La Scuola italiana sta vivendo un momento di profonda trasformazione, guidata da quella “rivoluzione digitale” di cui scriveva Mario Draghi già nel 2021 nella premessa al PNRR, la cui centralità è stata recentemente ribadita nel suo rapporto su “Il futuro della competitività europea”. Cosa avverrà nel prossimo futuro non lo sappiamo, ma ci sembra indispensabile provare a riflettere sul contesto generale nel quale si sta realizzando questa trasformazione e quali conseguenze si stanno già determinando sul nostro lavoro di docenti e ATA e sui rapporti con gli studenti e le studentesse nelle aule che quotidianamente frequentiamo. Senza dimenticare il ruolo determinante delle famiglie. Ci aiutano in questa riflessione i contributi di Daniela Tafani docente di Etica e politica dell’intelligenza artificiale all’Università di Pisa, Stefano Borroni Barale docente e autore de “L’intelligenza inesistente” ed. Altreconomia, Ferdinando Alliata curatore del “Vademecum d’autodifesa dalla scuola-azienda” ed. Massari e Adriana De Gregorio docente di Discipline grafico-pubblicitarie, che da tempo e da diversi punti di vista si occupano dell’impatto che le tecnologie hanno sulla nostra vita e sul nostro lavoro. Obiettivo del Convegno, che abbiamo intenzione di replicare in altre città, è anche quello di costruire una rete di relazioni stabili, tra coloro che vorranno partecipare, per monitorare nel tempo gli effetti di questa trasformazione e sviluppare insieme comportamenti e usi che promuovano, piuttosto che il conformismo dilagante, consapevolezza e partecipazione nella scuola e nella società.
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università invita a partecipare ad un Convegno di formazione e aggiornamento onlinecon esonero per il personale scolastico il 30 ottobre 2024
“Non si dica che alla destra non interessa la scuola. Il pensiero conservatore ha ormai chiaro che il conseguimento di un’autentica egemonia culturale passa senz’altro anche dalle aule scolastiche”.
Lo scorso sabato 12 ottobre abbiamo partecipato a Roma ad una grande manifestazione di precari/e (promossa da ESP – Educazione Senza Prezzo) di estrema importanza per la capacità mostrata di mettere in discussione le scelte di politica scolastica di questo ministero.
Se tutte/i noi lavoratrici/ori della scuola [personale docente e ATA] conoscessimo meglio diritti e doveri. Se invece di “mugugnare” nei corridoi imparassimo a prendere parola nelle sedi dove ci si confronta e si decide, a partire dagli Organi Collegiali.
Ricordiamo che, come previsto dal d.m. n. 188/2024“È fissato al 21 ottobre 2024 […] il termine finale per la presentazione, da parte del personale a tempo indeterminato docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola, delle domande di cessazione per raggiungimento del massimo di servizio, di dimissioni volontarie, di trattenimento in servizio per il raggiungimento del minimo contributivo, con effetti dal 1° settembre 2025″.
Mentre l’OCSE certifica impietosamente per l’ennesima volta quanto siano bassi i nostri stipendi [quasi il 20% in meno rispetto alla media OCSE e oltre il 30% in meno rispetto alla media dei paesi del G7, ma ci ritorneremo] c’è chi sperimenta una scuola senza docenti.
Nuovo anno scolastico al via. L’Intelligenza Artificiale debutta nella didattica. Ma quale istruzione vogliamo davvero? * di Andrea Petracca e Michele Lucivero