Video: ESPERO: «silenzio-assenso» come e perché NON aderire [1.10.2025]
Video: Col silenzio/assenso ESPERO ci toglie il TFR [27.3.2024]
Video: Perché NON aderire a Espero [21.4.2023]
Presentazione: ESPERO: «silenzio-assenso» come e perché NON aderire [1.10.2025]
ESPERO. Rendimenti
Domanda
Ho effettuato una simulazione sul sito di ESPERO per valutare quanto potrei ricevere quando andrò in pensione. Sono attendibili questi risultati?
Risposta
Tutte le simulazioni si basano su dati relativi a rendimenti attesi, crescita della contribuzione, tasso di inflazione e costi che devono essere preimpostati. Tutti questi valori sono certi? Assolutamente no, infatti nelle Avvertenze che si possono leggere in queste mirabolanti simulazioni, troverai qualcosa del genere: “Gli importi di seguito riportati sono proiezioni fondate su ipotesi di calcolo che potrebbero non trovare conferma nel corso del rapporto. In tal caso la posizione individuale effettivamente maturata e la prestazione pensionistica corrispondente risulteranno differenti da quelle riportate. Le indicazioni fornite non impegnano pertanto in alcun modo né ESPERO, né la COVIP”.
Se vuoi anche verificare cosa è accaduto nel corso degli ultimi 10 anni – e che comunque potrebbe non ripetersi in altri periodi – scoprirai che [fonte COVIP, dicembre 2023] mediamente i fondi pensione negoziali hanno realizzato – con significative oscillazioni – un rendimento medio annuo del 2,4%, uguale a quello sempre positivo del TFR, quindi ben lontano dalle promesse che vengono fatte.
ESPERO. Perché non aderire
Domanda
Quali sarebbero le ragioni per cui consigliate di NON aderire a ESPERO?
Risposta
Cercando di sintetizzare al massimo [e rinviando a quanto abbiamo già pubblicato contro l’adesione ai Fondi Pensione Negoziali, qui e qui, e a quanto detto in questo webinar] le principali ragioni sono:
- il TFR è salario differito, cioè sono soldi del/la lavoratore/rice: un accantonamento annuo che corrisponde quasi al valore di una mensilità e che è rivalutato annualmente con l’1,5% fisso più il 75% del tasso di inflazione. Aderendo ad ESPERO l’unica certezza è che non lo si riceverà più.
Che poi qualcuno si arroghi il diritto di prenderseli in gestione semplicemente attraverso il «silenzio» del/la dipendente dà l’idea di un borseggio con scaltrezza; - inattendibilità delle simulazioni sui rendimenti attesi che si basano su dati relativi alla crescita della contribuzione, tasso di inflazione e costi che devono essere preimpostati. Questi valori non sono certi né prevedibili e infatti nelle Avvertenze che si possono leggere in queste mirabolanti simulazioni, si trova sempre qualcosa del genere: «Gli importi di seguito riportati sono proiezioni fondate su ipotesi di calcolo che potrebbero non trovare conferma nel corso del rapporto. In tal caso la posizione individuale effettivamente maturata e la prestazione pensionistica corrispondente risulteranno differenti da quelle riportate. Le indicazioni fornite non impegnano pertanto in alcun modo né ESPERO, né la COVIP». Infatti, nella realtà degli ultimi 10 anni [fonte COVIP, dicembre 2024] i fondi pensione negoziali hanno realizzato mediamente, e con significative oscillazioni nei diversi periodi, un rendimento medio annuo del 2,2%, inferiore dello 0,2% a quello invece sempre positivo del TFR, quindi ben lontano dalle simulazioni che vengono proposte;
- aderire a una qualunque forma di “previdenza” complementare è una scelta individualistica che mina la solidarietà tra lavoratori e generazioni. Infatti, tutti i fondi pensione sono a capitalizzazione individuale: cioè la contribuzione di ogni singolo aderente affluisce in appositi conti individuali e la prestazione finale sarà commisurata all’entità dei versamenti effettuati e dei rendimenti ottenuti. Mentre la previdenza obbligatoria si basa invece sulla ripartizione: i contributi dei lavoratori attuali non vengono conservati su conti individuali, ma sono utilizzati per pagare le pensioni di chi non lavora più.
