RICORSO DIPLOMATI MAGISTRALE

Mercoledì 16 settembre, alle ore 18.00, presso la sede Cobas Scuola di piazza Unità d’Italia n. 11, si svolgerà un’assemblea sulla situazione del ricorso promosso per i diplomati magistrale.

Sarà presente l’avv. Giacomo Cirincione.

ANCORA BEFFATI I “QUOTA 96” – Presidio al M.E.F.

I Robin Hood al contrario

Ormai siamo al paradosso, all’inversione della realtà, a prendere dai malcapitati dipendenti e trasferire il frutto della rapina a chi ha già tanti soldi.
Oggi è l’ultima puntata di una sequenza di scelte antipopolari che gli ultimi governi perseguono nei confronti di lavoratori e pensionati. Non bastasse la vergogna delle ruberie di una classe politica, ormai più adusa a gestire i propri affari e coprire i propri compari, assistiamo all’ennesimo furto di soldi a disposizione per le salvaguardie degli esodati e di chi è rimasto impigliato negli orrori della norma Fornero sulle pensioni, sequestrando con un atto che definire anticostituzionale è il minimo.
Vi è una legge approvata dallo Stato italiano che prevede un fondo destinato alle salvaguardie fino alla risoluzione delle questioni rimaste aperte.
In modo sfacciato, senza ritegno, stravolgendo regolamenti e leggi e con il silenzio assordante di chi dovrebbe proteggerti e far rispettare le leggi dello Stato e di un parlamento che dire inutile è poco, sbeffeggiato nei suoi diritti come sono lo sono stati anche ad agosto 2014, quando è stato modificato l’emendamento su Q96.
Il MEF decide all’improvviso che i soldi non utilizzati, malgrado l’interpretazione contraria del Ministero del Lavoro vengano incamerati nel Bilancio dello Stato per poter assolvere alle promesse elettorali che il nuovo governo in crisi nei sondaggi sta lanciando, in primo luogo sulla tassa sulla prima casa.
Si intende tagliare le tasse sulla casa anche a chi ha appartamenti con rendite elevate e a questo scopo si lasciano sulla strada migliaia di persone senza più reddito (esodati) e anche chi aspetta da tre anni che gli venga ripristinato un diritto ormai riconosciuto dal Parlamento in più occasioni (Q96, personale viaggiante e altri).
Un Robin Hood al contrario! E si spaccia questo scippo come difesa degli strati più in difficoltà, quando si sa che in queste operazioni i maggiori risparmi li ottengono coloro che hanno rendite catastali più elevate.
Nessun cambio di verso, ma solo la continuazione della politica che da Monti in poi vede nel risparmio sulle pensioni l’unica politica atta a far cassa, sia per risolvere il debito lasciato dagli sperperi dei diversi governi, sia per poter risalire nei sondaggi elettorali in vista delle prossime elezioni.
I Quota96 assistono ormai increduli a uno sfacciato uso delle istituzioni, prigioniere del governo di turno, che invece di tassare rendite e privilegi, usa il Bilancio dello Stato per le proprie mire elettoralistiche.
In questi anni hanno continuato una battaglia insieme agli esodati, nel silenzio complice dei sindacati concertativi, che mai si sono impegnati in iniziative reali per costringere il governo ad affrontare tutta la partita delle pensioni.
Insieme a esodati e macchinisti riprendono le iniziative per ottenere i diritti che gli sono stati derubati, organizzando un primo presidio davanti al Ministero Economia e Finanza a partire dalla prossima settimana, mentre si preparano altre forme di lotta, anche legali.
10 settembre 2015
Comitato lavoratori Quota96 Scuola

Nuovi giorni consulenza scuola

A partire dal 1 settembre 2015 i giorni e gli orari di consulenza della
sede Cobas Scuola di Palermo, piazza Unità d’Italia11, saranno i seguenti:

lunedì dalle ore 17:00 alle 19:00 – Consulenza Docenti e ATA
giovedì dalle ore 17:00 alle 19:00 – Consulenza Docenti e ATA

