CCNL 2025. PASTICCIO ARRETRATI: oltre il danno la beffa

A seguito della firma del CCNL 23.12.2025, MIM e ARaN avevano diffuso loro comunicazioni in cui sbandieravano aumenti e arretrati cha risultavano gonfiati perché comprendevano voci che erano già in pagamento da anni come l’IVC o il cosiddetto “anticipo rinnovo”.
Avevamo già denunciato quanto veniva propagandato [QUI], ma non ci aspettavamo quanto accaduto in questi giorni quando abbiamo ricevuto numerose segnalazioni di errori e di stranezze nei cedolini degli arretrati di docenti e ATA, sia in servizio sia in pensione.

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FINANZIARIZZAZIONE E SCUOLA. Studenti e docenti imprenditori di se stessi? Convegno 14.1.2026

Il CORSO è utile all’assolvimento del diritto-dovere di formazione ex art. 36 CCNL 2024 e dell’obbligo di formazione ex art. 1, comma 124, l. n. 107/2015
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SOTTO L’ALBERO IL PACCO COL CCNL Scuola

Lo scorso 23 dicembre, l’ARaN e i soliti sindacati “pronta-firma” [tranne la Cgil, orfana del governo “amico”] hanno sottoscritto definitivamente il nuovo CCNL Istruzione e ricerca per il triennio 2022-2024, ma già scaduto il 31.12.2024.
Come scrive l’ARaN, «Le parti […] hanno convenuto di limitare questa tornata negoziale alle sole materie del trattamento economico e delle relazioni sindacali», mentre «la revisione e l’eventuale aggiornamento degli altri istituti normativi sarà affrontata in occasione della successiva negoziazione relativa al triennio 2025-2027».
Mentre Ministero, ARaN e sindacati firmatari esprimono soddisfazione, e Valditara auspica «che entro gennaio possano essere assicurati aumenti ed arretrati», proviamo a fare qualche conto su questo pacco natalizio.

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NUOVO CCNL: LA MONTAGNA HA PARTORITO UN TOPOLINO. Sciopero Generale venerdì 28 novembre

Lo scorso 5 novembre, l’ARaN e i sindacati “pronta-firma” [tranne la Cgil, forse orfana del governo “amico”] hanno sottoscritto l’Ipotesi per il nuovo CCNL 2022-2024 per il personale della Scuola – già scaduto il 31.12.2024 – che riguarda solo la parte economica e le relazioni sindacali.

È l’ennesimo contratto a perdere: la montagna ha partorito un topolino!

È invece necessario – come rivendichiamo con lo SCIOPERO GENERALE – il recupero di almeno il 30% del potere d’acquisto dei nostri stipendi. Una necessità di giustizia e dignità sociale. La qualità dell’istruzione dipende anche dal riconoscimento economico di chi quotidianamente costruisce il sapere e le relazioni dentro le nostre scuole.

Governo, ARaN e sindacati firmatari esprimono soddisfazione, ma vediamo più nel dettaglio la parte economica di questo presunto «importante risultato» sbandierato nelle loro rituali dichiarazioni:

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NASpI: nuovi obblighi SIISL per il personale scolastico precario + TUTORIAL

Il d.m. n. 174/2024 ha determinato importanti novità per il personale docente e ATA precario che presenta la domanda di NASpI. Infatti, adesso si risulterà iscritti d’ufficio al Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e LavorativaSIISL e sarà obbligatorio accedere – entro 15 giorni dall’inizio della NASpI – al portale e sottoscrivere il Patto di attivazione digitale – PAD [vedi anche il Messaggio INPS n. 4011/2024].

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CARTA DOCENTE per i/le precari/e – ASSEMBLEA 1.7.2025

Come è noto, il d.l. n. 45 del 7.4.2025 ha esteso la Carta del docente, solo per l’a.s. 2024/2025, anche ai docenti con contratto a tempo determinato annuale per un importo pari a 500 euro.

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ESPERO: come e perché NON ADERIRE

Come vedete sopra, sono finalmente disponibili sul SIDI al Servizio Istanze OnLine le «funzioni per la gestione delle modalità di adesione al Fondo pensione complementare “Espero” per silenzio-assenso» [Nota MIM n. 4019/2025].

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Attenzione a ESPERO: ARRIVA il SILENZIO-ASSENSO

Con un ritardo di quasi 19 mesi il ministero ha emanato la Nota [n. 133215 dell’11.6.2025] con cui vengono definite le modalità di adesione automatica al Fondo Pensione ESPERO tramite il truffaldino meccanismo del «silenzio-assenso». Per ora riguarda solo il personale assunto a tempo indeterminato dal 1° gennaio 2019. Chi cade nel tranello perde il TFR da maturare e sarà obbligato a versare almeno l’1% dello stipendio.

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RICORSO “anno 2013”: la Cassazione sta col ministero

Come avevamo prudentemente scritto all’inizio di quest’anno, per avere un’idea più chiara sulla vicenda giudiziaria legata al riconoscimento dell’anno 2013 ai fini economici avremmo dovuto aspettare le decisioni della Corte di Cassazione su due ricorsi del Ministero: uno contro una docente e l’altro contro una collaboratrice scolastica a cui la Corte d’Appello di Firenze aveva riconosciuto l’anno 2013 per il passaggio alle fasce stipendiali superiori.
Lo scorso 21 maggio sono state finalmente pubblicate le due sentenze “fotocopia” del 2 aprile [n. 13618 e n. 13619] con le quali – purtroppo – la Cassazione accoglie i ricorsi del MIM.

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STIPENDI IN CADUTA LIBERA! Perché? – Focus

Focus su: STIPENDI IN CADUTA LIBERA!

QUI LA REGISTRAZIONE DEL FOCUS

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