Inoltre, la decontribuzione a cui sono soggetti questi versamenti individuali riduce il gettito fiscale a danno di tutta la collettività, producendo i danni che i Fondi sanitari “integrativi” hanno già determinato: 4,5mld di euro in meno di gettito a fronte di soli 3mld destinati dalla finanziaria alla tutela della nostra salute; - aderendo ai Fondi si contribuisce alla finanziarizzazione dell’economia che è considerata la principale responsabile delle crisi economiche che ciclicamente si ripetono;
- docenti e ATA sono esclusi da qualsivoglia controllo circa la qualità e il valore etico degli investimenti effettuati dai fondi pensione e gli investimenti non hanno nessuna sostenibilità ambientale o sociale, tanto è vero che ESPERO è costretto a dichiarare che, «allo stato attuale [cioè dopo quasi 25 anni dalla sua istituzione, ndr] non ha perfezionato la definizione di una politica attiva di valutazione dei principali effetti negativi delle decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità». Precisando soltanto che «sono esclusi gli investimenti in società che, nello svolgimento della loro attività principale, siano coinvolte nella produzione, stoccaggio e commercializzazione di armamenti banditi», quindi se non è l’attività principale o se gli armamenti non sono banditi non c’è problema? Per noi sì, visto che sosteniamo le campagne per la riduzione delle spese per gli tutti armamenti, a favore della spesa sociale. Inoltre, anche la Nota informativa depositata presso la COVIP il 31.3.2025 riporta testualmente: «FONDO SCUOLA ESPERO. Non promuove caratteristiche ambientali e/o sociali e non ha come obiettivo investimenti sostenibili» e che «Gli investimenti sottostanti il presente prodotto finanziario non tengono conto dei criteri dell’UE per le attività economiche ecosostenibili»;
- la scelta di destinare il proprio TFR ai fondi pensione è irreversibile e non ammette ripensamenti.
E poi, non fa una pessima impressione ritrovare sindacalisti CGIL-CISL-UIL, SNALS, GILDA e ANP nelle vesti di procacciatori di fondi per banche, assicurazioni e altri soggetti privati che comunque vada ci guadagnano – mettendo a rischio quanto accantoniamo durante la nostra vita lavorativa – e che concorrono alle speculazioni finanziarie, piuttosto che difendere i diritti e gli stipendi dei lavoratori, la previdenza per tutti, la sanità e la scuola pubbliche, gratuite e non regionalizzate?
ESPERO. Possibilità di rinuncia
Domanda
Ho aderito a ESPERO dietro sollecitazione del sindacato di cui facevo parte. Adesso vorrei uscirne ma la segreteria del Fondo mi ha detto che non è possibile. Non ho nessuna possibilità di ritirarmi?
Risposta
Purtroppo quanto ti hanno comunicato dal Fondo è vero: chi aderisce a un fondo pensione negoziale come ESPERO è costretto a rimanerci per tutta la vita lavorativa.
Soltanto chi nel futuro dovesse cadere nella trappola del silenzio-assenso potrà “recedere” entro i trenta giorni che decorreranno dalla comunicazione che il Fondo è tenuto a fare per informare gli aderenti “silenti” della loro iscrizione automatica.
ESPERO. Silenzio-Assenso
Domanda
Ho saputo che ARAN e sindacati “pronta firma” hanno sottoscritto un accordo che prevede l’adesione automatica al fondo pensione Espero attraverso il meccanismo truffaldino del silenzio/assenso. Come possiamo evitare di cadere in questa trappola?
Risposta
Ricapitolando. Abbiamo già dato notizia che il 16.11.2023 è stato definitivamente sottoscritto l’Accordo sulla regolamentazione inerente alle modalità di espressione della volontà di adesione al Fondo pensione Espero, anche mediante forme di silenzio-assenso, ed alla relativa disciplina di recesso del lavoratore, che prevede anche una forma di adesione automatica per i neo-assunti e gli assunti dopo il 1° gennaio 2019. Per evitare di essere iscritti forzosamente al Fondo occorre:
1. i/le neoassunti devono “comunicare all’amministrazione la propria volontà di non aderire” [art. 4, comma 2, dell’Accordo] entro 9 mesi dall’assunzione.
2. chi è stato/a assunto/a dal 1.1.2019 dovrebbe ricevere una comunicazione entro la metà di agosto 2024, alla quale rispondere negativamente [art. 5, comma 3, dell’Accordo].
3. visto che l’Accordo prevede che sia l’adesione sia la non adesione avvenga “con le modalità previste”dallo stesso, non abbiamo proposto un nostro modello di rifiuto che potrebbe indurre chi lo compila a ritenere di avere fatto quanto dovuto per non aderire, ma che invece dovrebbe ripetere seguendo le modalità previste dall’Accordo.
4. in ogni caso, chi si ritroverà iscritto attraverso il silenzio-assenso avrà altri 30 giorni per recedere ai sensi dell’art. 6, comma 3, dell’Accordo: “Per esercitare tale diritto il “Fondo” rende disponibile, attraverso il proprio sito, la modulistica o una procedura conforme agli standard ed alle regole tecniche nazionali in materia di digitalizzazione”.
ESPERO. Evitare l’adesione automatica col «silenzio-assenso»
Domanda
Sono un dipendente assunto il 1° settembre 2019 e non voglio aderire al Fondo Espero né, tantomeno, cadere nella trappola del silenzio/assenso. Cosa devo fare?
Risposta – 13 giugno 2025
Con un ritardo di quasi 19 mesi il ministero ha emanato la Nota [n. 133215 dell’11.6.2025] con cui vengono definite le modalità di adesione automatica al Fondo Pensione ESPERO tramite il truffaldino meccanismo del «silenzio-assenso».