Riunione dell’esecutivo provinciale Cobas Scuola ogni lunedì ore 19:00

È possibile telefonare in sede per informazioni e appuntamenti dal lunedì
al giovedì dalle ore 9:30 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 19:30, il venerdì
dalle 9:30 alle 13:00
Tel. 091 349192 – fax 091 6258783
Ulteriori informazioni qui: https://cobasscuolapalermo.wordpress.com/about/

Buon inizio di anno scolastico a tutte/i

Cobas Scuola Palermo

 

 

LUNEDÌ 31.8.2015 ASSEMBLEA SU “LA BUONA SCUOLA”

ASSEMBLEA PROVINCIALE DEGLI ISCRITTI COBAS

LUNEDÌ 31 AGOSTO 2015

SEDE COBAS, piazza Unità d’Italia n. 11

DALLE 16,30 ALLE 19,30

Odg:

  1. La legge n. 107/2015 “La Buona Scuola”: analisi, approfondimenti, come continuare la mobilitazione

  2. Lo stato delle vertenze in corso: organici docenti e ATA, precariato, sostegno, “classi pollaio”, diplomati magistrale

  3. Varie ed eventuali

GIÙ LE MANI DAI POSTI ATA

IMMISSIONI IN RUOLO DEI PRECARI ATA SU TUTTI I POSTI DISPONIBILI E CONFERIMENTO DELLE SUPPLENZE SUI RIMANENTI

Lo scorso giovedì 6 agosto il MIUR ha comunicato che la circolare, di prossima pubblicazione, relativa alle istruzioni operative sul conferimento delle supplenze per l’a.s. 2015/2016, disporrà il divieto di procedere alle assunzioni a tempo indeterminato del personale ATA allo scopo di ricollocare il personale soprannumerario delle province. Secondo il Dipartimento della Funzione Pubblica nel blocco sarebbero compresi tutti i profili ATA (assistenti amministrativi, DSGA, assistenti tecnici ed anche i collaboratori scolastici). E, in attesa della attuazione della mobilità del suddetto personale nei posti e nei profili ATA, le supplenze saranno conferite dai dirigenti scolastici fino all’avente titolo attingendo dalle graduatorie di circolo e di istituto.

Tutto ciò in contrasto anche con la legislazione vigente, nazionale ed europea. Infatti, l’art. 15 della legge n. 128/2013 prevede “un piano triennale per l’assunzione a tempo indeterminato di personale docente, educativo e ATA, per gli anni 2014-2016, tenuto conto dei posti vacanti e disponibili in ciascun anno, delle relative cessazioni del predetto personale”. La stessa legge di stabilità n. 190/2014 ha disposto un apposito fondo nazionale “finalizzato all’attuazione degli interventi di cui al medesimo comma 4, con prioritario riferimento alla realizzazione di un piano straordinario di assunzioni”.

Dopo i 47mila posti cancellati in tre anni e i 2.020 eliminati quest’anno dalla Legge di Stabilità, sembrava che il Miur avesse ottenuto dal Tesoro la copertura dei 6.243 posti che dal 1° settembre 2015 si libereranno a seguito dei pensionamenti. Su 28mila posti ATA liberi le circa 6.200 assunzioni annunciate rappresentavano il minimo sindacale sulle immissioni in ruolo di questo anno.

Il blocco delle assunzioni del personale ATA rappresenta un vero e proprio accanimento nei confronti di un personale che svolge da anni funzioni che richiedono una professionalità conquistata sul campo ed un ulteriore attacco alla Scuola Pubblica.

Ci hanno già provato con il passaggio coatto del personale docente idoneo ad altri compiti nei posti di assistente amministrativo, ora ci provano con tutto il personale ATA, collaboratori scolastici compresi.

NON PERMETTIAMO CHE QUESTO DISEGNO SCIAGURATO VADA IN PORTO!

Come COBAS promuoveremo iniziative di mobilitazione e, se necessario, ci attiveremo anche sul piano legale.

NO ALLA DEPORTAZIONE DI MASSA DEI PRECARI

Lo scellerato piano di Renzi, in attuazione della legge votata con la fiducia in Parlamento, sta generando i primi “mostri”: la deportazione di massa dei precari costretti a girovagare per l’Italia pur di essere assunti a tempo indeterminato o la scelta di non presentare domanda con il rischio di non ottenere neanche una supplenza o di essere licenziati dopo 36 mesi.

