Martedì 26 aprile 2016, alle ore 17 presso la sede COBAS di piazza Unità d’Italia n. 11, si terrà una assemblea su i seguenti temi all’ordine del giorno:
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Martedì 26 aprile 2016, alle ore 17 presso la sede COBAS di piazza Unità d’Italia n. 11, si terrà una assemblea su i seguenti temi all’ordine del giorno:
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Il 12 maggio sciopero generale della scuola contro la legge 107, i quiz Invalsi e in difesa dei precari, con manifestazioni nelle principali città. Il 4 e 5 maggio sciopero dei/lle maestri/e per boicottare i quiz
È partita la raccolta firme per i Referendum sociali contro la legge 107 e la cattiva scuola di Renzi, contro gli inceneritori e le trivelle, per i Beni comuni
Gli effetti nefasti della legge 107 sono oramai evidenti. La volontà sfacciata di edificare una scuola gerarchizzata sul modello renziano di società (“un uomo solo al comando di strutture aziendali a caccia di profitti economici”), guidata da presidi-padroni e con docenti ridotti a “tuttofare” minacciati di licenziamento, riduzioni salariali, trasferimenti, sta creando il caos in strutture già prostrate da più di due decenni di tagli al personale e ai finanziamenti. La creazione di conflitti tra i lavoratori/trici in nome della premialità di un presunto “merito” – finalizzata alla creazione di una “corte” di docenti al servizio del preside – sta distruggendo la collegialità e il lavoro unitario, cancellando la libertà didattica, unica garanzia per gli studenti e le famiglie di pluralismo e ricchezza culturale. E, mentre prosegue la resistenza all’applicazione della 107, appare sempre più chiaro il ruolo cruciale che in essa ricoprono i quiz Invalsi. Per la “valutazione” di docenti, studenti e scuole e per i finanziamenti, l’apparato ministeriale intende imporre l’unico elemento che ritiene dotato di una parvenza di “oggettività statistica”: e cioè i risultati degli assurdi indovinelli invalsiani.
Il 4 e 5 maggio (elementari) e il 12 maggio (superiori) si rinnoverà il rito insensato dei quiz, contro il quale avrà ancora più rilievo degli anni scorsi l’opposizione frontale dei lavoratori/trici della scuola, degli studenti e dei genitori che intendono difendere la qualità e i valori della scuola pubblica. Già lo scorso maggio gli insulsi indovinelli vennero sbeffeggiati e annullati in tantissime scuole dallo sciopero indetto dai COBAS e dal boicottaggio di studenti e genitori.
Dunque, tenendo conto anche dell’emarginazione/espulsione di una marea di precari, dell’indegno trattamento riservato agli ATA e ai neo-assunti nell’“organico funzionale” (eufemismo che copre la “supplentite”), e del perdurare del blocco contrattuale (da 7 anni) che ulteriormente impoverito docenti ed ATA, abbiamo convocato per il 12 maggio lo sciopero generale di tutte le scuole, con manifestazioni nelle principali città; nonché lo sciopero del personale docente (in Sardegna anche degli ATA) della scuola primaria il 4 e il 5 maggio per il boicottaggio dei quiz. Ogni insegnante sceglierà il giorno in cui lo sciopero sarà più efficace per il boicottaggio. Lo sciopero del 12 maggio è convocato anche dalla Gilda e dall’Unicobas.
Oltre ad esigere la cancellazione dei quiz Invalsi e del loro uso per “valutare” docenti, studenti e scuole, scioperiamo contro la 107 e in particolare contro il premio di “merito”, la chiamata diretta da parte del preside per incarichi solo triennali (negli ambiti territoriali), l’obbligo di alternanza scuola-lavoro di 200 ore nei licei e di 400 nei tecnico-professionali, l’accordo sulla Mobilità, che colpisce in particolare gli insegnanti della “fase C”. Nel contempo chiediamo un significativo aumento salariale contrattuale per docenti ed ATA, recuperando almeno quanto perso negli ultimi anni, l’assunzione di tutti i precari/e abilitati o con 360 giorni di insegnamento, l’aumento del numero dei collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e assistenti tecnici, lo sblocco immediato delle immissioni in ruolo per tutti i profili ATA.