Secondo quanto contenuto nella Nota in questione e nel sito di ESPERO:
1. il Ministero deve ancora comunicare alle scuole l’apertura delle funzioni SIDI dedicate alla procedura del «silenzio-assenso» attraverso cui fornire la dichiarazione di non adesione;
2. quindi, al momento non è ancora arrivata nessuna comunicazione al personale e non sono ancora iniziati a decorrere i 9 mesi entro cui si può volontariamente non aderire e non fare scattare il «silenzio-assenso»;
3. chi non vuole aderire – come auspichiamo – dovrà inserire il proprio diniego sul SIDI e conseguentemente il MIM non inserirà il suo nominativo negli elenchi degli iscritti per «silenzio-assenso» da inviare a ESPERO;
4. nel malaugurato caso di iscrizione automatica sarà poi ESPERO a comunicare all’interessato/a – attraverso la scuola di servizio – il link al proprio sito attraverso cui poter recedere dall’iscrizione al fondo.
Quindi, solo quando si riceverà l’informativa, con una comunicazione da cui si possa ricavare con certezza la data di ricezione, inizieranno a decorrere i 9 mesi per il «silenzio-assenso» e si potrà procedere utilizzando le modalità predisposte dal MIM sul SIDI per dichiarare autonomamente la non adesione al fondo.
ESPERO. Comunicazione «diniego» al «silenzio-assenso»
Domanda
Sono stata assunta dal primo settembre 2023 e il giorno della presa di servizio ho compilato un modulo in cui dichiaravo di NON voler aderire al Fondo Espero.
Oggi la scuola ha inviato una circolare in cui si afferma che: «Con nota 133215 del 11/06/2025, il MIM… ha disciplinato nuove modalità di adesione al fondo medesimo per il personale scolastico. L’Accordo si applica al personale della scuola assunto a tempo indeterminato con decorrenza economica successiva al 1° gennaio 2019… Il personale che non intende aderire al Fondo può esprimere il proprio diniego entro 9 mesi tramite apposita istanza disponibile sull’area POLIS (Istanze OnLine)».
Devo quindi dedurre che i 9 mesi partono da questa comunicazione, avvenuta in data odierna, e non dalla data di assunzione, è corretto?
Devo comunque comunicare la NON adesione su Istanze Online? Anche se su Noipa alla voce “Previdenza complementare” lo status di adesione è “Non Aderito”?
Risposta – 20 giugno 2025
Per essere precisi, ai sensi dell’art. 5, comma 2, dell’Accordo del 16.11.2013, la comunicazione al personale andrebbe «resa mediante comunicazione personale agli interessati con modalità che garantiscano la certezza della data di ricezione» e sicuramente una semplice circolare non rispetta quanto previsto [leggi qui].
Comunque, hai perfettamente ragione:
1. i 9 mesi decorrono dalla data di ricevimento dell’informativa, data che la scuola inserirà su Istanze Online;
2. devi necessariamente comunicare il tuo «diniego» su Istanze Online. Non vale la tua precedente dichiarazione né tantomeno quello che attualmente risulta su NoiPA.
ESPERO. Comunicazione «informativa» sul «silenzio-assenso» attraverso l’applicativo «Sigillo»
Domanda
Ho ricevuto una mail avente per OGGETTO: FEA Documento pronto per la firma – Sigillo Gestione, con cui mi «è stato richiesto di firmare un documento denominato Trasmissione Informativa modalità di adesione al Fondo pensione complementare “Espero”… , predisposto da…» la mia scuola. Sono stato assunto a tempo indeterminato il 1° settembre 2022 e non voglio aderire a Espero. Cosa devo fare?
Risposta – 25 giugno 2025
La tua scuola ha scelto come modalità di comunicazione dell’«informativa» sul silenzio-assenso l’applicativo «Sigillo» che permette «di apporre la firma elettronica sui documenti prodotti dall’Amministrazione senza la necessità di utilizzare un certificato di firma digitale emesso da una Certification Authority».
Se non vuoi aderire ad ESPERO – cosa che consigliamo vivamente – devi seguire la procedura che descriviamo QUI
In sintesi:
- la tua scuola – tramite questa mail – ti ha portato a conoscenza della «informativa… con specifico ed espresso riferimento all’adesione mediante silenzio-assenso di cui al presente articolo ed al relativo termine, decorso il quale ha luogo l’iscrizione», come previsto dall’art. 5, comma 2, Accordo ARaN-OO.SS. 16.11.2023;
- una volta che hai apposto la tua firma elettronica tramite l’applicativo «Sigillo» la scuola DEVE «inserire tempestivamente a SIDI … la data di consegna e di presa visione dell’informativa» [Nota MIM n. 133215/2025], da questa data cominceranno a decorrere i 9 mesi entro i quali puoi NON aderire;
- solo dopo che la scuola avrà inserito questa data, ed entro i 9 mesi successivi, devi andare su Istanze OnLine del ministero e compilare quanto indicato nella Istanza di comunicazione di NON adesione al Fondo Espero [Nota MIM n. 4019/2025].