Vorremmo ricordare, se ce ne fosse ancora bisogno, che:

  • le assunzioni previste nelle prime tre fasi sono effettuate su posti di diritto e che la maggior parte di esse corrisponde alle “normali” assunzioni che ogni anno venivano regolarmente effettuate per il turn-over.

  • L’età media dei docenti inclusi nelle GaE è di 41 anni, docenti che nei decenni di precariato hanno scelto una provincia per ottenere l’immissione in ruolo e, nella stessa, hanno magari investito per comprare una casa, formare una famiglia …

Ora sembra a tutti più evidente il piano diabolico dell’imbonitore Renzi per risolvere il problema del precariato: l’autoeliminazione.

E sì, perché migliaia di precari sono sconcertati e preoccupati per il loro futuro (che sarà sempre e comunque più precario di prima …); sono logorati dall’idea se inoltrare la domanda di assunzione per la fase nazionale oppure evitarla, con la spada di Damocle del Miur che, sebbene in contrasto con quanto stabilito dalla stessa legge appena approvata, minaccia la cancellazione delle Graduatorie a Esaurimento.

È evidente, quindi, che le assunzioni di massa del Governo erano una balla mostruosa e che miravano unicamente alla cancellazione dei diritti e della dignità dei lavoratori.

Dei posti relativi alla fase C, oggi conosciamo solo la ripartizione tra i diversi ordini di scuola e tra le singole regioni. Ma come saranno divisi tra le varie province? E tra le classi di concorso? Boh, nessuno, al momento, può dare una risposta se non quella oramai chiara a tutti che chi usufruirà di questa fase per essere immesso in ruolo non avrà una cattedra ma sarà utilizzato come “tappabuchi” nelle scuole (magari a 500 o 1.000 chilometri di distanza dalla sua residenza) alla faccia della professionalità e della dignità.

Non si risolve il problema del precariato, peraltro aggirando la legge e la Costituzione, con una deportazione di massa.

Il governo deve tornare subito indietro, immettere in ruolo tutti i precari che hanno lavorato in questi anni e tutti quelli che in questi anni hanno conseguito i titoli per l’abilitazione, eliminando il ricatto della deportazione.

Se così non fosse, si genererà il caos ad inizio anno scolastico: cattedre “vacanti”, ricorsi e una grande mobilitazione di massa.

IL RICATTO DI RENZI: ASSUNZIONI & LEGGE TRUFFA

Ricordiamo tutti il “tormentone” di Renzi & co. su tutti gli organi di stampa: “siamo l’unico governo che vuole immettere in ruolo 100.000 precari … non riusciamo a capire perché i sindacati sono contrari …”. Era questa l’unica cosa che riuscivano a dire sul disegno di legge che si apprestavano a votare, quando tutti/e sapevamo che questo era solo un ricatto e che i posti “assegnati” non coprivano affatto il reale fabbisogno delle scuole; ma questo metodo ha funzionato, il 25 giugno 2015 al Senato, la scuola nata dall’Assemblea Costituente (insediatasi proprio il 25 giugno del 1946) ha vissuto il suo ultimo respiro.

Ma approfondiamo l’aspetto delle assunzioni:

Renzi aveva promesso 150.000 immissioni in ruolo, ma ne fa poco più di 100.000. Vorremmo ricordare a tutti/e che il Governo italiano è stato condannato dalla Corte Europea per “l’abuso dei contratti a termine di cui si fa un uso smodato” e avrebbe dovuto, comunque, garantire le immissioni in ruolo.

Nel concreto, però, tantissimi docenti restano fuori dalle immissioni (circa 60.000 posti dell’organico di fatto tra comuni e sostegno), sia inseriti in GaE sia tanti altri in possesso dell’abilitazione e del requisito “europeo” (i 36 mesi).

Le fasi relative alle assunzioni sono 4 (la cosiddetta “zero” – fase ordinaria di assunzioni – e le tre previste dal comma 98 – Piano straordinario di assunzioni).