Intanto è anche iniziata la campagna dei REFERENDUM SOCIALI, per eliminare i punti più intollerabili della legge 107, gli inceneritori e le trivelle petrolifere, nonché per una Petizione popolare in difesa dell’acqua pubblica. Le giornate di preparazione e di effettuazione dello sciopero dovranno anche dare un grande impulso alla raccolta firme dei Referendum, strumento rilevante per battere la cattiva scuola di Renzi e per smantellare installazioni inquinanti e pericolose.
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Convegno di Aggiornamento/Formazione con esonero dal servizio per il personale ATA, DOCENTE, DIRETTIVO, ISPETTIVO, della Scuola pubblica statale
mercoledì 13 aprile 2016 ore 8.30-14.00
IISS “Almeyda-Crispi”
largo Mineo n. 4 (ex piazza Campolo) ‐ Palermo
*****
È necessario segnalare la concessione dell’esonero per la partecipazione al convegno compilando il modulo online all’indirizzo
Dalle ore 8.30 alle ore 9.00: registrazione delle presenze
RELAZIONI
Prof.ssa CANDIDA DI FRANCO. Cesp Sicilia
Prof. ROBERTO ALESSI. Cesp Sicilia
Prof. FERDINANDO ALLIATA. Cesp Sicilia
Prof.ssa EMANUELA ANNALORO. Docente IISS “Enrico Medi” Palermo
Prof. CARMELO LUCCHESI. Cesp Sicilia
Dibattito e Conclusioni
Il CESP è Ente accreditato per la formazione/aggiornamento del Personale della scuola D.M. 25/07/06 prot.869 e Circ. MIUR prot. 406 del 21/02/06. La partecipazione ai Convegni e seminari dà diritto, ai sensi degli art. 63 e 64 del CCNL 2006/2009, all’esonero dal servizio. Al termine del convegno sarà rilasciato attestato di partecipazione.
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VENERDÌ 8 APRILE 2016 ore 17.30 SCUDERIE DI PALAZZO CEFALÀ, VIA ALLORO - PALERMO * * * ASSEMBLEA CITTADINA DI PRESENTAZIONE DELLA CAMPAGNA PER I REFERENDUM SOCIALI CONTRO LA “CATTIVA SCUOLA” DI RENZI PER LA DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA PER IL RISPETTO DELLA DEMOCRAZIA CONTRO TRIVELLE ED INCENERITORI PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE COMITATO REFERENDARIO DELLA PROVINCIA DI PALERMO SEDE: PRESSO CIRCOLO ARCI PYC, VIA DE SPUCHES 20 - PALERMO FB: Comitato Referendario Palermo Comitato.referendario.palermo@gmail.com La locandina per la stampa
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L’ORGANICO DELL’AUTONOMIA
Docenti di Potenziamento
Docenti Inidonei – Docenti Materia Alternativa – Docenti Precari
Modelli Viventi
Si è svolto il 22 marzo 2016, presso la sala Convegni CESP, il Convegno su “L’organico dell’autonomia. Docenti Comuni-Docenti di Sostegno-Docenti di Potenziamento-Docenti Inidonei-Docenti Materia Alternativa-Docenti Precari-Modelli Viventi”, per analizzare le ricadute della legge n. 107/2015 sulla realtà dell’organizzazione scolastica.
Nell’analisi condotta quattro sono stati in particolari i punti sui quali si è soffermata l’attenzione: il comitato di valutazione e i nuovi poteri del dirigente; il piano triennale dell’offerta formativa e la perdita di autonomia del collegio dei docenti; le immissioni in ruolo e la destrutturazione della funzione docente; l’alternanza scuola-lavoro e la definitiva affermazione della scuola azienda. Dall’approfondito dibattito svoltosi nell’arco della mattinata è emerso un quadro fortemente problematico dell’attuale panorama scolastico, dal quale affiora un sostanziale impoverimento dell’attività didattica e un forte ridimensionamento del ruolo docente, a fronte di una deriva autoritaria degli attuali dirigenti, che tentano di imporre linee di indirizzo non condivise attraverso lo strumentale utilizzo in funzione di controllo di uno staff dirigenziale che riduce l’azione educativa ad omologazione a modelli didattici standardizzati.
