti annunci, neanche nell’ultimo Consiglio dei ministri il governo ha varato il Piano-scuola e soprattutto l’attesissimo decreto per l’assunzione stabile promessa a 150 mila precari. Tra la ministra Giannini che voleva il decreto per i precari subito e Renzi che intendeva mettere tutto in un Disegno di Legge, il CdM non ha varato né l’uno né l’altro ma solo esaminato le “linee-guida” del Piano.

Renzi ha presentato la decisione come una “concessione” democratica al Parlamento, ma è forte il sospetto che voglia scaricare su di esso la responsabilità di non assumere i precari, dati i tradizionali tempi lunghi dei DdL.

Ma come?  Renzi ha proceduto per decreto decine di volte su temi di nessuna urgenza e non lo fa per un provvedimento che di sicuro ha i tempi stretti per l’immissione “in ruolo” a settembre? E i sospetti aumentano quando si passa alle cifre, perché i 150 mila promessi ora si ridurrebbero a meno di centomila, e solo una parte degli iscritti/e GAE avrebbe davvero il posto, mentre solo un migliaio di coloro che, pur non nelle GAE, avrebbero diritto ad entrare in base alla sentenza della Corte europea (stabilizzazione per coloro che hanno i 36 mesi di insegnamento), verrebbero davvero assunti.

Dunque, il 10 marzo il CdM deve varare il decreto ed esso, fermo restando la nostra richiesta di immissione “in ruolo” di tutti i precari/e che lavorano da tempo nella scuola, deve mantenere almeno la promessa dei 150 mila assunti: e il 10 saremo per questo davanti al Parlamento (ore 16.00).

Nello stesso tempo, le linee-guida del Piano Renzi presentate in Cdm ci confermano che si tratta proprio di “cattiva scuola”. Tutto l’armamentario della scuola-azienda e della misera scuola-quiz viene squadernato: studenti, scuole e docenti valutati con i grotteschi quiz Invalsi; scatti di anzianità aboliti in cambio di pochi euro dati, ogni triennio, in base al presunto “merito”, testato dagli invalsiani; contratti bloccati e neanche un euro di maggiore investimento per la scuola pubblica ma, anzi, il tentativo di aggirare ulteriormente la Costituzione ingigantendo i finanziamenti alle scuole private mediante il rimborso spese alle famiglie che la scelgono; contratti di apprendistato per gli studenti dei tecnici e professionali con centinaia di ore in azienda; gerarchizzazione dei docenti con “mentor”, “innovatori naturali”, “staff” , figure inutili o dannose per una buona didattica.

Queste ed altre varie “chicche” sono già sufficienti per ostacolare con la massima forza il percorso del Ddl, una volta garantito il decreto per i precari. In particolare, va messo in crisi il “cuore” dell’intero progetto, e cioè il “quizzificio” Invalsi, che ripeterà i suoi riti annuali il 5 e 6 maggio alle elementari, e il 12 maggio alle superiori: e dunque per quelle date annunciamo fin d’ora lo sciopero generale della scuola che, alle superiori, gestiremo insieme agli studenti in lotta contro i quiz.

Nel frattempo, la massima opposizione dei docenti deve anche rivolgersi ai “nuclei” di sedicente “autovalutazione”, una grottesca parodia nella quale i “nuclei” si limitano a mettere delle crocette sulle decine di pagine del formulario imposto, come previsto, dall’Invalsi.

Renzi, nel suo video propagandistico su Facebook, ha detto che “della scuola non si occupano solo i rappresentanti dei Cobas … ma le persone che hanno a cuore l’Italia”. Fermo restando che a lui, più che l’Italia, sta a cuore il proprio potere, di sicuro a noi, e lo abbiamo dimostrato in trenta anni di lotte, stanno a cuore le sorti della scuola pubblica, cruciali per le sorti dell’Italia stessa. E per questo faremo tutto il possibile per battere la cattiva scuola del “conducator” fiorentino.