Assunzioni ordinarie: FASE “ZERO”

Alla fase “zero” (provinciale) partecipano coloro che risultano nelle graduatorie di merito dei concorsi (anche quelli antecedenti a quello bandito nel 2012) e nelle graduatorie ad esaurimento con iscrizione a pieno titolo.

Questa fase si svolge secondo le normali procedure previste dall’art. 399 del d.P.R. n. 297/1994 e cioè:

– Convocazioni da concorso (per scelta della provincia);

– Convocazione da graduatorie.

Se al termine di tutte le modalità di pubblicità e di contatto con i candidati non è pervenuta accettazione/rinuncia gli uffici provvedono alla immissione in ruolo d’ufficio, conferendo agli interessati l’incarico più favorevole dal punto di vista economico o, nel caso di possibile opzione tra sostegno e comune, quello di sostegno.

La fase di assegnazione della sede provvisoria (scelta scuole) avverrà su base provinciale, presumibilmente nella seconda metà di agosto (ogni Ambito Territoriale comunica i tempi che comunque non possono superare il 31 agosto)

Piano straordinario di assunzioni: art. 1 commi 95 – 104 legge n. 107/2015

FASE “A”

La fase “A” (provinciale), ai sensi del primo periodo dell’art. 1 comma 95 della l. n. 107/2015, prevede l’assunzione a tempo indeterminato di docenti per le istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado, per la copertura di tutti i posti comuni e di sostegno dell’organico di diritto, rimasti vacanti e disponibili dopo le immissioni in ruolo della fase “zero”.

A tale fase partecipano:

– i docenti delle graduatorie di merito del concorso del 2012 (gli altri concorsi decadono);

– i docenti iscritti nelle graduatorie ad esaurimento.

Non possono partecipare al Piano straordinario di assunzioni:

– i docenti già assunti a tempo indeterminato, ivi compresi i docenti nominati, per la stessa o per altra classe di concorso, tipo posto e grado di istruzione, nella precedente fase “zero”;

– i soggetti iscritti nelle GaE che non abbiano sciolto la riserva.

Tale fase si articola di conseguenza con:

– convocazione degli iscritti nelle graduatorie di merito dei concorsi per scelta della provincia;

– convocazione degli aspiranti presenti nelle GaE provinciali.

Ci è davvero difficile capire quale sia la differenza delle due fasi (“zero” e “A”) quando si tratta delle normali assunzioni su posti di diritto che avvenivano regolarmente ogni anno per il turn-over. Forse, eufemismo, è far capire ai precari che si sta facendo qualcosa di “straordinario” … Ma chi ci casca!

FASE “B”

I docenti che non sono stati oggetto di individuazione nella fase “zero” e nella fase “A” e che intendono partecipare alle fasi della procedura nazionale devono presentare un’unica domanda (per le successive fasi “B” e “C”) attraverso istanze on line del sito ministeriale.

In particolare la fase “B” riguarda i posti in organico di diritto rimasti vacanti dopo le operazioni provinciali (ancora le cattedre di diritto? Ma c’era proprio bisogno di un’altra fase?). È utile, infatti, chiarire a tutti i precari e a tutti quelli che credevano alla “storiella” renziana che i posti disponibili in questa fase NON SONO POSTI “AGGIUNTIVI” A QUELLI DELLA FASE “ZERO” E “A”, ma sono solo posti eventualmente non assegnati in dette fasi per mancanza di aspiranti in GaE e nei concorsi. Quindi parliamo ancora del contingente che negli anni precedenti veniva assegnato regolarmente ad agosto, su posti disponibili, senza tutte queste procedure che, inevitabilmente, creano caos sia tra i precari che tra gli Ambiti Territoriali che dovranno gestire la “novità”.

Occorre ribadire, inoltre, che in questa fase concorrono per primi i docenti appartenenti al concorso 2012. Ma il Governo non voleva eliminare le GAE?

FASE “C”

Detta fase riguarda i docenti che non risultano destinatari della proposta di assunzione nelle fasi precedenti che vengono assunti con decorrenza giuridica dal 1° settembre 2015 nel limite dei posti dell’organico potenziato che sarà oggetto di una apposita determinazione.