A tale proposito, pur senza nascondersi le difficoltà presenti nell’organizzazione di una campagna capillare ed estesa, la scelta di proporre quattro quesiti referendari a sostegno di una scuola, laica, libera, plurale e democratica è stata salutata dai presenti come essenziale per allargare il consenso al rifiuto del modello di scuola proposto.
Al termine del Convegno i presenti si sono recati al MIUR per porre all’attenzione del ministero le problematiche relative a inidonei, neoimmessi in ruolo, precari di II e III fascia, modelli viventi e qui, una rappresentanza di docenti è stata ricevuta da funzionari del Ministero, che hanno risposto ai quesiti posti.
La Direzione Generale per la politica finanziaria e per il bilancio, appositamente interpellata per la questione relativa al mancato pagamento dei modelli viventi, dopo aver preso visione della problematica, già rappresentata nei precedenti incontri, ha risposto positivamente alle richieste emerse. Nei prossimi giorni sarà, infatti, emanata una nota alle istituzioni scolastiche per procedere ai necessari anticipi di cassa e pagare così, finalmente, lavoratori e lavoratrici che da settembre non ricevono alcuna retribuzione, pur lavorando da mesi.
I funzionari presenti hanno posto una certa attenzione anche alle numerose problematiche rappresentate dai docenti di Fase C, i quali hanno ricevuto risposte soprattutto nel merito delle difficoltà per il raggiungimento dei 120 giorni di servizio validi per il superamento dell’anno di prova. È stata anche presa in considerazione la possibilità di chiarimenti per l’utilizzazione dei docenti nelle attività di potenziamento.
Per i docenti inidonei si è discusso ancora una volta sui contenuti del documento già precedentemente presentato e posto all’attenzione del MIUR “i docenti idonei ad altri comiti, un organico funzionale ante litteram” è stato predisposto un incontro dopo le festività pasquali per la definizione di margini di intervento relativi alla prevista mobilità intercompartimentale obbligatoria.
Di non facile soluzione sono apparse le richieste per i precari di II e III fascia: per i percorsi abilitativi si è ventilata l’ipotesi di apertura di prossimi Tirocini Formativi Attivi per tutti, mentre una certa attenzione è stata posta sui ricorsi dei bandi concorsuali, soprattutto per le classi di concorso di nuova istituzione (è evidente l’incongruenza della richiesta di un titolo abilitante per partecipare al relativo concorso, visto che sino a due mesi fa non esistevano neppure), anche se occorrerà certamente ritornare sulla questione.
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Adesso parliamo noi.
È partita la stagione dei referendum sociali, scuola pubblica, trivelle, inceneritori, acqua, beni comuni: in campo una grande alleanza sociale antiliberista.
Consegnati i 4 quesiti della scuola contro la legge 107 e il quesito per Trivelle Zero. La raccolta firme inizierà il 9 aprile.
È partita con la consegna dei quesiti del movimento in difesa della scuola pubblica contro la legge 107 e la cattiva scuola di Renzi, e di quello del movimento Trivelle Zero, una inedita, complessa ma anche esaltante campagna referendaria su un vasto arco di tematiche sociali antiliberiste, fondata non su partiti o strutture istituzionali ma su una grande alleanza di movimenti, organizzazioni e reti sociali. Nei prossimi giorni si aggiungerà la consegna, da parte delle reti Rifiuti Zero, di un quesito contro gli inceneritori e si cercherà l’intesa per i quesiti-lavoro contro il Jobs Act, il massacro dell’art.18 e il precariato, in difesa dei lavoratori/trici “stabili” e precari.