CONTRO LA CATTIVA SCUOLA DI RENZI E GIANNINI – PRESIDIO ANCHE A PALERMO venerdì 27 febbraio ore 16.30 piazza Massimo

CONTRO LA CATTIVA SCUOLA DI RENZI-GIANNINI

PER L’ASSUNZIONE DI TUTTI I PRECARI, PER LO SBLOCCO DI CONTRATTI E SCATTI, CONTRO I QUIZ INVALSI

MOBILITAZIONE NAZIONALE CON MANIFESTAZIONI TERRITORIALI IN SOSTEGNO DEL PRESIDIO PERMANENTE A MONTECITORIO DAL 23 AL 27 FEBBRAIO

A PALERMO – PIAZZA MASSIMO venerdì 27 febbraio dalle ore 16.30

L’evento del Pd “La scuola cambia, cambia l’Italia”, organizzato per festeggiare il primo anno del governo di Matteo Renzi, non ha fornito alcun elemento preciso né sull’immissione in ruolo dei precari né sui delicati passaggi del cambiamento di status normativo dei docenti, confermando però la volontà del governo di continuare a bloccare a tempo indefinito i contratti di docenti ed Ata e di eliminare gli scatti di anzianità, introducendo un sedicente “merito” misurato mediante la centralità dei grotteschi e diseducativi quiz Invalsi, che dovrebbero testare tale presunto “merito” dei docenti e delle scuole, ed essere sostenuti da fantomatiche figure gerarchiche (mentor, innovatori naturali ecc,…) di nessuna utilità didattica. Questioni rilevanti come quelle che riguardano i docenti “inidonei”, i Quota 96, sequestrati dalla riforma Fornero e impossibilitati a ricevere la dovuta pensione, il personale Ata, le biblioteche scolastiche, l’insegnamento della Materia Alternativa alla religione cattolica, non sono state neanche rappresentate o citate nel Piano Renzi per la scuola. Il Consiglio dei Ministri del 3 marzo dovrebbe definitivamente svelare le carte della “cattiva scuola” governativa, sintesi di tutta la peggiore normativa della scuola-miseria e della scuola-quiz introdotta nell’ultimo ventennio, a braccetto, da centrosinistra e centrodestra, a partire dalla distruttiva “autonomia scolastica” di Berlinguer e dalla legge di parità tra scuola pubblica e privata, imposta dal centrosinistra di Prodi e D’Alema. Per tutte queste ragioni i COBAS sostengono la mobilitazione dei precari della scuola e la loro decisione di dare vita a un presidio permanente, dal 23 al 27 febbraio.

Il 23 febbraio, accanto ai docenti precari e ai COBAS, hanno manifestato in piazza a Montecitorio anche i docenti “inidonei”, i Quota 96, i precari Ata, i modelli viventi e gli insegnanti per la Materia Alternativa, dopo aver svolto sui loro temi di conflitto un importante Convegno nazionale CESP.

CONVEGNO CESP PALERMO 2 marzo 2015

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CESP Centro Studi per la Scuola Pubblica

Convegno di Aggiornamento/Formazione con esonero dal servizio per il personale ATA, DOCENTE, DIRETTIVO, ISPETTIVO, della Scuola Pubblica Statale

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I Cambiamenti della Scuola

nel progetto del Governo

Renzi

I.I.S. “Duca degli Abruzzi”

via Fazio, 1 (zona Monte Pellegrino) – 90143 Palermo

lunedì 2 marzo 2015 ore 8.30 – 14.00

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Programma

ore 8.30 ~ Accoglienza registrazione

ore 9.00 – 10.00 ~ “Lineamenti del progetto sulla scuola del Governo Renzi”

Prof. Carmelo Lucchesi (CESP Palermo)

ore 10.00 – 11.00 ~ “Meritocrazia e carriera del personale della scuola”

Prof. Ferdinando Alliata (Consiglio Scolastico Provinciale PA)

ore 11.00 ~ Pausa

ore 11.15 12.00 ~ “Il futuro dei precari dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea”

Prof. Giovanni Denaro (CESP Palermo)

ore 12.00 ~ Dibattito

ore 13.00 ~ Conclusioni

La locandina del convegno

Il modello per la richiesta di permesso

PERCHÉ VOTARE COBAS ALLE ELEZIONI R.S.U.