Ma quali saranno i numeri? Chi li decide? Come saranno divisi tra le varie province e/o Regioni? Boh, nessuno, al momento, può dare una risposta se non quella oramai chiara a tutti che chi usufruirà di questa fase per essere immesso in ruolo non avrà una cattedra ma sarà utilizzato come “tappabuchi” nelle scuole, alla faccia della professionalità.

Domanda di partecipazione e svolgimento della procedura nazionale.

I docenti che intendono partecipare alle fasi relative alla procedura nazionale (fasi “B” e “C”) devono presentare un’unica domanda attraverso istanze on line; le domande eventualmente presentate con modalità diversa saranno considerate nulle.

In questa fase i docenti che appartengono ad entrambe le categorie (concorso 2012 e GaE) esprimono per quale delle due categorie intendono essere trattati.

I docenti che sono in possesso della specializzazione per l’insegnamento sui posti di sostegno esprimono l’ordine di preferenza tra i posti di sostegno ed i posti comuni.

Inoltre, gli aspiranti, esprimono l’ordine di preferenza fra tutte le province, a livello nazionale.

La domanda va presentata dalle ore 09.00 del 28/7/2015 alle ore 14.00 del 14/8/2015.

Alla assunzione si provvede scorrendo l’elenco di tutte le iscrizioni nelle graduatorie (ordinate per punti), dando priorità ai soggetti delle graduatorie di merito del concorso rispetto a quelli collocati nelle GaE provinciali. Per ciascuna iscrizione in graduatoria e secondo l’ordine precedentemente espresso, la provincia e la tipologia di posto su ciascun soggetto è assunto, sono determinate scorrendo, nell’ordine, le province secondo le preferenze indicate e, per ciascuna provincia, la tipologia di posto secondo la preferenza indicata. I docenti accettano espressamente la proposta di assunzione (quindi non è prevista la nomina d’ufficio) entro 10 giorni dalla ricezione della comunicazione. In caso di mancata accettazione nei termini e secondo le modalità indicate, i docenti non potranno essere destinatari di ulteriori proposte di assunzione a tempo indeterminato e sono definitivamente cancellati dalle graduatorie.

Le nomine effettuate entro il 15 settembre comportano l’immediata presa di servizio. In caso di nomine effettuate successivamente l’assegnazione della sede avviene al termine della fase salvo che l’aspirante non sia titolare di contratto di supplenza diverso da quello per supplenze brevi e saltuarie. In tal caso la presa di servizio e l’assegnazione della sede avverrà dal 1° settembre per chi ha supplenze annuali e al 1° luglio per le supplenze per chi è titolare di supplenze al termine delle attività didattiche.

Renzi “elimina” il precariato ribaltando anche la sentenza europea

A decorrere dal 1° settembre 2016 “i contratti di lavoro stipulati con il personale docente, educativo ed ATA presso le istituzioni scolastiche, per la copertura di posti vacanti e disponibili, non possono superare la durata di 36 mesi anche non continuativi”.

Cioè, tutti i precari che lavoreranno per più di 36 mesi saranno DEFINITIVAMENTE licenziati: in questo modo il “democratico” Renzi aggira la sentenza europea che prevede l’assunzione dei lavoratori dopo 36 mesi di lavoro per la pubblica amministrazione.

Ancor più grave e offensivo risulta lo stanziamento dei 10 milioni di euro in previsione di sentenze favorevoli ai ricorrenti che inevitabilmente, trattandosi di norma anticostituzionale, impugneranno il licenziamento.

Caro Renzi, non era meglio utilizzare quei 10 milioni per aumentare le immissioni in ruolo?

Bandire, inoltre, un concorso nel 2015, senza aver svuotato completamente le GaE e senza aver dato risposta agli attuali abilitati (i precari di II Fascia) è un altro atto estremamente grave.

In questi ultimi anni molti docenti precari hanno ottenuto un’abilitazione frequentando costosi corsi (Pas, TFA, ecc.) e acquisendo esperienze anche decennali di insegnamento. Costringere questi docenti ad un ulteriore concorso rappresenta una beffa oltre che una vergognosa disparità di trattamento rispetto agli altri colleghi con gli stessi titoli.