La vastità e qualità dei temi affrontati non ha precedenti e non è paragonabile ad alcune “lenzuolate” di quesiti presentati negli anni scorsi da questo o quel partito o da schieramenti politicanti istituzionali.
Questa volta il movimento per la scuola pubblica, il movimento per l’acqua e le campagne contro gli inceneritori e le trivelle hanno deciso di lanciare dal basso, e del tutto indipendentemente da partiti o coalizioni istituzionali, una straordinaria campagna di referendum sociali che punti a cancellare i più odiosi provvedimenti della legge 107 per la scuola e a cambiare le politiche ambientali, a partire dallo stop definitivo alle trivellazioni petrolifere e all’eliminazione degli inceneritori, referendum capaci di rafforzare e unificare la mobilitazione sociale e di estendere il coinvolgimento diretto delle persone, al fine di disegnare un altro modello sociale.
In particolare, contro la legge 107 e la cattiva scuola di Renzi 19 esponenti del movimento in difesa della scuola pubblica hanno depositato questa mattina quattro quesiti, per eliminare i superpoteri concessi ai presidi, dalla chiamata nominale dei docenti alla possibilità di distribuire, usando il Comitato di valutazione, aumenti salariali agli insegnanti, per un presunto “merito”, a propria discrezione; per cancellare l’obbligo alla “alternanza scuola-lavoro” per almeno 400 ore ai tecnici professionali e 200 ore ai licei, nonché le donazioni private, detratte dalla fiscalità, a singole scuole.
Tali quesiti sono stati presentati da un vasto arco di forze, protagoniste delle fortissime lotte dello scorso anno contro la legge 107, sindacati, associazioni, reti nazionali, a partire da COBAS, FLC Cgil, Gilda, Unione degli Studenti, Comitati LIP, Unicobas, che hanno firmato unitariamente tutti i quesiti.
Sarà anche una stagione referendaria per la democrazia, pure essa sotto attacco da parte del governo attraverso le “riforme” costituzionali che nell’autunno prossimo affronteranno il referendum confermativo.
Pur nella nostra dimensione autonoma, e del tutto indipendente da partiti e politica politicante, vogliamo contribuire anche alla campagna per il NO alla controriforma istituzionale, poiché la democrazia coincide con il potere che hanno le persone di decidere sulle scelte di fondo per gli assetti della società.
Così come sosteniamo il referendum No Triv sulla proroga indefinita alle concessioni per l’estrazione di idrocarburi entro le 12 miglia, che si svolgerà il prossimo 17 aprile.
La raccolta firme inizierà il 9 aprile.
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Partono i Referendum sociali per la scuola pubblica, per bloccare il Piano nazionale inceneritori, per l’opzione “Trivelle zero” in Italia e per la difesa dei beni comuni.
Domenica a Roma, al Cinema Palazzo, si è svolta una partecipatissima assemblea nazionale con centinaia di persone provenienti da tutta Italia che ha dato avvio alla nuova stagione referendaria.
Da giovedì 17 marzo si avvierà il deposito dei primi quesiti alla Cassazione per far partire la raccolta delle firme con un evento unitario e diffuso il 9 e 10 aprile che darà vita alla campagna nazionale di mobilitazione che si chiuderà entro il 9 luglio prossimo.
L’obiettivo è superare le 500.000 firme necessarie per tutti i sei quesiti referendari già in campo, oltre quelli contro la privatizzazione dei beni comuni in via di definizione, per andare al voto nella primavera del 2017.
L’approvazione dei principali provvedimenti governativi, dalla “Buona Scuola” allo “Sblocca Italia”, con cui si è attaccato il ruolo della scuola pubblica, privatizzati i beni comuni e i servizi pubblici, aggredito l’ambiente, a partire dalle trivellazioni e da un autoritario aumento di nuovi inceneritori ed abbattuti i diritti del lavoro, ha innescato un crescente percorso di lotta che sostiene un opposto modello di sviluppo fatto di tanti comitati, movimenti, sindacati, associazioni che hanno iniziato ad incontrarsi in numerose assemblee sul territorio, da Bologna a Pescara, da Ancona a Napoli ed a Roma.