PERCHÉ VOTARE COBAS

Il 3, 4 e 5 marzo elezioni per il rinnovo delle R.S.U.

I COBAS partecipano alle elezioni R.S.U. per farne uno strumento di tutela per docenti e ATA, contro la politica di concertazione al ribasso che ha impoverito i lavoratori della scuola peggiorandone le condizioni e la qualità del lavoro. I COBAS sono per un’attività sindacale partecipativa senza funzionari e delegati, capace di rappresentare i veri bisogni dei lavoratori.

Dallo scontro con Berlinguer e il suo concorsaccio fino alla Buona Scuola renziana, ci siamo sempre battuti contro la frammentazione della Scuola Pubblica, contro la sedicente Autonomia scolastica e la sua logica aziendale. Una Scuola-azienda che ha determinato il taglio del personale e la riduzione del potere di acquisto delle retribuzioni, nonché una nociva gerarchizzazione, con dirigenti investiti di sempre maggiori poteri, organi collegiali indeboliti e docenti e ATA in conflitto per accaparrarsi le briciole del fondo d’Istituto. Personale adesso ricattato anche da una pseudo-valutazione meritocratica che il MIUR vorrebbe introdurre innescando una sempre più deleteria competizione del tutti contro tutti per avanzare di “carriera” e aumentare gli stipendi, proprio mentre Accademici di tutto il mondo ritengono queste presunte misurazioni “oggettive” un “danno irreparabile nei confronti della scuola e degli studenti”.

Una opposizione che si è concretizzata in Sicilia, a Palermo e nelle singole scuole su vari temi:

Organici docenti e ATA. Ogni estate ingaggiamo col provveditorato una lotta estenuante per contrastare i tagli che ogni volta provano a fare sulla nostra pelle.

Accorpamento delle classi. Abbiamo sostenuto le famiglie e gli studenti nella difesa del loro diritto a studiare fuori da classi-pollaio: una sentenza vittoriosa al TAR di Palermo ci ha restituito le classi in più, tutelando la didattica e i posti di lavoro.

Sostegno. Abbiamo patrocinato numerosi ricorsi delle famiglie e ottenendo così centinaia di posti in più – “in deroga” – in tutta la regione, per una migliore integrazione di allievi e allieve.

Attività aggiuntive. Con una più equa distribuzione del fondo d’istituto tra le diverse componenti (docenti e ATA), abbiamo evitato eccessive concentrazioni in capo a pochi colleghi e soprattutto coinvolto tutto il personale nelle decisioni, con le assemblee (soprattutto per la quota ATA) e nei collegi (per la quota docenti).

Invalsi. Contro la Scuola-Quiz abbiamo sostenuto con forza la nostra dignità di insegnanti per non ridurci a somministratori di quiz e/o tabulatori di risultati, boicottando le prove dentro i collegi e con gli scioperi nei giorni dei test.

Precari. Oltre l’aumento dei posti ottenuto con i ricorsi, abbiamo sempre insistito per l’immediata assunzione dei supplenti (anche a seguito della sentenza della Corte di Giustizia Europea) e la piena tutela dei diritti: ferie, permessi, retribuzione, ecc.

Inidonei. Impedendone il trasferimento coatto nei ruoli ATA, abbiamo salvaguardato i posti e la professionalità degli assistenti amministrativi precari e guadagnato risorse per le nostre biblioteche.

Nuovi Indirizzi. Nella discussione al Consiglio Scolastico Provinciale di Palermo, abbiamo sostenuto le delibere dei collegi dei docenti, mentre le altre organizzazioni sindacali hanno spesso votato a seconda dei propri interessi di parte.

Accorpamenti. Durante gli incontri in Assessorato Regionale, abbiamo proposto che si agisse unificando scuole di diverso tipo, almeno per limitare i tagli del personale docente e ATA.

Se condividi queste battaglie, se vuoi rafforzare questi principi,

dai voce a chi da sempre, senza compromessi, si batte

per la Scuola Pubblica, inclusiva e democratica

VOTA E FAI VOTARE COBAS