“CLASSI POLLAIO”: una nuova sentenza del TAR Sicilia

Il TAR Sicilia con la sentenza n. 1831/2015, depositata lo scorso 22 luglio, ha imposto all’U.S.R. Sicilia – Ambito Territoriale della provincia di Trapani di sdoppiare una “classe pollaio” con 29 alunni di cui 2 disabili, riconoscendo quanto da noi sempre sostenuto: l’eccessivo numero di alunni per classe, oltre a aggravare i rischi relativi alla sicurezza, incide negativamente sulla qualità della didattica pregiudicando la formazione degli alunni e, in particolar modo, non consentendo la piena integrazione dei disabili.

I genitori e gli studenti di un Istituto Superiore di Castelvetrano – rappresentati dall’avv. Mariachiara Garacci legale dei Cobas Scuola della Sicilia – hanno impugnato il decreto con cui il Provveditorato di Trapani costituiva una sola classe prima con 29 alunni dei quali 2 disabili.

La sentenza accoglie la tesi, da noi sostenuta e già condivisa dal TAR, che in casi del genere, il numero di alunni per ciascuna classe (iniziale, intermedia o finale) non può superare il tetto di venti unità, come previsto dall’art. 5, comma 2, del d.P.R. n. 81/2009: “Le classi iniziali delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado, ivi comprese le sezioni di scuola dell’infanzia, che accolgono alunni con disabilità sono costituite, di norma, con non più di 20 alunni …”.

Un limite che deve permanere anche nelle classi successive, infatti – continua la sentenza – “una lettura improntata a parametri di logicità impone di ritenere che, in presenza di alunni disabili, il limite dei venti alunni previsto per le «classi iniziali» debba considerarsi valido per tutte le classi”.

Siamo di fronte ad un’altra sentenza dagli effetti dirompenti, che rimette in discussione il modo in cui vengono formate le classi in presenza di alunni disabili e la logica del risparmio che attraversa la politica scolastica negli ultimi anni.

Un nuovo successo contro le “classi pollaio”, che si aggiunge alla sentenza del TAR Palermo n. 2250/2014, per l’avv. Mariachiara Garacci e i Cobas Sicilia che continueranno a sostenere i diritti degli alunni e delle famiglie, perché siano rispettate almeno le condizioni essenziali di vivibilità: numero di alunni per classe, capienza delle aule, piena integrazione dei disabili.

COME INIZIARE UN NUOVO ANNO DI LOTTE CONTRO “LA CATTIVA SCUOLA”

COME INIZIARE UN NUOVO ANNO DI LOTTE CONTRO

LA CATTIVA SCUOLA”

Abbiamo fatto di tutto per bloccare “La Cattiva Scuola” di Renzi, ma alla fine questo Parlamento – eletto con una legge che la Consulta giudica “incostituzionale” – ha approvato la L. n. 107/2015. Ancora una volta il “Palazzo” ha dimostrato tutta la distanza, se non il disprezzo, nei confronti di lavoratori, studenti, genitori e cittadini che nell’ultimo anno si sono unitariamente opposti a questo catastrofico progetto che la maggioranza dei deputati e dei senatori ha servilmente approvato.

Ma, persa questa battaglia, dobbiamo comunque continuare a contrastare la guerra dichiarata alla Scuola Pubblica dal Governo e dai suoi sostenitori e dal 1° settembre lo scontro si dovrà intensificare all’interno delle scuole e nella società, in forme diffuse, profonde e, speriamo, ancora unitarie, per ostacolare l’attuazione della “Cattiva Scuola”. Abbiamo individuato alcune priorità.

RESISTENZA E BOICOTTAGGIO NELLE SCUOLE

  • Tra la fine di agosto e l’inizio di settembre incontri informativi con gli iscritti per discutere i 212 commi della “Cattiva Scuola”.

  • All’inizio di settembre incontro con le RSU per individuare e sostenere forme di opposizione allo strapotere dei presidi-padroni.

  • L’11 settembre, promuoviamo la massima partecipazione delle nostre RSU all’assemblea nazionale già convocata a Roma da tutte le OO.SS.