Si è pertanto formalizzata ieri l’alleanza sociale tra i movimenti per la scuola pubblica, per l’acqua bene comune, contro la devastazione ambientale che si oppone alle trivellazioni e contro il piano nazionale per vecchi e nuovi inceneritori che insieme chiedono di puntare ad una società “democratica” che investa sul valore della scuola pubblica, sulla sostenibilità ambientale e la difesa della salute pubblica, sulla gestione pubblica dei servizi locali, sul lavoro stabile e sul diritto al reddito che veda la piena attuazione del dettato costituzionale, e non il suo smantellamento.
L’iniziativa incrocia infatti il tema della democrazia e della sua espansione, che altro non è se non il rovescio della medaglia dell’affermazione dei diritti fondamentali. La nostra stagione dei referendum sociali, pur nella sua dimensione autonoma, vuole contribuire anche alla campagna per il NO alla controriforma istituzionale, con la convinzione che parlare di democrazia non significa ragionare puramente di architettura istituzionale ma del potere che hanno le persone di decidere sulle scelte di fondo che riguardano gli assetti della società.
Proprio perché non pensiamo che la nostra iniziativa sia autosufficiente e esaustiva delle battaglie in corso ci sentiamo fortemente impegnati per l’affermazione del Sì al referendum contro la prosecuzione indefinita delle concessioni in mare entro le 12 miglia del prossimo 17 aprile, così come nella preparazione e nella buona riuscita della manifestazione nazionale contro il TTIP prevista per il 7 maggio.
Per quanto riguarda il Jobs Act, provvedimento che ha la stessa matrice di quelli oggetto del nostro intervento, non rinunciamo né all’idea che, progressivamente, si possa costruire un intreccio sempre più stretto tra le questioni che oggi sono al centro dell’iniziativa e il tema del lavoro, né alla nostra autonomia di giudizio e di iniziativa anche su questo tema, una volta conosciuti gli eventuali quesiti referendari promossi dalla CGIL.
Si apre quindi una stagione di grande impegno sociale, che mobiliterà sui grandi temi della Costituzione materiale tante persone nei territori affermando un’altra idea di modello sociale e di democrazia.
L’intervento introduttivo completo all’Assemblea di Roma può essere letto qui: http://wp.me/p78jxh-zx
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I COBAS Scuola Palermo convocano mercoledì 16 marzo 2016, alle ore 17.00, presso la sede di piazza Unità d’Italia n. 11, un’assemblea in cui verranno discussi i seguenti punti all’ordine del giorno:
1) Ricorso avverso bandi di concorso per inserimento non abilitati su posto comune.
2) Ricorso avverso bandi di concorso per inserimento abilitandi su posti di sostegno.
3) Situazione ricorsi diploma magistrale.
4) Situazione graduatoria ad esaurimento dopo ripulitura e prima del concorso.
5) Varie ed eventuali.
Siete tutti invitati a partecipare ed intervenire (iscritti e non).
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In due anni il governo Renzi ha imposto una lunga serie di distruttive “riforme”, basate sulla centralità del mercato come legge-guida nella società: ha attaccato, con la legge 107, il carattere pubblico della scuola, ha ingigantito la precarietà nel lavoro e prodotto una nuova ondata di mercificazioni dell’acqua, dei beni comuni e dei servizi pubblici locali, in aperto disprezzo dell’esito del referendum del 2011, perseguendo con il decreto Sblocca Italia una politica di devastazione ambientale, della quale le trivellazioni, in mare e in terra, e l’imposizione di una marea di inceneritori in tutta Italia, costituiscono gli elementi più eclatanti. Di fronte a tale scempio, le mobilitazioni sociali hanno costituito esperienze fondamentali, ma non sono riuscite a bloccare i provvedimenti governativi e necessitano ora di un salto di qualità nella connessione fra loro.