  • Il primo giorno di lezione, organizzazione e partecipazione alle assemblee unitarie che si svolgeranno nei territori per tutte le scuole.

  • Fin dalle prime settimane di scuola, organizziamo Convegni CESP in tutta Italia, per approfondire la riflessione sulle conseguenze che la “Cattiva Scuola” rischia di innescare sul nostro lavoro quotidiano e sulla sostanza della stessa Scuola Pubblica.

Sin dai primi Collegi di settembre, sarà necessario coinvolgere e sensibilizzare i colleghi nel boicottaggio del nuovo Comitato di Valutazione, giudice della “bravura” dei docenti, costruire forme di opposizione sottraendoci – anche individualmente – a questa oscena competizione e dichiarando il nostro rifiuto al “premio”. Contrastiamo ogni forma di “collaborazionismo” che favorisca il realizzarsi della “Cattiva Scuola” e individuiamo ogni strumento – anche giudiziario – per contrastarne la deriva autoritaria e aziendalista (libertà di insegnamento, ruolo OO.CC., ecc.)

MOBILITAZIONI

Dopo il partecipatissimo sciopero dello scorso 5 maggio e la miriade di iniziative locali, per dare visibilità e continuare la mobilitazione in difesa della Scuola Pubblica, prevediamo:

  • una grande manifestazione nazionale, con possibile sciopero, a ottobre che raccolga tutte le diverse sensibilità che in questi mesi si sono mobilitate dentro e fuori le scuole, che diventi un’occasione per ribadire l’importanza del ruolo della Scuola in qualunque progetto di trasformazione democratica della società;

  • intensificazione delle azioni di lotta, per ostacolare l’attuazione delle eventuali deleghe (che la legge attribuisce al Governo su un nuovo “Testo Unico dell’istruzione”; sul nuovo arruolamento; convitti e educandati; sulla nuova modalità di inclusione con la revisione del sostegno e della certificazione della disabilità; sulla nuova istruzione professionale raccordata con la formazione professionale; sul sistema integrato di educazione/istruzione 0-6 anni; sulla promozione della “cultura umanistica”).

REFERENDUM

L’abrogazione referendaria è una strada percorribile. Per avere possibilità di successo, i quesiti devono essere l’esito di proposte ragionate e condivise, a partire dalle istanze e dai bisogni espressi dal mondo della Scuola, attenti alle esigenze della società, collegandosi ad altre iniziative referendarie come quelle contro il “Jobs Act” o lo “Sblocca Italia”.

In materia referendaria, non sono ammesse improvvisazioni e superficialità. Il testo della “Cattiva Scuola” contiene norme tributarie (erogazioni liberali e bonus fiscale) e di bilancio (legate alla legge di stabilità) la cui abrogazione potrebbe essere bocciata dalla Corte Costituzionale.

Infine, è bene ricordare che nel 2003 non potemmo votare contro il finanziamento pubblico della scuola privata perché la Consulta ritenne non organico il testo che sarebbe scaturito dalla vittoria del referendum su cui avevamo già raccolto le firme.

Per valutare concretamente se e come lanciare una campagna referendaria unitaria, auspichiamo che, a partire dai sindacati scuola promotori degli scioperi e delle manifestazioni degli ultimi mesi, si costituisca un luogo unitario di confronto e decisionalità su tempi, modi e quesiti referendari, che coinvolgano il maggior numero di soggetti sociali, culturali e politici impegnati nella difesa della scuola pubblica.

CONSULENZA PIANO STRAORDINARIO ASSUNZIONI 2015

Per i nostri iscritti (o per chi volesse iscriversi) si effettuerà – presso la nostra sede di piazza Unità d’Italia n. 11 – specifica consulenza per l’inserimento delle domande previste dal piano straordinario di assunzioni fasi b) e c), nei seguenti giorni e orari:
– LUNEDÌ 27/7 ore 17-20
– MERCOLEDÌ 5/8 ore 10-13 e ore 17-20
– MARTEDÌ 11/8 ore 17-20
– MERCOLEDÌ 12/8 ore 10-13 e ore 17-20