Per questo, il movimento per la scuola pubblica, il movimento per l’acqua e le campagne contro gli inceneritori e le trivelle hanno deciso di lanciare una stagione di referendum sociali, a partire dal 9 aprile prossimo, una straordinaria campagna dal basso che punti a cancellare i più odiosi provvedimenti della legge 107 per la scuola e a cambiare le politiche ambientali, a partire dallo stop definitivo alle trivellazioni petrolifere e all’eliminazione degli inceneritori, referendum capaci di rafforzare e unificare la mobilitazione sociale e di estendere il coinvolgimento diretto delle persone, al fine di disegnare un altro modello sociale. In particolare, contro la legge 107 e la cattiva scuola di Renzi proponiamo quattro quesiti, per eliminare i superpoteri concessi ai presidi, dalla chiamata nominale dei docenti alla possibilità di distribuire, usando il Comitato di valutazione, aumenti salariali agli insegnanti, per un presunto “merito”, a propria discrezione; per cancellare l’obbligo alla “alternanza scuola-lavoro” per almeno 400 ore ai tecnici/professionali e 200 ore ai licei, nonché le donazioni private, detratte dalla fiscalità, a singole scuole. Tali quesiti verranno presentati da un vasto arco di forze, protagonista delle fortissime lotte dello scorso anno contro la legge 107, sindacati, associazioni, reti nazionali (oltre ai COBAS, FLC Cgil, Gilda, Unione degli Studenti, Comitati LIP, Unicobas ecc.), insieme a varie realtà locali di docenti, Ata, studenti e genitori.
Sarà anche una stagione referendaria per la democrazia, pure essa sotto attacco da parte del governo attraverso le “riforme” costituzionali che nell’autunno prossimo affronteranno il referendum confermativo. Pur nella nostra dimensione autonoma, vogliamo contribuire anche alla campagna per il NO alla controriforma istituzionale, poiché la democrazia coincide con il potere che hanno le persone di decidere sulle scelte di fondo per gli assetti della società: così come sosteniamo il referendum No Triv sulla proroga indefinita alle concessioni per l’estrazione di idrocarburi entro le 12 miglia, che si svolgerà il prossimo 17 aprile. Per condividere tutto ciò, per costruire gli intrecci e gli obiettivi di questa stagione referendaria sociale, invitiamo sindacati, movimenti, associazioni, comitati e forze politiche e tutti i cittadini/e che hanno a cuore diritti, beni comuni e democrazia. a partecipare all’Assemblea nazionale che si terrà a Roma il 13 marzo prossimo, al Cinema Palazzo (P. dei Sanniti – S.Lorenzo) a partire dalle ore 10.
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Alle RSU/RLS
delle Istituzioni scolastiche
della provincia di Palermo
Questa Associazione Sindacale organizza, ai sensi della normativa vigente, un
Convegno sindacale formazione RSU e RLS
mercoledì 16 marzo 2016, ore 9.00 – 13.00
sede PROVINCIALE COBAS – piazza Unità d’Italia, 11 – Palermo
sui seguenti argomenti:
– LA CONTRATTAZIONE D’ISTITUTO E LA LEGGE n. 107/2015
– MOBILITÀ, ORGANICI E PERDENTI POSTO
– AVVIO DELLA CAMPAGNA REFERENDARIA CONTRO “LA BUONA SCUOLA”
– varie ed eventuali
SEGNALA LA TUA PARTECIPAZIONE
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Il contingente dei permessi di spettanza RSU/RLS è da loro gestito autonomamente nel rispetto del tetto massimo attribuito:
I permessi, giornalieri ed orari, sono retribuiti e sono equiparati a tutti gli effetti al servizio prestato, e possono essere cumulati per periodi anche frazionati. Per garantire la funzionalità dell’attività lavorativa bisogna preavvisare il dirigente della fruizione del permesso sindacale, secondo le modalità concordate in sede decentrata, in genere 24/48 ore prima.
La giurisprudenza, vista anche l’esiguità dei permessi che non permette di individuare un interesse del datore di lavoro, ha negato la possibilità di sindacarne l’uso o di subordinarne la fruizione alle esigenze aziendali (Cass. 4839/92, 8032/96, 9765/96, 11573/97).
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